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Tecniche di caccia 29/11/2007 - buffetto

SQUADRE O SQUADRETTE ?

Alle prime armi, sembra tutto bello, emozionante, dall’alto tasso di adrenalina ci si fa quasi la pipi’ addosso, il fucile nuovo o magari comprato usato, ma sempre il primo. Le prime giornate al cinghiale sono cosi’, per tutti, ma poi, si comincia a fare 2+2, cioe’ si comincia a capire come dovrebbe funzionare una vera squadra, dal tracciatore, al canaio, al capocaccia, al postaiolo, un po’ come una squadra di calcio, se il tracciatore non fa cio’ che deve, tutto si ripercuote sulle varie figure della squadra intera, a cominciare dal capocaccia, che in sinergia col tracciatore deve decidere le poste e impostare la battuta seguendo diversi parametri che si tramandano anche di generazione in generazione. C’e’ da dire anche che a volte, in certe squadre, il tracciatore magari e’ anche capocaccia o il canaio e’anche tracciatore, ma questo e’ un altro discorso. A chi non e’ capitato di capitare (scusate il gioco di parole) in squadre di scapestrati, con lo pseudotracciatore che anziche’ andare a fare il suo nei giorni precedenti la battuta se ne sta al bar? O il canaio che magari sgancia i suoi cani prima degli altri o dopo e magari in un punto diverso da quello stabilito col capocaccia solo perche’ si sentiva di fare cosi? Oppure il postatolo che arriva la mattina con la barba appena fatta e profumato dal mitico dopobarba DENIM, che magari si mangia un mandarino con la mano destra e con la sinistra mantiene una MARLBORO rossa?? Magari facendo tutto questo in posta? Credo sia capitato a molti, ma prima di arrivare nella compagnia giusta, cioe’ quella che va a caccia per passione e non per ammazzare il tempo, ce ne passa, spesso discussioni, amarezze, antipatie, ma il segreto e’ cercarsene una che fa al proprio caso, che si voglia andare a passare il tempo o a caccia veramente. Vedete, per uno che si macina dai 200 ai 300 km ogni domenica per andare a caccia, sicuramente il caso del mandarino condito col DENIM non va bene, credo…. Comunque, evviva la gerarchia, ma quella vera!!!!!! By Buffetto
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Il mondo venatorio 29/11/2007 - medusa

se non mi succedeva non avrei creduto

una mattina in mezzo alla settimana, organizzammo una battuta di caccia con la mia squadra. Come al solido ci dammo appuntamento al bar, eravamo una decina e mentre facevamo colazione ci organizzavamo per fare una battutina in una zona piccola. Alla fine abbiamo deciso di recarci nei pressi di un canalone, visto che alcuni componenti della squadra nei giorni precedenti avevano trovato del praticato. Giunti sul posto ci siamo sparpagliati per tracciare e vedere come si poteva impostare la cacciata e ci siamo ritrovati dopo due ore facendo un resoconto: c’erano solo tracce di un paio cinghialotti . Impostata la cacciata, abbiamo sciolto un cane sulle tracce e presa bene la traccia abbiamo sciolto anche gli altri. Giunti al covo dei cinghiali sono partiti subito e mentre si dirigevano lungo il canalone una posta sparò tre colpi; arrivati, i cani si fermano dove avevo sentito i tre colpi e si mettono a fermo. Ci siamo sentiti via radio e un mio compagno di caccia disse che erano due cinghiali e che uno l’aveva abbattuto ma l’altro era scappato; allora gli chiesi se riusciva a rimandare i cani su quello che era fuggito. Poco dopo riprese la canizza ma pian piano che mi avvicinavo non sentivo piu’ niente, infatti avevano sballato il canalone; giunto lì mi fermai per ascoltare i cani, ma niente; dopo circa mezzora sentii dei campanelli, infatti due dei cinque cani stavano rientrando. Allora pensai che avessero rinunciato visto che lì vicino c’era una strada asfaltata; passarono altre due ore senza avere notizie degli altri tre cani. Mi misi in contatto con gli altri amici e pensammo che i cani avessero proseguito scavalcando la strada asfaltata e fossero diretti verso il parco. Così partimmo alla loro ricerca ma con esito negativo e giunta sera rimandammo la ricerca all’indomani. Dopo due giorni di ricerca e chiedendo in giro se qualcuno aveva visto i cani, feci mente locale e mi ricordai che il giorno della battuta, cercando i cani, un amico mi disse che era passato in un punto dove c’era un antico pozzo romano pieno di rovi e frasche e per un pelo non ci cadeva dentro. Tornando dal lavoro mi incontrai un amico e con una torcia ci siamo messi di nuovo in cerca. Mentre camminavamo verso il pozzo ogni tanto li chiamavo e ad un certo punto sentimmo il guaire di un cane allora ci siamo diretti verso quei rumori e, proprio come immaginavo, i cani erano caduti nel pozzo. Mi avvicinai al bordo per vedere con la pila se erano tutti e tre e infatti erano lì. A quel punto avvisai subito i compagni di squadra, chiedendogli di portare delle funi e delle cinghie. Nel frattempo ci domandavamo come avessero fatto a cadere nel pozzo tutti e tre. Mentre parlavamo sembrava che i cani abbaiassero a fermo poi ogni tanto si sentiva come un gromito; fu allora che capimmo che insieme ai cani era caduto anche il cinghiale. Mi distesi lungo il bordo, il pozzo era stato scavato nel tufo, era asciutto e profondo circa 7 metri con circonferenza di 2 metri quadrati e il bacile era più largo circa 3 metri quadri; guardai bene e mi accorsi della sorpresa e dissi al mio amico: “ao cesta pure er cinghiale lo vedi che non me sbagliavo” e lui mi rispose: “ma che sta a di famme vede pure a me!”. Gli passai la torcia e feci guardare anche lui e mi disse:”limortacci sua ecco perchè so cascati dentro pure i cani”. Avendo la certezza della presenza del cinghiale chiamai un altro compagno di squadra e gli dissi di portare anche il fucile. Arrivati tutti calammo nel pozzo il piu’ leggero tra di noi; però c’era un problema: non potevamo sparare al cinghiale perché sarebbe stato pericoloso per i cani, così facemmo un gancio con un tondino lungo circa un metro. Nel calare l’amico lo dovevamo sostenere a circa un metro e mezzo da terra, lui agganciava un cane al collare e lo abbracciava dopodichè noi poi lo tiravamo su, ripetendo per tre volte la cosa. A quel punto io dissi:”dateme sto fucile che gli sparo!”. Il guaio e’ che avevamo con noi solo 2 cartucce, certo ne poteva bastare una sola, ma non era semplice perchè fra le risate e le battute e il fatto che il cinghiale era accovacciato sotto la parete più larga, per sparare stavo in una posizione scomoda e mi doveno tenere per le gambe. Il primo colpo lo sbagliai, ma con il secondo lo colpii in pieno. A quel punto abbiamo fatto calare il nostro amico fino a terra, ha legato il cinghiale per una gamba con un altra corda e lo recuperammo. Abbiamo fatto sparire subito il cinghiale ed abbiamo avvisato la forestale della presenza del pozzo. Amici questa cosa potrebbe essere un racconto da fantascienza, ma a me e alla mia squadra è successo veramente. Un saluto da by medusa
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Il mondo venatorio 28/11/2007 - scovatore

VIAGGIO A FARINOLA

Alli 15 di luglio 1575 andai con un compagno a piedi a una Terretta cinque miglia lontana da Penna, detta Farinola posta alle radici di altissime montagne, in un alto colle, sotto di cui corre gelidissimo fiume Tavo, poco lontano dalle proprie fonti. Si cantò da i Rev. preti la solenne messa di San Quirico e di Santa Giulietta sua madre, la cui festa celebrano in tal dì questi popoli. Dopo la qual messa cantata io dissi la nostra bassa, e quella finita per esser l’hora tarda, si andò a desinare. Et alquanto dopo pranzo, essendosi ripiena di popolo la chiesa, predicando fondai la sacra compagnia del santissimo Nome di Dio, essendoci molti anni prima stata posta la compagnia del santissimo Rosario. Finita la predica tornai a riposarmi in casa del Rev. prete, Don Baldassarre. Et ecco che qui comparve un giovane mugnaio, il quale sopra di una bene accordata arpa cantò a ciascheduno di noi che presenti eravamo, all’improvviso molto attamente. E così nostro signore Iddio pone le sue grazie, e comparte i suoi doni, bene spesso ancora in persone semplici, et idiote. Farinola, Terra di circa 220 fuochi, vogliono che deve dirsi Ferinola, dalle fiere che abondano attorno di lei nelle vicine selve , come porci cignali, capri, lupi, et orsi: e perché anche le persone in lei habitanti, per la vicinanza di di somiglianti bestie, tengono elleno ancora del ferino, et alpestre. Tiene questa Terra per insegna un core di orso. Dicesi che in lei sono tre scuole: nella prima s’impara di fare alla lotta. Nella seconda di sonare il corno. E nella terza s’impara il modo di afrontare l’orso. Quando vogliono ragunare il loro consiglio, suonano un corno, ma prima serrano le porte del castello, che altramente tutti i porci che sono fuori a i pascoli, ritornerebbero dentro. Gli essercizii loro, oltre alla coltivazione delle proprie terre, e campi, sono di lavorare madie, et arche et altre si fatte cose, havendo dalle vicine selve copia di faggi, e di altre sorte legnami, come aceri, e simili. Diedi loro l’arra per un arcone di 30 some di grano, e d’una minor arca di 12 some per la farina, in servizio del nostro convento di Penna, e con patto di pagare un carlino per soma. E la sera stessa ce ne ritornammo per lo fresco a casa, riportandone una tortorella donataci, dimestica, ma sola, e piangente la morta sua compagna. ................ A’ 6 di agosto 1575 intorno all’hora di Vespro, partendo con due compagni da Penna andammo cinque miglia pian piano fino alla Terra di Farinola, di cui si è scritto sopra. E secondo la qualità del luogo fummo la sera amorevolmente alloggiati. E la mattina seguente alli 7, essendo festa solenne in detta Terra, predicai a mezza messa cantata: e dopo havendo io ancora celebrata la messa nostra piana, si andò a desinare: et havendo scritte alcune persone nelle compagnie del Rosario, e del Nome di Dio, e benedette le corone, et essendosi fatta da nostri amorevoli una cerca per lo nostro convento, di mezza soma di grano, di quattro forme di cacio: di venti pani, e di ventinove uova: ce ne ritornammo la sera al convento nostro in Penna. Le prodezze di Farinola e della sua città Penna volendo un Farinolese, in Napoli, spiegare a certo signore che, veggendolo così pronto e lesto in tutte le sue azzioni , gli addimandò donde egli era, disse che era d’una patria, onde poponi e huomini non uscirono mai in fallo. Estratto da Serafino Razzi, La vita in Abruzzo nel cinquecento, Diario di un viaggio in Abruzzo negli anni 1574 – 1577, Adelmo Polla Editore, Cerchio (Aq), 1990
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Cani 27/11/2007 - scovatore

IL SEGUGIO SPECIALISTA

Ormai tutti quanti noi cacciatori di cinghiali viviamo in un paese dove la fà da padrona la parola protezionismo estremo,senza guardarsi intorno questi signori nulla facenti giornalmente trovano il tempo e specialmente i denari,i nostri denari. Di rinchiuderci dentro riserve a mo di indiani.Cari amici a volte mi ero anche illuso di sporadici interessi pro caccia ma mi sono sbagliato di grosso questa è gentaglia che non si ferma davanti a niente.non quantificabile superficie italiana ormai e stato trasformato in museo senza visitatori , creando non poco danno alle popolazioni che vivono su quelle terre anzi vivevano.li anno fatti scappare.per creare il museo della desolazione.Noi cacciatori dobbiamo aggiornarci e adeguarci a quelli che piano piano diventeranno i nuovi metodi di caccia e vi spiego il perchè Quasi tutte le regioni esclusa la maremma con piani regionali,purtroppo la mia provincia pescara è stata tra le prime a recepirla,.vieteranno in molte zone la classica braccata con l’ uso di cani come abbiamo sempre fatto. Ma consentiranno su queste zone solo ed esclusivamente lo svolgimento della girata con il cane limiere con tutte le autorizzazioni che comporta per il cane il conduttore ,e le poste.Ma cari amici non è finita quà.anche per la classica braccata in zone piu grandi che siamo abituati a fare con un numero di cani illimitato ci saranno molti cambiamenti. Riduzione drastica del numero dei cani.questi dovranno essere anche loro brevettati, o abilitati esempio: rifiuto totale dei loro amici cornuti.Caprioli.daini ecc Questo modo di cacciare purtroppo si espanderà a macchia d’olio sulla nostra penisola come hanno fatto per l’istituzione dei parchi.Il mio non è catastrofismo ma un invito a noi tutti di cominciare a lavorare per un segugio specialista,un segugio ubbidiente. Un segugio da quattro ore di seguita diventerà inutilizzabile,un segugio che caccia tutto idem.purtroppo ci dobbiamo rendere conto che ci hanno ingannato,tutti i politici e associazioni,adesso possiamo solo adeguarci e dire sissignore per continuare a svolgere questa meravigliosa arte che è la caccia al cinghiale Amici segugisti incominciamo a lavorare per un segugio specialista e non glie la daremo vinta. By scova.
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Il mondo venatorio 15/11/2007 - ilcignalaio

LA PRIMA VOLTA DI PIRULINO

(vaneggiamento e racconto di fantasia del cignalaio (C) ) Stamani mi sono alzato dalla cuccia prima del solito…tutti i fratelli, la mamma, gli zii sono tutti in fermento..mi sa che sta per succedere qualcosa….il padrone si è già fatto vedere e ha messo quei fili che ci legano al collo già davanti la porta di casa. Strano stamani non aveva la stessa faccia assonnata, sorrideva ed era eccitato. Mamma e gli zii devono aver capito qualcosa in più di me sono eccitatissimi..guaiscono si azzuffano per niente abbiano forte…ma cosa succede oggi sono in più uomini a prenderci..che fanno haii…mi ha pizzicato mente mi metteva questo collarone rosso col campanaccio…mi sa che si va per i boschi…speriamo..magari in quel posto dove ci sono quei due cosi neri che appena gli abbaio iniziano a correre lungo la rete…speriamo ci sarà da divertirsi. Piano piano..io lì con tutti gli zii non ci voglio andare…caì.. caì…sarà meglio obbedire. Mamma mia come siamo pigiati stamani..e quanti siamo…si parteeeeeee!!!! Siamo arrivati in un posto nuovo..sento un sacco di odori..la legna che brucia…mmm…questa e pappa…ma penso che non me ne daranno… Hey ci sono dei cani che non conosco..andiamo ad annusarli…….caì…caììì…mi ha morso…non è che sia così socievole quel cosetto nero che parla tedesco. Ma cosa hanno gli uomini in mano…cosa sono quei bastoni…mica mi vorranno picchiare….è meglio rimango con ma mamma e gli zii. Scusatemi se fino ad ora non mi sono presentato, sono PIRULINO, sono figlio di Kira e Pruno, due segugi maremmani, il mio padrone si chiama Paolo ed è un uomo buono ma di tanto in tanto mi tira degli urli che fanno male alle orecchie, però non mi ha mai picchiato. Sono l’unico maschio di una cucciolata di quattro cani, sono nato circa 1 anno e mezzo fa, le mie sorelle sono andate via con altri uomini, amici di Paolo, io sono rimasto perché (dice lui) prometto bene, ma io non gli ho promesso nulla!!!! Paolo mi ha detto che sono un cane da cinghiali, ma cosa sono i CINGHIALI? Penso siano quei due animali pelosi puzzolenti che mi porta spesso a cercare in quel bosco chiuso con la rete. Lì ci sono sempre loro due..sono poco più grandi di me e mi diverto un sacco prima ad abbaiarli e poi a rincorrerli finchè stanco morto, Paolo mi rimette il filo al collo e mi porta a casa. Mamma mi ha detto che a quei cosi bisogna urlare forte forte (si dice a fermo) finché non si stancano e cominciano a correre, allora devo urlare ancora più forte e iniziare a rincorrerli (si dice canizza)…lo faccio volentieri, ma non ho capito a cosa serve…ahh dimenticavo, mamma mi ha detto di stare attento perchè mordono e fanno tanto male, ma a me non sembra, quei due mi sembra due bischeri patentati. Ops scusate mentre parlavo con voi tanta gente si è allontanata e, zitta zitta, è sparita in bosco ora siamo rimasti i padroni ed gli altri cani ad qui ad aspettare…mamma dice che tra poco ci si diverte..meno male…ho una voglia matta di correre e fare canizza. Stiamo entrando nel bosco, ma fino ad ora non ho visto le reti, la mamma ha detto che non ci sono e che devo stare col branco, dietro a Bruno il Capo, è lui che comanda..tutti debbono fare quello che dice lui. Ci lasciano liberi si parte….mmmm che strano odore ..invitante..cos’è, non l’ho mai sentito, abbaio ed inizio a seguirlo ma Bruno mi lancia un ringhio e mi dice di fermarmi subito:- quello è uno di quei cosi chiari con le corna e non vanno rincorsi se no Paolo si arrabbia e ci lega. Si riprende, mamma mia come corrono sono rimasto ultimo….devo spicciarmi..ma cosa è questo odore sembrano quei cosi neri ma è più forte del solito…cosa sarà mai BU BAU BU BAU..ora mi avvicino..MAMMAAAA… vieni a vedere BU BAU BU BAU!!!!! Ci sono… non lo vedo ma sento che è vicino..che puzza!!!!……ma a lui la cuccia non la lavano mai? Eccolo lo vedo BU BU BAUUUUUUUU…..mamma mia cos’è quel coso enorme ..BU BU BAUUU mammaaaaa, Brunooooo…che devo fare?!? Accedenti questo non scappa…BU BU BU BAUUUUU, che cosa fa mi viene addosso???…aiuto è immenso…ho paura, ma non scappo BU BU BAUUU, GRUNF accipicchia scansato per un pelo, accidenti a lui ora gli do un morso nel prosciutto così impara…BU BU BAUUUUUU!!!!!!! AHIAAAAA!!!! che male, che è successo, oddio non riesco a muovermi da terra…. che male….e cosa è questo liquido caldo che i cola dalla pancia…….oiiiiiiii bauuuuuuuuu!!! Oddio rieccolo a testa bassa, mi sa che sono guai……MAMMA, BRUNO, ZII AIUTO!!!!! Eccoli meno male….guarda come lo mordono e come lo scansano ..ecco dove ho sbagliato……cavolo come sono stanco, mi viene sonno….accidenti è arrivato anche Paolo…PAOLOOOOO sto male…aiutami……….ma che fa non mi guarda neppure..dove va con quel bastone…….. BLAM…….ehi ragazzi – attenti - non gli saltate tutti addosso………oddio come sono stanco quasi quasi mi addormento. Ciao Paolo, ciao ragazzi svegliatemi quando siamo al canile……! Ahia cosa succede e chi è questo uomo vestito di bianco, cosa fa con quel filo e le forbici…ahia mi buca la pancia…Paolo lasciami che lo mozzico……..no non ti avvicinare con quel coso…non ti provare a piantarmelo nella pelleeeeeeeee…..ron….ron….ron Sono passati tre giorni ed ora sono al canile con Mamma, Bruno e gli zii. Sono tutti felici di vedermi mi hanno spiegato che quel cinghiale che ho trovato si chiama VERRO ed è il più pericoloso…dobbiamo tenerci lontani da lui, i suoi denti sono affilati come coltelli e ci tagliano la pelle e le budella come rasoi…e che, purtroppo, anche mio padre ed alcuni zii sono morti proprio sotto le zanne di uno di loro…. Mi hanno spiegato che Paolo quando sente i nostri urli corre e con il bastone e con un tuono ammazza la bestia nera. Dopo si può morderla finchè si vuole. Ora tutti stanno andando con Paolo a caccia ed io rimango solo perchè stavolta non posso andare. Quell’uomo vestito di bianco mi ha legato tutta la pelle sulla pancia dove il verro mi ha tagliato (mi fa un male terribile). Paolo mi ha detto che sono un bravo cane e che tra poco potrò tornare a caccia con Lui. Sono felice mi ha detto anche che – se non mi faccio ammazzare prima- diventerò un ottimo capo muta…ma io questa NON L’HO MICA CAPITA!!!!!.
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Il mondo venatorio 05/11/2007 - wildboar1

LA CHIUSURA

Eccomi qui, come ogni anno, la fine della stagione venatoria arriva in picchiata come un gheppio lo fa sull’inerme topolino intento a far provvista. Siccome con la mia squadra abbiamo deciso di fermarci con lieve anticipo, oggi sono ospite della squadra di Alessandro, un caro amico a cui devo i primi erudimenti su questa caccia bella ed avara. Mi accorgo che la giornata sarebbe stata di quelle particolari fin dal suono della sveglia, un lieve stato di stordimento mi accompagna sin da subito e, man mano che il tempo passa, questa strana sensazione va aumentando. L’appuntamento è molto in anticipo rispetto alle mie abitudini, ma c’è un motivo ben preciso, la zona interessata è confinante con un’oasi di protezione e quindi si è deciso di avviarsi alle poste alle prime luci dell’alba sperando di tenere fuori dal rifugio qualche branco attardatosi in pastura. E’ il 16 di Gennaio ed un freddo pungente stringe il bosco oramai spoglio con un bianco abbraccio facendolo sembrare di cristallo. Dopo un breve tragitto in auto arriviamo alla base del monte da risalire, il percorso sarà lungo e faticoso, dovremo arrivare in cima e ridiscendere metà della costa dal lato opposto a dove ci troviamo adesso quindi, nonostante la temperatura rigida, mi spoglio del caldo maglione in pile per poter affrontare meglio l’ascesa anche se stamani mi pare di patire il freddo più del solito ma cerco di non farci caso. Dopo un veloce controllo dell’attrezzatura si parte in religioso silenzio, siamo una decina in tutto destinati a presidiare questo lato della braccata, le aspettative sono molte, i tracciatori nei giorni precedenti hanno avuto modo di rintracciare parecchi animali in zona! Il terreno ghiacciato scricchiola sotto gli scarponi mentre un aria tagliente come la lama di un coltello mi punge gli occhi che a fatica riesco a tenere aperti. La salita è pesante, troppo pesante per uno che ha passato gli ultimi tre mesi a consumare i sentieri sui crinali e questo gelo che ho dentro non se ne va nonostante io sia oramai accaldato e sbuffante come una locomotiva a vapore. Passano minuti interminabili, il percorso ogni tanto ci offre scorci di paesaggi mozzafiato resi ancor più suggestivi dalla sagoma del lago della Val Noci che dorme in fondo alla valle ed in cui le stelle si specchiano grazie alla totale assenza di nuvole. Per un attimo mi par d’essere come sospeso in una terra avvolta da due cieli e questo pensiero mi da come un formicolio piacevole che mi percorre tutta la schiena. Ad un’oretta scarsa di cammino, l’affanno è aumentato decisamente ed adesso anche le tempie iniziano a darmi fastidio…sintomo inequivocabile di quando ho la febbre!! Fino ad ora avevo scacciato questa ipotesi ma adesso è tardi per tornare indietro alle macchine e comunque non ne ho assolutamente l’intenzione!! La posta a cui dovrei essere destinato è una delle migliori situate nel cuore della zona da chiudere ma purtroppo è anche di quelle tra le più distanti da raggiungere e proprio non me la sento di proseguire oltre quindi, arrivati in cima al crinale, decido di rinunciare per fermarmi “al colmetto” la posta immediatamente sopra al valico che separa i due lati del monte Teitin caratterizzata da una ventina di metri di prato pulito circondato da un boschetto di roveri in basso e di castagni ai lati. Ricevute le ultime raccomandazioni sulle linee di tiro da rispettare e sui trottoi da curare con maggiore interesse, rimango solo ancora a mezzo buio a godermi lo scenario che ho davanti. Da questo lato del monte c’è una galaverna spettacolare, i rami ghiacciati degli alberi danno un tono spettrale ed al tempo stesso magico al bosco (in quel momento ho rimpianto di non aver avuto la digitale nello zaino). Pian piano l’alba avanza ed un pallido sole fa capolino da est illuminando questa distesa bianca come fosse un addobbo natalizio ma al tempo stesso sciogliendola lentamente. Rilassandomi e scaldandomi al sole mi pare che lo stordimento interno diminuisca, quindi riprendo parte del buon umore perso lungo il sentiero più a valle e mi appresto a caricare la mia adorata carabina krukka in 308W con cui ho passato il primo anno di battaglie dopo una ricerca durata più di sei anni prima di trovarla ma, visti i risultati ottenuti ne è valsa decisamente la pena…ma questa è un’altra storia. La radio comunica che i cani sono appena stati sciolti e che qualcuno di essi è già sulle tracce dei cinghiali, dopo aver individuato i percorsi più trafficati intorno a me mimando un ipotetico tiro, mi metto in attesa cercando di scrutare più con gli occhi che con le orecchie perché questa maledetta febbriciattola mi ha ovattato i timpani. Dopo alcuni timidi abbai a fondo valle parte una canizza potente ed i canai confermano che un bel branco di cinghiali è stato rotto e di stare tutti attenti e zitti perché i cani sono dietro ad una minima parte degli animali, quindi il resto della banda avanza lentamente soppesando ogni minimo segnale di pericolo e dileguandosi con la velocità della luce. Ovviamente c’è sempre qualcuno che non recepisce il messaggio ed inizia a fare la radiocronaca di ciò che i cani stanno combinando, “buon per lui”, penso, “si vede che non ha piacere a fare l'ultimo tiro stagionale". Un fracasso di rami spezzati mi richiama all’attenzione! Sotto di me sento distintamente più di una bestia attraversare il bosco di roveri. Il cuore mi impazzisce! Ogni volta è così, nonostante ormai non sia più un novellino in questa caccia. Spiano l’arma nella loro direzione ed accompagno il rumore nella speranza di poterne scorgere almeno uno ma, un po’ la distanza ed un po’ la galaverna hanno impedito la visuale mantenendo le scure sagome nella mia fantasia. Adesso sento che i fuggitivi si spostano alla mia destra andando in bocca alla posta successiva che commette l’errore più comune che si possa fare: non restare fermi! Come un lampo gli animali tornano sui loro passi e cinicamente ripetono la loro passerella sotto di me ma questa volta sono ancor più bassi ed a stento riesco a capire la direzione mantenuta. Rimanendo perfettamente in silenzio mando un messaggio ad Alessandro per informarlo del traffico a cui ho assistito in modo che lui possa far intervenire un paio di cani prima che i cinghiali scartino i postaioli come paletti da slalom. Finalmente si iniziano a sentire i boati delle prime carabinate, l’ eco risale le coste e si perde nelle valli successive annunciando al bosco il suo terribile messaggio ed al tempo stesso all’uomo l’abbattimento di due cinghiali. Altri colpi si perderanno nell’aria che nel frattempo è divenuta frizzante, ma i destinatari porteranno via indenni questa esperienza da tramandare ai loro discendenti la primavera che verrà. E’ quasi mezzogiorno e sul Teitin ritorna una quiete apparente, ne approfitto per mangiare qualcosa cercando di mettermi sotto a qualche raggio di sole. Sento che la febbre è aumentata, l’equilibrio si fa precario ed i movimenti sono accompagnati da un forte dolore alle giunture ed un mal di testa che ha preso a macinarmi. Spero in cuor mio che la braccata finisca in fretta anche se so che poi mi toccherà vivere di ricordi per i prossimi 8 mesi, ma in questo momento di malessere la ragione prende il sopravvento sul cuore. Finito mezzo panino mi rimetto in posta dove l’ombra ha preso il posto al sole ed ormai scarico di tensione attendo il tanto agognato “Rompete le righe”. Mentre sono sovra pensiero intento a contare i miei malesseri, un lievissimo fruscio alle mie spalle mi fa sobbalzare roteando su me stesso come se avessi preso una scossa! Sgrano gli occhi alla vista di due imponenti cinghiali che, come gatti e quasi senza far rumore, mi stavano fregando andando a scappare 20 metri dietro la mia schiena. E’ un attimo che dura tutt’ora nella mia testa, la bestia che è davanti fa uno scarto e torna indietro sparendo alla mia vista dietro un fosso nel terreno mentre la seconda ha un secondo di esitazione sul da farsi decidendo poi di tentare di valicare la costa davanti a lei dandomi la possibilità di un solo tiro. Mentre l’animale ha quasi guadagnato la salvezza sparendo dalla mia vista punto meglio che posso l’unica porzione di spalla non coperta dai rami e cerco di tirare il grilletto senza strappare. Il colpo risuona nelle mie orecchie come un suono soffocato che mi fa credere di aver tirato una cartuccia difettosa ed il non vedere più l’animale tirato sembra avvalorare la mia tesi però ora non c’è il tempo per le congetture perché adesso ho la possibilità di andare in mira sul primo animale riapparso subito dopo aver guadagnato il bosco ma come giro la carabina in sua direzione mi tocca fare un salto laterale per poter scansare di un pelo il corpo del bestione sparato in precedenza che nel frattempo piomba giù come una valanga aiutato dalla forte pendenza del terreno! Se non mi fossi accorto in tempo mi avrebbe centrato in pieno trascinandomi per i 50 metri buoni di dislivello che ha percorso prima di impattare su una giovane pianta di rovere e sparire nuovamente ai miei occhi. Avvisando per radio ne approfitto per riordinare le idee, avverto di portare un cane per cercare di rintracciare la bestia rientrata nel cerchio e chiedo il permesso al capocaccia di potermi muovere per andare a vedere se il cinghiale colpito fosse sotto di me oppure, se ferito, avesse proseguito la fuga. Ricevuto l’assenso inizio a scendere finendo gambe all’aria per un paio di volte ma non perdendo mai di vista la scia di sangue lasciata dall’animale. Fortunatamente il tragitto è breve, esattamente dove l’ho visto impattare l’ultima volta, giace il corpo di un grosso cinghiale privo di vita! Non potevo vederlo dalla mia posta perché un grosso masso poco sopra ne impediva la visuale. Mi avvicino con cautela, in questo momento la mia mente è pervasa da mille sensazioni e brividi misti tra febbre e l’eccitazione del momento. A fatica ricompongo la spoglia del cinghiale con il capo rivolto verso il basso in posizione migliore per poterle far dare via quanto più sangue possibile, poi mi soffermo ad osservare questo animale prodigioso. Il corpo ancora caldo fuma leggermente facendo sciogliere quel briciolo di ghiaccio che è rimasto a terra dalla notte precedente, un rivolo di sangue cola dal suo possente grugno e l’occhio oramai spento sembra guardare il cielo azzurro per l’ultima volta. Ora che la posso osservare da vicino, mi accorgo immediatamente che si tratta di una grossa femmina nonostante abbia il muso molto corto come quello di un maschio e che sia incinta, lo rivela l’addome che è decisamente rigonfio rispetto alla proporzione del corpo. Per un attimo penso alla vita negata ai futuri porcellini ma poi il cervello mi riporta alla realtà delle cose e mi rendo conto che in fondo è stato meglio abbattere la scrofa adesso piuttosto che fra un paio di mesi durante qualche intervento di controllo e prevenzione danni, tanto di moda ai giorni nostri, lasciando la prole alla mercè della fame e dei predatori procurandogli così una fine ben più peggiore e dolorosa di quella appena perpetrata! Lascio temporaneamente il cinghiale per ritornare alla posta ed attendere la fine della braccata, la risalita seppur breve mi affanna ulteriormente ma la gioia che ho nel cuore sopperisce allo sforzo fisico. Alcuni cinghiali verranno fermati da altri fortunati cacciatori, alla fine se ne conteranno 6 in tutto e finalmente il caposquadra chiama la fine dei giochi! Tra un brivido e l’altro raccolgo le mie cose e ritorno dalla scrofa in attesa che arrivino i rinforzi. Il posto è parecchio scomodo ed il recupero si prospetta faticoso. Nell’attesa inizio ad imbracare l’animale e a studiare il possibile percorso del ritorno. Vorrei onorare la preda fino in fondo portandola fino alle auto ma , dopo poco meno di cento metri ho le orecchie e il cuore che mi scoppiano dalla fatica, proprio non ce la faccio e quindi mi offro perlomeno di portare a valle i fucili o gli zaini degli altri amici che nel frattempo sono giunti in mio soccorso. Qualcuno scherzosamente insinua che il mio malessere sia immaginario proprio per evitare l’ultima fatica stagionale ed io, altrettanto scherzosamente, lo mando affanculo augurandogli di provare le esatte sensazioni che in quel momento mi stanno maltrattando. Così alla fine eccomi qui, tra una sosta ed una battuta si arriva alle auto dopo quasi due ore di cammino, tutti noi sappiamo bene che la giornata non è ancora finita, ma il grosso della fatica oramai è alle spalle. Mi riprendo un poco con il riscaldamento dell’auto, ma oramai mi sento come fossi passato nel tritacarne (il termometro a casa sentenzierà 39,8°) anche se nulla e nessuno mi può togliere dal volto il sorriso che ho stampato! Adesso sono pronto ad andare in “letargo” fino a che il canto dei segugi non mi risveglierà!
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Il mondo venatorio 05/11/2007 - sanglier76

La mia prima battuta di caccia

LA MIA PRIMA BATTUTA DI CACCIA Descrizione Ragazzi, sono qui a scrivere il mio primo articolo, quindi fate il tifo per me. Sono ancora un novellino nella caccia e non saprei cosa scrivervi di politica venatoria, balistica o quant' altro, quindi ho deciso di raccontarvi la mia prima battuta di caccia al cinghiale perchè le emozioni che ho provato sono veramente state uniche e sicuramente le avrete provate anche voi, che a caccia ci andate da una vita e so di per certo che quelle emozioni ancora vi scuotono quando andate a caccia; si, perchè il cinghiale è il re della macchia e quando arriva il sangue comicia a scorrere veloce nelle vene e porta con se tanta tanta adrenalina.Dunque, a gennaio di quest' anno, fresco fresco di licenza, mi sono preso 15 gg di ferie per andare, com' è mia consuetudine, a trovare i miei parenti in provincia di Rieti e, questa volta lo devo dire, soprattutto per andare a caccia al cinghiale. Avevo già assistito a qualche battuta, ma viverla come "protagonista" è un' altra cosa ed è stato il mio grande sogno da sempre.Alla mattina di un sabato ci ritroviamo tutti a casa di mio zio Valerio: la nostra squadra(nostra perchè la sento già anche un po' mia) è piccola, 12 compresi i due canai, e siamo quasi tutti parenti.Subito saluti, sorpresa da parte di chi non sapeva che mi ero fatto la licenza, ma poi si fa sul serio: si decide il luogo in cui andremo a cacciare dove, alla mattina presto era già andato mio zio Ivano (canaio) e aveva visto che probabilmente era passato qualcosa, però no pioveva da un bel po' e le tracce erano molto confuse, direi quasi illeggibili. Tentiamo comunque. Zio Valerio che è capo posta, mi accompagna e, dietro mille raccomandazioni, mi fa mettere dove di solito si metteva lui: il posto mi piace, sono vicino ad un piccolo ruscello e davanti a me ho una collinetta con qualche ginestra ma abb astanza pulito, a destra ho un pratino e a sinistra c' è un sentiero che attraversa il ruscello e s' inerpica su un' altra collinetta. Rimango solo, il mio vicino di posta si trova a più di cento metri (siamo pochi e copriamo solo i passaggi che al 90% posono fare i cinghiali in fuga) e comincio subito a pensare: ma se arriva sarò capace di mirarlo? Poi prendo il fucile e faccio qualche prova di imbracciata veloce, mamma mia se arriva non lo prendo neanche.... Passa il tempo, almeno qaranta minuti, non si sente un cane abbaiare ma mi sembra di vedere qualcosa che si muove fra le ginestre sopra la collina che mi sta di fronte a circa cento metri: subito il cuore mi va a mille ma dopo un attimo mi accorgo che è uno dei cani di mio zio Ivano. Lo avverto tramite radio e dopo dieci minuti mi arriva l' ordine: SPOSTIAMOCI QUI NON C' E' NIENTE, ANDIAMO NELLA VALLE SAN MARCO CHE SICURAMENTE CE NE SONO DUE.Quindi mi avvio a piedi verso il punto di ritrovo e ci spostiamo.La valle san marco porta il mio nome e già una volta, assistendo a una battuta (ero alla posta con mio cugino Francesco), vidi i miei primi cinghiali, quelli che corrono inseguiti dai cani, quelli che arrivano certe volte alla zitta e ti fregano. Pensavo: chissà che questa sia la volta buona.La zona è abbastanza impervia, molto boscosa e le poste sono allineate lungo un sentierino che si arrampica ripidissimo su per la montagna. Qui si spara veramente a corto, massimo venti metri e il cinghiale se arriva ti sbuca fuori dai cespugli ai bordi del sentiero all' improvviso e solo i cacciatori esperti del posto sanno dove salterà fuori il cinghiale e riusciranno a prepararsi in tempo, mica un novellino come me!!!Comunque anche stavolta mio zio Valerio mi accompagna e mi insegna velocemente da dove possono arrivare i cinghiali.La mia posta si trova in una curva a gomito del sentiero e i cinghiali possono attraversare il sentiero appena sotto di me (tiro a circa 15 mt) oppure sopra di me a circa 25 mt.Mi metto a sedere sul mio zaino e aspetto che mi arrivi il segnale per radio che sono stati sciolti i cani. A un certo punto vedo mio zio Tonino che sbuca dalla strada e mi chiama: OH, QUASSU' NUN CE SPARA' CHE CE STO IO.Gli dico va bene e penso che allora sparerò solo se mi passa sotto.Intanto arriva il segnale che hanno sciolto i cani.Io mi metto a sedere in trepidante attesa e ogni 20 secondi mi alzo, poi mi risiedo, non rieco a stare fermo dall' eccitazione. Però se non sto fermo magari faccio casino e i cinghiali mi sentono, penso fra me e me. A un certo punto sento un rumore fortissimo di frasche rotte proprio di fronte a me, il cuore mi torna a battere a più non posso. E' LUI non può non esserlo, penso e resto immobile un po' per non farmi sentire e un po' perchè non so veramente cosa fare. Il cuore mi vuole uscire dal petto e tutti i miei muscoli sono tesissimi, quello lì si è fermato li in mezzo e per ora non si muove e io non voglio sparare o fare qualsiasi altra cosa perchè non sono sicuro di niente, è arrivato senza cani dietro anche se adesso comincio a sentirli in lontananza. Questo qua emette un soffio (forse mi ha sentito o forse ha sentito i cani) e comincia a muoversi verso l' alto.Dentro di me comincio ad imprecare perchè sopra non posso sparare, ma comunque sono contento lo stesso perchè arriverà a mio zio tonino che lo farà secco.Invece questo balordo di un cinghiale se ne esce poco distante da me e, senza che io riesca a fare qualcosa, attraversa il sentiero e se ne va: mio zio Tonino manco l' ha visto passare!!!Ragazzi, non era neanche grosso, avrà fatto 50 kg ma mi ha già battezzato.Finita la battuta ho raccontato come erano andate le cose e tutti quanti mi hanno tranquillizzato dicendomi che queste cose capitano a tutti e un' altra volta andrà meglio.Sono passati parecchi mesi ma ancora ho l' immagie di quel cinghialotto che se ne andava beato, e quell' immagine sono sicuro che mi servirà quest' altra volta, non so ancora bene per che cosa ma mi servirà.Da Sanglier76
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Balistica 04/11/2007 - gerry

QUELLO CHE NON TI ASPETTI

Una giornataccia di pioggia di alcuni anni fa,dopo aver girato per chilometri ,inzuppati fradici ,senza aver trovato nemmeno l’ombra di un cinghiale,convinti che il cattivo tempo non li aveva fatti muovere, siamo ritornati verso le 10.00 alle nostre macchine per fare colazione sicuri che quella sarebbe stata una delle giornate più brutte da ricordare .Stavamo per battere in ritirata quando un amico allevatore ci chiama a telefono per sfotterci,dicendoci che lui non aveva più al pascolo soltanto vacche e pecore ma anche una trentina di cinghiali ,è che cinghiali !!! quasi tutti già cresciuti senza farina della sua. Erano entrati da pochi minuti, venivano forse da un grandissimo bosco distante circa 15 km ,forse scacciati da altri cacciatori,li aveva visti tutti in fila per due,per tre,a passo normale,e si erano fermati su di un cucuzzolo, coperto di spine e ginestre, che si trovava alla sommità di una boscaglia dove lui faceva pascolare le sue podoliche. Vista l’ora, ci disse che le vacche non sarebbero rientrate in stalla facilmente,e che lui aveva paura di entrare nella boscaglia per farle rientrare considerato il numero e la mole dei porci presenti. Ci raccomandò due cose:una di non sparare nel bosco per non colpire e soprattutto spaventare le bestie perche ce n’erano di gravide,secondo, di stare accorto al toro perché era un grande caricatore in tutti sensi.Le poste dovevano essere messe allo scoperto,a circa 1 km di distanza,a formare un cerchio grandissimo per cui servivano almeno una ventina di persone oltre ai battitori. Cosi s'invitarono altre 2 squadre,un trentina di persone in tutto.Il primo problema che subito si presentò, fu come fare partire i cinghiali, un altro era trovare persone con le palle per entrare nelle ginestre e spine senza fucile per scacciare un cosi gran numero di cinghiali di quella grandezza; in più vi era il problema cani,ne avevamo a disposizione solo 4 o 5 dei miei amici,ed soltanto 2 o 3 di altri.Immaginate la paura dei miei amici nel rischiare di farsi ammazzare quasi tutta la muta ,con cosa avrebbero difeso le bestie?? con le clave!!! Alla fine fu deciso di battere lo stesso,era la prima volta che si vedevano tante bestie,e cosi, una piccola armata Brancaleone formata di una mezza dozzina di temerari armati di bastoni e di qualche piccola ascia parti per il fronte .Vi lascio immaginare la scena,le urla dei battitori rimbombavano a kilometri ,volpi vacche,cinghiali e cani che scappavano in tutte le direzioni ,cinghiali che giravano e ritornavano sui battitori disarmati,toro ingrifato,di tutto e di più. Non vi dico l’artiglieria,10 minuti di fuochi di Natale a mezzanotte spaccata. Interi caricatori svuotati senza colpire una bestia,intercettatori con macchine a sgommare in tutte le direzioni ,artiglieria nemica posta in seconda fila in lontananza a far fuoco sulle tante bestie che avevano forzato la nostra prima linea. Se posso descrivervi cosi la scena e solo perché essendo allora io alle prime armi ,mi fu assegnata una posta in seconda battuta ,insieme al capo caccia improvvisato li per li ,fui messo in alto di fronte al campo di battaglia .Non ho sparato un colpo ma mi sono divertito tantissimo. Riassumendo,6 o 7 bestie dichiarate abbattute dai nostri, 2 o 3 dai rivali per un numero incalcolabile di colpi sparati.Risultato 10 su 30. Un bel numero ,ma visto lo schieramento in campo e i colpi sparati altrettanto bel numero di padellari,giustificato solo dal fatto che da noi eravamo quasi agli albori della caccia a questa specie.Forse l'emozione e la paura facevano 90 Saluti ,alla prossima, gerry
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Il mondo venatorio 30/10/2007 - fireblade74

chi difende noi cacciatori di cinghiali?

CACCIA DI SELEZIONE vs CACCIA IN BATTUTA CHI DIFENDE NOI CACCIATORI DI CINGHIALI? Per le citazioni che seguiranno mi assumo piena responsabilità in quanto sono espressione di un mio personalissimo ma fermo convincimento scaturito da una costante lettura della stampa specializzata. Sempre di più oggi sulla carta patinata di settore appare questa diatriba tra selecontrollori e cinghialai di squadra. Uno dice che l’altro e caciarone e disturba la quiete del bosco e gli animali non oggetto di prelievo, l’altro asserisce di non aver nessun legame storico, culturale con questo nuovo tipo caccia che di contro viene ad intaccare il patrimonio di cinghiali tanto curato e gestito dalle squadre per un mero piacere del singolo in danno della comunità. (in alcuni casi le parole sono più pesanti di quelle citate sopra) Nessuna testata, neppure quelle due prettamente vocate alla caccia in battuta (Caccia al Cinghiale e Cinghiale International) si è schierata da una o dall’altra parte, eccezione fanno le altre testate specifiche (cacciare a palla, Sentieri di Caccia e Diana) che condotte da sfegatati cacciatori di selezione indirizzano (come ogni organo di stampa che si rispetti) la propria rivista verso la propria parte. Personalmente ero un grande estimatore del Sig. Danilo Liboi le cui avventure ho seguito sin dalle sue prime righe sulla carta stampata, rispettando il suo modo di pensare e di scrivere, la SUA caccia alpina ritenuta a giusta ragione unico metodo TRADIZIONALE di prelievo, oggi vedendolo sempre di più storcere (in senso figurato) il naso ogni volte che parla di noi cignali di squadra mi ha portato a smettere di acquistare le riviste a sua firma. Sull’onda lunga di quanto sopra l’attuale gestione della rivista sentieri di caccia si sta accodando a questa linea di pensiero (vedasi l’editoriale sull’ultimo numero) dove sbandierano a grandi lettere l’accordo preso tra URCA – UNCZA – LEGAMBIENTE e ARCICACCIA circa l’assoluto divieto di caccia ad ungulati diversi dal cinghiale in battuta (leggi tra le righe –UNCZA ed URCA – sono club di settore specifico – LEGAMBIENTE - tutto ciò che è divieto nella caccia è approvato – ARCICACCIA – che vuoi pretendere da una associazione di partito che è in coalizione politica con i VERDI), ma dove sono finite le altre associazioni, quelle grosse davvero (FEDERCACCIA-ENALCACCIA-LIBERA CACCIA ?) io che le pago a fare??? Non parliamo poi della famigerata UNCC …ma chi sono cosa fanno????? Poi abbiamo i procacciatori di voti, quelli che ad ogni minchiata vogliono fare un partito…….ma andate a c…..are! La caccia dovrebbe stare fuori dalla politica!!! L’anno prossimo faccio l’assicurazione privata e vado in c..lo a tutti questi signori!!!! Gente noi siamo i grandi numeri..se oggi la caccia rimane in piedi al 50 per cento lo deve a noi, basta vedere quanta gente prende parte alle battute i numeri e le percentuali vengono da sole. Io un idea ce la avrei…prendiamo tutti il brevetto da selecontrollori e poi facciamoci assegnare una sottozona percui……. - chi oggi aveva 100 ettari domani ne avrà 5/10 e forse meno. - chi aveva 5/6 animali a stagione se ne trova forse 1 ; allora la abbasseranno la cresta …e qualcuno di quelli famosi l’ha già detto che nella SUA riserva oggi ci sono troppi iscritti, ma meno male LUI c’ha i quattrini e va a “tirare” gli animali all’estero e noi come cretini in 50 a rincorrere 4 setoloni!!!! RAGAZZI UNIAMOCI O CI FANNO UN CULO COSI’
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Balistica 30/10/2007 - istriano

CIAO AMICO.....

L'ennesima notizia di una tragedia avvenuta a caccia mi fa pensare che qualcosa nel nostro mondo e da chi lo frequenta non quadra, sapere che una persona giovane, anziano con famiglia e non abbia perso la vita per un “banale” incidente di caccia ci deve far pensare, e metterci in discussione se leggi attuali che regolano questa nostra passione sono adatte al 2007. La legge Italiana che regola attualmente la caccia e solo una CAGATA spaventosa, perché va a punire chi non trascrive un capo abbattuto sul libretto, o addirittura la giornata, lasciando libera scelta ad Regioni,Province, ATC C.A e chi più ne a ne metta di fare che cazzo vogliono loro, creando difformità di attuazione da paese a paese, dove per fare un paradosso in Italia viene contravvenzionato un povero automobilista che scende a fare la pipi non indossando il suo bel giubbetto fluorescente, e lasciando invece libero transito nel bosco a fungaioli della domenica, escursionisti della minchia, amanti infrattati in mezzo alla battuta, verdi ecc, senza che questi indossino qualcosa che possa riconoscere (giubbetto fluorescente), e chi invece dovrebbe tutelarci e battersi per una cosa giusta, stanno a discutere nelle aule di un Tribunale come porre rimedio alla scissione di altre razze da una Società importante e baluardo del segugismo Italiano...risposta (2 euro a cucciolo) altro che cazzi, campionati Europei e altre minchiate, poi ci stanno i nostri politici, quel branco di paraculi dove grazie a i nostri voti non vedono l'ora che passino 2 anni e mezzo di legislatura per percepire un assegno di mantenimento di 5.000€ mensili, invece di mettere mano a questa legge e dare direttive e obbligare TUTTI CACCIATORI E NON ad indossare qualcosa che li renda visibili nel periodo di caccia, quando si va per i boschi con il cesto della merenda, ma qualche Regione vedessi la Liguria si a l'obbligo di indossare un giubbetto fluorescente per riconoscere e rendere VISIBILE una persona a centinaia di metri, invece una confinante come il grande Piemonte di vestirsi come cavolo vogliono loro, creando a “noi” della Liguria cacciando nel loro confine difficoltà nell'individuare chi è il cinghiale e chi è il cacciatore talmente si vestono male, questo avviene anche in Sardegna dove siamo ancora all'età della pietra e qualcuno si ostina ad usare i pallettoni come unico rimedio per ammazzare un cinghiale non capendo che 10 palle in giro per la macchia mediterranea sono più pericolose di una, poi ci sta il commercio sempre più “pressante” di armi di nuova generazione, con telemetria, punto rosso ecc, e munizioni da “guerra”, dove stanno rendendo questo nostro sport qualcosa di commerciale, perdendo quei insegnamenti che i nostri avi ci hanno tramandato. Perché dico questo, per il semplice fatto che adesso l'età media di noi cacciatori supera i 45 anni, quanti di questi hanno fatto il militare avendo almeno qualche nozione di base sul maneggio delle armi? Credo pochi, per il semplice fatto che fino al 1977 non era obbligatorio l'uso del maneggio di un arma, dopo è diventato una “farsa”, parlo naturalmente per chi non a fatto il militare, al sottoscritto avendo preso la licenza al compimento dei 18 anni, è stato fatto smontare una doppietta, e chiesta cosa era la bascula, la mia conoscenza sulle armi se non avessi fatto il mestiere attuale si fermava in quelle due uniche azioni, da quel momento potevo tranquillamente andare in giro per i boschi con un fucile caricato a palla e sparare............... senza avere nessuna nozione base di traiettoria, potenza, che una palla una volta sparata può avere. Questo e quello che è successo alla maggior parte di noi, poi naturalmente ci stanno le persone accorte, appassionate di armi che capiscono bene la potenza di un arma, la sua offesa, ma questo senza “molestare” nessuno credo siano poche, perché questi oltre alla conoscenza delle armi, molte volte non tengono conto della loro emotività di fronte ad un cinghiale, o stare ore fermi immobili in una posta, o come spesso accade non sparare nemmeno un colpo per intere giornate di caccia, o addirittura portarsi i problemi quotidiani a caccia, dove lasciato da solo su un cocuzzolo di montagna per una intera giornata assorto nei suoi problemi sparare al primo movimento del ignaro suo “compagno” di caccia. Poi ci stanno i nostri “vecchi”, che spinti da una gelosia da bambino (lo voglio ueeeeee), nel vedere il suo nipote con una carabina ultima generazione, che si ricarica solo con uno starnuto, la comprano pure loro, ma non consapevoli della vera potenza che quest'arma può avere, in quanto ancora fermi alle vecchie doppiette legare con il fil di ferro, sparano cartucce magnum in tutte le direzioni come se fossero ad una festa patronale nel meridione. Io personalmente non mi sento di “scusare” chi compie tale gesto, ma viceversa lo CONDANNO, per il sottoscritto non devono succedere incidenti di caccia se si attuano tutte le “normali” basi che in una battuta si devono attenere TUTTI, ci sta anche il fatto che molti di questi cacciatori non conoscono minimamente il territorio dove cacciano durante la stagione venatoria, preferendo le calde domeniche d'estate o primavera passarle al mare, o al bar a giocare a carte invece ogni tanto di rendersi utili alla pulizia di qualche sentiero, toccando con mano il luogo dove dovrà stare fermo per intere giornate indossando il suo giubbetto, e rendessi conto dove in che direzione potrà sparare al cinghiale, invece di pavoneggiarsi da Buffalo Billy. Io dopo vent'anni del mio mestiere, portando ogni santissimo giorno l'arma che sia lunga o corta, ancora non riesco ad avere quella confidenza nel maneggio che vedo a certe persone fare con disinvoltura spaventosa a “caccia”, credo che si debba iniziare da qui, bandire dalle squadre sceriffi, rambo, e altri presuntuosi dal grilletto facile, ricordiamoci che la caccia e un momento dove accomuna varie persone di ceti sociali diversi in unica passione, non roviniamola, oggi e toccato ad un nostro amico, domani potrebbe toccare a noi. Tutti i componenti di questo portale porgono le più sentite condoglianze alla famiglia/e a chi oggi non è più tra di noi, e per chi invece vorrebbe trarre ironia (Anticaccia) da questa morte sono pregati di leggersi queste parole.......................... “Chi non è in grado di fare qualche cosa per gli altri, ha almeno il dovere di partecipare alle sofferenze altrui senza ulteriori commenti” I componenti del sito Caccia al Cinghiale.
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Balistica 23/10/2007 - istriano

L'UMILTA' DI SAPER ASCOLTARE!!

Ognuno di noi a il suo lavoro fatto di sacrifici e sudore, chi più fortunato chi meno, ma l'importante e lavorare, portare a fine mese il sospirato stipendio dove e sempre bene ricordare nessuno ci regala niente, nel mio non posso lamentarmi, ci sta gente molto peggio del sottoscritto (parlo come lavoro), più delle volte mi porta ad affrontare viaggi poco piacevoli lungo il nostro bellissimo stivale, dove più che guardare il panorama devo guardarmi le “spalle”, tutto questo porta ad non frequentare assiduamente questo bellissimo portale, le discussioni che a volte la maggior parte di voi affrontano nella chat mi mancano, poi e bene rammentare che da tutti “s'impara”, ed io in questo non mi tiro indietro, non mi sento nessuno e tanto meno arrivato nell'olimpo della caccia, poi come non si fa ad ascoltare i consigli del mitico Passatore sulla caccia alla lepre, o di er Medusa al riguardo dei cani, poi del collega Cinghialaio per quanto riguarda le armi dove potrebbe aprire benissimo un armeria talmente e preparato in materia, Gitano persona schietta e sincera grande cacciatore ed intenditore di cani dove lo invito a scrivere più spesso, Pallino dove avevo ammirato moltissimo i suoi interventi sempre molto precisi e personali, ma per delle incomprensioni che si possono superare benissimo non più presente in questo portale, Fire mago del computer, ma non da meno nella caccia oltre ad essere un ragazzo stupendo sotto ogni punto vista poi tutti gli altri Login, Mazzo, Indio, Piero, Peppe, Ista, Solengo,Caballo, Com, Sardus, insomma tutti senza dimenticare e fare torto a nessuno, ognuno di di voi a qualcosa da trasmettere al sottoscritto perché tutti andiamo a caccia, l'importante e saper ascoltare e prendere atto di ogni vostro insegnamento, il parlare e il confrontarsi deve essere linfa per far si che a caccia ci vadano dei professionisti VERI, e non dei super cacciatori che credono di sapere tutto loro e guardano gli altri dal basso verso l'alto, senza sentire ragione da nessuno, loro sono super, gli altri mini, ma credo che nessuno di questo portale lo sia, e chi si credeva tale e andato via di sua spontanea volontà, l'umiltà e il coraggio di mettersi sempre in discussione alla fine paga, e per questo che una di queste sere mentre ero collegato al portale, ho avuto dopo tanto tempo il piacere di chiacchierare con l'artefice di tutto questo bellissimo circolo cacciatori virtuale, dove bisognerebbe ogni tanto tutti noi ringraziare più spesso, e lasciare da parte “supposizioni” solo per sentito dire, e ricordare invece che tenere a disposizione è in vita questa bellissima macchina tutta nostra a delle spese, niente ci viene chiesto, nulla viene pubblicizzato ho venduto che non sia nostro, altri da furbi lo fanno e non danno i servizi che vengono proposti in questo portale, provate a scrivere qualcosa, che siano lamentele, sfoghi, impressioni su altri siti o giornali, riviste, vedrette che non vengono presi nemmeno in considerazione, qui invece si, tutto viene pubblicato, si a l'opportunità finalmente di esternare quello che vogliamo, di mandare al diavolo chi ci Governa, chi amministra i nostri soldi, abbiamo la possibilità grazie ad una grossa ARMA che si chiama INTERNET di dire la nostra in tutto IL MONDO come se fossimo un presidente di una Nazione, quello che noi scriviamo viene letto da Cinesi, Russi, Americani, tutti i paesi dell'Europa, possiamo sfogare le nostre delusioni, le nostre incazzature su un sistema che fa acqua da ogni parte, ma continua grazie a noi persone pulite, e non a quei 4 incapaci che lo governano, tutto questo e possibile grazie ad una persona che con tanti sacrifici anche finanziari ci sta dando la possibilità (gratis) di cercare di cambiare il tutto, e per questo che io dico grazie a Renato DI MARTINO Alias Scovatore, dove ancora non ho avuto il privilegio di conoscerlo personalmente, ma prima o poi questo avverrà. Nel parlare con Scovatore oltre a capire che sicuramente non si è di fronte ad uno qualunque, a quelle solite persone dove il discorso cade nella banalità, ma ad un uomo che possiede un amore per la caccia e per i suoi cani riscontrato in altre poche persone, questa passione e amore lo porta ad essere considerato da (tutti) noi come un vero Kapo, ma tutto questo e confermato dai suoi discorsi sempre chiari e conditi da particolari che al sottoscritto più delle volte nella vita reale sfuggono, è per questo che quando all'inizio di questo scritto affermavo che non bisogna sentirsi arrivati, e bisogna “imparare” sempre era riferito alle parole riferite da Scovatore al sottoscritto quella famosa sera, dove fino a quel momento ero convinto che quello che mettevo in atto nell'addestrare i cani era un metodo valido, e tutto quello che facevo andava bene, invece quando s'incontrano persone che sanno dialogare oltre a mettere in atto le cose dette, si capisce che l'olimpo, la meta e ancora lontana, il sudore versato fino a quel momento nell'addestrare ancora non basta, per dire finalmente sono un vero CANAIO ancora e lunga, ma credo e di questo ne sono convinto che ognuno di noi nasce con una predisposizione ben precisa, dove il riuscire a carpire chi ti sta davanti che sia uomo, o animale sia un dono, Scovatore questo lui riesce ad esserlo, riesce a tirare fuori dai i suoi cani di più di quello che hanno dentro, io da canto mio ho il dono invece di saper ascoltare e mettermi sempre in discussione senza pavoneggiarmi in atteggiamenti da maestro, ad ognuno il suo, l'importate è essere umili, non sentirsi insuperabili in quanto nella vita ci sta quello che ne sa più di noi, ed io fino ad quella sera ero convinto l'incontrario......... Grazie Scov.
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Cani 20/10/2007 - istriano

SEGUGIO DEL GIURA

La Svizzera per certi versi è una nazione strana, qui si parlano 4 lingue ufficiali, quando si annunciano venti di guerra loro si dichiarano “neutrali”, ogni tipo di valuta viene “coltivata” come se fossimo nella valle degli orti,ci stanno più Banche che condomini, disoccupazione livello zero (beati loro), tutti quando hanno due soldini (sporchi) li portano in Svizzera, i cosiddetti conti Svizzeri, ma non è oro tutto quello che luccica basta pensare al risarcimento record che due delle maggiori banche hanno dovuto corrispondere alle famiglie delle vittime dell'olocausto infatti “sembra” che durante la seconda guerra mondiale questa tutta neutralità non fosse del tutto chiara, avendo avuto dei rapporti con il regime nazista, ma questa è storia e a noi poco interessa, qui non siamo a scuola o programmi televisivi, questo e un sito dove si parla di caccia a 360 gradi senza distinzione di argomenti, e per questo che stavolta voglio parlare di una razza di cani abbastanza diffusa in Italia e impiegata a caccia del cinghiale, si tratta del Segugio del Giura, qualcuno potrebbe pensare che si tratta del solito segugio nato in Francia, ma qui si sbaglia, e per questo che all'inizio ho parlato della Svizzera in quanto questo ausiliare nasce proprio nella terra del cioccolato e orologio a cucù, anche se i Francesi dopo aver rubato la Gioconda a noi Italiani e mai ridata, vogliano impadronirsi anche della paternità del Segugio del Giura..... questi Francesi ne sanno una più del diavolo. Per una volta non voglio parlare di standard, o impiego principale nella sua terra d'origine credo che a pochi interessi se le sue misure sono 50 o 55 al garrese orecchie lunghe o corte colore ecc, ma viceversa la curiosità cada nelle sue attitudini a caccia al cinghiale, e per questo che cercherò di illustrare le vere potenzialità di questo ausiliare nella caccia al solengo. I primi Giura che vidi risale ad una 15 di anni fa, mi trovavo in Sardegna a casa di un mio carissimo amico, dove possedeva, e possiede tuttora vari soggetti, io come al solito volevo fare il sapientone quello che conosce tutte le razze, e sparai la mia “ Azz che belli questi segugi Italiani nero focati, vengono dall'allevamento di Sorbo chiesi al mio amico? Lui mi guardo come dire ma che cazzo dici....ma essendo un signore oltre ad un mio amico mi disse, questi sono dei Segugi del Giura, io per un momento vista la grande figura di merda che avevo appena fatto, cercai di annaspare nella mia melma dicendoli, in effetti per essere dei segugi Italiani sono troppo grossolani e bassi, ma vedendo che stavo per affogare sempre di più, il mio amico mi diede la mano e mi rassicurò che anche lui quando li vide gli aveva scambiato per dei nostri segugi, credo comunque che non sia vero è che l'abbia fatto per non sentirmi mortificato di quella magra figura. Nel proseguo degli anni, ebbi modo di vedere più volte questi cani all'opera sul cinghiale sardo, impegnando anche 20 cani alla volta nella intricata macchia mediterranea sarda, contornato da un clima secco dove si mettono a dura prova le qualità dei segugi, la mia impressione e più che positiva, intanto perché visti più volte di persona, quindi in grado di esprimere un giudizio e non su racconti da giornali, poi per come detto prima la macchia mediterranea, qui devi avere cani indipendenti ma allo stesso modo collegati con il conduttore, cani che sappiano perlustrare come un radar ogni angolo della macchia, dove l'uomo a volte non riesce ad attraversare, ma non il cinghiale dove predilige rimettessi in luoghi inaccessibili dove il tiro a fermo e solo un utopia, quindi grandi cani che sappiano dare bene al fermo, agili nella macchia e non pesanti come certi cani di razza Francesi, grandi inseguitori ma con il senso del rientro verso il conduttore, questo a mio avviso sono doti che il Segugio del Giura possiede, quindi ricapitolando e analizzando direi,grande iniziativa cosa richiesta nella macchia mediterranea ma non invece indispensabile in luoghi di vegetazione alta (vedasi Liguria), qui credo che la grossa presenza di Caprioli, e Daini creerebbero serie difficoltà nell'utilizzo di questa razza, e meglio optare per razze più maneggevoli, grossa attitudine al fermo dove il Giura possiede, ma in Sardegna poco utile per il semplice fatto che il cinghiale sardo raramente tiene il fermo, invece viceversa cosa indispensabile nei grossi cinghiali del continente dove tengono più il fermo, quindi cane indicato per tale scopo, a riguardo della traccia non ho riferimenti in quanto in Sardegna non si usa tracciare anche vista il luogo dove viene cacciato il cinghiale, ma alcuni amici del continente che lo possiedono dicono che se addestrato bene e un ottimo tracciatore, ottima seguita con voce da urluler ma con spirito del rientro, e capitato di tornare il giorno dopo ma trovati sempre nel luogo del rilascio, certo se un cane trova il cinghiale alle 17.30 non si può pretendere che all'ora di cena faccia rientro, l'importante che non si “perda” nella macchia. Il Segugio del Giura e un cane che caccia in muta, nel senso che si ammutino bene fra di loro, non creano invidie o indipendenza nella cerca, viaggiano tutti assieme, per quanto riguarda il carattere e capitato di trovare qualche soggetto ombroso, ma attenzione ombroso non significa cane con tare tali da non cacciare, anzi voglio ricordare che in Sardegna la “Chirrida” equivale ad un bombardamento aereo con un fracasso infernale, quindi tutti i cani visti all'opera hanno cacciato senza problemi, ma a riguardo del recupero da parte di persone estranee che non sia il padrone, sono molto legati al loro conduttore quindi capita che qualche soggetto non si faccia “rubare”, altri invece un po' troppo faciloni, ma questo credo che sia una prerogativa di tutte le razze. Per quanto riguarda l'allevamento e un cane che si alleva bene senza creare tanti problemi, tranne nelle cucciolate, qui e alta la mortalità di cuccioli, questo non so darli una spiegazione, ma e un cane che porta avanti pochi cuccioli, naturalmente sto parlando di esperienze raccontate da persone che lo possiedono, quindi può essere una cosa oggettiva da attribuirsi solo a luogo e non riscontrabile in altri luoghi. Messo a confronto con altre razze più veloci di lui (vedessi istriano) regge ottimamente il confronto in quanto cane abbastanza veloce, e dotato come detto prima di ottima iniziativa, per il resto che dire è un cane che caccia bene il cinghiale, diciamo che i soggetti da scartare sono pochi, si differenzia dalle razze Francesi da quelle non nate per cacciare il cinghiale (Arigeois e Petit bleu de Gascogne), nella riuscita nel impiego sul Solengo, infatti quelle due citate prima lo scarto e maggiore, ma questo dovuto alla nascita come cani da lepri nella loro terra d'origine, ma ricordiamoci anche l'Istriano è nato come cane da lepre, ma sul cinghiale si supera. Per chi si vorrebbe avvicinare per la prima volta a questa razza, il consiglio che posso dare e di non comprare alla ceca, ma cercare allevatori, o privati che impiegano questo stupendo ausiliare sul cinghiale, in Italia sono in pochi che lo utilizzano, ma nella sua terra d'origine la Svizzera viene impiegato in grossi numeri avendo più scelta a nostra disposizione, capisco che la Svizzera non sta dietro l'angolo e quindi un po difficile da raggiungere, ma di questi tempi dove le “nostre” banche bruciano i nostri risparmi, sarebbe opportuno fare un viaggio in questa meravigliosa terra, dove si narra che l'indice d'interesse supera il 15%, e pur vero che è vietato per la legge Italiana, ma ci sta gente che fa due tre viaggi al mese, e ogni volta che viene fermato alla Frontiera e sempre in possesso di un Segugio del Giura, e al finanziere di turno racconta sempre la solita storiella........” Vado a prendere un Giura che questo che ho comprato non mi piace”....... e così nacquero i famosi conti Svizzeri, Conti Euro, Conti Dollari, Conti Riciclati, e Conti..............meglio che non lo dica. By Istri.
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Balistica 19/10/2007 - gerry

RACCONTI DI CACCIA E DI VITA

Un giovane cacciatore ,amante da morire per questo sport,il quale cacciava di tutto con la sua cagna Diana.Un giorno conobbe 2 fratelli ed il loro padre ,i cacciatori di cinghiali più capaci della sua Provincia tanto è vero che cacciavano sempre in transferta chiamati come ospiti da tutte le compagnie di allora. Quando arrivavono loro era festa grande ,la prima cosa che si sentiva era(oggi ci sono loro ,oggi si spara !!),erano e sono tuttora ,i migliori,forse ti rassomigliano a quanto mi è parso di capire.Avevano 7-8 buoni cani,segugi italiani a pelo raso,ed un cucciolona chiamata Sarah ,meticcia beagle,che in seguito farà parlare di sè per anni.Con loro feci la mia prima battuta al cinghiale insieme ad altri amici.Da allora circa 15 anni fà non ci siamo più divisi.Abbiamo formato squadre,partecipato in altre ,ma sempre uniti ed inseparabili.Ho imparato tanto da loro ,ma in bravura non li potrò mai raggiungere .Il cinghiale per loro è una droga ,lasciano tutto quando il loro 6° senso dice che adesso è il momento di andare.Sono uguali a quei cani che avvertono il rientro del loro padrone a km di distanza e lo anticipano alla fermata del bus o al cancello di casa. Tornando ai cani,avevano bei cani,i migliori della zona,ma,questi erano bravi nel tracciare,nell' abbaiare a fermo,a seguitare,a trovare, ma a scovare nisba.Erano loro, coraggiosi,impavidi ed incoscienti a scovare le bestie nei forteti.Causa bastardi avvelenatori,ne persero 2 in un unica giornata,cosi mi chiamarono come veterinario ,gli salvai altri 2 cani con il valium, da allora cambiarono tante cose ,e ,da quel giorno non ci siamo piò separati per cacciare il cinghiale.Il padre l'anno scorso,85 anni,ha ammazzato l'ultima bestia con la bombola di ossigeno al collo. saluti gerry
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Balistica 18/10/2007 - scovatore

NON SI CREI L' EQUIVOCO.!!!!!!!!

Cingialai: e amici tutti per prima cosa un in bocca al lupo a tutti, visto che ormai la nostra caccia è aperta quasi ovunque o mancano solo pochi giorni per cacciare su tutto il territorio nazionale.Ma detto questo devo dire che le cose per noi come al solito non vanno bene anzi!!! sappiamo che le istituzioni sono nostre acerrime nemiche ci abbiamo combattuto,ci combattiamo,e continueremo a farlo senza tentennamenti finchè saremo in un paese dove vige la democrazia.Ma il nemico più grande di questo meraviglioso sport carissimi amici si nasconde tra di noi,sono i nostri falsi colleghi,ciarlatani,bugiardi, e non degni di riconoscersi in questa categoria.Purtruppo gente sprovveduta completamente si annovera la responsabilità di spiegare o di dare direttive su forum del web, o addirittura scrivere sui famosi giornalini bimensili,dicendo eresie a raffica senza nessun fondamento creando un grande EQUIVOCO tra la categoria dei cacciatori,quelli veri, quelli che apettano il fine settimana,per lasciarsi alle spalle fatica e pensieri,e immedesimarsi in questo fantastico mondo della caccia al cinghiale.Ma io dico a questi ciarlatani del nulla, i veri cacciatori vi conoscono,vi controllano,vi evitano,e specialmente non vi ascoltano.Cari colleghi noi continueremo la strada che abbiamo intrapreso e ognuno sarà libero di manifestare le sue idee nel massimo rispetto,ma vi chiedo una cosa sola:CHE NON SI CREI L'EQUIVOCO.!!!!!!!!!!"
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Balistica 12/10/2007 - scovatore

ILTRACCIATORE

Quante volte parlando con amici di battute di caccia al cinghiale abbiamo sentito questo nome?Il tracciatore ma!!! Oppure leggendo i famosi giornalini bimensili ,tanto so sempre uguali su qualche articoletto scampato alla pubblicità abbiamo letto qualcosa del tracciatore.Ma amici io vi voglio dedicare queste due righe raccontandovi la mia vita da tracciatore,prima ancora che da canaio.Fin dalla giovanissima età seguendo qualcuno a me molto caro, mi si incomincia ad imparare a riconoscere le varie orme lasciate da animali in genere.io ero attratto da tutto questo e giorno dopo giorno per me diventava linfa vitale,sentivo che mi attraeva, mi prendeva sempre di più.Fin quando una mattina ancora abbastanza ragazzino ho assistito a una battuta alla lepre senza cani,certo non era montagna ma terreni coltivati,ma nello stupore generale ho visto che lo rintracciavano con le orme lasciate sulla polvere,o seguendo l’ultimo germoglio che aveva mangiato,o il rametto piegato in un certo modo,tutto questo in un silenzio irreale e coinvolgente lasciatomi ancor più a bocca aperta quando tutto fù interrotto da uno sparo, si l’avevano trovata.Da quel giorno dentro di mè la voglia di capire e seguire una traccia si era moltiplicata.Tutto divento ancor più interessante qundo circa venticinque anni fa dalle mie parti incominciarano ad accasarsi i primi branchi di cinghiali.E contemporaneamente le prime squadre cinghialaie ,dove io non perdetti tempo ad assumermi la responsabilità del tracciatore.Il tracciatore mestiere duro e poco in mostra,certo un canaio è più di moda ,il tracciatore non conosce fatica,lui non cammina si trascina,i suoi occhi guardano solo in giù a volte fino a quando incomincia a girare la testa,ogni indizio, a terreno secco puo essere importante,ogni ricalco con traccia che si vede puo far guadagnare parecchio tempo.L’esito della cacciata è nelle sue mani e lui ne è consapevole,ma tranquilli non sbaglia i suoi occhi sono allenati ,i suoi sensi lo portano dritto su trottoi conosciuti e anche per il più smaliziato solengo incomincia a diventar difficile farlo fesso, ma il suo lavoro non viene mai esaltato,lui rimane sempre nell ombra,un buon segugio si ,il tracciatore no.Ma lui non fa caso a queste cose,lui ha superato tutto questo.tutte le notti insonni passate con gli zoccoli davanti agli occhi a forza di guardarli per terra per ore, lo hanno reso umile e disponibile per la squadra.Ma sotto sotto lui sa che tutti lo rispettano,gli vogliono bene,e diciamoci la verità qualcuno vorrebbe carpire i suoi segreti che poi segreti non sono. ma solo una grande voglia di capire e di riuscire nel difficile,e poi forse dando ragione a qualcuno a me molto caro che non c'è più.quando disse queste parole su di me. Lui sente l’erba che cresce. E traccia come un indiano. Ciao a tutti amici by scova
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Balistica 11/10/2007 - buffetto

LO SPARO A BLOCCO.

Ciao renato, come va? come promesso, ti scrivo un mio pensiero rivolto a chi, principalmente, spara a blocco. A chi non e' capitato? Beh, conosco alcune persone, che non riescono a sparare in altro modo, compreso me, a blocco, si, un modo alquanto strano per sparare, ma che solo se si conosce bene la propria arma, si puo' fare. Da quando possiedo il porto d'armi, mi e' capitato rare volte di guardare la canna prima di far fuoco, sul cinghiale intendo, per i tordi e' diverso, quando si ha una buona posta, ma anche in quel tipo di caccia ti puo' capitare il tordo che senti passare di fianco talmente veloce che non puoi fare a meno di spararlo d'impulso. Vi racconto un aneddoto; l'anno scorso, precisamente a dicembre 2006, io e la mia compagnia abbiamo inpostato una battuta in un canalone misto tra leccio e macchia mediterranea, noi coi fucili ci siamo suddivisi in cima, rivolti verso il basso, i battitori invece son partiti dal basso verso l'alto.Dopo circa 10 minuti i cani hanno cominciato a fare un fracasso della mad...tra me e me pensavo: l'hanno scovato...ad un certo punto, a circa 30 metri da me sulla mia destra, ma nascosto da una roccia, sento partire una fucilata da un mio compagno, ma a giudicare dalle sue imprecazioni avevo capito che aveva sbagliato il tiro. Quel giorno, io, non avevo con me il mio fedele semiauto benelli (possiedo un cristoforo colombo), ma avevo preso da casa il sovrapposto beretta che fu di mio padre, bigrillo, con strozzature 1 e 2, voi direte; e che cacchio! cosa voleva andare a sparare, anatre al passo? avete ragione, in effetti e' troppo strozzato, ma ci tengo tanto e a volte lo uso, dopo aver speso 250€ per brunitura canne e ceratura legni....Comunque, dopo la padella del mio compagno, guardavo sempre giu' nel canale, stavo sopra una roccia granitica abbastanza ampia e piatta, aspettavo che salisse qualcosa anche per me, ero tranquillo perche vedevo bene e nonostante le strozzature e la mia scarsa abitudine ad usare il bigrillo ero convinto che se il cinghiale fosse salito da me, non l'avrei sbagliato. Beh, sapete cosa e' successo? sento un leggero fruscio provenire dalla macchia, proprio dietro di me, circa 15 secondi dopo la sua padella, mi giro di scatto di 180 gradi e lo vedo correre verso di me, sparo, secco, qualche timido movimento e poi piu' nulla. La fucilata lo aveva preso tra l'orecchio e il collo e tutto senza mirarlo, voi direte; che culo...beh, su tutti quelli che ho finora nel carniere, questo e' stato l'ennesimo, solo su uno ho avuto il tempo di prendere la mira. In effetti la cosa ha sorpreso anche me, soprattutto perche' con quel fucile non avevo mai sparato un cinghiale, ma mi ha fatto ricredere sulla veloce girata di canne che puo' avere questo tipo di fucile, anche perche' la distanza e' stata minima, circa 6 metri. La cosa strana e' che lui, pensavo continuasse a salire su per il canale dopo il primo sparo, invece, e' passato intorno alla roccia che separava me e il mio compagno ed ha pensato di riscendere. Il mese successivo ne ho ucciso un altro, sebbene fossimo in una striscia tagliafuoco non piu' larga di 10 metri, questa volta avevo con me il benelli, con strozzatura xxxxx, di fronte a me la vegetazione che superava i 4 metri con alla base, 2 possibili uscite. C'era un freddo boia, come si dice da noi, il freddo "de segare a fittas", beh, sembra fatto apposta e qualcuno di voi lo sa, mentre controllavo l'uscita di destra dopo aver sentito la canizza arrivare, vedo con la coda dell'occhio un missile nero uscire da quella di sinistra, benche' la mia postazione fosse un po' scomoda (ero in piedi su un muretto di pietre) cercai girandomi di non cadere, 1, 2, al terzo colpo gli arriva il piombo tra la coscia e i gioielli di famiglia, ma si rialza e continua a camminare a stento bestemmiando, a quel punto scendo dal muretto e mentre corro e simultaneamente cerco di mettere un'altra cartuccia in canna, inciampo su una pietra e cado come un salame tra le risa di un mio compagno che aveva visto tutto, mi rialzo, prendo un altra cartuccia, visto che la prima mi era caduta nella vana ricerca di stare in piedi, ricarico e sparo, questa volta centrandolo (dopo aver preso la mira perche' ormai era quasi immobile) dietro l'orecchio destro. Che sudata ragazzi, questi tiri a blocco....ma e' mai possibile che non me ne arrivi mai uno dritto dritto come a tutti gli altri? Credo di non essere l'unico a cui capitano queste cose, visto il mio modo di sparare ma l'importante e' il risultato, no?? Beh, spero di avere qualche riscontro in merito cioa a tutti buffetto, (o)
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Il mondo venatorio 03/10/2007 - istriano

SELEZIONE MISS CINGHIALE 2007

Ogni estate sulla Riviera Ligure di ponente si assiste ad un vera selezione di “carne”, apre le danze miss muretto, poi ci sta miss riviera, miss spiaggia, e per finire le selezioni di miss Italia, un vero carnaio di belle ragazze, dove la giuria (sempre gli stessi), Sindaco, Mllo dei Carabinieri del luogo, Barbiere, e vari Assessori, devono giudicare in 30 secondi di apparizione, con passerella in rigoroso costume da bagno (siamo d'estate), e scosciata finale chi merita di proseguire nella selezione per poi decretare la vincitrice. La giuria di (maniaci) perché solo tale si possono chiamare, con tanto di bavetta bianca che li cola dalla bocca, hanno l'onore di “selezionare” a gomitate tra loro, con strani movimenti “nei paesi bassi), con due occhi grossi come fanali, chi merita è chi invece usando un termine a noi caro “abbattuto” sul posto. Questo mi porta a pensare, ma se questi giudici, questi intenditori di bellezze, riescono in appena 30 secondi a selezionare e giudicare una ragazza, solo dal colore del costume, o dal colore dei cappelli, o forse dal posteriore rigorosamente “mini” con tanto di tatuaggio vedo e non vedo, perché noi cacciatori non riusciamo a selezionare un cinghiale quando arriva alla posta? Dico questo in quanto in questi giorni sul nostro portale e scaturita una discussione al riguardo sulla selezione dei capi da abbattere, che siano maschi o femmine o di colore nero o rosso, in modo da detenere nel proseguo degli anni una generazione tale da garantire animali idonei nel sopravvivere della specie. Ognuno a detto la sua, portando anche esempi dei nostri cugini Francesi, dove “sembra” che riesco a effettuare una gestione corretta dei cinghiali, in modo che nel proseguo degli anni non vi siano dei dislivelli tali da decretare la fine, credo comunque che la caccia in Francia esclusa la Corsica in particolare quella effettuata sul cinghiale sia molto diversa dalla nostra, come e diverso la legge sulla caccia, come e diverso il loro modo di cacciare, come e diverso tutto, noi Italiani da i nostri cugini Francesi non dobbiamo imparare nulla, loro hanno le loro tradizioni secolari con tanto di tromba al collo, noi abbiamo le nostre che CAMBIANO da Regione a Regione, e con queste che dobbiamo confrontarci e non con i Francesi, già con loro l'abbiamo fatto nel 2006 (campioni del Mondo). A mio avviso si dovrebbe partire da una corretta gestione del territorio, assegnare ad ogni squadra la sua zona “permanente”, in modo che questi conoscano la vera consistenza dei cinghiali sul luogo, e non come avviene in alcune parti della nostra nazione, oggi arrivo prima io e quindi non caccia nessun altro, come si riesce a capire quanti cinghiali vi stanno, in quanto la squadra che vi deve cacciare cercherà di fare una mattanza di tutto quello che gli viene a tiro, compressi animali striati, tanto pensano se non sparo io spareranno le altre squadre. Questo non serve a fare selezione, chi consente queste cose sono gli stessi che si “augurano” della chiusura della caccia in battuta, in modo d'avere solo un unica caccia quella di selezione effettuata da selecontrollori vestiti da tirolesi, con tanto di coreografia finale quella del rametto in bocca alla preda abbattuta. Conoscere il territorio dove si dovrà cacciare in esclusiva porta tutti a custodire con cura e valorizzare tutto quello che vi fa parte, come pulizia sentieri, controllare con cura la zona nel periodo estivo per la prevenzione incendi, abituando il cinghiale tramite foraggiamènto artificiale a frequentare il territorio, avendo così una situazione chiara ad inizio stagione della consistenza numerica di cinghiali in quel determinato territorio, ma consapevoli che durante la stagione di caccia causa “migrazione” per le continue battute in cui è sottoposto anche da squadre confinanti di aumentare o diminuire le stime previste. Questo a mio parere potrebbe essere un giusto corretto modo di gestione, in quanto si tocca con mani la “realtà” dei luoghi, se all'inizio della stagione si individua delle scrofe con dei lattonzoli a seguito, si cercherà nel limite del possibile di non “frequentare” quella zona, ma se costretti per forza maggiore ad individuare la famiglia, dovremo evitare di abbattere la femmina, in quanto i piccoli rimasti senza la madre non vivrebbero un altro quarto d'ora, ma siccome il sottoscritto non vive nel mondo delle favole questo ahimè succede spesso, causato dalla nostra ingordigie di fare carniere sul momento, poi io dico che carniere sarebbe una scrofa con a fianco “morti” 5/ 6 lattonzoli striati? Questo a mio avviso non è gestione, e sterminio, ricordiamoci che il cinghiale non è una scatola costruita all'interno di una fabbrica, quando mancano i pezzi s'immettono altri nuovi per rimpiazzare quei mancanti, il cinghiale si riproduce come qualsiasi altro mammifero della terra, la sua riuscita di portare a termine la gravidanza è soggetto sempre più spesso alle stagioni meteorologiche sempre più anormali, siccità, freddo polare a Maggio, mancanza di cibo, se poi ci mettiamo pure noi sterminando tutto quello che ci viene a tiro, allora ne parleremo tra un paio di anni, quando ricorderemo questi tempi di “grassa” con nostalgia. Questo credo a mio parere che possa essere un metodo di selezione, e gestione del territorio senza inventarsi storie fantascientifiche, o realtà da libro cuore, parliamoci chiaro uno è individuare una scrofa con i suoi piccoli alla posta e quindi chi in coscienza tiene a cuore la caccia risparmiandola cercando nel contempo di fermare più cani possibili, l'altro e individuare un maschio una femmina , un rosso un nero, qui credo che siamo all'impossibile, se non al ridicolo, la posta non può fare selezione, ma può solo decretare la vita o la morte del cinghiale di turno, la selezione del cinghiale la effettua tutta la squadra di comune accordo avendo cura del territorio dove si caccia, e cura dei cinghiali che vi stanno all'interno, il resto cani che inseguono solo maschi ecc. sono solo fantasie da giornalino, la realtà dentro la macchia e diversa, come è diversa la geografia dell'Italia, pagherei per vedere certe persone con un cane al guinzaglio attraversare la “silva” (battuta) di una località al sottoscritto molto cara CANDELA, sopra la diga artificiale del lago liscia in Sardegna, vorrei vedere che selezione riuscirebbe a fare dentro quella giungla amazzonica, poi naturalmente ci stanno i super, quelli dall'occhio “sveglio” che in 30 secondi, con la bava bianca che li cola dalla bocca, seduti su di una sedia, con un eccitamento fuori di ogni logica riescono a loro modo a fare selezione, ma qui non si tratta di “selezionare” un cinghiale, un Miss Solengo 2007, o Miss Scrofa 2007, con tanto di applauso quando passa alla posta...................... odio qualcuno giorni fa proponeva qualcosa di simile, mi sa che si tratta del solito assessore seduto al centro di ogni selezione, quello che oltre la colata lavica di bava bianca, ad ogni miss si alza in piedi e vota tutte indistintamente con un bel 10, tanto per lui sono tutti uguali, maschi, femmine piccoli e medi, W la CACCIA quella VERA, QUELLA CACCIATA da persone “normali”, e non da intenditori di Missssssssss. By Istri. OGNI RIFERIMENTO A FATTI E PERSONE E PURAMENTE CASUALE.
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Caccia al cinghiale 02/10/2007 - medusa

UNA BATTUTA DI CACCIA DA NON DIMENTICARE

Cari amici vi voglio raccontare questo episodio che porto con me, nei miei ricordi ed essendo cacciatori sono certo che vi farà piacere e forse è capitato anche a voi. Come tutte le volte che andiamo a caccia ci si sente la sera prima chi per telefono, chi nel circolo dei cacciatori; la mattina ci si vede al bar, si fa colazione e mentre si aspetta l’ora della partenza ci prendiamo un po’ in giro per ammazzare il tempo. Arrivati al punto presa, troviamo ad attenderci gli amici che hanno fatto la notte e come tutte le battute si aspetta qualche volpino ritardatario e ci si comincia ad organizzare. Di solito noi canai, mentre le poste prendono postazione, facciamo sempre un giretto per vedere se c’è presenza di cinghiali ed infatti quella mattina c’era molto movimento vecchio e nuovo, come poi ci e’ stato comunicato anche dalle poste. Nel frattempo noi canai ci mettevamo d’accordo per le sciolte per prendere tutta la montagna e mentre ci dirigevamo nelle zone, ognuno comunicava ciò che trovava lungo la sua strada: aho qua e tutto ribardato pare che c’è passato un branco de pecore i cani non se reggono… Nel frattempo il capoposta comunicava che tutti erano a posto e sganciati i cani, talmente era forte l’odore, andarono a canizza. Dopo circa trecento metri in una vallocchia fra ginestre e biancospini  i cani erano tutti a fermo, allora allungai il passo e arrivato a destinazione aspettai qualche minuto che arrivassero gli altri canai, ma nel  frattempo mi accorsi che erano molti animali perchè i cani battevano su tre punti diversi. Una volta che i compagni mi hanno raggiunto, feci dei gesti con la mano per fargli capire che ognuno di noi doveva andare in ogni punto dove battevano i cani. Mentre ci stringevamo, vedo un cane che correva verso di me inseguito da un cinghiale, così lo misi sotto mira e sparai un colpo. Amici da non credere ai miei occhi  e alle mie orecchie!!!!! In quella vallocchia di ginestre fra grugniti e rami spezzati sembrava una bufera, addirittura i cani si erano spaventati. La cosa è durata per circa due minuti poi via, i cani a quel punto partirono in canizza verso la valle. Mi affrettai a prendere la radiolina e comunicare alle poste che stavano per arrivare i cinghiali e che erano molti, così ci fermammo sopra il colle per sentire quello che succedeva: canizze da tutte le parti. Nel frattempo fra noi canai ci dicevamo: “tra un pò cominciamo a sentire i colpi” e infatti passa solo qualche minuto e comincia la trincea. Non so quanti colpi sono stati sparati, ma tanti; ad un certo punto nel colle di fronte a noi vediamo che tutta la collina diventò nera tanti erano i cinghiali(ancora oggi che sto scrivendo mi viene la pelle d’oca, sapete tutti quei cinghiali non li avevo mai visti in vita mia!!! Forse sarà stata la prima e l’ultima volta..). Nel frattempo recuperammo qualche cinghiale che era rimasto in battuta e uno ferito; facemmo un bel bottino: 9 pezzi, se ne potevano fare di più ma bisogna accontentarsi, questa è la caccia. Mentre cercavamo di recuperare i cani, ci si domandava da dove fossero usciti tutti quei cinghiali, poi ci siamo dati una risposta: era il mese di Gennaio e a circa  3 km c’era un parco, gli alimenti cominciavano a scarseggiare, di conseguenza il branco si era spostato in cerca di cibo ed essendo un castagneto dove stavamo cacciando, siamo stati travolti da quest’ondata di cinghiali, che come sappiamo sono ghiotti di castagne.
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Il mondo venatorio 29/09/2007 - PASSATORE

GIOCHI DI POTERE

Cari amici cacciatori, la stagione venatoria ormai è iniziata e tutti noi abbiamo fatto in tempo le nostre scelte su dove andare a caccia. Ognuno di noi, vuoi per ragioni di lavoro o per altre circostanze, si trova a vivere la propria vita in una città o regione diversa da quella d’origine e pertanto è costretto a richiedere di essere ammesso a qualche ambito di qualche provincia confinante o magari di qualche altra regione, cosa strana! ma noi in Italia alle cose strane ci siamo abituati!! Premesso ciò, vi voglio raccontare la mia personale storia in quanto mi preme informare tutti i cacciatori che le nostre istituzioni, per quanto riguarda la caccia e ancor di più i cacciatori!!!, sono SORDE, CIECHE E MUTE!!!! Ma veniamo al dunque, personalmente ho sempre cacciato nella provincia dell’Aquila essendovi residente e pertanto non ho mai avuto problemi di alcun genere ad ottenere il tesserino dell’A.T.C. , da qualche anno per motivi di lavoro mi sono ritrasferito a Roma, che avevo gioiosamente abbandonato nel 1990, ma mantenendo la mia residenza anagrafica in un Comune della provincia dell’Aquila. Nei primi anni che ho fatto ritorno nella capitale, non ho ritenuto necessario richiedere il tesserino per potervi esercitare l’attività venatoria, ma tre anni fa ho richiesto ed ottenuto il citato tesserino per cacciare in territorio ROMANO, credo di essere stato l’unico!!! Per tre anni la mia amata capitale mi ha concesso questo benedetto tesserino, anche perché avevo e ho tutti i requisiti necessari, infatti pur essendo residente nella provincia dell’Aquila, sono nativo di Roma ci lavoro e ci vivo!!!! Quest’anno I SIGNORI DEL POTERE, hanno deciso di non concedermi il tesserino adducendo motivazioni di ogni sorta, spiattellando che la regione Abruzzo non ha siglato accordi con la regione Lazio, allora mi sono attivato ho telefonato a tutti ricevendo solamente risposte vaghe e infatti siamo al 29 di settembre, la stagione è iniziata e il mio tesserino che ho sempre ottenuto ancora NON SI VEDE!!!! Una mattina, di buon ora, mi sono attaccato al telefono e ho chiamato il presidente del mio atc abruzzese, che per ovvie ragioni non sto a citare, e gli ho chiesto perché non c’è stata un’intesa tra le regioni Abruzzo e Lazio per la reciprocità, così si chiama questa novità che i nostri nonni cacciatori sbiancherebbero al solo sentire!!!!, lui di tutto punto mi ha risposto:”….MA COSA TI STANNO DICENDO, LO SAI QUANTI TESSERINI ABBIAMO RILASCIATO AI RESIDENTI DEL LAZIO? CIRCA 1000, NON E’ RECIPROCIA’ QUESTA?...”!!!!!! Dopo aver ricevuto tale risposta dal mio presidente, fiero di appartenere ad una regione OSPITALE, ho richiamato la provincia di Roma ed un addetto ai lavori mi ha risposto che bisognava aspettare, aspettare e aspettare perché non c’era nulla di scritto!!!!! AMICI CACCIATORI, secondo voi ci stanno prendendo per i fondelli o no??? e a me per primo!! Io vengo da una famiglia di cacciatori da generazioni e la caccia la vivo da quando sono nato ma simili scempi non li ho mai visti, oggi tra AMBITI, COMMISSIONI, SOTTOCOMMISSIONI, PROVINCE, REGIONI E STATO, non si capisce più nulla, nonostante noi siamo CHIAMATI OGNI ANNO A PAGARE LE NOSTRE PROFUMATE TASSE ALLE ISTITUZIONI, SIAMO CONSIDERATI ZERO ANZI SOTTOZERO!!!! Non vi nascondo che mi sono rivolto alla mia ASSOCIAZIONE VENATORIA, CHE DOVREBBE TUTELARMI, MA ANCORA STO ASPETTANDO IL BENEDETTO TESSERINO!!!!! Oggi in Italia dopo L’INTERVENTO DI UN COMICO IN PIAZZA C’E’ UN FERMENTO E UNA PREOCCUPAZIONE GENERALE (LORO SI PREOCCUPANO E NOI PAGHIAMO), ma come vedete il malcontento si percepisce in ogni settore non escluso quello venatorio. Noi cacciatori in questi anni ci siamo dimezzati e nonostante tutto stiamo li a fare domande per ottenere quello che dovrebbe esserci concesso per diritto!! CREDETEMI SONO VERAMENTE INDIGNATO, NON PER IL TESSERINO, MA PER IL MODO IN CUI CI TRATTANO, PER LORO NOI SIAMO IL NULLA, CHI CI DOVREBBE TUTELARE MOLTE VOLTE, ANZI SPESSO, E’ ASSENTE O LATITANTE!!!! E LORO? LORO GONFI DI POTERE GIOCANO CON NOI, COME FA IL GATTO COL TOPO!! STANNO ROVINANDO LA CACCIA E SOPRATTUTTO NOI CACCIATORI!! IO SONO NATO CACCIATORE E LA MIA PASSIONE VA OLTRE I LORO GIOCHI DI POTERE, MA ORA SONO STANCO E STUFO DI VEDERMI LIMITATO SEMPRE DI PIU’ DA INUTILI REGOLAMENTI E REGOLAMENTI DEI REGOLAMENTI, SCRITTI DA GENTE CHE DI CERTO NON FA L’INTERESSE DELLA CACCIA NE’ TANTOMENO DEI CACCIATORI!!! AMICI VI CHIEDO SCUSA DI QUESTO MIO SFOGO MA CREDO CHE IN MOLTI SI SONO TROVATI NELLA MIA STESSA CONDIZIONE CHE PER OTTENERE UNA COSA CHE MI SPETTA DI DIRITTO STO DISCUTENDO IN CONTINUAZIONE, MENTRE LORO GIOCANO, GIOCANO E GIOCANO!!!!!!!!!!!!!!!! UN SALUTO A TUTTI BY PASSATORE
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Cani 18/09/2007 - istriano

IL METICCIO DEI NOSTRI NONNI!!

Ogni tanto mi capita di essere colto da momenti di malinconia, di ricordi di cose che la vita attuale al sottoscritto non offre, tanti semplici abitudini stanno piano piano scomparendo dai nostri usi quotidiani, il progresso avanza portandosi a presso costumi e modi di pensare che 50 anni fa non sognavamo nemmeno l'esistenza, ma non voglio ripetermi in cose già dette, l'evoluzione della vita e una cosa naturale e quindi si deve accettare con i suoi pro e i suoi contro, è per questo che quando all'interno di questo portale si parla di fatti di vita vissuti, o racconti dei nostri “vecchi”, in me nasce la voglia di ritornare indietro, una specie di ritorno al passato, quello che adesso a generato tante belle cose ma a mio avviso anche tanti “mostri”. Una cosa che mi appassiona più di tutto e quando si parla di cani, quei stupendi ausiliari che un tempo erano in possesso dei nostri genitori o nonni, i cosiddetti “bastardi” o meticci, quei piccoli segugi dallo sguardo tenero ma dall'occhio furbo che facevano tanto divertire i nostri avi. Lo standard di quel cane era vario, per non dire inesistente, qui non stiamo a parlare di orecchie lunghe fino alla punta del naso, piede di lepre o di gatto, coda portata a sciabola, urlo alla francese o scagno alla slava, queste prerogative per i nostri avi non erano di fondamentale importanza, quello che contava era il RENDIMENTO a caccia, che doveva tramutarsi in passione e risultati, causa.............. meglio non dirlo. Il meticcio dei nostri nonni erano soggetti incrociati con altri meticci, in possesso di contadini o mezzadri, dove venivano “adoperati” sistematicamente tutti i giorni a caccia (bei tempi quelli), dove dimostravano di che pasta erano fatti, ancora mio padre racconta di Km fatti a piedi per far coprire una sua cagna da lepre da un contadino che abitava in uno “stazzo” a parecchi Km dal nostro paese, in quanto a suo dire lo stallone era un soggetto formidabile sulla lepre, ma di quei 4 cuccioli partoriti dalla cagna di sua proprietà uno solo rimase in vita rivelandosi in seguito “cane de istelzu” cane da ciotola tradotto in Italiano, ma racconta di tanti altri accoppiamenti andati a buon fine, parlo come attitudine a caccia. La morfologia di questi soggetti erano varie, per non dire i colori frutti di incroci svariati, ma raramente chi sceglieva sbagliava, forse dovuto che in quei tempi la selvaggina abbondava e la caccia era consentita tutti i giorni, erano cani che venivano impiegati su ogni selvaggina stanziale, ma in prevalenza sulla lepre caccia principe in quell'epoca, da qui in poi piano piano anche la scarsità di questo simpatico roditore, venivano impiegati sul cinghiale cercando quei soggetti predisposti a cacciare il solengo, si cercava quindi anche in tempi “difficili” di fare selezione in quanto sappiamo bene che nei meticci le tare e difetti a volte sono più presenti che i pregi, ma se quest'ultimo ben fissati allora sono dolori per il cinghiale. Il punto forte del meticcio credo che sia la salute, e raro che uno di questi cani venga colpito da qualche patologia canina che ne precluda la morte, cosa invece “abbastanza” frequente nei cani di razza, figuriamoci se mio padre a mai vaccinato un cane, e pure campavano più dei cani attuali, quelli che adesso accudiamo con ogni accorgimento come dei veri signori. Altro punto a favore dei meticci e l'attaccamento morboso al padrone, prima questi cani vivevano liberi per il paese (non sempre comunque), dove emulando i miglior mago di questa terra alle ore 04.00 si facevano trovare pronti fuori dalla porta per vivere una giornata di caccia, questo credo era dovuto in quanto prima il “padrone” viveva quasi tutto l'arco della giornata con lui, trattato a volte meglio di un figlio, e quando la giornata lavorativa si svolgeva in campagna oltre allo zaino con il formaggio e il fiasco di vino bisognava portare pure lui il nostro meticcio creando quel attaccamento che a volte non si riscontra in alcune razze ufficiali di cani. L'evoluzione della vita, quindi benessere,(più soldi) abbandono della campagna a portato a “pensare” che il cane meticcio occorreva sostituirlo con specie più affidabili sia nella provenienza, sia nella genealogia dei suoi avi, chi invece si serviva e si serve ancora di quei bastardi veniva guardato con un certo disprezzo, come se tutto in un tratto quei cani non fossero buoni nemmeno a trovare la ciotola da mangiare, viceversa il cane di razza lui si che la trova la ciotola....., è così abbiamo assistito ad una baraonda di razze canine dalle più variopinte che la cinofila possa aver creato, sempre avanti con i tempi e la moda di quel momento, così si è assistito al bum del Beagle per poi sapere che quando veniva usato come cavia per esperimenti “strani” abbandonare quella moda, il bum dell'istriano, il bum di tutte le razze Francesi nel formato di standard Grande, Medio e Piccolo, il bum attuale del maremmano dove pur di riconoscere un “meticcio” travestito da cane di razza alcuni si sono fatti riconoscere da giudici compiacenti il boxer del vicino come maremmano, tutte queste razze ed altre centinaia che il sottoscritto a usato ed usa attualmente a caccia, hanno fatto si che, chi ancora si serva del meticcio per cacciare venga guardato da “NOI” intenditori di razze da cani come uno fuori luogo, fuori moda, come un mio amico toscano nel vedere un canaio con dei meticci che impiegava sul cinghiale gli gridò “ a bischero a che tu cacci con dei ronzini, nu vedi che li mancano pure i denti” mi scuseranno gli amici Toscani per il dialetto, ma la frase era quella, come che se per cacciare il cinghiale bisogna essere in possesso di tutti i denti, e come questo mio amico ci stanno tanti altri che criticano chi possiede questi ausiliari. Credo invece e di questo io sono il primo ad ammettere, che il meticcio a fatto la fortuna dei nostri avi, e la storia della nostra caccia, ognuno nella vita fa delle scelte sue che non tocca a noi giudicare, l'importante che la scelta sia generata da un suo pensiero ben preciso di quel momento, maturato in anni di esperienze a caccia del cinghiale, di un pensiero di come intende lui la caccia, e non la solita moda del cane “attuale”, i cani a mio parere messi su di un prato dove in mezzo vi sta un cespuglio, con dentro un cinghiale, tutti arriveranno allo scovo, chi prima con accostamento veloce e sbrigativo (cane d'iniziativa) chi con ululati e sculetamenti da vero signore (cane di metodo), chi dritto parco di voce ( cane da bracconiere????? ?), chi in altri mille modi ma tutti arriveranno a scovare il cinghiale sia che sia di razza sia che sia meticcio, allora a questo punto resterà a noi scegliere in base alle nostre esigenze di caccia, ma come detto per il segugio Italiano non diciamo che un meticcio e inferiore a uno di razza, la caccia non è una competizione a chi prima arriva, la caccia e una passione nata molti anni fa grazie e soprattutto a i cani mettici, e per questo ogni tanto ricordiamoci che non bisogna sputare nel piatto in cui si è mangiato, in quanto (QUASI) TUTTI ABBIAMO CACCIATO CON IL NOSTRO AMATO METICCIO DEI NOSTRI NONNI. By. Istri.