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Archivio articoli: 214 contenuti. Pagina 1 di 11.

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articoli 25/07/2011 - lavandaio

DEDICATO A MIKI

Un giorno di gennaio leggendo un annuncio su un sito mi balza all occhio una foto di un dake che mostrava nel suo muso una voglia di cacciare , un carattere fiero,orgoglioso, fece subito colpo su di me,una vocina nel mio cervello mi diceva E' LUI,E' LUI ebbi solo qualche giorno di titubanza vista distanza da casa mi...
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articoli 14/05/2011 - reno

UN'UNGHIATA NELLA POLVERE

14 maggio 2011 alle 11:49:39 -------------------------------------------------------------------------------- E' un sabato abbastanza afoso, la tipica giornata in cui i cani fanno fatica, con la lingua di fuori, alla continua ricerca d’acqua. Decido assieme ad altri tracciatori di fare la battuta nei Fossatoni, ma n...
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articoli 15/04/2011 - gerry

Racconto di caccia vissuta ,di altri tempi che furono .

Dedicato in particolare a chi non va a caccia al cinghiale, se dietro, non si porta un arsenale da guerra, super tecnologico,alla Rambo o alla Schwarzenegger. Circa 20 anni fa ,quando ancora da me non era vietato e a cacciare il cinghiale con i pallettoni,e,soprattutto vi erano poche regole e vincoli,da rispettare e sopportare ,ho preso parte ad una battuta di caccia con 3 amici,due fratelli ed un padre con i qali,in seguito,per 15 anni mi sono tanto divertito a macinare alcune migliaia di km nel seguire le tracce di questi gran camminatori che sono, i solenghi. Avendo scovato un gruppetto di circa 6-7 animali di taglia mista,calcolato dalle impronte che vi erano due soggetti di circa 30-40-kg in mezzo a loro,decisi di usare in prima botta i pallettoni e poi a seguire le palle singole. Questo perché mi piace anche mangiare il cinghiale ed i piccoli come tutti sappiamo sono meno (uso dire io" Puzzolenti”). Scovati e partiti i cinghiali ,tre di loro passarono di corsa a circa 50 metri da me,senza cani dietro,accorgendosi della mia presenza,si fermarono per un attimo colti di sorpresa ,rimasero forse neanche un paio secondi a guardarmi,per poi ripartire di gran corsa. Solo che ,in quei secondi di tempo che ebbi di visuale utile , feci soltanto partire il primo colpo a pallettoni, senza notare neanche uno scatto del corpo, da parte delle bestie .Al che con la vista li rividi a circa 500 metri correvano ancora ,notai però pochi attimi dopo,che alla loro uscita da una piccola macchia erano rimasti solo in 2 ,quindi, pensai che 1 di loro,per la stanchezza avesse deciso di farsi un riposino.Quando i miei amici vennero da me a chiedermi se l’ avessi colpito,allora non usavamo le radio,e raccontai loro come erano andate le cose,l’amico che portava i cani decise per scrupolo di coscienza ad andare a vedere se veramente l’animale in questione si fosse fermato. Andò da solo visto che c’era parecchia strada da fare,e che noi altri non credavamo che si fossero separati visto che erano della stessa taglia e che appartenevano alla stessa famiglia. Sta di fatto che una volta giunto vicino alla macchia ,incominciò a farci dei segni ,che,per la distanza, neanche riuscivamo a decifrare,comunque una volta raggiunto il posto,ci fece notare a terra il cinghiale morto,senza tracce di sangue e senza buco nella pelle. Da li incominciarono gli sfottò nei miei confronti,dicendomi che solo nel vedermi,l’animale si era talmente spaventato che fosse morto dalla paura. Portato a casa, dopo scuoiato per intero,non si risciva a vedere ombra di buco,figuratevi quanto rincararono la dose nello sfottermi. Comunque ,seriamente si pensò ad un infarto,ma,una volta tirato fuori il cuore si notò che esso era integro,neanche una goccia di sangue nel torace,apriti cieli ,gli sfottò partirono a più non posso,ero diventato il cacciatore dallo sguardo assassino,di una bruttezza tale da far morire anche un cinghiale solo nel vedermi e tante altre cose simili.Il mistero fu svelato solo quando il porco fu aperto fino alla testa,solo allora si noto che un pallettone era entrato dalla bocca ,quando ,ansimante per la corsa sostenuta , si girò verso di me. Un solo pallettone andò a recidere qualche vaso sanguigno del retro bocca nella parte della laringe senza uscire dalla parte opposta. Tutto il sangue era rimasto li all’interno,infiltrato nei muscoli del collo,per cui nessuna scia di sangue all’esterno ci poteva far capire subito come fosse morte.Dallo sfottò,si passò a dire che ero anche un gran cu.. rotto .etcc .etcc Comunque ,questo mio racconto per dire a tutti ,che tante volte ,per abbattere un grosso cinghiale, basta un piccolo pallino ben assestato nel punto giusto più di un’ ogiva che lo trapassa e lo porta a morire chi sa dove, senza poi permetterci di trovarlo in tempo utile per goderci in pieno la soddisfazione di averlo trovato,sparato e fermato. Tanti saluti ed auguri di felice feste a tutti dal vecchio Gerry.
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articoli 15/04/2011 - reno

Non tutti I Mali Vengono Per Nuocere

Ha piovuto abbondantemente per tutta la notte fino a stamattina presto e nonostante la fine di marzo fa freddo ed è tutto bagnato. La provincia, purtroppo, ci ha imposto di effettuare una braccata con la super visione della polizia provinciale e delle guardie forestali su un branco di cinghiali che stavano razziando un intero raccolto. Sciolgo sul trottoio fresco all’entrata del bosco 5 cani; Tuono, Kico, Sorboli, Argento e Lido. Sorboli rompe il silenzio; L’accostamento è iniziato e altre voci si aggingono alla sua. Sullo stradino le tracce in entrata sono parecchie, e i rami da poco sporcati di malta a diverse altezze mi fanno capire che i porchi sono molti e di varie misure…..I cani non li sento più. Taglio la macchia per raggiungere in fretta un punto di scoperta e raggiuntolo capisco che l’accostamento si è diviso: due voci a strappi, continuano a salire verso i buzzi delle api e almeno altre due, più lontane e sempre meno percepibili, si dirigono lateralmente verso il fosso del Gatto fino a scomparirmi. Ancora qualche abbaio che sale, ma mi pare meno sicuro, poi il silenzio…. Riconosco il campano di Sorboli che ritorna indietro assieme ad un’altra campano ma più nessuna voce… Un fallo… Ma come è possibile perdere la scia in piena macchia…. Forse nella foga dell’accostamento hanno mantenuto troppo il trottoio e si sono spinti troppo avanti… Veloci riflessioni e ipotesi, che si accavallano in modo disordinato, tipiche di ogni canaio….. Poi…. Finalmente… L’inconfondibile voce di Sorboli a cui si serra quasi all’unisono anche l’altra; Riprendono; ….. Adesso più sicure…. Qualche minuto e L’ABBAIO A FERMO; Più martellante quello di Sorboli più potente e rado l’altro…. Faccio appena in tempo ad avvisare via radio che due cani abbaiano a fermo sotto Mencaccino che i cinghiali stolzano e si dirigono alle poste verso i meli. Continuo ad alzarmi, esco nel campo e corro per arrivare nella punta del concello a fare una mezza posta. Sono appena arrivato e via radio Paolo avvisa che due cani, in fondo al fosso del gatto abbaiano a fermo; Dice che sono due forti voci quasi uguali ma una più gutturale, sicuramente Tuono e Kiko…!!!; Lido ha un timbro molto basso. Ancora via radio l’ultima posta dei meli, quella più bassa, comunica che un cane tricolore si abbassa con un cinghiale verso il fiume. Intanto mi accorgo che una canizza sta tornando verso di me… Una sola voce spinge…. Chi sarà… Imbraccio la carabina, ad un tratto spunta il porco dal bosco e si ferma sul ciglio della seminata, ce l’ho sulla mira, è lì immobile a quindici metri davanti al mirino ma il colpo non mi viene… Non sparo…Qualche attimo e il selvatico ritorna sui suoi passi; Vedo bene per un istante la sua coda .. è un maschio; poi lo sento costeggiare il bordo del bosco alla mia destra. …………Lo ammazzeranno i provinciali….!!!!!!!!!! ...............Chi se ne frega………..!!! Il cane sta per spuntare.. Eccolo… Ma è Zero!… Come Zero?…. Zero è al canile…. La voce è quasi identica!….. Lo stesso passo, la stessa sicurezza , la stessa spinta, la stessa concentrazione. Lo stesso brivido che sei anni fa ho provato quando spavaldo sei uscito nel campo in cima ai Conti… Zero, fedele amico di tante battaglie…. Non sei tu… E’ tuo figlio…. E’ ARGENTO….. Per Dio.. Che occasione!!!!!! Ho sbagliato a non uccidere il cinghiale… Argento da voce sul campo, ma si rende conto dopo qualche “semicerchio” che l’emanazione non prosegue. Ritorna indietro, risolve rapidamente il fallo e riprende la seguita. La sua voce sicura si dirige ancora verso i meli e cresce in me la speranza… Ragazzi, penso fra me e me, tirate dritto e ammazzate quel porco nero .. Poi dopo non più di mezz’ora…..Come per incanto… Come per magia….. Mi comunicano via radio che il cinghiale è stato abbattuto e un vandeano, mai visto prima, sta annusando e mordendo l’animale ancora caldo… E’ fatta….Si è fatta….. Alle mie spalle intanto una nuova canizza si alza, attraversa la strada maestra e sale verso il Monte D. Velocemente due poste si muovono e si dirigono in cima al fossone e dopo non più di 1 quarto d’ora uno sparo… “Il cinghiale è morto e abbiamo ripreso due cani. …Ah… che sospiro!!! Tuono e Kiko sono al guinzaglio sul porco abbattuto. Intanto il cinghiale spinto da Sorboli attraversa il fiume e si dirige incalzato verso il monte D. Partono altre due poste per il difficile recupero in direzione dei Tornanti . Per radio dopo circa un’ora Stefano mi informa che il cinghiale dava al cane ed è stato abbattuto a fermo nel lecceto dell’antenna e i cane è legato. Bruno per telefono mi avvisa che un branco di dieci dodici cinghiali ha attraversato il campetto ed è fermo al fiume e su di loro c’era Lido che è stato recuperato!!! Tutto è compiuto......4 cani sono al guinzaglio…Ce la siamo cavati con tre soli morti. M’incammino compiaciuto verso i “buzzi delle api”. Un cane bianco è dietro te, continua a chiamare, mi dicono per radio. Lo vedo, mi cerca, è Argento; Viene correndo nella mia direzione e appena arrivato mi salta addosso. E’ molto affettuoso e sensibile e dentro me, mentre lo ringrazio con carezze e parole, aumenta la speranza di trovare nascoste tutte quelle qualità delle quali siamo sempre alla ricerca. Argento, scorre dentro te il sangue dell’infinito Schirac dei Pirenei (il tuo bisnonno) della coraggiosa Tiba (tua nonna), di tuo zio Reno, al cui collare tutti i cuccioli aspirano, e di tuo padre Zero. Sei l’ultimo di una grande stirpe; La speranza di un sangue antico, eppur sempre nuovo che ci ha costretto a parlare per una intera vita di lunghi accostamenti, ululati a fermo e inseguimenti al limite di tutte le forze. Dedicato a Te….!! Piccolo Vero Selezionatore!!! Sognatore di un raro evento che poche volte si incarna in una vita !!! Schiavo del connubio, perchè ne conosci il sapore…… Speranzoso che la dea con l’arco paghi con rara moneta gli immensi sacrifici
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articoli 15/04/2011 - americanino

Duro a Morire

Quello che vi stò per raccontare non è capitato a me ma ad un mio amico che ha i cani e caccia nella stessa mia squadra.Una Domenica come tante intentavamo una cacciata nella riserva dove sempre andiamo a caccia,vengono sciolti i cani,e dopo poco vengono individuati i cinghiali,ed ha inizio quello che tutti ci auguriamo,cioè una bella giornata di caccia.I cani iniziano a forzare i cinghiali che incalzati vanno verso le poste che, con numerosi colpi riescono a fermare due cinghiali.Vengono recuperati i cani,e di nuovo vengono sciolti,e dopo poco abbaiano a fermo a un altro cinghiale,che da subito ostenta ad andare,e fà pensare che sia un grosso solengo.Dopo diversi minuti che i cani lo incalzano,il cinghiale si decide a partire,ma quando giunge in prossimità delle poste,inverte la marcia,sicuramente,accorgendosi del tranello e si indirizza verso i braccali.In un attimo appare ad un trattoio abbastanza ben visibile in una grande cessa,ed il mio amico,ben piazzato lascia partire una fucilata al grosso verro,un animale circa di 120 kg (lui usava un sovrapposto monogrillo),ma qui' viene il bello,il fucile si inceppa,e non parte la seconda fucilata,invece di prendere il grosso cinghiale in un punto vitale,lo prende in bocca,portandogli via di netto le difese della parte destra.Il cinghiale sentendosi leso,e accecato dal dolore prende a caricare il malcapitato che viene letteralmente appiccicato alla scarpata alle sue spalle,inizia a chiedere aiuto,ma un'altro amico che viene tuttora a caccia vede la scena e si impaurisce,senza correre in difesa del malcapitato,il cinghiale incurante delle urla e delle raccomandazioni,continua a dare delle grifate e a cercare di mettere in mal modo il cacciatore.La storia dura circa due minuti,poi con i cani che arrivano alle spalle del cinghiale,e mordendolo,lo fanno desistere dalla sua opera,e riprende il fitto del bosco.Il cinghiale verrà abbatutto poco piu' in là,ma il mio amico rimaneva con tutti i pantaloni stracciati,e essendo una giornata fredda si era lasciato sotto il pigiama,che si vedeva tutto dalle lacerazioni lasciate nei pantaloni.Ancora oggi,spesso,ci lasciamo andare a raccontare questo ricordo,che ormai fà parte della storia della nostra squadra
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articoli 14/04/2011 - wildboar1

Wildboar1 (Racconta)

Eccomi qui, come ogni anno, la fine della stagione venatoria arriva in picchiata come un gheppio lo fa sull’inerme topolino intento a far provvista. Siccome con la mia squadra abbiamo deciso di fermarci con lieve anticipo, oggi sono ospite della squadra di Alessandro, un caro amico a cui devo i primi erudimenti su questa caccia bella ed avara. Mi accorgo che la giornata sarebbe stata di quelle particolari fin dal suono della sveglia, un lieve stato di stordimento mi accompagna sin da subito e, man mano che il tempo passa, questa strana sensazione va aumentando. L’appuntamento è molto in anticipo rispetto alle mie abitudini, ma c’è un motivo ben preciso, la zona interessata è confinante con un’oasi di protezione e quindi si è deciso di avviarsi alle poste alle prime luci dell’alba sperando di tenere fuori dal rifugio qualche branco attardatosi in pastura. E’ il 16 di Gennaio ed un freddo pungente stringe il bosco oramai spoglio con un bianco abbraccio facendolo sembrare di cristallo. Dopo un breve tragitto in auto arriviamo alla base del monte da risalire, il percorso sarà lungo e faticoso, dovremo arrivare in cima e ridiscendere metà della costa dal lato opposto a dove ci troviamo adesso quindi, nonostante la temperatura rigida, mi spoglio del caldo maglione in pile per poter affrontare meglio l’ascesa anche se stamani mi pare di patire il freddo più del solito ma cerco di non farci caso. Dopo un veloce controllo dell’attrezzatura si parte in religioso silenzio, siamo una decina in tutto destinati a presidiare questo lato della braccata, le aspettative sono molte, i tracciatori nei giorni precedenti hanno avuto modo di rintracciare parecchi animali in zona! Il terreno ghiacciato scricchiola sotto gli scarponi mentre un aria tagliente come la lama di un coltello mi punge gli occhi che a fatica riesco a tenere aperti. La salita è pesante, troppo pesante per uno che ha passato gli ultimi tre mesi a consumare i sentieri sui crinali e questo gelo che ho dentro non se ne va nonostante io sia oramai accaldato e sbuffante come una locomotiva a vapore. Passano minuti interminabili, il percorso ogni tanto ci offre scorci di paesaggi mozzafiato resi ancor più suggestivi dalla sagoma del lago della Val Noci che dorme in fondo alla valle ed in cui le stelle si specchiano grazie alla totale assenza di nuvole. Per un attimo mi par d’essere come sospeso in una terra avvolta da due cieli e questo pensiero mi da come un formicolio piacevole che mi percorre tutta la schiena. Ad un’oretta scarsa di cammino, l’affanno è aumentato decisamente ed adesso anche le tempie iniziano a darmi fastidio…sintomo inequivocabile di quando ho la febbre!! Fino ad ora avevo scacciato questa ipotesi ma adesso è tardi per tornare indietro alle macchine e comunque non ne ho assolutamente l’intenzione!! La posta a cui dovrei essere destinato è una delle migliori situate nel cuore della zona da chiudere ma purtroppo è anche di quelle tra le più distanti da raggiungere e proprio non me la sento di proseguire oltre quindi, arrivati in cima al crinale, decido di rinunciare per fermarmi “al colmetto” la posta immediatamente sopra al valico che separa i due lati del monte Teitin caratterizzata da una ventina di metri di prato pulito circondato da un boschetto di roveri in basso e di castagni ai lati. Ricevute le ultime raccomandazioni sulle linee di tiro da rispettare e sui trottoi da curare con maggiore interesse, rimango solo ancora a mezzo buio a godermi lo scenario che ho davanti. Da questo lato del monte c’è una galaverna spettacolare, i rami ghiacciati degli alberi danno un tono spettrale ed al tempo stesso magico al bosco (in quel momento ho rimpianto di non aver avuto la digitale nello zaino). Pian piano l’alba avanza ed un pallido sole fa capolino da est illuminando questa distesa bianca come fosse un addobbo natalizio ma al tempo stesso sciogliendola lentamente. Rilassandomi e scaldandomi al sole mi pare che lo stordimento interno diminuisca, quindi riprendo parte del buon umore perso lungo il sentiero più a valle e mi appresto a caricare la mia adorata carabina krukka in 308W con cui ho passato il primo anno di battaglie dopo una ricerca durata più di sei anni prima di trovarla ma, visti i risultati ottenuti ne è valsa decisamente la pena…ma questa è un’altra storia. La radio comunica che i cani sono appena stati sciolti e che qualcuno di essi è già sulle tracce dei cinghiali, dopo aver individuato i percorsi più trafficati intorno a me mimando un ipotetico tiro, mi metto in attesa cercando di scrutare più con gli occhi che con le orecchie perché questa maledetta febbriciattola mi ha ovattato i timpani. Dopo alcuni timidi abbai a fondo valle parte una canizza potente ed i canai confermano che un bel branco di cinghiali è stato rotto e di stare tutti attenti e zitti perché i cani sono dietro ad una minima parte degli animali, quindi il resto della banda avanza lentamente soppesando ogni minimo segnale di pericolo e dileguandosi con la velocità della luce. Ovviamente c’è sempre qualcuno che non recepisce il messaggio ed inizia a fare la radiocronaca di ciò che i cani stanno combinando, “buon per lui”, penso, “si vede che non ha piacere a fare l'ultimo tiro stagionale". Un fracasso di rami spezzati mi richiama all’attenzione! Sotto di me sento distintamente più di una bestia attraversare il bosco di roveri. Il cuore mi impazzisce! Ogni volta è così, nonostante ormai non sia più un novellino in questa caccia. Spiano l’arma nella loro direzione ed accompagno il rumore nella speranza di poterne scorgere almeno uno ma, un po’ la distanza ed un po’ la galaverna hanno impedito la visuale mantenendo le scure sagome nella mia fantasia. Adesso sento che i fuggitivi si spostano alla mia destra andando in bocca alla posta successiva che commette l’errore più comune che si possa fare: non restare fermi! Come un lampo gli animali tornano sui loro passi e cinicamente ripetono la loro passerella sotto di me ma questa volta sono ancor più bassi ed a stento riesco a capire la direzione mantenuta. Rimanendo perfettamente in silenzio mando un messaggio ad Alessandro per informarlo del traffico a cui ho assistito in modo che lui possa far intervenire un paio di cani prima che i cinghiali scartino i postaioli come paletti da slalom. Finalmente si iniziano a sentire i boati delle prime carabinate, l’ eco risale le coste e si perde nelle valli successive annunciando al bosco il suo terribile messaggio ed al tempo stesso all’uomo l’abbattimento di due cinghiali. Altri colpi si perderanno nell’aria che nel frattempo è divenuta frizzante, ma i destinatari porteranno via indenni questa esperienza da tramandare ai loro discendenti la primavera che verrà. E’ quasi mezzogiorno e sul Teitin ritorna una quiete apparente, ne approfitto per mangiare qualcosa cercando di mettermi sotto a qualche raggio di sole. Sento che la febbre è aumentata, l’equilibrio si fa precario ed i movimenti sono accompagnati da un forte dolore alle giunture ed un mal di testa che ha preso a macinarmi. Spero in cuor mio che la braccata finisca in fretta anche se so che poi mi toccherà vivere di ricordi per i prossimi 8 mesi, ma in questo momento di malessere la ragione prende il sopravvento sul cuore. Finito mezzo panino mi rimetto in posta dove l’ombra ha preso il posto al sole ed ormai scarico di tensione attendo il tanto agognato “Rompete le righe”. Mentre sono sovra pensiero intento a contare i miei malesseri, un lievissimo fruscio alle mie spalle mi fa sobbalzare roteando su me stesso come se avessi preso una scossa! Sgrano gli occhi alla vista di due imponenti cinghiali che, come gatti e quasi senza far rumore, mi stavano fregando andando a scappare 20 metri dietro la mia schiena. E’ un attimo che dura tutt’ora nella mia testa, la bestia che è davanti fa uno scarto e torna indietro sparendo alla mia vista dietro un fosso nel terreno mentre la seconda ha un secondo di esitazione sul da farsi decidendo poi di tentare di valicare la costa davanti a lei dandomi la possibilità di un solo tiro. Mentre l’animale ha quasi guadagnato la salvezza sparendo dalla mia vista punto meglio che posso l’unica porzione di spalla non coperta dai rami e cerco di tirare il grilletto senza strappare. Il colpo risuona nelle mie orecchie come un suono soffocato che mi fa credere di aver tirato una cartuccia difettosa ed il non vedere più l’animale tirato sembra avvalorare la mia tesi però ora non c’è il tempo per le congetture perché adesso ho la possibilità di andare in mira sul primo animale riapparso subito dopo aver guadagnato il bosco ma come giro la carabina in sua direzione mi tocca fare un salto laterale per poter scansare di un pelo il corpo del bestione sparato in precedenza che nel frattempo piomba giù come una valanga aiutato dalla forte pendenza del terreno! Se non mi fossi accorto in tempo mi avrebbe centrato in pieno trascinandomi per i 50 metri buoni di dislivello che ha percorso prima di impattare su una giovane pianta di rovere e sparire nuovamente ai miei occhi. Avvisando per radio ne approfitto per riordinare le idee, avverto di portare un cane per cercare di rintracciare la bestia rientrata nel cerchio e chiedo il permesso al capocaccia di potermi muovere per andare a vedere se il cinghiale colpito fosse sotto di me oppure, se ferito, avesse proseguito la fuga. Ricevuto l’assenso inizio a scendere finendo gambe all’aria per un paio di volte ma non perdendo mai di vista la scia di sangue lasciata dall’animale. Fortunatamente il tragitto è breve, esattamente dove l’ho visto impattare l’ultima volta, giace il corpo di un grosso cinghiale privo di vita! Non potevo vederlo dalla mia posta perché un grosso masso poco sopra ne impediva la visuale. Mi avvicino con cautela, in questo momento la mia mente è pervasa da mille sensazioni e brividi misti tra febbre e l’eccitazione del momento. A fatica ricompongo la spoglia del cinghiale con il capo rivolto verso il basso in posizione migliore per poterle far dare via quanto più sangue possibile, poi mi soffermo ad osservare questo animale prodigioso. Il corpo ancora caldo fuma leggermente facendo sciogliere quel briciolo di ghiaccio che è rimasto a terra dalla notte precedente, un rivolo di sangue cola dal suo possente grugno e l’occhio oramai spento sembra guardare il cielo azzurro per l’ultima volta. Ora che la posso osservare da vicino, mi accorgo immediatamente che si tratta di una grossa femmina nonostante abbia il muso molto corto come quello di un maschio e che sia incinta, lo rivela l’addome che è decisamente rigonfio rispetto alla proporzione del corpo. Per un attimo penso alla vita negata ai futuri porcellini ma poi il cervello mi riporta alla realtà delle cose e mi rendo conto che in fondo è stato meglio abbattere la scrofa adesso piuttosto che fra un paio di mesi durante qualche intervento di controllo e prevenzione danni, tanto di moda ai giorni nostri, lasciando la prole alla mercè della fame e dei predatori procurandogli così una fine ben più peggiore e dolorosa di quella appena perpetrata! Lascio temporaneamente il cinghiale per ritornare alla posta ed attendere la fine della braccata, la risalita seppur breve mi affanna ulteriormente ma la gioia che ho nel cuore sopperisce allo sforzo fisico. Alcuni cinghiali verranno fermati da altri fortunati cacciatori, alla fine se ne conteranno 6 in tutto e finalmente il caposquadra chiama la fine dei giochi! Tra un brivido e l’altro raccolgo le mie cose e ritorno dalla scrofa in attesa che arrivino i rinforzi. Il posto è parecchio scomodo ed il recupero si prospetta faticoso. Nell’attesa inizio ad imbracare l’animale e a studiare il possibile percorso del ritorno. Vorrei onorare la preda fino in fondo portandola fino alle auto ma , dopo poco meno di cento metri ho le orecchie e il cuore che mi scoppiano dalla fatica, proprio non ce la faccio e quindi mi offro perlomeno di portare a valle i fucili o gli zaini degli altri amici che nel frattempo sono giunti in mio soccorso. Qualcuno scherzosamente insinua che il mio malessere sia immaginario proprio per evitare l’ultima fatica stagionale ed io, altrettanto scherzosamente, lo mando affanculo augurandogli di provare le esatte sensazioni che in quel momento mi stanno maltrattando. Così alla fine eccomi qui, tra una sosta ed una battuta si arriva alle auto dopo quasi due ore di cammino, tutti noi sappiamo bene che la giornata non è ancora finita, ma il grosso della fatica oramai è alle spalle. Mi riprendo un poco con il riscaldamento dell’auto, ma oramai mi sento come fossi passato nel tritacarne (il termometro a casa sentenzierà 39,8°) anche se nulla e nessuno mi può togliere dal volto il sorriso che ho stampato! Adesso sono pronto ad andare in “letargo” fino a che il canto dei segugi non mi risveglierà! Montoggio (GE), 16/01/2005
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articoli 13/04/2011 - americanino

Racconti di caccia. Storie di Vita

Dato che vi affidate a me,vi possso raccontare una storiella che mi è successa già diversi anni fà.....Avevamo teso la cacciata in una zona dove cacciavamo abitudinarialmente,quel gorno ero di posta,e i canai s apprestarono a sciogliere i cani,che dopo poco erano sul cinghiale che abbaiavano a fermo.Dopo aver provato e riprovato a scappare ai braccali,il cinghiale prende la direzione delle poste,e arrivando in prossimità dello stradone (da noi si dice cessa)con un guizzo cerca di superarla,ma le poste ben messe sparano una sequenza di colpi,cinque,sei e sorpassato lo stradone si sente molto bene che il cinghiale è preso,ma non è morto.Accendo la radio e avverto i canai di cosa è successo,e invito il canaio piu' in prossimità dell'animale ferito di farsi sotto e finirlo.Mi viene risposto che tutti i canai sono dalla parte opposta,e affidano a me il compito di andare a dare il colpo di grazia all'animale.Mi affretto ad infilarmi nel fitto della macchia,e dopo poche centinaia di metri gli arrivo addosso,vedo tutti i cani intorno che abbaiano a fermo,e lui,un animale di 80 kg circa,che carica i cani con le sue grosse difese e indietreggia di nuovo a cercare il fitto dei rovi.Mi pongo un grosso dilemma:come posso finire la bestia con un gran numero di cani che lo ressano e gli sono addosso? Nel breve tempo che la mia mente cerca una risposta il grosso verro si gira verso di me,mi punta e si mette a testa bassa per caricarmi,i cani si allargano e mi lasciano quell'attimo per sparare.....due fucilate secche fanno crollare a terra la grossa bestia,i cani tutti addosso che lo mordono,io mi faccio un attimo dapparte e accendo la radio dando la notizia che finalmente l'ho finito.Tolgo dal caricatore della mia carabina i proiettili rimasti,rimetto di nuovo il caricatore apposto,e ripongo l'arma nella custodia di goretex,che portavo in spalla.Metto una corda in bocca all'animale,e inizio a trascinarlo in discesa verso una strada poco lontana.Dopo circa trenta-quaranta metri che lo trascino sento che la corda fà resistenza,e penso dentro di me...sono i cani che mordendolo mi fanno fare fatica nel trainare la bestia,ma non è cosi'perchè nel girarmi vedo il grosso verro che seduto è li' che mi guarda, con grossi scrulloni di muso cerca di liberarsi della corda,con cui lo avevo legato a scorsoio,facendola passare per la bocca,cerca di svincolarsi ancora vivo e forte.Subito l'istinto mi fà avvolgere con un mezzo giro la corda a una ceppaia di ornelli,e inizio a tirare.... lui tirava indietro ed io con tutta la forza cercavo di tirarlo verso gli alberi,dopo diversi secondi di questa lotta,cerco con quel poco di lucidità di ragionare,sfilo il lungo coltello che porto sempre con me al mio fianco e con due tre quattro secchi fendenti al costato,la bestia crolla a terra,ed io tutto tremolante guardo incredulo quello che era accaduto,dopo due o tre minuti riesco a mettere a fuoco quello che era successo,ovvero quando ho sparato al cinghiale,invece di prenderlo in un punto vitale,lo avevo preso subito sotto gli occhi,nel grugno,scioccandolo e basta,ed io invece ero convinto che fosse morto.Mi è successo da vero.
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articoli 18/03/2011 - Pastignano

Amatrice: sequestrati i recinti di cattura per cinghiali

Amatrice: sequestrati i recinti di cattura per cinghiali Voto Inserito il 18 marzo 2011 alle 11:07:40 da Pastignano. - Indirizzo IP : 79.39.3.76 Assergi 15/03/2011- A seguito del Provvedimento della Procura e del Tribunale di Rieti, stanno per ripartire nel territorio comunale di Amatrice (Ri) le operazioni di contenimento dei cinghiali tramite recinti di cattura. La prospettiva, molto attesa dal Parco Gran Sasso Laga, come dagli Enti locali, dagli allevatori e dagli agricoltori, è stata oggetto di un tavolo tecnico, tenutosi questa mattina ad Assergi, cui hanno preso parte il Presidente dell’Ente Arturo Diaconale e il Direttore Marcello Maranella, il Direttore della Coldiretti provinciale Aldo Mattia, il Sindaco di Amatrice Sergio Pirozzi e l’Avvocato Tommaso Navarra che ha assistito il Parco nel procedimento giudiziale. Il Provvedimento riconosce all’Ente Parco di avere sempre correttamente operato in uno stato di necessità, determinato dai danni e dai pericoli conseguenti a una presenza sovradimensionata degli animali nella zona d’interesse. In particolare viene dato atto della necessità di un intervento nell’ambito dei poteri istituzionali dell’Ente, in attuazione delle linee guida elaborate dal Ministero dell’Ambiente. «La strategia del contenimento numerico della popolazione di cinghiale tramite gabbie di cattura - ha dichiarato Diaconale - ha trovato grande adesione politica e istituzionale perché ne è stata dimostrata ad un tempo l’efficacia e l’economicità e, non ultimo, il beneficio economico che deriverà al territorio dall’avvio della filiera legata alla commercializzazione della carni».
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articoli 14/01/2011 - istriano

THE END...!!!!

Bene ci siamo, se tutto va come deve andare questo sarà l’ultimo anno di caccia, sarà l’ultimo anno in cui si potrà scorazzare liberi per i boschi, in compagnia dei nostri instancabili segugi, in compagnia dei tanti amici che assieme al sottoscritto condivido questa passione, tutto finirà, per la pace dei tanti ambientalisti, per la pace dei tanti denigratori di questa antica passione, finalmente l’onta di barbari, sanguinari, uomini e donne senza cuore che non avendo di meglio da fare la domenica, che si appropriano dell’ intero bosco, militarizzandolo come un esercito in piena guerra……FINIRA’!!!....come può una minoranza di 750 mila cacciatori, così censita dall'Istat - possa pretendere di far prevalere le proprie ragioni rivendicando con arroganza la libertà di uccidere animali indifesi, quando la maggioranza degli italiani si sente offesa da questo gesto". E quindi, "credo sia possibile e necessario arrivare all'abolizione della caccia anche perché esistono modi di divertirsi ben diversi senza uccidere esseri viventi"…firmato Ministro Michela Brambilla…FINE DELLA CACCIA!! Credo che tutti sapranno quali siano le intenzioni del Ministro Brambilla, per chi ancora non lo sapesse, fa finta di non sapere, crede che questo in Italia non potrà mai succedere, credo che forse farebbero meglio a farsi un giro su internet guardarsi i vari commenti, le proposte, quello che la Camera e Senato hanno fin ora approvato, è forse anzi sicuramente non starebbero ancora a pensare che sia solamente una bufala del Ministro di turno, cari amici non è una bufala, ma ci stanno minando per bene il TERRENO, quel terreno che il caro Ministro vorrebbe vietare l’accesso, senza terreno di caccia no caccy…. in poche parole dovremo girare se ci sarà ancora consentito, e qui passatemi la battuta chiedo consiglio a Rouge ed altri amici del sito che discutono quali sia meglio come localizzatore satellitare per cani, se dovremo usare il Garmin, il BS, il Canicon, per riuscire a sapere in quali terreni avremo l’accesso e quali NO….!!! Tutto questo porterebbe ad una confusione totale, tutto porterebbe alla chiusura della caccia, perché sarà impossibile CACCIARE!! Ma una domanda vorrei chiedere al Ministro Michela Brambilla, in quei terreni dove i legittimi proprietari vietano l’ingresso, in caso di danno dei cinghiali, posso chiedere alle Provincie lo stesso l’indennizzo, ho dovranno pagarselo da soli? Forse, anzi sicuramente sarà la prima risposta, perché in giro di due anni ci saranno talmente tanti cinghiali che il Ministro La Russa (Favorevole Chiusura Caccia), assieme Capo della Protezione Civile, terrà riunioni in tutte le Prefetture della nostra bella Italia, è imitando il suo padrone sir Silvio Berlusconi, annuncerà in pompa magna, che in 2 giorni grazie al nostro valoroso Esercito, con l’impiego di aerei da guerra dal cielo, carri armati, bersaglieri, fanti, carabinieri da terra,la Marina con l’impiego di sofisticati sommergibili dal mare, verranno annientati solamente quei cinghiali CATTIVI e non quelli BRAVI, che si permettono di rovinare l’orticello del povero contadino ambientalista, che in precedenza aveva vietato la caccia nel suo terreno!!! Ma non vi preoccupate, vedrette che le nostre Associazioni, i nostri Politici in cerca di luminosità, i tanti politici trombati in precedenza, persone in cerca di un lavoro fisso è redditizio (POLITICO) ci illumineranno di discorsi, promesse che tutto questo mai potrà avvenire in cambio vi chiedono solo una cosa IL VOTO, le associazioni invece la TESSERA. State attenti io grazie a Dio non sono di memoria corta, vi ricordate due anni fa, prima delle elezioni Europee 2009, quando varie Associazioni (TESSERE), sponsorizzavano un ex Ministro per ricandidarlo, dipingendolo come paladino della caccia, con tanto di sito, dove rispondeva ad ogni vostra domanda? Si batteva per cambiare la famosa legge 157 quella sulla caccia, dove proponeva una miriade di “cazzate”, infatti l’unica novità è stata che posso sparare al FRINGUELLO!!! Carta canta, sul sito troverete dei miei articoli al riguardo, prima che questo signore rifosse eletto…NON MI SONO SBAGLIATO!! Siamo giunti alla fine, destra, sinistra non cambia musica, eravamo convinti che con l’uscita dei verdi dal parlamento fosse tutto finito, invece doveva venire il bello con gli azzurri….. nessuno pensa a quei lavoratori, e sono tanti che lavorano intorno all’indotto chiamato CACCIA, il lavoro in Italia e solo un optional, ma cosa servono questa gente che lavora, vedrette che tanto si presenteranno presso i loro cancelli il signorone di turno, vestito con camicia e maglione blu..dove proporrà un referendum secco SI-NO, favorevoli alla caccia- contrari, se vince il SI, si va tutti a casa, se vince il NO, si continua a lavorare, ma cosa volete che siano 500.000 cacciatori che comprano un fucile ogni 6 anni, invece che le varie GUERRE il nostro bel amato governo partecipa in giro per il mondo, consumando ogni giorno camionate di cartucce solo in ESERCITAZIONE, senza contare i nostri uomini caduti, UCCISI per un capriccio del nostro governo!!!! La caccia in Italia non ha futuro, parlo di quella caccia fatta in terreno libero, non porta redito, quella invece fatta all’interno di Riserve, Aziende, dove il carniere è garantito, dove si vive in un mondo tutto chiuso CON RETE METALLICA alta MT.2, questa porta business, denaro che circola, cinghiali abbattuti, sgozzati senza che nessuno veda nulla se non i cacciatori stessi, ricambio di animali DOMESTICI chiamati con il nome di CINGHIALI, come fossimo al macello di vitelli, con il grosso vantaggio che non rompiamo le scatole alla miriade di fungaioli, famigliole BRAMBILLA, verdi, che la domenica LORO, possono GIRARE LIBERAMENTE, senza vincoli, senza giubbe rifrangenti, senza NULLA, ma solo con DIRITTI, senza DOVERI, buttando all’interno dei boschi in nome del consumismo miriadi di immondizia modello Napoli, improvvisando fuocarelli tipo tribù Sioux per poi, non riuscire a controllarli diventando GROSSI INCENDI, bruciando ettari di bosco, per dare colpa al cacciatore di turno, noi invece dovremo, siamo costretti a rispettare la legge in modo maniacale, solo per il semplice fatto che sulle spalle portiamo un fucile….non mi dilungo più di tanto, perché ci sarebbe da scrivere un libro, il Ministro Brambilla ha proposto pur non essendo TITOLARE, la chiusura della caccia, io personalmente non ho potere perché questo non avvenga, e sono convinto che in Italia non ci siano persone capaci di contrastare questo, basta guardare le TV, i presentatori che la compongono per renderci conto che non abbiamo FUTURO, sarà la fine della caccia in terreno libero, dovremo pagare, se vorremo cacciare , si avrà il vantaggio di poterlo fare tutto l’anno, dovremo solo abituarci ad dei piccoli cambiamenti, non più levatacce la mattina, non più tracciatura prima dell’inizio della battuta, avremo il privilegio di poter sparare ogni volta, in più non da terra ma da comode e confortevoli altane, dove nell’attesa del cinghiale, sarà proiettato un film di Cicciolina dal titolo “Silvio..Michela..a che ora si tromba stasera??”,e non per ultimo avremo orari da fabbrica…. apertura cancello ORE 08:00…. passare prima dalla cassa….....THE END..!!
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articoli 20/12/2010 - istriano

SEGUGI DA CAPRIOLO.!

Con l’immissione a dismisura e non controllata del capriolo su tutto il territorio Nazionale isole escluse, almeno parlo della Sardegna, il modo di interpretare la caccia da parte dei canai è cambiata, prima nelle zone dove non era presente o se presente vi erano pochi capi, si scioglieva camionate di cani su tracce fresche o presunte tali del cinghiale, per poi sentire sonore seguite, ogni tanto ma raro si sentiva via radio che tratta vasi di “volpe”, ma si capiva bene che era altro, ma il divertimento era assicurato anche per chi possedeva mezzi cani, insomma si viveva in un isola felice, si sparava, il carniere era sempre soddisfacente, e tutti i canaterieri a lodare il lavoro dei propri cani, esaltandoli come Super Mega Campioni, dietro l’unico ungulato che popolava le montagne….il CINGHIALE. Ma il destino per molti canai era dietro la porta, quel modo di cacciare, quel modo di interpretare la caccia, quel volere sempre sciogliere in ogni occasione, anche in presenza di tracce vecchie, doveva per molti cambiare, per molti dovrà significare partire da zero, quei super cani tanti reclamizzati, è lodati come infallibili capo muta, dove attaccavano con vigore ogni usta del CINGHIALE, da li a poco sarebbe cambiato, grazie alla presenza di un semplice animaletto simpaticissimo, dolce, innocuo,il CAPRIOLO. L’iniziale presenza di questo ungulato, non creava problemi, ma con il passare del tempo, si vedevano intere mute dietro per intere giornate a suon di canizza, lasciando indisturbati i cinghiali, i canetieri a sua volta tutti a negare che i loro segugi stavano dietro al capriolo, alcuni giuravano addirittura sulla “MOGLIE”, che avevano visto partire con i loro occhi i cinghiali, e sicuramente durante la seguita mossi dal grande vigore nel rincorrere il cinghiale avevano mosso qualche capriolo, questo più veloce del cinghiale, si poneva in testa al corteo della seguita passando per primo nella posta, dove in seconda però non passava il cinghiale, ma i cani con un metro di lingua fuori….il cinghiale allora dove stava? Mistero, per alcuni era ritornato indietro, per altri si era fermato attuando delle contromosse da servizi segreti, per altri fintava di partire facendo partire i Caprioli al loro posto, insomma del cinghiale nessuna traccia ma tanti caprioli alle poste, lui il SIRBONE se ne stava tranquillo nel suo covo, ridendo a più non posso, ogni tanto qualche segugio, forse per disposizione di natura, per fortuna, intonava qualche abbaio al fermo nella lestra dove era presente il cinghiale, è via tutti a correre come matti e via radio tutti i canai a dire E IL MIO CANE!!!!!!!!! Tutto questo marasma, e malcontento di chi praticava la caccia al cinghiale, doveva finire, è così molti canai invece di mollare i segugi alla rinfusa come succedeva prima, decisero di provare sempre con gli stessi segugi ma legati a guinzaglio, nella speranza di arrivare con i segugi legati alla lestra del cinghiale, ma anche questa esperienza dopo un po’ tramontò, camminare in un bosco di montagna con 4, 5 cani legati al guinzaglio non è esperienza tanto gradevole, così dopo appena 20 metri di bosco dove la prima spina ti trafiggeva le mani e con i cani che tiravano più di un uccello appena imbottito di VIAGRA, mollavano l’intera muta per trovarsi nel 80% dei casi dietro ad un capriolo, e via i commenti via radio dalle poste….CAPRA…risposta dei canai CINGHIALE, con tutta la solita solfa giornaliera. Insomma ogni domenica e mercoledì era una lite continua quei pochi cinghiali che arrivavano alle poste, erano il frutto di alcuni bravi canai nel portare i segugi nelle “vecchie” lestre, e non per ultimo di ottimi segugi predisposti quasi ma non TOTALMENTE per cacciare solo il cinghiale. L’umore tra le squadre non era dei migliori, e nemmeno tra i canai, iniziarono i primi screzi, con liti a volte anche pesanti, molti canai “Furbi”, capita la loro incapacità nel addestrare e condurre i segugi, decisero di cambiare squadra, portandosi in lidi dove il capriolo ancora non era presente, abbozzando scuse che si erano stancati della montagna e preferivano il mare…..clima decisamente molto più mite, in quel periodo si assistete ad una transumanza di canai dalla montagna al mare mai vista, e con esso a seguito i loro campioni, cani di montagna che conoscevano solo il cinghiale…..Chi decise di rimanere a cacciare il cinghiale in montagna, dovette cambiare strategia nel condurre i cani, molti vollero addirittura cambiare razza, così i molti Beagle che venivano utilizzati in quel periodo, vennero sostituiti da razze Francesi più portati a tracciare l’usta del cinghiale, (NON SEMPRE) ho visto dei Beagle dare voce sulla traccia meglio del più rinomato segugio Francese, ma qui l’esperienza per tanti non fu delle più felici, per il semplice fatto che molti allevatori, commercianti senza scrupoli avevano già visto LUNGO, così ebbe inizio la cosiddetta vendita dei segugi Francesi, Slavi, Norvegesi, Indiani, Meticci, Maremmani, tutti con una sola prerogativa “ NON SEGUE IL CAPRIOLO” con alle spalle un curriculum da invidia, molti di questi segugi acquistati a suon di EURO recitavano nel loro palmares da chi li vendeva, accostamenti chilometrici al guinzaglio passando in mezzo ad interi branchi di Capriolo ignorandoli totalmente, certi segugi addirittura quando sentivano, vedevano un Capriolo emettevano strani rumori dal posteriore, questo bastava al conduttore di capire che non si trattava di Cinghiali ma bensì di Cervidi. Il mercato in quel periodo per chi vendeva era molto propizio è remunerativo, per chi invece comprava le SOLE erano all’ordine del giorno, anche per il fatto che molti canai (Compratori) sotto effetto etilico dalle parole pronunciate dal commerciante vestito da allevatore erano convinti che si poteva portare come un robot telecomandato intere mute di segugi corretti al Capriolo, è pronti ad attaccare l’unica usta che il loro commerciante aveva in solo 2 giorni INSEGNATO al segugio di turno. Ma alcuni non volevano credere a tutto questo, è ancora con gli occhi coperti da due grosse fette di prosciutto vollero portare all’interno del bosco legati con guinzagli lunghi vari metri,intere mute per Km di bosco, infatti secondo alcuni 1 e meglio di 2, come 3 e meglio di 2, e così via fino all’infinito, così tutti assieme i segugi come se si fossero mangiati una intera scatola di Cialis, iniziavano a tirare, mani, braccia, gambe del povero malcapitato canaio, fino a far rotolare giù per qualche fossato, con i segugi liberi, ma legati ancora al guinzaglio chilometrico posto in precedenza, vagando da soli tutta la giornata, dove dopo un po’ si appigliavano a vari rami, provocando nelle forti voci e tonanti dei segugi dei lunghi abbai al fermo “dell’albero”, questo portava delle lunghe corse sul luogo da parte di canai, pieni di lividi è acciacchi per le cadute in precedenza, nella speranza di trovarsi di fronte ad un branco di cinghiali restii a lasciare il covo, ma si constatava amaramente che i cani grazie al famoso guinzaglio erano rimasti impigliati in un grosso albero di castagne. Dopo tutte queste batoste, umiliazioni, perdita di euro, alcuni pensarono che l’unico rimedio era allevarsi un segugio proprio, iniziare quella pratica che ogni buon appassionato di segugi dovrebbe saper esercitare, e non cercare la pappa pronta, il super cane di 7 anni sdentato, pagato 5000€, ma invece ALLEVARE, ADDESTRARE UN SEGUGIO con le proprie mani, nella breve ma intensa attività che il nostro amico segugio dovrebbe esercitare, correttamente e non inseguire all’interno del bosco ogni animale di pelo e non che gli si pari davanti. Questa storiella, vuole solamente far capire che in quei luoghi dove la presenza del capriolo è massiccia, l’unico modo di cacciare correttamente il cinghiale, è quello di legare un segugio predisposto in precedenza da un lungo addestramento, effettuato da noi medesimi, e di lasciare perdere quei ciarlatani di commercianti, allevatori, che vogliono rifilarci ogni prototipo di cane, con le più svariate attitudini, ma con un unico solo PREGIO il PREZZO, diffidate nel comprare segugi adulti, partite da cuccioli anche se costretti a partire da zero, allevate, addestrate voi stessi i SEGUGI, insegnate tutto quello che un buon segugio dovrebbe sapere , come la correttezza nel cacciare l’animale scelto da noi, se non facciamo questo, se non siamo capaci di fare questo, e preferiamo COMPRARE il segugio già fatto, dove la maggior parte di volte sono sonore inculate, dove l’unica eccezione potrebbe essere l’acquisto da un conoscente, e dove si conosce perfettamente il segugio. I soldi è vero fanno la felicità, con i soldi puoi comprare tutto, anche il miglior cane del mondo, ma non puoi comprare la dignità, l’orgoglio di chi con le proprie mani partendo da zero, tira fuori i cosiddetti attributi, riuscendo dopo miriadi di delusioni, miste ad umiliazioni, di possedere un SEGUGIO, fatto, ADDESTRATO con le proprie mani, un solo segugio così vale più dei migliori mille comprati a suon di euro dal commerciante di turno, se vogliamo rispetto, se vogliamo che siamo chiamati CANAI, addestriamo solo ed esclusivamente noi stessi i NOSTRI SEGUGI.
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articoli 10/12/2010 - istriano

IL VECCHIO APPRENDISTA.

Più guardo la televisione, più leggo i giornali, è più sono convinto che fra un po’ si parlerà solamente di caccia, o almeno questo intendono farci credere i nostri amati denigratori, come non dargli ragione basta guardare quello che in televisione dicono sulla caccia, non ultimo un paio di giorni fa su una trasmissione di Rai 3, dove il conduttore sempre con il suo sorrisetto ironico, come dire “tanto ve la chiudono”, ironizzava sulla nostra passione, poi ciliegina sulla torta come ospite vi era una grandissima attrice di film da commedia, porno hard Italiana, Daniela POGGI, dove oltre ad gridare la chiusura totale della caccia, asseriva che i cinghiali non fanno alcun danno alle coltivazioni…poveri noi..povera Italia. Ma questo non è nulla, la battaglia contro la caccia inizia già dalla scuola infantile “asilo”, dove delle brave maestre inondano i nostri figli di miriadi di cazzate, contro la caccia, trovandoci noi cacciatori attaccati su tutti i fronti, dover spiegare a un bambino di 7 anni che la maestra non dice cose giuste non è facile, per ultimo ci sono le nostre divisioni interne,fatti da signori dove hanno a cuore solo il loro interesse e portafoglio, dove cercano di accaparrarsi tutto quello che si può, inventandosi professioni, modi di caccia del tutto personali…a numero CHIUSO. Non parlo dei politici, perché fatto più volte in precedenza dal sottoscritto, ma voglio solamente annunciarvi una ESCLUSIVA MONDIALE, adesso che cadrà questo governo, quindi si avrà un frazionamento dei partiti, quindi del POTERE, si cercherà di racimolare fino all’ultimo voto, per poter dopo vivere tranquillamente con i suoi 20.000€ mensili, quindi si presenteranno ogni volta il comizio lo richiede con un abito diverso, per i SELECONTROLLORI, si presenteranno con pennacchio e pantaloni alla zuava, per i cacciatori di CINGHIALI, con abiti rotti dai rovi, magari con qualche finta cicatrice sulla faccia…sapete tutti sti rovi…infine per quelli da capanno, come il film di Lino Banfi vieni avanti cretino, con una gabbietta con dentro un corvo!!! Vi chiederanno di votarli, promettendo mari, monti, pianure e colline….la luna e il sole no, perché e già stata promessa troppe volte….fatte voi. In mezzo a tutto questo marasma, di leggi, denigrazioni, calunnie,divieti, proibizioni, ci sta una esigua famiglia di appassionati di cacciatori di cinghiali, che cerca con passione, sofferenza, dedizione, abnegazione tutto l’anno con compiti diversi di praticare la CACCIA, tramandata per la maggior parte dai nostri vecchi nonni, padri..già i nostri vecchi nonni..padri, cosa penserebbero adesso di tutto questo SCHIFO, loro che cacciavano senza giorni prestabiliti, senza confini militarizzati da parte di altri cacciatori, senza tutte queste diavolerie per la caccia, che molti ancora non riescono a capire che tolgono il SAPORE della parola CACCIA, tutto questo non a senso, ma ahimè esiste, e non fa altro che favorire il nemico, quelli a favore della ABOLIZIONE TOTALE DELLA CACCIA!! Ma forse il mio ragionamento viene da una cultura antica di intendere la caccia, quella del semplice atto di recarmi a caccia, preparare i cani, assaporare i profumi di MERDA che vengono dal posteriore del fuoristrada provocato dai nostri cani, dal profumo del bosco, sentire una lunga canizza allontanarsi sempre di più, e con il cuore trepidare per i nostri cani, e non il prelievo ad ogni costo con qualsiasi mezzo, con armi e calibri da guerra che con la caccia non hanno nulla a che vedere, con ripicche fra squadre che neppure il nostro peggiore nemico attuerebbe, con l’esuberanza di giovani “ARRIVATI”, dove senza rispetto di alcuna regola, imposta dal loro capo caccia pretendono per il solo fatto che sono ABBONATI A DELLE RIVISTE SULLA CACCIA di sapere tutto sul arte venatoria…cani compresi. Sono convinto che questa cultura sbagliata, del saper tutto, attuata da alcune leve future per il proseguo della caccia al cinghiale, porterà solamente a creare situazioni che con il proseguo degli anni creeranno la scomparsa totale di tutto quello che i nostri avi ci hanno lasciato. La parola caccia, non significa solamente SPARARE, con cannoni a raffica, con caricatori a banana, laser, punti rossi, come molti intendono, non si può pretendere entrare in un terreno di un altro con un fuoristrada gommato da sabbia del deserto, ed iniziare ad arare il coltivato solo perché si deve recuperare un cane, o perché si deve sparare tipo narcotrafficanti colombiani da dentro il fuoristrada, senza capire, senza accertarsi “scendono” molto prima dal mezzo se un canaio, il capo caccia a piedi e dentro la macchia, molto più veloce del suo fuoristrada, sia riuscito a tagliare la strada al cinghiale, come si può far capire che per “fermare” un cinghiale bastano 2 colpi, e non un caricatore da 10, sparando all’impazzata in ogni direzione, come possiamo spiegare che per avere dei “discreti” cani da cinghiale, non basta avere il portafoglio pieno di euro, ma ci vuole tanta, ma tanta pazienza, capacità di allevare, capacità di condurre i cani dentro la macchia, capacità di comprendere la parola SEGUGIO, avendo abnegazione totale per la sua muta, e che i cani vanno portati 365 giorni l’anno, e non i tre mesi di caccia, come possiamo spiegare che riconoscere l’impronta di un cinghiale e non quella di un capriolo e fondamentale, come possiamo spiegarli, che il bosco e la casa del cinghiale, la sua dimora dove vi soggiorno tutto l’anno, e quindi se CAPACI dopo solo una lunghissima gavetta, ci troviamo di fronte a una marea di tracce, dove solo l’occhio ESPERTO del cacciatore riesce a carpire se all’interno di esso si trova lui IL RE DEL BOSCO. Questa esuberanza che molti dimostrano, di saper tutto loro, solo per il semplice fatto che la sera prima nella rivista di turno, il famoso zoologo TIZIO CAIO, senza aver mai visto una merda di cinghiale dentro il bosco, se non quella del suo cane, sciorinava consigli da boy scout, o meglio da piccolo pellerossa come tracciare un cinghiale, questo porta a chi veramente a lasciato il CULO dentro il bosco in anni di pratica, un profondo sgomento, chiedendosi se veramente basta leggere un giornale e il primo che arriva sa già tutto!! La teoria se non affiancata da una lunga pratica maturata con l’esperienza non porta a nulla, porterà solamente che con il tempo dentro il bosco gireranno una miriade di sceriffi improvvisati, armati a più non posso, con cani in giacca e cravatta, con in mano un pacco di riviste, dove verrà spiegato dettagliatamente punto per punto in 10 mosse come trovare, rincorrere e sparare al cinghiale, con allegato sacco di iuta per trasportare il cinghiale fuori dal bosco. Se non cambierà questa cultura del arrivismo, del saper tutto, la caccia a mio parere chiuderà, e con essa le sue tradizioni che da secoli si accompagna, bisogna ascoltare, confrontarsi, ma tenendo sempre presente l’esperienza, ascoltando consigli anche dai più giovani, se fatti con senso, lasciando da parte la presunzione, e l’orgoglio, perché con tutto questo non si va da nessuna parte, si rischia solamente di rompere il già malandato giocatolo che si chiama caccia, passione, tradizione. Ma forse il mio sarà solamente un sogno, che tutto torni come un tempo, l’esperienza sul campo sarà paragonata a zero, arriveremo che il vecchio cacciatore, dovrà apprendere nozioni di caccia a più non posso, con rimproveri a volte anche bruttali da chi legge, divora magari durante un bisogno personale giornalini, varrà la teoria della rivista, ma come dissi una volta, questa purtroppo è la società attuale, il tanto conclamato progresso anche MENTALE, e non vedo perché dovrebbe fare uno SCONTO alla pratica più antica che l’uomo conosca…… LA CACCIA!! By istriano
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articoli 19/11/2010 - pepita

NINA

16 gennaio 2010…Era iniziata come tante altre mattine di caccia, anzi della stagione potrei dire la migliore; sveglia all’alba tutti pronti cani in macchina un’occhiata alla zona, nuova per noi, satellitare attivato; via si parte. Come al solito Dik, Black, e Bill con noi di retroguardia, Lei la Principessa di casa NINA già avanti a far pista chi avrebbe mai detto che quella sarebbe stata l’ultima volta che avrei sentito la sua voce… è successo quello che tutti i canai temono ma a cui non vogliono pensare finché un brutto giorno tocca a te e credi di essere in uno di quei brutti sogni che tante volte hai fatto ma non riesci a svegliarti e capisci che questa volta è toccato proprio a te… Una cagnetta che di dava tutto l’affetto possibile, quando era a casa, ma che il sabato e la domenica si trasformava sempre la prima ad arrivare sul cinghiale, sempre la prima ad aprir bocca, sempre l’ultima a rientrare dalla seguita. Lei doveva sempre essere un passo davanti agli altri; quanti complimenti quando c’era Lei… e così anche quella mattina quando quasi alla fine della battuta è tornata a farsi fare i complimenti e l’ho vista tutto intera ho gioito anche questa volta ci è andata bene pensai… Ma poi via ne è rimasto uno si va a ribattere… dopo pochi minuti musica tutti e 4 al fermo… il cinghio carica.. un cane ferito.. cinghio morto… un valanga di notizie alla radio tutte insieme ma arriva la peggiore la Nina è grave… avvolta nella camicia, stretta forte al petto si parte per il veterinario si tenta Lei regge fino all’ultimo ma quando torna tra le mie braccia mi rendo conto che è finita…. Questa volta ha vinto Lui… si sa il cane fa il suo mestiere traccia scova abbaia insegue ma a volte accade un cinghiale più arrabbiato del solito una situazione più difficile del solito e vince Lui.. e ti ritrovi a stringere tra le braccia quel corpicino e a ripensare a quante sogni avevi per Lei, a quante soddisfazioni ti ha dato, a quante volte hai sussultato sentendo la sua inconfondibile voce e realizzi che non sarà più così che quel maledetto verro te l’ha portata via e non potrai più gioire di sentire il suo campanello che ritorna dal folto del bosco per arrivare da te con quello sguardo che ti dice “Hai visto come sono stata brava!!!” Pensi al perché è successo ma non c’è un perché è solo un maledetto destino che tocca a quei cani speciali che hanno il cinghiale nel sangue e hanno un cuore grande e coraggioso e fino al loro ultimo respiro erano lì sul campo a dare tutto persino la Vita per questa strana cosa che si chiama caccia al cinghiale… E’ una sofferenza che non si può capire finché non ci si trova nel mezzo un vortice di emozioni e dolore.. Grazie per tutto quello che mi hai dato.. Grazie per la passione che mi hai trasmesso.. riposa in pace nel unico posto dove dovevi restare in una terra da cinghiali ciao un bacio NINA non ti dimenticherò
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articoli 08/11/2010 - fireblade74

EMOZIONE E SCOPERTA

"I cacciatori come noto , sono grandi affabulatori. I loro racconti anche quelli più umili , riempivano le veglie intorno ai focolare e le osterie , prima dell' avvento del televisore. Tanto erano bravi nel raccontare le loro imprese che incerto sembrava il confine fra leggenda e realtà..fra mito e storia. Quelli come me che hanno fatto in tempo a conoscere la bellezza della caccia ...SENZA SENSI DI COLPA ...e la libertà di un rapporto SEMPLICE E PROFONDO con la natura e con gli animali , pendevano dalle labbra dei vecchi cacciatori che davanti ad un fiasco di vino , nelle sere d' inverno , oppure nei febbrili giorni della vigilia dell' apertura , narravano imprese di caccia in cui la fortuna , l eccezionale bravura di un cane , la precisione di un tiro , la malizia di una preda.....facevano la differenza fra normalità ed eccezione . Nonostante non abbia una cosi vereconda età ...ricordo quelle spledide e semplici leggende con nostalgia ed a volte ,sempre più raramente , mi sorprendo a raccontare io stesso le "giovanili" imprese di caccia a quel selvatico che sin da giovincello mi ha fatto innnamorare ....Cazzo ....il tempo non contava ...al più c' era un rimprovero al ritorno , quando le scuse non bastavano più ....Potrei raccontare ..o meglio ..dipingere , scene di caccia infinite ....sento che la memoria attinge ad un deposito MERAVIGLIOSO , dove migliaia e migliaia di episodi sono sedimentati senza un ordine preciso ..e senza precisi confini... Possa più o meno risultare semplicistico o banale....riflettendo oggiAggiungi un appuntamento per oggi questo "magazzino" di memoria è sempre più che vivissimo e palpitante , nutre la mia vita e la mia immaginazione , proprio perchè a fissarlo furono EMOZIONI , DESIDERI , FATICHE ..FUGHE...E SENSO DI SCOPERTA !! La memoria può vivere solo quando il cemento che la fissa , in un luogo d' incontro fra CUORE E CERVELLO , è costituto da ciò che più ci avvicina al segreto della vita ..EMOZIONE E SCOPERTA ..."
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articoli 09/08/2010 - scovatore

Cani da cinghiali visti da un non professionista.

Oramai il re del bosco ha invaso ,o conquistato gran parte del territorio italiano,anche aiutato senza volerlo dalle popolazioni che lasciano l’ entroterra per accasarsi sempre più verso le grandi citta.difronte a questo espandersi della popolazione di cinghiali un pò tutti i cacciatori un pò per passione un pò per comodita si son ritrovati a cacciarlo ,o meglio per dirla in italiano che non è il mio forte insidiarlo,cosi mi sembra che si dica.A questa esplosione di squadre più o meno grandi di cinghialai, ci siamo trovati immersi e sommersi da una miriade di cani piu o meno un po tutti sponsorizzati come grandi cacciatori dell’ irsuto,e lasciatemi dire quando dei gruppi di cacciatori o persona singola si trova ad iniziare un nuovo tipo di caccia vuoi che non trovi difficolta ad individuare la razza che piu si addice ai suoi gusti è al suo territorio? Grandi sono stati quei cinofili che magari hanno iniziato col bastardino,hanno fatto esperienza hanno capito che cerano delle razze specializzate per fare un tipo di lavoro che magari piu si addiceva al loro territorio.Ma purtroppo in grandissimi casi e dico purtroppo molti nostri colleghi sono stati letteralmente defraudati,nelle tasche e nella dignità, incappati in mano a veri e propi delinquenti della cinofilia italiana,ma vi posso assicurare colleghi che questi signori di cinofilo non hanno niente,all’ infuori del portafoglio gonfio,mandando in giro per l italia e forse anche fuori dai confini nazionali dei soggetti di cani che si chiamavano tale solo perche avevano quattro zampe. Ma dico la verita le cose pian piano si son assestate anche e specialmente con l’informazione segnalando e raccontanto le malefatte di questo e di quello allevatore,ma questo vale per tutte le razze escluso per il coda mozza ,intorno a questo magnifico cacciatore si è scatenata una vera propia battaglia di potere, non guardando in faccia a nessuno , ma sfornando a livello industriale numero di cucciolate a dir poco impressionante,altro che standard di razza!!! E cosi gente che allevava terrier alleva coda mozza,chi allevava gascon alleva coda mozza, qualcuno che non ha mai avuto il cane da caccia alleva coda mozza,e naturalmente per allevare e vendere code mozze bisogna essere PROFESSIONISTI,altrimenti nisba amici.aaaaaaaaaaaaaaaaaa e occhio alla penna, un saluto a voi da scova.
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articoli 14/04/2010 - scovatore

Amatrice: sequestrati i recinti di cattura per cinghiali

Su richiesta della Procura della Repubblica intervengono i gruppi speciali del CFS dopo la denuncia di molti cittadini indignati Sequestrati i recinti di cattura per cinghiali selvatici in tutto l'amatriciano. Le strutture, cinque per la precisione, messe in opera su terreni agricoli di altrettante aziende locali soltanto pochi gironi fa, sono state sigillate mercoledì scorso a seguito del blitz dell'unità speciale del Corpo Forestale dello Stato. Intervento, richiesto direttamente dalla Procura della Repubblica di Rieti. A presentare l'esposto, che ha avviato l'intero procedimento d'indagine, un gruppo di cittadini esterrefatti dalle modalità con le quali venivano utilizzate queste trappole che qualcuno non ha esitato a definire veri "strumenti di tortura". «Pasturazioni continue - conferma uno dei cittadini firmatari dell'esposto - che portavano all'interno dei recinti gran numero di animali. Spazi angusti dove maschi adulti, cuccioli e femmine gravide presi dal panico, si ritrovavano a combattere l'un l'altro, nel tentativo di liberarsi, fino a massacrarsi vicendevolmente. Abbiamo fatto sopralluoghi e possiamo testimoniare di aver visto piccoli dilaniati da grossi solenghi impazziti, animali feriti, addirittura una femmina morta per il forte stress con tutti i suoi cuccioli ancora attaccati alle mammelle. Una situazione penosa e inaccettabile». Indignazione e sconcerto per il fatto che le catture avvengono in territorio protetto con il placet del Parco Gran Sasso Laga; lo stesso Ente che ha finito per appoggiare l'iniziativa perorata e proposta dall'amministrazione comunale di Amatrice e sbandierata come "panacea al problema cinghiali" solo qualche settimana fa. Una proposta ed un modus operandi che cozzano inevitabilmente con le norme legislative in materia di tutela della fauna selvatica. Un uguale provvedimento di sequestro preventivo è stato adottato proprio in questi giorni in altre aree protette italiane - parchi naturali del senese -. S'infrange così, sotto i colpi del buon senso e dell'indignazione di alcuni cittadini, un'operazione "sporca" denominata impropriamente "cattura selettiva" dei cinghiali. Una procedura assurda, trattandosi in effetti, di una mattanza indiscriminata di animali. Proposte alternative, i cittadini residenti nelle aree del Parco, nel tempo le hanno fatte agli Enti preposti... senza riscontro alcuno. Una su tutte: alzare il limite della quota di caccia o promulgare l'attività venatoria specifica per i suinidi per tutto l'anno. Ora, con la Procura della Repubblica in azione, si bloccherà pure l'istallazione delle altre otto gabbie, sulle tredici complessive accordate al comune di Amatrice dal Parco Gran Sasso – Monti della Laga. L'attenzione degli inquirenti si concentrerà adesso sull'Ente Parco come pure sugli agricoltori coinvolti; veri "utilizzatori finali" delle gabbie di cattura e delle relative prede. fonte;il giornale di rieti.
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articoli 24/03/2010 - gerry

NESSUN BAVAGLIO ........................

Dopo aver visto e rivisto nel tempo in tante discussioni a temi diversi ,messi alla gogna da parte di alcuni puritani di questo sito,quelli come me, che cacciano il cinghiale ANCHE con il cane da ferma,secondo esigenze territoriali con cognizione di causa,non ho potuto fare a meno di porre loro alcune domande ,precedute da una premessa ,e a cui gradirei ricevere risposte sincere ed obbiettive. PREMESSA -Non tutta l'Italia è Maremma o Toscana. SCENARIO E LUOGO DI CACCIA. -Area di caccia al cinghiale ben definita(ACS) assegnata a singola squadra per singola giornata :500-1000 ha di cui: 300 boscata o boscaglia mista a spine e rovi ,500 restanti seminativi. -Rapporto di incontro ottimistico porco/macchiato: 2 capi/ogni300 ha solo per poche giornate di caccia pre o a ridosso apertura caccia al cinghiale. -Aree utile boscate ,delimitata da lati di 1000 metri al massimo ,o ,addirittura composte a macchie di leopardi tra campi seminati con diametri varianti da 100 a 300 metri . -Squadre composte da 30-40 cacciatori. -Metodo di caccia : ufficialmente braccata secondo regolamento, ma, praticata realmente con, tracciatura,individuazione del porco o branco nella rimessa,sciolta di n°7-10-15 cani per volta a poche decine di metri dalla stessa. -Area circondata e confinante per almeno 2-3/4 dei lati da riserve . AMARA CONSTATAZIONE: -Cosi è ovunque e fan tutti ,o dovrebbero fare tutti i cacciatori della mia provincia e di quasi tutte le altre da Roma in giù ,là , dove i super esperti hanno voluto regolamentare a tutti i costi. DOMANDE Secondo voi: 1)-é più etico ,sportivo,signorile ,cacciare il cinghiale con una manciata di amici e con pochi cani anche da ferma con il vizietto del tracciare,puntare,battere a fermo,e seguitare corto con voce,CHE NON, dare l'assalto al forte apache accerchiadolo con la cavalleria al gran completo e super accessoriata in tecnologia moderna. 2)E da GRANDE CINOFILE usare mute di cani composte da SEGUGI SELEZIONATI,grandi tracciatori e per lo più lunghi (Ariegeois,Vendeani,Griffon,Beagle,) se poi ,di fatto, il loro lavoro consiste ,(visto la breve distanza che esiste tra le rimesse e le riserve) solo nel tracciare per 200-300 metri e seguitare con FAVOLOSA canizza se tutto va bene, per non più di 500 metri,anche perche; lo scovare e il forzare la preda ,per paura di perdere qualche prezioso cane, viene attuato il più delle volte,sul campo vero , con colpi sparati a salve o con tric- trac e botte a muro e non ,come SI RACCONTA QUI ,sul sito, per farci tutti belli?? 3)vale la pena aspettare in 30 persone 2-3 ore i cani dopo la loro lunga, interminabile,devastante,bellissima seguita in riserva.????????????? 4)é da cinofile obbligare ad un rientro immediato, un cane selezionato lungo ,nel tempo ??????? 5)erano comportamenti civili e da cinofili quelle tante botte che ho visto dare a questi cani per raggiungere quest' obbedienza che poi non sempre arriva e non trasmessa dai loro geni????????. 6)è piu rispettoso della natura chi stressa immancabilmente tutte le volte che va a caccia,tutti gli animali presenti nelle riserve con queste mute oppure chi con il cane da ferma va quasi sempre, in punta di piede , solo ,là ,dove è stato deciso e consentito di cacciare questa specie???? 7)perchè, TANTI E TROPPI , affermano, a torto , solo per sentito dire o per interessi veniali che :il cinghiale deve essere cacciato" SOLO CON IL SEGUGIO SECONDO TRADIZIONE ",se ,solo in poche regioni d'Italia il cinghiale lo si caccia veramente e seriamente da più di 20 anni??? 8)e poi, anche in quelle zone con tradizione ,la dove regna il meticcio figlio con avi N-N ,oggi, per convenienza, classato da seguita per il cinghiale,siamo sicuri che non abbia nelle vene più sangue di cani da masserie e da ferma che non da seguita??????? 9)a parte i cani che provengono dalla Germania ,quanto è attendibile la storia della selezione delle razze dei paesi dell'est ????? E cosi potrei dilungarmi per pagine e pagine a torto o a ragione . Un fatto è certo ,che qui da me ,e forse nella metà del nostro paese ,cioè, nel meridione,nessun cacciatore di penna grida allo scandalo se un segugio alza anche i fagiani,anzi .Lo stesso vale per la lepre ,non ho mai sentito, come fate voi,che qualcuno critica chi possiede un setter fenomenale su questa specie. Chiudo facendovi notare che l'uomo per sopravvivere deve adattarsi a tante cose nell'arco della propria vita ,tutto evolve,e particolarmente nel nostro mondo della caccia,dove oggi tutto è diventato più stretto come dice qualcuno sensato tra noi ,la caccia tra poco sarà concessa e praticata sempre di più a caro prezzo ed in poche aree a disposizione,con più rispetto per le pretese assurde ma condivise ,dei non cacciatori,degli ambientalisti,degli animalisti ed etc. etc. Per tutto questo detto sopra, già ho provveduto ad adeguarmi per sopravvivere nel rispetto della libertà di tutti,cacciatori e non, perciò ,mi tengo caro i miei Drahthaar per questa caccia,alla faccia di chi mi definisce cicciaiolo,rozzo ,ignorante cinofile,e soprattutto bracconiere. Viva la caccia sempre nel rispetto della libertà di tutti e delle regole. Meditate gente meditate. Senza rancore - Tanti saluti a tutti.
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articoli 18/03/2010 - scovatore

IL VAGABONDO

Sotto il chiarore argentato della luna , grugnante e fiero,il vecchio cignale attraversa campi e boschi, Sotto il chiarore arati e acquitrini,prosegue senza sosta la sua ronda misteriosa.Questo instancabile viaggiatore notturno se ne va verso un destino sconosciuto,sicuro della sua strada ,va dritto dritto seguendo itinerari insostituibili per lui e la sua razza:la sua marcia è il trotto sostetunoto questo le permette di coprire distanze senza mai indebolirsi, ma perchè abbandona questi luoghi dove nessuno lo disturba,dove il cibo e nutrimento abbondante dove poteva ingrassare senza rischiare la fucilata del contadino alla posta?lui deve andare,è un nomade trasmessogli col sangue nel giorno in cui in una pineta dell appenino abruzzese comincio la sua esistenza di eterno gitano.Siepi e recinti non l arrestano,i cani che badano gli stazzi lo avventano da lontano,urlano strattonando con forza le catene,dove sta passando adesso, molti suo simili son passati guidati come lui da un istinto impressionante,della strada da seguire,la sua forza sfida le insidie che l uomo ha piazzato all’ entrata del bosco,sotto i cespugli,sui sentieri che lui attraversa,e mentre cammina rivede come in un sogno gli episodi della sua vita perseguitata.Le battute dova ha imparato nascondersi al primo rumore o a scegliere il posto in cui forzare la linea come sapesse il tiratore che lo sbagliera!e ricorda i famelici cani da seguito che bisogna scompigliare in partenza e seminarli poi con una corsa folle.Rivede pure il giorno tragico in cui bruciacchiato dai pallettoni dovette la sua sopravvivenza alle sue zanne affilate,il vecchio solengo ha dovuto lasciare in fretta la lestra con quei famelici abbaiatori di posavatz,e lanciarsi in una pazza fuga attraverso boschi e dirupi.Ogni volta affidandosi alla sua velocità e alla sua resistenza,ha dovuto distanziare i suoi persecutori accaniti ,passando ovunque terrorizzato,perfino sulle aie i contadini urlando lo minacciano coi forconi attraversando stagnie fiumi,per allestrarsi bianco di schiuma e sbuffante dalla fatica nella pineta,mentre il sopraggiungere della notte obbligava i suoi nemici alla ritirata.Della sua giovinezza nessun ricordo:era già molto tempo che il branchetto della sua famiglia si era disperso,e che lui fosse l‘ultimo superstite?Ma il grande e saggio solengone vive ormai da vero selvatico solitario,non avvicinandosi ai suoi simili per non scatenare feroci combattimenti,reso saggio dall’età e dalle esperienze,conosce la potenza dell ‘omoide e sa che la forza non vale contro di lui.Ormai non conta neanche più tutte quelle palline di piombo incrostate nella sua pelle coperta di cicatrici,fino ai grossi pallettoni di quelli che volevano decisamente la sua vita Sa di essere quasi invulnerabile ,ma la sua prudenza è tanta, servita dal suo incomparabile odorato e dal suo udito molto fine.La luna mette in risalto le sue zanne ricurve nel cielo ghiacciato di gennaio ,ma lui instancabile, i kilometri si sommano e sempre regolari le tracce si susseguono,lasciando sul terreno fradicio dalla pioggia le impronte grandi dei suoi piedi forcuti,e potenti che il domani i tracciatori potranno vedere.Ma ormai è l’alba si addentra nel bosco in cerca di ghiande ,nutrimento inebriante che rianima i suoi muscoli,poi siccome il giorno sta arrivando ,riprende il suo cammino.In una spinaia nel mezzo di un bosco fitto e silenzioso ,trova finalmente il rifugio con un letto di felci.Si arresta :rotea le orecchie,scrolla le sue setole fangose scavando un po il suolo,le zampe piegate all’ indietro, quasi invisibile il vecchio solitario si addormenta.
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articoli 11/02/2010 - rocco

ALLE PORTE DEL V° RADUNO

Eccoci qua come lo scorso anno e come quelli passati, si dico bene amici miei come quelli passati, perché di anni oramai ne son passati diversi e chi mai si sarebbe aspettato una cosa simile, tanti iscritti, tante esperienze e tante tante altre meravigliose cose vissute assieme, per non parlar poi della magia dei raduni. Viviamo un anno assieme fatto di sfotto’, di consigli di polemiche e di punti di vista sempre dietro ad uno schermo, fino a quando arriva l’atteso giorno del raduno, ricordo ancora oggi il mio primo raduno( 2 per cacciacinghiale) localita’ Scandicci (FI), bhè cari amici quello lo ricordero’ come il mio piu’ bel raduno fatto fino ad oggi, sara’ perché per me è stato il primo, sara’ per come è iniziata l’avventura, non so ma quello in particolar modo mi è rimasto nel cuore, come mi sono rimaste nel cuore le persone che ho conosciuto quel giorno e con cui ancora oggi la mia amicizia va oltre il pc. Brevemente vorrei raccontarvi solo alcuni flasch di come è iniziato il 2 raduno cacciacinghiale, partenza con Fireblade alle ore 23:00 circa da Potenza, cani al seguito (in quel tempo il fire aveva da vantarsi Dick e Mattia) unica tirata, solo una sosta per poter effettuare un bisognino accompagnato da un pessimo caffè, una sgambettata ai cani e via nuovamente in viaggio. Finalmente arriviamo a Scandicci alle ore 5:00 del mattino, stanchi del viaggio ed in attesa dell’arrivo degli altri ci mettiamo a dormire in auto accompagnati dal russare di Mattia, solo alla chiamata del kapo sul cell. Ci svegliamo e via pronti per fare altri pochi km all’appuntamento. Arriviamo sul posto brevi conoscenze, abbracci e pacche sulle spalle per chi si conosceva gia’ e via verso L’azienda che ci ospitava, per esplicare tutte le pratiche burocratiche occorrenti per l’occassione, si assegnano le poste e qui inizia il bello, chi mi capita vicino di posta? La famiglia Login, si, al gran completo, (ovvio mancava la parte femminile), ragazzi la battuta piu’ divertente della mia vita, padelle e sfotto’ a non finire, poi tutti a tavola per continuare a ridere e fare nuove amicizie e per finire iniziare la premiazione delle padelle, si perché proprio per l’occasione era stata preparata una padella forata in piu’ punti come premio al miglior padellaro, ed indovinate a chi tocco’ quel giorno? Si certo proprio lui al gallinaceo Max, l’aveste dovuto vede’ com’era contento sembrava avesse vinto la coppa del mondo, ebbene anche questa è la magia del raduno. Per concludere cosa vorrei dire con questo scritto, solamente riferire anche se con brevi cenni di quello che possa trasmettere l’emozione di un raduno, del nostro raduno, perche’ amici miei siete, siamo, tutti invitati, ed è per questo che oggi piu’ di ieri dobbiamo parteciparvi fieri di aver contribuito a tutto cio’ e nella speranza che possa continuare a durare nel tempo. Un ringraziamento a tutto lo staff di caccia cinghiale.com ed a tutti voi che continuate a far si che questo sito esista. Un abbraccio a tutti by Rocco. P.S. Per la cronaca, il viaggio di ritorno è stato piu’ massacrante di quello dell’andata, ma vi assicuro che ne è valsa la pena!!! 00039
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articoli 22/01/2010 - scovatore

Cinghiali catturati e guadagno per i Parchi.Cacciatori:«trovare altre soluzioni»

ABRUZZO. Parchi: riserve naturali “parziali”. Si torna a riflettere sul concetto di “riserva naturale” e sulle funzioni dei parchi perché pare che l’azione di tutela delle specie non sia estesa a tutti gli esemplari. Insomma alcune specie meno protette devono soccombere per scelte, a volte discutibili, dell’uomo. Il problema è che se è vero che l’ecosistema si autoregola con l’intervento umano si incide pesantemente proprio sugli equilibri naturali. E’ il caso delle misure che da anni vengono attuate -quasi senza proteste- ai danni dei cinghiali. Centinaia di esemplari vengono catturati e venduti perché giudicati pericolosi per i raccolti. Una delle conseguenze di tutto questo potrebbe essere una alterazione che -secondo alcuni- ricadrebbe pesantemente per esempio sui lupi i quali non avrebbero cibo a sufficienza. C’è poi il problema, ancora in verità non molto sentito, del guadagno derivante dalla commercializzazione della carne di cinghiale ad opera degli enti Parco. Su questi ed altri argomenti l’assessore provinciale di Pescara ed i suoi omologhi di Teramo e Chieti chiederanno ai presidenti dei Parchi Maiella e Gran Sasso-Laga un incontro per cercare di trovare e risolvere con altri metodi meno cruenti il problema delle gabbie di cattura dei cinghiali. Gli assessori sono stati sollecitati dalle associazioni venatorie, e non, che da tempo hanno cercato un contatto con i Parchi lamentando sempre la mancanza di un dialogo. «I cacciatori», fanno sapere alcun associazioni venatorie, «prima che venissero attivate le gabbie, vedevano con favore i parchi che di fatto costituivano una area off limits ma anche un vero e proprio serbatoio per le specie selvatiche che rilasciavano le specie in suprannumero nelle aree aperte alla caccia. Oggi però le specie cacciabili sono diminuite sensibilmente. Rimane solo il cinghiale ma anche questo è sempre più raro proprio a causa delle sempre più numerose catture con le gabbie». Le associazioni venatorie hanno richiesto anche un intervento sull’argomento dell’assessore al ramo, Mauro Febbo, al fine di poter favorire e agevolare la ricerca di nuove soluzioni che possano giovare alle parti in causa. Cacciatori contro le catture dei cinghiali, dunque, i quali probabilmente faranno notare anche un altro dato: l’aumento ormai molto sensibile dei cervi che pure farebbero danni ai raccolti anche se nessuno si sognerebbe mai di risolvere il problema con le catture di questi esemplari. I CINGHIALI? UNA RISORSA ECONOMICA Così proprio ieri il Parco Gran Sasso-Laga ha pubblicizzato con enfasi la nuova iniziativa in merito. «Da minaccia e problema, i cinghiali si avviano a diventare una risorsa economica per il territorio» così ha presentato l’ente il programma per il contenimento numerico della specie. Così ieri ad Assergi, alla presenza del Sindaco del Comune reatino, Sergio Pirozzi, e del Commissario Straordinario dell’Ente, Arturo Diaconale, il Direttore Marcello Maranella ha firmato con la Ditta Pasquinelli S.r.l. di Jesi, il primo contratto per la gestione dei servizi di cattura e gestione di tutti i passaggi finalizzati alla creazione di una filiera nella lavorazione e commercializzazione delle carni di cinghiale, secondo l’apposito Avviso di gara bandito lo scorso ottobre dallo stesso Ente Parco. Il Commissario Diaconale, in particolare, ha sottolineato il fatto che «in questo modo si avvia finalmente a soluzione un problema annoso e complesso. L’accordo – fa notare - sortirà senz’altro l’effetto di rinsaldare i rapporti tra l’Ente Parco e la comunità di Amatrice, particolarmente toccata, come è noto, dalla gravità del problema dei cinghiali». Nel contratto con la Ditta Pasquinelli, che avrà la durata sperimentale di otto mesi, è prevista la corresponsione, al gestore locale delle gabbie di cattura, di un compenso di un Euro per Kg di carne consegnata. L’auspicio, pertanto, è che alla fine degli otto mesi, gli effetti positivi del contratto possano fungere da modello e ispirare l’attivazione di analoghe esperienze a livello locale. In tal modo, in sintesi, il Parco si avvia a trasformare un grave problema in risorsa economica. 21/01/2010 16.31 fonte,prima di noi.
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articoli 03/11/2009 - istriano

OLIMPIADE DA SEGUITA

Ogni tanto si assiste a discussioni quale sia la migliore razza di segugi da impiegare sul cinghiale, a mio parere tutte le razze sono adatte, l’importante che svolgono il lavoro da SEGUGIO, cioè quello di scovare l’irsuto, poi naturalmente ci stanno le preferenze, i luoghi dove verranno impiegati, è in ultimo anche la NOSTRA capacità di saper condurre una muta, una copia, un singolo cane nella macchia, perché sono convinto che non tutti hanno la capacità (me compreso) di saper tirare tutta la passione che ogni segugio possiede nel suo DNA. Ho visto segugi in mano a certe persone fare cose strabilianti, poi cambiato padrone, vedi mancanza di tempo, vedi fretta nel giudicare, vedi incapacità di portare un cane, vedi presunzione del sapere tutto, vedi inesperienza nel saper entrare nella psiche di quel determinato segugio, vedi altre mille cose, diventare dei cani mediocri, questo succede, può succedere, ed è naturale che questo avvenga, ogni segugio a il suo modo di cacciare, uno Slavo e diverso da un Francese, ma questo non significa che uno è migliore dell’altro, può succedere che in determinati luoghi uno renda più dell’altro, ma tutti vi porteranno a trovare il cinghiale. Cosa improbabile che tutto questo avvenga nel mondo “dorato” dei dresseur della SEGUITA, qui non esistono mezzi cani ma solo SUPER CAMPIONI, cani preparati mentalmente ad ogni evenienza e situazione, cani che danno a fermo dal carrello, cani che cacciano senza incontrare nessun problema in zone dove la vegetazione è molto sporca, volando sopra la macchia, e in zone dove la passata è KM,partono a razzo in linea dritta per dare al fermo dopo 5 minuti, di tutti questi SUPER CAMPIONI diffidate, il segugio non è una macchina che metti in moto e parti, il segugio a bisogno di tante cose per essere veramente chiamato SEGUGIO, quelli che dicono che tutto questo non è vero, ma basta un foglio di carta, un allevamento da rivista, beh allora, possono benissimo essere chiamati CANI. Chi possiede un segugio sa bene, che non è cosa facile allevare, ed “imparare” la caccia, ma bisogna sacrificare molto del nostro tempo, è in primis avere conoscenza del cinghiale, perché se si vuole avere un cane “NELLA MEDIA”, non bisogna trascurare questo,il cinghiale non è un albero che trovi fermo all’interno della macchia, aspettando il canaio di turno, ma questa è un'altra storia che verrà trattata in seguito. I dresseur della SEGUITA, e loro consuetudine oltre a pubblicizzare i loro SUPER CAMPIONI tramite riviste di cinofila, fare delle gare all’interno di recinti o terreno libero, dove in un ora proclamano i loro SUPER CAMPIONI, con tanto di coppa medaglia e foto di rito, chi capisce poco di caccia come il sottoscritto tutto questo è surreale, sarebbe in realizzabile nella normalità della caccia, o forse mi sbaglio……..forse servono per altri scopi è non solo quello di VENDERE CANI!! La mia curiosità ha portato ha sognare una olimpiade di segugi dove vi partecipano diverse razze in rappresentanza di varie Nazioni, questi saranno rappresentate in questo modo per la FRANCIA (Ariégeois ) SVIZZERA (Segugi del Giura) INGHILTERRA (Beagle) SLOVENIA (Istriani) ITALIA (Maremmani), la località dove si svolgeranno le prove sarà l’Italia la Regione Sardegna luogo Luras (OT). Le prove saranno 1-(RICERCA della PASSATA del CINGHIALE) 2-(L’ACCOSTAMENTO, SEGUENDO LA PASSATA DEL CINGHIALE) 3-(L’’ABBAIO AL FERMO) 4- (SEGUITA). Tempo a disposizione una giornata intera dalla mattina fino alla sera, saranno slegati in luoghi differenti ma con difficoltà uguali, stessa macchia mediterranea, stessa presenza di cinghiali. I Primi saranno gli Ariégeois, la ricerca della passata inizia con qualche difficoltà per gli Ariégeois, vista la presenza di grossa macchia mediterranea, questo causa nel mantello dei segugi forte sanguinamento, ma tutto questo non impedisce la ricerca, si muovono ABBASTANZA BENE, nell’intricata macchia, il capomuta da voce inizia l’accostamento, la muta è coesa viaggia spedita in quanto a differenza di altri segugi Francesi vedi il Petit bleu, non alza mai la testa dall’emanazione, neppure per ululare, dove a differenza sempre del Petit lo fa in modo meno prolungato. Quello che colpisce questi segugi è l’ottimo spirito di muta, mi verrebbe da pensare al moto del moschetterie “Tutti per uno, uno per tutti), ci siamo la muta abbaia al fermo, non tutti però lo fanno, qualcuno tenta lo scontro con il cinghiale, forse questo è dovuto alle sue origini, infatti l’ariégeois è nato come cane da lepre, e non tutte le correnti che si trovano in Italia hanno nel DNA l’attitudine a cacciare il cinghiale, molti dopo il primo incontro ravvicinato “abbandonano” la passione cinghiale, parte l’irsuto la seguita è uno spettacolo voce tonanti, tutti in fila indiana fino a tarda sera. Il giudizio su questo segugio è buono ma bisogna trovare correnti di sangue da impiegare sul cinghiale, molti Ariégeois in presenza di macchia mediterranea VOGLIONO ESSERE accompagnati, questo va bene in luoghi dove il canaio a bisogno del contato visivo del Segugio, ma in posti dove il Segugio deve fare il suo “mestiere” questo è un handicap, in Italia ci sono molte di queste correnti da LEPRE, ma qualcuno possiede quelle da CINGHIALE, a questi bisogna rivolgersi, cane ubbidiente molto affettuoso con il padrone meno con gli estranei, dove si trovano parecchi soggetti ombrosi VOTO 8,5. Seconda muta in gara sono i Segugi Bruno del Giura in rappresentanza della Svizzera, a differenza degli Ariégeois il loro mantello patisce meno la macchia mediterranea, sono più piccoli, si muovono bene nella macchia, sono più indipendenti degli Ariègeois vanno da soli, come muta a differenza di quest’ultimi sono meno coesi, parte l’accostamento, naso a terra avvinto alla traccia, ci siamo la muta è tutta al fermo, a differenza degli Ariégeois in Italia ci sono ottime correnti di sangue per il cinghiale, nessuno forza, tutti a distanza, parte il cinghiale, la sua voce potente e sonora rimbomba per tutta la vallata, nella seguita la muta si ricompone questa volta è coesa, ma meno veloce degli Ariégeois. Il giudizio su questo segugio è buono, cane adatto a cacciare in luoghi sporchi, non teme rovi, non ha bisogno di essere accompagnato, è meno coeso del ariégeois in particolare nella ricerca della passata, ma in seguita si unisce al coro, cane ubbidiente molto affettuoso con il padrone, pochi soggetti ombrosi, cane adatto a cacciare il cinghiale. VOTO 8,5. Terza muta in gara sono i Beagle in rappresentanza dell’Inghilterra, qui il piccolo segugio non trova alcuna difficoltà nella macchia la buca come fosse burro, la ricerca della passata e veloce, tutti a battere il terreno palmo a palmo, parte l’accostamento tutti in fila indiana, l’abbaio al fermo è uno spettacolo il Beagle a nel suo DNA questo prerogativa, nessuno tenta di forzare, parte l’animale la sua voce e sonora e piacevole, la seguita e lunga…….si aspetta il rientro. In Italia il Beagle e presente molto numeroso, è un ottimo cane da impiegare sul cinghiale, un suo difetto a modo mio è la seguita molto, a volte troppo lunga, ma nel fermo a pochi rivali, le correnti per il cinghiale sono buone, ma attenti a quelli da passaggio se si desidera comprare un cane da INTERNET, cane un po testardo meno ubbidiente del Giura e Ariégeois…. VOTO 8,5. Quarta muta in gara per la SLOVENIA scende nel bosco gli ISTRIANI, sulla macchia volano, naso all’aria partono a vento, ma meno coesi di tutti le altre razze, qui ognuno vorrebbe prevalere nell’altro, parte accostamento velocissimo non tutti danno voce qualcuno è muto, in un attimo sono al fermo, la muta si dispone a ventaglio come se volesse circondare il “covo”, parte la seguita uno spettacolo per la velocità con cui viene fatta. In Italia l’istriano è abbastanza presente, ma non tutti sono veri istriani, molti di questi importati da l’ex Jugoslavia hanno mischiato sangue posavatz, questo si può notare dalle macchie di colore rosso è non arancio su certi istriani. Segugio molto sbrigativo, nella passata e accostamento, non ha bisogno dell’accompagnatore l’animale va a cercarlo da solo, lavora naso all’aria come se tirasse di naso, è quel tipico segugio che trova il cinghiale anche in quelle giornate negative per l’olfatazione,la seguita è inconfondibile, solo lui la rende serrata e squillante. Cane attacatissimo al padrone fino ad essere morboso con lui a casa, ma a caccia indipendente, qualche soggetto ombroso forse dovuto all’attaccamento al proprio padrone, è difficile che un estraneo recuperi un istriano, nella seguita lungo ma ritorna anche dopo una settima nel luogo di sciolta. VOTO 8,5. Ultima muta è quella dei maremmani in rappresentanza dell’Italia, a questa prova non ero presente, è mi dispiace molto perché è un segugio che il sottoscritto non ha avuto mai il piacere di vedere cacciare, ma chi era presente mi ha rassicurato che è stato uno dei migliori VOTO 8,5. Non ho voluto fare un torto al maremmano, ma come detto prima non ho visto mai cacciare questo segugio, quindi preferisco non pronunciarmi, fermo restando della mia convinzione di un ottimo segugio da cinghiale. La gara è finita, ognuno potrà trarre le proprie conclusioni, come vedete ognuno a svolto le famose 4 FASI, chi in un modo chi un altro, ma ogni segugio è arrivato alla lestra del cinghiale, tutto questo è quello che normalmente si svolge a caccia, e tutti sarebbero a complimentarsi con i segugi e loro proprietari, ma siccome siamo alle olimpiadi della caccia quello che i dresseur della seguita valutano come FONTE IMPRESCIENDIBILE per la valutazione di un cane, in primis l’accoppiamento, adesso i GIUDICI super intenditore di qualsiasi razza, dei veri GURU della seguita, dovranno decretare il vincitore……..Silenzio PREGO, vince la 5 Olimpiade della Seguita la razza Porcelaine del Signor……..SILENZIO TOTALE, il GIUDICE aveva scambiato nella genealogia, forme ed altro gli Ariégeois con i porcelaine, queste gare non servono a vendere come fossimo in una fiera i CANI, ma si vende tanta NEBBIA e FUMO, quella che ci viene propinata ogni volta si chiama il famoso dresseur di seguita di turno….