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Archivio articoli: 214 contenuti. Pagina 4 di 11.

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articoli 28/09/2008 - scovatore

I LADRI DI CANI

In questo momento terribile e delicato voglio essere molto vicino al mio amico arcangelo, anche se le parole contano ben poco difronte a tale dispetto affettivo messo in atto da esseri ignobili,e certamente non meritevoli di chiamarli esseri umani,questi loschi soggetti sono delle bestie,anzi peggio,sono carogne relitti umani che per raccimolare poki soldi sfasciano recinzioni,abbattono muri,rubano cose ancor prima che cane da caccia,parte di affetto delle persone.questa piaga è difficile da estirpare e io lo sò,ma chissa che piano piano qualcosa si incomincia a intravedere dal passato buio pesto.Amici io devo anche dirvi di stare attenti quando si parla anche qua sul sito,non possiamo fidarci di nessuno, si sà che dall' altra parte ci sono TANTISSIME BRAVE PERSONE E GRANDI CACCIATORI .MA CI SONO ANCHE ESSERI IGNOBILI,E VIGLIACCHI CIOè I LADRI DI CANI IL RIFIUTO DELLA SOCIETA'.E chissa se prima o poi quacuno non capiti tra le nostre mani si si si è propio possibile che succeda.Amici del sito,cacciatori e ciniofili veri diamoci una scossa, e per prima cosa aiutiamo fire.Grazie a tutti di cuore scovatore
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articoli 28/09/2008 - fireblade74

Perchè Cacciacinghiale.com

Ciao Renato..i fatti successi il pomeriggio creati da qualche "sprovveduto" mi hanno decisamente disturbato , e devo confessarti che giusto perchè mi ritengo una amico ed un cacciatore, orgoglioso di esserlo ,vengo a scriverti queste mie poche parole ..che se non vorrai pubblicare saranno comunque andate ad una persona rispettosa e preparata , quale ti ritengo,e che sicuramente, ne apprezzerà il senso ed il valore. Premetto che la mia non è una nè una critica nè una lusinga...ma un'idea maturata in questo lasso di tempo che mi ha permesso di conoscere te e molti altri ,che personalmente ritengo amici....e vengo a spiegarne il motivo- La parola AMICIZIA è ripresa direttamente dal latino AMICITIA, un derivato di AMICUS, che significa AMICO e a sua volta collegato col verbo AMARE. Nel suo significato principale , l'amicizia è un rapporto di stima, idee ed affinità che lega due o piu persone. L' amicizia piu frequente lega persone della stessa età ...ciò non toglie che tra generazioni diverse , possa esistere l' amicizia..e NOI CACCIATORI ne siamo la prova tangibile..L'amicizia come la intendiamo oggi , è fondata piuttosto sulla complicità e sulla comprensione reciproca. In realtà , il concetto di amicizia è cosi ampio che può estendersi a qualsiasi forma di rapporto di vicinanza, la cui base è il RISPETTO. L'amicizia nasce di solito dalla consuetudine e dalla frequentazione -Da un po di tempo la stessa funzione la fanno le chat-line, che permettono di contattare nuovi amici. Occasioni ,utilissime......soprattutto per chi come noi ,nel voler coindividere ed accrescere le proprie conoscenze si affida ad un SERIO SITO(quale, è questo) dedicato alla caccia ,per ampliare in positivo la propria passione. Personalmente, mi iscrissi a questo sito per saperne di più, perchè gli amici(a mio modo di vedere ) non sono mai troppi e soprattutto perchè il mondo che circonda NOI cacciatori è sempre visto di mal' occhio..... quindi la mia aspettativa è quella di incontrare amici per poter discutere ..opinioni, errori, idee e tutto quanto concerne la CACCIA!! Sono appunto piacevoli ..disaccordi..idee diverse..realtà diverse...dove apprezzarne i valori e le tradizioni venatorie. Altrettanto piacevoli sono gli sfottò goliardici ,tra amici....il sottoscritto non si tira certo indietro!! MA....ma ...ma..arrivo al punto:- (se tu mi consenti)-facendo parte ormai di questa numerosa e veriegata "compagnia" mi permetterei di chiedere gentilmente a qualsivoglia , persona o ente il quale, in qualsiasi forma , intenda disturbare l'EQUILIBRIO SANO E CONCRETO, creato in SERIETA' e SINCERITA' che CI DISTINGUE ....di VOLER ASTENERSI da qualunque intervento che non sia legato al concetto di primaria importanza che secondo me accomuna tutti noi, il quale prende il nome di RISPETTO (amicizia)..ed il cognome di AMORE PER LA CACCIA!! Come mio consueto ....perdona l'eventuale crudezza delle parole ..ma spesso non se ne può fare a meno.!! Ecco ..PERCHE' HO SCELTO CACCIACINGHIALE.COM.......in fede UN AMICO.
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articoli 28/09/2008 - fireblade74

Perchè Cacciacinghiale.com

Ciao Renato..i fatti successi il pomeriggio creati da qualche "sprovveduto" mi hanno decisamente disturbato , e devo confessarti che giusto perchè mi ritengo una amico ed un cacciatore, orgoglioso di esserlo ,vengo a scriverti queste mie poche parole ..che se non vorrai pubblicare saranno comunque andate ad una persona rispettosa e preparata , quale ti ritengo,e che sicuramente, ne apprezzerà il senso ed il valore. Premetto che la mia non è una nè una critica nè una lusinga...ma un'idea maturata in questo lasso di tempo che mi ha permesso di conoscere te e molti altri ,che personalmente ritengo amici....e vengo a spiegarne il motivo- La parola AMICIZIA è ripresa direttamente dal latino AMICITIA, un derivato di AMICUS, che significa AMICO e a sua volta collegato col verbo AMARE. Nel suo significato principale , l'amicizia è un rapporto di stima, idee ed affinità che lega due o piu persone. L' amicizia piu frequente lega persone della stessa età ...ciò non toglie che tra generazioni diverse , possa esistere l' amicizia..e NOI CACCIATORI ne siamo la prova tangibile..L'amicizia come la intendiamo oggi , è fondata piuttosto sulla complicità e sulla comprensione reciproca. In realtà , il concetto di amicizia è cosi ampio che può estendersi a qualsiasi forma di rapporto di vicinanza, la cui base è il RISPETTO. L'amicizia nasce di solito dalla consuetudine e dalla frequentazione -Da un po di tempo la stessa funzione la fanno le chat-line, che permettono di contattare nuovi amici. Occasioni ,utilissime......soprattutto per chi come noi ,nel voler coindividere ed accrescere le proprie conoscenze si affida ad un SERIO SITO(quale, è questo) dedicato alla caccia ,per ampliare in positivo la propria passione. Personalmente, mi iscrissi a questo sito per saperne di più, perchè gli amici(a mio modo di vedere ) non sono mai troppi e soprattutto perchè il mondo che circonda NOI cacciatori è sempre visto di mal' occhio..... quindi la mia aspettativa è quella di incontrare amici per poter discutere ..opinioni, errori, idee e tutto quanto concerne la CACCIA!! Sono appunto piacevoli ..disaccordi..idee diverse..realtà diverse...dove apprezzarne i valori e le tradizioni venatorie. Altrettanto piacevoli sono gli sfottò goliardici ,tra amici....il sottoscritto non si tira certo indietro!! MA....ma ...ma..arrivo al punto:- (se tu mi consenti)-facendo parte ormai di questa numerosa e veriegata "compagnia" mi permetterei di chiedere gentilmente a qualsivoglia , persona o ente il quale, in qualsiasi forma , intenda disturbare l'EQUILIBRIO SANO E CONCRETO, creato in SERIETA' e SINCERITA' che CI DISTINGUE ....di VOLER ASTENERSI da qualunque intervento che non sia legato al concetto di primaria importanza che secondo me accomuna tutti noi, il quale prende il nome di RISPETTO (amicizia)..ed il cognome di AMORE PER LA CACCIA!! Come mio consueto ....perdona l'eventuale crudezza delle parole ..ma spesso non se ne può fare a meno.!! Ecco ..PERCHE' HO SCELTO CACCIACINGHIALE.COM.......in fede UN AMICO.
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articoli 18/09/2008 - istriano

SARDEGNA....un mare d'inganni!!!!

Questo sito dalla nascita si è imposto una linea ben precisa che la maggior parte di chi scrive rispetta, è cioè, quello di dire sempre come la si pensa senza far pubblicità ad associazioni, siti, personaggi in cerca di notorietà, come invece altri quotidianamente fanno, ma sinceramente al sottoscritto questo poco importa, quello che conta che nessuno un giorno venga a dire “caccia al cinghiale.com e un sito di parte”, è per questo che, quello che leggerete sotto non è scritto dal sottoscritto ma inviato gentilmente da un “amico”, è questo può bastare, non leggerete nessun nome di associazione o persona, “qui nessuno si deve presentare alle prossime elezioni Regionali Sarde”, ma illustra una situazione che in Sardegna sta prendendo una piega alquanto pericolosa, cioè non la creazione di parchi, ma la nascita a getto continuo di Aziende agrituristico-venatorie, RUBANDO TERRITORIO LIBERO, a chi già si deve “accontentare”, di 5 domeniche alle lepre e pernice sarda, con chiusura alle ore 14, con un massimo di 2 LEPRI durante le 5 MEZZE GIORNATE. Come vedette amici miei prima i nostri NEMICI erano i verdi con la creazione di parchi, oasi ecc, adesso siamo noi stessi, con la nascita di Aziende Pronta Caccia, chi vuole CACCIARE dovrà pagare, quello che si “abbatte”, questo il nostro futuro molto vicino ci riserva, e solo questione di poco tempo, e tutto diverrà un grosso luna park, dove se vorrai “sparare”, far pisciare solamente il tuo cane dovrai solamente mettere mano al portafoglio. Non mi dilungo oltre, vi invitto a leggere quello scritto qui sotto, e a riflettere , quale futuro ci aspetta............... Aziende agrituristiche, una mancata risorsa, un danno per l'ambiente e la fauna. Dopo i venti anni passati nell'intento di applicare l'ottima legge nr. 32 del 1978, traslata dalla legge nazionale nr. 968 del 1977, la regione Sardegna, non riuscendo nemmeno a far valere la propria autonomia, ha varato una nuova legge ibrida, la nr.23 del 29 luglio 1998, che ha aggiunto problemi a quelli già esistenti e, di fatto, nulla ha prodotto se non un ingorgo nell'attuazione di quella pianificazione territoriale che, applicata seguendo le peculiarità, gli usi e costumi della Sardegna e valutando, giustamente, la paventata (ma mai utilizzata) autonomia legislativa, avrebbe consegnato all'isola una serie di istituti operativi e produttivi i quali, a loro volta, avrebbero contribuito fortemente allo sviluppo delle aree disagiate ed all'integrazione faunistica delle specie in “difficoltà”. L'istituzione delle Aziende Agrituristico-venatorie, nell'impianto originario doveva assolvere alla importante necessità di recupero delle aree disagiate ( o meglio, “svantaggiate”) e far si che esse diventassero produttive, sia economicamente e, non in second'ordine,faunisticamente. Ciò, a oggi, non è avvenuto e questo, per la ben nota insensibilità degli addetti ai lavori circa le problematiche ambientali ed in seconda battuta, per la rapacità più volte dimostrata, da diversi personaggi, negli innumerevoli tentativi avviati nell'intento di dare origine, nell'isola, ad un mondo imprenditoriale a misura d'uomo. Di fatto, le Agrituristico-venatorie, sono diventate per lo più “riserve padronali”, a distanza di molti lustri del regio decreto che istituì le prime ( le “padronali”). Le padronali erano piccoli feudi privati, ove la legge e gli ospiti erano quelli imposti e voluti dal proprietario e così le specie oggetto di prelievo, senza alcuna oggettiva pianificazione. Se si esaminano, in questi giorni, le agrituristiche, non vi potrà essere alcun dubbio che la conduzione, mutatis mutandis, è la stessa. Pochissime (si contano sulle dita di una mano) quelle all'interno delle quali si rispettano le regole, la stragrande maggioranza delle altre, promuove, alla meglio, il far-west venatorio, con buona pace della grande massa dei cacciatori isolani che, oltre alle due giornate canoniche settimanali, non possono aspirare ad alte “fughe” durante la settimana. Nelle aziende agrituristiche si caccia tutti i giorni. Certo,la Legge 23/98 dice, testualmente, che le specie prelevate devono essere: a) di allevamento dell'azienda o b) acquistate dalla stessa e “servite” pronta caccia ma, purtroppo non è così. Nell'isola non vi sono allevamenti, o meglio se ne conterebbero tre, i quali, da soli, non riescono a far fronte, nemmeno volendo fare, alle richieste senza considerare i costi spropositati di ogni capo di selvaggina, che, in media, costa almeno tre o quattro volte, se non di più, dello stesso capo allevato nell'Italia peninsulare. Sempre la Legge 23/98, dichiarava che le aziende Agrituristico-venatorie dovevano essere avviate, preferibilmente, all'interno di aree svantaggiate con scarsità faunistica e vegetale, ed anche qui, l'inganno ha seguito di pari passo la Legge. La maggior parte delle aziende agrituristico-venatorie sarde, è situata nei posti di maggior sviluppo faunistico e vegetale, cosicché nulla apporta di nuovo all'ambiente, semmai, sottrae qualcosa alle bellezze della Sardegna ed ai cacciatori sardi. Secondo i dettami della 23/98, le agrituristico-venatorie, avevano l'obbligo di contribuire, in parte al reintegro della fauna, liberando esemplari di ceppo selvatico sul territorio ed anche questo, ahi noi, non è avvenuto, perché gli “imprenditori”, hanno prelevato ma nessuno di loro si è mai preoccupato di “reintegrare”. Poi si aggiunge beffa a beffa ed il danno per i cacciatori è palese. Le agrituristico-venatorie iniziano la loro attività lucrativa a luglio e terminano a fine febbraio di ogni anno, mentre nel territorio “libero” (compreso quello delle Aziende Autogestite), la caccia inizia alla terza domenica di settembre e si conclude il 31 gennaio, questo a dimostrare, per l'ennesima volta, che la legge è uguale per tutti, ma i “benestanti” sono “più uguali” degli altri. Alcuni anni or sono fu avanzata la proposta di portare i cani in territorio libero, per gli allenamenti, a partire dal I° luglio (naturalmente senza l'uso delle armi) e dalla giunta temporaneamente in carica fu risposto che non era possibile per non “distrarre” l'attenzione delle guardie forestali, impegnate nella campagna antincendio. Fu fatto osservare che la presenza di circa quarantottomila cacciatori sul territorio, dal I° luglio sarebbe servito come fortissimo deterrente, non solo contro gli incendi e gli incendiari, ma anche contro l'abigeato o altre forme di illegalità e, molto probabilmente, avrebbe fatto risparmiare una gran parte dei cento milioni di euro che, ogni anno, si spendono inutilmente per un'Isola che continua inesorabilmente a bruciare. Fu fatto osservare che i soldi risparmiati potevano essere adoperati per l'assunzione di personale nel corpo forestale, tra gli operai forestali e, inoltre, per il ripopolamento. Anche queste motivazioni non interessarono agli addetti ai lavori. Perché togliere la trippa ai gatti? Quindi si decise di lasciare le cose come stavano. Ai cacciatori sardi fu impedito di portare i cani in allenamento dal I° luglio di ogni anno, mentre alle aziende agrituristiche fu consentito esercitare l'allenamento cani, a pagamento, con abbattimento del selvatico, dal I° luglio al 28 febbraio di ogni anno. E' logico che sorgano dei legittimi dubbi in proposito. Ma, ritorniamo su un nodo importante. Si è già detto che la selvaggina allevata è insufficiente a coprire il fabbisogno di tutte le aziende agrituristico-venatorie, dunque? Come riescono ad approvvigionarsi di selvaggina, tutte? Chissà, questo bisognerebbe chiederlo a loro. Oppure, si potrebbe domandare al comando regionale del corpo forestale e di vigilanza ambientale della Sardegna, di attivare gli opportuni accertamenti e avviare alcune verifiche; chissà che non si ottenga qualche risposta esauriente. Non dimentichiamo che, anche la politica ha le sue colpe, perché, quando nel 1997 e nel 1998, più volte fu chiesto dalle associazioni di categoria di partecipare alla stesura del testo di legge con un tavolo di concertazione che consentisse di garantire ai sardi, cittadini e cacciatori, di ottenere una legge specifica che, pur tutelando la fauna e l'ambiente, fornisse l'opportunità agli isolani equamente dell'importante patrimonio faunistico, ebbene la risposta fu negativa. Come non lamentarsi, allora, se oggigiorno la situazione è quella che tutti conoscono? Sempre la legge 23/98, diceva che le aziende, per favorire la nascita di nuovi posti di lavoro, devono avere una guardia giurata, dipendente, pagata con tariffa sindacale (tasse più contributi, versamenti regolari ecc) ogni ottocento ettari. Ad oggi, non si conosce nemmeno una di queste figure professionali impiegata in un'azienda agrituristica sarda.....Fatte queste considerazioni, bisogna chiedersi a che cosa servono, oggi le oltre sessanta aziende agrituristico-venatorie della Sardegna, quali prospettive di sviluppo seguano e quali benefici abbiano portato al patrimonio faunistico e vegetale dell'Isola. In caso di risposte non esaurienti, bisognerà seriamente pensare di chiudere tutte le aziende agrituristiche e restituire IL TERRITORIO LIBERO AI CITTADINI SARDI CHE PAGANO LE TASSE.
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Il mondo venatorio 16/09/2008 - fireblade74

TROOOOPPI CINGHIALI

Cari amici , chi mi conosce sa che non sono solito affrontare argomenti spigolosi come quello di cui andrò a parlare adesso (preferisco argomenti ..di caccia pratica). Da quando abito in prov di Siena , per la precisione in CHIANTI, mi sono reso conto che qui i problemi delle squadre , sono numerosi e non di sempre facile soluzione.In particolare quello dellla gestione del cinghiale , Il fatto è , credo,(modesta opinione di un cacciatore maremmano) che c'è bisogno di mettere un po' d'ordine nella caccia al cinghiale. Di indicare una strategia che possa conciliare gli interessi legittimi degli agricoltori con quelli altrettanto legittimi-sebbene di tutt'altro spessore-dei cinghialai.C'è bisogno insomma , come vado dicendo da piu tempo, di stabilire una "filosofia" della caccia al cinghiale, un "ars venandi" per la specie. Che vuol dire? Questo semplicemente: che la caccia(tutti i tipi di caccia)ha una sua etica, scritta e a volte non scritta. Delle sue regole, delle normative. Un calendario con una data d'inizio e una fine. Ebbene, quando una specie viene cacciata dal primo di gennaio al 31 dicembre, in vari modi, in vari tempi e in diversi orari, ma pur sempre cacciata, allora non si tratta piu di caccia , ma di semplice-magari solo tentata-distruzione.In questo modo si avvalora per di piu la tesi degli agricoltori(degno rispetto..) e di molti altri benpensanti, quella cioè che il cinghiale è una specie nociva, ma NON SI HA DA PROPORRE , da parte nostra, appunto una "filosofia" che presenti il cinghiale come un animale selvatico al pari di altri e una "filosofia " che faccia da collante a un'attività venatoria che possa/debba ritenersi ancora tale. Se noi continueremo su questa strada, correremo il rischio che anche quella che è una delle pratiche venatorie piu soddisfacenti da un punto di vista socializzante, di carniere e quindi anche di divertimento, faccia la fine di altre cacce che stanno scomparendo.E questo perchè la posizione di noi cacciatori nei confronti del cinghiale rischia di diventare perdente. Considerate questo fatto. Sempre piu spesso si svolgono convegni , incontri, dibattiti promossi dalle Confederazioni agricole (Da quando vivo in Chianti è una cosa che mi tocca direttamente)per accusare i cacciatori di non fare abbastanza per limitare la presenza del cinghiale in zone interssate all' agricoltura.Si chiedono pertanto interventi da parte della Provincia delle guardie venatorie e delle poche persone "abilitate"(e non convinte) perchè la consistenza numerica di questo animale venga ridimensionata o eliminata.In sostanza si richiede che il cinghiale venga considerato a tutti gli effetti un animale nocivo e pertanto la sua caccia sia permessa tutto l' anno, cio che del resto, sotto certi aspetti, avviene già. Ma per quanto riguarda la lotta agli animali predatori nel loro complesso , che cosa è stato fatto? Che cosa è stato fatto nei confronti della volpe, dei mustelidi, dei gatti e lupi-cani rinselvatichiti, che insieme ad un sistema di moderna agricoltura , in alcune zone hanno ormai distrutto la presenza di fagiani,starne, lepri e ridimensionata quella degli animali da cortile o da stalla? In alcune regioni e province l' abbattimanto della volpe non viene concesso o solo a certe condizioni con l'uso dei cani da tana.Altri mustelidi sono completamente PROIBITI dalla legge. Ma in questo modo vengono adottati due pesi e due misure...o mi sbaglio?... Ambedue perdenti per i cacciatori, inquanto si adottano delle normative che , nell'un caso o nell' altro . appaiono e ccessivamente contrarie all' attività venatoria . Si dirà che i danni provocati dal cinghiale sono -almeno per l'agricoltura-molto maggiori rispetto a quelli degli altri predatori.ED E' VERO, inquanto situazione nota ormai !!! Ma nello stesso tempo non c'è paragone fra i mezzi richiesti per limitare la presenza dei cinghiali e quelli adottati per limitare la presenza di altri nocivi!! Anche sotto questo aspetto va ripensata tutta una "filosofia", o meglio, va rivista la legge .Ma anche qui ....guardate la posizione strana assunta dagli AMBIENTALISTI/ANIMALISTI per il cinghiale non hanno "QUASI "mai da dire nulla, sia che venga cacciato di giorno come di notte , nei giorni di silenzio venatorio come nel corso di tutto l' anno.Per la volpe, i mustelidi, ed altri predatori si innalzano invece sempre a ruolo di paladini dell' animalità.Sono tutte contraddizioni che vanno sciolte , al di là dei vari isterismi , e l' unica soluzione è quella di cercare di garantire un equilibrio ambientale ecologico che da tanto tempo non c'è piu nel nostro paese , come in varie parti d'europa.Perchè un'altra contraddizione notevole in cui cadono gli ambientalisti , come gli enti locali e quindi la legge, è quella di proibire la caccia al cinghiale nel demanio , nelle oasi e nei parchi.Si tratta in questo caso di caccia di selezione , effettuata da pochi partecipanti e addetti alla vigilanza. Perchè non si puo chiedere che il cinghiale venga eliminato in alcune zone, quando poi la fa da padrone in altre che,per di piu , servono da serbatoio per il restante territorio. Sta di fatto che tutte le disposizioni attuate fino adesso per contenere nei giusti limiti la specie cinghiale....sono falliti!! Io mi domando, ma se la selvaggina è "patrimonio indisponibile dello stato " e se questa si vuol considerare nociva in quanto TROOOOPPO ABBONDANTE, non dovrebbero essere le squadre ad essere demonizzate (come ho gia scritto sul forum) ..quanto lo Stato dovrebbe premiarle per il lavoro che svolgono.SORRIDETE????? No, non lo fate , perchè se davvero questo selvatico è considerato nocivo , coloro che lo cacciano dovrebbero essere in qualche modo premiati .Nessuno chiede la medaglia o il monumento, basterebbe che i danni che provoca il cinghiale all' agricoltura, non dovessero essere rimborsati dai cacciatori con i soldi pagati a gli ATC , in certi casi anche con versamenti improvvisi ed obbligatori ,ma direttamente dallo Stato, o meglio dalle regioni!!! Certo , soldi nostri...ma cambia la musica!! PERDONATE ..nel caso, questa mia modesta e forse inadeguata opinione ...!!
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Il mondo venatorio 15/09/2008 - borgano

Quando meno te lo aspetti.

Capita a volte, sia nel lavoro che nello svago, che qualcosa nella tua mente ti porti a fare azioni al limite della stupidità, come se una voce interna ti dicesse…. -“dai fallo, se no poi te ne pentirai”-. E così fu, quella sera del quattordici novembre del duemila. Era un martedì sera ed al solito, prima di coricarmi, controllai la carabina, preparai lo zaino e …. le cartucce di scorta? Si c’erano anche quelle. Tutte le volte sempre uguale, un rito, come se partissi per un safari in Africa, ma la meta era ed è sempre la stessa, Coniale, dove opera la squadra di cinghiale alla quale appartengo. Tuttavia, nel fare i preparativi, notai un certo tepore fisico ed una spossatezza… come avessi spostato un peso immenso. Nel dubbio, presi il termometro e mi provai la temperatura, trentotto gradi e otto. Subito mia moglie, -“ non avrai mica intenzione di andare a caccia in queste condizioni”-, -“certamente no”- risposi io, -“ci mancherebbe”-. Nel coricarmi, per scaramanzia, misi comunque a punto la sveglia che, puntuale, alle cinque suonò. Mi alzai e, dal battito cardiaco, sentii che la febbre perdurava ma tuttavia alla domanda -“come stai?”- la risposta fu – “tutto passato, era una cosa passeggera”- e via verso la rimessa. Caricato il fuoristrada, mi avviai per la Montanara, meta Coniale. Nel frattempo iniziò anche a piovere, giornata ideale per scaricare un’influenza, ma la solita vocina mi diceva: “ e se fosse questa la tua giornata?” All’altezza di Borgo Tossignano, dopo aver fatto una ventina di chilometri, un po’ rintronato dall’influenza e sotto l’effetto dell’aspirina una sensazione…., come se qualcosa non mi tornasse, mi assalì; avevo dimenticato la carabina in garage. Inversione verso Imola, prendi la carabina e via nuovamente verso i monti. Giunto a Coniale entrai nella casa di caccia e vi trovai, al solito, i più mattinieri; persone che allora mi chiedevo se per caso dormissero lì in quanto, per quanto tu fossi mattiniero, li trovavi sempre: Nevio l’uomo del fuoco, Evaristo e lo Sceriffo, rigorosamente seduto alla destra del camino e guai, a chi gli toccava la sua sedia. Di li a poco la stanza cominciò, un po’ alla volta, a popolarsi e a brulicare di cacciatori. Chi arrivava da Firenzuola, da Monghidoro, dalla Romagna, da Firenze, Bologna, Rovigo e, addirittura, da Pordenone e Vicenza; tutti per vivere quella stupenda avventura di gruppo che è la battuta al cinghiale. Mentre il ragioniere inizia ad espletare le parti burocratiche, ecco che inizia la vera essenza di questa pratica venatoria, la fusione di persone delle più diverse estrazioni sociali, diverse età ed abitudini ma che, nel menzionato contesto, diventano grandi amici e discutono di mille cose ed esperienze vissute, si va dalla caccia alla pesca, dalle cose serie alle burle, dalla politica alle donne ma, tutto, sempre in amicizia. Contemporaneamente Primo, uno dei macellai della squadra, inizia ad affettare la coppa di testa che prepara, di volta in volta, con i trofei delle precedenti cacciate il tutto poi, unito a dolci e bevande che chi padella porta per differenza, diventa una succulenta colazione preparatoria ad una faticosa ma, gioiosa, giornata di caccia. Intanto il presidente con il capo caccia, i capi posta ed i canai, inizia a discutere appartato; si parla di tracce, animali fuggiti alle altre squadre, avvistamenti e si fanno piani e congetture; il tutto nella massima calma. Poi, come se qualcuno avesse sparato il colpo di via con la pistola, tutto precipita come se avessero già alzato gli animali “ Via, presto, si chiude Rappezzo, chi sale il Vecchietto (trattasi di località), chi va alla Canova, occorrono gambe buone. Tu Virgilio con Eugenio al fosso”. E via andare nella massima concitazione tanto che a volte è capitato, nell’euforia, che qualcuno non capisse dove andare, vedi la volta che il Righini si ritrovò nella Faggiola, mentre la battuta era a Rossino, due vallate più in là. Essendo uno dei più sfegatati “jeepparoli” della squadra come sempre montai il “Vecchietto”, con i miei “soldati” dietro che: tra buche, salti e scossoni, sembravano gli ingredienti all’interno di un frullatore. Giunti al punto convenzionato scendemmo tutti ed aspettammo il capo posta che ci raggiunse, a breve, dopo avere fatto le prime poste. Iniziammo a scendere chiudendo la battuta e, ad un certo punto, Peppino mi disse “ Tu Poli ti fermi qui”. Mentre appoggiavo lo zaino, li vidi sparire nel bosco, tra i faggi, in silenzio. Dopo avere caricato la carabina ed essermi appostato nel punto che ritenevo più idoneo a parare, mi accorsi di avere dimenticato a casa la radio, …non era mattina. Mi era toccata una posta particolare, sembrava di essere in un anfiteatro; alle spalle i cartelli del demanio con il bosco che saliva, innanzi un altro monte che saliva coperto di spinaie e siepi di prugnolo. Alla mia destra 80 metri di galestro che saliva per finire con il bosco; solo alla mia sinistra la discesa terminava in un balzo dove il rio precipitava nel vuoto in mezzo al turbinio dell’acqua invernale. Passata la prima ora sentii le prime fucilate e, di li a poco, un lieve rumore di foglie pestate alla mia destra. Tutto d’un tratto la siepe si aprì e, ad una settantina di metri, un bel maschio iniziò ad attraversare il galestro. Mirai e sparai; il cinghiale s’inginocchiò per poi rialzarsi ed iniziare a correre nella mia direzione, gli avevo solo forato un orecchio. Mentre scendeva contro di me, come una locomotiva, gli sparai altri tre colpi: i primi due a vuoto mentre il terzo gli si conficcò nella coppa sfiorando la colonna vertebrale; l’animale ruzzolò e si fermò sette, otto, metri da me; era morto……. Mi avvicinai per ammirarlo, era un gran bell’esemplare anche se non grossissimo (86Kg.) con due belle difese bianche che brillavano nel contrasto del pelo nero. Quando fui a circa cinque metri da lui, il solengo si alzò con una velocità incredibile e, con un “cigo” impressionante che ancora a pensarci mi si accappona la pelle, mi caricò. Non fui io, bensì i miei nervi a far fuoco, dirigendo la carabina contro la sua bocca senza imbracciare. L’ultimo colpo che avevo a disposizione entrò nella cavità orale dell’animale, facendo un ragù di viscere; mi ruzzolò addosso facendomi cadere per fermarsi alcuni metri più in basso. Caricai immediatamente e, con stupore, vidi quel maestoso maschio ergersi sulle gambe anteriori per proseguire barcollando. Fu un altro colpo alla testa della mia Bar a fermarlo definitivamente. Ero ancora sotto la scarica adrenalinica che notai un fruscio tra le spinaie dinnanzi. Coperta da un rovo, ad una ventina di metri, vidi la schiena di un porcastro (28Kg.) ffermoooo…… che ascoltava ogni piccolo rumore. Mirai e lui cadde esattamente dove si trovava, era il mio primo “doppietto” da cinghialaio. Appoggiai la carabina ad un campanello ed andai a recuperare i due animali li volevo li, di fianco, come se avessi paura che sparissero per chissà quale stregoneria. Nel frattempo, una canizza era uscita dalla battuta chissà, forse dietro ai caprioli, non si erano sentite fucilate. Due ore dopo la canizza era ancora nei monti circostanti che batteva. Ad un certo punto la sentii alle mie spalle e, via via che passavano i minuti, l’intensità aumentava; infine vidi spuntare in alto, dal demanio, un cinghiale e poi un altro, erano quattro, tutti sui cinquanta chili e i cani dietro. Li feci entrare in battuta e, quando mi furono di fianco, sparai al primo niente e, mentre voltava per andare a basso, doppiai il colpo; pareva gli avessi sparato a salve. Sono quei momenti in cui ti cade il mondo addosso e perdi il controllo; preso dal panico tirai due botte al terzo animale senza sapere dove sparavo sbagliandolo poi, come d’incanto tornai in me e vidi l’ultimo cinghiale allontanarsi alla mia destra ma… haimè, era troppo tardi, vedevo ormai solo il pelo della criniera, era tutto coperto da una cunetta del terreno. Tuttavia ipotizzai dove poteva essere il torace e sparai nella cunetta. Sentii i passi dell’animale che continuava la sua corsa lungo la discesa sottostante allontanandosi. Ricaricai e fui preso dallo sconforto si, ne avevo già due, ma poteva essere la mia grande giornata e l’avevo buttata nella spazzatura. Tuttavia era incredibile, il primo animale l’avevo mirato…. ed era a non più di venti metri, d’accordo andava come una saetta…. ma dovevo prenderlo. Decisi di andare a vedere ci fossero mai tracce di sangue… nessuna ed in fondo vi era un balzo di otto, forse dieci metri; possibile che abbia saltato? Mentre tornavo alla posta e facevo questi ragionamenti notai, sul tronco di una quercia, qualcosa di bianco che tirava al rosa; ad un esame più ravvicinato risultò essere materia organica, pezzi di polmone misti a sangue schizzati dalla parte opposta del mio tiro, allora è ferito!! Corsi dal postatolo più vicino affinché avvisasse i canai del fatto e, una decina di minuto dopo, vidi apparire Terzo e Loris con i cani. Dall’alto Loris mi urlò, “Cos’è successo?” io gli spiegai il fatto, dopo di che lui rimbeccò -“Quindi potrebbero essere quattro”- e io -“No tre”- e lui di nuovo -“Vorrai dire quattro”- insomma iniziammo a dare i numeri quando io, spazientito, gli urlai indicando i cinghiali : -“Sei buono di contare? UNO…, DUE….”- e lui - “TRE….”- indicando il rio sottostante. Non ci potevo credere, il cinghiale era caduto nel rio prima del balzo ed aveva formato come una piccola diga, passandogli di fianco era impossibile vederlo, pareva un sasso sul quale l’acqua, copiosa, stava scorrendo; tiratolo fuori dall’acqua, notai che il cinghiale presentava due buchi, a pochi centimetri l’uno dall’altro, sul lato destro del torace; l’avevo doppiato. Dopo lo “sfottimento” di prassi da parte dei due canai, Loris mi chiese se avessi tirato ad altri animali ed io gli raccontai l’episodio dell’ultimo colpo tirato sulla cunetta, concludendo:” E’ inutile che andiate a vedere, primo l’ho sentito allontanarsi e, secondo, tiri così ne può venire uno su un milione”. Loris concluse che tanto dovevano scendere e… “Poi non si può mai sapere”. Passarono pochi secondi, e sentìì Lisa abbaiare e Loris che urlava: “ Invornito….., fattele meno grandi la sera.” Mi precipitai da loro sotto la pioggia scrosciante e, un duecento metri oltre al punto dove avevo sparato, in mezzo ad una pozza di sangue giaceva una bella cinghiala. Il colpo aveva passato la terra per poi conficcarsi nell’addome dell’animale che, dopo un po’, era crollato. Tornado alla posta sentìì Loris che urlava alla radio -“Qualcuno venga su con delle corde, perché qua da Poli ogni carpanello c’è un cinghiale”-. Finito il recupero gli animali erano sei, quattro dei quali…. miei, non stavo nella pelle. Giunto alla casa di caccia lo Sceriffo mi venne incontro e, senza dire nulla, mi strinse la mano. Dal fuoristrada alla porta della casa vi saranno stati al massimo una ventina di metri, ma nel tragitto persi il conto delle manate ricevute nel “culo” dai miei compagni, dicono porti fortuna. Da allora, prima di andare a vedere un animale a terra, carico la carabina e, nel dubbio, gli do una “fumata” tra le orecchie; se poi tiro ad un animale e sono convinto di averlo sbagliato, prima di dire -“Non l’ho preso”-, faccio una bella ricerca accurata del territorio circostante. Ebbene, una giornata partita all’insegna del no, febbre pioggia dimenticanze ecc…, si era conclusa nel migliore dei modi. A proposito, e la febbre…? La cacciata e l’euforia avevano funzionato più degli antibiotici. Borgano.
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articoli 05/09/2008 - borgano

La mia prima uscita

Fin da quando avevo quattro anni, ero stato indottrinato, dal mio povero nonno, alla nobile arte della caccia. Quando da giovane andavo per monti a lepri o fagiani, vedevo le orde dei ginghialai e li ritenevo una sorta di invasati abbastanza esaltati pardon, anche un po’ sf.g.ti, con tutte quelle radioline che si chiamavano e tutti quegli urli per le vallate. Molti anni dopo, ormai quarantenne, andando a beccacce capitai nel bel mezzo di una battuta e mi si parò davanti un mio caro amico, Loris, che faceva il canaio; fu così che, tra una chiacchiera e l’altra, mi ritrovai invitato, a dicembre inoltrato, alla battuta successiva. Di buon mattino arrivai a Coniale, nell’appenino Tosco Romagnolo, è li che la mia squadra tuttora si ritrova; dopo un paio d’ore ero seduto su di una campagnola, in mezzo ai boschi, a dar cozzi contro al vetro. Giunti in zona cacciata fui assegnato ad un capo posta, tal Vannini, personaggio burbero e forse il più grande cacciatore di beccacce della vallata del Santerno. Iniziammo a salire la vallata di Rappezzo e, man mano che si saliva, il Vannini faceva le poste indicando al postaiolo di turno: dove stare, da dove potevano sbucare gli animali e dove avrebbe avuto la posta successiva; di ogni posta conosceva partita iva e codice fiscale. Ad un certo punto disse guardandomi, “la prossima la fa l’invitato”. Giunti presso ad una pozza, formata dal rio, mi indicò dove stare, facendomi notare le tracce di cinghiali che avevano attraversato il fosso e salito il monte antistante. Mentre proseguivano lo sentii mormorare, “non sarebbe una posta per un invitato” e l’interlocutore, un caro vecchietto che in gioventù era stato il postino in quelle contrade, replicò con accento toscano “ mah…, da qua non son mai passati” e si allontanarono. Mi piazzai subito in un punto dal quale vedevo molto bene il monte antistante e, buttato a terra lo zaino, estrassi il mio Benelli Centro al quale, per l’occasione, avevo montato lo strozzatore a quattro stelle. Da buon birikkkkino tolsi il riduttore e caricai con quattro magnum, ero pronto……. Più che un cacciatore, mi sono sempre ritenuto un tiratore; forte dell’esperienza fatta in gioventù, prima tiro a segno con pistola e carabina, poi piattello dove ero prima categoria ed avevo avuto sempre ottimi risultati. Figuriamoci, sparare ad un maiale, gioco da ragazzi; “se passano da qui ne faccio un bilico”, questo pensavo nell’attesa, immerso nella grandezza della natura circostante, “paataaccaaaa”,. Il tempo passava, l’acqua del rio gorgogliava, le foglie cadevano ancora e, di tanto in tanto, un capriolo faceva capolino facendomi sussultare. Passate circa un paio d’ore, oltre il monte antistante, iniziai a sentire un flebile abbaio che, man mano, si andava avvicinando. Tutto d’un tratto, in cima al monte, parve si fosse staccata una frana nera, un branco di cinghiali immenso di tutte le taglie, oltre venti animali e dietro Pedalino, un segugio “bastardino” poco più grande della mia gatta, ausiliare generoso che, due anni dopo, sarebbe morto sotto i colpi di un solengo di 127 kg. Imbracciai il fucile lasciandoli scendere, già immaginavo i complimenti degli altri al ritorno, avevo persino avuto il tempo di togliermi la berretta e attaccarla ad un ramo, mi sentivo un “professional hunter”. Ora li avevo a dieci metri: bang, bang, ….bang e poi ribang…..; nessun cinghiale cadde in terra. Pedalino abbaiando mi passò di fianco e si fermò un attimo a guardarmi, a mio avviso mi mandò a “cagare”. La canizza proseguì fuori battuta ed io, incredulo, rimasi li come un baccalà. Ripresomi andai a vedere vi fossero mai gocce di sangue, dovevano esserci; niente erano passati illesi. Dopo un accurato controllo constatai di avere incarnierato solo un carpanello ed una quercia, “merda” che figura. Poco dopo i postatoli iniziarono a scendere ed il capo posta, a dir poco, mi asfaltò; aveva ragione: oltre ad una padella di dimensioni bibliche avevo permesso al branco di attraversare il fosso prima di sparare, lasciandolo uscire. Nell’allontanarsi lo sentii brontolare: “lo so io dove li metterei st’invitati”. Scendendo mi ritrovai a fianco dell’ottuagenario Aldo postino chi mi bisbigliò: “lascialo perdere, lo hanno fatto anche altri con ben più esperienza”. Giunti alla casa di caccia iniziò lo “sfottimento”, in allegria, di tutta la comitiva; quella giornata fu per me una delle mie più grandi lezioni di vita e ancora oggi, quando mi corico, prima di addormentarmi è quel brancone che scende il monte ad accompagnarmi spesso al sonno. All’indomani mi recai in armeria e comprai la mia prima Browning 3006. Due anni dopo mi morì il cane da penna e da allora, mediamente, vado a caccia 30/33 volte a stagione e,tutte, rigorosamente al cinghiale; ormai le altre cacce non mi dicono più nulla. Quanto al Vannini, ebbi occasione di riscattarmi in futuro, diventando buoni amici, ma questa è un’altra storia………… Borgano.
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Caccia al cinghiale 03/09/2008 - istriano

"QUESTO SITO SA DA FARE"........

Devo essere sincero ho provato a scrivere questo articolo tantissime volte, è tutte le volte cancellavo, volevo partire da lontano come uso fare quando mi diletto nel “scrivere” qualcosa per questo meraviglioso sito per poi centrare il problema, ma questa volta non riuscivo a scivolare nel discorso, ho provato a pensare a Garibaldi nella spedizione dei mille, ma dopo due righe mi fermavo senza sbocco, ho cercato altri discorsi ma sempre senza esito, non riuscivo a partire, ci sarà un motivo ho pensato? Forse basterebbe semplicemente raccontare la nascita è storia di questo portale, dove in solo 18 mesi e riuscito è saputo fare? In fondo cosa si dovrebbe dire di meraviglioso che non abbiamo già fatto in questi tanti mesi dalla nascita? E quindi vai mi son detto, racconta con semplicità questa meravigliosa favola che quotidianamente noi usufruiamo, come se stessimo seduti davanti ad una TV ed inizia la visione del nostro film preferito, quello che molti hanno sognato che esistesse, quello che molti invidiano, quello che vorrebbero essere loro gli attori principali ma si devono accontentare di essere solamente delle semplici comparse. L’inizio di questa avventura ebbe vita nel Febbraio 2007, da un idea di un personaggio a quei tempi per molti di noi sconosciuto, ma non certo per i suoi confinanti di battuta, dove più delle volte si dovevano e si devono accontentare delle briciole, dove battezzarono la sua squadra con l’appellativo degli avvoltoi, per la capacità di cacciare grossi numeri di cinghiali con l’esito sempre positivo, a lui si affianca un giovane con la stessa passione, ma di una regione diversa, dove oltre alle sue doti nella caccia a cinghiale, a una propensione innata per i computer, questo connubio a fatto il modo che nascesse il portale CACCIA AL CINGHIALE. Da qui, Renato Di Martino noto come Scovatore, e Arcangelo Albano noto come Fire, dettero inizio a questa avventura che dopo solamente 18 mesi a portato all’iscrizione di mille appassionati, per questa stupenda passione che si chiama caccia al cinghiale. L’inizio il sottoscritto lo ricorda benissimo, infatti fui uno dei primi che inizio a “chattare” con il Kapo Scovatore,una chat all'interno di un sito di cacciatori era una novità assoluta nel mondo della caccia per chi naviga in internet, poter scambiare idee, conoscere realtà nuove, parlare con amici nuovi, che mai, è poi mai, avrei pensato potesse avvenire, subito il sito inizio a far girare “parola” sul mondo virtuale di internet, nuovi appassionati ora pilastri del sito si iscrissero, PASSATORE, IL CINGHIALAIO, SARDUS, INDIO, MEDUSA, LOGIN, PIERO63, MISTER, ISTRARSHI, PEPPEDDU, COM, SPARAPAOLI,CABALLO, tanto che dopo solo 2 mesi e mezzo venne organizzato il primo raduno in quel di Vicovaro, con la presenza di amici dalla Sardegna, dalla Calabria, Basilicata, ed di ogni parte dello stivale, fu un successo totale per l’ottima organizzazione degli amici di Vicovaro, ma quello che colpì tutti i partecipanti è l’ideatore di questo portale, era il fatto che tantissimi appassionati si erano sobbarcati Km, ed addirittura qualcuno varco pure il mare, pur di trascorre un pomeriggio insieme, solo ed esclusivamente per l’ amicizia avvenuta tramite un PC. Con il passare dei mesi nuovi appassionati si iscrissero, la famiglia divenne sempre più numerosa fino ad oggi dove è stato toccato il numero 1000 come iscritti, nessuno è mai riuscito in cosi poco tempo a creare cosi tanto, questo dobbiamo ringraziare Renato di Martino, è l’amico Arcangelo, dove hanno visto lontano nel formare una casa così grande, dove la convivenza a volte non è delle migliori, ma questo fa parte della quotidianità e della dialettica attuale, forse ogni tanto tutti noi dovremo avere più rispetto di chi non la pensa come noi, ma non avendo paura di confrontarci pur sapendo che l’altro mai la penserà come noi. Un altro successo questo portale a compiuto questi giorni, quello delle milione di pagine viste, qui bisogna fare una precisazione molto importante che l’amico Scovatore nel ricordarci questo evento non ha voluto evidenziare, il milione di pagine è stato raggiunto dopo nemmeno un anno dalla nascita, ma fino a poco tempo fa il totale massimo delle pagine giornaliere che si potevano vedere è quindi conteggiate era di 1.500, poi passato a 3.000, quindi una volta raggiunta la soglia il contatore virtuale del sito terminava il conteggio, dove ricordo che più delle volte durante la settimana alle ore 14.00 si raggiungeva le 3000 pagine, immaginate fino alle 24.00 quante pagine ancora si potevano contate, adesso avremo superato abbondantemente i due milioni. Questi sono numeri da paura, nessuno è stato capace di creare così in tanto poco tempo questa meraviglia, dove molti del settore è della carta stampata ci invidiano, qualcuno a cercato di imitarci ma i risultati non sono stati del tutto lusinghieri, per il semplice fatto che questo portale è genuino fatto da persone normalissime, dove nessuno si scandalizza per verbi fuori posto e orrori ortografici come il sottoscritto compie frequentemente, qui si parla di caccia, si discute di cani più delle volte anche animatamente dove ognuno resta delle sue convinzioni, ma questa è la caccia, questo e la creatura che Scovatore e Fire hanno voluto donarci, qui non ci sono schieramenti politici, qui non si pubblicizza associazioni che pensano solamente ad intascare i nostri soldi, qui si a la possibilità di dire quello che si vuole, questo è il portale CACCIA AL CINGHIALE . A i nuovi iscritti, i creatori e lo staff del sito porgono il benvenuto, ma voglio avvertirvi , chi partecipa al forum è oggetto di critica o approvazione per quello che si scrive , siamo in mille, siamo tutti con un pensiero e cervello differente, l’importante è il rispetto tra di noi, le offese, gli insulti lasciamoli fuori da questo portale, per una volta facciamo vedere a chi ci SPIA ( Associazioni ambientaliste, Verdi ecc) anche se le nostre idee pur condivisibili sono diverse, che la nostra forza perché rimanga ancora viva la speranza di una caccia migliore, è il rispetto tra di noi, siamo mille iscritti è qualcuno molto tempo partendo da Quarto (GE) riuscivi ad unire l’Italia, questa deve farci capire che ancora siamo in tanti, è possiamo fare molto, forse l’amico Renato, quando ebbe l’dea di creare questo sito a pensato ad un moto di Garibaldi “ Qui si fa I’Italia o si muore”, cioè, cercare di riunire e convergere il mondo dei cacciatori in unica bandiera, per salvare quello che poco ci rimane prima che il DIO PARCO divori tutto, ma adesso pensandoci bene il moto suo ed del amico Arcangelo era “ Questo sito sa da fare”………… Grazie Renato Grazie Arcangelo Grazie tutti mille By Istri
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Il mondo venatorio 03/09/2008 - fireblade74

I DUE RE

Spietati , senza cuore . ignoranti , cattivi , incivili......etc etc Questi sono alcuni degli aggettivi che ci vengono attribuiti a noi cacciatori. Molti di questi modi di descriverci , ogni tanto ci fanno anche piacere perchè richiamano un pò gli istinti primordiali che spesso vantiamo. Esiste però (secondo me) il rovescio della medaglia....mi riferisco in particolare a noi canai. Ci affanniamo , ci incazziamo , senza mai darci pace , nella continua ricerca dal cane perfetto ..del Re del canile...allevandolo con le migliori cure, addestrandolo con attenzioni maniacali, impegnandoci spesso in maniera impagabile. Ecco..., ora abbiamo il nostro Re ....lo salvaguardiamo sciogliendolo a nostro piacere (prendendoci insulti e "sputi" dai nostri compagni di squadra) , lo premiamo e lo accareziamo dopo una cacciata esemplare (prendendoci i complimenti e le strette di mano dei compagni di squadra) e così continuiamo fin quando un giorno...il fatidico giorno....il Re non torna.......ecco il rovescio della medaglia. Lo abbiamo perso..ucciso dal nostro amato-odiato "nemico"! E.....ora??? Certo, ce ne sono altri......ma come quello però!!?? Le lacrime non fanno per noi ...siamo troppo cattivi e spietati per versare lacrime...il rimorso di aver sbagliato qualcosa.....non fa per noi....siamo senza cuore ed ignoranti...noi nn ci possiamo permettere sentimentalismi. Le debolezze dell' anima non fanno parte del nostro mondo.......questo secondo "loro"!!! Quella mattina sciolsi Camillo su una passata buona..faceva freddo...le tracce si ghiacciavano dietro il passaggio del Re della macchia.....ma era vicino......infatti , eccolo che dette i primi abbai decisi....poi il silenzio. Ricominciò, piu sicuro, .....si era piazzato... Dopo che NESSUNO venne a darmi aiuto (per motivi imprecisati) , scelsi di andarci personalmente . Mi accostai nel modo piu corretto , sottovento ..facendomi lentamente vedere dal cane ..appostandomi sul trattoio. D'improvviso , si alzò ...vanendo proprio nella mia direzione.....era grosso....un solo colpo nella zona toracica e cadde.....Camillo si avventò mordendolo ovunque fiero dell ' opera e credendolo esanime....quando iniziò a morderlo sul muso si rialzò.......facendomi sobbalzare ..sparai di nuovo ..ma sparì nel folto con il cane dietro.La seguita durò pochi minuti e cominciò la lotta .....I latrati del cane erano mostruosi ed il rumore del conflitto (rami e frasche spezzate) rendeva la scena ancora più drammatica. Poi tutto tacque. -Dai , abbaia ancora Camillo!!..- pensavo tra me....Aspettavo ancora una volta la voce di Camillo, ma ...invano Piano , piano arrivai nell' arena dove aveva avuto luogo la battaglia..... Lui , il Re della macchia era sdraiato su un fianco , ed il Re del mio canile di fronte , sull'altro fianco...come in un abbraccio...entrambi senza vita! Presi il cane e me lo misi sulle ginocchia genoflesse ,come se in quella posizione potessi riportarlo in vita ......ma l' unica cosa che ottenni furono ..solo lacrime , lacrime per il mio primo cane morto a caccia.....in questo modo morirono I DUE RE!!
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articoli 27/08/2008 - indio

PUNTO DI VISTA

La Caccia al Cinghiale e’ regolamentata in Italia a livello Provinciale in modo diverso, in ogni frazione di territorio esistono delle realta’completamente differenti nel modo di esercitare l’attivita’ venatoria a questo nostro splendito selvatico,il quale secondo me e’ il selvatico che fa’ reggere ancora in piedi l’attivita’ venatoria nel nostro Paese. Quindi merita assoluto rispetto,nel modo di cacciarlo tenendo sempre presente i fondamenti dell’ etica venatoria (Bando assoluto hai bracconieri ) Vista la situazione a cui siamo arrivati nei nostri giorni,persone che amministrano e amminestrano (cosi’ si dice dalle mie parti ) che assolutamente non hanno mai calpestato un filo d’erba,ma col sederino incollato sulla poltrona,dettano regolamenti,decreti,deroghe ecc.ecc.,senza essere a conoscenza delle reali problematiche del mondo che circonda questa disciplina. Poi ci sono i nostri Amici .............. Verdoni, che pur essendo quattro gatti ormai,riescono comunque anche con l’aiuto dei media, a far sentire il loro baccano e far breccia e accaparrarsi consensi dell’opinione pubblica. E noi ????????????? Restiamo affacciati alla finestra a guardare impassibili ???? Aspettiamo che le cose cambino in meglio per volonta’ Divina ???? Accettiamo tutto cio’ci viene imposto dai nostri Illustrissimi che dirigono le stanze dei bottoni???? Dobbiamo incominciare anche noi a far sentire la nostra voce e a far valere le nostre ragioni , visto che paghiamo le tasse come tutti ,con onesta’ e sacrificio per mantenere viva questa attivita’ e viva la nostra passione, con la stessa forza d’ animo che ho riscontrato leggendo le varie discussioni che si sono accese nel nostro forum sin dal primo giorno che mi sono iscritto a questo splendido sito. e non e’da meno in questi ultimi giorni l’argomento e le diverse opinioni sul quesito , se giusto o no l’abbattimento del selvatico da parte del canettiere. Discussione sicuramente molto interessante a cui non ho voluto partecipare di proposito Solo per il semplice motivo che serpeggiava nella mia mente l’ imminente uscita di queste mie poche righe per esprimere la mia opinione sul sopra citato argomento Con la premessa che, come molti che mi conoscono , sanno che sono per il rispetto assoluto delle opinioni altrui. La Caccia al Cinghiale e’ un attivita’ ormai ben radicata in quasi tutto il territorio Nazionale. E’ un attivita’ che ha anni e anni di storia alle spalle ed in alcune regioni , vedi la Toscana , e’ una tradizione molto consolidata , che si tramanda da una generazione all’altra. Ma ogni realta’ locale ha delle differenze nelle regole e nel modo di cacciare il Re del Bosco. Come gia’ evidenziato in un mio precedente articolo (???? Cinghialaro ) secondo me , e ripeto e’ sempre e solo un mio parere ,opinabile da ciunque consigli e critiche sempre ben accette se rientrano nei canoni dell’educazione e rispetto di ognuno di noi anche se non ci si conosce di persona , Il filo conduttore in questa attivita’ e’ il lavoro di squadra, dove tutti hanno il proprio ruolo e la propria importanza e dove regni la vera Amicizia in tutti i componenti. Ognuno di noi e’ fondamentale per la riuscita di una bella battuta di Caccia Sono piu’ di trenta anni ( ventisette di licenza )che girovago per boschi , ho cacciato il cinghiale in diverse realta’ Italiane Toscana in primis,Lazio Abruzzo ed attualmente ormai da quasi otto anni in Umbria, sia stando di posta che correndo dietro ai Cani Ed interpreto la Caccia al cinghiale in un momento di aggregazione tra Amici veri e un divertimento per tutti , dove tutti e ripeto tutti i componenti devono collaborare allo stesso modo , ognuno per il proprio ruolo (al bando i cacciatori della Domenica) Canettiere , Tracciatore, o Postaiolo che sia. Non e’ importante chi spara il selvatico, se il canettiere e’ a tiro sull’animale e ritiene opportuno di abbattere il selvatico, perche’ quella situazione richiedeva cio’ , e’ bene che sia cosi’, il fine ultimo e’ il risultato del gioco di squadra. Sottolineo sempre e assolutamente nel rispetto delle regole interne della squadra e nel rispetto assoluto del selvatico come l’etica venatoria ci impone in cuor nostro. ( al bando i furbetti ..... ) L’ importante e’ partecipare per un unico obbiettivo condiviso da tutti , e dove tutti danno il proprio contributo per il raggiungimento del risultato . In una Finalissima di calcio la coppa la vince la squadra e non il singolo , e non e’ importante chi fa goal,attaccante o difensore che sia . Un Caro Saluto a tutti By INDIO .
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Caccia al cinghiale 01/08/2008 - istriano

IL RONALDINHO DELLA MAREMMA

Per chi segue il calcio sa bene che ogni estate la fa da padrone il tormentone del calcio mercato, campioni presunti o tali vanno a giocare (per soldi) nelle squadre del loro cuore, pagati fior di milioni di euro, per non parlare poi del loro misero stipendio, ma chi svolge queste operazioni di mercato, veri business per le tasche delle società, sa bene che comprare il campione della Gallura “Istrianos” non porterà nessun beneficio, ed ecco allora tentare un nome è anche campione dove gira intorno a lui una vera fiera di gaget,libri, dvd, cd, maglie, barzellette ed ogni cosa che crei denaro, il Milan queste cose le capisce bene, ed ecco invece che comprare come da ammissione del Vice Presidente Galliani un giocatore come Adebayor, giovane è di ottime qualità, ma dall’impatto mediatico “zero”, prendere uno più maturo come Ronaldinho dove le sue forme sono simili ad un carrozzone con all’interno, dvd, cd, libri, cartoon animati, maglie, insomma una vera miniera per le casse del Milan, sia ben chiaro è anche un ottimo giocatore, ma sicuramente rende meglio la sua immagine che le sue prodezze calcistiche. Per qualcuno questo si chiama moda, cioè ingaggiare dei campioni per poi ricavarne il triplo nella vendita di gaget libri ecc. Nel nostro mondo più povero di euro, i nostri campioni da impiegare si chiamano cani, miriadi di razze tra conosciute e non, tutto con un solo scopo, cacciare il cinghiale, anche qui si cerca sempre il “campione”, infatti anche nel nostro mondo possediamo il CANEMERCATO, la vendita è l’acquisto di veri fuoriclasse sul cinghiale, dove ognuno cerca di comprare ho vendere i migliori cani, ma bisogna competere su un mondo dove la concorrenza di veri PROCURATORI CANINI è molto spietata, ogni giorno nascono nuove razze, prima meticci adesso magicamente razza, si cerca di commerciare il tutto a discapito più delle volte della razza quella vera, ed in generale del buon cane, pur di guadagnare centinaio di euro, verso quelle persone più soggette alle novità che alla qualità. Questo è successo al sottoscritto, nel 2003 ero in possesso di una discreta muta di Arigeois, nel mese di Gennaio, effettuai alcune battute in Sardegna al mio paese natale, la squadra rimase “abbagliata” per questi cani, le loro voci nel cacciare il cinghiale echeggiavano nel folto della macchia sarda, ma io sapevo benissimo il valore dei cani, ed era “discreto”, nulla che potesse farmi capire che ero in possesso di campioni, invece per i miei amici paesani erano la novità che molti aspettavano. Nell’estate partorirono le mie tre cagne per un totale di 30 cuccioli!!!! Furono tutti in parte regalati ed in parte venduti in Sardegna, se invece di 30 fossero stati 100 in quel periodo sarei diventato milionario. Questo e per farvi capire come una novità di una razza, anche se stiamo parlando di una specie antica come l’Arigeois benché i genitori fossero dei mediocri cani se in mano a gente senza scrupoli si può guadagnare tanti bei soldoni. Questo purtroppo a mio avviso sta avvenendo in una “razza” il maremmano, cosi bisogna chiamarla che in Italia ha raggiunto il livello massimo di notorietà, usando da chi la commercia è NON POSSIEDE, aggettivi che a mio avviso a volte rasentano il ridicolo, con successi del 95% su ogni cucciolata, (meglio non commentare), sono convinto che cani insuperabili di qualsiasi razza siano non esistano, come non esistono cuccioli di perfetta riuscita con tanto di garanzia ISO 90100, ma per questa gente sembra che nel maremmano ho presunto tale questo sia tutto possibile, premetto prima che qualcuno si scaldi, che non ho nulla in contrario a chi usa questi cani, dove come detto più volte dal sottoscritto se impiegati nella loro zona di nascita siano dei ottimi ausiliari, visti al di fuori della maremma bisogna SELEZIONARE e pure tanto. Ma il mio discorso è un altro, ognuno è libero di usare l’ausiliare che crede ed io non voglio certo criticare chi usa il maremmano, su questo non scherziamo, il mio pensiero è rivolto a chi invece commercia e vuole far credere che siamo di fronte ad una razza di radici antiche è ben fissate, invece di antico in questi cani attuali ci sta ben poco, se non aver pure loro rinsanguato con i soliti segugi Italiani, Francesi Terrier e chissà quale altra razza. La storia parla chiaro, questi cani venivano usati nell’antichità per la caccia al cinghiale nella maremma toscana, da alcuni nobili ma anche da tanti contadini del luogo, cani che al quel tempo vivevano per la maggior parte “liberi” da catene, e liberi di accoppiarsi con qualsiasi cane li venisse a tiro, quindi se iniziamo a parlare di razza antica qualcosa non quadra. Attenzione ho usato la parola “razza”, per sottolineare che, anche se validi cani sul cinghiale, non siamo di fronte ad una linea di sangue ben fissata, ma ci troviamo di fronte a vari soggetti di natura incerta…….Come accennato in un suo articolo Bracco, ricorda bene che questi soggetti sono stati rinsanguati con cani di razza, Segugi Italiani , Francesi ecc, ma ricordando pure che anche il segugio Italiano è stato rinsanguato con il Francese, per non parlare poi di quest’ultimi un casino totale di sangue, conclusione ma di che razza antica di cani dobbiamo parlare allora?? Il maremmano, è un meticcio con sangue Italiano, mischiato al Francese, con il Terrier!!!! Ma scusate alcuni VENDITORI di questi cani non dicono che siamo di fronte ad una razza antica e tutta Italica? Perché se cosi fosse, allora qui bisogna riconoscere il Gallurese, il Barbaricino, (zone della Sardegna) e tutti quei cani meticci che venivano impiegati sul cinghiale nell’antichità in Sardegna, incroci su incroci, basta guardare le foto dei maremmani, sia tigrati, rossi, neri,tricolori, lisci, a pelo forte ecc, per farmi ricordare che da bambino di questi cani ne vedevo a bizzeffe in Sardegna ma anche se validi erano sempre dei meticci. La Toscana ed in particolare la maremma durante il periodo di caccia al cinghiale, e frequentata da moltissime persone provenienti da tutte le parti d’Italia, invitate chi gratis chi a pagamento a cacciare il cinghiale, qui nulla da dire, anzi bisogna dare merito a chi a pensato di trarre qualche soldino per la squadra da persone non del luogo, ma allo stesso tempo altri, hanno pensato che tutta questa gente proveniente da tutto lo stivale possa essere un ottimo passaparola per pubblicizzare una “razza” di cani. Ed ecco che nasce l’idea di riconoscere la razza maremmana come cane da impiegare nel cinghiale, con tanto di standard, è appreso il carrozzone modello Ronaldinho, libri a valanga, cd, su ogni rivista si contano una decina di VENDITORI di questa razza con tanto di intervista dove hanno la faccia tosta “alcuni” di dire che hanno sempre impiegato ed allevato questi cani, sono solo BALLE, io compro riviste da caccia da quando avevo 10 anni, è molti di questi prima allevavano altre razze, tipo il BEAGLE ecc. Il vero cane della maremma, quello VERO è in mano a gente normale, contadini, vecchi del luogo, che da generazioni hanno ereditato questi cani, è quelle linee di sangue, senza immissione di altro sangue , senza badare al color tigrato, invece che quello nero, ma cercando solamente una cosa, la capacità di cacciare il cinghiale nel folto della macchia maremmana, questi sono i veri cani della maremma, questi sono i cani che fanno veramente far correre il solengo, il resto è moda, è capacità di vendere un cane dopo tre cucciolate come un cane di razza con tanto di allegato DVD. In questo a colpe anche la Pro Segugio che ha voluto questo, ma di fronte all’euro tutti cedono, invece di tutelare questi a cani, è quelle persone che con sacrifici nel tempo hanno impiegato ed allevato i veri cani della maremma, ha autorizzato uno scempio totale con il riconoscimento di qualsiasi cane avesse la coda mozza, senza testare SINGOLARMENTE le vere capacità di quei cani sul cinghiale. Ma non dobbiamo stupirci più di nulla, il calcio insegna che un nome, una fama che uno si porta dietro può farti diventare ricco, oltre che famoso, è quindi prepariamoci, in maremma ci stanno tanti Galliani con una marea di Ronaldinho, pronti a farci sognare stravolgenti canizze. BUONE FERIE A TUTTI. By Istri.
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articoli 26/07/2008 - fireblade74

L' ODORE DI UNA PASSIONE

D'estate i miei genitori, oberati dal loro lavoro, mi portavano a trascorrere le vacanze a casa dei miei nonni, i quali godevano di un posto di rilievo in una famosa Az. Agricola nella zona dell'oggi noto Parco dell'Uccellina. Il capo dei butteri, un certo Sandrone, fece subito colpo su le mie bramosie di bambino e mi portava spesso con se a cavallo, mi metteva davanti a lui, sull'arcione della Bardella.Sandrone era un uomo grosso, alto, bruciato dal sole con un cappello legato sotto la gola, nato e cresciuto tra le bestie, delle quali conosceva ogni abitudine. All'epoca io avevo 7/8 anni ed era per me una sensazione mai provata..violenta..ma dolcissima..uomini gentili nella loro rudezza , di poche parole ma di un' ospitalità sacrale. Sono impresse nel mio ricordo le macchie di marruche, gli acquitrini, il colore intenso dei campi, l'azzurro del cielo, l'immensità di quella terra accecata dal sole. In particolare una cosa, che mentre sto scrivendo,mi pare di sentire..tanta è l'emozione...gli odori......non il profumo della macchia ,o quello della terra smossa ,o quello dell'erba bagnata. In quella zona la terra... puzza di marcio..di morte, l'odore di una terra malata dove regnò la malaria. Ma nonostante tutto , io sentivo di far parte e di amare questa terra. Conobbi tanti "personaggi" dal Buttero al bracciante ed ognuno costituiva un mondo fatto di esperienze antiche e di pensieri profondi, forse affinati dalla solitudine. Le storie che giravano intorno ai bivacchi evocavano figure di briganti e grandi cacciatori di cinghiali, come affascinanti eroi della maremma. Ogni tanto Sandrone mi portava a fare dei giri nella macchia vicino alla fattoria.....li il silenzio era assordante, solo il ronzare degli insetti.....lo spettacolo per me,era sempre stupefacente....una continua scoperta di visioni fugaci:lo scattare di una lepre, il fragore improvviso della levata di un fagiano il partire ovattato dei colombi. Senza parlare Sandrone, mi indicava la rimesse dei cignali, tronchi consumati dallo sfregamento, i trattoi ...e le radure dove avevano lottato i tori maremmani. Una mattina , mi svegliai che era ancora buio..ed incuriosito dal chiacchierio dei vaccari, misi in "croce " i miei nonni perchè volevo scendere con loro..per vedere cosa facevano. Tanta fù l'insistenza che mia nonna cedette....Dopo le varie raccomandazioni di nonna Elena, Sandrone mi portò con se. Camminammo un bel po a cavallo..poi ci addentrammo nella macchia ..non era ancora giorno. C'era una leggera nebbiolina...Sandrone mise il cavallo sottovento e mi disse di stare zitto e di non fare rumore. Ad un tratto sentii sulla mia spalla la pressione della poderosa mano di Sandrone e poi indicarmi un punto preciso nella macchia, al limitare dello stagno che avevamo raggiunto.Gli arbusti si stavano muovendo ed ecco apparire....neri..i cignali, sospettosi poi sicuri , sgrufare nella melma , avvoltolarsi...rissare. Un rumore improvviso li fa allontanare in un lampo con la coda ritta.....sparirono nel folto. Stavano arrivando i tori all'abbeverata. Il rientro si svolse in silenzio ancora sotto il fascino di quell'incanto.............. Sandrone , si era accorto del mio grande interesse per queste cose sin dalle prime uscite insieme ma..si accorse anche che stavo cedendo.........il sonno perso ...si faceva sentire e mi ricondusse a casa. Mi addormentai subito e sognai...sognai i cavalli al galoppo , il rumore delle cornate dei tori , i cignali nella macchia , i graffi delle marruche....i tramonti rossi , infiniti , sul mare .....gli odori della mia terra che non mi hanno mai abbandonato..... come il sogno...... dal quale non mi voglio mai risvegliare........ Mi chiedo.....potrà un bambino , oggi , riconoscere l'odore della propria passione ? Ciao M 70
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articoli 11/07/2008 - istriano

LA FAVOLA CHE ,,,,, NON CE' PIU'

L'altro giorno mi trovavo dal mio amico Marcello grande cacciatore di cinghiali, anzi direi maniaco, lui di professione fa il barbiere, quando vai dal suo negozio non trovi le solite riviste di gossip, ma solo riviste di caccia di qualsiasi tipo, per non parlare poi dell'interno tra i due specchi vi è posto un cinghiale con delle difese da paura, insomma chi viene qui a farsi i cappelli per forza deve essere cacciatore, altri non se ne vedono, e non sono graditi. Mentre aspettavo il mio turno leggevo su di una rivista del settore della caccia, come viene effettuato il prelievo selettivo all'interno del Parco Nazionale dei Monti Sibillini, l'estensore dell'articolo parte da una lettera di protesta da parte di un cacciatore il quale lamentava delle presunte irregolarità commesse dai selecontrollori ( non ci posso credere) del Parco dei Monti Sibillini, il tutto è dovuto al loro operato come l'abbattimento di femmine gravide o in allattamento senza controllo da parte di organi competenti, questo già qualcuno di noi aveva già denunciato, ormai e una consuetudine della categoria e di chi si serve di questi presunti sceriffi della foresta, il bello amici deve ancora venire leggete quello che il direttore del parco dice, sgocciola i dati in pompa magna, alla faccia di noi poveri cacciatori, dove oltre pagare il tutto e l'impossibile, perseguitati da Rangers, Sceriffi, dobbiamo accontetarci di quattro cinghiali rimasti VIVI alla loro MATTANZA non certo alla nostra.” In cinque anni sono state effettuate circa 9000 giornate-operatore, un anno e composto da 365 giorni moltiplicato per 5 da il totale di 1825, quindi per arrivare a 9000 mancano 7175 giorni, quindi presumo che i selecontrollori operino all'interno del parco H24, ALLA FACCIA DELLA TRANQUILITA' DELLA FAUNA, all'interno del parco aggiunge il direttore vi è una popolazione stimata di cinghiali sui 2500, ma un paio di anni fa era di 8000, ecco perchè operano H24, UNO STREMINIO, noi invece di dobbiamo accontentare di 50 cinghiali quanto basta, il metodo per la l'abbattimento e semplice, ci sono sette selecontrollori, aggiungiamo noi quelli riconosciuti, poi vi sono gli amici degli amici e cosi via, questi riescono ad STERMINARE 150 cinghiali al mese, attenzione aggiunge il direttore del parco SENZA SOTTOPORRE GLI ALTRI ANIMALI DEL PARCO AD ECCESSIVO STRESS, qui credo si sia superato il ridicolo, all'interno del parco si trovano sette nuclei di lupi, ma visto la carestia di cinghiali, quelli servono per altri scopi si accontentano del mangime x i cani quello di marca s'intende, di lupo c'è rimasto solo la favola di cappucceto rosso. Continuando nella sua frenetica esposizione dei dati, riferisce che il cinghiale più grosso abbattuto è stato un maschio di 150 Kg, record dice lui, gli altri saranno mica femmine il allattamento ho gravide? L'estensore del articolo finisce l'intervista, meno male diciamo noi, inizia a raccontare come viene effettuato l'abbattimento di un capo individuato dai sele, dopo essersi appostati in un punto già prestabilito, aspettano l'arrivo dei SACRIFICATI di turno, all'improvviso ecco apparire un branco di cinghiali, individuato il capo branco una grossa femmina decidono di ABBATERLA, ma mi chiedo io è se questa e gravida? E' se sta allattando? Ma chi se ne frega io gli sparo avrà detto TEX WILLER, infatti così avviene ma sicuramente la mira a volte non è infallibile, sbaglia la grossa femmina, imprecando contro il fucile, “FIRE AGGIUNGI FRA LE PADELLE NEL SITO”, dulcis infundu se per disgrazia un animale viene ferito bisogna sperare che lo stesso si insogli nei pressi del luogo dove è stato colpito, in quanto i cani qui sono VIETATI, neanche un hannoveriano o bavarese, legati con un metro di corda tripla possono cercare di recuperare l'animale ferito, no si preferisce farlo CREPARE di STENTI , NON COMMET. Mi fermo qui, non voglio continuare, ma se mi permettete aggiungo che nella fantasia dei bambini il parco è considerato come un luogo dove animali possono vivere tranquilli senza essere sterminati dal cattivo uomo, il lupo predatore contribuisce a regolare eventuali eccessi, invece vengo a sapere che il lupo da predatore e diventato domestico, mangia mangime, all'interno del parco si spara H24 365 all'anno, creando quella tranquillità che i nostri amati ambientalisti tanto imprecano, BASTAAAA, animali scapate dal parco la vostra tranquillità e fuori qui troverete mute di cani che vi faranno correre, troverete gente che vi padella dalla mattina alla sera, e non sparano ad un animale fermo immobile mentre sta mangiando tranquillamente, noi siamo leali con voi, loro NO, viva il parco, viva le favole dei bambini, ma anche queste come vediamo stanno cambiando, stasera prima di addormentarsi racconterò a mio figlio, “ Cera una volta tanto tempo fa............................................... la fine scrivetela voi. Ciao Istriano. PS L'intervista al Direttore del parco è stata tratta dalla rivista Caccia al Cinghiale nr.20 del periodo Luglio Agosto 2004.-
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articoli 20/06/2008 - scovatore

I MALFATTORI

Leggendo i vari interventi di voi amici sul forum di questo sito mettendo in contrapposizione razze diverse di segugi e in primis del maremmano essendo attualmente sicuramente il segugio piu reclamizzato delle razze per cacciare la bestia nera, io da cinofilo prima e da cacciatore poi non posso far altro che confermare il tutto,ma con riserva di dedizione e profondo rispetto verso questa gloriosa razza italiana, attenzione dico italiana non maremmana, affinché tutto il grande lavoro fatto dai vecchi cacciatori maremmani non vada perso o reso inutile da quattro scellerati che per far cassa non esitano a vendere anche la madre al camposanto.Amici in questo ultimo decennio la caccia al cinghiale in italia ha conosciuto un’evoluzione grandissima.siamo passati in zone del territorio nazionale dove il cinghiale era sporadico a una vera e propia invasione ,e in altre dove non era stato mai presente, vedi la sicilia: incomincia ad essere presente in forma rilevante. Questo fattore ha scatenato la ricerca del segugio da cinghiale a tutti i costi,accoppiando incrociando, cani di tutte le razze e di tutte le latitudini,in mezzo a questo ingorgo di razze e non, sicuramente è stato coinvolto il nostro maremmano,non è colpa del contadino di maremma se questo cane è stato bersagliato dai media ,ossia giornali e riviste ,per portarlo a conoscenza di tutti i cinofili,ma nello stesso tempo qualcuno sotto,con quattro cagne vendeva centoventi cuccioli anno. Da dove arrivano questi cuccioli? Chi lo dice che sono maremmani? Non certo per la coda tagliata spero!Chi ha riconosciuto questi cuccioli come maremmani? Amici cinofili e cacciatori spero che se qualcuno non avesse capito in queste due righe cè tutta la verità di un vero e propio attentato perchè cosi lo dobbiamo chiamare a una gloriosa razza usata e conservata con maestria e orgolio dai vecchi di maremma,e a loro va tutto il mio rispetto da cinofilo prima e di uomo dopo.Cinofili noi sappiamo chi sono questi personaggi,anzi molti li conoscete personalmente,altri li conoscono per sentito dire,altri perche ci hanno sbattuto il muso,ma non conta siamo tutti sulla stessa barca, non permettiamo che gente senza scrupoli ed accattona possa continuare questo scempio sù una nostra razza.giusto a tittolo informativo vi dico l’ultima.l’enci ha sospeso i riconoscimenti per quanto riguarda il maremmano,segno che quello che si è fatto non è sicuramente con quello pronosticato dagli enti.Ma questo puo essere anche una grande fortuna per noi cinofili,salvare questo grande segugio dalla distruzione.Ma a voi tutti amici rivolgo un appello, questi signori malfattori che tutti conosciamouna volta per tutte,METTIAMOLI AL BANDO. Ciao amici scova,
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articoli 28/04/2008 - istriano

SLAVOMANIA.....

Il mondo è proprio cambiato, prima ci stavano le due grandi super potenza, con annessi vari stati, noi italiani facevamo parte della Nato (PRO Stati Uniti d’America) paesi area Ovest, aderivano quelli che non condividevano il comunismo, anche se in Italia è sempre esistito, poi ci stavano quelli che facevano parte del cosiddetto patto di Varsavia (PRO URSS) paesi area Est, queste due super potenze hanno dato fino alla caduta del muro di Berlino alla cosiddetta “guerra fredda”, una contrapposizione bellica, a chi poteva costruire ed armarsi di armi nucleare, con i vari servizi segreti schierati CIA e KGB, per studiare le mosse del “nemico” ma il buon senso a prevalso, e se siamo ancora qui che raccontiamo le nostre avventure è la dimostrazione, che il male viene da tutt’altra parte (terrorismo islamico). Uno stato che sempre a generato curiosità nel sottoscritto è stata la ex Jugoslavia, confinante con l’Italia, comandata dall’allora dittatore Tito, quest’uomo bisogna ricordarlo a sterminato più Italiani lui solo che i tedeschi durante tutta l’occupazione nazista, ma oltre a macchiarsi di veri stermini (foibe), ho pulizie etniche è stato l’unico a non parte della Nato o del patto di Varsavia, ma essere promotore di un movimento dei non alleati, riuscendo a far convivere con la dittatura all’interno della Repubblica Socialista Federale di Jugoslavia, varie etnie e religioni diverse (Croati-Serbi-Kossovari-Macedoni). Ma oltre ad essere un dittatore , era anche un grande cacciatore, dove pare che si faceva creare fucili a posta per lui per cacciare cervi, orsi e cinghiale dalla nostra Italianissima Beretta, impiegando esclusivamente cani appartenenti alla Repubblica Socialista Federale, questo mi porta a pensare che il detto “il cane e come il padrone”, in questo caso calzi a pennello, sicuramente per accontentare un personaggio del genere bisognava adoperare cani dal temperamento uguale al suo, cioè sanguinari. Quando mi capita di sentire che qualche appartenente al sito, chiede al nostro Kapo Scovatore informazioni sulle razze slave perché intende cambiare razze, ho provare queste razze, e lui si appassiona nel descrivere come cani non facili e dal temperamento non certo “tranquillo” mi viene da sorridere, per il semplice fatto che qualcuno che di cani non capisce un fico secco, dirà ecco il solito megalomane che per pubblicizzare una razza ne esalta pure quello che non hanno. Amici quello che dice Scovatore sulle razze slave e puramente verità, forse a mio parere dovrebbe esaltarne ancora di più, mettendo in risalto il carattere non certo facile, con questo non voglio dire che chi alleva queste razze siano dei super uomini, e chi non gli alleva delle minchie secche, ma è giusto mettere in risalto i pregi e i difetti di chi per la prima volta si vuole cimentare nell’allevare queste razze. Intanto nella ex Jugoslavia esistono più di dieci razze riconosciute, a noi interessano le più comuni e le più note in Italia, lasciando da parte quelle meno conosciute ma dal temperamento e carattere ancora più sanguinario di quelle note. L’Istriano, il Posavatz, Segugio Serbo, Tricolore, queste sono quattro razze ben distinte tra loro con caratteri, geni ben fissati, non esiste il grand, il petit, il basset come i nostri cugini Francesi, ma solo per l’istriano una variante a pelo forte, ma dal indole uguale, già questa prerogativa e differenza fra le altre razze impiegate per il cinghiale già si può notare fra le mura domestica, se uno credo di tenere un gruppo o solamente un cane di razza slava dentro un semplice recinto con rete e pali in legno, e pavimento in terra che invece di cemento, già qui parte male, vi accorgerete che la vostra rete dopo due giorni non esiste più perche sarà “masticata” totalmente, il secchio di plastica dell’acqua sarà ridotto a colabrodo, ci saranno delle vere gallerie modello fuga da campo di concentramento, per non parlare delle cucce. Già questo sarà il vostro primo esame da superare, la rete dovrà essere doppia, con il primo strato quella che si usa per fare i pavimenti in “ferro” a quadretti piccoli, e chiusura in alto (ho visto istriani arrampicarsi modello scimmia) pali in ferro, il secchio dell’acqua rigorosamente di lamiera legato con il fil di ferro alla rete, per quanto riguarda il pavimento se non ci sono possibilità di farlo in cemento, ricordatevi tutti i giorni di “tappare le gallerie”. Altra cosa fondamentale e il cosiddetto capo branco, cioè la supremazia del più forte sul più debole, il mio consiglio e di mettere maschio e femmina assieme, mai due maschi, rischiate di trovare i cani completamente sventrarti se non a pezzi, sono litigiosi fra loro e MAI il più debole accetta la sottomissione, in special modo durante il periodo della caccia chiusa dove il nervosismo della CHIUSURA gli rende irascibili tra di loro, poi ci stanno anche le eccezioni, ma potrebbe essere solo un caso. A caccia sanno fare egregiamente il loro mestiere, sono cani da carniere, veloci nello scovare, tenaci nella seguita, con la giusta aggressività sul cinghiale, senza aggredire o forzare l’animale, tenendosi a giusta distanza dalle cariche del solengo, non sono indicati per persone pigre e dal temperamento buono, chi intende cimentarsi nell’adoperare questa razza deve sapere il fatto suo, sono anche pochi indicati in mute non omogenee, mollare assieme un Petit e un istriano si rischia di perdere solo del tempo, e come se in una pista corresse una ferrari con una cinquecento. Altra cosa molto importante se decide di adoperare una muta, insieme sono molto pericolosi sul cinghiale, si fanno coraggio tra di loro e potrebbero forzare l’animale con qualche conseguenza all’inizio per qualche cane, ma con poche speranze per il cinghiale dopo. Queste sono solo alcuni pregi e difetti di questi cani, bisognerebbe parlare della specifica razza per capire meglio di cosa stiamo parlando, ma già è stato fatto più volte su questo portale, a noi non ci resta che esaltarne le doti, ma nello stesso tempo mettere in guardia chi si vuole avvicinare per la prima volta a questi cani, il successo se di questo vogliamo parlare non è dato certo dalla pubblicità da giornali, riviste o commercianti della domenica, ma è il risultato da chi lo adopera e lo impiega a caccia, chi a visto cacciare gli slavi so di cosa stiamo parlando, poi naturalmente ci stanno quelle persone che preferiscono accostamenti da urleur, orecchie lunghe, voci tonanti, lo stesso fanno fare carniere, ad ogni uno il suo cane, ed il suo modo di cacciare e di come intende esercitare la passione della caccia, Tito nella sua sanguinosa dittatura viveva nel lusso, cambiava in continuazione Ministri (sparivano), macchine, yacht, donne, possedeva di tutto ma in una cosa non trasgrediva, nella caccia i cani dovevano essere rigorosamente appartenenti alle razze della Repubblica Socialista Jugoslava è dal temperamento SLAVO, pena la sparizione, prima il cane e poi il padrone, da qui è nato il temperamento delle razze slave, e con esso la passione per la SLAVOMANIA… By Istri.
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articoli 08/04/2008 - SOLENGO

ZARA

Precisamente un anno fa ho scoperto casualmente questo straordinario portale, ho subito iniziato a comunicare con i primi iscritti, per gli ultimi arrivati: adesso siamo quasi 700 ma un anno fa eravamo appena agli inizi con pochi iscritti, ho subito conosciuto quel matto (in senso buono ovviamente) di PASSATORE, e poi a ruota tutti gli altri, non per ultimo ho conosciuto SCOVATORE nonche’ il nostro carismatico KAPO, pur non avendo mai parlato con lui ma solo chattato ho subito percepito la sua grande passione per la caccia e la sua GRANDE conoscenza di tutto cio’ che fa parte di quel mondo, in particolare ho percepito la sua grande conoscenza della cinofilia e in particolare dei segugi, notando che era appassionato di segugi slavi ho iniziato a leggere i suoi forum e i suoi articoli sempre molto esaudienti ed interessanti per uno come me che e’ alle prime armi col segugismo ed ha sempre sete di informazioni nuove, E’STATO SCOVATORE A FARMI CONOSCERE LA REALTA’ DEI SEGUGI SLAVI e io non posso far altro che ringraziarlo temedo pero’ di non essere in grado di sdebitarmi con lui. Perche’ tutti questi elogi e ringraziamenti ad una persona che ho visto solo una volta in vita mia e con la quale ho parlato solo virtualmente? Ve lo dico io perche’. Perche’ scovatore pur avendomi incontrato una sola volta nella sua vita e pur avendo parlato con me solo virtualmente si e’ prestato per me, ed e’ grazie a lui se sono riuscito a venire in possesso di 3 meravigliosi segugi slavi.Tra questi 3 una mi ha particolarmente stregato ed e’ una cucciolona di segugio serbo o razza piu’ comunemente conosciuta come SEGUGIO DEI BALCANI di nome ZARA. Questa stupeda cagnetta e’ entrata a far parte del mio gruppo ( la muta non la ho per adesso, speriamo in futuro….) di cani da due mesi circa. Embe’ che c’e’ di strano? Di strano niente………mi ha colpito il carattere della mia cagna……..anzi………mia non e’ ancora ma lo sta diventando a poco a poco e non perche’ la pago a rate ma perche’ sto conquistando la sua fiducia un po’ per giorno, tutti i giorni un po’ di piu’, nel primo mese di permanenza a casa mia non si faceva nemmeno toccare da me, in passato scovatore mi aveva detto che i balcani sono cani con una fortissima personalita’, adesso lo sto provando sulla mia pelle, non so se il mio e’ un esemplare particolare ma sicuramente e’ un esemplare MOLTO difficile, all’inizio ho avuto grossi dubbi su la sua futura riuscita come cane da cinghiale, il giorno che l’ho mollata in recinto DA SOLA a soli 7 mesi mi sono dovuto ricredere alla grande.Quella cagna mi ha stregato, abbaia a fermo come un cane vecchio, ma di quelli buoni, scagna sulla pastura, ha una voce di una potenza che mi gela il sangue nelle vene e non ha paura di niente. Non avrei mai creduto, i primi giorni non gli avrei dato 100 lire. Adesso la sto conquistando, per me e’ una sfida e se riusciro’a conquistare a pieno la sua fiducia quella cagna sara’ MIA. Con queste righe il mio intento e’ sato quello di comunicare a tutti gli amici del sito le mie sensazioni in merito alla conoscenza di questo portale e la mia passione per i cani piu’ che per caccia in se. Spero di esserci riuscito perche’ io non sono mai stato bravo a scrivere. Un RINGRAZIAMENTO DOVEROSO DA PARTE MIA agli ideatori di questo sito e a tutti gli iscritti che quotidianamente contribuiscono alla crescita della NOSTRA comunita’ DI CACCIATORI UN SALUTO DA SOLENGO
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articoli 27/03/2008 - istriano

IL POLITICO....

In questi giorni stiamo assistendo ad un bombardamento attuato da i nostri politici che con ogni mezzo a loro disposizione, per riproporsi come i salvatori della patria, infatti basta girare su qualsiasi canale, sia che pubblico che privato per assistere ad un vero mercato di cazzate, ognuno a la sua ricetta per far si che si lavori meno, si guadagni palate di soldi, la pensione venga concessa a tutti dopo dieci anni di lavoro, non esista più delinquenza si possa tranquillamente passeggiare durante le ore serali nel quartiere più malfamato della nostra penisola senza che nessuno ci riempia di botte o violenti la nostra compagna per cinquanta euro, insomma questi cuochi, maghi, venditori di parole, hanno tutti gli ingredienti per far sì che questo avvenga, in cambio chiedono solo una cosa il nostro voto. Ho pensato se basta così poco per far in modo che si viva bene senza nessun problema, accidenti io li voto tutti, ma scherziamo con il mio voto salvo la patria, il mio amico politico si batterà come un leone, lavorando giorno e notte senza tregua fino all’esaurimento delle sue forze pur di renderci tutti felici, cavolo in quaranta anni non avevo mai pensato che una semplice x posta su di un candidato o partito salvasse la nostra bella Italia………….drinnnnnnnn, azz la sveglia, sono le 05.00 devo alzarmi per andare a lavorare, ma allora stavo sognando, no non ci posso credere era tutto un semplice sogno, il mio voto, la mia x non servirà a nulla, rimarrà come prima forse cambiare schieramento politico ma la minestra sarà sempre la solita, quelle frasi che leggevo sui cartelli elettorali tipo “ Alzati Italia, Voltiamo pagina, Non tocchiamo i valori”, e altre minchiate rimarranno solamente delle parole per riempire un cartellone in bianco, infatti cambiano i partiti, i colori ma le facce quelle sono sempre le medesime da quando sono nato, è allora queste famose ricette propiziate con maestria da i nostri amici politici a cosa servono, forse basta scrivere e dire alzati Italia, voltiamo pagina per rialzarci e voltare pagina veramente???? Ma prima questa gente dove stava?? Basta sono stufo, vado a lavorare oggi mi aspetta una lunga trasferta, prima però compro il giornale così nell’attesa che il nostro “amico” deponga le sue confessioni ammazzo il tempo istruendomi, tanto mi pagano anche per questo, ma oggi l’unico quotidiano che ci sta in edicola è………….questi non scioperano mai, chissà a cosa serve scioperare poi, i cosiddetti SINDACALISTI quelli che dovrebbero battersi con ogni mezzo perché noi poveri lavoratori ci vengano corrisposte 50€ in più al mese, dopo essersi battuti da veri eroi stanchi delle lotta con il governo di turno pensano bene di diventare pure loro POLITICI, ho forse prima non lo erano??? Uno addirittura e diventato presidente del Senato, uno sindaco, uno ne carne ne pesce, altri sono in lista di attesa per diventare qualcosa… non mi resta che iniziare a sfogliare il giornale, vediamo un po’ cosa scrivono di bello oggi, azz come titolo non c’e male PAPPONI DI STATO, sottotitolo La carica dei raccomandati, un deputato eletto nella scorsa legislatura racconta in prima persona con tanto di fotocopie sul giornale dei privilegi che la casta pulita e limpida dei nostri governanti viene concessa. Amici non ci posso credere, più leggo è più ho un senso di nausea e vomito per quello che questi cialtroni nulla facenti usufruiscono sulle nostre spalle, ecco perché tutti si candidano, tutti promettono, tutti hanno la ricetta migliore per salvare la nostra bella Italia, finalmente sono riuscito a capire le mie tasse dove vanno a finire, finalmente sono riuscito a capire perché dovrò lavorare quaranta anni prima di andare in pensione, e percepire il 60% dell’ultima retribuzione mensile invece del 80%, finalmente sono riuscito a capire perché ci stanno lavoratori che percepiscono mille euro al mese di stipendio, e vengono fatti i controlli su di loro perché loro EVADONO LE TASSE, finalmente sono riuscito a capire tante cose, grazie LIBERO. In questi giorni ci bombarderanno le nostre cassette della posta, tappezzeranno le nostra mura, ogni spazio televisivo sarà invaso da loro, pur di farsi eleggere vi daranno la loro moglie, amante, figlie e figli, tutto vi verrà concesso per il semplice fatto che una volta eletti LORO potranno usufruire dei seguenti PRIVILEGGI. STIPENDIO NETTO € 5.361.88 LORDO € 11.703.64. DIARIA E RIMBORSI € 4.003,11 PER LE SPESE DI SOGGIORNO A ROMA. RIMBORSO SPESE DI TRASFERIMENTO DALLA RESIDENZA ALL’AEREOPORTO PIU’ VICINO € 3.323,70 RIMBORSO SPESE TELEFONICHE € 3.098,74 TOTALE MENSILE € 10.425,55. RAPPRESENTANZA € 4,190,00 REGALO MENSILE DEL PARTITO € 1.000,00, per un TOTALE MENSILE NETTO DI € 15,615,55, quello che guadagno io in dieci mesi rischiando la vita ogni giorno, loro lo guadagnano in un mese, ma non è finita qui perché il deputato Italiano oltre a lo stipendio da fame usufruisce del PASSAPORTO DI SERVIZIO, un lascia passare per non fare la fila in aeroporto, AUTOSTRADA GRATIS loro non pagano, chi lavora in Autogrill la devono pagare!!!!! PARCHEGGIO GRATIS presso tutti gli aeroporti, noi dobbiamo PAGARE!!!! TESSERA GRATIS rilasciata dal CONI per accedere a tutti gli eventi sportivi partite di calcio ecc GRATIS, NOI DOBBIAMO PAGARE!!!!! TESSERA CARD MEDICAL GRATIS dove possono accedere 24 ore su 24, 365 giorni l’anno, ovunque si trovi nel territorio in cui è operativa la struttura MEDITAL, in Italia il cittadino comune muore in corsia perché non ci stanno posti letto…..dulcis in fundu la mensa di Montecitorio offre a prezzi stracciati menù da ristoranti da guida michelin, primi, secondi contorni dessert e frutta e vino, per poi essere rimborsati per i 5€ che vengono spessi, per capirci un carabiniere usufruisce di un buono mensa di € 4,00 al GIORNO, con quel buono deve recarsi a prostituirsi presso qualche ristorante disposto a concederli un piatto di minestra riscaldata senza secondo, contorno e tovaglie varie. Ma la ciliegina sulla torta e la PENSIONE, il povero deputato dopo che guadagna 15,000,00 € nette al mese, a il DIRITTO se matura due anni e mezzo di legislatura di un ASSEGNO VITALIZIO che si aggira sui 5,000,00€ mensili, il cittadino comune quello in REGOLA e non in NERO deve lavorare fino a 65 anni, per poi usufruire della pensione valutata al 60% dell’ultimo stipendio mensile, questi dopo 2 anni e mezzo a guadagnare come matti sono sistemati per tutta la vita, in questa legislatura PURTROPPO non si sono raggiunti i due anni e mezzo, ma alla faccia nostra hanno pensato bene a Gennaio di concedere un assegno di FINE MANDATO di € 19,000,00, che sommato a quello incassato mensilmente andiamo sui 40,000,00€, in modo da pagarsi i contributi mancanti per raggiungere i due anni e mezzo, così tutti avranno la PENSIONE!!!!!! non oso pensare a dicembre con la tredicesima quanto avranno preso. Amici questo è il nostro politico medio, perché ci stanno quelli che guadagnano molto di più, resta a noi decidere, il voto e un diritto e bisogna votare perché si vivrebbe in una dittatura se non lo fosse, anche se noto poche differenze, la caccia ogni anno perde valore, la prolificazione di parchi e restrizioni sempre assurde sta creando la scomparsa della caccia in battuta, se scegliamo il nostro candidato che dovrà rappresentarci visto che vivrà come un pascià grazie a noi, sappiate che avrà tutte queste comodità, non so una volta a Roma cosa importerà dei nostri problemi, perche lui non ne avrà più, se non quello di contare i soldi, decidete nella vostra coscienza chi ritenete persona giusta tale da rappresentarvi, io personalmente non ho deciso, amo la caccia sono nato cacciatore e tale penso che morirò, l’unico sistema sarebbe quello di candidarmi, sarei a Roma città eterna, stipendio da favola, sempre tirato a lucido, sera night, donne a volontà, ogni tanto un favore a qualche amico così scrocco cene, cacciate GRATIS e tutto quello che la vita può concedermi senza nessun freno, che vita ragazzi!!! Ah dimenticavo sono stato eletto per rappresentare i problemi di voi cacciatori, beh scrivo quattro cazzate così faccio una bella interrogazione magari quando ci sta il “question time” così vado in diretta TV, faccio vedere che tengo a cuore i vostri problemi e per i 5 anni successivi vivo tranquillo, e non rompete più le palle. Io vi consiglio di fare in questo modo candidatevi tutti, solo così i vostri problemi saranno risolti, perché chi andrà a Roma prima risolve i SUOI poi se avrà tempo e voglia risolverà i vostri, W L’ITALIA, W I CIARLATANI, W I VENDITORI DI SOGNI, W LA POLITICA, spero che i prossimi che andranno al governo mi lascino almeno le mutante, ormai solo quelle mi sono rimaste. CANDIDATEVI TUTTI!!!! By Istri.
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articoli 27/03/2008 - istriano

LA GAZZELLA BIANCA SEGUGIO ISTRIANO

Le nostre forze dell'ordine, usano nomi di animali, per indicare le varie autovetture usate per il loro servizio, cosi si a la balena, l'auto civetta, poi ci sono i due “rivali storici” la pantera ora diventata la volante appartenente alla Polizia di Stato, e la gazzella, appartenente Arma dei Carabinieri, noi ci vorremo soffermare su quest'ultima la “gazzella”, ma non per spiegare le funzioni dell'autovettura, ma per capire come mai gli è stato dato questo nome. Un mio carissimo amico Carabiniere, riferisce che il nome “gazzella” dato alle autovetture appartenenti a i Nuclei Radiomobili, sta a indicare la velocità dell'animale, quindi di conseguenza quelle delle autovetture, infatti questo simpatico animale vive in tutto il continente Africano, preda ambita da leoni, Tigri, e altri carnivori, l'unica sua arma per sfuggire e la sua corsa veloce, nel mondo dei cani si a i levrieri cani molto veloci, ma ci sta anche un altro simpatico cane, questo e il segugio istriano, cane adoperato nella sua terra d'origine sulla lepre, ma usato poi con successo sul, cinghiale. Lo standard dell'istriano parla di un cane di aspetto nobile, il mantello di colore bianco neve, coperto da tazze gialle arancio, il suo pelo raso e fine, il corpo e flessibile, coda fine portata leggermente a sciabolo, l'altezza e di 44 a 56 cm, il peso ideale si aggira sui 18 Kg. Le orecchie sono fini, il loro attacco è largo leggermente al di sopra della linea orizzontale, la sua voce e brillante, sonora e persistente, la sua andatura e molto elastica e vivace, esiste anche nella varietà a pelo forte. L'istriano in Italia sta iniziando ad avere sempre più estimatori, in quanto e un cane molto resistente, che si adatta bene sia in pianura che in montagna, ma a mio avviso eccelle in quelle zone dove la macchia mediterranea e resa impenetrabile, infatti la sua velocità “frena”, in quanto essendo un cane velocissimo come la gazzella, in zone di pulito può stare incollato al posteriore del cinghiale, al sottoscritto piu di una volta a dovuto rinunciare a sparare al cinghiale in quanto cacciando in zona con alto fusto, la muta si trovava a pochi cm dal cinghiale, come se volesse morderli la coda. La sua passione innata per la caccia, lo porta a cacciare dalla mattina alla sera nella ricerca della passata, spesso e volentieri però comporta l'allontanamento di molto dal padrone, e un cane che non a bisogno d'essere accompagno, anzi di contro ha bisogno d'essere frenato, controllato, chiamato di tanto in tanto, ma molto energicamente, questo deve tramutarsi in una buona educazione ed attento addestramento, bisogna ricordarsi che l'istriano e una vera macchina da guerra, cane molto precoce nell'apprendimento delle nozioni della caccia, se non frenato, ed addestrato con dovere si rischia di avere soggetti molto indipendenti, e questo nella caccia di oggi non va bene causa il progredire di animali tipo capriolo, daino, capaci di rovinare intere giornate di caccia,comunque le linee di sangue presenti in Italia, e viste all'opera dal sottoscritto non hanno di queste peculiarità, generalmente dopo un'esplorazione senza agganciare nessuna pista di animale, ritornano a cercare il padrone senza essere richiamato. L'istriano nella ricerca della passata e un cane molto sbrigativo, la sua caratteristica principale, e il cercare con il naso a vento, sembrano dei piccoli pointer, e un cane che basa tutto sull'iniziativa, molti sono muti sulla passata, ma ci sono tantissimi soggetti che danno voce, ma se vicini e conoscitori della razza si riesce a capire che si tratta di traccia fresca dal movimento accentuato della coda, nel fermo come in tutte quasi le razze slave hanno pochi rivali, il loro abbaio al fermo e martellante, sonoro, e un cane che non sta fermo immobile, e difficile che un cinghiale lo agganci, usa fare la ruota intorno alla rimessa del solengo, una volta partito il missile nero, qui possiamo assistere a qualcosa di emozionante, nella seguita procede prevalentemente a testa alta, come se mangiasse l'aria, la canizza è veloce, incalzante, e tenace, senza dare respiro al cinghiale, se poi si tratta come detto prima di bosco a fusto alto allora cari miei qui vedremo il cinghiale anche affiancato dai cani bianchi, e per questo che e preferibile impegarlo in posti sporchi, in modo da stare a debita distanza “ma non troppo” dal solengo. Nota dolente a mio avviso e il rientro, ma non perché e testardo, e se ne infischia di voi padroni, ma per il semplice fatto, che non dando tregua ed un attimo di respiro al cinghiale, quindi allotanandosi di parecchi km se non fermato prima, trova difficoltà di ritorno, io comunque ho assistito a seguite di parecchie ore, e nel incredulità dei componenti della squadra, far rientro in battuta con alle calcagna del cinghiale, questo poveretto con un metro di bava che gli colava dalla bocca, quindi poco indicato per pigri, gente ansiosa, chi possiede gli istriani deve essere come loro, focoso, sveglio, grande camminatore. L'istriano ricordiamoci che se ben addestrato saprà darci a caccia grandi emozioni , noi lo preferiamo nella varietà a pelo raso come la nostra amica gazzella, credo che se in Africa ci fossero al posto di leoni, tigri e altri predatori il nostro amico istriano, si assisterebbe ad una bella corsa, ma a noi sinceramente non interessa più di tanto, ci piace averlo qui in Italia a cacciare il re del bosco, in Africa già ci sta il Leone il re della Foresta, qualche volta a successo nel cacciare la preda, qualche volta si rimane a bocca aperta, ma noi vorremo avere sempre successo, e siccome siamo anche presuntuosi, è per questo che a caccia usiamo le gazzelle bianche............................ pardon i SEGUGI ISTRIANI. Ciao alla prossima
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articoli 25/03/2008 - scovatore

FANTASMI SULLA TRACCIA SEGUGIO POSAVATZ

Se uno pensa alla parola Balcani gli viene in mente il freddo, in particolare nelle regioni centrali, quando il Bernacca di turno nelle leggere le previsioni annuncia che una perturbazione entra dai Balcani sono dolori, copiose nevicate si preannunciano in quei giorni, molti “odiano” questi Balcani, ma noi cacciatori amanti dei veri cani amiamo questa terra, dove oltre a formarsi perturbazioni non certo da clima Africano, si sono formati razze da seguita con le “palle” , usiamo questo aggettivo in quanto non tutti i cani da seguita saprebbero cacciare l'orso come sanno fare questi ausiliari provenienti da questa magnifica terra, ed quando diciamo orso non parliamo certo di Bubbu o Yoghi, ma grossi plantigrado che se dovessero vederli cani di altre razze correrebbero come dei matti per rifugiarsi in cima a degli alberi. Qui è nato il segugio Posavatz dove prende il nome segugio della posavina regione della Croazia lungo la vallata del fiume sava, e quindi da qui in croato posavaski gonik. L’aspetto di questo segugio è solido, robusto, dignitoso, non privo di una certa armonia, intelligente, ubbidiente, affettuoso, non solo a caccia ma anche fra le mura domestiche. Il mantello è di colore rosso frumento, con una grande macchia bianca sul petto,sul collo, al ventre e alle zampe, dove si evidenziando i quattro calzini, la punta della coda deve essere bianca. Il mantello è costituito di un pelo fitto, duro e aderente, intorno ai 3-4 cm di lunghezza, l’altezza va da 46-58 cm al garrese di solito le femmine sono più vicino al minimo, mentre i maschi più vicino al massimo. ADDESTRAMENTO DEL POSAVATZ Come già citato prima è un segugio che ha bisogno molto il contatto del canettiere : se un segugista pensa di allevare posavatz e vederlo una volta al mese io lo sconsiglio a priori, con questo segugio l’addestramento inizia dalla nascita , capendo e fargli capire chi è il capo muta , ricordo che sono segugi insieme al segugio serbo con una personalità impressionante non riscontrabile in altre razze. Nei primi mesi di vita si insegna il richiamo, ubbidienza.,deve capire il suo nome, consiglio sempre uno corto, si insegna a non toccare animali domestici, ricordo che domani una volpe o un capriolo per lui può appartenere a quel genere di animale e quindi li rispetta. Non usare mai metodi traumatici ma comandi decisi, con il metodo azione premio, questo va avanti fino intorno ai sette mesi, per poi uscire direttamente in un recinto di 2-3 ettari insieme ad un cane che conosce il cinghiale e l ‘abbaio a fermo, piano piano lui inizierà prima a seguire l’adulto quasi per gioco per poi iniziare a dare voce sulla traccia calda, quando pian piano inizierà ad abbaiare a fermo toglieremo il cane adulto, e lo metteremo in recinto da solo. Quando anche da solo abbaierà a fermo ,allora lui è pronto per incominciare a fare le prime uscite in terreno libero, naturalmente sappiamo che un cucciolone di 7-8 mesi deve fare ancora scuola, come ad esempio le prime uscite insieme ad un cane adulto che lo porti solo su cinghiale, dovrà capire che lui deve cercare solo quello. Giorno dopo giorno gli diamo ancora più fiducia mettendolo su una traccia positiva a ridosso di una rimessa, lui per le prime volte si metterà al fermo da solo,e questo è già motivo di soddisfazione significa che cane e canettiere stanno facendo bene, vi ricordo che una delle migliori doti del posavatz è proprio quello di abbaiare a fermo, ma non si deve mollare, intorno a 1 anno di vita il cucciolone incomincia a diventare autoritario, se vogliamo prova a testare il conduttore e qui deve esserci fermezza assoluta, anche con metodi decisi ma mai violenti. Molto importante il premio dal rientro da una seguita se lui capisce e voi lo capite vi assicuro che il posavatz non ha bisogno di arrivare a 3-4 anni per diventare capo muta, ma lo diventa molto prima, e da qui inizia la classica sciolta sulla traccia che una volta presa non la mollano mai ,non sono molto veloci ma svolgono l’azione molto sbrigativa per questo da me ribattezzati i fantasmi sulla traccia, per poi abbaiare a fermo tutto il tempo che si vuole, e sfogarsi in serrate canizze, ma sempre pronti al rientro dopo un’ora o poco più dal loro conduttore, queste sono solo alcune doti che possiede il posavatz, ma ricordiamoci frutto di un attento addestramento, ognuno nella vita a i suoi compiti il cane quello di cercare e scovare la preda il cacciatore quello di cercare di fermarla, se le due cose sono fatte in simbiosi il risultato sarà sempre positivo, chi addestra deve essere capace di farlo, addestrare non significa portare a spasso il cane per il bosco, ma indicare al cane il lavoro che deve svolgere, solo così avremo cani con la C maiuscola, infondo non potrebbe essere diversamente lo volete addestrare? o pensate che nasca già addestrato? by scovatore
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articoli 09/03/2008 - gitano

IL SEGUGIO ITALIANO

La storia dell’uomo coincide con quella del cane. I vari fossili ritrovati sono la testimonianza del vincolo esistente fra l’uomo ed il cane fin dall’epoca delle caverne e delle palafitte. La paleontologia cerca di fornirci spiegazioni sulle origini del cane ma, è corretto dirlo, siamo sempre comunque allo stadio di ipotesi solo parzialmente avvalorate dai dati scientifici. Le due teorie, fino ad ora sostenute, ovvero sia la polifiletica, che attribuisce al cane varie origini, e la monofiletica, che individua in un animale preistorico, il tomarctus, il capostipiste di tutte le razze, hanno trovato sostenitori da ambo le parti ma, la discussione è sempre aperta ed appassionante non trovando riscontri assolutamente solidi. Di sicuro vi è che già nel paleolitico superiore il cane veniva impiegato dall’uomo nella caccia; alcune raffigurazioni rappresentano il cane che stana, insegue la preda fino a portarla alla portata del cacciatore. Secondo altre teorie, si deve però arrivare all’età del ferro per accertare due distinte razze tra cui il segulius che è ma tutti gli effetti considerato il segugio primordiale.Già Senofonte nel suo “Cinegetico” descrive in modo mirabile il segugio ed il suo metodo di lavoro.I Romani, poi arrivarono ad una prima classificazione dei cani da caccia secondo il loro impiego pratico, suddividendoli in: 1) sagaces (segugi) in quanto con il fiuto, seguivano le tracce della selvaggina; 2) celeres (levrieri) che la inseguivano velocemente a vista; 3) pugnaces (molossidi) perché l’attaccavano. Tralascio i passaggi successivi in quanto entreremmo in elucubrazioni storiche che esulano dal nostro contesto anche perché è da qui e cioè dai cani sagaces o segugi che si deve partire perché è da essi che nasce il nostro Segugio Italiano, sicuramente tra i più antichi cani da seguita esistenti.La conseguente analisi storica e documentale richiederebbe un vero e proprio trattato, ma a noi bastano queste basi, che inquadrano in modo abbastanza preciso il segugio, per essere sicuri del fatto che il Segugio Italiano, pur nella contestuale evoluzione attraverso i secoli, è da sempre presente nella nostra penisola. Prima della fondazione dell’Ente Nazionale della Cinofilia italiana (1898) si distinguevano in Italia diverse famiglie di segugi italiani i più noti ed apprezzati dei quali erano quelli della Lomellina “i Lomellini o di pianura”, ritenuti da molti i più puri ed i più vicini all’archetipo del segugio italiano. Nel Piemonte esisteva un tipo di segugio chiamato “Cravin” che ha sicuramente una sua derivazione dai segugi provenienti dalla Gallia. Sulla catena delle Alpi e Prealpi centro-orientali vi era un tipo di segugio “il Montagnino”. Mentre sull’Appennino era ben rappresentato il Segugio dell’Appennino, per l’appunto, diviso nelle varie sottofamiglie a seconda della regione. Si può comunque affermare che in ogni regione, o addirittura provincia, esisteva un segugio riconducibile comunque ad un’unica linea. Gli Italiani, a differenza dei cugini francesi non sono stati in grado di fissare i caratteri di queste interessanti varietà per farne delle vere e proprie razze a seconda della loro localizzazione geografica ed in funzione delle loro spiccate caratteristiche cinegetiche. Purtroppo è una caratteristica tutta italiana quella della scarsa cura nella conservazione in purezza delle razze canine. Siamo degli inguaribili esterofili e pur avendo degli ottimi ceppi autoctoni siamo andati a cercare in casa d’altri quello che già avevamo.Su tutte le varie razze italiche menzionate in precedenza ha sempre, spiccato il “grande “ Segugio Italiano e il riconoscimento di tale segugio fu un atto dovuto che venne formalizzato con la realizzazione e con la compilazione di uno standard dove venivano ammesse due varietà, identiche nella struttura ma che si differenziavano solo nel mantello, e vale a dire il pelo raso ed il pelo forte. Venne poi stabilita una taglia che variava dai 48 cm. ai 58 cm cercando di eliminare tutte quelle caratter istiche che stavano ad indicare l’avvenuta infusione di segugi esteri. Ad esempio il padiglione auricolare molto sviluppato e arrotondato alla sua estremità, il cranio a cupola, una eccessiva estensione del bianco nel colore del mantello e, per quanto riguarda le caratteristiche psico-fisiologiche, la voce che nel segugio italiano è lo scagno mentre nei francesi e l’ululo ed una maggiore sagacia, che è peculiare nei nostri segugi . A tutt’oggi sono riconosciute due razze e non più due varietà in seno ad un’unica razza: il segugio italiano a pelo raso ed il segugio italiano a pelo forte. La struttura morfologica è quella di un nobile mesomorfo, il cui tronco sta nel quadrato. E’ usato e corrisponde perfettamente sia al monte che al piano e nei terreni più difficili. E’ dotato di grande fondo, oltre che di ottima velocità, e lavora con passione e determinazione sia isolato che in muta. Il segugio italiano a pelo forte, oltre che per caratteristiche morfologiche, si differenzia dal pelo raso in quanto più riservato, meno esuberante. Il Segugio Italiano è, comunque, un cane saggio, calmo e ponderato nel lavoro che al momento giusto sa utilizzare la sagacia e l’esplosiva vivacità mentale che lo differenzia in positivo da tutti gli altri segugi del pianeta.. Per quanto riguarda le doti venatorie sicuramente il nostro segugio è tra i migliori per cacciare la lepre e il cinghiale (alcuni ceppi ben selezionati) per la finezza del suo olfatto, per la sua tenacia, per l’ardore sulla pista, per la resistenza alle fatiche; la sua voce è squillante e piacevolissima. Il suo metodo di lavoro non si differenzia di molto da quello delle più classiche a antiche razze estere; è solamente più sagace e sbrigativo di queste senza tuttavia abbandonare troppo facilmente la traccia..Da un’analisi zootecnica del segugio Italiano attuale è evidente, che alcune linee risentono del rinsanguamento operato con razze estere, questo sicuramente ha in alcuni casi snaturato la vera indole di questo nobile cane. Ora il lavoro di selezione deve continuare e sta continuando producendo eccellenti risultati. Gli accoppiamenti, infatti, non sono formule chimiche e la riuscita non è mai scontata ma le caratteristiche o peculiarità proprie del Segugio Italiano sono oltremodo presenti e rendono onore a questo insuperato ed insuperabile cane. Oggi possiamo ammirare degli italiani veramente corrispondenti allo standard ed altrettanto rispondenti nel lavoro Ricordiamoci, infatti, che il Segugio Italiano è un cane creato per la caccia. La sua funzione, senza la quale non ha motivo di esistere, è quella di cacciare rispettando tutti i crismi e tutte le fasi della caccia con il cane da seguita. Un segugio che cerca solo la rimessa della lepre o del cinghiale ignorando la passata sarà buono per il carniere ma non è un segugio classico. Così pure un segugio che sa fare solo la passata è un segugio inutilizzabile. Il vero Segugio Italiano, quello classico, quello antichissimo, è quello che caccia con classe e stile, propri della sua razza rispettando le quattro fasi: ricerca della passata, accostamento, scovo, inseguimento. Tutto questo con quella voce squillante e piacevolissima e con quella sagacia che lo distingue da tutte le altre razze da seguita.