Alle prime armi, sembra tutto bello, emozionante, dall’alto tasso di adrenalina ci si fa quasi la pipi’ addosso, il fucile nuovo o magari comprato usato, ma sempre il primo.
Le prime giornate al cinghiale sono cosi’, per tutti, ma poi, si comincia a fare 2+2, cioe’ si comincia a capire come dovrebbe funzionare una vera squadra, dal tracciatore, al canaio, al capocaccia, al postaiolo, un po’ come una squadra di calcio, se il tracciatore non fa cio’ che deve, tutto si ripercuote sulle varie figure della squadra intera, a cominciare dal capocaccia, che in sinergia col tracciatore deve decidere le poste e impostare la battuta seguendo diversi parametri che si tramandano anche di generazione in generazione. C’e’ da dire anche che a volte, in certe squadre, il tracciatore magari e’ anche capocaccia o il canaio e’anche tracciatore, ma questo e’ un altro discorso.
A chi non e’ capitato di capitare (scusate il gioco di parole) in squadre di scapestrati, con lo pseudotracciatore che anziche’ andare a fare il suo nei giorni precedenti la battuta se ne sta al bar? O il canaio che magari sgancia i suoi cani prima degli altri o dopo e magari in un punto diverso da quello stabilito col capocaccia solo perche’ si sentiva di fare cosi? Oppure il postatolo che arriva la mattina con la barba appena fatta e profumato dal mitico dopobarba DENIM, che magari si mangia un mandarino con la mano destra e con la sinistra mantiene una MARLBORO rossa?? Magari facendo tutto questo in posta? Credo sia capitato a molti, ma prima di arrivare nella compagnia giusta, cioe’ quella che va a caccia per passione e non per ammazzare il tempo, ce ne passa, spesso discussioni, amarezze, antipatie, ma il segreto e’ cercarsene una che fa al proprio caso, che si voglia andare a passare il tempo o a caccia veramente. Vedete, per uno che si macina dai 200 ai 300 km ogni domenica per andare a caccia, sicuramente il caso del mandarino condito col DENIM non va bene, credo….
Comunque, evviva la gerarchia, ma quella vera!!!!!!
By Buffetto
SQUADRE O SQUADRETTE?
Alle prime armi, sembra tutto bello, emozionante, dall’alto tasso di adrenalina ci si fa quasi la pipi’ addosso, il fucile nuovo o magari comprato usato, ma sempre il primo.
Le prime giornate al cinghiale sono cosi’, per tutti, ma poi, si comincia a fare 2+2, cioe’ si comincia a capire come dovrebbe funzionare una vera squadra, dal tracciatore, al canaio, al capocaccia, al postaiolo, un po’ come una squadra di calcio, se il tracciatore non fa cio’ che deve, tutto si ripercuote sulle varie figure della squadra intera, a cominciare dal capocaccia, che in sinergia col tracciatore deve decidere le poste e impostare la battuta seguendo diversi parametri che si tramandano anche di generazione in generazione. C’e’ da dire anche che a volte, in certe squadre, il tracciatore magari e’ anche capocaccia o il canaio e’anche tracciatore, ma questo e’ un altro discorso.
A chi non e’ capitato di capitare (scusate il gioco di parole) in squadre di scapestrati, con lo pseudotracciatore che anziche’ andare a fare il suo nei giorni precedenti la battuta se ne sta al bar? O il canaio che magari sgancia i suoi cani prima degli altri o dopo e magari in un punto diverso da quello stabilito col capocaccia solo perche’ si sentiva di fare cosi? Oppure il postatolo che arriva la mattina con la barba appena fatta e profumato dal mitico dopobarba DENIM, che magari si mangia un mandarino con la mano destra e con la sinistra mantiene una MARLBORO rossa?? Magari facendo tutto questo in posta? Credo sia capitato a molti, ma prima di arrivare nella compagnia giusta, cioe’ quella che va a caccia per passione e non per ammazzare il tempo, ce ne passa, spesso discussioni, amarezze, antipatie, ma il segreto e’ cercarsene una che fa al proprio caso, che si voglia andare a passare il tempo o a caccia veramente. Vedete, per uno che si macina dai 200 ai 300 km ogni domenica per andare a caccia, sicuramente il caso del mandarino condito col DENIM non va bene, credo….
Comunque, evviva la gerarchia, ma quella vera!!!!!!
By Buffetto