L'ennesima notizia di una tragedia avvenuta a caccia mi fa pensare che qualcosa nel nostro mondo e da chi lo frequenta non quadra, sapere che una persona giovane, anziano con famiglia e non abbia perso la vita per un “banale” incidente di caccia ci deve far pensare, e metterci in discussione se leggi attuali che regolano questa nostra passione sono adatte al 2007. La legge Italiana che regola attualmente la caccia e solo una CAGATA spaventosa, perché va a punire chi non trascrive un capo abbattuto sul libretto, o addirittura la giornata, lasciando libera scelta ad Regioni,Province, ATC C.A e chi più ne a ne metta di fare che cazzo vogliono loro, creando difformità di attuazione da paese a paese, dove per fare un paradosso in Italia viene contravvenzionato un povero automobilista che scende a fare la pipi non indossando il suo bel giubbetto fluorescente, e lasciando invece libero transito nel bosco a fungaioli della domenica, escursionisti della minchia, amanti infrattati in mezzo alla battuta, verdi ecc, senza che questi indossino qualcosa che possa riconoscere (giubbetto fluorescente), e chi invece dovrebbe tutelarci e battersi per una cosa giusta, stanno a discutere nelle aule di un Tribunale come porre rimedio alla scissione di altre razze da una Società importante e baluardo del segugismo Italiano...risposta (2 euro a cucciolo) altro che cazzi, campionati Europei e altre minchiate, poi ci stanno i nostri politici, quel branco di paraculi dove grazie a i nostri voti non vedono l'ora che passino 2 anni e mezzo di legislatura per percepire un assegno di mantenimento di 5.000€ mensili, invece di mettere mano a questa legge e dare direttive e obbligare TUTTI CACCIATORI E NON ad indossare qualcosa che li renda visibili nel periodo di caccia, quando si va per i boschi con il cesto della merenda, ma qualche Regione vedessi la Liguria si a l'obbligo di indossare un giubbetto fluorescente per riconoscere e rendere VISIBILE una persona a centinaia di metri, invece una confinante come il grande Piemonte di vestirsi come cavolo vogliono loro, creando a “noi” della Liguria cacciando nel loro confine difficoltà nell'individuare chi è il cinghiale e chi è il cacciatore talmente si vestono male, questo avviene anche in Sardegna dove siamo ancora all'età della pietra e qualcuno si ostina ad usare i pallettoni come unico rimedio per ammazzare un cinghiale non capendo che 10 palle in giro per la macchia mediterranea sono più pericolose di una, poi ci sta il commercio sempre più “pressante” di armi di nuova generazione, con telemetria, punto rosso ecc, e munizioni da “guerra”, dove stanno rendendo questo nostro sport qualcosa di commerciale, perdendo quei insegnamenti che i nostri avi ci hanno tramandato. Perché dico questo, per il semplice fatto che adesso l'età media di noi cacciatori supera i 45 anni, quanti di questi hanno fatto il militare avendo almeno qualche nozione di base sul maneggio delle armi? Credo pochi, per il semplice fatto che fino al 1977 non era obbligatorio l'uso del maneggio di un arma, dopo è diventato una “farsa”, parlo naturalmente per chi non a fatto il militare, al sottoscritto avendo preso la licenza al compimento dei 18 anni, è stato fatto smontare una doppietta, e chiesta cosa era la bascula, la mia conoscenza sulle armi se non avessi fatto il mestiere attuale si fermava in quelle due uniche azioni, da quel momento potevo tranquillamente andare in giro per i boschi con un fucile caricato a palla e sparare............... senza avere nessuna nozione base di traiettoria, potenza, che una palla una volta sparata può avere. Questo e quello che è successo alla maggior parte di noi, poi naturalmente ci stanno le persone accorte, appassionate di armi che capiscono bene la potenza di un arma, la sua offesa, ma questo senza “molestare” nessuno credo siano poche, perché questi oltre alla conoscenza delle armi, molte volte non tengono conto della loro emotività di fronte ad un cinghiale, o stare ore fermi immobili in una posta, o come spesso accade non sparare nemmeno un colpo per intere giornate di caccia, o addirittura portarsi i problemi quotidiani a caccia, dove lasciato da solo su un cocuzzolo di montagna per una intera giornata assorto nei suoi problemi sparare al primo movimento del ignaro suo “compagno” di caccia. Poi ci stanno i nostri “vecchi”, che spinti da una gelosia da bambino (lo voglio ueeeeee), nel vedere il suo nipote con una carabina ultima generazione, che si ricarica solo con uno starnuto, la comprano pure loro, ma non consapevoli della vera potenza che quest'arma può avere, in quanto ancora fermi alle vecchie doppiette legare con il fil di ferro, sparano cartucce magnum in tutte le direzioni come se fossero ad una festa patronale nel meridione. Io personalmente non mi sento di “scusare” chi compie tale gesto, ma viceversa lo CONDANNO, per il sottoscritto non devono succedere incidenti di caccia se si attuano tutte le “normali” basi che in una battuta si devono attenere TUTTI, ci sta anche il fatto che molti di questi cacciatori non conoscono minimamente il territorio dove cacciano durante la stagione venatoria, preferendo le calde domeniche d'estate o primavera passarle al mare, o al bar a giocare a carte invece ogni tanto di rendersi utili alla pulizia di qualche sentiero, toccando con mano il luogo dove dovrà stare fermo per intere giornate indossando il suo giubbetto, e rendessi conto dove in che direzione potrà sparare al cinghiale, invece di pavoneggiarsi da Buffalo Billy. Io dopo vent'anni del mio mestiere, portando ogni santissimo giorno l'arma che sia lunga o corta, ancora non riesco ad avere quella confidenza nel maneggio che vedo a certe persone fare con disinvoltura spaventosa a “caccia”, credo che si debba iniziare da qui, bandire dalle squadre sceriffi, rambo, e altri presuntuosi dal grilletto facile, ricordiamoci che la caccia e un momento dove accomuna varie persone di ceti sociali diversi in unica passione, non roviniamola, oggi e toccato ad un nostro amico, domani potrebbe toccare a noi.
Tutti i componenti di questo portale porgono le più sentite condoglianze alla famiglia/e a chi oggi non è più tra di noi, e per chi invece vorrebbe trarre ironia (Anticaccia) da questa morte sono pregati di leggersi queste parole..........................
“Chi non è in grado di fare qualche cosa per gli altri, ha almeno il dovere di partecipare alle sofferenze altrui senza ulteriori commenti”
I componenti del sito Caccia al Cinghiale.
CIAO AMICO.....
L'ennesima notizia di una tragedia avvenuta a caccia mi fa pensare che qualcosa nel nostro mondo e da chi lo frequenta non quadra, sapere che una persona giovane, anziano con famiglia e non abbia perso la vita per un “banale” incidente di caccia ci deve far pensare, e metterci in discussione se leggi attuali che regolano questa nostra passione sono adatte al 2007. La legge Italiana che regola attualmente la caccia e solo una CAGATA spaventosa, perché va a punire chi non trascrive un capo abbattuto sul libretto, o addirittura la giornata, lasciando libera scelta ad Regioni,Province, ATC C.A e chi più ne a ne metta di fare che cazzo vogliono loro, creando difformità di attuazione da paese a paese, dove per fare un paradosso in Italia viene contravvenzionato un povero automobilista che scende a fare la pipi non indossando il suo bel giubbetto fluorescente, e lasciando invece libero transito nel bosco a fungaioli della domenica, escursionisti della minchia, amanti infrattati in mezzo alla battuta, verdi ecc, senza che questi indossino qualcosa che possa riconoscere (giubbetto fluorescente), e chi invece dovrebbe tutelarci e battersi per una cosa giusta, stanno a discutere nelle aule di un Tribunale come porre rimedio alla scissione di altre razze da una Società importante e baluardo del segugismo Italiano...risposta (2 euro a cucciolo) altro che cazzi, campionati Europei e altre minchiate, poi ci stanno i nostri politici, quel branco di paraculi dove grazie a i nostri voti non vedono l'ora che passino 2 anni e mezzo di legislatura per percepire un assegno di mantenimento di 5.000€ mensili, invece di mettere mano a questa legge e dare direttive e obbligare TUTTI CACCIATORI E NON ad indossare qualcosa che li renda visibili nel periodo di caccia, quando si va per i boschi con il cesto della merenda, ma qualche Regione vedessi la Liguria si a l'obbligo di indossare un giubbetto fluorescente per riconoscere e rendere VISIBILE una persona a centinaia di metri, invece una confinante come il grande Piemonte di vestirsi come cavolo vogliono loro, creando a “noi” della Liguria cacciando nel loro confine difficoltà nell'individuare chi è il cinghiale e chi è il cacciatore talmente si vestono male, questo avviene anche in Sardegna dove siamo ancora all'età della pietra e qualcuno si ostina ad usare i pallettoni come unico rimedio per ammazzare un cinghiale non capendo che 10 palle in giro per la macchia mediterranea sono più pericolose di una, poi ci sta il commercio sempre più “pressante” di armi di nuova generazione, con telemetria, punto rosso ecc, e munizioni da “guerra”, dove stanno rendendo questo nostro sport qualcosa di commerciale, perdendo quei insegnamenti che i nostri avi ci hanno tramandato. Perché dico questo, per il semplice fatto che adesso l'età media di noi cacciatori supera i 45 anni, quanti di questi hanno fatto il militare avendo almeno qualche nozione di base sul maneggio delle armi? Credo pochi, per il semplice fatto che fino al 1977 non era obbligatorio l'uso del maneggio di un arma, dopo è diventato una “farsa”, parlo naturalmente per chi non a fatto il militare, al sottoscritto avendo preso la licenza al compimento dei 18 anni, è stato fatto smontare una doppietta, e chiesta cosa era la bascula, la mia conoscenza sulle armi se non avessi fatto il mestiere attuale si fermava in quelle due uniche azioni, da quel momento potevo tranquillamente andare in giro per i boschi con un fucile caricato a palla e sparare............... senza avere nessuna nozione base di traiettoria, potenza, che una palla una volta sparata può avere. Questo e quello che è successo alla maggior parte di noi, poi naturalmente ci stanno le persone accorte, appassionate di armi che capiscono bene la potenza di un arma, la sua offesa, ma questo senza “molestare” nessuno credo siano poche, perché questi oltre alla conoscenza delle armi, molte volte non tengono conto della loro emotività di fronte ad un cinghiale, o stare ore fermi immobili in una posta, o come spesso accade non sparare nemmeno un colpo per intere giornate di caccia, o addirittura portarsi i problemi quotidiani a caccia, dove lasciato da solo su un cocuzzolo di montagna per una intera giornata assorto nei suoi problemi sparare al primo movimento del ignaro suo “compagno” di caccia. Poi ci stanno i nostri “vecchi”, che spinti da una gelosia da bambino (lo voglio ueeeeee), nel vedere il suo nipote con una carabina ultima generazione, che si ricarica solo con uno starnuto, la comprano pure loro, ma non consapevoli della vera potenza che quest'arma può avere, in quanto ancora fermi alle vecchie doppiette legare con il fil di ferro, sparano cartucce magnum in tutte le direzioni come se fossero ad una festa patronale nel meridione. Io personalmente non mi sento di “scusare” chi compie tale gesto, ma viceversa lo CONDANNO, per il sottoscritto non devono succedere incidenti di caccia se si attuano tutte le “normali” basi che in una battuta si devono attenere TUTTI, ci sta anche il fatto che molti di questi cacciatori non conoscono minimamente il territorio dove cacciano durante la stagione venatoria, preferendo le calde domeniche d'estate o primavera passarle al mare, o al bar a giocare a carte invece ogni tanto di rendersi utili alla pulizia di qualche sentiero, toccando con mano il luogo dove dovrà stare fermo per intere giornate indossando il suo giubbetto, e rendessi conto dove in che direzione potrà sparare al cinghiale, invece di pavoneggiarsi da Buffalo Billy. Io dopo vent'anni del mio mestiere, portando ogni santissimo giorno l'arma che sia lunga o corta, ancora non riesco ad avere quella confidenza nel maneggio che vedo a certe persone fare con disinvoltura spaventosa a “caccia”, credo che si debba iniziare da qui, bandire dalle squadre sceriffi, rambo, e altri presuntuosi dal grilletto facile, ricordiamoci che la caccia e un momento dove accomuna varie persone di ceti sociali diversi in unica passione, non roviniamola, oggi e toccato ad un nostro amico, domani potrebbe toccare a noi.
Tutti i componenti di questo portale porgono le più sentite condoglianze alla famiglia/e a chi oggi non è più tra di noi, e per chi invece vorrebbe trarre ironia (Anticaccia) da questa morte sono pregati di leggersi queste parole..........................
“Chi non è in grado di fare qualche cosa per gli altri, ha almeno il dovere di partecipare alle sofferenze altrui senza ulteriori commenti”
I componenti del sito Caccia al Cinghiale.