Ogni tanto mi capita di essere colto da momenti di malinconia, di ricordi di cose che la vita attuale al sottoscritto non offre, tanti semplici abitudini stanno piano piano scomparendo dai nostri usi quotidiani, il progresso avanza portandosi a presso costumi e modi di pensare che 50 anni fa non sognavamo nemmeno l'esistenza, ma non voglio ripetermi in cose già dette, l'evoluzione della vita e una cosa naturale e quindi si deve accettare con i suoi pro e i suoi contro, è per questo che quando all'interno di questo portale si parla di fatti di vita vissuti, o racconti dei nostri “vecchi”, in me nasce la voglia di ritornare indietro, una specie di ritorno al passato, quello che adesso a generato tante belle cose ma a mio avviso anche tanti “mostri”. Una cosa che mi appassiona più di tutto e quando si parla di cani, quei stupendi ausiliari che un tempo erano in possesso dei nostri genitori o nonni, i cosiddetti “bastardi” o meticci, quei piccoli segugi dallo sguardo tenero ma dall'occhio furbo che facevano tanto divertire i nostri avi. Lo standard di quel cane era vario, per non dire inesistente, qui non stiamo a parlare di orecchie lunghe fino alla punta del naso, piede di lepre o di gatto, coda portata a sciabola, urlo alla francese o scagno alla slava, queste prerogative per i nostri avi non erano di fondamentale importanza, quello che contava era il RENDIMENTO a caccia, che doveva tramutarsi in passione e risultati, causa.............. meglio non dirlo. Il meticcio dei nostri nonni erano soggetti incrociati con altri meticci, in possesso di contadini o mezzadri, dove venivano “adoperati” sistematicamente tutti i giorni a caccia (bei tempi quelli), dove dimostravano di che pasta erano fatti, ancora mio padre racconta di Km fatti a piedi per far coprire una sua cagna da lepre da un contadino che abitava in uno “stazzo” a parecchi Km dal nostro paese, in quanto a suo dire lo stallone era un soggetto formidabile sulla lepre, ma di quei 4 cuccioli partoriti dalla cagna di sua proprietà uno solo rimase in vita rivelandosi in seguito “cane de istelzu” cane da ciotola tradotto in Italiano, ma racconta di tanti altri accoppiamenti andati a buon fine, parlo come attitudine a caccia. La morfologia di questi soggetti erano varie, per non dire i colori frutti di incroci svariati, ma raramente chi sceglieva sbagliava, forse dovuto che in quei tempi la selvaggina abbondava e la caccia era consentita tutti i giorni, erano cani che venivano impiegati su ogni selvaggina stanziale, ma in prevalenza sulla lepre caccia principe in quell'epoca, da qui in poi piano piano anche la scarsità di questo simpatico roditore, venivano impiegati sul cinghiale cercando quei soggetti predisposti a cacciare il solengo, si cercava quindi anche in tempi “difficili” di fare selezione in quanto sappiamo bene che nei meticci le tare e difetti a volte sono più presenti che i pregi, ma se quest'ultimo ben fissati allora sono dolori per il cinghiale. Il punto forte del meticcio credo che sia la salute, e raro che uno di questi cani venga colpito da qualche patologia canina che ne precluda la morte, cosa invece “abbastanza” frequente nei cani di razza, figuriamoci se mio padre a mai vaccinato un cane, e pure campavano più dei cani attuali, quelli che adesso accudiamo con ogni accorgimento come dei veri signori. Altro punto a favore dei meticci e l'attaccamento morboso al padrone, prima questi cani vivevano liberi per il paese (non sempre comunque), dove emulando i miglior mago di questa terra alle ore 04.00 si facevano trovare pronti fuori dalla porta per vivere una giornata di caccia, questo credo era dovuto in quanto prima il “padrone” viveva quasi tutto l'arco della giornata con lui, trattato a volte meglio di un figlio, e quando la giornata lavorativa si svolgeva in campagna oltre allo zaino con il formaggio e il fiasco di vino bisognava portare pure lui il nostro meticcio creando quel attaccamento che a volte non si riscontra in alcune razze ufficiali di cani. L'evoluzione della vita, quindi benessere,(più soldi) abbandono della campagna a portato a “pensare” che il cane meticcio occorreva sostituirlo con specie più affidabili sia nella provenienza, sia nella genealogia dei suoi avi, chi invece si serviva e si serve ancora di quei bastardi veniva guardato con un certo disprezzo, come se tutto in un tratto quei cani non fossero buoni nemmeno a trovare la ciotola da mangiare, viceversa il cane di razza lui si che la trova la ciotola....., è così abbiamo assistito ad una baraonda di razze canine dalle più variopinte che la cinofila possa aver creato, sempre avanti con i tempi e la moda di quel momento, così si è assistito al bum del Beagle per poi sapere che quando veniva usato come cavia per esperimenti “strani” abbandonare quella moda, il bum dell'istriano, il bum di tutte le razze Francesi nel formato di standard Grande, Medio e Piccolo, il bum attuale del maremmano dove pur di riconoscere un “meticcio” travestito da cane di razza alcuni si sono fatti riconoscere da giudici compiacenti il boxer del vicino come maremmano, tutte queste razze ed altre centinaia che il sottoscritto a usato ed usa attualmente a caccia, hanno fatto si che, chi ancora si serva del meticcio per cacciare venga guardato da “NOI” intenditori di razze da cani come uno fuori luogo, fuori moda, come un mio amico toscano nel vedere un canaio con dei meticci che impiegava sul cinghiale gli gridò “ a bischero a che tu cacci con dei ronzini, nu vedi che li mancano pure i denti” mi scuseranno gli amici Toscani per il dialetto, ma la frase era quella, come che se per cacciare il cinghiale bisogna essere in possesso di tutti i denti, e come questo mio amico ci stanno tanti altri che criticano chi possiede questi ausiliari. Credo invece e di questo io sono il primo ad ammettere, che il meticcio a fatto la fortuna dei nostri avi, e la storia della nostra caccia, ognuno nella vita fa delle scelte sue che non tocca a noi giudicare, l'importante che la scelta sia generata da un suo pensiero ben preciso di quel momento, maturato in anni di esperienze a caccia del cinghiale, di un pensiero di come intende lui la caccia, e non la solita moda del cane “attuale”, i cani a mio parere messi su di un prato dove in mezzo vi sta un cespuglio, con dentro un cinghiale, tutti arriveranno allo scovo, chi prima con accostamento veloce e sbrigativo (cane d'iniziativa) chi con ululati e sculetamenti da vero signore (cane di metodo), chi dritto parco di voce ( cane da bracconiere????? ?), chi in altri mille modi ma tutti arriveranno a scovare il cinghiale sia che sia di razza sia che sia meticcio, allora a questo punto resterà a noi scegliere in base alle nostre esigenze di caccia, ma come detto per il segugio Italiano non diciamo che un meticcio e inferiore a uno di razza, la caccia non è una competizione a chi prima arriva, la caccia e una passione nata molti anni fa grazie e soprattutto a i cani mettici, e per questo ogni tanto ricordiamoci che non bisogna sputare nel piatto in cui si è mangiato, in quanto (QUASI) TUTTI ABBIAMO CACCIATO CON IL NOSTRO AMATO METICCIO DEI NOSTRI NONNI.
By. Istri.
IL METICCIO DEI NOSTRI NONNI!!
Ogni tanto mi capita di essere colto da momenti di malinconia, di ricordi di cose che la vita attuale al sottoscritto non offre, tanti semplici abitudini stanno piano piano scomparendo dai nostri usi quotidiani, il progresso avanza portandosi a presso costumi e modi di pensare che 50 anni fa non sognavamo nemmeno l'esistenza, ma non voglio ripetermi in cose già dette, l'evoluzione della vita e una cosa naturale e quindi si deve accettare con i suoi pro e i suoi contro, è per questo che quando all'interno di questo portale si parla di fatti di vita vissuti, o racconti dei nostri “vecchi”, in me nasce la voglia di ritornare indietro, una specie di ritorno al passato, quello che adesso a generato tante belle cose ma a mio avviso anche tanti “mostri”. Una cosa che mi appassiona più di tutto e quando si parla di cani, quei stupendi ausiliari che un tempo erano in possesso dei nostri genitori o nonni, i cosiddetti “bastardi” o meticci, quei piccoli segugi dallo sguardo tenero ma dall'occhio furbo che facevano tanto divertire i nostri avi. Lo standard di quel cane era vario, per non dire inesistente, qui non stiamo a parlare di orecchie lunghe fino alla punta del naso, piede di lepre o di gatto, coda portata a sciabola, urlo alla francese o scagno alla slava, queste prerogative per i nostri avi non erano di fondamentale importanza, quello che contava era il RENDIMENTO a caccia, che doveva tramutarsi in passione e risultati, causa.............. meglio non dirlo. Il meticcio dei nostri nonni erano soggetti incrociati con altri meticci, in possesso di contadini o mezzadri, dove venivano “adoperati” sistematicamente tutti i giorni a caccia (bei tempi quelli), dove dimostravano di che pasta erano fatti, ancora mio padre racconta di Km fatti a piedi per far coprire una sua cagna da lepre da un contadino che abitava in uno “stazzo” a parecchi Km dal nostro paese, in quanto a suo dire lo stallone era un soggetto formidabile sulla lepre, ma di quei 4 cuccioli partoriti dalla cagna di sua proprietà uno solo rimase in vita rivelandosi in seguito “cane de istelzu” cane da ciotola tradotto in Italiano, ma racconta di tanti altri accoppiamenti andati a buon fine, parlo come attitudine a caccia. La morfologia di questi soggetti erano varie, per non dire i colori frutti di incroci svariati, ma raramente chi sceglieva sbagliava, forse dovuto che in quei tempi la selvaggina abbondava e la caccia era consentita tutti i giorni, erano cani che venivano impiegati su ogni selvaggina stanziale, ma in prevalenza sulla lepre caccia principe in quell'epoca, da qui in poi piano piano anche la scarsità di questo simpatico roditore, venivano impiegati sul cinghiale cercando quei soggetti predisposti a cacciare il solengo, si cercava quindi anche in tempi “difficili” di fare selezione in quanto sappiamo bene che nei meticci le tare e difetti a volte sono più presenti che i pregi, ma se quest'ultimo ben fissati allora sono dolori per il cinghiale. Il punto forte del meticcio credo che sia la salute, e raro che uno di questi cani venga colpito da qualche patologia canina che ne precluda la morte, cosa invece “abbastanza” frequente nei cani di razza, figuriamoci se mio padre a mai vaccinato un cane, e pure campavano più dei cani attuali, quelli che adesso accudiamo con ogni accorgimento come dei veri signori. Altro punto a favore dei meticci e l'attaccamento morboso al padrone, prima questi cani vivevano liberi per il paese (non sempre comunque), dove emulando i miglior mago di questa terra alle ore 04.00 si facevano trovare pronti fuori dalla porta per vivere una giornata di caccia, questo credo era dovuto in quanto prima il “padrone” viveva quasi tutto l'arco della giornata con lui, trattato a volte meglio di un figlio, e quando la giornata lavorativa si svolgeva in campagna oltre allo zaino con il formaggio e il fiasco di vino bisognava portare pure lui il nostro meticcio creando quel attaccamento che a volte non si riscontra in alcune razze ufficiali di cani. L'evoluzione della vita, quindi benessere,(più soldi) abbandono della campagna a portato a “pensare” che il cane meticcio occorreva sostituirlo con specie più affidabili sia nella provenienza, sia nella genealogia dei suoi avi, chi invece si serviva e si serve ancora di quei bastardi veniva guardato con un certo disprezzo, come se tutto in un tratto quei cani non fossero buoni nemmeno a trovare la ciotola da mangiare, viceversa il cane di razza lui si che la trova la ciotola....., è così abbiamo assistito ad una baraonda di razze canine dalle più variopinte che la cinofila possa aver creato, sempre avanti con i tempi e la moda di quel momento, così si è assistito al bum del Beagle per poi sapere che quando veniva usato come cavia per esperimenti “strani” abbandonare quella moda, il bum dell'istriano, il bum di tutte le razze Francesi nel formato di standard Grande, Medio e Piccolo, il bum attuale del maremmano dove pur di riconoscere un “meticcio” travestito da cane di razza alcuni si sono fatti riconoscere da giudici compiacenti il boxer del vicino come maremmano, tutte queste razze ed altre centinaia che il sottoscritto a usato ed usa attualmente a caccia, hanno fatto si che, chi ancora si serva del meticcio per cacciare venga guardato da “NOI” intenditori di razze da cani come uno fuori luogo, fuori moda, come un mio amico toscano nel vedere un canaio con dei meticci che impiegava sul cinghiale gli gridò “ a bischero a che tu cacci con dei ronzini, nu vedi che li mancano pure i denti” mi scuseranno gli amici Toscani per il dialetto, ma la frase era quella, come che se per cacciare il cinghiale bisogna essere in possesso di tutti i denti, e come questo mio amico ci stanno tanti altri che criticano chi possiede questi ausiliari. Credo invece e di questo io sono il primo ad ammettere, che il meticcio a fatto la fortuna dei nostri avi, e la storia della nostra caccia, ognuno nella vita fa delle scelte sue che non tocca a noi giudicare, l'importante che la scelta sia generata da un suo pensiero ben preciso di quel momento, maturato in anni di esperienze a caccia del cinghiale, di un pensiero di come intende lui la caccia, e non la solita moda del cane “attuale”, i cani a mio parere messi su di un prato dove in mezzo vi sta un cespuglio, con dentro un cinghiale, tutti arriveranno allo scovo, chi prima con accostamento veloce e sbrigativo (cane d'iniziativa) chi con ululati e sculetamenti da vero signore (cane di metodo), chi dritto parco di voce ( cane da bracconiere????? ?), chi in altri mille modi ma tutti arriveranno a scovare il cinghiale sia che sia di razza sia che sia meticcio, allora a questo punto resterà a noi scegliere in base alle nostre esigenze di caccia, ma come detto per il segugio Italiano non diciamo che un meticcio e inferiore a uno di razza, la caccia non è una competizione a chi prima arriva, la caccia e una passione nata molti anni fa grazie e soprattutto a i cani mettici, e per questo ogni tanto ricordiamoci che non bisogna sputare nel piatto in cui si è mangiato, in quanto (QUASI) TUTTI ABBIAMO CACCIATO CON IL NOSTRO AMATO METICCIO DEI NOSTRI NONNI.
By. Istri.