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se non mi succedeva non avrei creduto

Il mondo venatorio - medusa - 2007-11-29 18:53:26

una mattina in mezzo alla settimana, organizzammo una battuta di caccia con la mia squadra.
Come al solido ci dammo appuntamento al bar, eravamo una decina e mentre facevamo colazione ci organizzavamo per fare una battutina in una zona piccola. Alla fine abbiamo deciso di recarci nei pressi di un canalone, visto che alcuni componenti della squadra nei giorni precedenti avevano trovato del praticato. Giunti sul posto ci siamo sparpagliati per tracciare e vedere come si poteva impostare la cacciata e ci siamo ritrovati dopo due ore facendo un resoconto: c’erano solo tracce di un paio cinghialotti . Impostata la cacciata, abbiamo sciolto un cane sulle tracce e presa bene la traccia abbiamo sciolto anche gli altri. Giunti al covo dei cinghiali sono partiti subito e mentre si dirigevano lungo il canalone una posta sparò tre colpi; arrivati, i cani si fermano dove avevo sentito i tre colpi e si mettono a fermo. Ci siamo sentiti via radio e un mio compagno di caccia disse che erano due cinghiali e che uno l’aveva abbattuto ma l’altro era scappato; allora gli chiesi se riusciva a rimandare i cani su quello che era fuggito. Poco dopo riprese la canizza ma pian piano che mi avvicinavo non sentivo piu’ niente, infatti avevano sballato il canalone; giunto lì mi fermai per ascoltare i cani, ma niente; dopo circa mezzora sentii dei campanelli, infatti due dei cinque cani stavano rientrando. Allora pensai che avessero rinunciato visto che lì vicino c’era una strada asfaltata; passarono altre due ore senza avere notizie degli altri tre cani. Mi misi in contatto con gli altri amici e pensammo che i cani avessero proseguito scavalcando la strada asfaltata e fossero diretti verso il parco. Così partimmo alla loro ricerca ma con esito negativo e giunta sera rimandammo la ricerca all’indomani. Dopo due giorni di ricerca e chiedendo in giro se qualcuno aveva visto i cani, feci mente locale e mi ricordai che il giorno della battuta, cercando i cani, un amico mi disse che era passato in un punto dove c’era un antico pozzo romano pieno di rovi e frasche e per un pelo non ci cadeva dentro. Tornando dal lavoro mi incontrai un amico e con una torcia ci siamo messi di nuovo in cerca. Mentre camminavamo verso il pozzo ogni tanto li chiamavo e ad un certo punto sentimmo il guaire di un cane allora ci siamo diretti verso quei rumori e, proprio come immaginavo, i cani erano caduti nel pozzo. Mi avvicinai al bordo per vedere con la pila se erano tutti e tre e infatti erano lì. A quel punto avvisai subito i compagni di squadra, chiedendogli di portare delle funi e delle cinghie. Nel frattempo ci domandavamo come avessero fatto a cadere nel pozzo tutti e tre. Mentre parlavamo sembrava che i cani abbaiassero a fermo poi ogni tanto si sentiva come un gromito; fu allora che capimmo che insieme ai cani era caduto anche il cinghiale. Mi distesi lungo il bordo, il pozzo era stato scavato nel tufo, era asciutto e profondo circa 7 metri con circonferenza di 2 metri quadrati e il bacile era più largo circa 3 metri quadri; guardai bene e mi accorsi della sorpresa e dissi al mio amico: “ao cesta pure er cinghiale lo vedi che non me sbagliavo” e lui mi rispose: “ma che sta a di famme vede pure a me!”. Gli passai la torcia e feci guardare anche lui e mi disse:”limortacci sua ecco perchè so cascati dentro pure i cani”. Avendo la certezza della presenza del cinghiale chiamai un altro compagno di squadra e gli dissi di portare anche il fucile. Arrivati tutti calammo nel pozzo il piu’ leggero tra di noi; però c’era un problema: non potevamo sparare al cinghiale perché sarebbe stato pericoloso per i cani, così facemmo un gancio con un tondino lungo circa un metro. Nel calare l’amico lo dovevamo sostenere a circa un metro e mezzo da terra, lui agganciava un cane al collare e lo abbracciava dopodichè noi poi lo tiravamo su, ripetendo per tre volte la cosa. A quel punto io dissi:”dateme sto fucile che gli sparo!”. Il guaio e’ che avevamo con noi solo 2 cartucce, certo ne poteva bastare una sola, ma non era semplice perchè fra le risate e le battute e il fatto che il cinghiale era accovacciato sotto la parete più larga, per sparare stavo in una posizione scomoda e mi doveno tenere per le gambe. Il primo colpo lo sbagliai, ma con il secondo lo colpii in pieno. A quel punto abbiamo fatto calare il nostro amico fino a terra, ha legato il cinghiale per una gamba con un altra corda e lo recuperammo. Abbiamo fatto sparire subito il cinghiale ed abbiamo avvisato la forestale della presenza del pozzo.
Amici questa cosa potrebbe essere un racconto da fantascienza, ma a me e alla mia squadra è successo veramente. Un saluto da by medusa

SE NON MI SUCCEDEVA NON AVREI CREDUTO

una mattina in mezzo alla settimana, organizzammo una battuta di caccia con la mia squadra.
Come al solido ci dammo appuntamento al bar, eravamo una decina e mentre facevamo colazione ci organizzavamo per fare una battutina in una zona piccola. Alla fine abbiamo deciso di recarci nei pressi di un canalone, visto che alcuni componenti della squadra nei giorni precedenti avevano trovato del praticato. Giunti sul posto ci siamo sparpagliati per tracciare e vedere come si poteva impostare la cacciata e ci siamo ritrovati dopo due ore facendo un resoconto: c’erano solo tracce di un paio cinghialotti . Impostata la cacciata, abbiamo sciolto un cane sulle tracce e presa bene la traccia abbiamo sciolto anche gli altri. Giunti al covo dei cinghiali sono partiti subito e mentre si dirigevano lungo il canalone una posta sparò tre colpi; arrivati, i cani si fermano dove avevo sentito i tre colpi e si mettono a fermo. Ci siamo sentiti via radio e un mio compagno di caccia disse che erano due cinghiali e che uno l’aveva abbattuto ma l’altro era scappato; allora gli chiesi se riusciva a rimandare i cani su quello che era fuggito. Poco dopo riprese la canizza ma pian piano che mi avvicinavo non sentivo piu’ niente, infatti avevano sballato il canalone; giunto lì mi fermai per ascoltare i cani, ma niente; dopo circa mezzora sentii dei campanelli, infatti due dei cinque cani stavano rientrando. Allora pensai che avessero rinunciato visto che lì vicino c’era una strada asfaltata; passarono altre due ore senza avere notizie degli altri tre cani. Mi misi in contatto con gli altri amici e pensammo che i cani avessero proseguito scavalcando la strada asfaltata e fossero diretti verso il parco. Così partimmo alla loro ricerca ma con esito negativo e giunta sera rimandammo la ricerca all’indomani. Dopo due giorni di ricerca e chiedendo in giro se qualcuno aveva visto i cani, feci mente locale e mi ricordai che il giorno della battuta, cercando i cani, un amico mi disse che era passato in un punto dove c’era un antico pozzo romano pieno di rovi e frasche e per un pelo non ci cadeva dentro. Tornando dal lavoro mi incontrai un amico e con una torcia ci siamo messi di nuovo in cerca. Mentre camminavamo verso il pozzo ogni tanto li chiamavo e ad un certo punto sentimmo il guaire di un cane allora ci siamo diretti verso quei rumori e, proprio come immaginavo, i cani erano caduti nel pozzo. Mi avvicinai al bordo per vedere con la pila se erano tutti e tre e infatti erano lì. A quel punto avvisai subito i compagni di squadra, chiedendogli di portare delle funi e delle cinghie. Nel frattempo ci domandavamo come avessero fatto a cadere nel pozzo tutti e tre. Mentre parlavamo sembrava che i cani abbaiassero a fermo poi ogni tanto si sentiva come un gromito; fu allora che capimmo che insieme ai cani era caduto anche il cinghiale. Mi distesi lungo il bordo, il pozzo era stato scavato nel tufo, era asciutto e profondo circa 7 metri con circonferenza di 2 metri quadrati e il bacile era più largo circa 3 metri quadri; guardai bene e mi accorsi della sorpresa e dissi al mio amico: “ao cesta pure er cinghiale lo vedi che non me sbagliavo” e lui mi rispose: “ma che sta a di famme vede pure a me!”. Gli passai la torcia e feci guardare anche lui e mi disse:”limortacci sua ecco perchè so cascati dentro pure i cani”. Avendo la certezza della presenza del cinghiale chiamai un altro compagno di squadra e gli dissi di portare anche il fucile. Arrivati tutti calammo nel pozzo il piu’ leggero tra di noi; però c’era un problema: non potevamo sparare al cinghiale perché sarebbe stato pericoloso per i cani, così facemmo un gancio con un tondino lungo circa un metro. Nel calare l’amico lo dovevamo sostenere a circa un metro e mezzo da terra, lui agganciava un cane al collare e lo abbracciava dopodichè noi poi lo tiravamo su, ripetendo per tre volte la cosa. A quel punto io dissi:”dateme sto fucile che gli sparo!”. Il guaio e’ che avevamo con noi solo 2 cartucce, certo ne poteva bastare una sola, ma non era semplice perchè fra le risate e le battute e il fatto che il cinghiale era accovacciato sotto la parete più larga, per sparare stavo in una posizione scomoda e mi doveno tenere per le gambe. Il primo colpo lo sbagliai, ma con il secondo lo colpii in pieno. A quel punto abbiamo fatto calare il nostro amico fino a terra, ha legato il cinghiale per una gamba con un altra corda e lo recuperammo. Abbiamo fatto sparire subito il cinghiale ed abbiamo avvisato la forestale della presenza del pozzo.
Amici questa cosa potrebbe essere un racconto da fantascienza, ma a me e alla mia squadra è successo veramente. Un saluto da by medusa

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