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Archivio editoriale

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Il mondo venatorio 13/09/2007 - gitano

IL GLADIATORE

Ricordo di un amico 18 Novembre 2004 È con gli occhi gonfi di pianto e con il cuore pieno di tristezza che prendo atto della fine di una leggenda,della fine di un mito: Ieri 17/11/2004, in una notte fredda ma serena, CERO è morto. Il Gladiatore, che per 15 lunghissimi anni mi ha accompagnato nelle mie giornate di caccia al cinghiale, capace di fronteggiare da solo verri incazzati, scrofe iraconde e interi branchi, ormai impigrito e acciaccato dall’ l’età, mi ha lasciato per passare a miglior vita. Si rincorrono nella mia mente offuscata dal dolore, innumerevoli ricordi di giornate memorabili. Riaffiorano sfumati ma indelebili dei momenti vissuti insieme a te “GRANDE AMICO MIO”, che ci hanno fatto diventare grandi insieme, e che mi accompagneranno per tutta la vita. Queste due righe scritte tutte d’un fiato e con mano tremolante, le dedico a te “MIO COMPLICE FEDELE”, a te che da cucciolone ti sei saputo assoggettare alle mie regole, diventando in breve tempo un formidabile ausiliare, a te che una volta diventato grande, hai saputo far diventare grande anche me. Rimarrà sempre impresso nella mia mente e nel mio cuore, quello sguardo furbo e fiero, che faceva di te, anche agli occhi dei profani, un cane simpatico. Proverbiale è stata la tua cupidigia nell’affrontare il selvatico, mitico è stato e resterà per sempre il tuo abbaio a fermo, in attesa che io sferrassi il colpo risolutivo. Ti ringrazio “GRANDE AMICO MIO” per tutto quello che mi hai saputo dare e insegnare, e sono sicuro che esiste un paradiso dei cani, tu occuperai un posto d’onore, come del resto nel mio cuore. Ciao “GRANDE AMICO MIO”, ciao “GRANDE CERO” IL TUO INSEPARABILE COMPAGNO
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Caccia al cinghiale 11/09/2007 - istriano

ASTENERSI PERDITEMPO!!

Leggendo i dati di iscrizione annuale di cucciolate presso l'ENCI si capisce che il bum di vendite degli anni novanta che a caratterizzato il nostro mondo della caccia, quello relativo al mercato dei cani piano piano a fatto Sbummm, tutto quello che prima ci veniva proposto come insuperabili, inarrivabili, inimitabili, adesso non esiste più, ho almeno questo si crede, dove noi poveri acquirenti (cacciatori) venivamo guardati dal basso verso l'alto come dire “mo sto incompetente che vuole”, dove nello stesso tempo non troviamo più le scritte a caratteri cubitali nei vari giornali delle riviste di settore il parolone “ASTENERSI PERDITEMPO”, adesso causa crisi economica (pensano loro) viene offerto di tutto e di più, si legge sempre “ SI RICEVE TUTTI I GIORNI, GARANZIA SODDISFATI O RIMBORSATI, PROVA 30 GIORNI MANI ACQUIRENTE, PRENDI TRE PAGHI DUE” ecc, ma a conti fatti sono cambiati solo le parole ma il succo, anzi il cetriolo è rimasto quello di un tempo, sempre duro e ben fissato dentro il nostro bel posteriore per quelli che ancora credono in queste favole s'intende. Con questo non voglio accusare che tutti i “venditori” di parole sono uguali, ci stanno anche persone oneste, persone che allevano per pura passione offrendo ogni tanto qualche cucciolo da rinvestire nel miglioramento della razza, e non in quello delle loro tasche. I venditori hanno pensato bene “come tutti del resto” che lira uguale euro, così se prima un cucciolo veniva acquistato per 300000/500000 in lire, adesso viene proposto per 600€ in su, raddoppiando e a volte triplicando lo stesso cucciolo nato dalle stesse fattrici, ma togliendo dalle inserzioni di vendita la frase ASTENERSI PERDITEMPO, ma inserendone altre, quelle di maggiore impatto per chi deve “comprare”, in fondo la pubblicità e l'anima del commercio, prima quando si chiamava un allevatore per acquistare un cucciolo quasi eravamo obbligati ad acquistarlo in quando non si doveva far perdere tempo al venditore, più delle volte si trovava delle persone fredde che a nostre domande elementari sui cani ci rispondevano con arroganza come se “scocciavamo”, adesso invece magicamente le stesse persone forse causa................................., stanno ore a raccontarvi, ad elogiare i loro cani, proponendoci mille cuccioli, ma quando chiediamo il prezzo qui cari amici viene fuori il vero venditore di vendere tutto a qualunque costo, e quindi con voce strozzata sentiamo dire “zeicen”, scusi non ho capito quanto viene? “ zeicentototot”, scusi ci sarà poco campo provo a spostarmi con il cellulare, il venditore inizia a prendere coraggio, è alla nostra ennesima domanda del prezzo del cucciolo sentiamo dire “ seicent”, a detto seicento domandiamo noi, si seicento cinquanta è il prezzo solo perché e lei s'intende, poi spinto da sempre più coraggio aggiunge “mi raccomando non dica nulla in giro”, questo è successo al sottoscritto un po' di tempo fa , commentare ancora su questo fatto e tempo perso, ma non soddisfatti di tutto questo adesso quei allevatori che prima CAMPAVANO dalla vendita di cani, è visto che adesso questo non è più possibile, hanno pensato bene di riempire quei canili sempre più vuoti di euro e non dei cani rimastili , trasformandoli in pensione, e rifuggi, cosi quando andremo a far visita al canile in quanto SI RICEVE TUTTI I GIORNI, troveremo tanti trovatelli portati dal comune o provincia a spese di NOI CONTRIBUENTI, quindi se non guadagno dalla vendita guadagno di sicuro dalla pensione avrà pensato bene l'allevatore famoso, tanto cani randagi, abbandonati ce ne stanno a iosa poi grazie a i miei amici verdi ( adesso sono pappa e ciccia) riempio i canili, introito sicuro e garantito, ci compro pure il mangime alla faccia di chi non acquista più nulla mi tengo una decina di cani e mi rimetto a vendere come un tempo, si come prima “ASTENERSI PERDITEMPO”, a pensato il nostro amico venditore, quindi se adesso telefoniamo sempre al quel noto allevatore adesso vi risponde in questo modo “ pronto vorrei chiedere se possiede dei cuccioli? Senta ci stanno due cuccioli 1000€ l'uno se li vuole lo dica subito in quanto mi dovrebbe chiamare uno per la conferma, quindi non ho tempo da perdere” Due mesi prima ti teneva un ora al telefono, te li dava per 650€ come se si vergognasse adesso 1000€ e devo confermare subito e per giunta a scatola chiusa!!!!!!! Cari amici cambiano i tempi, cambia il modo di vendere, ma non cambiano i venditori, loro sono sempre in prima fila pronti a offrirci di tutto, adesso addirittura ci stanno anche persone “normali” non allevatori ufficiali che usufruendo del mondo incantato di internet offrono cani da caccia incrociando quest'ultimi con rottoweiler, immaginando uno di questi cani che arriva sul cinghiale morto e a preso tutto il carattere del rottoweiler, non vorrei essere il povero postaiolo.......ma non soddisfatti di questo “attacco” alla genetica, il tutto viene contornato dalla parola tanto cara a i nostri venditori ASTENERSI PERDITEMPO, concludo auspicando che ognuno di noi sappia scegliere bene sazi delle esperienze passate, lasciamo stare questa gente nel loro mondo, in fondo ASTENERSI PERDITEMPO dovremo essere noi a GRIDARLO A LORO, ma il mio e solo un pensiero in una notte di questa calda estate !!!!!! By Istri. ART 21 DELLA COSTITUZIONE DELLA REPUBBLICA ITALIANA. TUTTI HANNO DIRITTO DI MANIFESTARE LIBERAMENTE IL PROPRIO PENSIERO CON LA PAROLA,LO SCRITTO E OGNI ALTRO MEZZO DI DIFFUSIONE PER EVENTUALI...............................................!!!!!!!!!!!!!!!!!!! By Istriano
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Il mondo venatorio 06/09/2007 - gitano

IL CACCIATORE COL SEGUGIO

La voce del segugio sui monti è come il canto dell’Ave Maria, qualcosa che ti aspetti, qualcosa che non ti turba. Puoi ascoltarla senza incrinare il silenzio che è l’unico padrone dei luoghi incantati in cui si pratica la caccia tradizionale alla lepre. Nel mio inconscio, mentre scrivo disordinatamente queste righe, la sto già ascoltando, all’inizio senza prestarci molta attenzione, ma adesso che il messaggio è più evidente e comprensibile, mi lascio catturare. La voce chiara, decisa, cadenzata due note acute, la prima più breve, l’altra più prolungata mi arriva da lontano, si fa più vicina ed ora indovino il percorso della lepre. Ricordo la prima volta che mio padre, anche lui cacciatore col segugio, mi fece tenere la lepre, mentre la spellava. Durante l’iniziazione, come tanti altri ragazzetti, non ero molto più alto della lepre e dovevo impugnare le zampe posteriori tenendo le braccia sollevate all’altezza del viso, così che l’odore forte dell’animale mi entrava ancor più prepotente nel naso. Lo faccio ancora oggi, che sono ormai anche io padre, e a 34 anni sono ancora il ragazzetto della squadra. “O vedi do passa lu lepre”, mi diceva agli inizi tanti anni or sono (26) uno dei miei maestri di caccia, tracciando col dito il percorso dell’animale inseguito dai cani, con la sicurezza che gli derivava dalle centinaia di volte che aveva cacciato in quel posto, delle centinaia di fotogrammi che gli ripassavano nella memoria. Oggi, mentre attendo impaziente l’alba del primo giorno, mi piace immaginare il terreno intorno a me come intrecciato delle scie fosforescenti degli abituali percorsi delle lepri. Quando farà giorno, guardandomi intorno, indovinerò via via, in cima a poggetti o in fondo ad incroci di sentieri, gli amici della squadra, le statue umane ferme alla posta. Poi, dopo lo scovo, quando si udirà la fucilata e vedrò la pancia bianca della lepre, cessata la canizza, non mi aspetterò parole di elogio ne per me ne per i cani per il lavoro svolto, ma a fine battuta, quando come sempre ci raduneremo intorno alla lepre per i commenti, tutti come sempre, senza smancerie, avremo la conferma di aver cacciato come doveva esser fatto; la conferma che era naturale che finisse così, sia per noi, sia per i cani che per la lepre.
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Il mondo venatorio 05/09/2007 - medusa

La mia prima padella

Tutto inizia fin dall'età di 12 anni, quando mio padre comincia a portarmi dietro quando andava a caccia. Gia dalla sera ero molto eccitato ed tutte le notti prima sonnecchiavo, mi svegliavo sempre per vedere quel “maledetto” orologio che non andava mai avanti e non veniva mai il mattino pareva che il tempo si era fermato. La mattina quando mio padre accese la luce della cucina io gia ero pronto, le gambe mi tremavano e ancora oggi che ho compiuti 46 anni vivo quelle emozioni. Quando raggiunsi l’età matura per il porto d’armi, a mi piaceva molto sparare sapete ero molto giovane, andavo a caccia con una segugetta di nome vespetta. Nel frattempo mio padre già da alcuni anni avevano formato una squadra di caccia al cinghiale. Ed spesso la sera ci vedevamo al circolo dei cacciatori, per raccontare ed ascoltare le avventure della giornata. Sa io non avevo molta esperienza di quella caccia, infatti sfottevo tutti i componenti della squadra, quando sentivo delle padelle. Gli dicevo e che ci vuole a colpire un cinghiale, come se sparassi a una montagna. Venni invitato a fare una battuta e accettai, maledetto quel giorno ancora oggi ci ripenso, ci pensate la mia prima battuta. La sera per l’indomani mi misi d’accordo con mio padre per l’orario, ci ritrovammo tutti al posto di appuntamento. Sa sapete ero molto emozionato la mia prima esperienza, sentivo dire dal capocaccia “avete trovato qualcosa, io ho trovato parecchie tracce, dai che mettiamo le poste che oggi c’è¨ parecchio praticato sono tanti gli animali, andate con ciaccamoupete che lui e pratico della zona ve mette lui de posta “Una volta raggiunta la posta, mi misero vicino un torrente, ragazzi che freddo della malora battevo i piedi, Una tramontana il tempo non passava mai. Dopo circa due ore in cima alla montagna sentivo l’eco di una canizza, fra me mi chiedevo forse saranno i cani nostri, sapete allora le radioline non venivano ancora usate per cui i canai non potevano avvisarci e comunicare con noi, ed io non potevo chiedere se i cani che sentivo erano i nostri. Essendo la prima volta non conoscevo i cani Mi concentrai sul guaito, ragazzi sentivo anche le foglie che cadevano a terra, nel frattempo la canizza scendeva sempre più a valle, e sempre più forte sentivo le voci dei cani. Che concerto mi venivano i brividi, cominciai ad avvertire che si dirigevano verso di me mi cominciai ad emozionare, i battiti cardiaci cominciarono ad aumentare, insomma mi sentivo imbalsamato. Passato qualche minuto incominciai a sentine sassi che ruzzolavano rami che si rompevano fra me mi dissi eccolo imbracciai il fucile pesava una tonnellata, ad un certo punto dal folto vidi uscire una sagoma nera,si era proprio lui la distanza circa 40 metri lo mirai e mi partirono tre colpi che ne sembrava uno, lo vidi cadere a terra, ad un certo punto si rialzo riprese il cammino e mi passo a circa 10 metri, rimasi impietrito a guardarlo fino ad accompagnarlo al folto della macchia con il fucile scarico. Nel frattempo arrivarono i cani rimasero per qualche minuto a girare dove avevo sparato al cinghiale, poi via riprese la canizza verso dove si era diretto il cinghiale. Rimasi scioccato per circa mezzora fin quando vidi arrivare un canaio, mi domando se avevo sparato io gli dissi di si e gli feci vedere dove, si fece un giro mi disse che lo avevo colpito c’era del sangue, poi mi chiese che direzione avevano preso i cani lo indirizzai e mi disse non preoccuparmi che lo ricuperiamo, anche lui spari nel folto della macchia. Nel frattempo passarono circa tre ore, ad un certo punto sentivo voci che si avvicinavano, si erano le poste che si erano messe dopo di me, mi dissero che la battuta era finita. Io con il nodo in bocca gli chiesi se il cinghiale che avevo sparato era stato recuperato, mi risposero adesso quando arriviamo a valle chiediamo ai canai. Arrivati a valle vidi il canaio che ci avevo parlato gli domandai se il cinghiale era stato recuperato, mi rispose di no perchè era ferito lievemente ed era rientrato nel palco. Ragazzi ci rimasi così male che me lo sognai anche la notte, mi sognavo che sparavo al cinghiale e la pallottola gli arrivava addosso e cadeva a terra. Lo sapete che cosa ho imparato, prima di tutto non bisogna mai vantarsi su una esperienza non vissuta e non giudicare gli altri, quella mattina feci tre sbagli, prima quando mi usci il cinghiale me lo dovevo far avvicinare più possibile, secondo non dovevo sparare a raffica, dovevo accompagnarlo con colpi con distanza di secondi, e terzo dovevo ricaricare subito, perchè ne avevo di tempo da quando cadde e si rialza e mi passo vicino. Non mi dovevo far trovare con il fucile scarico. Un saluto dar medusa
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Cani 04/09/2007 - istriano

L'ISTRIANO IN SARDEGNA!!

Parlare per il sottoscritto del Segugio Istriano, è facile in quanto soggetto posseduto dal medesimo, tanto abbiamo scritto di questo piccolo cane bianco, tante sono le sue doti, è di chi lo possiede, saprà riconoscere ed apprezzare ancora di più. In questo caso voglio parlare del primo o primi Segugi Istriano/i “arrivati” nella mia amata Sardegna, ed in particolare nella mia zona “Gallura”, per capire bene dove si trova il luogo diremo Costa Smeralda, ma questo volta non ci stanno paparazzi che rincorrono VIP nei rinomati locali e discoteche, ma ci stanno dei piccoli segugi di colore bianco chiamati appunto ISTRIANO. Per capire cosa rappresenta attualmente l'Istriano in Sardegna, e cosa rappresenterà in futuro dobbiamo ritornare in dietro di parecchi decenni per spiegare cosa rappresentava la caccia in quei luoghi dove ricordano suggestivi momenti della mia infanzia. La Sardegna è una delle poche Regioni assieme alla Toscana, Umbria e Maremma Laziale, dove il cinghiale è sempre esistito in quanto animale autoctono di quei luoghi, ma non presente in tutti i luoghi parlo della Sardegna naturalmente, infatti nelle mie zone “Gallura” è sempre stato presente ma circoscritto solo in alcune località come il Monte Limbara, o località come “Carana”, dove sorge la diga artificiale “Liscia” l'habitat rendeva è rende posto ideale per la proliferazione della specie in questione. Con il passare degli anni, e l'abbandono delle campagna Su Sirbone ha iniziato ad invadere altri luoghi prima rimasti vergini alla sua presenza facendo in modo che i tanti cacciatori di lepri, e pernici sarde si dedicassero alla caccia del nostro amico cinghiale. I primi soggetti impiegati nella caccia al suine, parlo della mia zona s'intende erano in apparenza in morfologia a dei segugi, ma ottimi ausiliari, questi soggetti dove ancora qualcuno possiede “il sangue”, sapevano adattassi ad ogni tipo di caccia dove venivano impiegati, facendo in modo che se adoperati sulla Pernice Sarda fermavano alla pari di un titolato Pointer o Setter Inglese, e nello stesso modo si distinguevano su lepri (caccia principe) e cinghiali, dando voce su passata e sonore seguite. Con il passare degli anni alcuni PIONERI della caccia al cinghiale in Gallura preferirono affiancare soggetti puri, per poi avere con il tempo segugi solo della medesima razza, adesso si vedono intere squadre impiegare intere mute di questi soggetti, ma poi per constatare che la differenza in alcuni (casi) la fa solo LUI, il famoso meticcio sardo quel soggetto tanto caro a i nostri nonni e genitori. Uno dei primi cani di razza che ricordo di aver visto impiegare nelle mie località, è sicuramente il SEGUGIO ISTRIANO, molti neofiti tra cui il sottoscritto scambiarono questo piccolo cane per un Pointer incrociato ad un segugio, e ricordo con piacere e nostalgia le discussioni tra i vari “intenditori” di quel periodo, tra cui una riportata da un signore che oggi non più tra noi ma di quelli che in queste “baraonde” di parole era quello che doveva distinguersi in racconti da lui vissuti, tra cui che il segugio Istriano era stato “rubato” da alcuni appartenenti alla Gloriosa BRIGATA SASSARI durante la Seconda Guerra Mondiale, addirittura al Generale TITO è portato da quest'ultimi in Sardegna............ Ah che ricordi!!! ma continuando nella nostra cronologia degli eventi la copia di segugi Istriani visti per primi all'opera vennero portati da un signore vicino al mio paese comprati da lui personalmente in Istria, ricordo ancora con piacere i loro nomi Rocky e Rambo dove a distanza di anni vengono "tramandati" questi nomi nella maggior parte dei cani che vengono impiegati sul cinghiale nella speranza che qualcuno "diventi" la metà di uno di loro. Raccontare le gesta di questi due cani per il sottoscritto diventa troppo facile, per qualcuno potrò essere di parte, ma vi assicuro che non lo sono ed in vita mia mai lo sarei, tanti di questi personaggi da me citati sono ancora in vita, ancora nei Bar del paese a distanza di anni vengono ricordati Rocky e Rambo questi due magnifici ausiliari di segugio Istriano dove ancora vive con qualche rimpianto nei loro ricordi. La caccia attuale a portato molti appassionati della caccia a “Su Sirbone”, ad impiegare solo ed esclusivamente questi “cani bianchi”, come amichevolmente viene chiamato qui in Sardegna, tra questi l'amico nonché paesano Istrarski, ad adoperare nelle “silve” di Luogosanto e Luras, dove se non possiedi cani veloci, di grossa iniziativa e OTTIMO NASO, non caveresti un ragno dal buco, qui il cinghiale di più piccole dimensioni rispetto a certi bisonti del “continente” raramente tiene il fermo preferisce partire prima a tutta birra travolgendo tutto quello che gli para davanti, persone comprese. Spero con questo mio scritto di non aver suscitato risentimenti di chi invece di adoperare l'istriano, si serve di un altra razza, ma il mio vuole essere solo un modo di raccontare in maniera amichevole è casereccio le prima “gesta” di questo piccolo segugio in terra sarda ed esattamente in Gallura,chi volesse invece raccontare altre imprese di altri cani la SEZIONE ARTICOLI e aperta a tutti,in quanto QUI NESSUNO e SCRITTORE, mi duole raccomandare (a me stesso) un altra cosa dove in futuro “dovrò” mio malgrado tenere presente, che il breve racconto di questa storia e frutto di conoscenze personali del sottoscritto è racconti raccolti da altre persone, quindi chi volesse aggiungere, ho correggere alcune mie affermazioni al riguardo questo scritto può benissimo farlo, in quando dalla vita tutti dobbiamo apprendere anche da chi non sempre è d'accordo con le idee altrui. By Istriano
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Caccia al cinghiale 04/09/2007 - mister

Il pensiero della vita desiderata

Questo antico manoscritto è stato rinvenuto nella chiesa di San Paolo di Baltimora nell’anno 1692 Lo dedico a tutti gli iscritti di questo sito affinché arricchisca le Vostre anime. Passa tranquillamente tra il rumore e la fretta e ricorda quanta pace può esserci nel silenzio Di sempre la verità con calma e chiarezza e ascolta gli altri anche i noiosi e gli ignoranti Anche loro hanno una storia da raccontare Evita le persone volgari ed aggressive esse opprimono il tuo spirito Se paragoni te stesso troppo spesso agli altri corri il rischio di far crescere in te orgoglio e acredine Perché ci saranno sempre persone più in alto di te e persone più in basso Gioisci dei tuoi risultati così come dei tuoi progetti Conserva l’interesse per il tuo lavoro per quanto umile è ciò che realmente possiedi per cambiare le sorti del tempo Sii prudente nei tuoi affari perché il mondo è pieno di tranelli Ma ciò non accechi la tua capacità di distinguere le virtù Molte persone lottano per grandi ideali e dovunque la vita è piena di eroismo Sii te stesso e soprattutto non fingere negli affetti e neppure sii cinico riguardo all’amore Poiché a dispetto di tutte le aridità e disillusioni esso è perenne come l’erba Accetta benevolmente gli insegnamenti che derivano dall’età lasciando con un sorriso sereno le cose della giovinezza Coltiva la forza dello spirito per difenderti contro l’improvvisa sfortuna Ma non tormentarti con sogni e fantasie perché molte paure nascono dalla stanchezza e dalla solitudine Al di là di una disciplina morale sii sereno con te stesso Tu sei figlio dell’universo non meno degli alberi e delle stelle e quindi hai diritto ad essere qui E che ti sia chiaro o no non vi è dubbio che l’universo ti si stia schiudendo come dovrebbe Perciò sii in pace con Dio comunque tu lo concepisca e qualunque siano le tue lotte e le tue aspirazioni conserva la pace con la tua anima pur nella rumorosa confusione della vita Con tutti i suoi inganni i suoi lavori ingrati e sogni infranti è ancora un mondo meraviglioso Fai attenzione Cerca di essere felice Un saluto affettuoso a tutti da mister
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Cani 03/09/2007 - medusa

Briquett Griffon Vandeen

Briquett Griffon Vandeen cenni storici Origine: Francia. segugi e cani per pista di sangue. Tra le razze di Segugi francesi, il Briquet Griffon Vendeen è la razza che ha raggiunto una propria stabilità morfologica e caratteriale prima di ogni altra. E’ la sola razza che conserva la denominazione “ Briquet “ che significa cane di taglia media. La sua selezione, intrapresa anteriormente alla prima guerra mondiale dal conte di Elva, partendo dal gran vendee¨en, con altri segugi lo ridusse e lo migliora. Durante le due guerre mondiali subì una drastica riduzione numerica, venne ritrovato a Fontenay le Comte nel 1946, da un giudice francese Hubert Dezamy, che ne era molto innamorato di questa razza. A tuttoggi se ne trovano molti in Francia ed in Europa. Gli studiosi sostengono che derivi da incroci fra il “Cane bianco del re”, la varietà bianca del “Sant’Uberto”, il “Bracco italiano bianco-arancio”. Gli esperti rimasero un po’ perplessi sulla derivazione delle macchie grigie che talvolta compaiono sul mantello, ma poi ne attribuirono la responsabilità ad incroci con il “Cane grigio di Saint-Louis”. Il pelo duro e dorato sarebbe stato trasmesso dal “Fulvo di Bretagna”. E' stato per molti anni impiegato nelle grandi mute per la caccia al lupo ed al cinghiale, che caccia tuttora, mettendo in luce ardimento, tenacia, rapidità e passione. Aspetto generale Cane di media taglia. E' un cane determinato ricettivo molto deciso ed intelligente. Possiede una conformazione ed un’andatura eleganti. La razza ha una struttura corta e ben proporzionata. La costruzione è robusta e priva di pesantezza. La caratteristica estetica tipica della razza è il particolare pelo lungo e ruvido al tatto. Ha una testa importante. Carattere Si manifesta coraggioso e tenace. E' stato selezionato per decenni per essere un buon ausiliario dell’uomo, perchè deve dimostrarsi devoto e fedele al padrone. E' molto affettuoso con le persone che ritiene amiche. Essendo una razza discretamente intelligente, è sufficientemente ubbidiente e abbastanza ben addestrabile. Ottimo compagno per effettuare lunghe passeggiate. Ama molto essere al centro dell’attenzione ed essere portato in zone nuove. Allenamento ed Addestramento Il briquet Griffon Vendeen è un cane molto precoce rispetto ad altre razze da seguita, a 18 mesi giਠin grado di cacciare da solo. Facile allevamento essendo un cane molto intelligente, la sua forza fisica il suo coraggio e la sua ruvidezza del suo mantello, lo rendono molto adatto alla caccia al cinghiale. In loro il grande attaccamento al conduttore. Soffre un po il caldo come tutti i segugi a pelo forte. Come caccia Il briquet Griffon Vendeen, è un cane che caccia sia a singolo che in muta, sulla passata è molto fedele, finche i suoi mezzi olfattivi glielo consentono, ma è pronto a usare la sua intelligenza per risolvere i falli per riannodare la passata fino al covo. Al fermo è mollto tenace con il suo utrato , a mio parere è¨ un cane indemoniato per la sua trasformazione da guerriero, è nella seguita a una andatura galoppo equilibrato, e per la sua resistenza a volte segue la preda fino a tarda sera. Dal resto bastano quattro di questi segugi per ottenere lo stesso lavoro di 10 segugi di altre razze.
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Caccia al cinghiale 03/09/2007 - indio

L’ATTESA

Sono ormai passati circa otto mesi dall’ultima battuta,ma il ricordo e’ sempre presente. Anzi nell’attesa della prossima apertura,al dire il vero,i ricordi si inseguono nella mia testa. Dalla prima giornata di caccia all’ultima della passata stagione,tornano nella mente,ogni singolo episodio,ogni particolare di ogni singola battuta svolta,ogni delusione,ogni emozione vissuta e condivisa con gli amici,le innumerevoli risate,le incazzature per qualcosa che andava storto,e tornano alla mente i ricordi di tante e tante mangiate e litri e litri di vino che sparivano dall’interno delle bottiglie, come se fossero manipolate da un abile prestigiatore. Sento ancora il freddo nelle ossa , la tramontana che ti tagliava il viso , i rumori del bosco, ma soprattutto sento ancora la voce dei cani e le loro canizze che rimbonbavano nelle mie orecchie, come la musica di una banda alle feste di paese ,sento ancora il sfruscare dei cinghiali quando erano scovati e partivano veloci come bolidi impazziti. E’ un ciclo continuo di ricordi che giornalmente si affacciano tra i miei pensieri e mi fanno trascorrere il tempo che non sembra mai passare. Ricordi che si affacciano come quando un bimbo fa capolino seminascosto dietro un armadio, e nel frattempo mi torna il sorriso sul viso, e alleviano lo stress della vita quotidiana in questo periodo di caccia chiusa. Ma tra un ricordo e l’altro il tempo e’ trascorso e anche se non velocemente ma e’ passato. Ora l’attesa diventa ansia, ansia pura,e l’adrenalina ricomcia a farsi sentire nel mio corpo. Ormai ci siamo,l’attesa sta per finire,la prossima apertura e’ ormai alle porte,i ricordi cominciano ad affievolirsi ed essere riposti nel cassetto del tessuto celebrale e conservati come un tesoro prezioso. Ormai sono distratto dalla frenesia per la preparazione dell’attrezzatura,dall susseguirsi di conttatti telefonici con gli amici di squadra,che la maggiorparte di loro non posso vivere quotidianamente. Ormai ricomincio a sentire il profumo del bosco nelle mie narici che mi fara’compagnia nei prossimi mesi. Ma sempre piu’ ricomincia prepotentemente a crescere in me il rammarico di non poter vivere il territorio di caccia , gli amici di caccia i cani, in modo quotidiano. Almeno per ora ( triste realta’ quando si vive in citta’ ). Ma le radici non sono di citta’,e la passione e’ forte e’ dentro di me, e’ nata con me ,e questo mi aiuta e sempre mi aiutera’ a sovrastare l’attesa di ogni nuova apertura. Amici la prima alba della nuova stagione e’ vicina !!!!!! Cinghiali!!!!! Cominciate a correre , i cani sono pronti e le canizze ricominciano !!! Che musica Ragazzi !!!!!! Un Caro Saluto a Tutti INDIO
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Cani 03/09/2007 - istriano

IL SEGUGIO ITALIANO DEI NOSTRI TEMPI......

La nostra Nazione a differenza di altre annovera solo due razze da seguita, parlo naturalmente di quelle riconosciute, anzi al dire vero ancora non ho capito se il segugio maremmano è stato dichiarato “cane da seguita”, presso l'ENCI ho ancora si dovranno fare sagre e raduni per riconoscere un cane che a mio parere a pochi rivali se impiegato nel suo habitat “la macchia”. Questo mio articolo non vuole sovrapporsi al già OTTIMO scritto del mio amico, e nonché intenditore MISTER, dove descrive alla perfezione il nostro amico segugio Italiano, elencando pregi e difetti, ma vuole aprire senza alcun tipo di polemica, un piccolo “dibattito” con chi vorrà ribattere, aggiungere con fatti ed altro, al riguardano del nostro amato Segugio Italiano nell'impiego nella caccia al cinghiale. Per capire cosa rappresenta e quello che rappresenterà il “nostro” segugio nella caccia attuale bisogna fare un piccolo passo indietro cercando di analizzare brevemente la storia di questo ottimo ausiliare, servendoci di pareri, scritti, esperienze che si sono evoluti in questi anni, ma non voglio partire dai tempi dei romani, ma ritornando indietro di una sessantina d'anni, partendo da quello che è rimasto dei nostri cani dopo la seconda guerra mondiale cioè NULLA. Chi a vissuto quei tempi sa bene che i problemi erano altri, il problema segugio era sicuramente l'ultimo dei problemi che i nostri nonni genitori dovevano affrontare, ma alcuni appassionati e cultori di questa razza si prodigarono nel salvare il nostro amato segugio, questo grazie all'immissione di sangue francese in quanto non esistevano più riproduttori tali da poter tenere in “vita” una razza impiegata da molti appassionati di quel tempo sulla lepre. Nel proseguo degli anni fu perfezionato lo standard dal compianto SOLARO, dandoli una linea su cui lavorare gli appassionati di questa razza, ma come tutte le belle cose a volte bisogna effettuare dei ritocchi in quanto sappiamo bene che accoppiare soggetti consanguinei porta a estinguere una razza, ed allora via con altre trasfusioni di sangue francese portando il nostro amato segugio ad guadagnare in particolare modo sulla voce, ed a perdere in carattere formando soggetti ombrosi e timidi ( come in tutte le razze da seguita) che nel caso specifico della caccia al cinghiale rendono poco affidabile. Questo a dire il vero secondo il sottoscritto sono dicerie che il nostro segugio si porta appreso da parecchi anni, forse dovuto anche al poco utilizzo sul cinghiale, sappiamo bene che la sua specialità e la caccia alla lepre, è stato creato per questo, dove RIBADISCO non a rivali, dove bisogna ricordare cosa molta importante che la caccia alla lepre in Italia è una prerogativa di tutte le Regioni da tempi remoti, viceversa la caccia al cinghiale è stata un privilegio dovuto solo ad alcune Regioni, poi con il passare degli anni il cinghiale a invaso tutta la penisola salvando la caccia in Italia, tutto questo a portato parecchi di NOI a non prenderlo nemmeno in considerazione come ausiliare da impiegare contro l'irsuto, si è cercato altre razze più rustiche, più adatte da impiegare nel fitto della macchia lasciando “in disparte” il nostro segugio tenendolo al riparo dalle “zanne” di qualche verro capriccioso, mettendolo all'interno di una alcova in modo che non venisse contagiato dal avanzare sempre più prorompente del cinghiale lasciandolo immune da tale contagio. Questa “moda” a portato a considerare molti di noi (MA NON TUTTI), che il segugio Italiano sia un cane da impiegare solo esclusivamente sulla lepre lasciando il compito ad altre razze quello di insidiare il cinghiale, per ultimo è cosa molto importante visto che la RICHIESTA di cani da cinghiale e aumentata in modo considerevole, e la lepre a preso un secondo piano nella pratica di caccia di noi Italiani, alcuni allevatori senza scrupoli capendo bene che VENDERE DI TUTTO poteva arricchire ancora di più le loro tasche hanno iniziato a RECLAMIZARE cucciolate di Segugio Italiano fatte a posta non so con quale formula magica da impiegare sul cinghiale CON PROVA SCRITTA DI RIUSCITA.......!! Tutto questo “bordello” fatto solo ed esclusivamente per il dio denaro, e non certo per il bene del Segugio Italiano, a portato a “pensare” molti di noi visto le tante delusioni nel suo impiego che il Segugio Italiano non è un cane portato per il cinghiale, attribuendoli “colpe” che a mio parere lasciano il tempo che trova, è come se una macchina di formula 1 invece che correre dentro una pista venga fatta correre su una strada di montagna senza i dovuti accorgimenti, così è stato fatto per il nostro Segugio, subito in pista, cucciolate a getto continuo da riproduttori che per decenni hanno sempre cacciato la lepre senza avere “provato” un minimo di esperienza sull'irsuto. Ma in questi anni tutto questo pandemonio di dicerie a convinto alcuni appassionati (cacciatori) del nostro segugio che provare più delle volte significa successo, in fondo è sempre un cane da seguita, non stiamo parlando di un cammello, valorizzando se mai ce ne fosse stato bisogno il nostro Segugio Italiano ponendolo nella stessa linea di altre razze più titolate da impiegare sul cinghiale, questo dobbiamo dare atto a questi cinofili veri che la costanza a volte con contorni di insuccesso porta finalmente al premio dove altri prima di loro dovevano fare questo senza cercare a tutti i costi quel successo, quella fretta del GUADAGNO, che a fatto si che il nostro segugio fosse classificato come cane da serie B per l'impiego sul cinghiale, ma sappiamo bene che l'esperienza, l'umiltà, e la tenacia di fare senza propositi di lucro porta a far ricredere a chi come tanti (me compreso), hanno sempre creduto nella leggenda del segugio Italiano sul cinghiale. Concludo auspicando che i tanti appassionati di questo NOSTRO prodotto Italico, sappiano renderci partecipi delle gesta nella fitta macchia che compie il nostro Segugio Italiano, è di questo dovremo almeno per una volta prendere esempio da i nostri cugini Francesi, loro ne possiedono una trentina in varie forme e pure per loro sono tutti INSUPERABILI, noi viceversa ne abbiamo uno dove viene criticato, attaccato con pregiudizi solo per sentito dire, per una volta siamo fieri di quello che NOI abbiamo saputo CREARE, è nostro è ITALIANO, siamo orgogliosi di questo meraviglioso ausiliare, poi ognuno sarà libero di utilizzare la razza più consona alla sua persona e luogo di caccia, ma per favore non diciamo più “ Il segugio Italiano e un cane inutilizzabile alla caccia al cinghiale”, chi lo adopera è sta raccogliendo i frutti del suo successo potrà finalmente pensare che in Italia oltre a i tanti appassionati di razze Francesi, Slave, Inglesi ecc. esistono tanti cacciatori ITALIANI che hanno a cuore il nostro segugio Italiano dei nostri tempi, in fondo un po di patriotismo non guasta mai in quanto NON CHIEDETE COSA POSSA FARE LA PATRIA PER VOI: CHIEDETE COSA POTETE FARE VOI PER LA PATRIA......... W L'ITALIA. W IL SEGUGIO ITALIANO By Istriano
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Balistica 24/08/2007 - scovatore

IL TRICOLORE JUGOSLAVO

Caratteristiche generali. Il segugio tricolore jugoslavo (jugoslavenski trobojnic gonic) è una razza antichissima Serba. Si pensa che discenda da quelle poche razze mediterranee dell’ epoca risalenti a diversi secoli prima di Cristo.è considerata una razza autoctona delle regioni balcaniche, abbastanza usato in quelle regioni da sempre, ultimamente se ne scopre tutto il suo valore anche in italia. Cane di taglia media.robusto e resistentissimo.con una espressione armoniosa e intelligente. Cane da caccia da seguita polivalente. Usato anche come cane da pista di sangue. Sul lavoro è molto caparbio, sicuro di se e indipendente. la grinta e il coraggio è forse la caratteristica che piu si evidenzia,quando si cacciano grandi animali. Segugio che molto si addice a chi caccia in grandi terreni essendo uno straordinario tracciatore ad ampio spazio,anche rimanendo sempre ben collegato al suo addestratore. Allevamento. Come per le altre razze della ex jugoslavia anche il trobojnic gonic è un cane di facile allevamento essendo un cane molto resistente gia dalla tenera età, e selezionati in ambienti ostili in qualunque stagione dell’anno.I cuccioli generalmente nei primi mesi vengono tenuti in contatto diretto con le persone, questo per far sviluppare in loro il grande attaccamento al conduttore dote che si manifesterà tutta raggiunta l’età adulta. Addestramento: Il tricolore jugoslavo a mio modesto parere di utilizzatore, e ricerca continua di apprendere anche con viaggi da utilizzatori, allevatori delle regioni Serbo Bosniache. è sicuramente tra le razze balkanike di facile addestramento.In quanto dotato di un equilibrio psico fisico notevole, intelligente, coraggioso ,ma non con eccessa foga o aggressività estrema, dote che mal si addice quando si caccia grande selvaggina come orso o cinghiale.Se ne consiglia le prime uscite vere quelle che lo portano a contatto con selvaggina che potrebbe causare traumi irreparabili non prima di un anno di vita. Come caccia il tricolore Segugio dalla grande cerca, predilige il lavoro in singolo o massimo in coppia cosi viene usato nella sua patria con risultati straordinari, ama le grandi zone di caccia dove esprime tutto il suo potenziale una volta presa una traccia con andatura sbrigativa tendende al galoppo. Impiegato sul cinghiale è un grandissimo tracciatore, ed abbaiatore a fermo,dove si evidenzia la sua bella voce forte e non ululata.grandissimo inseguitore riesce a spingere branchi di animali per quattro, cinque ore in modo costante.Anche se durante la fase di seguita cosi lunga lo porta ad allontanarsi dal conduttore il tricolore ha un senso del rientro eccezzionale , a dire il vero questo è riscontrabile in tutte le razze ex jugoslavia in modo molto marcato. Sicuramente dovuto da metodi di addestramento semplici ma efficaci che portano quei segugi ad essere attaccatissimi al conduttore. Amici io mi scuso se la descrizione non è scritta con linearità da giornalino bimestrale,o da fantomatici professori del niente. mi preme raccontarvi cose viste e vissute personalmente.con sacrificio di tempo, economici e di sicurezza. Ma potervi dare delle notizie vere per me è motivo Di orgoglio, e soddisfazione in un mondo di falsi, ipocriti, e imbroglioni. By scovatore
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Caccia al cinghiale 21/08/2007 - istriano

PASSIONE CANAIO

Se uno guarda sul vocabolario il significato di passione è convinto di trovare aggettivi come grande, immenso, gioia, talmente è convinto di quello che ognuno riesce a fare, invece il suo significato e sofferenza, patimento, dolore, tormento, infatti se uno pensa bene la passione a volte porta sofferenza quella di vedere il proprio ausiliare colpito dalle zanne di un verro, patimento quello che proviamo ogni volta un nostro cane non rientra da una seguita, dolore per la perdita del nostro titolato capomuta o del più scalcinato cane in nostro possesso, tormento quelle che ci vengono per giorni di attesa nel sapere la sorte dei nostri cani, questo è altro e PASSIONE CANAIO, quella che più delle volte è stata tramandata a noi da i nostri nonni o genitori come da perfetti professori insegnandoci l'arte di amare i cani, e la passione per la caccia. Ma la passione questa parola che molti non capiscono, è tutta nostra dove riusciamo a dividerla più delle volte come le nostre mogli o fidanzate dove ci assecondano in tutto dividendo le nostre sofferenze riuscendo a trovare sempre una parola giusta al momento giusto senza chiedere in cambio nulla. Passione più delle volte significa anche delusione quella posta nei confronti di un soggetto giovane figlio dei nostri migliori ausiliari, e nonostante tutto il nostro impegno ed arte nel saper addestrare a deluso le nostre aspettative rivelandosi un cane da “batteria”. Passione significa a volte discutere, con chi di cani capisce poco o nulla, da chi pretende la luna o un miracolo come far apparire i cinghiali da sottoterra, senza pensare minimamente che oggi in questa battuta NON CI STA NULLA. Passione vuol dire spendere tanti bei soldoni durante tutto l'anno nel mantenimento e cura di quei cani che “dovrebbero” rendere felici tutti compresi i soliti scettici e criticoni di turno, dove a conti fatti non sanno distinguere un segugio da una volpe sparando al primo scambiato per il secondo, per poi sentirsi dire “mi dispiace”. Passione è aspettare con impazienza l'apertura come un bambino aspetta il suo regalo preferito, sognando accostamenti mozzafiato, seguite straordinarie da parte dei nostri amati segugi. Passione e condividere con altri amanti di questa stupenda “sofferenza”, le gesta dei propri ausiliari raccontando quello che hanno saputo fare, a volte creando un pizzico invidia ma consapevoli che fa parte del gioco. Passione molte volte e dolore, rabbia, e........... per il furto da parte di persone ignobili dei nostri cani qualunque sia la loro attitudine a caccia, ma sempre NOSTRI, in quel momento vorresti gridare tutta la tua sofferenza, dolore, tormento,patimento, ma e solo PASSIONE, per poi sentirti dire da qualche “incapace demente” nella vista ci sta di peggio. Passione e raccogliere da terra dopo uno scontro finale con un verro il tuo titolato capomuta, vorresti in quel momento far di tutto per cercare di rianimarlo, vorresti rimettere dentro le budella, vorresti cucire le sue ferite mortali, vorresti gridare pensare che non è vero vorresti.......... vorresti ma non puoi e li fermo immobile fra le tue braccia, il suo sangue ancora caldo a imbrattato il bosco vestendolo con il suo abito di morte, lo guardi cercando di scorgere un minimo movimento del suo corpo, forse si a mosso, la coda un miracolo, una speranza, ma nulla di tutto questo, non rimane che il suo ultimo “abbaio” come nel ringraziarci per quello CHE NOI e NON LUI a saputo regalarci in questi anni, il suo ultimo scontro è stato fatale portando fine alla sua vita, e noi come dei bambini riusciamo a piangere senza vergognarci di farlo, dove dopo tutto questo il solito sconsiderato ti dice “morto un papa se ne fa un altro” ma e solo passione, sofferenza, patimento,dolore,tormento, e un insieme di parole che racchiudono tutto questo, e noi consapevoli della nostra passione affrontiamo tutto con il sentimento di chi prima o poi dovrà fare il conto con i "regali" della vita, ma non chiediamo NULLA, mai abbiamo chiesto NULLA, vorremo solo che chi non condivide questa nostra arte di amare la caccia rispetti per primo i nostri cani, quei magnifici ausiliari che per un pasto al giorno e una carezza ogni tanto danno la loro vita, riuscendo a far piangere come dei bambini omoni grossi come noi, questo loro ci donano, e per questo che io ho scelto una PROFESSIONE, quella che mi rende felice, quella che mi fa piangere, quella che mi tiene in ansia, quella che mi da più soddisfazioni, quella che tutti CRITICANO ma POCHI a conti fatti SANNO FARE, quella passione dove ogni volta dobbiamo misurarci con miriadi di scettici e intenditori come se tutte le volte si debba affrontare un ESAME, ma ricordo a questi nostri “amici” che LA VERA MISURA DI UN UOMO NON SI VEDE NEI SUOI MOMENTI DI COMODITA' E CONVENIENZA BENSI' TUTTE QUELLE VOLTE IN CUI AFFRONTA LE CONTROVERSIE E LE SFIDE, e per questo che io ho scelto PASSIONE CANAIO. By Istriano
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Cani 17/08/2007 - PASSATORE

"IL SEGUGIO SPECIALISTA"

Salve a tutti amici e frequentatori di questo bellissimo portale di caccia parlata, di caccia cacciata e,sopratutto, di di caccia vissuta! Leggendo gli ultimi capolavori del mio carissimo amico ISTRIANO, mi è venuta voglia di affrontare un tema molto importante quello dello SPECIALISTA tra i cani da seguita. Ovviamente in quello che mi accingerò a scrivere c'è solo farina del mio sacco e poca del sacco altrui, ma non mi interessa, mi interessa solo provare ad affrontare con un linguaggio semplice e modesto, ma comprensibile a tutti, un argomento che per molti sarà scontato ma per altri sarà di sicuro interesse. Innanzi tutto che cosa significa segugio specialista? Il segugio, e quando dico segugio parlo di tutte le razze da seguita esistenti, è per sua natura portato a cacciare tutta la selvaggina da pelo esistente! Quindi non di rado ci capita di assistere, sia durante una battuta di caccia che in addestramento, a sceneggiate da parte di amici che fischietto alla bocca iniziano a fischiare all'impazzata cercando di fermare il proprio ausiliare che insegue a tamburo battente un capriolo o un bel volpone! Gia da queste mie poche frasi si capisce o si inizia ad intravedere la mitica figura dello SPECIALISTA! Infatti questo cane che esiste in tutte le razze da seguita e che ne viene fuori uno ogni tanto allo stato naturale, cioè dalla nascita, rifiuta qualsiasi tipo di selvatico ed ha uno spiccato senso venatorio per cacciare un solo ed esclusivo animale, che sia la lepre o il cinghiale. Che cosa voglio dire quando parlo di spiccato senso venatorio, voglio semplicemente significare che questo raro segugio caccia in maniera del tutto istintiva quel preciso animale e lo fa con una naturalezza tale che alle volte ti sembra superfluo anche slegarlo tanto diventa scontato l'esito del suo lavoro, cioè lo scovo del selvatico. Questo soggetto particolare, difficile da vedere ma comunque presente magari in piccoli numeri, è un piacere vederlo svolgere il proprio lavoro che è un concentrato di potenza olfattiva e soprattutto di intellettiva. Questo cane infatti riesce a cacciare in maniera diversa dagli altri suoi compagni di muta, perchè è un soggetto unico nel suo genere e quando qualcuno di noi nella propria carriera di cinofilo ha la fortuna di possederne uno si deve ritenere molto fortunato. Mi preme comunque rammentarvi che non è un problema di razza, lo specialista può essere un segugio italiano, un petit bleu, un istrano ecc. ecc. fino all'infinito di tutte le razze da seguita, questo è un concetto, a parer mio, molto importante perchè molti erroneamente credono che questa razza sia migliore di qell'altra, ma non è così, i paragoni vanno fatti a parità di livello, cioè bisognerebbe paragonare uno specialista di razza X con un altro specialista di razza Y, solo in questo modo si può fare il dovuto paragone. Sempre secondo il mio modestissimo parere, credo che paragonando due veri specialisti di razze diverse si può soltanto scegliere la razza che più di ogni altra ci riemnpie l'occhio, cioè ci è più congeniale, ma stiamo parlando sempre di grandi soggetti anche se difformi nel modo di lavorare e nella struttura morfologica, quindi a nulla vale il concetto che questa razza è migliore di quella se si ha difronte un grande soggetto ed in particolar modo un vero SPECIALISTA! Un augurio a tutti gli amici cacciatori-cinofili di possedere un soggetto del genere perchè al di la di tutto è sempre UNA VERA GODURIA CINEGETICA VEDERLO LAVORARE! Un saluto e alla prossima, er PASS
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Il mondo venatorio 10/08/2007 - istriano

"C'ERA UN TEMPO......................"

In questo mondo attuale sembra di viaggiare a bordo di una macchina da corsa all'interno di un autodromo, dove viene premiato chi prima arriva, tutto corre velocemente, i costumi, i modi di pensare la tecnologia, è per ultimo il nostro mondo quella della caccia. Tante volte abbiamo affrontato nei vari Forum di questo portale l'argomento “c'era un tempo', si ci stava un tempo quello dei nostri Nonni, dei nostri Padri, quel mondo che adesso noi “forse” inconsciamente stiamo/abbiamo depredato di ogni suo valore. Il rispetto, l'educazione, il porsi davanti ad altre persone sta perdendo quella priorità che a tutti “ ME COMPRESO” è stato insegnato , forse tutti noi dovremo fare un passo indietro, e cercare di salvare ogni cosa possibile, in primis l'educazione è rispetto che OGNUNO di noi nei nostri anni dell'adolescenza è stata inculcata a volte a suon di ceffoni......, ma le mie parole non vogliono raccontare la vita di ognuno di noi, ogni persona all'interno di questo sito a una storia, una esperienza è tale deve essere RISPETTATA, ma voglio invece cercare assieme a tutti voi cosa significa la CACCIA di un tempo quella praticata da i nostri Nonni, e Genitori, è quella invece che noi svolgiamo adesso, con tanto accanimento e a volte con toni “troppo” accessi. Forse questo è dovuto alla “continua” persecuzione da parte di chi invece dovrebbe occuparsi dell'Ambiente, ma in modo PRATICO, senza attribuire danni catastrofici del sistema terreste al povero cacciatore che non raccoglie un bossolo da terra......... C'era un tempo che chi cacciava più delle volte lo faceva per sfamare la sua famiglia, la caccia era consentita tutti i giorni senza alcuna limitazione, i cani che venivano impiegati erano incroci su incroci, ma a sentire i racconti dei nostri Nonni, erano soggetti super eccellenti, sapevano cacciare tutto il giorno ogni tipo di selvaggina, la loro ricompensa a fine serata non era una bistecca succulenta, o delle crocchette super reclamizziate, ma semplicemente “se ne avanzava” degli avanzi di casa cosa rara comunque a quei tempi, o semplicemente un pezzo di pane duro, è pure il cane era felice pronto per la nuova avventura il giorno seguente. C'era un tempo che chi praticava la caccia si serviva “i più fortunati” di muli o cavalli per recarsi nei luoghi di caccia, gli altri come racconta mio padre percorrendo KM, camminavano a piedi partendo la sera per essere la mattina sul posto, e poi cacciare tutto il giorno con i loro amati segugi, per rifare la sera la strada del ritorno. C'era un tempo la selvaggina che abbondava in ogni sua specie, e pure si cacciava tutto l'anno, esistevano più bracconieri (più delle volte per necessità) di adesso, forse dovuto prima alla mancanza di mezzi agricoli quei grossi trattori che adesso riesco a ripulire un bosco di 100 ettari e renderlo come fosse l'aeroporto di Milano Malpensa. C'era un tempo che i nostri “Vecchi”, sapevano addestrare ogni tipo di cane, o prototipo di segugio, senza leggere alcun libro, ma con metodi tramandati da intere generazioni è Tuttora funzionano, credetemi prima non era più facile perché ci stava più selvaggina e si usciva tutti i giorni, prima era più difficile in quanto i soggetti "scelti" con l'occhio di chi di cani capiva tutto “dovevano” per forza maggiore CACCIARE, in quanto se non si portava a casa qualcosa quel cane avrebbe fatto la stessa fine di un maialino al forno. C'era una volta.................... tante cose che adesso noi in parte non abbiamo, mancanza di selvaggina VERA, calendari sempre più proibitivi dove bisogna ricordare di scrivere la Giornata di caccia, che invece “ricordare” di scaricare il fucile in macchina, luoghi a disposizione dove esercitare la nostra passione, dove i parchi, oasi ed ogni altro luogo sacro per la selvaggina crescono come i funghi, tutto questo ed altro noi adesso non abbiamo. Ma viceversa NOI adesso abbiamo cose che primi i nostri “vecchi” non avevano e tanto meno sognavano che forse ci sarebbe stata mai l'esistenza, fucili super, con binocolo e tacca di mira con telemetria incorporata, cartucce caricate con polvere e bossolo mega super altro che doppiette legate con fil di ferro, è foglie di castagno come borre!!!!! Fuoristrada ultima generazione dove riesci ad arrivare dove ancora un camoscio vorrebbe arrivare, mangimi ultima generazione con proteine 22% nel periodo di caccia chiusa, e mangime 30% nel periodo caccia, con integrazione di ogni alimento possibile esistente in commercio, altro che tozzo di pane duro come il granito e via......è pure!!! Miriadi di razze di cani dove sembra di recarsi ad un supermercato e scegliere due al prezzo di tre, con "garanzia scritta" di riuscita...........!! Cari amici c'era un tempo, quel tempo che adesso non esiste più se non nei racconti di mio padre dove alla veneranda età di 80 anni riesce ancora a vedere la lepre al covo prima che il cane abbia espletato i suoi bisogni fisiologici fuori della macchina, c'era un tempo quel tempo che tutti invochiamo ma consapevoli che mai farà ritorno, al sottoscritto non resta finché il signore avrà la “voglia” di tenere su questa terra mio padre, sedersi davanti a lui, stringerli le mani e dire “papà raccontami ancora C'era una tempo”................................... Dedicato a tutti quelli che come il sottoscritto hanno saputo cogliere i dovuti insegnamenti della vita e dell'arte di cercare di apprendere tutto, senza porre limitazioni e barriere alle propie cogliendo ogni attimo da parte di chi a dedicato una intera esistenza alla propria famiglia, tramandando a noi figli il rispetto e l'umiltà di non essere nessuno davanti a chiunque, ma con la consapevolezza che il rispetto è l'umiltà non si compra ma viene da chi a saputo farci capire che " Imparare" più delle volte vuol dire " CRESCERE". Grazie Papa' By Istriano.
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Caccia al cinghiale 05/08/2007 - caballo

Preghiera del segugista

Sii lodato, o Signore, per avermi creato e dato un'intelligenza per comprendere la bellezza di questa Tua creazione. Perdonami se talvolta ho sacrificato alla mia passione alcune di queste tue creature, è il compimento di un rito che resta del primordiale istinto, quando Tu concedesti all'uomo la padronanza sugli animali. Il loro sacrificio mi fa tuttavia capire la Tua generosità e la mia miseria, mi propone il rispetto dei Tuoi beni e i limiti dei miei diritti. Ed infine, o Signore, concedimi di essere fedele a Te con la stessa generosità con cui il mio ausiliare è fedele a me. Così sia! Don Nando Armani
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Caccia al cinghiale 11/07/2007 - istriano

E IO PAGO!!!!!!!!!!!!

Se dovessi paragonare noi cacciatori a qualcosa, io direi a un bersaglio, anzi meglio una sagoma, siamo li fermi immobili aspettando che tutti ci sparino addosso. Ogni cosa che non va nel nostro pianeta la colpa e solo ed esclusivamente dei cacciatori, basta poi vedere i siti o tali delle associazioni ambientaliste, giornali, Tv, se un piccione scagazza fuori luogo è colpa del cacciatore, se un gabbiano attacca l'uomo la colpa è del cacciatore, insomma ogni cosa che non va e colpa di chi pratica questo sport e poi le nostre associazioni invece di difenderci danno pure retta a questi insieme alle riviste del settore caccia. Nessuno, dico nessuno!, mai si è scagliato addosso e con decisione, come invece sanno fare gli anti caccia, nei nostri confronti, per usare un termine a me caro “sono tutte chiachere e distintivo!!”. Invece grazie ad una persona, che gli appartenenti a questo sito conoscono bene in quanto ideatore di tutto questo, il vento sta cambiando e se prima venivamo sodomizzati dalla mattina alla sera senza diritto di replica, adesso siamo noi che sodomizziamo questi nostri amici verdi, fino al punto di farli diventare rossi dalla vergogna e dalle tante ighiozie e COSTI che questi signori hanno è stanno ogni giorno effettuando nei nostri e VOSTRI confronti. In questo modo voglio anche rivolgermi a quelle persone che non sono cacciatori, che della caccia non frega nulla, ma sicuramente frega delle loro tasche, e quando dico tasche parlo di Euro di tasse che il nostro benamato governo ci chiede puntualmente anche per mantenere in vita queste miriade di Associazioni Ambientaliste, Parchi, Riserve ecc, perchè RICORDIAMOCI BENE L'AMBIENTE COSTA E COSTA PARECCHIO!! Intanto, vorrei ricordare, a i nostri amici VERDI, che noi contribuiamo con la sola tassa di concessione governativa di € 173.16x 800.000 cacciatori stimati da VOI per la bellezza di € 138.528.000, poi ci stanno le varie marche da bollo, tasse alla Regione, Assicurazioni, Cartucce, Fucili, Cani, Mangimi, ecc, insomma arriveremo in un solo anno a far guadagnare nelle sempre più povere casse dello Stato Italiano la bellezza di € 500.000.000, o forse qualcosa di più. Vi dirò amici miei, adesso che ho fatto questo conto iniziano a girarmi le palle, caro signor Fulco PRATESI, presidente onorario o Pro Tempore del WWF, intanto si ricordi che per mantenere lei e i suoi seguaci a sparare fucilate in aria mi tocca lavorare anche 12 ore al giorno, e visto che per lei la caccia è un'ANOMALIA TUTTA ITALIANA, lo vada a dire al Ministro dell'economia, chissà che stavolta non le tocchi lavorare sul serio! O l'anomalia qui è qualcun'altro. Ritornando alla spesa che il Governo Italiano deve sostenere l'Ambiente, pagato da TUTTI compresi i CACCIATORI!!, per far campare la miriade di parchi, riserve, oasi, gente imboscata, nullafacenti, bracconieri, inizierò ad elencare cifre e numeri presi dai siti del WWF, Ambiente, Parchi, insomma da i loro portali, quindi dati pubblici, in quanto dai nostri non ci sta nulla, noi ci preoccupiamo di cose ben più importanti come occupare quella poltrona di un qualsiasi ATC, per diventare anche noi come loro, cioè pensare di portare a casa a fine mese lo stipendio RUBATO. In Italia ci stanno la bellezza di 23 parchi nazionali che occupano solo loro il 10% del territorio Nazionale, dove tra questi si annovera uno dei più antichi d'Europa il parco Nazionale dell'Abruzzo, istituito nel 1922, la superficie protetta e di 1.400.000 ettari a terra, ed di 71.812 in mare, a tutti questi bisogna aggiungere le Riserve Naturali dello Stato che sono 146 per un totale di 122.753 ettari, i Parchi Naturali Regionali che sono 117 per un totale di 1.200.000 ettari di superficie, Riserve Naturali Regionali, insieme ad altre riserve oasi naturaliste ecc per un totale di 827 pari a 250.000 ettari, poi ci stanno le aree protette dove la superficie e di 3.094.859 ettari a terra, e di 2.818.646 a mare, poi vi stanno le oasi WWF Italia che sono 130 per un totale di 35.000 ettari di cui 5.000 ettari di proprietà loro insomma tutti questi numeri per dirvi che il 20% del territorio Italiano è PROTETTO non si può CACCIARE, allora scusate dové sta questa anomalia che il WWF, e compagnia bella, sta a sbandierare a i 4 venti? Se per loro la caccia in Italia rappresenta l'ennesima aggressione dell'uomo sull'ambiente e sulla fauna, già duramente provati dall'inquinamento, dall'urbanizzazione del territorio e cambiamenti climatici, ma cosa volete farci credere che noi CACCIATORI siamo gli artefici di tutto questo cataclisma? Ma scusate voi dove vivete? dentro un baratolo di vetro? o uscite ogni tanto dal vostro torpore con il salame negli occhi? Ma dove cavolo stavate quando la gente costruiva sotto e dentro il Vesuvio? Dove cavolo stavate quando Km di costa venivano depredate di ogni albero e centimetro di verde costruendo interi complessi turisti da parte anche di vostri amici VERDI? Devo continuare ancora............. ma dove stavate se a Napoli e provincia è diventata una discarica all'aperto? mica vorrete raccontarci che li ci sta la camorra e quindi non potete fare nulla? Sapete cos'è che a voi è più facile dipingere? il cacciatore che spara al povero fringuello, merlo, tordo, storno, come unico distruttore del pianeta o quello che addirittura ha la mancanza di legami con il territorio su cui cacciare, ma stiamo scherzando! ma quanti di voi vestiti da piccoli marmotte con tanto di cappello con coda di procione annessa sanno distinguere una impronta di cinghiale da quella di un asino? o distinguere dal volo un tordo da una cesena, ammesso che ne conosciate l'esistenza? Noi adesso non siamo più capaci di muoverci nel bosco, voi invece siete quelli che si muovono bene, ma non certo nel bosco, ma nelle trasmissioni televisive con tanto di propaganda anticaccia, e da ultimo dopo che lo Stato elargisce soldi a palate nei vostri confronti, vi siete pure attaccati al 5 x 1000, cioè uno si dovrebbe tassare ancora per far stare in piedi un'associazione che altro non riesce a fare chee denigrare una categoria di persone per bene, perchè sapete fare solo questo! avete sbandierato promesse di posti di lavoro e miglioramenti a tutti quei comuni che avrebbero aderito all'istituzione dei parchi, ma dove sono tutti questi posti di lavoro e tutto questo benessere? Oltre ai famosi girotondi anticaccia non sapete fare altro s'intende, siete capaci solo ad elencare morti causati da incidenti sulla caccia, ma perché quelli che muoiono il sabato sera, quelli sulle piste da sci, quelli in mare o quelli sul lavoro che morti sono o sono meno importanti? Intanto visto che io vi pago, per cortesia iniziate a rendervi utili.........lavorateeeeeeeeee!!!!! Ma soprattutto rendeteci edotti su cosa lavorate e quali sono i vostri risultati e il benessere che avete promesso agli ignari cittadini dove sta? Intanto dovete sapere che un direttore di parcopercepisce uno stipendio in base all'importanza del parco, ed è suddiviso in fasce, quindi uno di terza fascia percepisce solo alla voce stipendio 15.000 €, uno di seconda fascia 20.000 €, ed uno di prima fascia 26.000 €, stiamo parlando di stipendio lordo, ma siccome a noi non ci fate fessi, e i conti ce li sappiamo fare, vi diciamo che questa è solo la voce stipendio, sappiamo bene che dopo voce stipendio ci stanno le altre voci, vorremo chiamarle le varie indennità o salario accessorio, quindi cari concittadini che pagate le tasse, sappiate che mantenere un signore in giacca e cravatta, posto li come il redentore di Rio de Jainero che cerca di capire cosa fare tutto il giorno per giustificare questo indennizzo, e ci costa queste cifre! che moltiplicate x 23, e altri 1000 con tutte le altre Riserve, Oasi, ecc, è ora di farci due conti cari amici contribuenti, ricordiamoci L'AMBIENTE COSTA, e NOI CACCIATORI PAGHIAMO. Per ultimo ho lasciato, per fare un piacere a i tanti amici Abruzzesi, il Parco del Gran Sasso e Monti della Laga, intanto voglio dire a i miei amici abruzzesi, ma voi dove cacciate? La Regione Abruzzo si estende su una superficie di 10.794 Km, all'interno di questa Regione vi stanno 4 parchi, 18 Riserve Naturali, e 6 Riserve Regionali, quindi come direbbe Antonio LUBRANO, la domanda sorge spontanea, ma dove fate correre i cani, sulla spiaggia Adriatica? Magari sparando a qualche tedesca attempata con addosso un perizoma con i colori della pace? Non trovo altra soluzione, poi quello che mi fa ancora di più imbestialire è che al Parco Gran Sasso viene elargito ogni anno, soldi sudati da noi che mettiamo a rischio anche la vita per il nostro lavoro, la misera somma di 4 MILIONI di € e Fischia, per far vedere a i tanti turisti il lupo addomesticato che mangia mangime del discount, per risparmiare s'intende, e l'orso Bubbu che si mangia una rustichella seduto nell'ufficio del Direttore sparandovi un rutto come buongiorno, e non venite a dirmi che quei soldi servono come indennizzo per i danni di Lupo Alberto e dell'orso Yoghi, tanto non vi crede più nessuno, e come dice sempre mia suocera da buona Abruzzese, dedico un proverbio alle moglie dei nostri amici verdi, visto che anche loro lo fanno spesso con noi “ A fatt'chiù battji' la tua sottana che Garibbaldi a Roma co' la Bandiera” ( Ha Fatto più battaglie la tua sottana che Garibaldi a Roma con la Bandiera). Amici ho concluso spero che si riesca a capire che questi signori non sono altro che dei ciarlatani, attaccati con la colla attack alla poltrona con il loro bel culone, perché lavorare in quei posti significa avere culo, stipendiati con i nostri SOLDI, sudati tutto l'anno, L'AMBIENTE è altra cosa, io a differenza loro ho dato numeri, cifre, soldi,costi, per ultimo porgo le scuse a tutte quelle famiglie che hanno perso un loro caro durante un incidente di caccia, noi vorremo ricordare questi uomini, come persone semplici amanti di una passione antica a volte tramandata da padre in figlio, non vorremo più che i loro nomi vengano pubblicizzati da queste associazioni per i loro sporchi giochi, in quanto come dice una mia carissima amica che della vita ha assaporato tutto anche la morte, “Chi non è in grado di fare qualche cosa per gli altri, ha almeno il dovere di partecipare alle sofferenze altrui senza ulteriori commenti”.......Ciao Stefy. By Istriano
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Cani 02/07/2007 - mister

Il SEGUGIO ITALIANO.

Il Segugio Italiano, con conseguente analisi storica è stato sempre presente sulla nostra penisola pur attraversando tutte le fasi dell' evoluzione nel corso dei secoli. Prima del 1898, anno della fondazione dell'ENCI ente nazionale della cinofilia Italiana, in Italia si distinguevano numerose specie di segugi con caratteristiche morfologiche attinenti alle zone di appartenenza con attitudini fisiche e caratteriali basate sui metodi di caccia dei loro padroni. Diciamo che ogni zona aveva il suo esemplare, Lomellini di Pianura, Cravin in Piemonte, Il Montagnino sulle Alpi, Segugio dell'Appenino che si suddivideva in una specie per ogni regione. Da quest' ultima specie si cerca di recuperare e riconoscere il cosidetto Lepraiolo Italiano in quanto dotato di caratteristiche piscoattitudinali che ne fanno un segugio esemplare. Poi il Segugio Maremmano sempre presente in quella regione. Tutte queste razze erano riconducibili ad un'unica linea. Purtroppo è prerogativa tutta Italiana quella di non saper avere cura nella conservazione della purezza delle razze canine e non solo. Si è cercato all'estero quello che avevamo già, ossia ceppi autoctoni per poter fissare caratteri genetici di questa razza a seconda dell'area di appartenenza delle attitudini rilevanti al fine della selezione. Su tutte queste razze italiche, comunque ha sempre avuto maggiore importanza il Grande Segugio Italiano che venne riconosciuto e avvalorato di uno standard specifico morfologicamente ammesso in sole due varietà identiche nella struttura ma diverse nel mantello. Segugio a pelo forte e Segugio a pelo raso. Si è cercato nel corso degli anni, la ricerca perfetta del soggetto eliminando quelle caratteristiche riconducibili all'avvenuta infusione nella linea di segugi esteri, come ad esempio il padiglione auricolare molto sviluppato e arrotondato, cranio a cupola, eccesso di pelo bianco sul mantello e nella caratteristica vocale che nel Segugio Italiano è lo scagno, mentre nei francesi è l'urlo. Si è cercato di eliminare anche lo sperone dagli arti posteriori, segno inequivocabile di accoppiamenti con Bracchi e Spinoni. Ad oggi sono comunque riconosciute due razze distinte e non due varietà : Segugio a pelo raso e Segugio a pelo forte. Ma nel corso della storia qualche errore è stato fatto, in primo cerchiamo di capire perchè un ottimo Segugio come il nostro, da sempre ottimo cacciatore, è stato definito cane fallito per la caccia al cinghiale ad esempio: dunque partendo dal presupposto che ogni associazione nata ai fini della salvaguardia delle razze si sia prodigata per fare il lavoro più serio possibile teniamo conto che i primi che hanno fatto degli errori sono propio loro ! Gli allevamenti senza tenere conto dei fattori genetici, hanno portato nel corso del tempo ad avere dei cani in cui i fattori chiamati difetti abbiano raggiunto di gran lunga quelle chiamate qualità. Ovvio che il Segugio Italiano è stato danneggiato da questi incroci attuati senza mezze misure e senza scrupoli fino ad allevare a livelli industriali. Basta osservare una scheda tipica di un Segugio Italiano e osservare a quanti rischi di difetti genetici sia sottoposta la razza stessa. I risultati peggiori sono dovuti per certo al fatto che non sono state rispettate alcune norme ad esempio la consanguinità e quindi di conseguenza si sono avuti cuccioli con difetti strutturali, difetti di dentizione, menomazioni fisiche e anche caratteriali. Come potrebbe un cane che è affetto da sindrome da paura, essere un buon cane da cinchiale? oppure un cane con una struttura ossesa quasi rachitica? Qui vanno ricercate le vere cause del fallimento e valutando che comunque, i soggetti selezionati correttamente sono ottimi cani, resistenti, veloci e capaci di percorrere terreni più difficili lavorando a singolo o in muta. Ultimamente la Pro Segugio, che è la socetà in seno all' ENCI che si occupa della difesa e miglioramento delle razze da seguita, ha reintrodotto la prova a singolo per poter recuperare una delle caratteristiche di utilizzo tradizionale di questo grande Segugio.Il Segugio a pelo forte è un cane riservato meno esuberante di quello a pelo raso ma ambedue presentano caratteristiche di saggezza e lavorano ponderatamente il che li differenzia da qualsiasi altro Segugio sulla terra. Classificato dalla Pro Segugio un eccellente cane per la caccia alla lepre per la finezza del suo olfatto, tenacia, resistente alla fatica e dalla voce più che mai piacevole. Non si notano grandi differenze nel modo di lavorare rispetto alle razze estere, dimostrando comunque maggiore impegno senza mai abbandonare la traccia. Tuttavia alcune linee risentono dell'insanguamento operato con razze estere.I Grandi allevatori del dopoguerra, ( quelli che hanno operato seriamente) hanno reinsanguato al fine di migliorare la razza riportandolo a cane d'origine, cioè un Segugio più metodico, più avvinto alla traccia ma nel contempo sagace. Il lavoro di selezione deve continuare per arrivare a risultati ottimi ma tutto si deve svolgere con assoluta pazienza e serietà. Gli accoppiamenti non sono formule chimiche e non sempre si raggiunge il risultato desiderato. Oggi si possono ammirare soggetti veramente corrispondenti allo standard e coerenti nel lavoro. Va ricordato che il Segugio Italiano è un cane creato per la caccia e la sua funzione è quella di cacciare rispettando tutte le fasi obbligatorie della caccia con cane da seguita. Un cane che cerca solo la rimessa della lepre ignorando la passata non sarà mai un buon Segugio classico. Così pure il cane che sa fare solo la passata è un cane inutilizzabile. Il vero Segugio , quello classico e antichissimo è quello che sa cacciare con classe e stile, qualità propie di questa razza, rispettando tutte le quattro fasi , ricerca, passata. accostamento, scovo e inseguimento tutto con voce squillante e piacevole. Con questo si distinque un Grande cane con olfatto sopraffino, avvinto alla traccia e con doti e volontà insuperabili. Si capisce che le attitudini principali di questo splendido Segugio sono sempre state e rimangono quelle di un cane per caccia alla lepre, giustamente chi ha provato a farne un soggetto per caccia al cinghiale si è imbattuto in tutte le caratteristiche che da secoli si trascina con sè e ne fanno un valido soggetto ma con un destino disegnato ad essere ciò che i nostri avi avevano già stabilito per questo ottimo Segugio e che purtroppo qualcuno ha tentato di portare alla rovina. Ciao a tutti mister.
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Caccia al cinghiale 02/07/2007 - istriano

IL GIRO.....TONDO.....TONDO....TONDO!!!!!

Quanti di voi sono stati all'estero chi per lavoro, chi per vacanze chi per affari suoi? il sottoscritto solo per lavoro, il viaggio di nozze alle Isola Maldive lo guardo sognandolo nel programma di Licia COLO “Alle falde del Kilimangiaro”, tanto li pochi euri si gira il mondo, questo è quello che dice la nostra bionda amica, quando ci troviamo in terra straniera e l'indigeno del posto capisce che siamo Italiani, parte il loro disco “Italiano, pizza, spaghetti, mafia, Del Piero”, del resto della nostra cultura, arte non sanno nulla e non importa nulla, per gli americani quelli che mangiano quintali di patatine fritte alle 07.00 del mattino l'impero romano erano degli indiani modello Sioux che popolavano l'Italia in quanto Romolo e Remo si accoppiarono con Elena di Troia, e se il nome è già un programma il resto viene da sé, lasciamo stare, poi più che mai giornali, TV satellitari di tutto il mondo, parlano della nostra bella penisola, addirittura l'autorevole giornale TIMES, con tanto di servizio in prima pagina, ma purtroppo questa volta non si parla delle magie di Materazzi, o Grosso nei mondiali vinti in Germania, ma di Napoli e la sua immessa spazzatura che soggiorna in questi mesi nelle vie della città partenopea, dopo pizza, spaghetti, mafia, ora verremo ricordati per la spazzatura, il coloseo, e i Fori Imperiali la storia dell'Impero Romano, sono solo per gli stranieri una colonia a cielo aperto di ogni tipo di felino, un Giapponese una volta mi chiese se tutti questi gatti servivano per combattere contro i Gladiatori, quelle figure pittoresche che si trovano oggi fuori del Coloseo in attesa di “fregare” qualche turista sprovveduto. Perchè voglio parlare di spazzatura in un portale di cacciatori di cinghiali vi starete sicuramente chiedendo? Amici la parola spazzatura uguale Ambiente, Ambiente uguale Verdi, Verdi uguale, Associazioni Volontari Abolizione caccia, e tutto il calderone di associazioni che amano la nostra passione, e per ultimo ci metto il MESSIA, dove di questa strana figura parleremo alla fine dell'articolo. Parlo di tutto questo in quanto questi autorevoli personaggi in attesa di 5 minuti di gloria pur di apparire in TV, non perdono occasione per romperci le palle, per dichiarare proclami da strappa lacrime di fronte a tutta l'opinione pubblica bambini compressi, che noi cattivi cacciatori siamo gli unici distruttori dell'ambiente, fauna e flora, come quelli che la Domenica se non raccogliamo un bossolo sparato da terra, creeremo la distruzione di tutto l'eco sistema, con gravissimi rischi per l'incolumità dei nostri figli, tutto questo calderone per un bossolo non raccolto da terra, e se per disgrazia incappiamo nello sceriffo della foresta di turno, siamo rovinati, la nostra coscienza di cacciatore potrà redimerci e passare dall'altra parte “Andreaaaaaaa”. Scusate sto per suonare la carica, sta per partire na botta, NOI facciamo tutto questo???????? Ma dove cavolo siete branchi di psicopatici fumati di cervello che ogni domenica di caccia vi presentate nel bosco vestiti a carnevale pronti per la sfilata di Rio con tanto di tromba e trombone, e fischietto da Capotreno a romperci i marroni, dove state politici dal pollice verde dove ogni cosa che fatte voi magicamente diventa oro, per poi svegliarci la mattina e accorgergi che siamo in un mare di melma, dové stata lei signor Ministro dell'Ambiente dove si è accaparrato ogni potere immaginabile sulla caccia, con deroghe e decreti fatti apposta per ostacolare la nostra passione, creando parchi all'interno di parchi, e le poche zone libere creando oasi naturalistiche per osservare un gabbiano che scagazza dalla mattina alla sera, e quando non lo fa rompe intere nidiate di uova di fagiani, germani, ho forse non avete tempo di occuparvi perchè impegnati in cose più importanti come fare girotondi come i bambini dell'asilo, e vestiti con i colori della pace, ma con passamontagna di mefisto indossato, lei forse non è Napoletano? la sua gente sta a soffocare in mezzo all'immondizia, in mezzo a topi scarafaggi, con i primi casi di colera, e voi partito dei Verdi nonché nella maggioranza di Governo state a protestare contro il presidente degli Stati Uniti per l'ambiente, per il trattato di non so chè? Ma siete mai stati negli Stati Uniti? La spazzatura che sta a Napoli di sicuro non c'e, e allora che state a fare girotondi. Dove state Associazioni Ambientaliste Volontarie, ho siete solo volontari perchè depressi dalle continue corna di vostra moglie, magari con qualche cacciatore di cinghiali, e offesi per tale affronto elargite contravvenzioni come caramelle, ho come quando la ruota del mio pandino a schiacciato un filo d'erba fuori del sentiero e volevate contravvenzionarmi?????????? E tu per ultimo MESSIA dell'ambiente, fulminato da un rimorso di coscienza, forse illuminato da qualche apparizione celestiale modello terzo segreto di Fatima, sei apparso in questo sito come promotore della natura, della ecologia, come pentito di fronte al tuo Dio di aver praticato la caccia, e frustato di tale gesto, ti sei reciso tutte le parti sporgenti del tuo corpo, compresa la lingua, dove volevi insegnare a noi cacciatori la parola AMBIENTE proponendo discorsi e teorie, che andrebbero bene per una sceneggiatura di un film comico, per poi attaccare appartenenti a questo sito con l'arroganza e maleducazione che solo voi Ambientalisti sapete proporre, scappando come cinghiale rincorso da una muta, ma usando una parola cara a noi cacciatori di cinghiali non ti sei fermato per farti dare al fermo, hai preferito correre sempre più velocemente. Credevo che tutti questi nostri amici, ministri, nullafacenti, fossero impegnati nel risolvere la situazione grave che sta attraversando Napoli, riducendo questa bellissima città in una discarica a cielo aperto, invece NULLA, questo per loro non è un problema, la spazzatura non crea danni all'ambiente, ma invece un bossolo per terra ODDIO, quello si che inquina, i vostri amici NON GLOBAL quelli che ci fate i girotondi assieme mano nella mano come due fidanzatini, loro non inquinano, ma demoliscono, distruggono, uccidono, voi continuate nei vostri girotondi, Napoli può aspettare tanto ci sta San Gennaro il protettore dei Napoletani, ma per cortesia d'ora in avanti quanto parlate di AMBIENTE, quanto volete fare qualche nuovo girotondo andate a Napoli, prendetevi tutti per mano, circondate un bel mucchio di spazzatura che sta li da un mese è iniziate nel vostro ballo, con canti, e proclami, così sicuramente qualcuno vi crederà, la gente vedrà in voi quelle persone che hanno a cuore tutto quello che riguarda la parola AMBIENTE, invece di prendervela sempre con il cacciatore che non raccoglie il bossolo appena sparato, fatelo vi prego e giunta notizia che il MESSIA, è stato folgorato da un altra apparizione celestiale quella di ritornare cacciatore, in quanto non crede più nelle vostre favole da libro cuore, vi supplichiamo tenetevelo pure, anzi visto che siamo in argomento portatelo a Napoli, mostrateci l'ambiente, fategli odorare il profumo dolce che viene da tonnellate di spazzatura li ferma immobile da un mese, spiegateli che gente come voi ambientalisti convinti, razzola bene ma a fine della giornata.... bè che dire ancora ...................NON RACCOGLIE NULLA E RAZZOLA PURE MALEEEEEEEEEEEEEEEE!!!!!!!!!!!! Ciao Istriano.
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Caccia al cinghiale 21/06/2007 - mister

PER NON DIMENTICARE : PERCHè HO CAPITO.

Siete partiti con la serenità nel cuore, lasciando da parte ogni desiderio ogni flebile contatto con la realtà.. abbracciando una condizione umana devastante anche per un paese intero. Il mio cuore è pieno di crucci quando penso al nostro popolo e guardo me stesso. Penso alla desolante situazione della gente. Una volta era un popolo unito e pieno di potenza, adesso debole e disperso. Non rammaricarti per questo, angosciarsi per loro fa parte della nostra vita. Noi siamo disarmati ma disposti a dare al nemico ciò che chiede a condizioni che venga verso di noi senza spade e senza fucili. E io mi metterò sulla montagna più alta e li guarderò arrivare. Guarderò il cerchio intero del mondo e vedrò più di ciò che posso dire e capirò più di quanto vedrò perchè guarderò la forma spirituale di ogni cosa, la forma di tutte le cose messe insieme che saranno un unico essere. E tu osserva la tua via, avrai quattro strade di fronte a te che possono portarti dove tu vuoi andare. La prima ti conduce dove ti manda il tuo primo pensiero. Non è la strada giusta. Rifletti un poco. Affronta la seconda, rifletti nuovamente ma non scegliere. Scarta la terza, non è il numero adatto. Finalmente alla quarta riflessione tu sarai sulla strada giusta. Così non rischierai più nulla. Qualche volta lascia passare un giorno prima di risolvere il tuo problema così ti troverai sulla strada per combattere ma non sarai un guerriero di morte. Il guerriero non è quello che uccide, non è quello che riversa sangue sulle strade, non è colui che giudica la vita, perchè nessuno ha diritto di prendere la vita di un'altro. Il vero guerriero è l'uomo che sacrifica se stesso per far bene agli altri. Il suo compito è quello di proteggere i deboli, gli anziani, quelli che non possono provvedere a se stessi, e i bambini che sono il futuro dell'umanità. E quando al mattino ti svegli, ringrazia il tuo Dio per la luce dell'aurora, per la grandezza del tuo mare, per la vita che ti ha dato, per il cibo di ogni giorno, per la forza che ritrovi nel tuo corpo e per la gioia della vita. Se non trovi un motivo per elevare una preghiera di ringraziamento, allora vuol dire che sei in errore. Ecco il vostro popolo vi comprende e vi ammira per le vostre opere, siatene certi. Vi porterà in alto, potrete volare sulle nuvole e avere la gloria meritata. Dedicato al Grande Scov e a tutti gli utenti di questo sito per ricordare i popoli oppressi, il diritto alla libertà di ogni singolo individuo, e la sofferenza per raggiungere i propi obiettivi che solo i Grandi riescono a portare a termine. un saluto affettuoso a tutti. Mister
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Caccia al cinghiale 21/06/2007 - mister

PER NON DIMENTICARE : PERCHè HO CAPITO.

Siete partiti con la serenità nel cuore, lasciando da parte ogni desiderio ogni flebile contatto con la realtà.. abbracciando una condizione umana devastante anche per un paese intero. Il mio cuore è pieno di crucci quando penso al nostro popolo e guardo me stesso. Penso alla desolante situazione della gente. Una volta era un popolo unito e pieno di potenza, adesso debole e disperso. Non rammaricarti per questo, angosciarsi per loro fa parte della nostra vita. Noi siamo disarmati ma disposti a dare al nemico ciò che chiede a condizioni che venga verso di noi senza spade e senza fucili. E io mi metterò sulla montagna più alta e li guarderò arrivare. Guarderò il cerchio intero del mondo e vedrò più di ciò che posso dire e capirò più di quanto vedrò perchè guarderò la forma spirituale di ogni cosa, la forma di tutte le cose messe insieme che saranno un unico essere. E tu osserva la tua via, avrai quattro strade di fronte a te che possono portarti dove tu vuoi andare. La prima ti conduce dove ti manda il tuo primo pensiero. Non è la strada giusta. Rifletti un poco. Affronta la seconda, rifletti nuovamente ma non scegliere. Scarta la terza, non è il numero adatto. Finalmente alla quarta riflessione tu sarai sulla strada giusta. Così non rischierai più nulla. Qualche volta lascia passare un giorno prima di risolvere il tuo problema così ti troverai sulla strada per combattere ma non sarai un guerriero di morte. Il guerriero non è quello che uccide, non è quello che riversa sangue sulle strade, non è colui che giudica la vita, perchè nessuno ha diritto di prendere la vita di un'altro. Il vero guerriero è l'uomo che sacrifica se stesso per far bene agli altri. Il suo compito è quello di proteggere i deboli, gli anziani, quelli che non possono provvedere a se stessi, e i bambini che sono il futuro dell'umanità. E quando al mattino ti svegli, ringrazia il tuo Dio per la luce dell'aurora, per la grandezza del tuo mare, per la vita che ti ha dato, per il cibo di ogni giorno, per la forza che ritrovi nel tuo corpo e per la gioia della vita. Se non trovi un motivo per elevare una preghiera di ringraziamento, allora vuol dire che sei in errore. Ecco il vostro popolo vi comprende e vi ammira per le vostre opere, siatene certi. Vi porterà in alto, potrete volare sulle nuvole e avere la gloria meritata. Dedicato al Grande Scov e a tutti gli utenti di questo sito per ricordare i popoli oppressi, il diritto alla libertà di ogni singolo individuo, e la sofferenza per raggiungere i propi obiettivi che solo i Grandi riescono a portare a termine. un saluto affettuoso a tutti. Mister
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Confronti 20/06/2007 - scovatore

Giusto per non dimenticare!!!!! ma tù capirai!!!!

Ci avevano detto, quando lasciammo il suolo natale, che andavamo a difendere i diritti sacri che ci conferiscono tanti cittadini sistematisi laggiù, tanti anni di presenza, e tanti benefici recati a popolazioni bisognose del nostro aiuto e della nostra civiltà. Abbiamo potuto verificare che tutto cio era vero e poichè era vero,non abbiamo esitato aversare il nostro sangue,a sacrificare la nostra giovinezza e le nostre speranze.Non abbiamo rimpianti,ma mentre qui ci anima questo spirito,mi dicono che a ROMA si succedono cabale e complotti, che il tradimento fiorisce e che molti,esitanti,turbati,prestano un orecchio compiacente alle peggiori tentazioni dell'abbandono e vilipendono la nostra azione.Non posso credere che tutto ciò sia vero,ma tuttavia guerre recenti hanno dimostrato a qual punto poteva un tale stato d'animo essere pernicioso e sin dove poteva condurre. Rassicuratemi al più presto,ve ne prego.e ditemi che i nostri concittadini ci comprendono,ci sostengono,ci proteggono,come noi proteggiamo la grandezza dell'impero. Se le cose dovessero stare altrimenti,se dovessimo lasciare inutilmente le nostra osse calcinate lungo le piste del deserto.stiano allora attenti alla collera delle legioni! Dedicato a tutti voi by Scovatore