Portale venatorio Caccia Cinghiale Cinghiale, segugi, forum, articoli e immagini

Archivio editoriale

Articoli, guide e approfondimenti.

Tecniche, segugi, racconti, attrezzatura e memoria del portale raccolti in un archivio pubblico consultabile da tutti.

Archivio articoli: 214 contenuti. Pagina 5 di 11.

Articolo
Caccia al cinghiale 25/02/2008 - istriano

TIRO DI NASO.

Se dovessi ricordare la mia giovinezza quella tra i 15 e i 20 anni, direi un bel periodo,(parlo per me naturalmente) i divertimenti nelle mie zone erano quelli di riunirci il Sabato sera nel Bar del paese è dare sfogo alla nostra passione, BERE BIRRA, se penso i litri di questa bevanda che il mio corpo a dovuto assorbire in quel periodo, adesso mi sento astemio, finite le varie casse che ci scolavamo, si andava tutti a ballare, anzi a bere ancora in discoteca, ma esclusivamente BIRRA, insomma il divertimento era quello di rallegrarci, ma senza toccare “altro” e mai bisticciare con nessuno, tra il 1985 e il 1986, inizio ad arrivare anche al mio paese (2.700 abitanti) la droga, qualcuno inizio a farsi le cosiddette “canne”, per poi negli anni a seguire finire nel baratro della eroina, dove manca all’appello un mio carissimo amico, ammaliato, travolto, è distrutto dalla più micidiale droga per quei tempi, l’eroina. Adesso ci sta chi vorrebbe legalizzare il tutto, in questo non voglio esprimere giudizi, per il semplice fatto che rischierei di fare un articolo sulla legge degli stupefacenti, è non mi sembra il caso,ma voglio solo dire a queste persone ogni tanto fattevi un giro per i cimiteri…….La moda attuale invece è quella di “impasticarsi”, ho tirare di naso con la cocaina, prima questa droga era considerata la droga dei ricchi, adesso viene comprata da tutti, è via con tirate, per poi sentirsi come diceva Massimo Boldi nel film i due carabinieri “mi sento una bestia”, sicuramente l’olfatto di queste persone potrebbe essere paragonato a quello di un cane da caccia, talmente hanno il naso sempre bagnato è in tiro, questi riuscirebbero a trovare un cinghiale nella lestra a 100 metri, noi invece dal naso un po’ più fine dobbiamo subirci le scorregge è puzzete marce, fatte a tradimento dentro la macchina in mezzo ad un diluvio universale da qualche nostro amico, dove in quel momento bestemmiamo per il nostro olfatto troppo “sviluppato”. Nella caccia,l’olfatto per il cane e come la vista per noi persone, un cane che non abbia evoluto questo senso e da considerarsi inservibile, quanti di noi sono rimasti sbalorditi nel vedere un pointer al galoppo su di un prato per poi “bloccarsi” in ferma statuaria per aver tirato di naso a vento favorevole su di una piccolissima quaglia, per molti può essere inspiegabile che un piccolo uccello emetta tanto odore da far fermare un cane al galoppo, se noi ci posizioniamo sulla stessa linea o a fianco del cane in ferma e proviamo a tirare di naso pure noi, l’unico odore che possiamo sentire, è quella di una eventuale peto lasciato andare dal cane nel eccitamento della ferma, ma della quaglia nemmeno il minimo sentore, è pure il cane e li immobile che segnala la sua presenza. Nella caccia al cinghiale l’olfatto del cane, è una componente importante, ma deve essere accompagnata da intelligenza, coraggio, furbizia, perché solo in possesso di buon naso, si rischia di durare troppo poco per essere ricordato come un ottimo ausiliare, oddio si potrebbe usare solamente questo cane per tracciare, ma il suo naso deve decifrare con l’intelligenza che quella traccia è fresca e sicura, è non quella di un due giorni fa, si rischia di trovarsi senza rendersene conto di cacciare in un'altra battuta per conto di un'altra squadra, per questo che dico che a volte il solo naso non basta. Nella mia carriera da canaio, ho visto all’opera tanti cani tirare di naso, ma tutti in prossimità della lestra del cinghiale si comportano nello stesso modo, (almeno che non si tratta di incoscienti) il Petit bleu de Gascogne per esempio, individuata la traccia, parte naso a terra, quindi analizza le particelle lasciate dal cinghiale, ma in condizioni meteorologiche, non idonee come siccità, troppa umidità del terreno trova più difficoltà di un cane che lavora naso al vento, almeno che non ci troviamo di fronte ad un cane eccelso nel suo lavoro, che capito che l’inconveniente è il terreno, allunga la cerca fino ad arrivare nei pressi della lestra del cinghiale, qui ho potuto notare che tutti i cani alzano la testa ed tirano di naso portandosi a vento favorevole, è capitato più di una volta al sottoscritto che tracciando con cane al guinzaglio su di un sentiero, con il cane incollato naso a terra, magari senza dare voce ho segnale di presenza di cinghiale, all’improvviso fermarsi sollevare la testa e andare a vento come se fosse un pointer nel prendere l’emanazione di una pernice sarda. Per chi è pratico della caccia al cinghiale è conosce i suoi cani, e il segnale che siamo in presenza del covo del cinghiale, se noi torniamo indietro è ci mettiamo ad annusare pure noi l’aria, tirando di vento, sicuramente non riusciamo a sentire nulla, forse qualche persona che fa usa di cocaina con le sue narici ben aperte e naso appuntino magari coglie l’emanazione, dando pure al fermo. Nelle razze invece che usano cacciare a testa alta, adoperando l’emanazione che viene trasportata dall’aria, lavorando sempre naso al vento, vedessi l’istriano il giungere alla lestra del cinghiale e l’eventuale scovo sembra a volte casuale, ho visto più di una volta prendere a vento l’usta del cinghiale a distanze considerevoli, l’inconfondibile sollevare la testa e la coda ritta dell’istriano sono un segno che il cinghiale è stato captato e si trova a bersaglio nel suo radar olfattivo, per chi è amante di accostamenti da scenografia di lunghi abbai ( da rispettare), l’istriano può sembrare un cane che scova per (culo), ma vi posso assicurare che quando parte testa dritta masticando l’aria e coda ritta, è solo questione di secondi per sentire l’abbaio al fermo. Come vedette ognuno nella vita adopera un suo modo di tirare, ci sta quello che invece di tirare di vento, tira polvere bianca, ci stanno cani che stanno con la testa incollata a terra per poi sollevarla solo nei pressi del covo del cinghiale, ci stanno altri cani che per i non conoscitori della razza, sembrano che stiano a girovagare a testa alta (senza mai mettere naso per terra), che cacciano vento a favore, non so quale potrebbe essere il miglior ausiliare per la caccia, le stagioni di caccia, le condizioni meteorologiche sono sempre più difficili, siccità, vento forte creano sempre più problemi per i nostri segugi, l’olfatto non può essere un optional, dove il terreno non lascia sentore bisogna cercare nell’aria, è per questo che io penso che in mancanza dei cavalli (sentore, usta) trottano gli asini (istriani). Senza offesa per nessuno. By Istri.
Articolo
articoli 18/02/2008 - istriano

BUON COMPLEANNO CACCIA AL CINGHIALE.

Le ricorrenze nella vita per molti sono come macigni, in quanto non tutte significa fare festa, ci sono quelle che ricordano la scomparsa dei nostri genitori, ho amici carissimi, ci sono quelle che ricordano la nostra impiccagione (matrimonio), nascita figli ecc, poi ci sta quella che ci ricorda che il tempo passa inesorabile, scandendo i nostri giorni,come un conto alla rovescia, per ricordarci che oggi è il nostro compleanno, 40-50-60, è tutti inevitabilmente a pensare a quando diciottenni come schegge impazzite ci divertivamo senza i pensieri che questo mondo attualmente ci crea. Adesso molti di noi adulti nemmeno festeggiano questa ricorrenza, ma se siamo in presenza di figli piccoli si cerca di organizzare una festa da coinvolgere un po’ tutti, poi se siamo al primo compleanno allora deve essere qualcosa di speciale, perché e come il primo amore non si scorda mai. Oggi 19/02/2008 è il primo compleanno di un bambino conosciuto da tutti i componenti di questo sito, è un bambino cresciuto molto in fretta in quest’anno, dove non sempre la sua vita è stata facile, qualcuno a voluto è cercato che questa piccola creatura già dai primi mesi di vita si spegnesse, sparisse, fosse rapito in modo da non esistere, ma la volontà del padre è dei tanti fratelli che man mano in quest’anno si sono aggiunti ha voluto che questo non succedesse, diventando sempre più forte, sempre più grande adesso dopo solo un anno a la bellezza di 600 fratelli, dove però non tutti hanno cercato di remare a favore, ma qualcuno contro, ma queste sono cose normali nella vita, l’importante e saper distinguere chi vuole che questo bambino cresca e chi invece vuole che questo bambino sparisca, nella vita ci può stare anche l’inganno, l’invidia, la malvagità, ma non l’ignoranza di pretendere di saper tutto della vita senza accettare nessun tipo di confronto è vistosi con le spalle al muro paventando azioni legali. Tutti i bambini nella vita devono apprendere le nozioni, si inizia con quelle basi per poi man mano con quelle più complicate, in quest’anno di vita invece è stato fin dall’inizio un susseguirsi di persone che pretendevano che il sole fosse verde, il primo è stato l’indimenticabile Andrea, dove partito con il piede giusto, nel proseguo del cammino è stato un inciampare continuo dove pretendeva che un bambino di appena un mese di vita, cantasse, camminasse, e nei momenti morti dicesse pure messa, ma non aveva capito che sulla sua strada ci stavano i fratelli più grandi, più avvezzi a certe cose, dove con la dialettica e non con l’insulto personale cercavano di farli capire che il bambino a bisogno dei suoi tempi, e se poi il padre vuole dargli un altro tipo di educazione bisogna accettarlo è un suo diritto di genitore, ma lui fregandosene di tutto questo pretendeva, fino al punto che un fratello gli dedicasse un articolo “Andrea se perso”, nel proseguo della sua crescita tanti nuovi fratelli si sono aggiunti, tante brave persone, appassionati come il loro fratello e il padre, ma all’improvviso lo scrocchiare di una freccia ci porta a capire che fidarsi è bene, non fidarsi è meglio, per un attimo il bambino inizia a pensare che ci stava un suo gemello, ma a differenza sua che veniva fatto crescere con passione ed onesta, l’altro viveva da parasita nelle spalle di altre persone, ma è stato solo un attimo, è bastato un breve summit per decretare che la freccia ritornasse nella foresta. L’estate, il caldo, la grande siccità che questa stagione porta con se, è stata veramente movimentata, il bambino aveva 6 mesi, la famiglia cresceva sempre più numerosa, qualcuno chiudeva per ferie, molti andavano in vacanza, ma lui no, doveva stare assieme a suo padre e qualche fratello in una sorta di scuola estiva, dove bisognava insegnarli alcune cose, che nel proseguo del suo cammino sarebbero servite per la sua crescita, dal nulla apparve un professore come una manna dal cielo, molti rimassero felici di questa lustre presenza, i suoi discorsi per la crescita del bambino a volte però non sembravano chiari, qualche suo fratello cercava di spiegare che forse era più semplice in un altro modo, ma il professore convinto delle sue idee non voleva sentirci per nulla, prima provo il padre a convincere il professore ma fu inutile, ci provarono in tanti ma tutti con esito negativo, le sue teorie di insegnamento erano quelle, alla fine successe che dalla parole si passo a i fatti, costretto il giorno di ferragosto a chiamare l’avvocato, ma a volte ragionando a freddo è non a caldo si capisce molto di più, il bambino tiro un sospiro di sollievo, e con lui suo padre e il fratello bi scolo dove ancora deve capire chi è il professore della vita. Il tempo passa, il padre e i suo fratelli iniziano un attività che da grande pure lui vorrà fare, ma eccoti arrivare un omone grosso da un nome per nulla rassicurante, dove non contento di abitare da un'altra parte decide di trasferire il suo bagaglio di esperienze da libro, ed inizia ad insegnare teorie a tutti i fratelli, dove dopo 5 minuti di permanenza si capisce che la passione è una cosa, la teoria un'altra, ma siccome trattasi di persona intelligente capisce bene che non si può insegnare a dire messa al prete, e saluta tutti …..meno male. Si arriva ad oggi, 19 Febbraio 2008, il suo primo compleanno, per molti quelli nuovi questi eventi potranno sembrare strani, ma non per i più vecchi, sanno bene di cosa si parla, oggi verrà posta una prima candelina e siamo 600, il bambino cresce velocemente siamo di fronte a grossi numeri, dove nessun altro è riuscito mai a fare in così poco tempo, l’invidia affigge molti persone per questo, il cammino del proseguo della sua vita sicuramente non sarà facile, ma credo che l’essere uniti per una sola passione renderà difficile che qualcuno possa intaccare questo meraviglioso figlio, dove dobbiamo ringraziare il padre (Scovatore) e il suo prode figlio maggiore (Fireblade74), dove quasi per una scommessa sono riusciti senza far pagare NULLA A NESSUNO, partorire una creatura che tutti ci invidiano, e molti vorrebbero voluto aver creato (FACENDO PAGARE) a tutti noi, ma l’avidità non fa parte di queste persone, buon compleanno CACCIA AL CINGHIALE, cento di questi anni….. Grazie Scov, grazie Fire. By istri.
Articolo
articoli 14/02/2008 - scovatore

UN RESPIRO PROFONDO

“Vi sono quelli che vogliono sapere tanto per sapere, e ciò è curiosità; altri perché si sappia che loro sanno, e questo è vanità; altri che studiano per vendere il loro sapere per denaro o per onori, ed è cosa turpe; Chi vuole sapere per propria edificazione, compie un’azione prudente; chi infine studia per edificare gli altri compie opera di carità.” Sant’Agostino
Articolo
articoli 07/02/2008 - scovatore

AI MIEI MAESTRI

Quando iniziai a sentire i racconti, e le gesta dei vecchi cacciatori per me fu l’ inizio di un mondo meraviglioso,fatto di gesta e azioni compiuti da uomini veri ,rispettosi delle persone che come loro praticavano la caccia ,ma ancor di più forse il rispetto verso la cosa più importante per un cacciatore:la selvaggina . ho passato la mia fanciullezza a osservare ,a capire , e a imparare.Ringrazio ancora quelle persone più di qualcuno mi ha salutato per sempre , ma io li porto sempre nel mio cuore ,sempre presenti sono in me,specialmente in alcuni frangenti della cacciata quando bisogna tirare fuori le palle se ce le hai., oppure significava che non avevi capito niente della parola caccia. cresciuto in un mondo dove la caccia era racchiusa solo in quella parola cacciare,addestrare, scovare la selvaggina, e cercare di abbatterla, questo è il mondo in cui mi riconosco e penso di vivere in un modo normale e corretto da cacciatore cinghialaio .Ma questi valori ormai non sono riscontrabili nelle generazioni attuali un pò per vari motivi, un motivo sicuramente molto importante è che chi fa informazione sulla questione in essere, non è in grado di dare quelle spiegazioni complete e dettagliate sulla caccia e cinofilia. Gente che si candida grande esperta del sistema, ma che in verità ci viene a spiegare come si effettua un foraggiamento, o quale attrezzo usare per farlo.il governare non fa parte della cultura della caccia in molte zone viene fatto per limitare i danni alle culture perchè ormai sono in grandissima soprannumero di cinghiali,non bastano più i pochi giorni di caccia che ci fanno fare ,e poi non dimentichiamo che il più è dovuto dalle grandi quantità di riserve, oasi, e parchi presenti nel nostro paese dove questo grande selvatico opportunista si ritira di giorno dopo aver messo sotto sopra ettari e ettari di coltivati la notte. Questi sono i temi da discutere per gli addetti ai lavori non i foraggiamenti, o che non servono più i tracciatori o traccini tanto ormai sappiamo a memoria dove sono le rimesse, ma voi amici ve lo immaginate di andare la mattina sotto un bidone a prendere una passata? Voi questa la chiamereste ancora caccia? Voi non sò, ma di certo questa caccia non mi appartiene. Per il solo rispetto verso chi mi ha insegnato questa nobile arte. LA CACCIA AL CINGHIALE CON LA TRACCIATURA ,E IL SEGUGIO. Ciao amici BY scova.
Articolo
articoli 31/01/2008 - indio

DEDICATO A VOI

Dall’Abruzzo er Kapo e’ un homo de core ed e’ un gran intenditore Er bosco e’ la sua palestra Quanno parte arriva subito alla lestra La caccia e’er suo pane e a occhio vede il bono cane, E’un esperto addestratore, e’ uno che traccia a tutte l’ore I suoi cani, vedelli so un onore , e’ pe questo che se chiama, ““Scovatore”” Poi c’e’ uno con la giacchetta nova, che fa su e giu’ pe lo stradello, nun sembra un cacciatore , ma e’ proprio un bel pischello Quanno a fermo e’ il suo cane se presenta, con in mano er tortore , Ao e’ l’amico “Passatore” Abbaia forte il suo grande Bobo, ma nel rovo nun c’e’ il cigniale !!! C’e’ un topo. Se sganascia dalle risate, l’amico nostro Medusa Che pe coprisse er capoccione , va in montagna con la bandana arancione La sua stazza e’ da un quintale !!! Solo na sua foto fa schioppa’, er portale Ve assicuro che e’bono, e’ un gran omone , Ma li cigniali li po’ ammazza con cazzottone Poi c’e so li Toscanacci, so proprio forti , ali mortacciiii!!!!! C’e sta er Cignialaio , che de balistica e de fucili se ne intende Ma spesso a caccia, nun pija niente Pure la moje Toscanella, lo cazia pe la ....Padella Con Romeo er Solengo , ali cigniali je fa’ balla’ er flamenco E mo che se’ comprato pure i tricolori Nartr’anno pe le bestie, so dolorii!!! Nelle macchie de Potenza Con sagacia e tanta pazienza Er Fireblade e Rocco , se riposano sopra un ciocco Quanno partono con Mattia , li cinghiali nun scappano via il grande Rocco je fa un bel tiro a blocco Un detto c’e in quel di Vicovaro, Li cigniali, vedono li diavoli , quanno scioje Sparapaoli E cor suo socio Passatore, la preda ... parte e moree !!! Nun me scordo il grande amico Istriano dalla Liguria I suoi articoli a leggeli, so na goduriaaa !! E de Mazzo er canaio L’avemo eletto, amico nostro birraio Al terzo raduno C’e sara’ pure l’amico mio Veleno E l’amico mio Login E allora Tutti insieme mbriachi Faremo un bel Cin Cin !!!! Citarvi tutti c’e vorrebbe tanto Nun ve nasconno che, me sta a veni’ l’affanno Semo piu’ de 500,con un anno Pure dalla Sicilia e Sardegna, ne so na schiera!! E pure li, li cigniali, tremano dalla paura ! Regaaaa’ Sto sito , fa scintilleeeeee !!!! E a giorni , saremo, Milleeeeeeeeeeeee !!!!!!!! UN CARO SALUTO A TUTTI INDIO
Articolo
articoli 29/01/2008 - istriano

I SOLITI IGNOTI...

Chi di noi è padre sa bene che la professione di genitore a volte non è così semplice, si cerca sempre di “assecondare” i figli in tutto, almeno io cerco di fare questo nelle mie possibilità s’intende, una cosa che mi devo “subire” da mio figlio la sera mentre sono a casa sono i cartoni animati, la saga dei Power Rangers Mystic Force su di un canale satellitare, ormai sarà la ventesima volta che la guardo, l’altra sera invece causa un temporale e la mancanza momentanea del segnale dal satellite mi sono improvvisato in un zapping sulla Tv con l’autorizzazione di mio figlio, la mia curiosità viene rapita da una trasmissione sul canale della TV di Stato ed esattamente Rai 1, dove un noto conduttore televisivo presentava un simpatico programma dal titolo “ I SOLITI IGNOTI”, in poche parole un concorrente doveva indovinare la professione di varie persone solo dalla presenza fisica, io sinceramente nella mia professione quotidiana un po’ sono costretto ad valutare l’eventuale professione di persone “strane” nelle vicinanze di banche, ma sinceramente non mi ero accorto fino a quella sera della difficoltà di azzeccare con certezza solo guardando una persona dai suoi lineamenti fisici cosa svolga nella vita, così scherzosamente mi sono collegato al sito della caccia al cinghiale, è guardando le facce di alcuni amici del portale ho provato ad intuire la professione, il Kapo Scovatore potrebbe essere un noto imprenditore del settore edilizio, Passatore con quel suo bel faccino lo vedrei bene come un direttore di una famosa catena di Motel, il Cinghialaio li non si sbaglia sembra un ricercato che popolava tempi fa le bacheca dei ricercati nelle caserme dei Carabinieri, il Medusa rappresentante di lingeria femminile, è così via fino ad arrivare ad alcuni dallo sguardo enigmatico. Come potete vedere degli amici citati tutti fanno una professione diversa, individuare dalla faccia quello che nella vita ognuno svolge non è compito semplice, è per questo che leggendo nei giorni passati alcuni commenti sulla ipotetica figura che potrebbe avere un ladro di cani, mi sorge il dubbio che poi non è cosi semplice, pensare che potrebbe essere un camionista, un disoccupato, un muratore, ho qualsiasi altra persona mi rende perplesso, anzi devo dire che a volte il peggior ladro e il nostro tranquillo vicino di casa, ho un nostro carissimo amico, dove conosce alla perfezione i nostri cani nei loro difetti e pregi, dove con la caccia non ci azzecca nulla, stiamo bene attenti a valutare anche questa ipotesi, non cerchiamo di pensare che potrebbe essere Caio perché una volta è venuto a caccia con noi, o Tizio conosciuto come uno dalla manina lunga, si rischia a volte di perdere tempo utile per l’individuazione è recupero dei nostri cani . Individuare con certezza se non in presenza di prove certe, ci porta solo ha “pensare” ma questo non basta, la prova e certezza deve essere senza appello di prova, è per questo bisognerebbe trovarlo sul luogo mentre si porta via i nostri cani, ma le possibilità sono remote che questo possa succedere, chi si macchia di tale vergogna e crimine a sempre la fortuna dalla sua parte. Una volta effettuato il furto si cerca di piazzare i cani, anche qui stiamo attenti ha pensare che i cani vengano venduti per ricavarne dei soldi, la maggior parte delle volte e così, ma altre volte è qui si parla di prove certe vengono rubati per scambio con delle armi (Sardegna 2001), scambiati con altri cani da cinghiale o da lepre, portati in Corsica ( fatti successi in Sardegna in vari anni), o come è successo ad un mio carissimo amico, rubati per invidia, chi ruba materialmente i cani più delle volte e un povero morto di fame, un delinquente da quattro soldi, ruberebbe delle galline o qualsiasi altro animale se richiesto, lo fa per pochi euro, il mandante quello che successivamente dovrà piazzare i cani, è una persona molto più furba, per il semplice fatto, ch lui non potrà mai essere accusato materialmente del furto, perché mai trovato a RUBARE, (parlo per eventuali condanne per la legge Italiana), ma per il proprietario dei cani non cambia nulla, mandante o chi compie materialmente il furto sono la stessa cosa. I furti vengono fatti nella maggior parte dei casi di notte, ma ci sono anche episodi in pieno giorno, il periodo dove si concentrano furti sono durante il periodo di caccia, il motivo e semplice se vengono fermati per un controllo diranno che i cani sono i loro è che stanno andando il località X per cacciare, chi è quel Carabiniere o Poliziotto che chiede i documenti dei cani? Se non del mestiere è parlo come cacciatore non saprebbero nemmeno da dove cominciare il controllo, poi chi di noi porta i documenti dei cani dietro? Io non lo faccio, se vengo fermato e riescono loro a controllare il cane/i, parliamoci chiaro la cosa ci disturba parecchio, non perché dobbiamo nascondere qualcosa ma per il semplice fatto che ci rompono durante la battuta di caccia, perché diremo la famosa frase ma ANDATTE A CONTROLLARE CHI RUBA VERAMENTE. Ritornando alla figura del mandante, una volta con in mano con i cani rubati, questi nella maggior parte delle volte vengono tenuti in canili SICURI, cioè da persone compiacenti, lontano anni luce da qualsiasi nostro pensiero che quella persona potrebbe avere i cani nostri, il nostro istinto ci porta subito a controllare il SOSPETATO NR.1, ma siatene certi che nel suo canile mai troverete un cane rubato. Questi vengono fatti “riposare” per alcuni giorni, per poi prendere strade diverse, magari di giorno è in giornata di caccia. L’artefice di tutto questo conosce bene (non sempre comunque), gli amici del povero derubato, quindi sa bene dove sistemare i cani, è questo per lui è già un vantaggio, ecco che quando vi dico che più delle volte potrebbe essere il nostro vicino di casa, o un nostro carissimo amico, se non si trovano più tantissimi cani quando vengono portati via ci starà pure un motivo, ma come detto prima non sempre, a volte sfugge qualche amico particolare “come nel mio caso”, è quindi si riesce a recuperare l’intera muta. Nel meridione, ed in particolare in Sardegna, il furto dei cani è cosa cronica, non si riesce ad arginare questa barbarie, lo Stato Italiano poi non fa nulla per tutelare chi viene colpito, pensare di cogliere uno sul fatto mentre si porta via i cani e solo utopia, è stata inventata l’anagrafe canina, ma vi assicuro che trattasi di una grossa stronzata, prima per il semplice fatto che non vi è un collegamento a livello Nazionale, se viene trovato un cane privo di tatuaggio ma in presenza solo di microchip, quando mai si risale al proprietario, si dovrebbe fare un messaggio a livello nazionale interessando tutte le USL, per risalire al numero del microchip ed eventuale proprietario, cioè una odissea infinita è credo senza soluzione, per non parlare dell’obbligo del microchip per tutti i cani i nostro possesso, in Sardegna e solamente 3 o 4 anni, poi siamo convinti che tutti si siano messi in regola? In caso di furto come riesci a risalire al cane? Molte volte sono stati trovati cani con il tatuaggio cancellato con sopra un altro numero diverso corrispondente ad un altro pedigree, un'altra volta è successo che hanno cancellato il tatuaggio comunicando all’USL di appartenenza e Carabinieri del luogo del ritrovamento di due cani, quindi in regola con la legge, se saltava fuori il proprietario, questi si limitavano a dire che erano stati ritrovati è denunciato il ritrovamento, così è stato, ma la loro sfortuna è stato che uno successivamente a voluto cantarsela di fronte a i carabinieri, ci sono casi di taglio di orecchie, code, insomma chi ruba e successivamente chi acquista sa bene della provenienza del cane, quindi ogni accorgimento e d’obbligo, il povero proprietario non resta che sperare nella buona sorte e tantissima fortuna, nel mio caso ho avuto la fortuna di conoscere tanti amici veri, di quelli che pur sapendo la mia professione mai si sono permessi di chiedere un favore personale (come farsi togliere una multa), uno di questi che mai finirò di ringraziare, in meno di una settimana a riportato i cani a casa, successivamente ha raccontato alcuni particolari riguardanti il mio furto, di cui ho accennato sopra, ma fino adesso non ha voluto dirmi chi è stato materialmente a compiere tale gesto, ma capendo che presunti amici al di fuori del mondo della caccia erano coinvolti. Come vedette individuare la figura della persona non è cosa semplice, chi possiede cani prima o poi una visitina la riceve, cercare di prevenire è ancora più difficile, è inutile che diciamo che abbiamo cani mediocri, quando si va a caccia ed in particolare al cinghiale si va in più persone, se i nostri cani cacciano bene lo sanno tutti, anche quelli dei paesi limitrofi ed oltre, quindi possiamo raccontare quello che voliamo ma nessuno ci crede, l’unica cosa fattibile visto che grazie a questo portale siamo appartenenti a tutte le regioni dello stivale, si potrebbe in caso di furto chi in possesso di notizie CERTE, controllare alcuni canili “sospetti”, ho fingere l’acquisto, se per esempio ci sono stati rubati 3 istriani, e crediamo che possono essere in possesso di Tizio in quanto quotidianamente vende cani di svariate razze come se fosse al Conad, telefonare tramite altre persone, fingere di chiamare da un'altra Regione molto lontana dalla sua, farsi descrivere i cani…….a volte qualcuno abbocca (già successo) invece altri più furbi (credono loro) leggerà questo scritto convinto che a lui mai riusciranno a fregarlo talmente è così sicuro del fatto suo, ma qui ritorno all’inizio del mio scritto, è difficile intuire la professione di qualunque persone solo dal suo aspetto, ma è facile immaginare dai suoi “movimenti” nessuno e perfetto, e nessuno è più furbo dell’altro, ma a solo “momentanea” fortuna, una persona malvagia diventa anche peggiore quando finge di essere un santo, non sarà una trasmissione televisiva a smascherarvi, ma sarà la vostra sicurezza di immortali, è per questo che vi dico “pensate che ogni giorno può essere il vostro ultimo”, è allora vi chiameremo “ I SOLITI NOTI”..... con mazzate comprese. By Istri
Articolo
articoli 21/01/2008 - istriano

LA FINE DELLA CACCIA IN BATTUTA.

Ogni anno a fine stagione di caccia si cerca di stilare se possibile un resoconto di quello che è successo durante il periodo in cui hanno visto protagonisti nel bene e nel male i nostri ausiliari nella competizione con il re del bosco, ossia il cinghiale, a volte non sempre è positivo ma tragico per la morte di qualche nostro titolato capo muta nello scontro con il suo amico/nemico, ma questo purtroppo bisogna metterlo in conto, fa parte della caccia quella vera, è sempre e sarà un pegno che tutti noi canai dovremo pagare, a volte non è facile accettare ma non farlo significherebbe non andare più a caccia, è chi per quanti di noi lo fanno da bambini credo non sia facile tollerare. La caccia al cinghiale, quella attuata adesso sta cambiando velocemente e non sempre tutti riusciamo a stare dietro con i tempi, crediamo noi che il cinghiale sia sempre lo stesso quello presente per i più fortunati da millenni su quel territorio, per altri da una decina di anni, furbo, scaltro, veloce, abitudinario sempre dei medesimi luoghi, invece ci troviamo di fronte dei maiali di allevamento, bestie che arrivano anche a 150 Kg è oltre, lenti che non tengono il fermo ma aggrediscono persone, cani e tutto quello che gli para davanti, trovandoli in posti fino ad pochi anni fa impensabili, cioè dentro i paesi a prendere il fresco sulle panchine assieme a i vecchi del luogo, magari sorseggiando pure loro un bicchiere di buon vino. A tutto questo a voluto aggiungersi i nostri amati politici, i nostri amministratori di ATC e CA, verdi, ambientalisti, funga ioli, e voltagabbana della domenica, spaventati di un attacco alla loro poltrona e loro interessi (non nostri), e da un opinione pubblica sempre più paragnosta quando ci sta da piangere e far credere a tutti che la luna e verde, hanno ben pensato oltre dannarci con assurdi calendari e cavilli vari, di inondarci di simpatici animali a 4 zampe di colore indefinito con sopra la testa posto un piccolo palco, (fosse almeno quello del teatro Ariston di San remo non correrebbe così tanto) che stanno dalla mattina alla sera a rompere i coglioni in giro per i boschi, a cazzeggiare e mangiarsi tutto quello di nuovo il bosco offre, brucando pure l’insalata del povero contadino che con tanti sacrifici e riuscito a piantare nel suo piccolo pezzo di terra, non contento di aggirarsi per il bosco a stressare l’anima a chi paga suon di euro per cacciare un giorno alla settimana, sconfina in autostrade strade Statali, provinciali, comunali e chi più ne a più ne metta, causando morte ed incidenti stradali, questa piccola capretta frutto di un incrocio tra un cartone di Walt Disney, e un ambientalista della domenica e l’artefice della fine della caccia in battuta con i cani in Italia, perché a questo cari amici i nostri ben amanti è pensanti governarti stanno pensando di attuare, inventandosi la caccia di selezione al capriolo, e la figura di un nuovo personaggio della cinofilia Italiana che finalmente possa andar bene a tutte le categorie tranne i cacciatori quelli veri,il SELECONTROLLORE, questo super eroe vestito per la maggior parte delle volte da soldato Austriaco, con tanto di pennacchio e pantaloni alla zuava, ma armato come un incursore dei marines, binocolo con telemetria incorporata e misuratore di palco e pressione sanguina, mirino intelligente da riconoscere il sesso (speriamo che non siano come qualche nostro appartenente a questo attuale governo, e possibile che si scambi una femmina per un maschio) nascosto come un bambino dell’asilo dietro ad un albero, come che si dovesse vergognare di quello che sta per fare, cancellando in un solo colpo sparato dopo un accostamento da vero indiano della tribù dei caghineri, secoli di caccia fatta con i cani in battuta, decretando ad una persona singola il selecontrollore questo onore. Questo cari amici è quello che si prospetta in un futuro molto vicino, le associazioni che dovrebbero tutelarci, provincie ATC, CA, addirittura Università, offrono corsi a PAGAMENTO per diventare selecontrollore, con tanto di brevetto e spilla da attaccarsi modello parata militare, (il vestito non è compresso nella parcella), inondando sempre di più le nostre campagne e boschi di Caprioli, acquistandoli in Francia con i NOSTRI SOLDI e non certo con i loro, formando intere corriere come si dovesse visitare il santuario di Padre Pio in modo da poter RACCONTARE (vedessi Liguria) che la situazione e critica, ed il capriolo è una specie in forte espansione, (il cinghiale in calo) con una densità tale da istituire la figura a PAGAMENTO del selecontrollore, in modo da poter SPARARE!!! Dal 1 Agosto fino al 15 Settembre, poi apre la caccia, e dal 1 Febbraio al 15 Marzo, con abbattimenti in Primavera ed estate, insomma se ancora non l’avete capito chi a la fortuna di essere selecontrollore può liberamente SPARARE tutti i giorni dell’anno, invece noi sfigati cacciatori dobbiamo accontentarci quando ci va bene di 20 giornate all’anno, magari senza sparare un solo colpo. Quindi in questo mondo attuale dove la recessione è sempre dietro l’angolo hanno pensato bene le grosse multinazionali di fabbriche di armi, abbigliamento è tutto quello che gira intorno alla caccia, che un cacciatore come il sottoscritto e solamente un rompi coglioni che occupa territorio di caccia senza spendere un solo euro, invece il selecontrollore sparando tutto l’anno cartucce da 150 grani, compresso di vestito tirolese, ed armi ultimo grido a una spese molto più maggiore. Per molti potrebbe essere un discorso di fantascienza, ma vi posso assicurare che non sarà cosi, continuiamo a parlare di cani, di battute, di morti e feriti, seguite, ma ricordiamoci che tra un paio di anni parleremo di caprioli, di come farci raccomandare per diventare pure noi selecontrollori, la caccia in battuta a mio avviso andrà a scomparire, perché questo loro vogliono, quando fra un paio di anni ci saranno più caprioli che cinghiali, si troverà la scusa che i cani nel bosco disturbano i caprioli e i selecontrollori, e quindi chi vorrà cacciare il cinghiale dovrà farlo solo il selecontrollore e non più il cacciatore di battuta. Basta che comprata una qualsiasi rivista del settore per capire che il vento sta cambiando, e noi non ci stiamo accorgendo di tutto questo, non ci stiamo accorgendo che ogni giorno viene sottratto terreno libero di caccia per istituire parchi con la promessa di un milione di posti di lavoro, non ci stiamo accorgendo che un telecontrollo può CACCIARE E SPARARE dentro un parco per fare selezione, invece noi cacciatori siamo banditi, anzi dobbiamo girarci Km di distanza, non ci stiamo accorgendo che un cinghiale può essere “sparato” con qualsiasi arma e munizione , ferito, con il fegato e budella di fuori, ma il capriolo questo no, e talmente delicato che bisogna spararci da lontano, con arma rigata senza l’ausilio del cane, potrebbe nella corsa rovinarsi il cuore (porta il bay pass) e il palco che porta sulla testa, tutto questo sta succedendo senza che nessuno faccia nulla, noi dal canto nostro poco importa, in quanto abituati a pensare che tanto non sarà mai fattibile, io da canto mio sono meno realista e più pessimista, e in questo ricordo sempre un proverbio cinese che dice “ che quando un solo cane si mette ad abbaiare a un ombra,diecimila cani ne fanno realtà”, io ho iniziato…., a voi sta farne una realtà….. By Istriano.
Articolo
Il mondo venatorio 21/01/2008 - medusa

Segugi svaniti nel nulla

Cari amici mi sento di dirvi queste cose, bisogna dire basta è ora di farla finita, voglio dire questa cosa sopratutto ai canai. Essendo stato ferito più volte per non aver trovato più i miei cani, sappiamo che quando scegliamo un cucciolo di una nostra cucciolata, e delle volte facciamo anche parecchi chilometri per acquistarlo. La prima cosa lo facciamo visitare se è in buona salute o vaccinarlo se non lo è stato, poi si incomincia ad addestrarlo con tanta pazienza ma tanta, spese e molto tempo da dedicargli. Quando inizia la caccia viene inserito nella muta in mezzo ai professori che gli insegnano come si caccia in territorio libero con pericolosi solenghi sempre se ne ha voglia. il canaio non è come dicono tanti che usano cani come macchine da guerra, ha un cuore ci si affeziona tratta i suoi segugi come fossero dei figli. E quando vado ha caccia e trovo delle tra cce, sciogliendoci i cani, parlo con loro e gli dico non fatevi menare dai cinghiali e rientrate senza ferite. Amici noi sappiamo che significa se un cane ti rientra tutto mal conciato, quante corse per la montagna con i segugi in braccio per portarli dal veterinario. Ma il problema più grave è quello che il cane ha solo il biglietto di andata e non rientra più, ma non per colpa dei cinghiali ma per mano dell’uomo. Si amici miei parecchi di voi saranno rimasti scottati, queste persone di quello che ho scritto sopra tutti i sacrifici nostri non gliene frega niente. Queste persone sono malate di testa hanno dei problemi purtroppo ogni paese c’è sempre la mano nera. C’è un traffico di speculazione e delinquenza, che trafficano fra il nord, sud, centro, ma io non la prendo solo con loro anche con chi acquista questi cani e pensano di avere fatto l’affare, ma non sanno prima o poi tocca anche a loro. Anche chi acquista cani rubati sono dei delinquenti, perchè fino a che contribuiscono, questa gente malata non la smette più. Ma quello che non riesco a capire come fanno a conoscersi e scambiarsi i cani. Per di più i microcip che viene inserito al cane viene registrato all’anagrafe canina non serve a niente, è tutta una presa in giro. A me personalmente mi è capitato più volte quando veniamo fermati dalle autorità, e chiedono se i cani sono tatuati non è che guardano se il cane è del conduttore o il cane risulta ad altra persona non gliene frega niente, si preoccupano solo se non è tatuato per fare il verbale come tutte le altre cose si deve fare cassa. Scusate amici questo è un mio sfogo che mi sentivo di scrivere. Un saluto da by medusa
Articolo
Balistica 18/01/2008 - PASSATORE

UN GRAZIE A PAOLO E RENATO

Cari amici cacciatori appassionati cinofili, in questi ultimi anni stiamo vivendo una trasformazione continua delle modalità di cacciare la bestia nera, quindi stiamo assistendo ad una evoluzione della caccia al cinghiale. Premetto che, e chi mi conosce lo sa, sono stato da sempre e tuttora lo sono un appassionato del cane da seguita, dove per seguita intendo quelle belle canizze che durano per ore ed ore alternate all’abbaio a fermo. Nella mia vita di cacciatore ho provato ad allevare parecchie razze di segugi soffermandomi in particolar modo nel selezionare i beagles per il cinghiale ed i segugi italiani neri focati testa gialla per la lepre. Ricordo con emozione quelle belle cacciate al cinghiale fatte negli anni novanta, quando il territorio dove caccio in Abruzzo era libero da vincoli, PARCHI e PARCHETTI vari, si slegavano i cani sulle piste notturne dei cinghiali e via si iniziava la battuta, dove erano rimessi i cinghiali solo i cani ce l’avrebbero detto e una volta trovati, li veniva il bello, eravamo padroni di tutto, corse sfrenate con le jeep tagliavamo la strada agli animali era un continuo divertimento! Ma sono passati 18 lunghi anni e da allora molto è cambiato nella mia zona, come del resto anche nel resto dello stivale, poi con L’AVVENTO DI QUESTO FANTASTICO SITO ho avuto modo di conoscere e di confrontarmi con molte persone, cacciatori veri e gente schietta, certo è frequentato anche da tanti FANFARONI ma quelli stanno ovunque! Un giorno parlando con il grande amico SCOVATORE, eletto da me e da altri affettuosamente KAPO di questa comunità, mi sono incuriosito sentendolo parlare del Dachsbrake, un simpatico cagnoletto dalle gambe corte che io conoscevo soltanto in foto. Da come ne parlava il Kapo, tutto entusiasta, ho voluto provare a prenderne un paio di questi simpatici bassotti, un maschio per me ed una femmina per l’amico fraterno SPARAPAOLI, e per prenderli ragazzi non sapete cosa ho dovuto sopportare …. UN VIAGGIO DI CIRCA 12 ORE IN COMPAGNIA DEL MALEFIKO FIREBLADE74… il che è dire tutto! Comunque dopo anni passati a rincorrere cinghiali e cani mi sono voluto cimentare in una nuova realtà provare ad allevare un cane corto come il Dake, non vi nascondo che all’inizio mi sono trovato in difficoltà, in quanto, abituato a cani del tutto diversi capaci di tracciare un solengo per ore e poi mettersi a fermo a diversi km di distanza, quindi segugi indipendenti dal rientro non sempre veloce, a volte si va a caccia il sabato e la domenica si passa a cercare i cani che non sono rientrati, senza parlare di quando poter prevedere il termine di una battuta. Allora quest’anno insieme all’amico Paolo (alias Sparapaoli), ci siamo voluti cimentare con questa nuova razza, nuova per noi, premetto che i due soggetti di cui si parla sono semplicemente dei cuccioloni di appena 15 mesi, ma con tanta voglia di andare a caccia. La situazione che mi si è prospettata sin dalle prime battute era per me catastrofica poiché tutti gli altri segugi una volta sull’animale partivano con bellissime canizze ed invece questi due nanerottoli dopo poco te li ritrovavi in mezzo ai piedi. E allora preso dallo sconforto chiedevo a Paolo:” Socio ma che dici abbiamo fatto la scelta giusta?”, e lui “ a Stè ma c’hanno appena 1 anno!! che vuoi pretendere?”. Rincuorato dal mio Socio e gambe in spalla si ripartiva verso nuove rimesse a cercare di far trovare qualche animale a questi benedetti cuccioloni! Dopo circa 2 mesi di caccia e diversi cinghiali trovati, dove spesso questi Dake venivano slegati ad animale già trovato, ci siamo ritrovati a cacciare in qualche circostanza soltanto con loro, vuoi perché qualche cane era andato perso nelle battute precedenti vuoi per i tanti ma tanti cani feriti, mbè amici vi posso solo dire che questi 2 Dake si sono comportati benissimo facendoci divertire riempiendoci di soddisfazione. La cosa che mi ha affascinato di queste simpatiche bestioline è il modo con il quale puoi gestire una battuta, tracci al mattino decidi di battere una zona, metti le poste, sleghi se i cinghiali ci sono e li trovano li portano alle poste se vengono uccisi bene altrimenti dopo al massimo 1 ora te li rivedi presentare pronti per ripartire per una nuova cacciata, magari con un po di stanchezza addosso viste le gambe corte, certo sempre di cuccioloni si parla però lo stile di razza ed il comportamento credo che rispecchi a pieno lo standard. Amici vi ho voluto raccontare questa mia esperienza e con questo non voglio dire che il cane corto sia meglio o peggio di quello lungo, ma ho scritto queste poche righe perché mi preme innanzi tutto ringraziare PUBBLICAMENTE il nostro GRANDE KAPO RENATO, che reputo un grande amico ed esperto cacciatore di cinghiali, sia per avermi dato la possibilità di acquistare dei cani di grande sangue sia per avermi dato l’opportunità, tramite la creazione di questo splendido portale, di incontrare una GRANDE PERSONA, PAOLO detto SPARAPAOLI, PERSONA SERIA, ONESTA E GRANDE CACCIATORE, al quale va tutto il mio affetto, perché grazie a lui ho trascorso una bella stagione di caccia al cinghiale. Grazie Paolo e Grazie Renato. IL PASS
Articolo
Balistica 14/01/2008 - gitano

IL SEGUGIO DELL'APPENNINO

Il Segugio dell’Appennino, ha delle origini antichissime, tracce storiche che provano la sua esistenza si possono trovare già verso la fine del primo millennio e il primo riconoscimento e documento storico ce lo offre il Sommo Poeta “ Dante” nel 1200 con un celebre sonetto che recita “Sonar bracchetti e cacciatori aizzare, lepri levare …… ” , quindi si può affermare con certezza che questi piccoli Segugi tutti Italiani detengono una storia che va oltre un millennio. In epoca storica molto più vicina alla nostra, parallelamente al riconoscimento del più blasonato e sponsorizzato Segugio Italiano (1920), sull’arco Appenninico proseguiva, nonostante il non riconoscimento come razza ufficiale, la selezione naturale e l’esclusivo utilizzo di questo piccolo Segugio Autoctono, sia a pelo forte che a pelo raso, spesso utilizzato dai cacciatori di montagna come mezzo di sostentamento alimentare per la famiglia, considerato che a quei tempi la caccia non aveva periodi ufficiali di chiusura. La sua straordinaria salute psichica, supportata da quella fisica, come il suo innato senso di adattamento alla vita rurale, hanno plasmato un segugio che sarebbe stato impossibile creare secondo i comodi abusi oggi troppo ricorrenti della consanguineità. Questi genuini cacciatori di montagna tra cui anche i miei bisnonni e nonni, prima che la ricerca della modernità iniziasse a distruggere questo antico e suggestivo mondo strettamente connesso alla popolazione rurale, si accorsero senza grandi sorprese di possedere una razza di Segugi frutto del patrimonio di valori naturali e della selezione spontanea che più di ogni altra si adattava a questi luoghi e gelosamente iniziarono a preservarla sino a consegnarla qualitativamente (non numericamente) intatta ai giorni nostri. Ora il problema è quello di riuscire a conservarla in questo stato, visto che un branco di lungimiranti sciacalli si sono accorti che è un segugio efficace e che piace (voglia di ritorno al passato) e di conseguenza stanno escogitando una serie di mosse atte al riconoscimento della razza non al fine della salvaguardia del ceppo come dicono loro (e sarebbe cosa giusta), ma per poter poi creare anche con il Segugio dell’Appennino la vergogna che hanno creato con il Segugio Maremmano, tutto esclusivamente e rigorosamente in nome del “Dio Quattrino” ossia a scopo di lucro. Il Segugio dell’Appennino è un cane di mole medio piccola, dalla struttura armoniosa la cui altezza non dovrebbe superare i 46/48 cm misurati da terra al garrese e il cui tronco sta nel rettangolo. Cane da seguita specializzato nella caccia alla lepre, ma non scherza neanche sul cinghiale verso il quale mostra una propensione innata per l’abbaio a fermo sempre cauto e prudente ha un carattere socievole e vive in simbiosi perfetta con il suo canettiere, pur avendo forte temperamento e smisurata passione per la caccia a prima vista ti colpisce subito la sua nevrilità e la scioltezza nei movimenti. L’obbedienza è una caratteristica atavica in questi cani, tanto da renderli naturalmente collegati con il conduttore e con i compagni di caccia. Il mantello può essere a pelo raso o a pelo forte (miei preferiti), di colore preferibilmente fulvo, ma anche nero focato e grigio lepre, può presentare delle pezzature bianche che se opportunamente distribuite sono indice di tipicità (specie nei fulvi), in particolare il bianco è gradito sui quattro arti, sui tarsi, metatarsi, carpi e piedi, sul petto a forma di stella, sulla fronte a forma di lista e sulla punta della coda. La voce del Segugio dell’Appennino e chiara e squillante (le femmine sembrano delle sirene), dalle tonalità piacevoli, differenziata nelle diverse fasi del suo lavoro. Sicuro accostatore, scova la preda con estrema facilità e si cimenta in ottimi inseguimenti, sempre pronto e lesto al rientro dal padrone a seguita ultimata, esprime a pieno le sue caratteristiche in montagna territorio in cui e stato selezionato e forgiato. Caccia bene sia singolarmente che in coppia (sua massima espressione), si adatta a piccoli gruppi 3 massimo 4 soggetti non di più, altrimenti si ostacolano e finiscono per vanificare il loro impegno. La mia famiglia ce li ha da tanti anni e anche io ne possiedo alcuni sempre dello stesso ceppo che impiego distintamente nella caccia alla lepre (solo Appenninici) e al cinghiale insieme agli Istriani e vi posso dire amici che non me ne priverei mai e poi mai, non potrei mai fare a meno di quello sguardo dolce ed espressivo, quasi umano con il quali ti guardano e ti comunicano le loro emozioni, è il loro modo per parlare, vi assicuro che a questa razza manca solo la parola. Parola di Gitano
Articolo
Balistica 14/01/2008 - jerry

UN SALUTO DA JERRY

Cari amici ,ormai tali vi considero tutti anche se all’inizio e forse ancora oggi qualcuno non condivide il mio modo di cacciare il cinghiale .Voglio dirvi che ancora una volta,e mi complimento con lui, il capo ha dimostrato di essere un saggio oltre che essere un grande esperto di caccia al cinghiale .Continua ad essere un ottimo mediatore tra noi,sa ascoltare,sa consigliare,sa lodare,sa rimproverare nel momento giusto .Potrebbe aspirare ad essere il capo della tribù dei cinghialaii di tutta la penisola,ma lui ama la caccia non la politica e questo è un altro motivo di rispetto .Oltre a questo voglio dirvi che quello che voi dite sulla caccia al cinghiale è frutto della vostra esperienza di cacciatori navigati su questa specie e per ciò tanto di cappello. È evidente che siete intenditori,praticanti esperti,bravi,ma ciò non toglie che a volte alcuni di voi dimostrano di non voler capire che l’Italia è variegata anche per la caccia al cinghiale. Mi spiego quello che va bene per l’Abruzzo non va bene per la Campania.Quello che va bene per Pescara non va bene per Benevento.Scendendo nei particolari voglio farvi capire perche ,come caccia Renato non può cacciare Gerry. Perche per Renato vanno bene certe razze e per gerry ,oltre a quelle che ha Renato ed altri ,può considerare altrettanto buona una razza da penna ,il Drahthaar,che cane da penna e da ferma non è ,visto che ho letto e constatato di persona che in Germania gli si richiede di cacciare anche la lepre .Ribadisco di nuovo il cacciatore se tale è ed ha molta esperienza ,deve avere un cane fatto su propria misura. Io dico che per la caccia al cinghiale ci vuole il cane a secondo del luogo dove si caccia,a secondo della razza di cinghiale che c’è sul territorio,a secondo dell’età della popolazione di questa specie presente in una determinata zona,a secondo dei sistemi usati negli anni addietro per cacciarli poiché anche il cinghiale acquista memoria quando viene padellato. Mi spiego, se c’è un grande bosco,un bel branco,una bella muta,un bel casino dei canai,il branco nato nel parco o riserva ,trovato quel giorno fuori,di sicuro dopo un attimo di esitazione parte senza pensare a caricare i cani per la gioia di tutti. Ma se grandi boschi o parchi o riserve rispettate non ci sono, allora quel giorno trovi una o due scrofe con pochi porcastri,poco distante un bel solengo,in un ginepraio folto misto a spine,a rovi,a canneti ,allora si che c’è differenza di comportamento da parte delle bestie. Allora forse il numero delle tante razze valide ,che voi dite si riduce di tanto .I miei amici che comprano a suon di quattrini cani di razza dalla Toscana,dal Piemonte, dalla Francia,dalla foresta nera,alla fine dell’annata di caccia, fanno ben poco oppure perdono il capitale per gloriosa morte sul campo. Ecco perché io sostengo che il cane me lo devo fare io,ai cani dei miei amici presi a Livorno e a Grosseto anni fa,maremmani non tigrati,grandi cani ,campioni nel trovare e scovare la bestia ,so io quanti punti ho messo su di loro dopo le battute di caccia. Per i figli ,i nipoti di quei cani ,meticci voluti secondo determinate esigenze di caccia e dei luoghi ,ciò non è avvenuto ,e,non solo perché cresciuti da loro. Infine ,la ciliegina,in certe zone ,dove non c’è tradizione per questa caccia,il cane puro,bello,di razza,famoso,che si allunga troppo e non ritorna subito,una volta passato le poste se c’è padellamento è facile preda di altri nostri amicissimi cacciatori,diventando merce di valore per scambi con altre regioni.Concludendo vi dico questo capo è grande,non ci sono dubbi,su questo non ci piove ed ha tutta la mia stima ed amicizia per questo ed altro,comunque a voi altri,vi invito a non aver paura di qualche ernie in più sui cuccioli causa consanguineità,(mostri in vita mia ne ho visto pochi,consanguineità molta) .Vi consiglio di non spendere molto in denaro per l’acquisto del cane di razza,ma di spendere tanto ma tanto del vostro tempo libero per loro ,in addestramento,andate di persona tutti i giorni a dar loro da mangiare,accarezzateli ,e perché non, parlate con loro quanto più potete. A tutti i miei cani non ho mai dato il contentino ad buon’aziona di caccia compiuta,come si fa per l’addestramento dei cani da guardia ,per droga ,o altro.A me questo comportamento mi fa senso di ricatto all’amico. Il sottoscritto invece,vuole vedere negli occhi del suo cane gioia e complicità ,anche in presenza di tante persone,cacciatori o altro ,non si vergogna di gioire,di accarezzare,di parlare come un pazzo con il suo cane quando questo ha compiuto un bel lavoro.Per questo ,sono stato ,fino ad oggi ,sempre ben ripagato da loro. Vi Saluto,sicuro che qualcuno mi capirà e non mi darà addosso anche questa volta Gerry
Articolo
Balistica 03/01/2008 - scovatore

DETTO TRA DI NOI

Amici il 2007 che ha visto la creazione del nostro portale sulla caccia al cinghiale oramai è alle spalle :ma è doveroso ricordare che abbiamo fatto tante cose insieme ,e sicuramente positive per la nostra passione che ci porta a mollare tutto il venerdi sera , scordare i problemi della settimana, magari qualche lite con mogli e fidanzate, per non mancare al grande appuntamento della battuta al nero irsuto . Questo portale è diventato un punto di riferimento per un gran numero di cinghialisti in poco tempo , anche perché il cinghialaio è uomo rude e freddo ma solo nel bosco , ma di infinita bontà e umanità nella vita quotidiana, questo ha contribuito a creare delle belle amicizie, dei bei gruppi,di amici che dialogano quotidianamente di caccia e altro. Questo non fa altro che riempirci di orgolio a noi dello staff consapevoli di aver dato vita a un buon ritrovo sociale ancor prima che sportivo. Con l’occasione ringrazio tutti i nostri collaboratori dello staff e non, tutti quelli che con la loro esperienza , o solo voglia di esserci ci hanno aiutato a fare informazione vera e pulita. Voglio ringraziare anche pubblicamente qualche signorotto che della vita non capisce un gran chè , qualcuno è andato via. Qualche altro speriamo vada via al più presto, questo non è posto di dialogo per i falsi .Abbiamo avuto richieste da personaggi della carta stampata per collaborare con noi, sicuramente non si chiude la porta in faccia a nessuno, ma sentito le nostre condizioni chiare e pulite sono spariti tutti. Amici questo è stato a stretto giro di parole il primo anno del portale cacciacinghiale,penso che possiamo crescere ancora, ma solo con l’aiuto di voi tutti uomini veri prima ancora che magnifici cinghialai. Un saluto a tutti buon 2008 scova.
Articolo
Tecniche di caccia 28/12/2007 - SOLENGO

UOMINI DI MAREMMA

Quella era la caccia, quando su dieci persone otto erano inseguitori e sapevano come cacciare un selvatico vero. Andavamo a cercare le tracce del cignale e andavamo dietro a queste, se eravamo fortunati lo raggiungevamo la sera tardi quando trovavamo il cane a fermo e lo lasciavamo li, poi si avvisavano quei 4 o 5 amici con i quali il giorno dopo avremmo cacciato, il mattino presto il cane era sempre li che abbaiava a fermo, a volte andava ben a volte no perche’ allora esisteva solo il cignale maremmano che si faceva abbaiare a fermo tutta la notte, ma di giorno 2 o 3 abbai e via. Poi incominciarono ad aumentare i cignali e aumentarono gli appassionati a questa caccia, iniziava a girare qualche soldo in piu’ e si inizio’ ad allevare qualche segugio. Poi iniziarono a nascere le squadre 10 o 15 persone e la caccia al cignale era ancora bellissima, si discuteva tra canai “ sara’ 50 kg., sara’ rimesso li, sara’ rimesso la’” e cosi’ via. Quella era la caccia, su dieci persone otto erano inseguitori e sapevano come cacciare un selvatico vero. Un selvatico che era piu’ difficile cacciare di quello di oggi, quello camminava, faceva anche 100 km. I cinghiali che ci sono oggi io li descrivo come dei grandi maiali, quando levavi un cignale quello era capace di fare 50/60 km, se levi un maiale di oggi quello fa 200 metri e si ferma. Oggi la caccia da me si svolge in maniera molto piu’ semplice, al mattino ci ritroviamo e si dice “ dove si caccia oggi?” “sono rientrati 10 animali li” si cerca di chiudere a vento buono ed è fatta, oggi non serve piu’ mettere i cani sulla traccia. Non abbiamo piu’ un cane che fa una passata di 500 metri e non è colpa dei cani, è colpa nostra che cacciamo in questa maniera e dei cignali di oggi che non camminano piu’. Il sistema che viene imposto oggi stravolge la nostra caccia dobbiamo mettere insieme tanta gente senno’ a caccia non ci puoi andare Purtroppo con squadre cosi’ numerose abbiamo a che fare con gente che la vera passione per la caccia al cignale non l’ha, magari ha quella per portare a casa la ciccia. Fare con questa gente un discorso di caccia e di cani è molto molto difficile, pero’ ti serve anche quella gente senno’ a caccia non ti ci mandano, allora per tenerli buoni gli fai un complimento e quando gli fai assaporare qualcosa che è simile a quello che loro si aspettano ecco che si sentono importanti e gia’ ti vorrebbero dire come si fa. Purtroppo le cose cambiano amici miei, cambiano le leggi e cambia anche la caccia. Tratto da: RICORDI DI UN MAREMMANO Un saluto da SOLENGO
Articolo
Caccia al cinghiale 18/12/2007 - buffetto

Sulle tracce del fuggitivo

Ferito in battuta, il recupero di un cinghiale richiede l’intervento di recuperatori esperti e molto preparati, perche’ questo suide, per come viene cacciato, spesso con tiri imprecisi ma numerosi, pur colpito puo’ seguire il branco confondendo le sue tracce con quelle degli altri. La sua andatura, veloce ma quasi radente a terra, impedisce la valutazione della reazione del colpo ricevuto, a meno che non si tratti di un osso o un organo importante, altra difficolta’ e’ la notevole quantita’ di grasso sottocutaneo che tende ad ostruire il foro di uscita della palla, magari contenendo l’emorragia e contribuendo all’effetto frenante sul sangue gia’ svolto dalle folte setole, soprattutto nei casi di colpi alti, dove le gocce , scivolando sulla pelle, vengono assorbite e coagulano rapidamente. Alla luce di tutto questo, per il recupero, si ha la necessita’ di un cane, che oltre ad avere qualita’ naturali, deve avere: agilita’, dimensioni ridotte e voce, perche’ il recupero di un cinghiale ferito, ma ancora capace di muoversi, richiede spesso liberare il proprio cane per poter capire la direzione giusta, solo grazie al suo timbro di voce. Trovato il cinghiale, il cane, dovra’ essere in grado di pressare l’animale stando attento alle cariche micidiali che gli si possono presentare, ecco perche’ la mole contenuta serve al cane per potersi districare in queste occasioni. Infatti, i cani troppo grandi, hanno difficolta’ di movimento nella macchia mista a rovi, quindi svantaggiati, infatti, probabilmente, i puristi del recupero non condivideranno sempre queste scelte, ma a volte bisogna fare di necessita’ virtu’ e in questi casi la virtu’ sono le qualita’ naturali di alcuni cani piu’ adatti di altri al recupero di un cinghiale. A volte puo’ anche succedere di avere il dubbio di intervenire troppo velocemente, senza lasciare il tempo di morire all’animale ferito, presi dall’euforia, infatti, sugli animali feriti in battuta, l’adrenalina da smaltire e’ gia’ sufficiente a non permettergli di fermarsi piu’ di tanto, pertanto, un recupero veloce, permette maggiori possibilita’ di recupero per gli animali feriti in battuta, che da sempre, statisticamente, sono i casi in cui il recupero e’ piu’ difficile, perche’ magari, non si ha il cane adatto a svolgere questo tipo di lavoro. Un cinghiale ferito magari ad un polmone, puo’ arrivare a fare alcune centinaia di metri prima di fermarsi, alcuni, magari di mole ridotta, se passati da parte in parte senza toccare organi vitali, riprendendo il discorso di cui sopra (coagulazione, grasso etc) possono metterci davvero molto. By Buffetto
Articolo
Il mondo venatorio 18/12/2007 - ilcignalaio

Ciao ZARA

Ciao ZARA piccolina mia Il 12 luglio del 1999 sono venuto a prenderti dall’allevatore e dalla stessa data, per scommessa con mia moglie dopo 24 anni di tabagismo ho smesso di fumare. Hai sempre avuto una personalità esuberante e dei guizzi di genio che alla fine mi hanno fatto fare quasi sempre carniere. Ieri dopo otto bellissimi anni ti sei spenta tra le mie braccia dopo l’iniezione che ti ho fatto fare per alleviarti gli ultimi due giorni di sofferenze. Eri ormai ridotta al lumicino ma prima di andare dal veterinario hai voluto ugualmente fare l’ultimo riporto della tua pallina che ora ti fa compagnia sottoterra. Da ragazzino ho letto una storia su DIANA caccia degli anni 40 che non mi sono mai dimenticato, questa parlava di un cane, mi pare un setter, che da morto era ritornato sulla terra a vedere del suo padrone cosa stava facendo. Giunto nei soliti posti di caccia che frequentava da vivo aveva trovato il suo padrone con un altro cane che stava cacciando. Il fantasma indispettito aveva iniziato a dare suggerimenti sbagliati al cuccioline facendogli fare i più madornali errori tanto che il padrone aveva iniziato ad imprecare dicendo che rimpiangeva il suo caro vecchio amato setter. Mentre il fantasma del setter si gongolava per le sue malefatte e meditava di tormentare oltre il povero cuccioline si è presentato S.Uberto che gli si è affiancato e gli ha chiesto se ci provava gusto a far del male a quel povero bamboccione….e non si era accorto che anche a lui da cuccioline qualche vocina aveva dato dei suggerimenti…era il fantasma di un vecchio cane del suo padrone!!!! Infatti il vecchio cane aveva il compito di aiutare quello giovane che poi alla fine…quando sarebbe giunta anche l’ora del padrone questi si sarebbe presentato al grande canile del cielo a prendere tutti i suoi vecchi ausiliari.....… Ciao Zara fedele amica di lunghe giornate tra i boschi un giorno........cacceremo di nuovo insieme
Articolo
Cani 18/12/2007 - istriano

Il Pisello di Mendel

In questi giorni è nata una bella discussione circa l'incrocio, accoppiamento di cani non derivanti dalla stessa razza (istriano&istriano) (Beagle&Beagle), ecc, parecchi nostri amici di questo sito, chi con esperienze proprie, chi solo per sentito dire, ha espresso il suo parere, una cosa e certa se i nostri avi ascolterebbero questi argomenti qualcuno ci manderebbe a quel paese, per il semplice fatto che nei loro tempi certo non si andava tanto per il sottile con gli accoppiamenti, i cani erano apparentemente solo un prototipo in somiglianza a dei segugi, ma ricordiamoci ottimi ausiliari, anche se bisogna ricordare che prima si cacciava per mangiare, si cacciava tutti i giorni e la selvaggina si trovava pure sotto il letto di casa , ma la genetica non è stata scoperta certo per caso. Cercherò di spiegare in parole semplici, ed a modo mio cose la genetica, certo ragazzi non sono un professore e tanto meno uno scienziato, ma come diceva Sant' Agostino “chi vuole sapere per propria edificazione compie un azione prudente”, e come dice un mio carissimo amico di questo sito “sto a studia”, ho deciso di approfondire tramite ricerche su Internet la Genetica animale. Intanto bisogna spiegare cose la genetica, e lo studio delle variazioni e dell'eredità negli animali e nelle piante compresso l'uomo s'intende, poi ci sta il miglioramento Genetico, dove sarebbe l'applicazione dei principi alla genetica con il fine di migliorare gli animali stessi. Uno dei primi ad approfondire la genetica fu il monaco Austriaco Mendel nel 1865, dove invece di studiare su varie piante, approfondì su una singola pianta dove in precedenza si era accertato che fosse pura per i caratteri che gli interessavano, questo fu il pisello, ma i suoi studi furono ignorati fino all'inizio del 1900, fin quando tre botanici Inglesi diedero credito a i suoi studi e qui per il momento mi fermo, il cane fu probabilmente la prima specie addomesticata e risalente a circa 12000 15000 anni addietro con tipi di razze distinte risalenti a circa a oltre 3000 4000 anni fa, quando diciamo che il cane e il miglior amico dell'uomo ci sarà pure un motivo, dove probabilmente deriva dal lupo fu il solo animale ad essere stato addomesticato indipendentemente in Europa e Nord America, le altre specie animali vennero in un secondo tempo per la selezione e migliore performance. Da tutto questo si hanno i caratteri performance dove bisogna ricordare che sono in quantità maggiore quantitativi, quindi se si seleziona per caratteri di performance (quantitativi), si hanno vari tipi di cane, sia per mole e per tipo di lavoro, cosi si hanno cani per caccia, per lavoro, per compagnia, cani antidroga ecc, questa selezione per tali diversi e differenti caratteri di performance ha proceduto per molte centinaia di anni, dove la registrazione delle performance e l'identificazione attendibile sono accettate ora da tutti come il fondamento necessario per il progresso nella selezione dei caratteri quantitativi, in poche parole se accoppiamo FIDO con BIRA due soggetti istriani che hanno sempre dimostrato ottime qualità sulla caccia non sempre potranno uscire soggetti eccelsi come loro in quanto NOI non conosciamo le loro performance e registrazioni, ma in arco di tempo di 10 anni sapremo invece conoscere le performance in quanto avremo le registrazioni delle loro cucciolate e i loro discendenti, questo e per capire il concetto. Il miglioramento animale non è venuto certo per caso, ma questo è dovuto ad un allevatore Inglese di cavalli nel 18 secolo un certo Robert Bakewell, dove il successo come allevatore venne attribuito alla sua cura delle rilevazioni e nelle registrazioni (vedessi quello scritto sopra ), ed all'uso della consanguineità , per FISSARE il tipo DESIDERATO, senza abusare di tale pratica. Questo allevatore fondo la razza di cavalli shine, la vecchia razza di bovini da carne Longhorn e la razze di ovini Leicester, da qui nacque il suo detto “Il bello genera bello”, per dirla in senso animalesco se si accoppiano George CLOONEY con Sharon STONE nascerà sicuramente un figlio in tipo, bello, se invece si accoppia Fantozzi con la moglie Pina, nascerà quel essere ignobile che appare nei film di Fantozzi, in quanto genitori superiori sono probabilmente produttori di progenie superiore, rispetto a genitori scadenti, ma questo sappiamo bene che in natura non sempre e possibile, infatti Jay Lush padre del moderno miglioramento animale aveva coniato un altra frase “Non sempre il bello genera bello”, la frase che molti di noi pronunciamo spesso prima di accoppiare due nostri soggetti migliori, accoppia il migliore con il migliore, bisognerebbe aggiungere “e spera per il meglio”, infatti succede che alcuni figli di genitori migliori possono essere inferiori ad alcuni figli di genitori peggiori, questa e una regola che vale per tutto, più delle volte i cosiddetti figli di Papa' , sono peggiori nella vita dei figli del più scalcinato essere di questa terra, questo ricordiamolo sempre . Per capire amici miei cosa significa accoppiare una cane puro, cioè dove si conosco i suoi discendenti ed attitudine a caccia, con un meticcio dove si conoscono le sue attitudini a caccia, ma non certo quelle dei suoi avi, bisogna capire cose la legge di segregazione, la prima legge di Mendel, intanto bisogna per primo affermare che tale legge sostiene che i geni esistono in coppia nelle cellule degli individui, e che i membri di una coppia si separano nelle cellule riproduttive o sessuali formate da quel individuo, così che la metà porta un membro alla copia dei geni e metà porta l'altro. Le cellule riproduttive sono chiamate “gameti” e sono il mezzo attraverso il quale il materiale ereditario passa dai genitori ai figli. Qui ragazzi mi fermo spiegare Mendel non è cosa facile, chi a voglia e tempo comunque consiglio di farlo, si riesce capire perchè incrociando due cani della stessa razza a pelo raso a volte capita che nella stessa cucciolata ve ne siamo qualcuno a pelo lungo, non è causalità ma questo si chiama eterozigote, poi ci sta omozigote, si capisce perchè sempre in alcune cucciolate di cani tutte due dello stesso colore magari bianco (vedessi Pointer) nasce qualcuno anche nero, la famosa pecora nera, insomma ci vorrebbe una giornata intera, tutto questo e fatto per spiegare che se accoppiamo soggetti puri, controllati, registrati, testati le loro qualità sul terreno avremo più possibilità di riuscita, ma ricordiamoci non sempre comunque in una percentuale da 1 a 10 staremo su una media di 8, invece viceversa incrociando due cani anche se conosciamo le attitudini di tutte due, ma non conosciamo i loro “avi geni”, si avrà una percentuale molto più bassa, questo ragazzi deve farci riflettere, deve farci capire anche perchè molti nostri allevatori blasonati da Affissi pomposi producono cucciolate a getto continuo, per poi noi acquistando un soggetto ci troviamo invece che un soggetto capace di svolgere i “normali” compiti per cui viene richiesto a caccia, ci troviamo un cane da salotto, o peggio starà ad innaffiare cespugli dalla mattina alla sera. Fare una cucciolata non è semplice, le teorie il mio e buono il tuo pure vanno bene nei bar, chi veramente pretende cuccioli, cani che sappiano cacciare non deve tirare i dadi al momento dell'accoppiamento, i geni possono “acchiappare” una volta, ma sarà “CULO”, semplicemente fortuna, ma deve conoscere le capacità anche dei loro predecessori, chi va a comprare sempre dal solito allevatore e si trova bene portando a casa sempre soggetti ottimi, quella persona vuol dire che della vita a capito tutto, a capito che l'incerto di questi tempi e meglio lasciarlo stare dove si trova, per questo che io sono favorevole all'accoppiamento di soggetti che i loro predecessori si sono dimostrati ottimi cani, i famosi gameti non sono li per caso la natura presenta sempre il suo conto, ricordiamoci i famosi geni, ci sta anche quello letale questo porta alla nascita di cani con prognatismo, e altre deformazioni, fino a rendere anche il cane femmina sterile. Questi comunque sono solo alcuni inconvenienti maggiori che potrebbe causare nell'incrociare cani dove non si conoscono i loro antenati, attenzione può essere anche presente nei cosiddetti cani di razza ma in minor possibilità, a voi la scelta, io da parte mia spero di essere stato abbastanza chiaro ed esaudente, a voi la scelta, Mendel e partito da una pianta di piselli per spiegare cose la genetica, noi dobbiamo invece partire da un cane di razza e da uno meticcio, accoppiandoli cercheremo pure noi di spiegare la nostra teoria, a volte ci riusciamo e si ricorda sempre quel cane figlio anch'esso di Mendel, a volte purtroppo e quasi sempre vorrei dire non riusciamo ad dare una spiegazione alla nostra teoria, perchè ricordiamoci sempre “ IL BELLO GENERA BELLO, MA NON SEMPRE IL BELLO GENERA BELLO “..............., mi sa che sto pisello di Mendel non era un vegetale ma qualcosa di solida carne umana ................ciao alla prossima. By Istriano
Articolo
Balistica 15/12/2007 - scovatore

IL CACCIATORE

Molto tempo fa viveva un famoso cacciatore. Un giorno, mentre stava tornando a casa portando degli uccelli che aveva cacciato, vide un piccolo serpente dai colori splendenti e vivaci, che aveva un aspetto amichevole. Il cacciatore si fermò e lo osservò per qualche momento. Pensò che poteva essere affamato e così gli gettò uno dei suoi uccelli. Poche settimane dopo, passando per lo stesso luogo con alcuni conigli, vide nuovamente il serpente. Era sempre meraviglioso e aveva un atteggiamento amichevole, ma era cresciuto appena di poco. Gli gettò un coniglio e disse: "Salve", mentre riprendeva il cammino verso casa. Qualche tempo dopo vide ancora il serpente. Era diventato molto grosso, ma aveva ancora il suo atteggiamento amichevole e sembrava che avesse fame. Il cacciatore stava portando a casa dei fagiani, così si fermò e ne diede uno al serpente. In seguito il cacciatore stava andando a casa portando due daini sulla schiena. Questa volta il serpente dai bei colori, che era diventato molto grosso, sembrava così affamato che il cacciatore provò pena per lui e gli diede un intero daino da mangiare. Quella notte molte persone intorno al fuoco danzavano e cantavano, quando arrivò il serpente che cominciò anche lui a girare attorno, all'esterno di quelli che danzavano. Quel serpente era così grosso e lungo che circondava i danzatori e quelli ne erano come imprigionati. Il serpente era tutto ricoperto di squame graziosamente colorate e aveva sempre il suo atteggiamento amichevole, ma sembrava anche affamato e la gente cominciava ad aver paura. Cercarono di uccidere il serpente, ma questi ferito cominciò a battere la coda all'impazzata e uccise molte persone. Dicono che quel serpente era proprio come l'uomo bianco. ( Da racconti indiani) ciao a tutti da scova
Articolo
Caccia al cinghiale 11/12/2007 - indio

? ? ? ? Cinghialaro

Praticare la caccia al cinghiale richiede oggi spirito di sacrificio ,costanza,e vera passione Non e’ una semplice passeggiata per i boschi ,in compagnia dell’ausiliare e arma a tracolla, e ci si definisce cacciatore di cinghiali. La caccia a questo suide,a una sua storia, una sua tradizione che si tramanda da generazioni,e da regione a regione. Per praticare questa caccia devi essere temprato nell’anima e nel corpo,sai quando esci il mattino ,e non devi porre limiti sull ora del rientro, devi essere incurate del tempo. Questa caccia oggi richiede un vera e propria organizzazzione, richiede una squadra dove tutti hanno il proprio ruolo,e dove tutti devono rispettare il ruolo degli altri. Nessuno e meno importante degli altri per avere successo in una battuta. Tutti devono rispettare i sacrifici e le fatiche degli altri, Il tracciatore , fondamentale,per individuare la presenza dei selvatici. Il Canaio, fondamentale perche senza di lui questa caccia non avrebbe senso. Il Postaiolo, fondamentale per chiudere il cerchio. Il Capocaccia ,che di solito e’ quello che viene eletto per la sua maggiore esperienza, e conoscienza del territorio, la quale figura puo’ essere , sia canaio, postaiolo,o tracciatore,non fa differenza , ma sicuramente e’ quello che tutti rispettano , perche’ e’ lui quello che detta le regole della battuta. In pratica e’ il regista della squadra ! Per praticare questa caccia , la devi sentire dentro,la devi vivere come un emozione forte che a parole e’ difficile da spiegare, devi essere affiatato con i compagni di squadra , devi affrontare sacrifici , che non tutti sono disposti ad affrontare . Devi essere consapevole che sei una pedina fondamentale per la squadra, e allora per quel giorno o meglio per quel periodo di caccia ,devi essere disponibile al 100 %, e pronto per il tuo ruolo. Devi essere a conoscienza del territorio dove cacci,dei regolamenti imposti dalle istituzioni, delle norme di sicurezza , devi avere rispetto del selvatico e conoscienza delle sue abitudini,e rispetto del lavoro di ogni componente della squadra. Non e’ una disciplina semplice , le insidie ,e gli insuccessi sono dietro l’angolo, Basta un solo elemento che va fuori le righe, per determinare il fallimento . Insomma per definirsi cacciatore di cinghiali , la devi praticare in modo costante questa caccia,devi far tesoro dell’esperienza altrui ,devi saperti confrontare con tutti i tuoi compagni , e devi avere spirito di gruppo, devi essere da esempio per gli altri, e devi imporre sicurezza per te e per tutti,e soprattutto molto e dico molto sacrificio. Devi avere Passione ,Passione, Passione e forse di piu’!!!!!! Se non hai queste caratteristiche, o non te la senti a tutto cio’ Allora e’ meglio che vai a pike !!!    Un Caro Saluto a Tutti INDIO
Articolo
Caccia al cinghiale 11/12/2007 - scovatore

DICO LA MIA

DICO LA MIA PER UN MOMENTO DI RIFLESSIONE: SENZA SCREDITARE, e/ o OFFENDERE . Amici la stagione della caccia al cinghiale è nel vivo in molte regioni in altre, tipo la mia siamo oramai alle battute finali ,scusate le battute. Ascoltando gli amici del sito tutti quanti siamo più o meno contenti di come stanno andando le cose un po’ in generale per la penisola,isole comprese a parte qualche problema burocratico che ci avevano segnalato all’inizio della stagione venatoria per il resto catture se ne fanno, le squadre sono sempre più numerose, e con questo gente che socializza, e sicuramente un grande fatto culturale per ricordare a qualcuno che non vuol sentire che la caccia è ancora un miscuglio tra cultura e tradizioni. Ma amici purtroppo ci sono cose meno belle purtroppo di cui parlare gli INCIDENTI DI CACCIA: sono mortificato, deluso, con il cuore a pezzi, quando apprendo queste notizie, e mi chiedo ma come può succedere? Può darsi che lo sport che più mi piace ammazza cosi frequentemente? E allora perchè tutto questo?Gli ultimi anni la caccia al cinghiale essendo poi l’unico selvatico ancora abbondante ha conosciuto un incremento spaventoso in tutta la nostra penisola, e colpa specialmente delle istituzioni incapaci, improvvisate, e menefreghiste hanno redatto regolamenti vomitevoli, un po’ per tutto lo stivale causando mali, e malumori. Adesso per fare una squadra in certe regioni si deve passare dal collocamento cinquanta settanta, ottanta persone reclutate, qualche amico fatto rinnovare all’ultimo minuto, dicendogli mi serve il numero, e magari gli chiede pure se è ancora vivo il nonnetto che si era già ritirato anni prima. Amici tutto nasce da qua, la caccia al cinghiale non è per tutti, non è per gente che da anni con in dovuto rispetto è andata al passo. Non è per gente che per anni è andata a quaglie, ovvero questo tipo di cacciatore va formato inserendolo con gente esperta, facendogli notare specialmente il pericolo che essa comporta, e magari se non se la sente continuasse a sparare ai volatili qui è altra cosa, e poi amici diciamoci il vero non lo ha mica ordinato il medico che uno deve andare pè cignali?Quindi amici io mi assumo l’onere di invitarvi a cominciare a selezionare anche il postaiolo non solo il segugio, lui non fa male a nessuno, ma un postaiolo che ha paura e spara allo sfruscio, benché i giubbettini può farci leggere tante di queste brutte notizie. Ma penso che dobbiamo andare avanti e prendere tutto il bello che questo sport ci offre specialmente con la compagnia dei nostri cani. In questi giorni sul forum si è aperta una bella discussione su incroci sì o no?Io innanzitutto non mi permetto di dire se fate bene o fate male, ognuno fa quello che vuole, o almeno crede che stia facendo bene. Io per conoscenza acquisita senza paura di essere smentito vi dico che in nessun altro paese del vecchio continente è cosi sviluppata, e questo amici ci deve far riflettere da dove nasce questa cultura? Perchè il cane crociato? Ma se per fare una razza ci vogliono minimi centocinquanta anni noi cervelloni lo vogliamo risolvere con un incrocio?Sì forse per una generazione, e poi? Punto di partenza no peggio son passati altri anni, hai perso altro tempo. Amici non perdete tempo le razze ci sono non serve creare niente e tanto meno mostri che mangiano le poste. I molossi non sono stati selezionati per andare a caccia, per fare ciò cè il bello, grande, unico, segugio qualunque razza esso è, il problema che si pone casomai è altro e si chiama addestramento, io vedo in giro tanti cani e di tutte le razze cani belli, in tipo ma non addestrati, non educati, baraonde di cani senza freno questo và visto e migliorato e ricordiamoci che il segugio specialista sarà il cane del domani, malgrado molti non ci vogliono credere, o hanno paura che ciò avvenga. Un saluto a tutti amici cinghialai by scova
Articolo
Tecniche di caccia 07/12/2007 - scovatore

IL TRACCIATORE

Quante volte parlando con amici di battute di caccia al cinghiale abbiamo sentito questo nome?Il tracciatore ma!!! Oppure leggendo i famosi giornalini bimensili ,tanto so sempre uguali su qualche articoletto scampato alla pubblicità abbiamo letto qualcosa del tracciatore.Ma amici io vi voglio dedicare queste due righe raccontandovi la mia vita da tracciatore,prima ancora che da canaio.Fin dalla giovanissima età seguendo qualcuno a me molto caro, mi si incomincia ad imparare a riconoscere le varie orme lasciate da animali in genere.io ero attratto da tutto questo e giorno dopo giorno per me diventava linfa vitale,sentivo che mi attraeva, mi prendeva sempre di più.Fin quando una mattina ancora abbastanza ragazzino ho assistito a una battuta alla lepre senza cani,certo non era montagna ma terreni coltivati,ma nello stupore generale ho visto che lo rintracciavano con le orme lasciate sulla polvere,o seguendo l’ultimo germoglio che aveva mangiato,o il rametto piegato in un certo modo,tutto questo in un silenzio irreale e coinvolgente lasciatomi ancor più a bocca aperta quando tutto fù interrotto da uno sparo, si l’avevano trovata.Da quel giorno dentro di mè la voglia di capire e seguire una traccia si era moltiplicata.Tutto divento ancor più interessante qundo circa venticinque anni fa dalle mie parti incominciarano ad accasarsi i primi branchi di cinghiali.E contemporaneamente le prime squadre cinghialaie ,dove io non perdetti tempo ad assumermi la responsabilità del tracciatore.Il tracciatore mestiere duro e poco in mostra,certo un canaio è più di moda ,il tracciatore non conosce fatica,lui non cammina si trascina,i suoi occhi guardano solo in giù a volte fino a quando incomincia a girare la testa,ogni indizio, a terreno secco puo essere importante,ogni ricalco con traccia che si vede puo far guadagnare parecchio tempo.L’esito della cacciata è nelle sue mani e lui ne è consapevole,ma tranquilli non sbaglia i suoi occhi sono allenati ,i suoi sensi lo portano dritto su trottoi conosciuti e anche per il più smaliziato solengo incomincia a diventar difficile farlo fesso, ma il suo lavoro non viene mai esaltato,lui rimane sempre nell ombra,un buon segugio si ,il tracciatore no.Ma lui non fa caso a queste cose,lui ha superato tutto questo.tutte le notti insonni passate con gli zoccoli davanti agli occhi a forza di guardarli per terra per ore, lo hanno reso umile e disponibile per la squadra.Ma sotto sotto lui sa che tutti lo rispettano,gli vogliono bene,e diciamoci la verità qualcuno vorrebbe carpire i suoi segreti che poi segreti non sono. ma solo una grande voglia di capire e di riuscire nel difficile,e poi forse dando ragione a qualcuno a me molto caro che non c'è più.quando disse queste parole su di me. Lui sente l’erba che cresce. E traccia come un indiano. Ciao a tutti amici by scova