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Archivio editoriale

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Cani 01/05/2007 - PASSATORE

“METODO E INIZIATIVA NEI SEGUGI”

Sino ad ora abbiamo cercato di descrivere alcune razze di segugi che vengono impiegate per la caccia al cinghiale e alla lepre, sicuramente ognuno di noi avrà scelto la propria cioè quella che lo soddisfa di più. Ogni razza di segugi possiede il proprio stile di lavoro e le proprie caratteristiche morfologiche che appunto sono elementi essenziali e patrimonio genetico di ognuna di esse. Il lavoro dei segugi sostanzialmente si può sintetizzare in quattro fasi fondamentali che sono la ricerca della passata del selvatico, l’accostamento, lo scovo ed infine la seguita. A mio modesto parere ritengo che la fase più importante per il cacciatore sia lo scovo, cioè il coronamento dell’intero lavoro del segugio. Pertanto si definisce completo il lavoro di un segugio quando esso perviene allo scovo del selvatico, ma quali sono le caratteristiche che distinguono il lavoro di un ottimo segugio e che fanno si che esso pervenga costantemente allo scovo? Il segugio perché sia un grande segugio deve possedere, a prescindere dalla razza a cui appartiene, alcune caratteristiche essenziali che lo contraddistinguono nel lavoro, a mio parere queste sono due il metodo e l’iniziativa. Che cosa significa parlare di cane di metodo e cane di iniziativa? Per quanto riguarda il cane di metodo possiamo tranquillamente affermare che ci troviamo di fronte un cane dotato di grande olfatto, grande naso in gergo, e che basa il proprio lavoro sulla potenza olfattiva portando il filo della passata notturna, sbrigliando i fili della matassa sapientemente tessuti dal selvatico per sfuggire ai predatori. Quindi il cane di metodo perviene al covo naso incollato al terreno raccontando con il proprio linguaggio l’intero itinerario seguito dal selvatico dalla pastura alla rimessa, ma questa caratteristica viene espressa anche nella fase della seguita, infatti esso insegue la selvaggina naso a terra. L’elemento fondamentale che permette al cane di metodo di poter esprimere al meglio la propria caratteristica è costituito dall’olfattazione. L’olfattazione è quell’elemento che viene dato dalle condizioni atmosferiche che danno al terreno quella caratteristica essenziale per permettere al cane di fiutare l’usta notturna, quella flebile emanazione lasciata sul terreno dal selvatico. Quindi se non ricorrono le condizioni climatiche migliori il segugio di metodo difficilmente perverrà allo scovo e se ci perverrà troverà sicuramente innumerevoli difficoltà, di certo si può affermare che in condizioni non ottimali del terreno non si potrà assistere ad un bel lavoro del nostro segugio il quale troverà difficoltà nel risolvere sia i falli di rimessa che quelli della seguita. Il cane di iniziativa, invece, basa il suo lavoro sulla ricerca del selvatico. Infatti questo è un cane che non possiede un olfatto potente, non cerca naso incollato al terreno ma ruba le emanazioni lasciate dal selvatico nell’aria, con questo non dico che il segugio di iniziativa spazia sul terreno di caccia come un pointer, ma cerca la traccia a testa alta frugando con una velocità impressionante ogni angolo del territorio risolvendo in maniera sbrigativa tutti i falli perché vuole arrivare subito addosso al selvatico. Questo cane difficilmente verrà messo in difficoltà dalle condizioni climatiche perché grazie alla loro iniziativa risolverà tutti i falli che lo porteranno allo scovo, sono cani che lavorano più di testa che di naso. Si possono definire cani più sbrigativi. Anche nella seguita lo vedremo più risoluto del cane di metodo. Certamente sia il cane di metodo che quello di iniziativa si completano a vicenda, cioè quello che possiede uno manca all’altro e viceversa. Secondo me un buon segugio per essere tale deve possedere entrambe queste due caratteristiche cioè deve unire ad un buon metodo una giusta iniziativa, solo in questo caso ci troveremo davanti un segugio completo e veramente efficiente. È difficile amici ma il vero appassionato ama le difficoltà! By Passatore
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Il mondo venatorio 26/04/2007 - istriano

IL GIUDICE........ QUADRATO

In questi giorni causa malattia di mio figlio la mia permanenza a casa è stata più assidua, tra un cartone e l'altro che ho dovuto “subire”, dal mio pargolo, ho deciso di mettere un pò in ordine alla mia raccolta di riviste riguardante la caccia, prima che mia moglie pensi di attuarlo lei “nella spazzatura”, ogni tanto sfogliavo qualche pagina prima di metterli all'interno dei scatoloni, nel mentre effettuavo questa operazione, la mia attenzione cade su un articolo, anzi diremo lettera pubblicato sulla rivista “I SEGUGI”, organo ufficiale dell'Associazione PRO SEGUGIO, del numero 76 datata Giugno 2006, a nome del signor Luigi Desogus, dove lamentava l'operato dei giudici chiamati a giudicare in prove, e raduni. Noi questo già l'avevamo scritto con forza, ma trovare conferma da un autorevole persona come il signor Desogus, a mio avviso ci rende un pò più sereni, in quanto non vorremo passare per quelli che criticano tutti e non gli va bene nulla, dove gli altri sono i cattivi e noi i buoni, ma per il semplice fatto che leggendo la lettera si evidenzia a conferma di tutto ciò di quello che in precedenza avevamo scritto, che il mondo dorato, pulito, e fatto di persone capaci, è solo una favola per bambini, fatta ad arte da persone ben istruite all'interno del SISTEMA, dove il loro unico scopo e quello di arricchissi alla faccia di noi creduloni, convinti che quel giudizio si stato espresso da una persona capace, da un giudice, “maestro” come lo chiama il signor Desogus, ma invece è solo fatto da gente che a mala pena saprebbero distinguere un cane di razza con un meticcio delle nostre contrade. Ma ritornando alla lettera del signor Desogus inizieremo ad elencare i MALI che lui a riscontrato in questi anni e noi da bravi OSSERVATORI neofiti della caccia aggiungeremo il nostro commento, pacato ed imparziale senza spero creare alcun malumore in quella categoria che a nostro avviso va rivista ed aggiornata ed appurata totalmente, non vorremo che come nello scandalo del calcio ci sia il BOBBY-MOGGI di turno, che al momento di stilare il suo giudizio su un cane ho una muta squilli il telefonino....... Il signor Desogus inizia ad esporre il suo disappunto lamentando che un giudice in una esposizione nazionale dove vi erano presenti 70 soggetti della stessa razza, nella fattispecie istriani un soggetto ,aveva ricevuto la massima qualifica C.A.C, dopo quattro mesi invece sempre in una esposizione di buon livello è con gli stessi soggetti ricevette un Buono, allora noi ci chiediamo, ma in questi quattro mesi cosa sarà successo a questo cane? Si sarà mica ammalato? Gli sarà venuta qualche malattia a noi sconosciuta? Ho invece per caso a telefonato il signor BOBBY al giudice di turno, mentre stava stilando la relazione è si è deciso di premiare un altro soggetto che invece di avere la coda grossa alla radice, e andando leggermente assottigliandosi verso la punta, e il tartufo deve essere nero e narici ben aperte e non depgmentato, il piede a zampa di gatto COME DEL RESTO RECITA LO STANDARD DI RAZZA, ed invece si decide di premiare un cane con coda da pointer zampa da elefante, orecchie da Arigeois ecc? Allora c'è qualcosa che non quadra, se il giudice decide lui lo standard a suo completo piacimento, è inutile allevare, selezionare, quella razza che a noi sta a cuore, prima di giudicare vada almeno a rileggessi lo standard di razza invece di fare il sapientone e le solite figure di m...a. Il signor Desogus continua con la sua esposizione dei fatti, ricordando un episodio avvenuto alcuni anni fa, quando un esperto Giudice di fama internazionale, invitato a giudicare un'esposizione nazionale in Sardegna, nel giudicare un cane di razza istriano, non qualifico il soggetto in quando non era tipico per il semplice motivo che non rientra nel QUADRATO, ma quando mai un istriano rientra nel quadrato? Se mai nel RETTANGOLO, COME PREVEDE LO STANDARD DI RAZZA, il cane venne ritirato ed il signor Desogus impedì al sapientone di turno di scrivere la relazione portando via il libretto delle qualifiche, aggiungiamo noi che se sarebbe capitato al sottoscritto una scarica di cazzotti non gli la levava nessuno ,allora come possiamo noi neofiti appassionati farci giudicare da questi GURU della cinofila? e ora di finirla con favoritismi, cene tra amici compiacenti, standard cambiati dalla mattina alla sera, soggetti riconosciuti come maremmani invece figli di cani allevati negli ovili della Barbagia, forse per caso c'è scapato un agnellino arrosto? Concludo ci sarebbe da scrivere intere pagine di queste malefatte, attuate da gente incompetente, ho forse compiacenti, speriamo che il signor Desogus non c'è ne voglia se ci siamo permessi di “usare” una sua lettera indirizzata al giornale “I SEGUGI”, dove questa volta diamo atto di aver pubblicato la lettera, queste sono le battaglie che la PRO SEGUGIO dovrebbe attuare, spazzare via da questo mondo questa gente che fa solo del male alla cinofila Italiana, ma come tutte le cose a nostro avviso la verità sta nel mezzo, anzi come direbbe quel GURU esperto giudice di razze SLAVE......................STA NEL QUADRATO.......scusate che sbadato NEL RETTANGOLO. Alla prossima Istriano.
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Cani 20/04/2007 - istriano

UN PELO NELL'UOVO......BRIQUET VENDE'EN

Il Vandeano e la razza Francese piu impiegata sul cinghiale in Italia, e un cane molto diffuso dove intere squadre si servono delle sue doti sul cinghiale, conosciuto nella nostra penisola con l'appellativo di Vandeano, ma il suo vero nome e Briquet Griffon Vendèen, discende dalla famiglia dei griffoni, dove rappresenta una via di mezzo fra un grande griffone, e un basset della sua stessa razza, cane molto rustico senza tanti problemi come invece presente in altre razze Francesi, se impiegate sul cinghiale, le sue forme compatte e ben proporzionate, ne fanno un ausiliare completo, lo standard indica un altezza fra 48 e 53 cm per le femmine e 50 55 cm per i maschi, testa corta, senza per questo essere massiccia, il suo cranio è leggermente bombato, pelo lungo e compatto, senza essere ruvido al tatto, con un ricco sottopelo, il suo colore e bianco e arancione, ma a volte se ne incontrano pure tricolori, bianchi e neri, neri e fulvi, orecchie non sono troppo lunghe, coda relativamente corta. In Italia come detto sopra, e molto impiegato, non c'è squadra che non se ne serva, nato per cacciare e basta, dove a volte “da pure fastidio”, quanto impegno, e amore viscerale impegna nella caccia, il suo folto pelo e indicato nella caccia con fitta macchia mediterranea e roveti, ma non disdegna il bosco con fusto alto, addirittura e anche un ottimo nuotatore,nella cerca della passata del cinghiale credo abbia pochi rivali, attacca la traccia in un modo maniacale, anche quelle più fredde, dove magari il cinghiale e passato 36 ore prima, è per questo che bisognerebbe mollarlo su tracce fresche, in quanto se lasciato fare da solo e capace di scovare il cinghiale a Km di distanza, fuori battuta, nella passata da voce seguendo il filo olfattivo del cinghiale, con metodo e classe, il suo olfatto e molto sviluppato, quindi state certi che vi porta dritti alla rimessa, una volta giunti inizia a dare al fermo con voce ululata, bloccando il cinghiale, per gli amanti del tiro al fermo questi magnifici ausiliari sono indicati, riescono a bloccare la bestia nera fino al vostro arrivo, anche quelli più pigri, nella seguita e tenace indiavolato, ma molto lungo, forse anche troppo questo grazie alla sua potenza olfattiva, e per questo che bisogna dressarlo bene in tutte le fasi, in quanto potrebbe diventare un cane indisciplinato. Io non ho mai posseduto questi cani, forse mi rammarico anche un po, ma nella vita non si può mai sapere, ma ho visto tantissime volte cacciare grazie ad amici che ne possiedono parecchi esemplari, la mia impressione e totalmente positiva, grande cane, coraggio da vendere, tenace, attacca la traccia con una grinta che a volte fa pure paura, dotato di una voce forte e possente, ma come detto prima da dressare bene, se lasciato fare da solo diventa troppo indipendente ed irruente, seguirebbe un capriolo fino a sfiancarlo, quindi mollarlo su traccia fresca, io tre anni fa durante una battuta in Sardegna con dei Vandeani di un mio amico, rimassi talmente colpito nella ostinazione che questo cane impiego nella seguita di un branco di cinghiali, che questi per sfuggire alla indemoniata muta di Vandeani, attraversarono un fiume in piena, i cani arrivati sul grembo del fiume, dopo aver capito che i cinghiali avevano preferito “nuotare” che correre, non esitarono un solo istante a tuffarsi anche loro, io cercai di accorre per fermare la muta visto anche la paura che il fiume manifestava, ma questi per nulla intimoriti mostrarono doti del nostro campione di nuoto ROSOLINO, recuperammo i cani il giorno seguente nei pressi del luogo del rilascio, quindi si presume che abbiano attraversato il fiume per una seconda volta, il mio compagno nonché proprietario e soddisfatto di questa razza, certo ogni volta deve tornare il giorno seguente, ma siamo di fronte ad un cane che i cinghiali gli fa correre sul serio. Per concludere in Italia ci sono vari allevamenti, ed tantissimi appassionati ed utilizzatori di questa magnifica razza, non sta a me indicarvi chi possiede cani buoni, e chi invece commercia cani, noi per questo argomento abbiamo scritto anche parecchio, sta a chi è interessato acquistare soggetti di questa razza informarsi, se si tratta di cuccioli “forse” e più facile scegliere sempre che i genitori siano impiegati a caccia, se invece uno vorrebbe acquistare cani adulti, noi non ci stancheremo mai di dirvi, di PROVARE il cane, ma non in RECINTO, ma in terreno libero, se poi quello dove lo impieghereste in futuro sarebbe ancora meglio, concludo che alle tante doti da noi elencate ci sono anche difetti, uno fra tutti può essere il pelo che essendo ruvido e lungo richiede molta cura, ma forse noi a questo punto stiamo solo cercando......... un pelo nell'uovo. Ciao Istriano.
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Cani 18/04/2007 - Nicolas

Il Segugio Maremmano

Il Segugio Maremmano è una razza di segugi, oggi esclusivamente impiegati sul cinghiale che ha origine in Maremma a partire quasi per certo alla fine dell’Ottocento. In effetti il Segugio Maremmano venne selezionato in quelle zone nel corso degli anni in relazione non tanto alle loro caratteristiche morfologiche, Cioè Bellezza, Struttura, e Colorazione, in quanto alla loro bravura nel cacciare (La Bestia Nera). Cioè Grossi e feroci Cinghiali che abitavano quelle zone della Maremma, e quindi c’era bisogno di selezionare un certo tipo di cane uno specialista in questo tipo di caccia incurante del pericolo e agile negli sporchi, e soprattutto un fenomeno nell’abbaiare a fermo. Questi tipi di cani non demordono né in presenza di consistenti gruppi di cinghiali, né di cinghiali particolarmente aggressivi. La razza, che ormai è abbastanza numerosa, non è stata ancora riconosciuta dall’ENCI (Ente Nazionale della Cinofilia Italiana), anche sé ai nostri giorni vi siano stati molti raduni che hanno riconosciuto l’omogeneità di 1000 soggetti. Si tratta di un cane di media taglia, da 44 a 52 cm al garrese per i maschi e da 42 a 50 per le femmine, quindi più piccolo del segugio italiano che può arrivare a 58 cm. Differisce dal segugio italiano anche per la testa, molto meno nobile, e nel colore, che può essere Nero-focato, Fulvo e Tigrato. Ma anche nella coda che in molti soggetti è tagliata.
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Cani 17/04/2007 - istriano

LA GAZZELLA BIANCA..........SEGUGIO ISTRIANO

Le nostre forze dell'ordine, usano nomi di animali, per indicare le varie autovetture usate per il loro servizio, cosi si a la balena, l'auto civetta, poi ci sono i due “rivali storici” la pantera ora diventata la volante appartenente alla Polizia di Stato, e la gazzella, appartenente Arma dei Carabinieri, noi ci vorremo soffermare su quest'ultima la “gazzella”, ma non per spiegare le funzioni dell'autovettura, ma per capire come mai gli è stato dato questo nome. Un mio carissimo amico Carabiniere, riferisce che il nome “gazzella” dato alle autovetture appartenenti a i Nuclei Radiomobili, sta a indicare la velocità dell'animale, quindi di conseguenza quelle delle autovetture, infatti questo simpatico animale vive in tutto il continente Africano, preda ambita da leoni, Tigri, e altri carnivori, l'unica sua arma per sfuggire e la sua corsa veloce, nel mondo dei cani si a i levrieri cani molto veloci, ma ci sta anche un altro simpatico cane, questo e il segugio istriano, cane adoperato nella sua terra d'origine sulla lepre, ma usato poi con successo sul, cinghiale. Lo standard dell'istriano parla di un cane di aspetto nobile, il mantello di colore bianco neve, coperto da tazze gialle arancio, il suo pelo raso e fine, il corpo e flessibile, coda fine portata leggermente a sciabolo, l'altezza e di 44 a 56 cm, il peso ideale si aggira sui 18 Kg. Le orecchie sono fini, il loro attacco è largo leggermente al di sopra della linea orizzontale, la sua voce e brillante, sonora e persistente, la sua andatura e molto elastica e vivace, esiste anche nella varietà a pelo forte. L'istriano in Italia sta iniziando ad avere sempre più estimatori, in quanto e un cane molto resistente, che si adatta bene sia in pianura che in montagna, ma a mio avviso eccelle in quelle zone dove la macchia mediterranea e resa impenetrabile, infatti la sua velocità “frena”, in quanto essendo un cane velocissimo come la gazzella, in zone di pulito può stare incollato al posteriore del cinghiale, al sottoscritto piu di una volta a dovuto rinunciare a sparare al cinghiale in quanto cacciando in zona con alto fusto, la muta si trovava a pochi cm dal cinghiale, come se volesse morderli la coda. La sua passione innata per la caccia, lo porta a cacciare dalla mattina alla sera nella ricerca della passata, spesso e volentieri però comporta l'allontanamento di molto dal padrone, e un cane che non a bisogno d'essere accompagno, anzi di contro ha bisogno d'essere frenato, controllato, chiamato di tanto in tanto, ma molto energicamente, questo deve tramutarsi in una buona educazione ed attento addestramento, bisogna ricordarsi che l'istriano e una vera macchina da guerra, cane molto precoce nell'apprendimento delle nozioni della caccia, se non frenato, ed addestrato con dovere si rischia di avere soggetti molto indipendenti, e questo nella caccia di oggi non va bene causa il progredire di animali tipo capriolo, daino, capaci di rovinare intere giornate di caccia,comunque le linee di sangue presenti in Italia, e viste all'opera dal sottoscritto non hanno di queste peculiarità, generalmente dopo un'esplorazione senza agganciare nessuna pista di animale, ritornano a cercare il padrone senza essere richiamato. L'istriano nella ricerca della passata e un cane molto sbrigativo, la sua caratteristica principale, e il cercare con il naso a vento, sembrano dei piccoli pointer, e un cane che basa tutto sull'iniziativa, molti sono muti sulla passata, ma ci sono tantissimi soggetti che danno voce, ma se vicini e conoscitori della razza si riesce a capire che si tratta di traccia fresca dal movimento accentuato della coda, nel fermo come in tutte quasi le razze slave hanno pochi rivali, il loro abbaio al fermo e martellante, sonoro, e un cane che non sta fermo immobile, e difficile che un cinghiale lo agganci, usa fare la ruota intorno alla rimessa del solengo, una volta partito il missile nero, qui possiamo assistere a qualcosa di emozionante, nella seguita procede prevalentemente a testa alta, come se mangiasse l'aria, la canizza è veloce, incalzante, e tenace, senza dare respiro al cinghiale, se poi si tratta come detto prima di bosco a fusto alto allora cari miei qui vedremo il cinghiale anche affiancato dai cani bianchi, e per questo che e preferibile impegarlo in posti sporchi, in modo da stare a debita distanza “ma non troppo” dal solengo. Nota dolente a mio avviso e il rientro, ma non perché e testardo, e se ne infischia di voi padroni, ma per il semplice fatto, che non dando tregua ed un attimo di respiro al cinghiale, quindi allotanandosi di parecchi km se non fermato prima, trova difficoltà di ritorno, io comunque ho assistito a seguite di parecchie ore, e nel incredulità dei componenti della squadra, far rientro in battuta con alle calcagna del cinghiale, questo poveretto con un metro di bava che gli colava dalla bocca, quindi poco indicato per pigri, gente ansiosa, chi possiede gli istriani deve essere come loro, focoso, sveglio, grande camminatore. L'istriano ricordiamoci che se ben addestrato saprà darci a caccia grandi emozioni , noi lo preferiamo nella varietà a pelo raso come la nostra amica gazzella, credo che se in Africa ci fossero al posto di leoni, tigri e altri predatori il nostro amico istriano, si assisterebbe ad una bella corsa, ma a noi sinceramente non interessa più di tanto, ci piace averlo qui in Italia a cacciare il re del bosco, in Africa già ci sta il Leone il re della Foresta, qualche volta a successo nel cacciare la preda, qualche volta si rimane a bocca aperta, ma noi vorremo avere sempre successo, e siccome siamo anche presuntuosi, è per questo che a caccia usiamo le gazzelle bianche............................ pardon i SEGUGI ISTRIANI. Ciao alla prossima
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Il mondo venatorio 16/04/2007 - sparapaoli

La passione della caccia è na cosa irrazionale come l’amore.

La sera prepari tutto quello che te serve te scegli la giacca .i calzoni, gli stivali o i scarponi, secondo se fa freddo o no, se piove o è bello. Te metti a letto e cominci a pensa do scioglie l’indomani e t’addormi così bene e contento che pare che la mattina dopo c’hai appuntamento co una bella fica. Te alzi la mattina di notte, la moglie che si gira e ti dice “ma chi telo fa fare”, “a me nemmeno se me pagassero”, “co tante cose che c’hai da fà” e vai incurante di tutti i sproloqui cortesi e quelli muti pesanti. Al canile, quelli sì che sò contenti, come sentono il motore della macchina cominciano la canizza. Incontri altri tre matti come te, la colazione ,la prima sigaretta e vai. Sciogli i cani e te sembra che lì in mezzo ce sei nato e che a casa , all’ufficio, in vacanza te c’hanno portato pe forza. L’emozione d un accostamento lungo e estenuante dove ad un certo punto la passata sembra sparire e la tua passione vacillare, pensi che tu moglie c’ha ragione, pensi che dovevi fa tante cose e…… il solo flebile lamento del tuo cane migliore su uno stradello, il suo scodinzolio che conosci bene ridà vigore alla tua passione e energia che sembrava esaurita ed è come se avessi appena sciolto non senti fatica e non pensi nè ai buffi né alla scola dei figli,né alla pensione, pure la suocera te sembra bella pensi solo che mò scovano e te senti na canizza, un fallo, un riscovo che quando finisce te pare che hai appena fatto l’amore.
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Il mondo venatorio 16/04/2007 - sparapaoli

La passione della caccia è na cosa irrazionale come l’amore.

La sera prepari tutto quello che te serve te scegli la giacca .i calzoni, gli stivali o i scarponi, secondo se fa freddo o no, se piove o è bello. Te metti a letto e cominci a pensa do scioglie l’indomani e t’addormi così bene e contento che pare che la mattina dopo c’hai appuntamento co una bella fica. Te alzi la mattina di notte, la moglie che si gira e ti dice “ma chi telo fa fare”, “a me nemmeno se me pagassero”, “co tante cose che c’hai da fà” e vai incurante di tutti i sproloqui cortesi e quelli muti pesanti. Al canile, quelli sì che sò contenti, come sentono il motore della macchina cominciano la canizza. Incontri altri tre matti come te, la colazione ,la prima sigaretta e vai. Sciogli i cani e te sembra che lì in mezzo ce sei nato e che a casa , all’ufficio, in vacanza te c’hanno portato pe forza. L’emozione d un accostamento lungo e estenuante dove ad un certo punto la passata sembra sparire e la tua passione vacillare, pensi che tu moglie c’ha ragione, pensi che dovevi fa tante cose e…… il solo flebile lamento del tuo cane migliore su uno stradello, il suo scodinzolio che conosci bene ridà vigore alla tua passione e energia che sembrava esaurita ed è come se avessi appena sciolto non senti fatica e non pensi nè ai buffi né alla scola dei figli,né alla pensione, pure la suocera te sembra bella pensi solo che mò scovano e te senti na canizza, un fallo, un riscovo che quando finisce te pare che hai appena fatto l’amore.
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Il mondo venatorio 13/04/2007 - ilcignalaio

Assicurati di essere assicurato

Nel parlare con gli amici di questo sito, un po’ di armi un po’ di altro l’argomento è caduto su un argomento che ritengo opportuno portare anche all’attenzione degli altri. Una brutta abitudine porta gli amici a farsi la canna SLUG semplicemente segando buona parte delle canne del vecchio automatico – sovrapposto o doppietta che sia. La legge n.110 del 25/4/75 e successive modifiche a più riprese cita l’illegalità del modificare un arma, vuoi per renderla più occultabile o farla diventare più letale . Entrambi i casi possono essere ravvisati nel taglio della canna in quanto essendo la stessa più corta può essere più facilmente occultata e le sue ridotte dimensioni la rendono-con la munizione spezzata- molto più letale in quanto la rosa dei pallini-pallettoni si apre alla breve distanza coprendo una superficie maggiore. Quelli che ho citato sono casi estremi –limite ma non assurdi. Io non sono un avvocato, ma vi posso garantire che non sono il solo a pensarla come suddetto, anzi quelli che ci pensano di più sono proprio i nostri atavici avversari……e voi sapete bene chi, i quali pur di triturarci i nobili attributi non sanno più cosa inventarsi. Qualcuno si dirà, come già fatto da un canaio della mia squadra……ma io l’ho comprata così dall’armiere..quindi è regolare!! siete sicuri che sia proprio così o che qualcuno con pochi scrupoli vi abbia rifilato un oggetto che non vedeva l’ora di vendervi? Sulla denuncia di acquisto con la matricola della canna vi è stata specificata la lunghezza?... Oggi con i costi relativamente bassi che troviamo nelle armerie trovo ancora assurdo arrivare a tagliare una canna di fucile. Oddio si può fare, ma lo deve fare un armiere abilitato che vi rilascia la certificazione sotto la propria responsabilità circa la regolarità delle modifiche apportate all’arma. Tutto questo non è per incutere timori o insinuare dubbi, in quanto ben difficilmente qualcuno vi contesterà l’infrazione cui sopra, ma……. Provate ad avere un problema quale lo scoppio accidentale della canna, il ferimento accidentale di un collega cacciatore, un funaiolo, un rompiballe ecc., la prima cosa che fanno vi sequestrano l’arma come prova e la fanno periziare..l’assicurazione si attaccherà ad ogni minimo cavillo pur di scaricarsi l’obbligo di risarcimento . A questo punto per aver risparmiato 2 soldi (sì sono proprio due soldi), vi troverete addosso gli avvocati della controparte che di fronte alla possibilità di avere un forte risarcimento non guarderà in faccia a nessuno tantomeno a voi causa della loro sciagura. A questo punto, come hanno detto tutti coloro con cui ho avanzato la questione, ma non pensi a quel povero cristo che hai..ammazzato..ferito..mutilato…? io ho risposto SI ci penso ma ormai la cazzata l’ho fatta ora devo tutelare me stesso e soprattutto devo tutelare anche gli eredi o il ferito o chi ha patito il danno mettendomi nelle condizioni di non essere attaccato da nessuna parte. Se io sono stato attento se l’evento è scaturito da una mera ed imprevedibile disgrazia IO DEVO ESSERE TUTELATO!!! Allora amici mie se vi trovate in tali frangenti o conoscete che ci si trova dategli da pensare..poi ognuno è libero di fare come gli pare..grazie a Dio siamo tutti maggiorenni in un Paese che ci dà la possibilità di affondarci con le nostre mani. Un’ altra cosa che ho notato con le assicurazioni collegate ad associazioni Venatorie (che poi sono sempre le stesse 3 o 4 che a cadenza poliennale saltano da un associazione all’altra) è la reticenza e cavillosità che hanno nel valutare e risarcire i danni causati dai nostri ausiliari…..AUSILIARI??? Mi correggo ausiliarE, si molti non sanno che le polizze coprono i danni causati dal canE (al singolare di proprietà) e solo di uno..alla volta..gli altri si attaccano, e bada ben bada ben …deve essere di proprietà perché se è di Vostra Madre..anche se voi siete i conduttori..col ca... che vi pagano. Le vostre mute amici canai sono interamente coperte circa i danni che possono causare? Esempio nr. 1 cane di proprietà di mia madre (all’epoca giravo per l’Italia e non sapevo dove iscrivere il mio cane che di fatto stava a casa dei miei), arrivo una sera e nell’aprire il box il cane esce..passa la solita vecchietta in bici e che..bada bene..prende paura, sbanda e cade. L’evento scatenante è il mio cane…accompagniamo la donna in ospedale lei non si fa quasi niente una microfrattura alla spalla un paio di contusioni mai il giorno dopo la vedo con in mano due borsoni della spesa che viaggia tranquilla. Faccio comunque denuncia alla Federcaccia (di cui sono comunque ancora iscritto) e finisce lì..so che ha fatto una richiesta danni ma questo non mi riguarda più..tanto c’è l’assicurazione e lei male non sta. Dopo un anno l’Assicurazione mi dice”Il cane è di sua madre non suo pertanto non copriamo i sinistri anche se Lei è ed era il conduttore” morale della favola dopo altri 2 anni ho sborsato 11 milioni delle vecchie lire di risarcimento e 2 milioni all’Avvocato. Esempio 2 – Settembre a caccia alla lepre con i soliti amici ..parte la canizza e padella io che ti padella l’altro la lepre entra in un fondo chiuso …5 cani dietro..ne acchiappano uno gli altri sfondano ed entrano nel fondo chiuso e scollinano. In tale tipologia di divieto il cacciatore o chicchessia non può entrare per nessun motivo Dopo due ore una telefonata ci avverte che i cani sono entrati in un recinto di bestiame ammazzando Nr. 2 vitelli da latte, nr. 4/5 pecore ed un altro paio di animali. Beh non potevamo dire che era stato un cane solo sarebbe stato un serial Killer..ed abbiamo detto che erano in due..risultato meno male che il tipo ha accettato di venderci la metà delle bestie ammazzate dai cani almeno quel che ci abbiamo rimesso è andato in cene. Consiglio è opportuno assicurare sempre i cani a parte. Se di gradimento tornerò ancora in futuro in argomento ………………il cignalaio……………………………
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Il mondo venatorio 12/04/2007 - PASSATORE

IL PROFUMO DEI SOLDI

“IL PROFUMO DEI SOLDI!!” Cari amici ancora una volta ho provato un disgusto particolare per chi finge di allevare cani da caccia, di fare il selezionatore, l’addestratore e quant’altro! Giorni fa mentre davo libero sfogo alla mia passione cinofila venatoria, mi sono trovato a sfogliare una rivista di cani e caccia, che nel complesso la reputo pure accreditata, mentre sfogliavo le pagine iniziavo a sentire dei piccoli conati (di v….. che salivano dal mio stomaco) nel vedere ancora una volta mega fotografie di esemplari di cani come se fossero dei top model, belli stirati pettinati e addirittura con un filo d’ombretto sugli occhi!! Mentre guardavo pensavo tra me e me “ ma guarda che belle ballerine! Gli manca solo il tutù e le scarpette e poi sono completi!”, logicamente mi riferivo ai cani fotografati! E sempre tra me e me pensavo “ perché i miei cani non sono così? Forse perché vanno a caccia sul serio? Bo! Ad un tratto mi sono ritrovato a leggere una intera pagina di pubblicità, che apparentemente era un allevamento di cani, poi pian piano che andavo avanti si vendeva di tutto cani di tre o quattro razze super fenomeni, permessi per riserve di caccia e la cosa più disgustosa è stata che si vende anche abbigliamento da caccia!!! Allora sempre tra me e me ho ripensato ” forse sarà un bazar??” neanche per sogno era un allevamento di cani! Ma quali cani? Quelli pettinati, stirati e lucidati di cui vi parlavo prima! E sempre tra me e me ho detto ” quanto mi piacerebbe vedere quei manichini battere a fermo dentro una rimessa come dico io!!!!!”. Ma di che cosa stiamo parlando, che cosa ci vogliono far credere che i cinghiali si prendono con LE BALLERINE? Falso completamente falso, è soltanto che il bello nasconde il bravo! Personalmente li chiamo specchietti per le allodole, dove le allodole siamo noi gli specchietti sono i top model e i cacciatori sono i soliti commercianti che ci bombardano continuamente di risultati CAC, CACIT ecc ecc, attratti non dalla passione per la caccia o per la cinofilia, come succedeva e succede ancora con qualche allevatore di vecchio stampo, MA ATTRATTI SOLO DAL PROFUMO DEI SOLDI!! I veri cani, quelli forti si vedono anche in foto, alcuni soggetti di quelli pubblicati credo che se li porti nel bosco sanno solo perdersi e basta perché per loro è un ambiente sconosciuto, perché sono cresciuti tra canile e campi di mostre di bellezza!! Oggi il vero amante del cane da caccia è il piccolo allevatore che a fine anno ci rimette sicuramente qualche migliaio di euro dalle proprie tasche e che fa veramente selezione, se il cane va a caccia bene altrimenti via. Invece loro le grandi COOPERATIVE CINOFILE, così le definiscono, non buttano via nulla è tutto buono tanto qualche pollo che compra lo trovano sempre!! Sono veramente offeso da certi comportamenti, credo che ormai si è perso tutto il fascino della cinofilia, si stanno creando dei cenacoli chiusi anzi blindati dove entra solo chi è allineato al sistema e chi collabora con la cooperativa! Io l’arte della caccia e dell’allevare me la voglio vivere ancora con soddisfazione come ai vecchi tempi dove si producevano cani bravi e se erano meno belli non era successo nulla tanto diventavano bellissimi nella macchia, quando sono loro a far ballare i cinghiali!! Personalmente rimango sempre dell’opinione che pur investendo migliaia di euro queste grandi MULTINAZIONALI DEI CANI non hanno nulla per le mani, allevano in serie da cani che non sanno nulla di caccia, ma il problema è proprio questo loro investono soldi e quindi a fine anno devono rientrare di quei soldi, il loro spirito cinofilo è solamente spinto da un solo ed unico istinto IL PROFUMO DEI SOLDI!!!!! Occhio ragazzi che qui ci stanno fregando!! By Passatore
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Il mondo venatorio 09/04/2007 - ilcignalaio

L'USO DEI CAPI AD ALTA VISIBILITA' NELLA CACCIA AL CINGHIALE

Buon giorni a tutti i colleghi...stamani nell'aprire l'armadio dedicato al vestiario da caccia mi sono soffermato a guardare la varietà di capi he abitualemente indosso..dal materiale ex-ordinanza militare, ai capi tecnici, a qualche capo sfizioso che ho comprato per soddisfare il mio alter ego, ma l'occhio è caduto sul mio utimo acquisto, una giacca tecnica con mimetismo hardwood realtree a fondo ARANCIONE FLUO. L'altro giorno parlando qualcuno ha tirato fuori che per una certa categoria di colleghi è d'uopo l'andare a caccia in giacca e cravatta (oddio la cravatta me la devo mettere al lavoro e mi avanza)non dico questo ma ragazzi se vogliamo essere credibili anche verso gli altri penso che dobbiamo dare anche una nuova immagine! Chi ci vede andare per boschi vestiti come un cecchino serbo e tedesco oppure come un incursore del 9° incursori "Col. Moschin" armati di derivati dall'odioso quanto orrendo AK47 certo non facciamo una buona impressione, che come ovvio si rifletterà sull'opinione che gli stessi hanno di noi. In ugual modo dicasi di quelli che si agghindano come clochard (barboni) della stazione termini di roma. Ragazzi non me ne volete ma ragionateci un attimo..quando vedete queste categorie non vi viene da pensare? Oggi il mercato offre una gamma di prodotti per tutte le tasche che oltre che a migliorare le nostre prestazioni dal punto di vista del mimetissmo boschivo sono più gradevoli alla vista di chi, da fuori dalla caccia ci vede e, purtroppo sempre senza diritto alcuno,..CI GIUDICA. Mentre le armi le lascio ad un altro capitolo voglio continuare sul vestiario ed in particolare l'uso dei giubbetti fluorescenti. L'incedere nella macchia in più persone con armi caricate a palla la cui gittata consente di offendere alla lunga distanza, rende necessario, soprattuto fra di noi renderci perfettamente visibili ai colleghi che vuoi per distrazione vuoi per altre cause emotive, non sono sicuri della nostra posizione. Unica soluzione è usare capi di vestiario ad alta visibilità!!! In questo il nostro amico cinghiale ci aiuta...lui NON VEDE IL COLORE, distingue tutto in sfumature di grigio quindi, essendo per la sua caccia indifferente il colore delle nostre vesti, PER QUALE MOTIVO SI TROVANO TRA NOI ANCORA SACCHE DI RESISTENZA AL SUO UTILIZZO? Una cosa che ho visto girando per l'italia è che spesso vengo utilizzati i gihbetti dell'auto...NIENTE DI PIU' SBAGLIATO..il cinghiale non vede il colore..ma le fasce catarifrangenti quelle le vede eccome!!!!! un colpo di luce e gli si accendono davanti gli occhi come lampadine. Altra bischerata è quella di usare vesti monocromatiche appaiono come una bandierina in tinta unita davanti allo specchio del bosco. Per finire consiglio a tutti di posrtare abiti policromi (mglio se con disegni a foglia o albero o canneto) vestire giubbetti senza fasce caratifrangennti e, se non volete spendere per capi tecnici, fateci della chizzature con una bomboletta di verice spray verde . Buona Giornata a Tutti VIVAMARIA :) :) :) :) :) :) :) :) :) :)
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Il mondo venatorio 06/04/2007 - istriano

C'ERA UNA VOLTA..........LA FAVOLA CHE NON C'E' PIU'

L'altro giorno mi trovavo dal mio amico Marcello grande cacciatore di cinghiali, anzi direi maniaco, lui di professione fa il barbiere, quando vai dal suo negozio non trovi le solite riviste di gossip, ma solo riviste di caccia di qualsiasi tipo, per non parlare poi dell'interno tra i due specchi vi è posto un cinghiale con delle difese da paura, insomma chi viene qui a farsi i cappelli per forza deve essere cacciatore, altri non se ne vedono, e non sono graditi. Mentre aspettavo il mio turno leggevo su di una rivista del settore della caccia, come viene effettuato il prelievo selettivo all'interno del Parco Nazionale dei Monti Sibillini, l'estensore dell'articolo parte da una lettera di protesta da parte di un cacciatore il quale lamentava delle presunte irregolarità commesse dai selecontrollori ( non ci posso credere) del Parco dei Monti Sibillini, il tutto è dovuto al loro operato come l'abbattimento di femmine gravide o in allattamento senza controllo da parte di organi competenti, questo già qualcuno di noi aveva già denunciato, ormai e una consuetudine della categoria e di chi si serve di questi presunti sceriffi della foresta, il bello amici deve ancora venire leggete quello che il direttore del parco dice, sgocciola i dati in pompa magna, alla faccia di noi poveri cacciatori, dove oltre pagare il tutto e l'impossibile, perseguitati da Rangers, Sceriffi, dobbiamo accontetarci di quattro cinghiali rimasti VIVI alla loro MATTANZA non certo alla nostra.” In cinque anni sono state effettuate circa 9000 giornate-operatore, un anno e composto da 365 giorni moltiplicato per 5 da il totale di 1825, quindi per arrivare a 9000 mancano 7175 giorni, quindi presumo che i selecontrollori operino all'interno del parco H24, ALLA FACCIA DELLA TRANQUILITA' DELLA FAUNA, all'interno del parco aggiunge il direttore vi è una popolazione stimata di cinghiali sui 2500, ma un paio di anni fa era di 8000, ecco perchè operano H24, UNO STREMINIO, noi invece di dobbiamo accontentare di 50 cinghiali quanto basta, il metodo per la l'abbattimento e semplice, ci sono sette selecontrollori, aggiungiamo noi quelli riconosciuti, poi vi sono gli amici degli amici e cosi via, questi riescono ad STERMINARE 150 cinghiali al mese, attenzione aggiunge il direttore del parco SENZA SOTTOPORRE GLI ALTRI ANIMALI DEL PARCO AD ECCESSIVO STRESS, qui credo si sia superato il ridicolo, all'interno del parco si trovano sette nuclei di lupi, ma visto la carestia di cinghiali, quelli servono per altri scopi si accontentano del mangime x i cani quello di marca s'intende, di lupo c'è rimasto solo la favola di cappucceto rosso. Continuando nella sua frenetica esposizione dei dati, riferisce che il cinghiale più grosso abbattuto è stato un maschio di 150 Kg, record dice lui, gli altri saranno mica femmine il allattamento ho gravide? L'estensore del articolo finisce l'intervista, meno male diciamo noi, inizia a raccontare come viene effettuato l'abbattimento di un capo individuato dai sele, dopo essersi appostati in un punto già prestabilito, aspettano l'arrivo dei SACRIFICATI di turno, all'improvviso ecco apparire un branco di cinghiali, individuato il capo branco una grossa femmina decidono di ABBATERLA, ma mi chiedo io è se questa e gravida? E' se sta allattando? Ma chi se ne frega io gli sparo avrà detto TEX WILLER, infatti così avviene ma sicuramente la mira a volte non è infallibile, sbaglia la grossa femmina, imprecando contro il fucile, “FIRE AGGIUNGI FRA LE PADELLE NEL SITO”, dulcis infundu se per disgrazia un animale viene ferito bisogna sperare che lo stesso si insogli nei pressi del luogo dove è stato colpito, in quanto i cani qui sono VIETATI, neanche un hannoveriano o bavarese, legati con un metro di corda tripla possono cercare di recuperare l'animale ferito, no si preferisce farlo CREPARE di STENTI , NON COMMET. Mi fermo qui, non voglio continuare, ma se mi permettete aggiungo che nella fantasia dei bambini il parco è considerato come un luogo dove animali possono vivere tranquilli senza essere sterminati dal cattivo uomo, il lupo predatore contribuisce a regolare eventuali eccessi, invece vengo a sapere che il lupo da predatore e diventato domestico, mangia mangime, all'interno del parco si spara H24 365 all'anno, creando quella tranquillità che i nostri amati ambientalisti tanto imprecano, BASTAAAA, animali scapate dal parco la vostra tranquillità e fuori qui troverete mute di cani che vi faranno correre, troverete gente che vi padella dalla mattina alla sera, e non sparano ad un animale fermo immobile mentre sta mangiando tranquillamente, noi siamo leali con voi, loro NO, viva il parco, viva le favole dei bambini, ma anche queste come vediamo stanno cambiando, stasera prima di addormentarsi racconterò a mio figlio, “ Cera una volta tanto tempo fa............................................... la fine scrivetela voi. Ciao Istriano. PS L'intervista al Direttore del parco è stata tratta dalla rivista Caccia al Cinghiale nr.20 del periodo Luglio Agosto 2004.-
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Balistica 06/04/2007 - ilcignalaio

La palla brenneke

La palle Brenneke Nata nel 1898 dalla mente di Wilhelm Brenneke è la prima innovazione della palla unica per il fucile a canna liscia, prima di lei esisteva la sola palla sferica o quella che comunemente da noi chiamiamo “la maremmana”, i desideri questo lontano collega erano quelli di creare: - una palla in grado di abbattere rapidamente una preda anche di grossa mole; - creare un proiettile che potesse essere utilizzato tranquillamente nelle canne lisce strozzate; - elevare la precisione di tiro che allore non si attestava oltre i 20/25 metri. La prima composizione della palla Brenneke 1898 era la seguente: - corpo cilindrico a testa piatta fiancheggiato da sei alette elicoidali (lo scopo delle alette è, oltre quello di imprimere una rotazione stabilizzante alla palla, quello di ridursi adattandosi alla strozzatura della canna) - una borra in feltro con due dischetti di carone sopra e sotto; - una vite che bloccava la palla all’impennaggio (la borra); Da allora (sono passati 109 anni) i costruttori si dovettero adattare al nuovo modello (PROPRIO COME LA COCACOLA tutti provano a copiarla ma Lei resta UNICA). Il Sig. Brenneke, non contento del suo successo (era un perfezionista) continuò a studiare la sua creatura e, nel 1920 nacque la prima evoluzione che vedeva la presenza di tre anelli di tenuta, ma gli anelli erano gli stessi e la testa ancora piatta. I ostri bisnonni hanno dovuto attendere il 1920 per vedere aumentare a 12 le alette di guida accoppiate poi ad una ogiva in piombo indurito simile a quella odierna che salvo lievi modifiche giunse indenne al 1930. La vera innovazione, fatta salva l’adozioni di polveri più veloci da parte di Rottweil ed Hasloch nel 1930, avvenne quando fu presentata la “Brenneke blindata” nel 1935, un proiettile con elica posteriore destinato a conferire una automazione imposta ed una palla dotata di una punta di acciao ricperta in piomb o. Per quanto mi è dato sapre al termine della seconda guerra questa pallauscì di produzione dalla casa madre è non è mai stata più reintrodotta sul mercato (riferito al nucleo in acciaio ovviamente); Ad oggi i modelli sopradescritti ci sono giunti solo con ritocchi estetici ma poco sostanziali, si trovano brenneke di tutti i calibri e anche marche, ognuno ci mette del suo, ma la sostanza non cambia può essre una bronze o una Silver (cambia solo il peso della palla) o avere un impennaggio di diverso colore ma il risultato cambia di poco, tantè che resta una della palle ancora più utilizzate al mondo contratstata nel mercato oltreoceano dalla palla Foster..ma questa è un’altra storia. Personalmente nel sezionare i setoloni ammazzati a brenneke ho notato un ottimo mantenimento di peso correlato purtroppo ad un affungamento pressoché irrilevante. Il coefficiente di penetrazione è ottimo salvo l’incontro di masse ossee principale ove regolarmente si conficca e si ferma…oddio sempre in relazione alle 3 o 4 bestie che ho macellato . Tra le palle disponibili sul mercato resta per me comunque tra i miglior se non il migliore tipo di palla disponibile, unico monito che vorrei fare è quello …usate caricamenti originali perche come ho detto le imitazioni sono tante e ho come ho già detto ho “pensate di comprare la COCACOLA ma avete preso la CIUCCOCOLA…avete risparmiato MA BEVETE UNA SCHIFEZZA!!!! Così è per le cartucce…si risparmia, ma non vi lamentate quando il cinghiale va via con le budella di fuori e si perde!!!!!! Viva Maria!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!! [lo] [lo] [lo] [lo] [lo]
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Caccia al cinghiale 06/04/2007 - PASSATORE

“LA FALSITA’!!!”

Purtroppo amici cacciatori ci stanno fregando ancora, con il falso slogan del salviamo la natura, l’ambiente e soprattutto gli animali! Ancora una volta siamo noi a dover pagare lo scotto di una politica ambientalista volta soprattutto a descrivere il cacciatore italiano come un bracconiere, capace soltanto di uccidere, dando una visione distorta di quello che è la realtà. Un tempo non molto lontano la mia terra d’Abruzzo, tanto per citare il nostro poeta, era il paradiso dei cacciatori, dove era ancora possibile ammirare il volo dei cotorni, ammirare le brigate di starne e incontrare la lepre era cosa molto comune. Terra dove l’agricoltura e la pastorizia servivano a mantenere intatto quell’equilibrio sottile che regge il binomio caccia-selvaggina. Non esistevano parchi, non c’erano divieti, si cacciava tutto l’anno, i vecchi del mio paese mi raccontavano di memorabili battute alla lepre con la neve, sicuramente altri tempi dove la caccia era anche fonte di sostentamento per le famiglie. Nonostante ciò la selvaggina c’era era abbondante, più se ne prendeva e più se ne trovava!!! Oggi invece cosa è successo? Non c’è più nulla, o quasi! Perché? Sicuramente qualche nostro nemico ha gia la risposta pronta, sicuramente direbbe:” è colpa della caccia, quindi aboliamola e ritorneranno tutti gli animali!”, bella risposta dico io, ma è troppo semplice e banale!! Infatti, oggi l’Abruzzo è la regione con più parchi d’Italia, dove non si può cacciare, dove ci sono vincoli per l’edilizia, la raccolta funghi, tartufi e taglio del legname e quant’altro. Ma le lepri, le starne e i cotorni? Bo! L’unico animale che ha trovato giovamento dall’istituzione dei parchi è stato il cinghiale, oh meno male hanno esclamato i cacciatori delle mie parti che pian piano hanno trasformato le loro mire venatorie dalla lepre al cinghiale, poiché il suide si è moltiplicato a dismisura, permettendo ottimi carnieri e dando la possibilità ai cacciatori di divertirsi. Ma anche questo non va bene cari amici perché dovete sapere che quando una specie animale è in sovranumero diventa dannosa, e i danni costano! Poi chi li paga? Allora nei parchi si è escogitato un metodo di prelievo indolore, così lo chiamano i protettori degli animali, che è quello delle catture con le gabbie! Infatti pasturando i cinghiali e posizionando una gabbia nei pressi del foraggio si possono catturare decine di cinghiali in un colpo solo! E così è stato fatto, sono bastati pochi anni di questo prelievo indolore e i cinghiali non si sono trovati più, squadre di cacciatori che prendevano circa 100 cinghiali ora ne prendono circa 20!!! Bene, diranno i nostri amici-nemici, il prelievo indolore funziona, si elimina il problema. Ma noi, invece, diciamo :”che fine fanno o hanno fatto tutti i cinghiali catturati dentro i parchi? Bo, c’è chi dice che vengono macellati e insaccati da cooperative del parco, ma noi non abbiamo visto ancora un salame! Purtroppo questi cinghiali vengono venduti alle aziende agrituristico venatorie, si amici quelle che sono aperte tutto l’anno, dove 1 kg di cinghiale ti costa circa 50€ ma soprattutto dove ci va a caccia chi ha la possibilità di sborsare quattrini!!!! Il prelievo indolore, che barzelletta, prima li catturano e poi sempre senza dolore fanno sparare ai poveri cinghiali dentro queste riserve recintate da dove non c’è via di fuga!!!! COMUNQUE LA COSA IMPORTANTE PER I NOSTRI AMICI E’ CHIUDERE LA CACCIA!!! Forse perché fatta sportivamente come la facciamo noi non porta abbastanza guadagni ai vari enti??? Questo lo ignoro ma di certo non ignoro la falsità e le menzogne che queste persone raccontano tutti i giorni! A presto Passatore
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Balistica 06/04/2007 - ilcignalaio

ATTENTI ALLE PALLE!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

Qualsiasi oggetto che impatta contro un altro riceve in risposta una forza opposta alla direzione cui il medesimo proviene, ergo se una palla picchia in una pietra la pietra oppone una resistenza uguale e contraria che tende a rimandare al mittente la palla stessa (è il concetto del pallone che picchia nella parete e torna indietro) Ovviamente qui si parla di metallo che impatta a forte velocità contro un corpo solido e non di una pallina da ping pong, ma non pensate che ci sia molta differenza. TUTTI i proiettili o si disintegrano all’impatto o rimbalzano !!! Non esistono eccezioni!!! Partendo dal presupposto che non esistono studi scientifici in materia da parte delle case produttrici…sarebbe troppo scomodo evidenziare gli handicap dei loro prodotti..di quelli si mostrano solo i pregi comicio a parlare del poco che so in materia. Il rimbalzo della palla innanzi tutto è dovuto : o in gran parte dall’angolo di impatto della palla con l’ostacolo che aumenta in proporzione alla diminuzione dell’ampiezza dello stesso ( è stato empiricamente stimato che si ha il max rimbalzo con un angolo di impatto tra 0,1° e 2°); o dalla velocità all’atto dell’urto ; o dal peso e dalla costituzione fisica della palla stessa. Il rimbalzo può essere del proietto integro o in frammenti e questo è differente non solo tra un tipo di cartuccia e l’altro ma anche tra cartucce dello stesso modello e lotto. La favola che dice che la palla del cal. 12 rimbalza mentre quella della carabina non lo fa è ..una favola … e come tale ha solo un fondo di verità , ecco come la penso: La palla “asciutta” del fucile a canna liscia : o non supera i 600 mt/sec o ha una massa di tripla rispetto alla palla da carabina; o è una lega a prevalente presenza di piombo di contro lo porta ad essere “lenta”e “pesante” e purtroppo “elastico”, condizioni che già da sole vi fanno capire quanto più facile sia l’effetto ping pong. Di pro invece è che l’impennaggio anche dopo l’impatto (se non particolarmente devastante) tende a riportarlo sulla traiettoria iniziale e quando colpisce il setolone spesso si ferma nella carne. La cartuccia della carabina (canna rigata): o ha una velocità tripla rispetto a quella del fucile; o ha una massa più piccola (il più usato è il 180 grani che in grammi si riconduce a 11,7 grammi); o ha di norma una composizione diversificata strutturalmente e legata da una copertura in lega che unisce le varie parti. di pro la cartuccia da carabina ha l’elevata velocità correlata alla inferiore massa che tende a distruggerla in un impatto diretto; di contro ha l’eccessiva gittata utile del proiettile (che in mano al solito bischero fanno sdraiare a terra più di una posta) rispetto alle distanze medie di impiego, la frammentazione dell’ogiva che dividendosi in più parti sfreccia senza controllo (un paio di anni fa un amico si è beccato una scheggia nel peggior posto che ad un uomo possa capitare), quando impatta per l’effetto rotatorio imposto dalle rigature perde qualsiasi traiettoria e va un po’ dove gli pare. In ultimo quando colpisce l’animale lo sfonda mantenendo ancora potere lesivo, ma traiettoria del tutto arbitraria. Spesso più che il calibro bisognerebbe soffermarci di più sulla scelta della cartuccia da impiegare in determinati ambienti e, perché no, su determinati animali, valutando quale sarebbe più congeniale per un abbattimento pulito e sicuro. Fatevi sempre queste domande: o se sparo in quella direzione dove va a finire il colpo (anche se trapassa il cinghiale)? o La vegetazione che c’è tra me ed il probabile sito di tiro può deviare il mio colpo e se è sì dove? o Ho visto bene dove sono i miei compagni e mi son fatto vedere? In ultimo non l’ho rammentata perché la ritengo fuori da ogni norma etica e legale ….la terzarola..mamma mia non esiste munizione più letale (per i cacciatori) di questo vecchio orpello, le palle hanno gli stessi rimbalzi di cui sopra ma in più hanno l’effetto carambola all’uscita dalla canna, infatti cozzando tra loro in aria si aprono a ventaglio …andando a far vistita all’amico di posta accanto. Adesso mi sembra di avervi annoiato abbastanza.. vi saluto in attesa di sempre costruttive critiche VIVAMARIA!!!! [!?!] [!?!] [!?!] [!?!] [!?!] [!?!] [!?!] [!?!] [!?!] [!?!]
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Il mondo venatorio 05/04/2007 - istriano

ATTACCO AL POTERE!!!!!!!

Vi siete mai chiesti a noi chi ci tutela? Noi come cacciatori, cinofili semplici appassionati chi tutela le nostre razze che noi quotidianamente impegniamo nella caccia al cinghiale? Se vi dovessi rispondere in questo momento direi Boo!! Per il semplice motivo che chi come me possiede soggetti Francesi, e soggetti Slavi, e considerato un anormale, in quanto la Pro Segugio tutela il secondo cioè gli slavi, ma non quelli Francesi, motivo? C'è stata una scissione da parte del Club Italiano Bleu de Gascogne divenendo club a sé, prima era solo sezione tutelando le 14 razze Francesi riconosciute prima anche dalla Pro Segugio, ora questa diatriba a portato a noi amanti del cane di razza di qualsiasi razza, a scegliere o uno o l'altro, creando veri malumori tra i vari cacciatori. Ho possiedo tutti Francesi, ho possiedo quelli riconosciuti dalla Pro Segugio,tutta questa baraonda a già creato quest'anno che per il campionato sociale per il cinghiale la partecipazione di poche mute, in quanto la maggior parte vengono impiegate quelle Francesi ( parlo per le gare), il Club Bleu de Gascogne a sua volta a organizzato un campionato tutto suo, dove giova dire che già lo faceva da prima, risultato uno come me non sa dove schierarsi, ma possibile che a tutto questo non ci sia un fondo di ragione? Allora proviamo a darlo noi, la Pro Segugio come recita il suo moto e da cinquant'anni a questa parte, il baluardo, zootecnico e cinegetico, della difesa delle razze dei cani da seguita, di contro il Club Blue de Gascogne e nato nel 1987, organizza tutti gli anni una propria raduno, un proprio campionato sia su lepre che su cinghiale, ma non può partecipare alla Coppa Europa su lepre. Questo sembra che all'interno del Club Blue abbia creato non pochi malumori, come io ho una muta di Arigeois, nati in Italia, allevati in Italia posseduti da un allevatore in Italia e io non posso partecipare? Non saprei dirvi il motivo di questa scelta, cioè sempre soggetti di segugio Italiano ed invece non di altre razze, spero che anche nel mondo della cinofila non si debba arrivare a quello che è successo nel calcio anni fa con l'effetto BOSMAN-FIDO, ma chi se ne frega se vince una muta di Arigeois o altra razza Francese ma di proprietà di allevatori Italiani, perché se L'Inter quest'anno vince lo scudetto a chi deve chiedere grazie a i suoi giocatori Italiani? Mi sembra che ne giochino due, tutti gli altri sono stranieri. Queste sembra siano una delle tante ragioni di separazione del Club dalla Pro Segugio, io invece voglio aggiungere un altra, un uccellino di passaggio da queste parti riferiva che per ogni cucciolata la Pro Segugio intaschi 3€, adesso invece dovrebbe intascare il Club parlo naturalmente per le razze da loro riconosciute. Ma vorremo dire che tutto questo marasma e solo questione di euro, cioè quello biglietto di colore verde, che a noi appassionati cinofili ci disgusta? E allora tutte quelle belle parole, baluardi della cinofila, scissione, prove, cani Italiani si Francesi No, dove sono, sono mica finite nelle tasche vostre? Ma chi volete prendere per i fondelli? Basta e ora di cambiare modo di fare cinofila, la vostra ci disgusta, prendete decisioni, fatte e disfatte tutto a vostro piacimento senza un minimo di interesse per noi veri amanti del cane, io dal prossimo anno per poter avere una tessera o che sia della Pro Segugio o che sia del Club Bleu de Gascogne, devo avere solo una razza a vostro piacimento, ma adesso dovette pure decidere quale razza io devo impiegare sul cinghiale? Mi sembra che qui qualcosa non quadri, io posso anche rinunciare alla vostra tessera, tanto per quello che mi serve, ma se oltre me lo faranno in molti vediamo se si parlerà ancora di scissione e altre cazzatte, e ora di finirla con questa burla, il cane che sia Italiano, Slavo, Francese,ecc deve essere tutelato, ma non come lo fatte voi, cioè pensando al vostro tornaconto, ma impegnandosi presso ENCI, per fare abbassare il costo di iscrizione modello A, e modello B, per non parlare se compro un cane proveniente dall'estero, ci vuole il portafoglio di Paperon dei Paperoni, oltre a i mille documenti, impegnandosi presso le presunte associazioni che ci tutelano, per far abbassare i costi del libretto Regionale, tasse di concessione governativa, e assicurazione obbligatoria, per non parlare in caso di indennizzo per morte di un cane, SIAMO AL RIDICOLO, 500€ questo e quello che mi hanno proposto, sveglia Pro Segugio, sveglia Club de Gascogne, questo dovette fare, senza cani a caccia non si va, anzi qualcuno di nostra conoscenza uscito dai meandri della rete per poi sparire questo proponeva, questi sono alcuni dei problemi che dovette risolvere altro che i vostri balzelli da bar, noi siamo stanchi, il potere credete che sia nelle vostre mani, per fare e rifare quello che volete ma qui sbagliate, un esercito di cacciatori onesti, sempre piu stanchi dei soprusi, inganni, furti, perpetrati sotto i loro occhi giornalmente stanno per iniziare una crociata, non è Gerusalemme la meta, ma e il palazzo quel palazzo che crede di avere il potere, ma ricordate il potere a lungo logora, e noi faremo in modo di vigilare nell'attesa del nostro......................... ATTACO AL POTERE.
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Cani 04/04/2007 - istriano

URLI NELLA MACCHIA.....PETIT BLEU DE GASCOGNE

Abitando per motivi di lavoro vicino alla Francia, la mia curiosità e passione di cacciatore più di una volta mi a spinto a recarmi nell'Oltralpe a cacciare, qui posso dirvi che noi siamo indietro di secoli per il modo che cacciano loro, non vorrei evocare le parole di un nostro caro amico adesso dato per disperso, che quando parlava di caccia di selezione e metodi di caccia, ma in Francia questo viene attuato, certo stiamo parlando di loro tradizioni secolari, noi queste non le abbiamo, come non abbiamo i luoghi dove praticare questo tipo di caccia, ma li si impiegano anche 200 cani dietro ad un animale, con mute da 50 che vengono sciolte che man mano l'animale cervo, cinghiale, capriolo cede il passo, fino ad “prendere”, decretando la fine della battuta, questo in Francia si chiama caccia a course,, cioè la cattura della preda senza sparare, durante una delle tante mie partecipazioni come ospite nelle vicinanze di Marsiglia, ho potuto assistere ad una battuta di 200 Petit bleu nella caccia al cinghiale, non sto a elencarvi le sensazioni provate “non ci sono parole”, ma voglio parlare di questa meravigliosa razza impiegata anche in Italia sul cinghiale. Tra le razze Francesi che popolano la nostra nazione impiegate per la caccia al cinghiale, non poteva mancare il Petit Bleu de Gascogne, razza molto popolare anche nella sua terra d'orige, parlare di questo magnifico ausiliare per me è facile in quanto possiedo una coppia che uso come tracciatori sul cinghiale prima di schierare la vera truppa contro il sirbone, i miei amati istriani. Intanto i Francesi maestri di queste cose lo presentano in tre varietà Grand Bleu, Basset bleu, e Petit Bleu, noi parleremo di quest'ultima, razza molto numerosa nella nostra penisola, cane di taglia media, fine di naso, dotato di una bella voce da urleur, si ammuta bene, calmo affettuoso con il proprio conduttore, facile da addestrare, taglia maschi da 0,52 a 0.58, femmine 0.50 a 0.56, pelle spessa, nera o fortemente marcata di tacche nere, pelo corto, colore interamente moschetto di tacche nere e bianche, donando dei riflessi blu ardesia, le sue origini sono antichissime, è stato in assoluto il cane maggiormente impiegato per rinsanguare altre razze di Francia (forse anche il nostro segugio Italiano), nella sua terra d'orige la Francia viene impiegato preferibilmente sulla lepre, ma si iniziano a vedere sempre mute più numerose nella caccia al cinghiale, in Italia esperti appassionati lo usano con successo sul cinghiale, ottenendo ottimi risultati, infatti il Petit Bleu de Gascogne è un cane di metodo, urlatore eccellente, annusa il terreno ed emette l'ululo alzando la testa in alto a volte in accostamento e pure in inseguimento facendo a piccolo trotto anche dieci/venti metri e quando rimette il naso per terra è ancora su passata o traccia, un difetto di stile di questa razza quando si vedono quei Petit che urla sempre con il muso incollato al terreno, nel lavoro non deve essere lento, questo e un tabù da sfatare in quanto molte persone individuano nel Petit un cane lentissimo, certo non siamo di fronte alla velocità degli istriani o posovatz, ma nella caccia al cinghiale non siamo di fronte alle olimpiadi dove chi arriva primo vince, a la sua giusta velocità per incalzare a debita distanza il solengo, poi abbinata alla sua potenza olfattiva fai il modo di essere un cane sbrigativo. Il Petit caccia al piccolo trotto, molto maneggevole, ogni si sofferma per scrutare meglio il terreno con il muso portato costantemente verso di esso, l'inseguimento è fatto al trotto o di corsa a seconda di più o meno forte emanazione e di più o meno favorevole situazione. Questo in linea di massima e lo standard che prevede il lavoro del Petit Bleu de Gascone, io come accennato sopra possiedo una coppia di Petit che uso nel tracciare il cinghiale prima di mollare l'intera muta di istriani, a mio parere è un cane molto maneggevole di una straordinaria ubbidienza, può essere facilmente posto a i comandi ed specializzato solo ed esclusivamente sul animale che a noi interessa cacciare, portato a guinzaglio nella ricerca della traccia del cinghiale e allarmante la sua scrupolosità nel setacciare il terreno, una volta agganciata la traccia, inizia un accostamento con metodo classico, deciso senza strappi, una volta giunto nella rimessa del cinghiale inizia una sinfonia di voci che solo il Petit sa dare, nel fermo e un cane che sta a distanza, non lo paragono al balcano o istriano, loro preferiscono fare la ruota intorno al covo del solengo, ma il Petit non sta fermo ad aspettare la carica, anzi più di una volta è capitato che il cinghiale spaventato dalle voci forti e tonanti del Petit a preferito abbandonare subito la sua rimessa, nella seguita non è un campione di velocità ma come detto sopra la sua straordinaria potenza olfattiva fai in modo che segua il cinghiale a giusta velocità, e un cane indicato per i postaioli duri di orecchie, una muta di Petit in inseguimento può essere udita a Km di distanza, il rientro più delle volte non è celere e un cane che spinge abbastanza ma siccome molto legato al suo conduttore non sta a girovagare per il bosco stare sicuri che vi trova, io lo possiedo e sono soddisfatto di questa mia scelta, a chi vuole invece avvicinarsi per la prima volta a questa razza il mio consiglio e di scegliere bene la corrente di sangue, infatti come l'Arigeois ci sono cani che sul cinghiale non vanno bene, ma io non mi sono fidato di un noto presentatore della TV, dove anni fa era conosciuto con il suo moto “provare per credere”, io ho visto questo cane cacciare il cinghiale e poi ho provato, meglio perdere una mattinata nella visione del soggetto che perdere una vita a sperare................... “Chi aspetta sperando muore C.......O. Ciao Istriano.
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Il mondo venatorio 03/04/2007 - istriano

IL SOGNO.....

Questa notte ho fatto un sogno, ho sognato che ho camminato sulla sabbia accompagnato dal Signore, e sullo schermo della notte erano proiettati tutti i giorni della mia vita. Ho guardato indietro e ho visto che ad oggi giorno della mia vita, proiettati nel film, apparivano orme sulla sabbia: una mia e una del Signore. Cosi sono andato avanti, finche tutti i miei giorni si esaurirono. Allora mi fermai guardando indietro, notando che in certi posti c'era solo un'orma....Questi posti coincidevano con i giorni più difficili della mia vita; i giorni di maggior angustia, di maggiore dolore..... Ho domandato allora: “Signore, Tu avevi detto che saresti stato con me in tutti i giorni della mia vita, ed io ho accettato di vivere con te, ma perché mi hai lasciato solo proprio nei momenti peggiori della mia vita? Ed il Signore rispose: “Figlio mio, Io ti amo e ti dissi che sarei stato con te durante tutta la camminata e che non ti avrei mai lasciato solo neppure per un attimo, e non ti ho lasciato solo...i giorni in cui tu hai visto solo un'orma sulla sabbia, sono stati i giorni in cui ti ho portato in braccio”
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Balistica 02/04/2007 - ilcignalaio

CARABINA O CANNA LISCIA

CARABINA O CANNA LISCIA Questa discussione accende sempre più spesso gli animi dei colleghi cinghialai che sia al tavolo del bar che alla radunata (luogo di riunione prima della cacciata) . Come ho già detto nella precedente discussione quello che adesso scriverò non è il “verbo”, ma l’oggetto di mie personalissime deduzioni ed opinioni che sono pronto a buttare sul tavolo della civile discussione. La legge italiana sulla caccia (anche in questo caso controversa) mette quali limiti per il munizionamento da caccia il calibro (min. 5,6 mm) e la lunghezza del bossolo a vuoto (min 40 mm). Fino ad oggi (classico per la nostra Italietta) ci sono correnti giuridiche contrapposte che vedono obbligatorio il coesistere dei due presupposti in una cartuccia per la caccia e l’altra (che sembra oggi aver la migliore) per la quale è sufficiente il persistere di almeno uno dei due requisiti predetti. Personalmente sono contrario all’impiego…soprattutto in battuta.. a calibri inferiori ai 7 mm (tanto per intenderci per me il calibro minimo di una cartuccia da impiegare nella caccia in battuta al cinghiale è il 308 Winchester per poi salire a cartucce e calibri superiori…) in quanto il tiro è quasi sempre di imbracciatura su animali in veloce movimento che, se la palla non li butta giù subito …., voi amici miei sapete bene a cosa andiamo incontro. L’arma innanzi tutto deve essere scelta in base all’incarico che ogni singolo cacciatore ha all’interno della battuta in quanto è a mio parere mettere un fucile a sorvegliare uno spazio ampio come una vallata o dare una carabina con ottica olografica al canaio….sono cose se cozzano tra loro. LA CARABINA Quando parlo di carabina intendo quella semiautomatica da battuta tipicamente impiegata per la caccia al cinghiale in Italia . Quest’arma oggi presente con almeno un modello per ogni marchio di fabbrica è in notevole espansione tanto che oggi anche la Sauer e Son ha messo in commercio un suo modello. I costi di tale strumento ovviamente variano a seconda della marca prescelta e dell’allestimento (gradi di finitura, legni pregiati attacchi rapidi per ottica ottiche di puntamento, cannocchiali e chi più ne ha più ne metta) e il cinghialaio sta lentamente convergendo per l’adozione di tale strumento. Premetto che io sono uno di quelli che caccia il cinghiale solo a canna rigata (quando è di posta) e con la doppietta gobba, quando da una mano al capo coi cani nella macchia. I pregi della canna rigata sono una maggior scelta di palle e caricamento, una maggiore potenza di impatto e lesiva anche alla lunga distanza, una maggior precisione, una penetrazione arbustiva maggiore (la traiettoria non subisce significativi scarti nell’attraversare arbusti di piccola entità) e -di solito -si disintegra o quasi quando impatta su ostacoli solidi. Difetti il nuovo strumento genera soggezione nel suo possessore abituato al suo fucile – la dimestichezza con un arma del genere e ottenibile solo dopo ripetute sedute in poligono – la mancata taratura (anche delle mire metalliche) che deve essere fatta da persona esperta ed affidabile, cose che quasi sempre nessuno fa…si prende la carabina solo per andare in battuta e poi si rimette in rastrelliera. Una diceria da sfatare e quella della lunga gittata, che invece non deve preoccupare un cacciatore serio e corretto…AVETE MAI VISTO I CINGHIALi VOLARE…… NO, quindi la vostra palla al massimo 30/40 mt. Dopo il bersaglio si andrà ad impattare a terra alla stregua di quelle del Cal. 12. ( solo un cretino spara ad un cinghiale che scordona verso l’alto o scollina…la sua palla andrà a cadere all’infinito..sempre che non buchi qualcuno o qualcosa. LA CANNA LISCIA C’è poco da dire sul classico fucile da caccia è da sempre l’amico inseparabile delle nostre avventure venatorie, viene alla spalla che è un piacere (sempre perché con lui abbiamo sparato tanto). Da noi in Toscana è obbligatorio per scaccioni – bracchieri o paratori (per chi non lo sa sono coloro che per insufficiente numerosi poste con il baccano) questi infatti per sortire lo scopo voluto sparano vere salve di cartucce “a riso” per indirizzare i cinghiali alla linea delle poste e consigliato per il canaio che come lo scaccione spara nella macchia per stolzare gli animali dai cani e mandarli alle poste . La precisione e la letalità di quest’arma però, sempre a mio parere, decade esponenzialmente dopo i 50/60 metri (non dico che non si uccide oltre ma, siate onesti e calcolatene la percentuale di successo!) RIPLESSIONI PERSONALI Nei 50 metri carabina e fucile pari sono, ognuno scelga cosa gli pare ma la letalità della canna rigata e la possibilità di dotarla di un punto olografico la rendono sicuramente preferibile (sempre che il nembrotte di turno si sia preso la briga di tararlo bene e sparaci qualche scatola di cartuccia prima di andarci a caccia). Io personalmente di fucili ne ho proprio tanti ma al cinghiale da ormai 5 anni uso solo la canna rigata (Browning bar evolve in 30.06 con puntatore holosigth per la posta in spazi aperti e express Zoli in 9,3 X 74 per la posta in corridoi ristretti o nella macchia coi cani (in questo caso in presenza di macchie inestricabili alterno con la doppietta cal 12 gobba) Evito di annoiarmi ancora con le mie elucubrazioni e vi saluto alla prossima VIVAMARIA!!!
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Cani 31/03/2007 - istriano

TERREMOTO BALCANO.......SEGUGIO SERBO

“Mamma mia” esclamò un giudice nel vedere un Segugio Balcano Slavo Serbo, mentre teneva testa ad un verro di 130 kg e passa, che soffiava come la bora di Trieste, io vicino al giudice e al proprietario vi dico sinceramente che quella volta ho avuto un po' di cagarella, ma non per il cane che vedevo come un pugile che mette all'angolo il suo sfidante, ma per il sottoscritto, pensavo se questo parte incazzato com'è ci carica sulla groppa per un giro turistico nel bosco, ma confidavo nell'abilità del cane nel tenere testa al grosso solengo, infatti con il suo modo di fare la ruota, controllava che il cinghiale non fuggisse, schivando delle vere cariche, che noi diremo bordate, sempre tenendosi ad una distanza di “sicurezza”, la sua intelligente prudenza evita che il cinghiale agganci la pelle di questo segugio, segnalando la presenza con un abbaio al fermo martellante. Le caratteristiche generali di questo magnifico ausiliare sono di un cane forte robusto, dal temperamento sanguigno, da i movimenti vivi, ottimo abbaiatore al fermo, le sue misure sono da 46 a 54 cm per i soggetti maschi, da 44 a 52 cm per le femmine, il suo peso può arrivare sui 20 Kg, il suo colore e rosso volpe come tinta di fondo, sulla parte superiore del tronco si estende fino alla testa una copertura di peli neri più o meno larga. La testa è lunga da 20 a 25 cm, canna nasale retta, fronte leggermente convessa con stop poco marcato, la coda è grossa alla base e si assottiglia progressivamente, viene portata bassa e a sciabola. Per chi vede la prima volta un Segugio Serbo, certo non rimane colpito dalla sua bellezza, ma per ricredersi subito una volta visto all'opera, cane cresciuto in terreni aspri, infidi, colmi di crepaci, rocce e roveti, abituato a cacciare dalla mattina alla sera, nella sua terra d'origine viene impiegato nella caccia all'Orso, dove venivano impiegati tre segugi, mentre due lo fronteggiavano il terzo lo attaccava da dietro alle zampe posteriori con l'intento di recidere i tendini in modo da impedirgli all'animale di alzarsi in piedi, infatti la sua dentatura e molto sviluppata con canini pronunciati e mascella robusta, dotato di un fiuto finissimo si esalta in condizioni climatiche e ambientali proibitive, e il cosiddetto cane da carniere, sulla passata non sono “rumorosi” come i segugi francesi, sono riservati di voce e si sente ogni tanto, come nella seguita, insomma per chi e amante degli urler Francesi rimane un po deluso, ma bisogna ricordare per chi si vuole avvicinare per la prima volta a questa razza che lo standard di lavoro di razza prevede che la voce deve sentirsi solo sullo scovo, sul fermo invece credo abbiamo pochi simili e un martellamento continuo, comunque si trovano anche soggetti che danno bene di voce sia nella passata che in seguita, la sua cerca e ampia autonoma, “tirano di naso”, non deve essere accompagnato dal conduttore, non teme freddo e ne caldo, si arrampica nelle rocce come fosse un camoscio, il suo rientro non è del tutto celere in quanto e un cane che spinge molto, ma possiamo dire che i soggetti visti all'opera dal sottoscritto, sono sempre tutti rientrati magari il giorno dopo ma sempre nel medesimo punto di sciolta, diremo che non è un cane adatto per coloro che non vogliono essere in ansia per i cani che non rientrano subito. In prossimità della lestra del cinghiale e un segugio prudente, ma sveglio come descritto sopra nell'abbaio al fermo e nel schivare le cariche del solengo credo non abbia rivali, il suo continuo spostarsi formando una ruota nei pressi della lestra dell'irsuto li consente di dominare, se qualche volta si zittisce sul fermo vuol dire che sta cercando una nuova posizione dove controllare il cinghiale, come detto prima la seguita e lunga incalzante, ma non sempre celere può capitare che ritardi, questo e solamente dovuto alla sua innata dote di prudenza, il suo carattere diremo e buono certo e un cane che un suo temperamento ben stabilito , quindi non adatto a gente “principiante”, con gli altri cani non è litigioso ma si fa rispettare, anche affrontando cani piu grossi di lui, se pensiamo che nella sua terra d'origine caccia l'orso cosa vuoi che sia un cane alto 5 cm più di lui. Che aggiungere ancora, io personalmente ho visto cacciare questo magnifico ausiliare sia a caccia che in prove su lavoro, e un cane indipendente ma allo stesso tempo assoggetto alla disciplina la cerca e intelligente setaccia la zona come farebbe un radar nella ricerca di qualcosa, state certi che si il cinghiale per sbaglio e transitato in quella zona per lui non esistono problemi, appena sentirà la passata fresca sentire uno scagno, ho assistito ad accostamenti di parecchi km dal luogo di pastura del cinghiale, certo il proprietario deve avere gamba, voglia di cacciare, non è adatto per pigri, ogni tanto verrà a cercarvi ma ricordate che e un cane collegato ma anche molto lungo, in Italia e poco conosciuto si preferisce altre razze, e pure e un cane che può essere impiegato da solo dalla garanzia sicura della riuscita della battuta, ma si sa a noi un popolo di cantanti siamo gli unici al mondo che abbiamo un festival della canzone, dove oltre i cantanti vi sono i maestri di musica, ecco lui e il maestro dirige l'orchestra da i tempi, gli altri cantano a volte bene................ a volte stonando, il maestro questo non può farlo................. Ciao Istriano
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Tecniche di caccia 30/03/2007 - istriano

GIRATA ALLA PEPPE

No amici calma, non siamo alla prova del cuoco, la Antonella Clerici brava presentatrice ancora non fa parte della nostra squadra, non è neanche una nuova ricetta del nostro amico Peppe, ma vogliamo illustrare i vari metodi di caccia al cinghiale che si svolgono in Italia, infatti il detto paese che vai usanze che trovi, noi vorremo cambiarlo in paese che vai Battuta o come dicono in Toscana Braccata che trovi. Infatti parlando, confrontandoci in questo portale, è emerso che ognuno a dei modi suoi di cacciare, in Toscana si usa il metodo della Braccata, in Sardegna in linea di massima lo stesso dove da posto a posto cambia ma il criterio e uguale, in Liguria hanno un metodo tutto loro, l'incontrario di Sardegna e Toscana, io la chiamerei “il silenzio”, qui non si urla, non si muove nessuno, le poste sono quelle di 40 anni fa sempre le medesime, ma a fine battuta porta ugualmente i suoi frutti. L'amico Peppe, invece a inventato un modo diremo tutto suo, che poi non è altro che una Girata, ma da buon sardo ha modificato a suo piacimento per esigenze di luoghi in cui si svolge, per esigenze di cani, infatti qui si usano 10 Dasch tutti assieme, per necessità di portare a fine battuta il carniere programmato. Intanto la Girata cosa consiste? Si individua una preda grazie ad un cane chiamato limiere cioè in grado di seguire la pista del cinghiale anche per chilometri al guinzaglio, una volta giunto in prossimità della lestra del cinghiale, si provvede ad sistemare le poste, fatto partire il cinghiale sarà la bravura del cacciatore a decretare la fine del solengo, ho sarà il solengo a far sì che il povero tiratore venga preso amichevolmente in giro. Questo diciamo in linea di massima e la caccia chiamata “La girata”, Peppe invece a asportato delle modifiche, intanto la squadra da lui capeggiata e composta da 7 elementi, persone che ognuno a un suo compito preciso, vorremo dire di piccoli professionisti della caccia, si muovono nella intricata macchia mediterranea come fossero dei piccoli rambo, ma tutti consapevoli di quello che devono fare, qui un minimo errore può causare quelle disgrazie che ognuno di noi non vorrebbe mai trovarsi ad affrontare, si spara solo sull'animale VISTO, tassativamente si usa cartucce a palla come prevede la legge, e non a pallettoni come purtroppo ancora dei sprovveduti fanno in giro per L'isola, qui si traccia giorni prima e Peppe che provvede di persona, una volta individuata il luogo della battuta la domenica ha inizio “la Girata alla Peppe”. Peppe per questo tipo di caccia usa i dascah, da lui personalmente addestrati, sono 10 magnifici ausiliari dressati per questo tipo di caccia, procedono a rastrello assieme al suo conduttore, nel contempo la rimanenza della squadra avanzano in luoghi ben stabiliti ma sempre nel perimetro della battuta, ognuno dei componenti conosce a perfezione l'abitat del luogo, sa dove può sparare, sa dove non può sparare, conosce tutti i posti dove l'animale pressato dai cani può “forzare”, e per questo che noi in precedenza abbiamo chiamato dei piccoli professionisti, e non dei sprovveduti incapaci di portare a termine una battuta di caccia, una volta individuato l'animale/i da parte dei dasch, Peppe e la sua squadra attuano ogni stratagemma per cercare la cattura del solengo, vedere all'opera queste persone come si muovono in simbiosi nell'intricata macchia mediterranea e qualcosa di spettacolare, a volte non si capisce chi sia il cinghiale talmente sono veloci nel cercare di chiudere ogni via di fuga, ma ripeto consapevoli di quello che stanno facendo qui un minimo errore, una minima distrazione può costare cara a loro stessi, i cani nel contempo sanno fare bene il loro lavoro, se un cinghiale/i riescono per mille fattori ad uscire indenni dalla girata di Peppe, ritornano subito dal suo padrone senza prodigarsi in quelle seguite all'infinito che a conti fatti servono a farsi fregare solo da persone senza scrupoli appostati nelle vicinanze delle battute. L'ultima stagione di caccia Peppe e la sua squadra con questo metodo hanno abbattuto 60 cinghiali, per chi conosce la Sardegna, i luoghi dove si caccia sono numeri da record, poi se si contano che sono 8 persone bisogna togliersi tanto di capello, ma questa e la dimostrazione se vi è coesione, intesa, passione, e capacità nel cacciare questo e possibile, Peppe e consapevole di questo, e per tanto che noi cacciatori di cinghiali non chiudiamo in faccia la porta a nessuno, se questo criterio funziona..................... allora tutti “Girata alla Peppe”. By Istriano