Il Segugio Italiano, con conseguente analisi storica è stato sempre presente sulla nostra penisola pur attraversando tutte le fasi dell' evoluzione nel corso dei secoli. Prima del 1898, anno della fondazione dell'ENCI ente nazionale della cinofilia Italiana, in Italia si distinguevano numerose specie di segugi con caratteristiche morfologiche attinenti alle zone di appartenenza con attitudini fisiche e caratteriali basate sui metodi di caccia dei loro padroni. Diciamo che ogni zona aveva il suo esemplare, Lomellini di Pianura, Cravin in Piemonte, Il Montagnino sulle Alpi, Segugio dell'Appenino che si suddivideva in una specie per ogni regione. Da quest' ultima specie si cerca di recuperare e riconoscere il cosidetto Lepraiolo Italiano in quanto dotato di caratteristiche piscoattitudinali che ne fanno un segugio esemplare. Poi il Segugio Maremmano sempre presente in quella regione. Tutte queste razze erano riconducibili ad un'unica linea. Purtroppo è prerogativa tutta Italiana quella di non saper avere cura nella conservazione della purezza delle razze canine e non solo. Si è cercato all'estero quello che avevamo già, ossia ceppi autoctoni per poter fissare caratteri genetici di questa razza a seconda dell'area di appartenenza delle attitudini rilevanti al fine della selezione. Su tutte queste razze italiche, comunque ha sempre avuto maggiore importanza il Grande Segugio Italiano che venne riconosciuto e avvalorato di uno standard specifico morfologicamente ammesso in sole due varietà identiche nella struttura ma diverse nel mantello. Segugio a pelo forte e Segugio a pelo raso. Si è cercato nel corso degli anni, la ricerca perfetta del soggetto eliminando quelle caratteristiche riconducibili all'avvenuta infusione nella linea di segugi esteri, come ad esempio il padiglione auricolare molto sviluppato e arrotondato, cranio a cupola, eccesso di pelo bianco sul mantello e nella caratteristica vocale che nel Segugio Italiano è lo scagno, mentre nei francesi è l'urlo. Si è cercato di eliminare anche lo sperone dagli arti posteriori, segno inequivocabile di accoppiamenti con Bracchi e Spinoni. Ad oggi sono comunque riconosciute due razze distinte e non due varietà : Segugio a pelo raso e Segugio a pelo forte. Ma nel corso della storia qualche errore è stato fatto, in primo cerchiamo di capire perchè un ottimo Segugio come il nostro, da sempre ottimo cacciatore, è stato definito cane fallito per la caccia al cinghiale ad esempio: dunque partendo dal presupposto che ogni associazione nata ai fini della salvaguardia delle razze si sia prodigata per fare il lavoro più serio possibile teniamo conto che i primi che hanno fatto degli errori sono propio loro ! Gli allevamenti senza tenere conto dei fattori genetici, hanno portato nel corso del tempo ad avere dei cani in cui i fattori chiamati difetti abbiano raggiunto di gran lunga quelle chiamate qualità. Ovvio che il Segugio Italiano è stato danneggiato da questi incroci attuati senza mezze misure e senza scrupoli fino ad allevare a livelli industriali. Basta osservare una scheda tipica di un Segugio Italiano e osservare a quanti rischi di difetti genetici sia sottoposta la razza stessa. I risultati peggiori sono dovuti per certo al fatto che non sono state rispettate alcune norme ad esempio la consanguinità e quindi di conseguenza si sono avuti cuccioli con difetti strutturali, difetti di dentizione, menomazioni fisiche e anche caratteriali. Come potrebbe un cane che è affetto da sindrome da paura, essere un buon cane da cinchiale? oppure un cane con una struttura ossesa quasi rachitica? Qui vanno ricercate le vere cause del fallimento e valutando che comunque, i soggetti selezionati correttamente sono ottimi cani, resistenti, veloci e capaci di percorrere terreni più difficili lavorando a singolo o in muta. Ultimamente la Pro Segugio, che è la socetà in seno all' ENCI che si occupa della difesa e miglioramento delle razze da seguita, ha reintrodotto la prova a singolo per poter recuperare una delle caratteristiche di utilizzo tradizionale di questo grande Segugio.Il Segugio a pelo forte è un cane riservato meno esuberante di quello a pelo raso ma ambedue presentano caratteristiche di saggezza e lavorano ponderatamente il che li differenzia da qualsiasi altro Segugio sulla terra. Classificato dalla Pro Segugio un eccellente cane per la caccia alla lepre per la finezza del suo olfatto, tenacia, resistente alla fatica e dalla voce più che mai piacevole. Non si notano grandi differenze nel modo di lavorare rispetto alle razze estere, dimostrando comunque maggiore impegno senza mai abbandonare la traccia. Tuttavia alcune linee risentono dell'insanguamento operato con razze estere.I Grandi allevatori del dopoguerra, ( quelli che hanno operato seriamente) hanno reinsanguato al fine di migliorare la razza riportandolo a cane d'origine, cioè un Segugio più metodico, più avvinto alla traccia ma nel contempo sagace. Il lavoro di selezione deve continuare per arrivare a risultati ottimi ma tutto si deve svolgere con assoluta pazienza e serietà. Gli accoppiamenti non sono formule chimiche e non sempre si raggiunge il risultato desiderato. Oggi si possono ammirare soggetti veramente corrispondenti allo standard e coerenti nel lavoro. Va ricordato che il Segugio Italiano è un cane creato per la caccia e la sua funzione è quella di cacciare rispettando tutte le fasi obbligatorie della caccia con cane da seguita. Un cane che cerca solo la rimessa della lepre ignorando la passata non sarà mai un buon Segugio classico. Così pure il cane che sa fare solo la passata è un cane inutilizzabile. Il vero Segugio , quello classico e antichissimo è quello che sa cacciare con classe e stile, qualità propie di questa razza, rispettando tutte le quattro fasi , ricerca, passata. accostamento, scovo e inseguimento tutto con voce squillante e piacevole. Con questo si distinque un Grande cane con olfatto sopraffino, avvinto alla traccia e con doti e volontà insuperabili. Si capisce che le attitudini principali di questo splendido Segugio sono sempre state e rimangono quelle di un cane per caccia alla lepre, giustamente chi ha provato a farne un soggetto per caccia al cinghiale si è imbattuto in tutte le caratteristiche che da secoli si trascina con sè e ne fanno un valido soggetto ma con un destino disegnato ad essere ciò che i nostri avi avevano già stabilito per questo ottimo Segugio e che purtroppo qualcuno ha tentato di portare alla rovina. Ciao a tutti mister.
Il SEGUGIO ITALIANO.
Il Segugio Italiano, con conseguente analisi storica è stato sempre presente sulla nostra penisola pur attraversando tutte le fasi dell' evoluzione nel corso dei secoli. Prima del 1898, anno della fondazione dell'ENCI ente nazionale della cinofilia Italiana, in Italia si distinguevano numerose specie di segugi con caratteristiche morfologiche attinenti alle zone di appartenenza con attitudini fisiche e caratteriali basate sui metodi di caccia dei loro padroni. Diciamo che ogni zona aveva il suo esemplare, Lomellini di Pianura, Cravin in Piemonte, Il Montagnino sulle Alpi, Segugio dell'Appenino che si suddivideva in una specie per ogni regione. Da quest' ultima specie si cerca di recuperare e riconoscere il cosidetto Lepraiolo Italiano in quanto dotato di caratteristiche piscoattitudinali che ne fanno un segugio esemplare. Poi il Segugio Maremmano sempre presente in quella regione. Tutte queste razze erano riconducibili ad un'unica linea. Purtroppo è prerogativa tutta Italiana quella di non saper avere cura nella conservazione della purezza delle razze canine e non solo. Si è cercato all'estero quello che avevamo già, ossia ceppi autoctoni per poter fissare caratteri genetici di questa razza a seconda dell'area di appartenenza delle attitudini rilevanti al fine della selezione. Su tutte queste razze italiche, comunque ha sempre avuto maggiore importanza il Grande Segugio Italiano che venne riconosciuto e avvalorato di uno standard specifico morfologicamente ammesso in sole due varietà identiche nella struttura ma diverse nel mantello. Segugio a pelo forte e Segugio a pelo raso. Si è cercato nel corso degli anni, la ricerca perfetta del soggetto eliminando quelle caratteristiche riconducibili all'avvenuta infusione nella linea di segugi esteri, come ad esempio il padiglione auricolare molto sviluppato e arrotondato, cranio a cupola, eccesso di pelo bianco sul mantello e nella caratteristica vocale che nel Segugio Italiano è lo scagno, mentre nei francesi è l'urlo. Si è cercato di eliminare anche lo sperone dagli arti posteriori, segno inequivocabile di accoppiamenti con Bracchi e Spinoni. Ad oggi sono comunque riconosciute due razze distinte e non due varietà : Segugio a pelo raso e Segugio a pelo forte. Ma nel corso della storia qualche errore è stato fatto, in primo cerchiamo di capire perchè un ottimo Segugio come il nostro, da sempre ottimo cacciatore, è stato definito cane fallito per la caccia al cinghiale ad esempio: dunque partendo dal presupposto che ogni associazione nata ai fini della salvaguardia delle razze si sia prodigata per fare il lavoro più serio possibile teniamo conto che i primi che hanno fatto degli errori sono propio loro ! Gli allevamenti senza tenere conto dei fattori genetici, hanno portato nel corso del tempo ad avere dei cani in cui i fattori chiamati difetti abbiano raggiunto di gran lunga quelle chiamate qualità. Ovvio che il Segugio Italiano è stato danneggiato da questi incroci attuati senza mezze misure e senza scrupoli fino ad allevare a livelli industriali. Basta osservare una scheda tipica di un Segugio Italiano e osservare a quanti rischi di difetti genetici sia sottoposta la razza stessa. I risultati peggiori sono dovuti per certo al fatto che non sono state rispettate alcune norme ad esempio la consanguinità e quindi di conseguenza si sono avuti cuccioli con difetti strutturali, difetti di dentizione, menomazioni fisiche e anche caratteriali. Come potrebbe un cane che è affetto da sindrome da paura, essere un buon cane da cinchiale? oppure un cane con una struttura ossesa quasi rachitica? Qui vanno ricercate le vere cause del fallimento e valutando che comunque, i soggetti selezionati correttamente sono ottimi cani, resistenti, veloci e capaci di percorrere terreni più difficili lavorando a singolo o in muta. Ultimamente la Pro Segugio, che è la socetà in seno all' ENCI che si occupa della difesa e miglioramento delle razze da seguita, ha reintrodotto la prova a singolo per poter recuperare una delle caratteristiche di utilizzo tradizionale di questo grande Segugio.Il Segugio a pelo forte è un cane riservato meno esuberante di quello a pelo raso ma ambedue presentano caratteristiche di saggezza e lavorano ponderatamente il che li differenzia da qualsiasi altro Segugio sulla terra. Classificato dalla Pro Segugio un eccellente cane per la caccia alla lepre per la finezza del suo olfatto, tenacia, resistente alla fatica e dalla voce più che mai piacevole. Non si notano grandi differenze nel modo di lavorare rispetto alle razze estere, dimostrando comunque maggiore impegno senza mai abbandonare la traccia. Tuttavia alcune linee risentono dell'insanguamento operato con razze estere.I Grandi allevatori del dopoguerra, ( quelli che hanno operato seriamente) hanno reinsanguato al fine di migliorare la razza riportandolo a cane d'origine, cioè un Segugio più metodico, più avvinto alla traccia ma nel contempo sagace. Il lavoro di selezione deve continuare per arrivare a risultati ottimi ma tutto si deve svolgere con assoluta pazienza e serietà. Gli accoppiamenti non sono formule chimiche e non sempre si raggiunge il risultato desiderato. Oggi si possono ammirare soggetti veramente corrispondenti allo standard e coerenti nel lavoro. Va ricordato che il Segugio Italiano è un cane creato per la caccia e la sua funzione è quella di cacciare rispettando tutte le fasi obbligatorie della caccia con cane da seguita. Un cane che cerca solo la rimessa della lepre ignorando la passata non sarà mai un buon Segugio classico. Così pure il cane che sa fare solo la passata è un cane inutilizzabile. Il vero Segugio , quello classico e antichissimo è quello che sa cacciare con classe e stile, qualità propie di questa razza, rispettando tutte le quattro fasi , ricerca, passata. accostamento, scovo e inseguimento tutto con voce squillante e piacevole. Con questo si distinque un Grande cane con olfatto sopraffino, avvinto alla traccia e con doti e volontà insuperabili. Si capisce che le attitudini principali di questo splendido Segugio sono sempre state e rimangono quelle di un cane per caccia alla lepre, giustamente chi ha provato a farne un soggetto per caccia al cinghiale si è imbattuto in tutte le caratteristiche che da secoli si trascina con sè e ne fanno un valido soggetto ma con un destino disegnato ad essere ciò che i nostri avi avevano già stabilito per questo ottimo Segugio e che purtroppo qualcuno ha tentato di portare alla rovina. Ciao a tutti mister.