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IL GLADIATORE

Il mondo venatorio - gitano - 2007-09-13 23:29:19

Ricordo di un amico
18 Novembre 2004

È con gli occhi gonfi di pianto e con il cuore pieno di tristezza che prendo atto
della fine di una leggenda,della fine di un mito:
Ieri 17/11/2004, in una notte fredda ma serena, CERO è morto.
Il Gladiatore, che per 15 lunghissimi anni mi ha accompagnato nelle mie giornate di
caccia al cinghiale, capace di fronteggiare da solo verri incazzati, scrofe iraconde
e interi branchi, ormai impigrito e acciaccato dall’ l’età, mi ha lasciato per
passare a miglior vita.
Si rincorrono nella mia mente offuscata dal dolore, innumerevoli ricordi di giornate
memorabili.
Riaffiorano sfumati ma indelebili dei momenti vissuti insieme a te “GRANDE AMICO
MIO”, che ci hanno fatto diventare grandi insieme, e che mi accompagneranno per tutta
la vita.
Queste due righe scritte tutte d’un fiato e con mano tremolante, le dedico a te “MIO
COMPLICE FEDELE”, a te che da cucciolone ti sei saputo assoggettare alle mie regole,
diventando in breve tempo un formidabile ausiliare, a te che una volta diventato
grande, hai saputo far diventare grande anche me.
Rimarrà sempre impresso nella mia mente e nel mio cuore, quello sguardo furbo e
fiero, che faceva di te, anche agli occhi dei profani, un cane simpatico.
Proverbiale è stata la tua cupidigia nell’affrontare il selvatico, mitico è stato e
resterà per sempre il tuo abbaio a fermo, in attesa che io sferrassi il colpo
risolutivo.
Ti ringrazio “GRANDE AMICO MIO” per tutto quello che mi hai saputo dare e insegnare,
e sono sicuro che esiste un paradiso dei cani, tu occuperai un posto d’onore, come
del resto nel mio cuore.
Ciao “GRANDE AMICO MIO”, ciao “GRANDE CERO”

IL TUO INSEPARABILE COMPAGNO

IL GLADIATORE

Ricordo di un amico
18 Novembre 2004

È con gli occhi gonfi di pianto e con il cuore pieno di tristezza che prendo atto
della fine di una leggenda,della fine di un mito:
Ieri 17/11/2004, in una notte fredda ma serena, CERO è morto.
Il Gladiatore, che per 15 lunghissimi anni mi ha accompagnato nelle mie giornate di
caccia al cinghiale, capace di fronteggiare da solo verri incazzati, scrofe iraconde
e interi branchi, ormai impigrito e acciaccato dall’ l’età, mi ha lasciato per
passare a miglior vita.
Si rincorrono nella mia mente offuscata dal dolore, innumerevoli ricordi di giornate
memorabili.
Riaffiorano sfumati ma indelebili dei momenti vissuti insieme a te “GRANDE AMICO
MIO”, che ci hanno fatto diventare grandi insieme, e che mi accompagneranno per tutta
la vita.
Queste due righe scritte tutte d’un fiato e con mano tremolante, le dedico a te “MIO
COMPLICE FEDELE”, a te che da cucciolone ti sei saputo assoggettare alle mie regole,
diventando in breve tempo un formidabile ausiliare, a te che una volta diventato
grande, hai saputo far diventare grande anche me.
Rimarrà sempre impresso nella mia mente e nel mio cuore, quello sguardo furbo e
fiero, che faceva di te, anche agli occhi dei profani, un cane simpatico.
Proverbiale è stata la tua cupidigia nell’affrontare il selvatico, mitico è stato e
resterà per sempre il tuo abbaio a fermo, in attesa che io sferrassi il colpo
risolutivo.
Ti ringrazio “GRANDE AMICO MIO” per tutto quello che mi hai saputo dare e insegnare,
e sono sicuro che esiste un paradiso dei cani, tu occuperai un posto d’onore, come
del resto nel mio cuore.
Ciao “GRANDE AMICO MIO”, ciao “GRANDE CERO”

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