Se dovessi ricordare la mia giovinezza quella tra i 15 e i 20 anni, direi un bel periodo,(parlo per me naturalmente) i divertimenti nelle mie zone erano quelli di riunirci il Sabato sera nel Bar del paese è dare sfogo alla nostra passione, BERE BIRRA, se penso i litri di questa bevanda che il mio corpo a dovuto assorbire in quel periodo, adesso mi sento astemio, finite le varie casse che ci scolavamo, si andava tutti a ballare, anzi a bere ancora in discoteca, ma esclusivamente BIRRA, insomma il divertimento era quello di rallegrarci, ma senza toccare “altro” e mai bisticciare con nessuno, tra il 1985 e il 1986, inizio ad arrivare anche al mio paese (2.700 abitanti) la droga, qualcuno inizio a farsi le cosiddette “canne”, per poi negli anni a seguire finire nel baratro della eroina, dove manca all’appello un mio carissimo amico, ammaliato, travolto, è distrutto dalla più micidiale droga per quei tempi, l’eroina. Adesso ci sta chi vorrebbe legalizzare il tutto, in questo non voglio esprimere giudizi, per il semplice fatto che rischierei di fare un articolo sulla legge degli stupefacenti, è non mi sembra il caso,ma voglio solo dire a queste persone ogni tanto fattevi un giro per i cimiteri…….La moda attuale invece è quella di “impasticarsi”, ho tirare di naso con la cocaina, prima questa droga era considerata la droga dei ricchi, adesso viene comprata da tutti, è via con tirate, per poi sentirsi come diceva Massimo Boldi nel film i due carabinieri “mi sento una bestia”, sicuramente l’olfatto di queste persone potrebbe essere paragonato a quello di un cane da caccia, talmente hanno il naso sempre bagnato è in tiro, questi riuscirebbero a trovare un cinghiale nella lestra a 100 metri, noi invece dal naso un po’ più fine dobbiamo subirci le scorregge è puzzete marce, fatte a tradimento dentro la macchina in mezzo ad un diluvio universale da qualche nostro amico, dove in quel momento bestemmiamo per il nostro olfatto troppo “sviluppato”. Nella caccia,l’olfatto per il cane e come la vista per noi persone, un cane che non abbia evoluto questo senso e da considerarsi inservibile, quanti di noi sono rimasti sbalorditi nel vedere un pointer al galoppo su di un prato per poi “bloccarsi” in ferma statuaria per aver tirato di naso a vento favorevole su di una piccolissima quaglia, per molti può essere inspiegabile che un piccolo uccello emetta tanto odore da far fermare un cane al galoppo, se noi ci posizioniamo sulla stessa linea o a fianco del cane in ferma e proviamo a tirare di naso pure noi, l’unico odore che possiamo sentire, è quella di una eventuale peto lasciato andare dal cane nel eccitamento della ferma, ma della quaglia nemmeno il minimo sentore, è pure il cane e li immobile che segnala la sua presenza. Nella caccia al cinghiale l’olfatto del cane, è una componente importante, ma deve essere accompagnata da intelligenza, coraggio, furbizia, perché solo in possesso di buon naso, si rischia di durare troppo poco per essere ricordato come un ottimo ausiliare, oddio si potrebbe usare solamente questo cane per tracciare, ma il suo naso deve decifrare con l’intelligenza che quella traccia è fresca e sicura, è non quella di un due giorni fa, si rischia di trovarsi senza rendersene conto di cacciare in un'altra battuta per conto di un'altra squadra, per questo che dico che a volte il solo naso non basta. Nella mia carriera da canaio, ho visto all’opera tanti cani tirare di naso, ma tutti in prossimità della lestra del cinghiale si comportano nello stesso modo, (almeno che non si tratta di incoscienti) il Petit bleu de Gascogne per esempio, individuata la traccia, parte naso a terra, quindi analizza le particelle lasciate dal cinghiale, ma in condizioni meteorologiche, non idonee come siccità, troppa umidità del terreno trova più difficoltà di un cane che lavora naso al vento, almeno che non ci troviamo di fronte ad un cane eccelso nel suo lavoro, che capito che l’inconveniente è il terreno, allunga la cerca fino ad arrivare nei pressi della lestra del cinghiale, qui ho potuto notare che tutti i cani alzano la testa ed tirano di naso portandosi a vento favorevole, è capitato più di una volta al sottoscritto che tracciando con cane al guinzaglio su di un sentiero, con il cane incollato naso a terra, magari senza dare voce ho segnale di presenza di cinghiale, all’improvviso fermarsi sollevare la testa e andare a vento come se fosse un pointer nel prendere l’emanazione di una pernice sarda. Per chi è pratico della caccia al cinghiale è conosce i suoi cani, e il segnale che siamo in presenza del covo del cinghiale, se noi torniamo indietro è ci mettiamo ad annusare pure noi l’aria, tirando di vento, sicuramente non riusciamo a sentire nulla, forse qualche persona che fa usa di cocaina con le sue narici ben aperte e naso appuntino magari coglie l’emanazione, dando pure al fermo. Nelle razze invece che usano cacciare a testa alta, adoperando l’emanazione che viene trasportata dall’aria, lavorando sempre naso al vento, vedessi l’istriano il giungere alla lestra del cinghiale e l’eventuale scovo sembra a volte casuale, ho visto più di una volta prendere a vento l’usta del cinghiale a distanze considerevoli, l’inconfondibile sollevare la testa e la coda ritta dell’istriano sono un segno che il cinghiale è stato captato e si trova a bersaglio nel suo radar olfattivo, per chi è amante di accostamenti da scenografia di lunghi abbai ( da rispettare), l’istriano può sembrare un cane che scova per (culo), ma vi posso assicurare che quando parte testa dritta masticando l’aria e coda ritta, è solo questione di secondi per sentire l’abbaio al fermo. Come vedette ognuno nella vita adopera un suo modo di tirare, ci sta quello che invece di tirare di vento, tira polvere bianca, ci stanno cani che stanno con la testa incollata a terra per poi sollevarla solo nei pressi del covo del cinghiale, ci stanno altri cani che per i non conoscitori della razza, sembrano che stiano a girovagare a testa alta (senza mai mettere naso per terra), che cacciano vento a favore, non so quale potrebbe essere il miglior ausiliare per la caccia, le stagioni di caccia, le condizioni meteorologiche sono sempre più difficili, siccità, vento forte creano sempre più problemi per i nostri segugi, l’olfatto non può essere un optional, dove il terreno non lascia sentore bisogna cercare nell’aria, è per questo che io penso che in mancanza dei cavalli (sentore, usta) trottano gli asini (istriani).
Senza offesa per nessuno.
By Istri.
TIRO DI NASO.
Se dovessi ricordare la mia giovinezza quella tra i 15 e i 20 anni, direi un bel periodo,(parlo per me naturalmente) i divertimenti nelle mie zone erano quelli di riunirci il Sabato sera nel Bar del paese è dare sfogo alla nostra passione, BERE BIRRA, se penso i litri di questa bevanda che il mio corpo a dovuto assorbire in quel periodo, adesso mi sento astemio, finite le varie casse che ci scolavamo, si andava tutti a ballare, anzi a bere ancora in discoteca, ma esclusivamente BIRRA, insomma il divertimento era quello di rallegrarci, ma senza toccare “altro” e mai bisticciare con nessuno, tra il 1985 e il 1986, inizio ad arrivare anche al mio paese (2.700 abitanti) la droga, qualcuno inizio a farsi le cosiddette “canne”, per poi negli anni a seguire finire nel baratro della eroina, dove manca all’appello un mio carissimo amico, ammaliato, travolto, è distrutto dalla più micidiale droga per quei tempi, l’eroina. Adesso ci sta chi vorrebbe legalizzare il tutto, in questo non voglio esprimere giudizi, per il semplice fatto che rischierei di fare un articolo sulla legge degli stupefacenti, è non mi sembra il caso,ma voglio solo dire a queste persone ogni tanto fattevi un giro per i cimiteri…….La moda attuale invece è quella di “impasticarsi”, ho tirare di naso con la cocaina, prima questa droga era considerata la droga dei ricchi, adesso viene comprata da tutti, è via con tirate, per poi sentirsi come diceva Massimo Boldi nel film i due carabinieri “mi sento una bestia”, sicuramente l’olfatto di queste persone potrebbe essere paragonato a quello di un cane da caccia, talmente hanno il naso sempre bagnato è in tiro, questi riuscirebbero a trovare un cinghiale nella lestra a 100 metri, noi invece dal naso un po’ più fine dobbiamo subirci le scorregge è puzzete marce, fatte a tradimento dentro la macchina in mezzo ad un diluvio universale da qualche nostro amico, dove in quel momento bestemmiamo per il nostro olfatto troppo “sviluppato”. Nella caccia,l’olfatto per il cane e come la vista per noi persone, un cane che non abbia evoluto questo senso e da considerarsi inservibile, quanti di noi sono rimasti sbalorditi nel vedere un pointer al galoppo su di un prato per poi “bloccarsi” in ferma statuaria per aver tirato di naso a vento favorevole su di una piccolissima quaglia, per molti può essere inspiegabile che un piccolo uccello emetta tanto odore da far fermare un cane al galoppo, se noi ci posizioniamo sulla stessa linea o a fianco del cane in ferma e proviamo a tirare di naso pure noi, l’unico odore che possiamo sentire, è quella di una eventuale peto lasciato andare dal cane nel eccitamento della ferma, ma della quaglia nemmeno il minimo sentore, è pure il cane e li immobile che segnala la sua presenza. Nella caccia al cinghiale l’olfatto del cane, è una componente importante, ma deve essere accompagnata da intelligenza, coraggio, furbizia, perché solo in possesso di buon naso, si rischia di durare troppo poco per essere ricordato come un ottimo ausiliare, oddio si potrebbe usare solamente questo cane per tracciare, ma il suo naso deve decifrare con l’intelligenza che quella traccia è fresca e sicura, è non quella di un due giorni fa, si rischia di trovarsi senza rendersene conto di cacciare in un'altra battuta per conto di un'altra squadra, per questo che dico che a volte il solo naso non basta. Nella mia carriera da canaio, ho visto all’opera tanti cani tirare di naso, ma tutti in prossimità della lestra del cinghiale si comportano nello stesso modo, (almeno che non si tratta di incoscienti) il Petit bleu de Gascogne per esempio, individuata la traccia, parte naso a terra, quindi analizza le particelle lasciate dal cinghiale, ma in condizioni meteorologiche, non idonee come siccità, troppa umidità del terreno trova più difficoltà di un cane che lavora naso al vento, almeno che non ci troviamo di fronte ad un cane eccelso nel suo lavoro, che capito che l’inconveniente è il terreno, allunga la cerca fino ad arrivare nei pressi della lestra del cinghiale, qui ho potuto notare che tutti i cani alzano la testa ed tirano di naso portandosi a vento favorevole, è capitato più di una volta al sottoscritto che tracciando con cane al guinzaglio su di un sentiero, con il cane incollato naso a terra, magari senza dare voce ho segnale di presenza di cinghiale, all’improvviso fermarsi sollevare la testa e andare a vento come se fosse un pointer nel prendere l’emanazione di una pernice sarda. Per chi è pratico della caccia al cinghiale è conosce i suoi cani, e il segnale che siamo in presenza del covo del cinghiale, se noi torniamo indietro è ci mettiamo ad annusare pure noi l’aria, tirando di vento, sicuramente non riusciamo a sentire nulla, forse qualche persona che fa usa di cocaina con le sue narici ben aperte e naso appuntino magari coglie l’emanazione, dando pure al fermo. Nelle razze invece che usano cacciare a testa alta, adoperando l’emanazione che viene trasportata dall’aria, lavorando sempre naso al vento, vedessi l’istriano il giungere alla lestra del cinghiale e l’eventuale scovo sembra a volte casuale, ho visto più di una volta prendere a vento l’usta del cinghiale a distanze considerevoli, l’inconfondibile sollevare la testa e la coda ritta dell’istriano sono un segno che il cinghiale è stato captato e si trova a bersaglio nel suo radar olfattivo, per chi è amante di accostamenti da scenografia di lunghi abbai ( da rispettare), l’istriano può sembrare un cane che scova per (culo), ma vi posso assicurare che quando parte testa dritta masticando l’aria e coda ritta, è solo questione di secondi per sentire l’abbaio al fermo. Come vedette ognuno nella vita adopera un suo modo di tirare, ci sta quello che invece di tirare di vento, tira polvere bianca, ci stanno cani che stanno con la testa incollata a terra per poi sollevarla solo nei pressi del covo del cinghiale, ci stanno altri cani che per i non conoscitori della razza, sembrano che stiano a girovagare a testa alta (senza mai mettere naso per terra), che cacciano vento a favore, non so quale potrebbe essere il miglior ausiliare per la caccia, le stagioni di caccia, le condizioni meteorologiche sono sempre più difficili, siccità, vento forte creano sempre più problemi per i nostri segugi, l’olfatto non può essere un optional, dove il terreno non lascia sentore bisogna cercare nell’aria, è per questo che io penso che in mancanza dei cavalli (sentore, usta) trottano gli asini (istriani).
Senza offesa per nessuno.
By Istri.