Ferito in battuta, il recupero di un cinghiale richiede l’intervento di recuperatori esperti e molto preparati, perche’ questo suide, per come viene cacciato, spesso con tiri imprecisi ma numerosi, pur colpito puo’ seguire il branco confondendo le sue tracce con quelle degli altri.
La sua andatura, veloce ma quasi radente a terra, impedisce la valutazione della reazione del colpo ricevuto, a meno che non si tratti di un osso o un organo importante, altra difficolta’ e’ la notevole quantita’ di grasso sottocutaneo che tende ad ostruire il foro di uscita della palla, magari contenendo l’emorragia e contribuendo all’effetto frenante sul sangue gia’ svolto dalle folte setole, soprattutto nei casi di colpi alti, dove le gocce , scivolando sulla pelle, vengono assorbite e coagulano rapidamente. Alla luce di tutto questo, per il recupero, si ha la necessita’ di un cane, che oltre ad avere qualita’ naturali, deve avere: agilita’, dimensioni ridotte e voce, perche’ il recupero di un cinghiale ferito, ma ancora capace di muoversi, richiede spesso liberare il proprio cane per poter capire la direzione giusta, solo grazie al suo timbro di voce.
Trovato il cinghiale, il cane, dovra’ essere in grado di pressare l’animale stando attento alle cariche micidiali che gli si possono presentare, ecco perche’ la mole contenuta serve al cane per potersi districare in queste occasioni.
Infatti, i cani troppo grandi, hanno difficolta’ di movimento nella macchia mista a rovi, quindi svantaggiati, infatti, probabilmente, i puristi del recupero non condivideranno sempre queste scelte, ma a volte bisogna fare di necessita’ virtu’ e in questi casi la virtu’ sono le qualita’ naturali di alcuni cani piu’ adatti di altri al recupero di un cinghiale. A volte puo’ anche succedere di avere il dubbio di intervenire troppo velocemente, senza lasciare il tempo di morire all’animale ferito, presi dall’euforia, infatti, sugli animali feriti in battuta, l’adrenalina da smaltire e’ gia’ sufficiente a non permettergli di fermarsi piu’ di tanto, pertanto, un recupero veloce, permette maggiori possibilita’ di recupero per gli animali feriti in battuta, che da sempre, statisticamente, sono i casi in cui il recupero e’ piu’ difficile, perche’ magari, non si ha il cane adatto a svolgere questo tipo di lavoro.
Un cinghiale ferito magari ad un polmone, puo’ arrivare a fare alcune centinaia di metri prima di fermarsi, alcuni, magari di mole ridotta, se passati da parte in parte senza toccare organi vitali, riprendendo il discorso di cui sopra (coagulazione, grasso etc) possono metterci davvero molto.
By Buffetto
Sulle tracce del fuggitivo
Ferito in battuta, il recupero di un cinghiale richiede l’intervento di recuperatori esperti e molto preparati, perche’ questo suide, per come viene cacciato, spesso con tiri imprecisi ma numerosi, pur colpito puo’ seguire il branco confondendo le sue tracce con quelle degli altri.
La sua andatura, veloce ma quasi radente a terra, impedisce la valutazione della reazione del colpo ricevuto, a meno che non si tratti di un osso o un organo importante, altra difficolta’ e’ la notevole quantita’ di grasso sottocutaneo che tende ad ostruire il foro di uscita della palla, magari contenendo l’emorragia e contribuendo all’effetto frenante sul sangue gia’ svolto dalle folte setole, soprattutto nei casi di colpi alti, dove le gocce , scivolando sulla pelle, vengono assorbite e coagulano rapidamente. Alla luce di tutto questo, per il recupero, si ha la necessita’ di un cane, che oltre ad avere qualita’ naturali, deve avere: agilita’, dimensioni ridotte e voce, perche’ il recupero di un cinghiale ferito, ma ancora capace di muoversi, richiede spesso liberare il proprio cane per poter capire la direzione giusta, solo grazie al suo timbro di voce.
Trovato il cinghiale, il cane, dovra’ essere in grado di pressare l’animale stando attento alle cariche micidiali che gli si possono presentare, ecco perche’ la mole contenuta serve al cane per potersi districare in queste occasioni.
Infatti, i cani troppo grandi, hanno difficolta’ di movimento nella macchia mista a rovi, quindi svantaggiati, infatti, probabilmente, i puristi del recupero non condivideranno sempre queste scelte, ma a volte bisogna fare di necessita’ virtu’ e in questi casi la virtu’ sono le qualita’ naturali di alcuni cani piu’ adatti di altri al recupero di un cinghiale. A volte puo’ anche succedere di avere il dubbio di intervenire troppo velocemente, senza lasciare il tempo di morire all’animale ferito, presi dall’euforia, infatti, sugli animali feriti in battuta, l’adrenalina da smaltire e’ gia’ sufficiente a non permettergli di fermarsi piu’ di tanto, pertanto, un recupero veloce, permette maggiori possibilita’ di recupero per gli animali feriti in battuta, che da sempre, statisticamente, sono i casi in cui il recupero e’ piu’ difficile, perche’ magari, non si ha il cane adatto a svolgere questo tipo di lavoro.
Un cinghiale ferito magari ad un polmone, puo’ arrivare a fare alcune centinaia di metri prima di fermarsi, alcuni, magari di mole ridotta, se passati da parte in parte senza toccare organi vitali, riprendendo il discorso di cui sopra (coagulazione, grasso etc) possono metterci davvero molto.
By Buffetto