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L' ODORE DI UNA PASSIONE

articoli - fireblade74 - 2008-07-26 00:05:21

D'estate i miei genitori, oberati dal loro lavoro, mi portavano a trascorrere le vacanze a casa dei miei nonni, i quali godevano di un posto di rilievo in una famosa Az. Agricola nella zona dell'oggi noto Parco dell'Uccellina.
Il capo dei butteri, un certo Sandrone, fece subito colpo su le mie bramosie di bambino e mi portava spesso con se a cavallo, mi metteva davanti a lui, sull'arcione della Bardella.Sandrone era un uomo grosso, alto, bruciato dal sole con un cappello legato sotto la gola, nato e cresciuto tra le bestie, delle quali conosceva ogni abitudine. All'epoca io avevo 7/8 anni ed era per me una sensazione mai provata..violenta..ma dolcissima..uomini gentili nella loro rudezza , di poche parole ma di un' ospitalità sacrale.
Sono impresse nel mio ricordo le macchie di marruche, gli acquitrini, il colore intenso dei campi, l'azzurro del cielo, l'immensità di quella terra accecata dal sole. In particolare una cosa, che mentre sto scrivendo,mi pare di sentire..tanta è l'emozione...gli odori......non il profumo della macchia ,o quello della terra smossa ,o quello dell'erba bagnata. In quella zona la terra... puzza di marcio..di morte, l'odore di una terra malata dove regnò la malaria. Ma nonostante tutto , io sentivo di far parte e di amare questa terra.
Conobbi tanti "personaggi" dal Buttero al bracciante ed ognuno costituiva un mondo fatto di esperienze antiche e di pensieri profondi,
forse affinati dalla solitudine.
Le storie che giravano intorno ai bivacchi evocavano figure di briganti e grandi cacciatori di cinghiali, come affascinanti eroi della maremma. Ogni tanto Sandrone mi portava a fare dei giri nella macchia vicino alla fattoria.....li il silenzio era assordante, solo il ronzare degli insetti.....lo spettacolo per me,era sempre stupefacente....una continua scoperta di visioni fugaci:lo scattare di una lepre, il fragore improvviso della levata di un fagiano il partire ovattato dei colombi. Senza parlare Sandrone, mi indicava la rimesse dei cignali, tronchi consumati dallo sfregamento, i trattoi ...e le radure dove avevano lottato i tori maremmani.
Una mattina , mi svegliai che era ancora buio..ed incuriosito dal chiacchierio dei vaccari, misi in "croce " i miei nonni perchè volevo scendere con loro..per vedere cosa facevano. Tanta fù l'insistenza che mia nonna cedette....Dopo le varie raccomandazioni di nonna Elena, Sandrone mi portò con se. Camminammo un bel po a cavallo..poi ci addentrammo nella macchia ..non era ancora giorno. C'era una leggera nebbiolina...Sandrone mise il cavallo sottovento e mi disse di stare zitto e di non fare rumore.
Ad un tratto sentii sulla mia spalla la pressione della poderosa mano di Sandrone e poi indicarmi un punto preciso nella macchia, al limitare dello stagno che avevamo raggiunto.Gli arbusti si stavano muovendo ed ecco apparire....neri..i cignali, sospettosi poi sicuri , sgrufare nella melma , avvoltolarsi...rissare. Un rumore improvviso li fa allontanare in un lampo con la coda ritta.....sparirono nel folto.
Stavano arrivando i tori all'abbeverata. Il rientro si svolse in silenzio ancora sotto il fascino di quell'incanto..............
Sandrone , si era accorto del mio grande interesse per queste cose sin dalle prime uscite insieme ma..si accorse anche che stavo cedendo.........il sonno perso ...si faceva sentire e mi ricondusse a casa.
Mi addormentai subito e sognai...sognai i cavalli al galoppo , il rumore delle cornate dei tori , i cignali nella macchia , i graffi delle marruche....i tramonti rossi , infiniti , sul mare .....gli odori della mia terra che non mi hanno mai abbandonato..... come il sogno...... dal quale non mi voglio mai risvegliare........
Mi chiedo.....potrà un bambino , oggi , riconoscere l'odore della propria passione ? Ciao M 70

L' ODORE DI UNA PASSIONE

D'estate i miei genitori, oberati dal loro lavoro, mi portavano a trascorrere le vacanze a casa dei miei nonni, i quali godevano di un posto di rilievo in una famosa Az. Agricola nella zona dell'oggi noto Parco dell'Uccellina.
Il capo dei butteri, un certo Sandrone, fece subito colpo su le mie bramosie di bambino e mi portava spesso con se a cavallo, mi metteva davanti a lui, sull'arcione della Bardella.Sandrone era un uomo grosso, alto, bruciato dal sole con un cappello legato sotto la gola, nato e cresciuto tra le bestie, delle quali conosceva ogni abitudine. All'epoca io avevo 7/8 anni ed era per me una sensazione mai provata..violenta..ma dolcissima..uomini gentili nella loro rudezza , di poche parole ma di un' ospitalità sacrale.
Sono impresse nel mio ricordo le macchie di marruche, gli acquitrini, il colore intenso dei campi, l'azzurro del cielo, l'immensità di quella terra accecata dal sole. In particolare una cosa, che mentre sto scrivendo,mi pare di sentire..tanta è l'emozione...gli odori......non il profumo della macchia ,o quello della terra smossa ,o quello dell'erba bagnata. In quella zona la terra... puzza di marcio..di morte, l'odore di una terra malata dove regnò la malaria. Ma nonostante tutto , io sentivo di far parte e di amare questa terra.
Conobbi tanti "personaggi" dal Buttero al bracciante ed ognuno costituiva un mondo fatto di esperienze antiche e di pensieri profondi,
forse affinati dalla solitudine.
Le storie che giravano intorno ai bivacchi evocavano figure di briganti e grandi cacciatori di cinghiali, come affascinanti eroi della maremma. Ogni tanto Sandrone mi portava a fare dei giri nella macchia vicino alla fattoria.....li il silenzio era assordante, solo il ronzare degli insetti.....lo spettacolo per me,era sempre stupefacente....una continua scoperta di visioni fugaci:lo scattare di una lepre, il fragore improvviso della levata di un fagiano il partire ovattato dei colombi. Senza parlare Sandrone, mi indicava la rimesse dei cignali, tronchi consumati dallo sfregamento, i trattoi ...e le radure dove avevano lottato i tori maremmani.
Una mattina , mi svegliai che era ancora buio..ed incuriosito dal chiacchierio dei vaccari, misi in "croce " i miei nonni perchè volevo scendere con loro..per vedere cosa facevano. Tanta fù l'insistenza che mia nonna cedette....Dopo le varie raccomandazioni di nonna Elena, Sandrone mi portò con se. Camminammo un bel po a cavallo..poi ci addentrammo nella macchia ..non era ancora giorno. C'era una leggera nebbiolina...Sandrone mise il cavallo sottovento e mi disse di stare zitto e di non fare rumore.
Ad un tratto sentii sulla mia spalla la pressione della poderosa mano di Sandrone e poi indicarmi un punto preciso nella macchia, al limitare dello stagno che avevamo raggiunto.Gli arbusti si stavano muovendo ed ecco apparire....neri..i cignali, sospettosi poi sicuri , sgrufare nella melma , avvoltolarsi...rissare. Un rumore improvviso li fa allontanare in un lampo con la coda ritta.....sparirono nel folto.
Stavano arrivando i tori all'abbeverata. Il rientro si svolse in silenzio ancora sotto il fascino di quell'incanto..............
Sandrone , si era accorto del mio gande interesse per queste cose sin dalle prime uscite insieme ma..si accorse anche che stavo cedendo.........il sonno perso ...si faceva sentire e mi ricondusse a casa.
Mi addormentai subito e sognai...sognai i cavalli al galoppo , il rumore delle cornate dei tori , i cignali nella macchia , i graffi delle marruche....i tramonti rossi , infiniti , sul mare .....gli odori della mia terra che non mi hanno mai abbandonato..... come il sogno...... dal quale non mi voglio mai risvegliare........
Mi chiedo.....potrà un bambino , oggi , riconoscere l'odore della propria passione ?

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