Portale venatorio Caccia Cinghiale Cinghiale, segugi, forum, articoli e immagini

Archivio editoriale

Articoli, guide e approfondimenti.

Tecniche, segugi, racconti, attrezzatura e memoria del portale raccolti in un archivio pubblico consultabile da tutti.

Archivio articoli: 214 contenuti. Pagina 2 di 11.

Articolo
articoli 13/10/2009 - fireblade74

la caccia in francia (prima parte

la caccia in francia (prima parte) prima di tutto voglio scrivere qualcosa sui regolamenti e il calendario di questa zona "les alpes-maritimes" la caccia la cinghiale apre quest'anno il 13 settembre e chiude il 10 gennaio si può cacciare il mercoledì il sabato e la domenica e i giorni festivi contemporaneamente si puo cacciare sempre con le stesse date ele stesse giornate il capriolo il cervo apre dal 18 ottobre al 10 gennaio anche quello nelle stesse giornate la lepre invece si puo cacciare dal 13 al 27 settembre il mercoledì e la domenica dal 29 settembre al 30 dicembre il sabato la domenica il lunedi il mercoledì e tutti i giorni festivi i tordi le cesene le tordele i merli ecc. dal 13 settembre al 20 febbraio tutti i giorni compreso il martedì e il venerdì non esistono giorni di silenzio venatorio. questo tanto per dare due numeri e far capire il calendario senza andare in altri particolari tipo camoscio e muflone. in francia comunque le regole sono poche chiare e semplici però vanno rispettate non esistono amici e amici degli amici da quest'anno è obbligatorio qualcosa di rosso è sufficente il berretto la distanza dalle strade asfaltate di uso pubblico (statali regionali provinciali) è di 3 metri verso valle se cacci in giù verso monte se cacci in sù nelle altre puoi stare sul bordo. si tenga presente che là si caccia sul suolo comunale per cacciare nella propietà privata bisogna avere il permesso del propietario pertanto la distanza di150 metri si considera dai centri abitati per capirci oggi 03-10-2009 uno di noi era in posta sopra il tetto di un casolare di campagna parliamo di cinghiale,non si deve segnare così come le altre prede non esiste il tesserino regionale solo per le beccacce c'è un libretto per il resto lo segna solo il caposquadra nel carnet di battuta non si prendono ghiandole e non si fà analizzare per il capriolo il cervo il camoscio hai dei braccialetti che non sono altro che fascette che devono essere messe in un determinato modo cioè all'interno del tendine in una zampa posteriore in modo che non si possa togliere dopo aver tolto la parte con la data così si fà caccia di selezione in battuta e in squadra se sgarri le multe partono da tremila euro credo che sia abbastanza semplice intendiamoci il bracconaggio esiste anche là però non è che se ti arriva un controllo ti facciano un verbale molto facilmente come in italia. ciao Max
Articolo
articoli 01/10/2009 - istriano

L'APERTURA.....

Quanti di noi vorrebbero tornare indietro con gli anni? Sono sicuro in molti, perché i nostri pensieri ci porterebbero alla nostra innocente fanciullezza, fatta, parlo almeno per il sottoscritto di spensieratezza nella mia amata SARDEGNA, di giochi semplici e rudimentali ,altro che Play Station….. di corse nei campi, di furti di ogni ortaggio che i contadini di quel tempo piantavano nei loro rigogliosi orti, e via a correre come delle lepri, con dietro Ziu Antoni, Ziu Paolo, che resesi conto del nostro ennesimo “furto” ci rincorrevano con falci e zappe……che paura……, una fanciullezza sana, pulita, fatta di piccole cose, il poco che si aveva, parlo come giochi, era custodito come una reliquia, ancora in Sardegna a casa di mia madre possiedo il mio primo “unico” gioco, “Goldrake”, adesso che mio figlio a 6 anni ho già buttato due motocarri di giochi nuovi…….Mah,dicono che adesso è il progresso, tutto di corsa, tutto corre velocemente, pure quello di regalare camionate di giochi inutili solo perché il suo “amichetto “ lo possiede, è cosi via a chi possiede di più. Ma la mia adolescenza non era fatta solo giochi spensierati, non poteva essere solo quello, mio padre cacciatore di Lepri, mio fratello maggiore idem, è sul uscio della nostra porta dormiva il primo cane che la mia mente ricordi, si chiamava Bobby, era una “specie” di segugio di colore rosso, ma un campione sulla lepre, fu avvelenato da ignobili persone solo per invidia. Fin da piccino “stressavo” mio padre, perché mi portasse con lui, ma si scontrava sempre con il GENERALE di casa, mia MADRE, non voleva assolutamente che io andassi a caccia, troppo piccolo continuava a ripetere, ma io da buon sardo non demordevo, arriverà quel giorno continuavo a pensare. Quando mio padre tornava da caccia assieme a mio fratello, io ero sempre sul ciglio della porta ad aspettarli, subito a chiederli “cantu neazzi leaddu” (Quanti ne avete preso), perché era sotto inteso che tornavano sempre con qualche lepre, è li ad ammirare sa “vera” (la lepre) sempre con il rispetto che si dovrebbe avere per qualsiasi animale “catturato” da noi. L’altra domanda subito che sorgeva spontanea diretta a mio padre era “chi la sa bocadasa” (quale cane a scovato le lepri), perché essendo piccino, non conoscendo ancora bene il lavoro dei cani, avevo la preferenza per uno invece che l’altro, come se fosse una competizione fra cani nel scovare più lepri. Ma il fatidico giorno arrivo anche per il sottoscritto, causa la partenza per il militare di mio fratello, mio padre non avendo la patente di guida (tutt’ora non la possiede), aveva bisogno di uno che lo aiutasse a portare i cani a guinzaglio, è per di più si dovevano percorre KM a piedi invece che in macchina per raggiungere il posto di caccia, è cosi convinse mia madre che il mio giorno era arrivato, è cosi l’apertura della caccia alla lepre del 1977 vide il sottoscritto arruolato a pieno titolo da mio padre, la mia prima apertura di caccia si stava per materializzare, avevo 10 anni!!!!!. Ricordo bene l’agitazione di mio padre, un continuo peregrinare dalla cucina all’uscio della casa, il suo sguardo era rivolto sempre al cielo,sembrava il mitico Bernacca, ogni minuto sfornava una previsione meteorologica, stava a contare le nuvole, guardava il loro colore, borbottando ad alta voce, è spiegando l’ennesima previsione a mia madre,per il semplice fatto che se il cielo si presentava nuvoloso, iniziava ad imprecare, per il semplice fatto che domani mattina non vi sarà abbastanza “selentu” (rugiada) per i cani, se invece il cielo si presentava sereno, ma in lontananza vedeva arrivare delle nuvole era la fine, perché quella rugiada di prima sera verrà inghiottita dalle nuvole, se invece il cielo era totalmente sgombro da nuvole ed già si notava dell’umido, non andava bene, troppa umidità per i cani rende difficile il loro lavoro, tutto questo per me era nuovo, era strano forse perché finalmente la vivevo in prima persona, partecipe pure io dei pensieri “nebulosi” che attanagliavano mio padre, ma era giunta l’ora di riposare. Non ricordo bene se quella notte della mia prima Apertura abbia dormito, ero troppo piccino per ricordarlo bene, ma nel passare degli anni il giorno dell’apertura alla caccia il sottoscritto NON DORMIVA, adesso che sono un po’ più grandicello è la vivo diversamente, DORMO!! La sveglia suono presto, fu mia madre a svegliarmi, mio padre era già sotto, nell’uscio di casa che stava nuovamente scrutando il cielo, quando scesi salutai mi padre, ma non ottenni alcuna risposta, anzi mi guardo con uno sguardo cupo, non riconoscevo quel genitore, allegro, sempre pronto alla battuta sempre protettivo nei miei confronti, pensai che forse aveva bisticciato con mia madre perche non voleva che andassi a caccia, invece capii che era solo la tensione dell’apertura alla caccia alla lepre, mio padre la viveva in quel modo, come se dovesse svolgere l’ultimo esame prima della laurea. Non una parola usci dalla bocca di mio padre, mentre facevo colazione, anzi mi fissava come dire “dai muoviti a mangiare”, mia madre preparo” su companicu”( la sacca), mi saluto raccomandandomi di stare attento, mia padre borbotto qualcosa rivolto a mia madre , prese il fucile, è la sacca, è fissandomi accennando un sorriso, mi disse “prontu sese” (sei pronto),riconobbi finalmente mio padre, perché vidi nel suo sguardo quel genitore che conoscevo. Prima di prendere i cani, passammo da un altro signore più anziano di mio padre , era il suo compagno di caccia, che oltre ad non avere la patente come mio padre, non aveva nemmeno il porto d’armi, subito inizio a scherzare con il sottoscritto, rassicurandomi che oggi ci saremo divertiti, questa persona si chiamava Gavino la sua passione erano i cani, il lavoro dei cani, non importava sparare, lui viveva per un accostamento del segugio ed una sonora seguita, chissà se adesso esistono persone che andrebbero a caccia solo per questo…….Legò i suoi due segugi, la razza era quella che si usava in quei tempi, cioè BASTARDI, passammo dal nostro canile che era distante 50 metri dalla nostra abitazione, io ricordo che avevo una agitazione fuori misura, tremavo come una foglia, ma mio padre mi mise subito a mio agio dandomi da portare a guinzaglio il mio cane preferito, era Frizz una specie di bassotto tedesco (vista forse anche la mole piccola),era il cane di punta di mio padre, perché ogni volta che ritornava e chiedevo chi aveva scovato le lepri mi diceva “FRIZZ”. L’apertura si concluse con la cattura di due lepri, e un paio sbagliati sempre da mio padre, Gavino l’altro signore aveva solo un bastone per controllare le siepi, la sera di ritorno a casa ero sfinito, ma contento, per la prima volta in vita mia, ero stato partecipe in prima persona dell’apertura della caccia. Con il passare degli anni ci sono state altre tantissime aperture alla caccia assieme a mio padre, ricordo che l’atmosfera che si respirava era magica, iniziava una settimana prima con il decidere dove effettuarla, la preparazione dei cani, come se questi dovessero andare ad un appuntamento di Gala, l’acquisto delle cartucce presso l’unica armeria del paese, ho la ricarica fatta a mano per mio padre per la sua doppietta cal.16, era un respirare di un mare di sensazioni e sogni che adesso il sottoscritto non riesce più a vivere. Certo i tempi sono cambiati, adesso non esiste più l’APERTURA, ma ESISTONO le PRE APERTURE, LA SELEZIONE,ed ogni altra diavoleria che fa si che durante tutto l’arco dell’anno si spari. Prima l’apertura per i cacciatori di piuma significava, dormire nel bosco, per sentire all’alba il canto della pernice, adesso questo non esiste più, che senso avrebbe, una settimana prima che iniziasse la caccia sono stati lanciati 1000 polli colorati che a mala pena volano…… Tutto è cambiato,adesso 100 metri si fanno in macchina, dicono il progresso, ma io sono dalla idea che sia pura pigrizia, adesso esistono macchine che si chiamano” fuoristrada”, in tutto questo benessere si sono trovati pure i nostri genitori, loro, insegnati nel trasmettere a noi questa passione, che molti adesso vorrebbero sostituire con altre usanze che con la caccia quella che il sottoscritto è cresciuto, non hanno a mio avviso nulla a che vedere, ma questo è il progresso, non so se ancora potrò assaporare la gioia di rivedere mio padre fuori dell’uscio di casa, li a scrutare il cielo, lui emozionato come un bambino aspettando quella apertura che oggi non esiste, si cercano nuove pratiche per sostituire la parola APERTURA, senza avere rispetto per quelle persone ormai in età avanzata, che dalla vita non hanno più nulla da chiedere se non quello di assaporare, quelle sensazioni che solamente la caccia, quella di un tempo passato, dava il giorno dell’APERTURA………………… “il vero viaggio di scoperta non consiste nel cercare nuove terre, ma nell'avere nuovi occhi”…….è questo molti non hanno…………. By Istri.
Articolo
articoli 11/09/2009 - istriano

TRICOLORE.

In questi giorni la parola “Tricolore”, può sembrare una provocazione, certe persone invece che pensare a i tanti problemi che l’Italiano medio è afflitto quotidianamente, vedesi lavoro, pensa che il nostro inno nazionale vada cambiato, ed al posto del nostro amato Tricolore deva sventolare i vari vessilli delle Regioni, così al posto della nostra amata bandiera Tricolore, avremo i 4 mori vessillo della Sardegna, e poi via di seguito con le altre Regioni….povera Italia. Quello che dovrebbe accumunare un popolo, inteso come Nazione, sarebbe quello della fratellanza, dell’unione senza alcuna discriminazione Nord-Sud, ma vedo che ancora nel 2009 si devono sentire certe idiozie, quelle che nel mondo hanno portato a sanguinose guerre civili, con stragi, senza risparmiare nemmeno innocenti bambini, perché pur vivendo nella stessa terra, nella stessa città, nello stesso quartiere non si apparteneva alla stessa razza. Non bisogna andare molto lontano da noi, a pochi chilometri dai nostri confini una grande nazione chiamata Repubblica Socialista Federale di Jugoslavia, è stato terra di sanguinose battaglie nel nome dell’etnia e religione di appartenenza, per diventare vari nazioni di pertinenza della loro razza, ma questo non è un sito di storia, è un sito di cacciatori, quindi preferisco cambiare pagina, e lasciando ad ognuno di noi il suo personale pensiero. Nella Repubblica Socialista Federale di Jugoslavia ci troviamo di fronte a una terra costituita per circa 85% da territorio montuoso, il clima qui non scherza, quante volte sentiamo in televisione che è in arrivo in Italia una perturbazione proveniente dai balcani, significa NEVE in abbondanza, qui l’inverno è assai rigido, l’estate piovosa e calda. Un'altra bellezza di questa terra sono le foreste che ricoprono i monti fino a 1700 metri, nella pianura nord orientale, è presente una flora steppica, all’interno di tutto siamo di fronte ad una fauna che varia dal Orso, il lupo, cinghiale, linci, lepri ecc. Questo a portato a far nascere varie razze canine, dove a riguardo delle varie origini si conosce assai poco, ma tutte hanno una prerogative, vedesi le più conosciute da noi come, L’Istriano, il Posavatz, Segugio Serbo, Tricolore, queste sono quattro razze ben distinte tra loro con caratteri, geni ben fissati, non esiste il grand, il petit, il basset come i nostri cugini Francesi, ma solo per l’istriano una variante a pelo forte, ma dal indole uguale, quello di saper cacciare in terreni più difficili e infidi, colmi di crepaci, rocce e roveti, come è la maggior parte del territorio Repubblica Socialista Federale di Jugoslavia. Tra le quattro razze menzionate sopra, abbiamo parlato diffusamente in questi anni all’interno del portale, ma una in particolare più delle altre mi appassiona leggermente, forse sarà per il nome della razza, forse perché come scritto all’inizio di questo scritto si stanno perdendo le coordinate da parte di chi invece di unire, vorrebbe “aizzare” tutti contro tutti, poi di fronte al Tricolore giù il capello, mano sul cuore, e fieri di essere Italiani da qualunque parte si provenga. Il Segugio Tricolore Jugoslavo (Jugoslavenski Trobojni Gonic - Chien Courant Yougoslave Tricolore) è una razza antichissima. Si pensa che discenda da razze mediterranee risalenti a diversi secoli prima di Cristo. Considerata una razza autoctona dei Paesi balcanici. La sua diffusione è modesta anche nel suo Paese d’origine. Al di fuori della Serbia è quasi completamente sconosciuto, cane da caccia e da seguita polivalente. Nel suo Paese e in altri luoghi è usato anche come cane da pista di sangue. Sul lavoro è molto caparbio. È un cane molto sicuro di sé e molto indipendente. la grinta ed il suo coraggio sono proverbiali. Dolce e tranquillo in famiglia. È una razza ce necessita di moltissimo esercizio fisico; non si deve mai farlo diventare pigro, la cerca è lunga con un particolare che lo fa a spirale ,per incontrare prima la passata segugio molto avido attacca subito la pastura di risalita ,e difficile che perda tempo su quella della sera,le ultime generazioni sfornano elementi che danno voce in pastura ma mai chiacchieroni per poi scagnare il giusto sulla passata ,abbaio a fermo voce molto alta e cavernosa di solito rispettano il selvatico e non è raro che molti facciano la ruota. Il Tricolore è uno scovatore nato ed inseguitore eccezionale, se viene usato in terreni facili, diviene troppo veloce dato che segue la traccia con il naso leggermente sollevato da terra. Questo oltre ad essere indici di grande olfatto (come tutte le razze slave), gli permette di sfruttare gli effluvi portati dal vento a mezza altezza, (Tirano di naso) procurando così incontri con i selvatici insperati. Come scritto altre volte sulle razze slave,e dolce è tranquillo fra le mura domestiche, ma come tutti gli slavi, scorre dinamite al posto del sangue, non si può pretendere di possedere un Tricolore e poi impegnarlo nei tre mesi di caccia lasciandolo poltrire per nove mesi, si andrebbe incontro a situazioni spiacevoli in particolare se presenti in recinti con rete e pali in legno, e pavimento in terra che invece di cemento, vi accorgerete che la vostra rete dopo due giorni non esiste più perche sarà “masticata” totalmente, il secchio di plastica dell’acqua sarà ridotto a colabrodo, ci saranno delle vere gallerie modello fuga da campo di concentramento, per non parlare delle cucce, l’unico modo per ovviare a tutto questo cataclisma è uno solo ALLENAMENTO QUOTIDIANO, se non siete predisposti a tutto questo optate per razze più “calme”. Altra cosa importate, il Tricolore ha un ottimo ritorno nel senso che, anche allontanandosi moltissimo e non rientrato la sera perché alle poste “dormivano”, salvo incidenti di percorso, ritrova SEMPRE la via di casa, ritorna SEMPRE nel punto di sciolta, anche da grandi distanze. Questo deve far pensare che se vogliamo un segugio , che la sera torni con noi, ho si produca in inseguimenti di un ora stiamo sbagliando di nuovo razza, non è soggetto adatto a coloro che non vogliono trepidare per i cani che non rientrano subito. Il suo carattere come detto sopra, è affettuoso e dolce in periodo di caccia, ma in periodi di clausura forzata esce fuori tutto la dinamite che scorre nelle vene, la supremazia del capo branco è molto fondamentale e il cosiddetto capo branco, cioè il predominio del più forte sul più debole, il mio consiglio e di mettere maschio e femmina assieme, mai due maschi, rischiate di trovare i cani completamente sventrarti se non a pezzi, nel caso sia attaccato, si difende ed accetta il confronto, anche con i soggetti più grossi, le busca, ma non molla. A caccia la sua cerca è lunga, non a bisogno di un canaio dietro che lo inciti, con “te, su, millu mi, ahioooooooo, prrrrr, acciapalu”, si allunga da solo, a mio parere anche TROPPO. Un particolare molto importante da non trascurare, in Italia si vedono sempre più camionate di mute di proprietà di un solo padrone, sciolte alla rinfusa su presunte passate fresche, con il risultato se non in possesso di cani corretti sul cinghiale, rincorrere tutto quello presente all’interno del bosco, per poi trovarsi fino a notte fonda a recuperare il suo 20 cane della muta, chi impiega il Tricolore a bisogno di un SOLO SEGUGIO massimo due, non di più, il suo lavoro è quello da SINGOLO, già in tre lavora malissimo, basta solamente un Tricolore per volta, nella sfiga che alle poste si dimenticano di “mirare”, per smuovere i cinghiali presenti all’interno del bosco, la parola muta non è nel DNA del Tricolore,poi naturalmente ci stanno quelle persone che preferiscono carrelli zeppi di cani, accostamenti da urleur, orecchie lunghe, voci tonanti, lo stesso fanno fare carniere, ad ogni uno il suo cane, ed il suo modo di cacciare e di come intende esercitare la passione della caccia, con questo non voglio dirvi che siamo di fronte al rambo dei cani “ comunque poco ci manca” la nostra vuole essere solo la divulgazione di una razza, il TRICOLORE JUGOSLAVO, decantandone i pregi e i pochissimi difetti, chi ha visto cacciare questo stupendo segugio DA SOLO sa di cosa parlo, per tutti i scettici sulle razze slave da impiegare nel nostro territorio, in particolare a SINGOLO, non resta che pensare al Tricolore ad un vessillo nazionale, ma come dice sempre un mio carissimo amico….. “ Un uomo con un orologio sa che ore sono. Un uomo con due orologi non è mai sicuro”……. By Istri.
Articolo
articoli 07/09/2009 - fireblade74

QUAL'E' IL FUTURO PER IL CANE DA CACCIA

..Credo sia una delle domande che ogni serio cacciatore si ponga più frequentemente........ Dalla riforma della 157 hanno parlato un pò tutti : cacciatori animati da intensa passione , scenziati veri e scenziati finti , politici veri amanti della caccia e politici amanti dei voti , nonchè i soliti "amici animalisti" che tentano sempre di portare la discussione sul piano ideologico....Tra i numerosi commenti al testo Orsi , che circolano in ambiente non solo venatorio , c' è quello che sostiene che , per l' assurda logica imperante nel popolo dei moderati , che per ottenere qualcosa si debba dare qualcosa anche a chi ai cacciatori non darebbe nemmeno l' aria per respirare , non si sia tenuto in giusta considerazione la caccia col cane , quella con il segugio in particolare. In Friuli venezia Giulia ...un articolo legislativo , del quale non ricordo nè il numero nè il comma....consente il prelievo dei bovidi e dei cervidi con il segugio , mentre , in tutto il resto della penisola questo non è consentito .....pensare che la caccia agli ungulati , in italia è considerata caccia di tradizione !!! La caccia di selezione con le carabine è arrivata solo recentemente ..e molti ne conoscono le conseguenze. Vorrei far presente che in tutta Europa , Germania ed Austria comprese , si cacciano gli ungulati con il segugio , ma gli italiani , come al solito , scimmiottano altre culture e si dimenticano delle loro tradizioni. Inoltre ..un altro art. # lettera x....con la scusa del "disturbo" , ci riporterà indietro di 70 anni.....con il totale divieto dell' addestramento , allenamento ed utilizzo dei cani da caccia , se non a condizioni nefaste per tutta la cinofilia , per tutti i cinofili e per tutta la cinegetica. Bisogna eliminare il pregiudizio che considera i cani da caccia come mezzo per l' esercizio venatorio e considerare gli stessi ,come ausiliari da usare , allenare ed amare tutto l' anno , in piena libertà di spostamenti e movimento. Se ciò corrispondesse al vero , ci troveremo davanti ad una situazione piuttosto grave perchè , visto solitamente come vanno le cose , non sarebbe faticoso presupporre , in un prossimo futuro , anche un attacco ai cani da ferma o a quelli da cerca , da parte di coloro che vorrebbero snaturare tutte le razze canine da lavoro , per trasformarle in cani da compagnia . Dobbiamo ricordarsi che ogni animale "disoccupato ", è un animale indirizzato verso l' estinzione ...ce lo insegna la natura!!! Ed io mi chiedo....Ma il .. FAMIGERATO ENCI ?? Come mai non si sente la voce del MITICO ENCI ??? Che per statuto dovrebbe tutelare i cani da caccia !!!.....Bisogna partire dal fondamentale presupposto che.. I CANI DA CACCIA HANNO BIOGNO DELLA CACCIA ......Mi chiedo ancora....dove sono ...da che parte stanno ..., coloro che sui cani da caccia hanno campato per tanti anni ????? Questo è ciò che ci meritiamo.....???? Mi dispiace.....IO NO !!
Articolo
articoli 10/07/2009 - fireblade74

PARLO DEL CANE DA CINGHIALE DELLA MAREMMA ..PER PARLARE DI CACCIA -1a PARTE-

Eccoci quà, ...per l' ennesima volta si torna a parlare di questo cane . Ad essere sincero ..non mi ero mai espesso in tal senso . Mi piacerebbe parlarVi di origini certe , standard , gare, premi , medaglie etc ...ma sono solo bischerate ,... non lo posso fare.. è più forte di me.....nella mia modesta carriera di cacciatore , ciò che ho sempre messo avanti è "il sapere" di coloro che mi hanno preceduto , molti dei quali oggi non ci sono più... la mia esperienza diretta....e l' istinto venatorio .Tra le tante ..una cosa mi venne detta - Bimbo , ricordati ...che, a chi gliele raccontano le cose, le sà...ma chi le cose le fà ..le impara!- Filosofia spiccia , semplice ..ma che mi ha sempre portato a qualcosa di vero , di concreto. Rivangando nel passato , ascoltando , osservando ,rubando consigli ed esperienze (non sempre a benvolere....maremmani gente strana!) ....da questa gente ..ho tratto alcune conclusioni ...mi ci sono voluti 30 anni...ma credo di essere in grado di dare un opinione su questo cane. Sicuramente molti non troveranno quelle "risposte " che cercavano in ciò che andrò a raccontarvi , molti avranno idee diverse , alcuni ..mi odieranno ! 1800- Una rudimentale genetica effettuata "forse" in modo inconsapevole...dette inizio a tutto. All' epoca , da noi non era ancora comprensibile il divenire degli eventi che avrebbero portato la caccia al cinghiale , al punto in cui si trova adesso. La Maremma era fatta di gente semplice con tenori di vita ancor più semplici....era dura...era dura viverci e camparci , quindi forgiò le menti ed i corpi di coloro che dovevano in qualche modo tirarci fuori le gambe. Un essere strano , che proveniva dall macchia , furt ivamente si aggirava di tanto in tanto in quei modesti campi , duramente conquistati all' acqua di padule ...era lui ..il cinghiale maremmano. Si facveva vedere di rado , mai di giorno ...solo pochi eletti avevano avuto la fortuna di incontrarlo. Questa gente , di cui sopra , escogitò molteplici sistemi per la cattura di questo "gran pezzo di ciccia" , tra le tante ..."la cerca" . Scoprirono presto le abitudini di questo animale , ne impararono luoghi e modi di vita ..fin tanto da capire che oltre al "bottino" che riservava era un animale che poteva essere cacciato con il cane. Questo cane chi era??? Come faceva ad individuare il selvatico ..e perchè segnalava la presenza di esso abbaiando nello stesso posto ..e lo seguiva (all' epoca anche per giorni) nella sua scia??? La realtà é che non ci è dato saperlo (1°punto per il quale sono contrario al riconoscimento enci )...possiamo soltanto fantasticare su queste origini e scentificamente possiamo solo dire che si trattava di un soggetto che oggi noi chiamiamo "segugio"!! A proposito di questo , per chi non ne fosse a conoscenza la maremma era "terra di confine" ..vi venivano spediti a "marcire" galeotti , assassini ..delinquenti in genere..ma vi emigrò (chissà che pensavano di trovarci...c'era solo miseria e zanzare! Non oso pensare come stavano a casa loro!) anche gente perbene che provenne da ogni dove ..confini italiani , nord africani , spagnoli etc.. e da ogni regione italiana..quindi ..chissà..qualcuno di loro si portò inconsapevolmente un segugio di razza già conosciuta ??? Mhà....?? 1900- Gli acccoppiamenti furtivi dei liberi cani che popolavano le campagne ..non portavano a nulla di concreto...e se ne accorsero presto (2° punto per il quale non sono daccordo sul riconoscimento enci), ecco perchè iniziò da parte di qu ei RARISSIMI cacciatori di cinghiale una vera e propria selezione di quei soggetti più inclini a questa disciplina. Dalla provincia di Livorno fù conservato un ceppo di cani fulvi , nell' entroterra grossetano ..nero-focato e "stranamente" nasceva qualche soggetto tigrato (3° punto C.S.) Col passare del tempo , proprio dalla prov di Grosseto , il colore di detti mantelli iniziarono a "personalizzarsi" paese per paese :- Torniella , Piloni etc.....TIGRATI , fulvi con chiazze bianche ROCCASTRADA , CASTGLIONE DELLA PESCAIA , TIRLI , Monticiano e senese NERO-FOCATO e così via.....I paesi citati sono veramente a pochissimi km l' uno dall' altro!!!! Come ho detto , erano pochi coloro che si avventuravano "alla macchia" per la cerca , spesso si trattava di pascolatori bradi , carbonai , tagliaboschi.., insomma di coloro che vivevano 24 ore al giorno in quei luoghi , quindi , un pò per lavoro , un pò per "passione", quella gente era perfettamente a conoscenza della provenienza di qualsiasi esemplare che via via nasceva nell' aia di una qualsiasi cascina...se non direttamente alla macchia !!! Proprio per questo motivo i più "esperti" andavano cercando ad esempio la "razza " (Vi spigherò perchè l' ho definita razza) di Torniella anzichè quella di Monticiano ed è così che nel tempo andarono selezionando non più per il colore del mantello , ma solo per le attitudini specifiche del cane (4° punto C.S.) Si può ben intuire che la mossa intelligente fù però fatale appunto per il così detto standard di mantello , oggi croce e delizia di questo cane. Però , c' erano dei fattori che accomunavano tutti questi cani : non seguivano altro ,che selvaggina a 4 gambe , si comportavano in maniera diversa difronte a quelle che oggi chiamiamo "fasi di caccia" e morfologicamente , avevano quasi tutti le stesse caratteristiche .. erano superbi nella segnalazione della presenza del cinghiale dando risultati eccezionali sull' abbaio a fermo ...cosa importante , anche se all' epoca ,i cinghiali maremmani al minimo sospetto ..si alzavano ....e davano il via al carosello che noi tutti conosciamo e come ripeto la seguita poteva durare giorni e non sempre andava a buon fine ..anzi ..era rarissimo l' abbattimento , considerate appunto le vaste zone ed i rarissimi cacciatori.....ma ogni tanto gli andava bene! A proposito di questo , voglio dare la giusta importanza anche ad una componente essenziale che accomunava uomini e cani ....la fame!!!! Apro uno "Star-Gate" sui giorni nostri - Oggi , ogni cane di provenienza incerta e morfologicamente simile può essere CERTIFICATO come SEGUGIO MAREMMANO , ......fatte le leggi creati gli inganni....tutti coloro in possesso di una coppia di esemplari RICONOSCIUTI...è in grado di produrre esemplari ,che non hanno niente a che vedere con i cani in questione , figuriamoci con quelli descritti sopra !! Chiudo lo Star -Gate dicendoVi che ho visto cani certificati ,con delle caratteristiche più simili a "vasche da bagno" che a cani! Ricapitolando ...questa gente coltivava , (consapevolmente) delle LINEE DI SANGUE , pensando anche alle "doti fisiche"(agilità, velocità tenacia..etc) dei soggetti....Fatevi due conti....i cinghiali erano pochi , i cacciatori ancora meno...i cani avevano vita dura (un cacciatore poteva avere max due , tre cani )......le linee di sangue quante mai saranno state ???? ...Quante sono arrivate "PURE" ai giorni nostri???? Per non annoiarVi troppo ..Vi lascio ri flettere su queste due domande...poi Vi spiegherò anche perchè ho detto "PURE"!!! -FINE 1à parte- Alla possima , raga!! PS- Chiunque avesse notizie più sicure ...scentificamente provate e di rilievo su questo cane è pregato di contattarmi....forse mi sono perso qualcosa! Grazie.
Articolo
Il mondo venatorio 09/07/2009 - grandgibier

“Che ne sai quanti ne mazzemmo se i stroemmo!”

(Chissà quanti ne avremmo uccisi se solo li avessimo trovati) La squadra di caccia al cinghiale di Mario, il capocaccia, è composta da numerose persone perché lui sa come trattare quegli uomini rudi, semplici all’apparenza, ma in realtà estremamente sensibili, con i quali bisogna veramente saperci fare. Lì le norme della democrazia non valgono molto, quelle che contano sono le usanze del gruppo, regole ataviche, non scritte, ma che bisogna conoscere attentamente. Un determinato atteggiamento ai più potrebbe passare inosservato, ma non a “u capucaccia”; lui ne sa cogliere ogni più piccola sfumatura e la elabora per il bene del gruppo stesso. La squadra di caccia al cinghiale oggi non la si vuole più chiamare così. I nuovi regolamenti per cacciare il Sus-Scrofa in forma collettiva prevedono la “Compagnia di Braccata”. La figura del vecchio capocaccia sarà sostituita con quella del “Coordinatore di Compagnia”. Cambiano i tempi, cambiano gli uomini, ma i mutamenti culturali sono lentissimi. Mario oramai è avanti negli anni e sorride quando Mauro il giovane Agente di Polizia Venatoria Provinciale si prodiga ad illustrargli la bozza del nuovo regolamento redatta dai tecnici faunisti. Lui questi tecnici non li ha mai incontrati nei suoi boschi, perché hanno elaborato i regolamenti e le perimetrazioni dei distretti di caccia studiando le carte dell’Istituto Geografico Militare. Mario sa che le cose stanno cambiando, ma non per lui. In cuor suo sa che rimarrà sempre “u capucaccia” l’uomo di riferimento per tante persone. Lui sa che anche quest’anno la sua squadra abbatterà più di cento cinghiali. Grazie a Mario la squadra porterà a casa tanta carne preziosa. Quegli uomini sono come i componenti di una grande orchestra ognuno con il suo ruolo. Prima di dar loro un incarico lui, “u capucaccia”, li studia attentamente, uno ad uno, per capire se sono all’altezza della consegna. Mario non usa lo stesso comportamento con tutti, le lodi o i rimproveri li dosa in base alla personalità del cacciatore cui si rivolge. Ciascuno di loro sente di essere l’amico di Mario e questo cementa la squadra; nel bosco quando si è caccia di cinghiali bisogna essere sempre certi di poter contare su qualcuno. Nella squadra ognuno svolge una precisa mansione facendo riferimento al capocaccia e questo non avviene per semplice incarico casuale. Se Tito è il “capoposta” cioè colui che dispone i cacciatori all’inizio della cacciata lo è perché Mario ha scoperto questa inclinazione in lui; probabilmente Tito non si sarebbe mai accorto di avere quella dote. Questo non vuol dire che Mario è uno scopritore di talenti, ma molto più semplicemente che sa impiegare le persone secondo la loro predisposizione. Nei giorni che precedono l’inizio della stagione di caccia al cinghiale c’è una grande fermento e una forte eccitazione; gli animi si accendono facilmente e solo un bravo capocaccia sa come mantenere la calma. La gente non deve stare senza far niente a discutere a vuoto perché, come dice sempre Mario: “é chiacchiere fa i pédocchi”. Pertanto chi è in grado di camminare a lungo deve andare in perlustrazione, nel proprio settore, alla ricerca della tracce dei cinghiali; chi invece può camminare meno deve adoperarsi per raccogliere la legna secca da accumulare nei punti di ritrovo. Durante la caccia un fuoco acceso è sempre un punto di ristoro per asciugarsi o per cuocere quattro salsicce, magari di cinghiale. Le cacciate poi non vanno sempre tutte per il verso giusto e quando i cinghiali riescono a superare la linea dei cacciatori appostati il capocaccia grida disperato “i cà, i cà, non faciateli passà!”, ma se passano anch’essi, dietro i cinghiali, allora la sera bisogna aspettare il loro rientro intorno al fuoco. Il falò è sempre stato importante per chi vive nel bosco. Ad ogni uscita la squadra di Mario cattura sempre qualche cinghiale e la sera quando si ritrovano nella cascina, scelta come casina di caccia, per sistemare le carni degli animali catturati si fa sempre una grande festa. Chi ha sparato senza riuscire a colpire il cinghiale viene preso in giro da tutti mentre vengono lodati coloro che hanno fatto centro. Mario però ha sempre una parola di conforto per i delusi e sa come frenare l’esaltazione del cecchino di turno. Passano i giorni e la squadra si coalizza sempre di più, gli animali presenti nel bosco scendono di numero e le catture diventano più difficili, ma la squadra di Mario sembra invincibile, magari uno, ma il cinghiale si porta sempre a casa. Le ultime giornate sono sempre le più difficili. La gente comincia ad essere stanca, i cinghiali sempre più rari e arriva il giorno che la squadra va in bianco. Tutto il giorno per i boschi senza trovare un cinghiale. Eppure tracce fresche ce n’erano, i covi sembravano recenti, gli insogli arano stati visitati dai cinghiali, forse sete o otto, ma i cani non sono riusciti a trovarli. Quegli animali costantemente braccati da mesi probabilmente sono in continuo movimento, forse si potrebbero essere rifugiati lassù nel bosco demaniale dove la squadra non può cacciare perché lo vieta la legge. A sera gli uomini arrivano alla cascina tristi e ammutoliti, ma Mario non si fa attendere come le altre sere in cui è a cercare i cani. Entra con la solita sicurezza e rivolge lo sguardo ai compagni con la fierezza di un capo, di un vero condottiero; si avvicina al fuoco in silenzio e guardando dritto negli occhi il più avvilito esclama <>. A sentire quelle parole gli animi si riaccendono perché tutti capiscono che il capocaccia non molla. La prossima volta sarà sicuramente una cacciata miracolosa. Mario ha detto che basta trovarli, i cinghiali, perché poi loro, sono tutti bravissimi a catturarli. La squadra è forte, è unita, invincibile. Subito si predispongono le strategie per la prossima giornata di caccia, si fanno programmi, ci si divide i compiti. Mario li guarda soddisfatto, ma qualcosa nel profondo del cuore lo rattrista. Ha saputo che presto la caccia al cinghiale non sarà più così come lui la conosce e sa svolgere con maestria insuperabile. Si comincia a parlare di censimenti, di stime quantitative e qualitative delle popolazioni di cinghiali. I giornali parlano dei danni causati all’agricoltura e di programmi di prelievo del cinghiale con i metodi della caccia di selezione durante i mesi primaverili. Mario comincia ad essere stanco, è invecchiato in quei boschi cacciando il cinghiale, non ha mai mollato, ma adesso comincia a capire che la caccia sarà ulteriormente regolamentata e programmata nei minimi particolari quasi in modo scientifico. Quando questo avverrà per lui la caccia al cinghiale perderà il sapore dell’avventura, la poesia delle albe invernali accanto al fuoco dove aspettare l’esito dei tracciatori. Purtroppo per Mario le cose finiranno così. In Emilia Romagna e in Toscana le cose sono già cambiate. Presto anche da noi chi vuol cacciare il cinghiale dovrà frequentare un corso e sostenere un esame di abilitazione. Ogni squadra dovrà osservare un’infinità di norme sulla sicurezza, sul rispetto e la salvaguardia dell’ambiente contenute in oltre cinquanta pagine suddivise per capitoli, articoli e commi. Mario è intelligente e sa leggere, ma non ha voluto mai comperare gli occhiali perché “u capucaccia” deve dare l’immagine di un uomo forte, senza cedimenti: un capo inossidabile. Quando il nuovo regolamento verrà emanato lui non lo leggerà e scioglierà la sua squadra. Mario è un uomo orgoglioso e non si assoggetterà a queste moderne forme di prelievo venatorio del cinghiale, basate su piani di abbattimento stilati a tavolino in cui si è obbligati a sparare più sui piccoli che sui grossi, al fine di preservare i riproduttori. Quella piccola comunità, la squadra di Mario, verrà presto dimenticata e al suo posto verranno i moderni cacciatori, la montagna sarà invasa da enormi fuoristrada, l’ambiente sembrerà un presidio dell’esercito. I cacciatori non indosseranno più le giacche lise di velluto, ma tute mimetiche nove fiammanti. Le vecchie doppiette saranno sostituite dalle più moderne e sofisticate carabine semiautomatiche perlopiù di derivazione militare. Il vecchio corno di latta di Mario scomparirà e al suo posto ci saranno tante radiotrasmittenti con lunghissime antenne flessibili che gracchieranno per l’intera durata della braccata. Non ci sarà più Tito con la sua grande esperienza a piazzare i cacciatori nei punti buoni; i Soci della Compagnia saranno trasportati nelle jeep lungo le mulattiere e fatti saltare al volo come marines nei punti strategici per tagliare la via di fuga ai cinghiali scovati da mute di cani composte da uno smisurato numero di soggetti delle più svariate razze. Quella parcella di bosco sarà rastrellata, battuto ogni forteto e se i cinghiali non salteranno fuori il Presidente della Compagnia si limiterà a comunicare a tutti via radio che la cacciata ha avuto esito negativo e che l’appuntamento per la domenica successiva è fissato alla solita ora, al solito bar. Mario non ha più rinnovato la licenza di caccia ed è in cima alla scala di legno, costruita da lui, a raccogliere le olive quando da lontano vede scendere le lunga fila dei fuoristrada. Non ha sentito sparare un colpo, sa che è andata male, immagina lo stato d’animo di quegli uomini e, non ostante tutto, sussurra tra se e se “che ne sai quanti ne mazzeste se i stroeste”.
Articolo
articoli 08/07/2009 - gerry

---------- E SE SAREMMO PIU AUDACI???

Carissimi amici cacciatori,come noto,sul copia incolla è sorta una bella discussione tra di noi. Come mio contributo a tutto questo ,voglio dirvi che l’Italia è variegata e non unita per quanto riguarda questa caccia. Tutto questo perché chi la gestisce anche a livello comunale con le tessere ,fino a poco tempo fa, faceva politica attiva in suo nome, e ,forse,perché non, voto di scambio. Tutto questo fa si ,che, questo carrozzone non è stato sfasciato e noi, ancora oggi, in 700.000 dobbiamo sottometterci alle decisioni di pochissimi vetusti personaggi,il piu delle volte, incompetenti in materia, che volta per volta, consigliano in modo sbagliato ,il neo politico eletto ed incaricato,ulteriormente incompetente e passeggero . Quindi ,mie deduzioni,la colpa è solo da darsi ai nostri rappresentanti di federazione che si rieleggono all’infinito,senza mai permettere ,la loro scelta democraticamente, mediante la partecipazione al voto di ogni singolo cacciatore .Lo staff dirigenziale delle varie federazioni,da me, e cosi penso ovunque, viene eletto dai rappresentanti dei cacciatori,nominati questi , rappresentanti di tutti noi, dagli stessi vertici dello staff ,e non ,dai cacciatori di un qualsiasi territorio. Quindi la caccia anche se è sotto il controllo dello stato per farci pagare le tasse ,allo stesso tempo, è proprietà privata dai vertici delle federazioni che la gestiscono come vogliono. Ecco perché ,ognuno di noi,dal bracconiere al più puritano , ha motivo vero di fare come gli pare. Tutto questo avviene perché da noi,in Italia ,paese dove si dice a chiacchere,che vige la democrazia ,la caccia è gestita ancora come 100 anni fa,prima avveniva sotto le leggi dei grandi proprietari terrieri,oggi sotto il comando dei nostri rappresentanti da 1° repubblica. Oggi ,anche da me,come ovunque , ci obbligano alla gestione del territorio solo per quanto riguarda il cinghiale,ci vogliono coinvolgere nella lotta al bracconaggio che loro stesso hanno favorito,togliendo a chiunque multe ,per averlo con se ,poi, nel momento del tesseramento,ci vogliono far partecipare direttamente al pagamento dei danni dopo che per anni ci hanno obbligato a cacciare l’animale nocivo e prolifico DOVE DICEVONO E COME volevono loro .Ecco perché ,dalle loro file ,per farsi togliere la patata bollente dalle mani, è partita la campagna pubblicitaria con il motto ingannevole”la gestione del cinghiale al cacciatore del luogo “Facendo si,che la sua caccia diventi ancora di più GESTIONE AFFARISTICA PRIVATA.Già da me,ancora a gestione non regolamentata ,sono sorte le CONSEGUENZIALI RICHIESTE di creare più autogestite,da parte dei cacciatori residenti nei luoghi dove si trova il cinghiale(ognuno ovviamente a ragione , dice e mi toccano gli oneri gravosi dei danni,mi toccano pure gli utili se sono bravo a tirarli fuoiri) . AUTOGESTITE, ventilate come INDISPENSABILI ED UNICA soluzione alle problematiche che oggi ruotono intorno a questa bestia. CACCIA A PAGAMENTO già da DOMANI per gli interessi di pochi ,come penso io, che SCIENTIFICAMENTE E VOLUTAMENTE vogliono che sia. Quindi ,come vedete,siamo anche noi a CERCARCELA E FAVORIRLA ,questa situazione di Mer………A.— Anziché rifiutare queste proposte fratricide ,noi accettiamo l’idea della gestione del cinghiale sul territorio senza troppo discutere,perché ,subito ,approfittiamo per chiedere ,AUTOGESTIONE OGGI,ed inevitabilmente , SOLDI E FAVORI DOMANI,ad altri nostri amici cacciatori che vorranno continuare a praticare questa bellissima ed ineguagliabile forma di caccia. Ritornando al forum,io ringrazio Grandgibier (che in francese vuol dire “ preda di grande mola” oppure “grande bottino di caccia”) e dico agl’altri, con questi “colages”,grandi danni non ci arreca ,al massimo può scocciare qualcuno, in compenso ci tiene informati che,ovunque in Italia,chi ci amministra ci propone e fa cazzate con la faccia tosta di chiederci anche il nostro consenso e contributo in nome della salvezza della patria. Io invece ,propongo a tutti noi,di non litigare, per piccolezze , ma di fare “UNE Grandechose”,cioè di unirci anche se solo in 2270 e formulare ,in primis , una serie di proposte VALIDE ED UGUALI per tutta la penisola,(con le dovute ecezzioni se esse hanno motivo di esistere) in merito alla caccia al cinghiale, fatte da veri praticanti cacciatori di cinghiale, ,FIRMARLE TUTTI ,e poi inviarle,IN VESTE DI PERSONE INFORMATE SUI FATTI, a scopo DIDATTICO e allo sesso tempo PROPOSITIVE, IN AIUTO,a tutte le istituzioni e a tutti i politici d’Italia che hanno interessi e ruotono intorno al nostro bel mondo. Vi chiedo scusa per la lunghezza dello scritto sperando di aver proposto qualcosa di utile per tutti noi. In FEDE Gerry ahahahahahh
Articolo
articoli 18/06/2009 - barba

QUESTIONE ETICA

Si dice che la caccia sia una passione, uno sport, un hobby, che cela in realtà un arcaico istinto primordiale di sopravvivenza presente (più o meno) in ognuno di noi. Poi c’è il fatto dello stare all’aria aperta, di vivere e di ripercorrere quei spazi anticamente appartenuti ai nostri antenati e alle creature silvane che li vi abitavano da milioni di anni. Fino ad allora, la conservazione delle specie (uomo compreso) era legata ad una quotidiana selezione naturale, che causa anche determinate condizioni ambientali e climatiche, ha favorito l’evoluzione e il mantenimento di alcune specie rispetto ad altre (uomo compreso). E proprio quest’ultimo, rafforzando via via la propria posizione di predominio, ha ingaggiato nel corso delle epoche uno strano duello con la natura e che rasenta al giorno d’oggi, tutto quello che di più malsano e riprovevole ci possa essere in questo Mondo. Noi uomini ci crediamo padroni indiscussi di tutto ciò che ci circonda, crediamo sia lecito dominare e gestire qualsiasi cosa, sostituendoci molto spesso (praticamente sempre) alle leggi e ai tempi della vita. E così mi accorgo nella mia pur piccola realtà di provincia che sono in atto delle condotte che con (lo spirito di sopravvivenza, la passione e lo sport) hanno ben poco a che fare! Mi riferisco alle vergognose inutili metodiche, adottate per le sistematiche mattanze ai danni della specie cinghiale. Allegre brigate di sparatori con le loro possenti jeep e le megatecnologiche carabine, s’inoltrano incuranti del pericolo, verso le possibili zone di passaggio di pericolosissimi cinghialini di pochi giorni di vita o di magrissime scrofe in allattamento! C’è da dire che tutto questo viene fatto per difendere dagli attacchi dei cinghiali, appezzamenti di terreno praticamente incolto e assolutamente improduttivo o riserve private altrettanto improduttive, quanto inutili! Passando vicino ai sopra citati luoghi, si ha la sensazione di assistere ad un vero e proprio safari sud africano (vuoi per la splendida cornice campestre di inizio estate, supportata da un’insopportabile afa e da sciami di zanzare, anche Tigre! Manca solo il ruggito di qualche vecchio leone maschio sbrancato, ma son certo che le nostre amministrazioni (anche per favorire il turismo e rendere ancor più attraente il Parco) provvederanno anche a questo. Vergogna! Scusatemi per lo sfogo!
Articolo
articoli 16/06/2009 - fireblade74

DAMMI I SOLDI...TI PORTO LA SOLUZIONE...TRANQUILLO, CE L'HO IO QUA'!

Fabri Fibra??.....no ....Maremmano70, Questa è la cruda realtà di una "passione" che oggi , spesso , troppo spesso ,viene associata alla parola CACCIA ...e sfocia solo in una voglia selvaggia di evasione dalla logica , dal rispetto! Una sorta di affermazione del proprio IO attraverso il denaro , con stragi insensate , ma anche violenza sulla società che ospita , costretta a subire di tutto, pur di mettere le mani su un'po di soldi , la maggior parte dei quali finisce comunque nelle tasche di chi bisogno non ne ha, perchè gioca a speculare sui bisogni altrui. Il mio lavoro mi porta anche ad accompagnare (non faccio l' autista!!) "certe persone" in viaggi venatori all estero , in particolare Rep. Ceca e Vi posso assicurare che lì come in altri paesi del centro Europa , tutto si fà.. meno che "andare a caccia"! Con questo intendo sottolineare ciò che ho descritto sopra....ho visto fare vere e proprie stragi di ungulati in genere , beccaccie , anatidi , per non parlare di migratori....una volta , viste coi miei occhi ..oltre 4000 allodole abbattute , in 5 giorni , da 4 persone...e noi ci chiediamo che fine abbiano fatto le allodole? Tutto questo con pochi euro , cambiati nella valuta dei vari paesi ...anzi in certi casi pagati direttamente agli "interessati" e con la nosta pregiata moneta! Un paio di anni fà , parlando con uno di questi "personaggi" , dopo la consueta, profiqua giornata di caccia mi disse :- .....Certo che è proprio uno schifo...una vergogna....- Si , lo disse ....ma lo scorso inverno era dinuovo trà il "solito gruppetto"..pronto , incravattato e con la bava alla bocca ! (non solo per la "selvaggina"a 4 gambe!) Ebbene , potrebbe sembrare che sputo sul piatto dove mangio, ma non è cosi....credo soltanto che questi signori farebbro meglio a starsene a casa loro ...concentrando le loro risorse economiche in un hobby...non sò...collezioni di video porno , filatelia ...collezione di insetti...il Golf !! La caccia per me è un altra cosa! Sia ben inteso che non tutti coloro che praticano la caccia all' estero sono così...questo è uno scorcio di esperienza diretta a diretto contatto con "personaggi , nel vero senso della parola....insomma ...VIP... Comunque , ogni tanto continuo a chiedermi..."perchè ce l' hanno con me?" (molti sapranno a cosa mi riferisco) , ed a Voi dico che è vero che esiste una "SOTTOSPECIE" di CACCIATORI !
Articolo
articoli 07/06/2009 - fireblade74

A NOI !! !

A NOI !!"....Si diceva in tempi ormai passati per identificarsi ...ma il mio , "..A NOI.."è solo un modo di porci una dedica costrutiva..per un autostima migliore ...visto che nessun "addetto" lo fà ...lo faccio io.... Quindi , ..dedico questo A NOI..che.. - Alla natura si comanda solo ubbidendole ed attraverso la caccia , esprimiamo ciò che è la natura - A NOI...che vivendo vicino al fiume o al mare ,conosciamo la natura dei pesci , e dimorando tra le colline sappiamo riconoscere il canto degli uccelli , ed ancora , a NOI ..che , come uno"scenziato" cogliamo le meraviglie delle varie applicazioni delle leggi della natura... A NOI ..che siamo nobili d' animo per la passione che coltiviamo faticosamente, .....e non per il "titolo" ..o la cravatta! Dedico questo a NOI...eredi di un arte , di una tradizone antica come il mondo...e non fanatici guerriglieri!! A NOI..che riusciamo ancora ad emozionarci ogni alba ed ogni tramonto... Si , a NOI ..che il cane è veramente il nostro miglior amico..perchè non lo imbarazziamo infiocchettandolo come una bambola o come un pagliaccio , ma gli facciamo fare il lavoro per il quale è nato ,ed è infatti, felice di farlo!! A Noi...che ..la famiglia, il lavoro ,la vita sociale è importante...ma il periodo di caccia è sacro!!! Dedico questo ..a NOI..che come gli animali ,sappiamo che lo scopo principale della vita ..è viverla...ed è per questo che la viviamo il più possibile in simbiosi con "Madre Natura" ..e non schiavi delle "discutibili" leggi umane! A NOI...che è più facile che ci perdiamo tra le vie di una città .......che tra gli stradelli della macchia più intricata... A NOI...che è meglio una salsiccia cotta al fuoco con la "forcella" ed appoggiata sulla fetta di pane ..che il Foies Grass di un oca inchiodata e ingozzata a morte, impiattato e ben servito dallo cheff di un Resort! Dedico questo a NOI...che nell' udire un semplice "scricchiolio" di un rametto spezzato....schizziamo in allerta ..anche ai giardinetti pubblici!! A NOI...che.. il nostro Personal-Trainer.....è la nostra preda....e il sudore e la fatica ... non sono uguali a quelli di una palestra di fitness.... A NOI..che il consiglio di un anziano cacciatore, è una SAGGEZZA...e non.. -"roba d' altri tempi" !- A NOI..che una stretta di mano .....vale ancora!! A NOI....che in una giornata di pioggia , un riparo lo troviamo anche alla macchia..e un fuoco lo sappiamo accendere anche con la legna bagnata.... Dedico questo ...a NOI....che l' animale da cortile è allevato per poterlo mangiare .."sano come un pollo!!"....e non per giocarci o per compagnia! A NOI....che il cuore ci batte ancora forte ......per una atavica paura.......una paura che ci piace!!! A NOI....gelosi custodi ,di una cultura ..che non si impara sui banchi di scuola.........purtroppo!!! A NOI....che ci incazziamo tremendamente coi nostri compagni d' avventura...ma che poi ...la sera ci facciamo quattro risate tutti insieme!!!! A NOI ....che uno "sgarbo" alla macchia ...è uno "sgarbo d' onore" !!!! A NOI ......che quell' arma che indossiamo è solo un "attrezzo" che a volte rompe anche i coglioni portarsi dietro...anzi che bisogna ricordarsi di prendere .....e non un gioiello di Cartier da mostrare in una sfilata di moda! Dedico questo , a NOI...che il nostro peggior nemico è ............il vento !! A NOI....che la mattina di Natale e del 1° dell' anno ......siamo alla macchia ...perchè non c' è nessuno..... A NOI...che ..al Bar...- I miei cani?? Sono dei campioni!!!- a NOI....che la notte siamo alla macchia a ricercare i cani ...che non arrivano maiiiiiiii ..Mentre qualcuno fà sogni d'oro.... A NOI...che nei giorni di festa ...andiamo poco lontano ...perchè abbiamo una cucciolata da accudire.... Dedico questo a NOI....che la cartuccia giusta ...è quella che ha fatto centro ....e che ad ogni padella abbiamo sempre una validissima scusa..... A NOI...che imbrattiamo di sangue del selvatico, il volto del novizio cacciatore al primo abbattimento...non per atto di nonnismo o mancanza di rispetto della preda ...ma per far capire al novizio che il sangue non si lava facilmente.....e quindi che ne sappia dosare lo scorrimento e ne ricordi la fatica conseguente del trasferimento del selvatico! A NOI....che ogni preda abbattuta non la possiamo pesare con una normale bilancia.....ma ci occorre "la pesa"....per i camion !!! A NOI...che ci facciamo le foto con gli amici e le prede , catalogando la giornata, sapendo che è stata unica ed irripetibile!! A NOI.....che i limiti che ci vengono imposti ingiustamente .....li rispettiamo...ma anche no .. a NOI.....che le "guardie " ci fanno correre.....ma corrono sempre più lente di noi.. A NOI ...."Brutti , Sporchi e Cattivi".....ma non "Verdi"...e soprattutto non così cattivi come ci dipingono....è più facile che siamo Brutti e Sporchi ..che Cattivi..... A NOI....che.. , appunto, i verdi... - "Sono Extraterrestri"- ....Altrimenti non avrebbero le idee che professano !!! Dedico questo a NOI , ....che non possiamo resistere al confronto con un "animalista"....perchè sappiamo di essre nel giusto!!!! A VOI....CACCIACINGHIALE.COM....perchè in un mondo di ipocriti ci date la possibilità di non essere irrimediabilmente sottomessi !!
Articolo
articoli 29/05/2009 - max

Una piantina contro la Ieishmaniosi

PANORAMA 2/4/2 009 Una piantinacontro la Ieishmaniosi SCOPERTE Le proteine purificate del lattice dell’Euforbia, pianta che vive in Sardegna, possono bloccare la crescita dei parassiti della leishmaniosi: malattia frequente tra i cani, ma che può colpire anche gli esseri umani, in particolare chi ha difese immunitarie indebolite, come i malati di aids o le persone sottoposte a trapianto. Linfezione è difftsa in tutto il mondo, tranne che in Oceania e Antartide, e si trasmette attraverso la puntura dei pappataci. Giovanni Floris, biochimico e biologo molecolare al dipartimento di scienze applicate ai biosistemi dell’Università di Cagliari, ha scoperto che una molecola naturale estratta dal lattice caustico e irritante dell’Euphorbia characias è in grado di ridurre del 95 per cento la moltiplicazione dei parassiti della leishmaniosi. Lo studio, condotto in vitto sui promastigoti, le forme iniziali della leishmania, è apparso su Medicinal Chemisøy Reseanh. «La ricerca ha evidenziato una diffusione di oltre il 97 per cento della malattia, confermando che in Sardegna, una delle regioni più colpite da questo fenomeno, i cani sono il principale incubatote dei protozoi responsabili della parassitosi» spiega Flotis. L’obiettivo dei ricercatori, ora, è arrivare alla produzione di un principio attivo da utilizzare come farmaco. (Mauro Esu)
Articolo
articoli 18/05/2009 - istriano

I CINGHIALI DI ORGOSOLO....

L’altra sera l’amico Orgosolo spinto da un impeto patriottico da “FORZA PARIS”, ma poi noi tutti sardi lo siamo, a proposto una bella discussione, dove solo dopo 2 minuti è diventata un po’ animata, a riguardo della differenza tra un cinghiale “Continentale”, è quello “Sardo”. Qui a mio avviso siamo di fronte, ad un argomento che non si può fermare in quattro parole nella chat, bisogna partire da lontano, è spiegare in ordine cronologico le tantissimi differenza, di forme, di habitat, di cani da utilizzare, è il modo in cui viene cacciato, non possiamo dire che sparare ad uno di 100 Kg, e uguale che sparare ad uno di 40 Kg, questo può non mostrare differenze nello stesso luogo di caccia, ma viceversa se questo avviene in due realtà completamente diverse, prendo per esempio Liguria è Sardegna, le differenze sono tantissime in tutte le sue forme, ma avremo modo di spiegare in seguito. Intanto bisogna spiegare come mai nel continente esistono bestioni di 120 Kg ed oltre, ed in terra Sarda bestioline di 50-60Kg, per questo mi servirò per spiegare della enciclopedia online di Wikipedia. Secondo uno schema tassonomico ancora accettato, il cinghiale sardo è una delle tre sottospecie italiane e affianca quella l'euroasiatico S. scrofa scrofa e il maremmano, S. scrofa majori. L'inquinamento genetico causato dalle frequenti immissioni di popolazioni alloctone e il frequente meticciamento con popolazioni di suini domestici in zone in cui è d'uso l'allevamento allo stato brado sono causa di grande incertezza in merito all'attuale inquadramento sia tassonomico sia filogenetico. S'ipotizza che il maremmano sia in realtà estinto e rappresenti un adattamento geografico del tipo euroasiatico S. scrofa scrofa alle condizioni ambientali mediterranee, mentre il sardo mostra differenze consistenti rispetto alle popolazioni continentali e, invece, una relazione più stretta con il maiale. Questo fa ipotizzare che la sottospecie meridionalis si sia originata, presumibilmente nel Neolitico, da popolazioni di suini domestici rinselvatichiti [1][2]. L'influenza genetica del maiale allevato allo stato brado e di eventuali popolazioni alloctone introdotte per scopi venatori sono in ogni modo un fattore che mette a serio rischio il mantenimento dell'identità genetica della sottospecie sardo-corsa In ogni modo il cinghiale sardo è quello che si differenzia maggiormente dalla sottospecie tipo, rispetto alla quale ha una taglia inferiore e una mole più piccola. Altre sensibili differenze riguardano la conformazione del cranio, più lungo e più largo rispetto al tipo euroasiatico. Un maschio adulto raggiunge al massimo 1-1,2 m di lunghezza e un peso vivo di 70-80 kg, l'altezza al garrese è in media di 55-60 cm. I valori medi risentono del grado di meticciamento: in gran parte della Sardegna la taglia e la mole hanno valori relativamente più alti a quelli che si dovrebbero riscontrare nei tipi con un maggior grado di purezza. Ad esempio, nelle montagne della Sardegna meridionale, dove l'allevamento suino allo stato brado ha avuto una minore diffusione, i cinghiali sono notoriamente più piccoli, con adulti che hanno pesi vivi dell'ordine di 35-45 kg contro i 50-60 kg dei tipi della Sardegna centrale e settentrionale. Questo è tutto quello che riguarda la provenienza, forme ed altro a riguardo del cinghiale Sardo, questo avviene comunque anche per altre specie di fauna selvatica presente in Sardegna, come per esempio la lepre, in continente esistono dei veri “canguri”, lepri che superano i 4- 5Kg, in Sardegna la lepre può arrivare ad un massimo di 2,5 Kg, questo secondo il mio modesto parere, è dovuto al DIVIETO di immissione di altre “razze” che non sia la lepre Sarda, ma che mi piace sottolineare non avviene, le lepri che si trovano in Sardegna sono tutte nate in natura, ed non dentro delle gabbie a forma di batterie è poi immense in terreno libero, come avviene in “Continente”, poi non chiediamoci perché si trovano le lepri che pasturano di giorno, si rimettono ogni 100 metri, e cagano come i conigli. Ma ritorniamo al cinghiale, la discussione proposta dal nostro amico Orgosolo, quindi ricapitolando in Sardegna, il cinghiale Sardo e una delle tre sottospecie italiane, non vi sono immissioni di altre razze che non siano quelle presenti in Sardegna, esistono cinghiali incrociati con maiali domestici allo stato brado, questa è la situazione attuale del cinghiale sardo, in continente invece esistono varie razze compresa quello che è rimasto della razza maremmana, perché il vero cinghiale maremmano aveva “quasi” le stesse forme di quello sardo, adesso è stato creando un miscuglio di incroci a volte da creare dei VERI MOSTRI, sia come dimensione, sia come carattere poco socievole con persone e cani, questo è un dato da non sottovalutare, perché più delle volte la riuscita della battuta è dovuta all’umore del RE del bosco. L’Habitat dove soggiorna il cinghiale sardo è la macchia mediterranea, che senza offendere nessuno molti del continente non sanno cosa sia, forse perché abituati a trovarli dentro macchioni di rovi, ho a passeggio sulla “colla” in trasferimento da un self service all’altro, ma questo non deve ingannare che cacciare il cinghiale in continente sia un gioco, anzi più delle volte è più difficile, visti gli spazi a sua disposizione, la voglia di camminare più di quello sardo, e non per ultimo la “pigrizia” di lasciare il covo. In Sardegna la sua casa, come detto prima e la macchia mediterranea, distese di cisto (muddeiu) alte più di due metri, intrecciati a corbezzoli, mirto, scopa, una vera giungla dove più delle volte l’uomo stesso non riesce ad attraversare, più di una volta durante le mie cacciate in Sardegna ho dovuto camminare a quattro zampe come fossi un “cinghiale”, per riuscire a passare, a tutto questo si aggiungono i muri a secco che fanno da perimetro a i vari proprietari terreni, saltare un muro dove sopra vi è ancora una rete di un metro con dei cani a guinzaglio non è cosa da tutti, questo comunque a un vantaggio, cioè quello se in numero “ottimale” di chiudere bene “Sa chirrida”, anche perché più delle volte il cinghiale a dei passaggi obbligati, ma vista la velocità di “arrivo”, o lo fermi, ho so cazzi tuoi……. in questo scenario si svolge la caccia al cinghiale in Sardegna. Nel continente, tolta la Toscana, ma quella maremmana s’intende luogo inaccessibile, la battuta si svolge in luoghi più accessibili, boschi ad alto fusto, castagne, nocciole, roveti, ma questo a mio avviso non deve ingannare che questo comporti un gioco, anzi in questi scenari e tutto più complicato. Il cinghiale tende a camminare molto di più, specialmente in montagna, io che svolgo la caccia tra il confine della Liguria con il Piemonte, quindi in montagna trovare un cinghiale per non parlare di un branco non è cosa da poco, è vero che tanti vengono abbattuti in transito senza cani dalle poste fisse sulla “colla”, qualcuno in fuga con cani a seguito di altre squadre, ma il resto cioè quelli da “tracciare” , è una vera impresa. Il cinghiale, sa bene che dentro un parco, una riserva difficilmente verrà cacciato, quindi se all’interno di queste “fortezze” il mangiare non scarseggia rimane all’interno di esse, riuscire a trovare un cinghiale è cosa ardua, qualche volta decide di lasciare momentaneamente questo eden di immunità, per avventurarsi in terreno libero, per poi fare subito rientro all’interno , ma qualche volta la natura viene in aiuto, vedasi penuria di mangiare di quest’ultima stagione, è allora la caccia e leggermente più facilitata, i numeri di capi abbattuti di quest’anno sono li a dimostrare tutto ciò. Tracciare un verro in montagna, ed tracciare uno in Sardegna vi sono differenze, il primo, quello continentale si cerca di individuare la stessa giornata di caccia, cercando di reperire tracce fresche, ma a volte in periodo di siccità non è cosa facile, ho servendosi di cani “fidati” che sappiano tracciare a guinzaglio, solo allora si cerca di mollare l’intera truppa, ma non sempre con l’esito scontato, infatti il suo transito potrebbe essere solo di passaggio per poi andare a rimettersi all’interno di un parco, o nella zona della squadra confinante, qui si vede la capacità del canaio nel capire al’intenzioni del solengo, ci sono anche realtà che non fanno tutto questo, ma a mio avviso in zone popolate da caprioli, ed altri ungulati che non siano cinghiali, una buona riuscita della battuta deve avere queste nozioni basilari. In Sardegna si traccia il giorno prima (istigare), si cercano musate sul terreno al di fuori della battuta, se presenti , è fresche, è un indice di “probabile” presenza all’interno della macchia, qui i cani che tracciano non servono, è tanto meno quelli che danno voce sulla pastura. La battuta al cinghiale (sa chirrida), in Sardegna è un “rito” antico, ci sono le poste posti in passaggi obbligati dove davanti ad una giungla di macchia mediterranea, vedi un piccolo buco (probabile uscita del cinghiale), dietro di te, più delle volte vi è un muro a secco, quindi ho lo prendi, ho corri assieme a lui sopra la sua groppa, perché non pensate che un cinghialetto di 40 Kg arrivi alla posta a passo d’uomo come molte volte avviene in continente, qui siamo di fronte ad un razzo, con un rumore assordante di rami spezzarsi nella nostra direzione, ed un abbaiare di cani dietro, i deboli di cuore non reggerebbero a tutto questo, anche per il fatto che una volta levato il cinghiale, i battitori il canaio/i iniziano una guerra di spari, urla e tutto quello che può far casino per obbligare (non sempre), ad indirizzare i cinghiale/i verso le poste. In Liguria invece sembra di essere a messa, silenzio totale…………, questo porta la differenza tra sparare ad un cinghiale di 120 kg al passo perché tranquillo su di un prato, e invece sparare un cinghiale di 40 kg lanciato come un razzo in un metro di terreno. Ho lasciato per ultimo l’utilizzo dei cani, nella discussione dell’altra sera abbiamo concordato con Scovatore e Passatore, che ogni zona a il suo cane, questo è vero, in Sardegna il cinghiale anche se ben nascosto all’interno della macchia, tende a partire, e raro che tenga il fermo, quando fa questo per il cane e la fine, perché il cane abituato a vederlo correre cerca lo scontro infilandosi dentro il “macchione”, in Sardegna il cane da cinghiale deve avere due grandi prerogativa, la prima è quella della iniziativa, se non possiedi cani che in 10 minuti perlustrano come radar l’interno della macchia, puoi stare benissimo a casa che non combini nulla, in Sardegna i cani che tracciano, è danno voce sulla pastura, vengono chiamati “chiacchieroni”, una volta sciolti si deve sentire solo una voce ed è quella dello scovo, il resto qui non interessa, la seconda è il carattere, i cani ombrosi, timidi, in Sardegna non reggerebbero la battuta, e magari nel continente sono dei campioni visto anche il silenzio della battuta, ma nell’isola dopo 2 minuti se ti va bene li trovi nel carrello, se ti va male li trovi ad Olbia nel porto pronti ad imbarcarsi per zone più tranquille……. Viceversa nel continente un cane che sappia tracciare a guinzaglio e oro per la squadra, grossa attitudine al fermo, va bene anche un cane timoroso con le persone, se poi non insegue caprioli ecc siamo al top, ma credo che il cane campione sappia distinguersi ovunque, che sia macchia mediterranea, che sia montagna,saprà sempre far valere il suo valore, in fondo solo una cosa deve fare, far correre il cinghiale, è se questo avviene in Liguria, o in Sardegna, risultato non conta….
Articolo
Il mondo venatorio 06/05/2009 - SOLENGO

BRAVO GIUDICE…..

Siamo alla fine di gennaio e “purtroppo” la caccia anche per quest’anno e’ finita, poco male , adesso si inizia con l’addestramento delle nuove leve che sono in canile, un po’ di recinto e poi via fuori a confronto con il cinghiale, tra un uscita ed un'altra capita qualche week end dove vengono organizzate varie gare e trofei per cani da seguita in recinto su cinghiale, perche’ non partecipare a qualcuna di queste mi domando?? Tanto non ci vado mica per arrivà primo e sbandierare una coppa o una targa…che me frega a me..però se il cane si comporta bene è tutto motivo di orgoglio personale! Bando alle chiacchiere, mi tocca il quinto turno nella categoria singolo per le qualificazioni al campionato FEDERCACCIA, giudice di quella giornata un noto tizio conosciuto da tutti nonche’ delegato federcaccia. Il primo turno tocca ad un amico mio con un bel soggetto di “segugio maremmano” scioglie e sotto un acqua battente da far paura il cane inizia la cerca e poi si va a mettere a fermo, io ero presente dentro al recinto per dare una mano all’amico mio a recuperare il cane sotto quel temporale, dopo 5 minuti di fermo ben vocalizzato il GIUDICE con un aria interrogativa mi guarda e mi chiede: ma e’ a fermo? Parte una seguita un po’ scomposta con il cane che purtroppo abbandona dopo 50 metri appena e salito sulla viottola ci arriva ai piedi, cazzo adesso questo DEVE suonare la fine del turno per abbandono dell’animale, mi dispiace per il mio amico, non ci voleva!! Il suono di corno non arriva….sento dire..diamogli un'altra possibilita’..conosco il cane e in passato ha fatto buone prove, dopo un po’ si sente di nuovo il cane a fermo nello stesso punto di prima..questa volta il GIUDICE si rende conto che e’ a fermo..ancora una seguita e dopo 50 metri il cane molla e sale sulla strada…ecco il suono mi dico io…niente da fare!!!...non e’ possibile, dice il GIUDICE, e’ un buon MAREMMANO e non può andargli male…che faccio? Se c’era un altro GIUDICE avrebbe già suonato ma conosco il cane….e’ un buon cane..in breve il turno finisce dopo che il conduttore ha condotto il cane sulla traccia fresca ed e’ ripartito in seguita…..risultato sul libretto di lavoro:150 punti MOLTO BUONO. Arriva il quinto turno e sciolgo io, dopo una veloce fase di cerca la cagna inizia a vocalizzare su una traccia e si porta a fermo, fermo insistente…intanto continua a piovere a dirotto…parte l’animale e inizia una seguita incalzante..di nuovo a fermo..un martello..il cinghiale carica ripetutamente la cagna che pero’ si destreggia bene e continua nel suo abbaio a fermo…riparte l’animale e lei dietro in una seguita molto pressante, ad un tratto come quando spengo l’utoradio…il silenzio piu’ assoluto….cazzo che e’ successo…10 secondi…20 secondi…ancora silenzio..ed ecco il tanto atteso suono di tromba di fine turno. Andrea..mi dispiace ma sei fuori..la cagna ha abbandonato l’animale..mi dispiace. Hai ragione BRAVO GIUDICE gli dico..ha abbandonato l’animale, un buon segugio non deve mai mollare, complimenti giudice..mi hai giudicato impeccabilmente..lego la cagna ed esco dal recinto. FATTI REALMENTE ACCADUTI E PAROLE REALMENTE PRONUNCIATE. LUCCA 22/03/2009 Un saluto da SOLENGO
Articolo
articoli 04/05/2009 - fireblade74

MI RIVOLGO AI GIOVANI.............

Il titolo non vuole fare di me un maestro...lungi da me!! Mi fà solo un pò incazzare....non avrei mai creduto di " rivolgermi ai giovani" ..ma il tempo passa per tutti , me compreso ..anche se ammalato da sindrome di Peter Pann !! Quando mi iscrissi a questo sito mi presentai in questo modo ; -...Tutta la mia vita è scorsa qui , nella mia Maremma , fra la mia gente , ed io porto i segni indiscussi ed indelebili di una passione indiscussa e disinteressata, direi istintiva per questa terra aspra e bella , per la sua natura , la caccia e in particolare il cinghiale. E'il cinghiale che a mio modo di vedere, è il selvatico che incarna più lo spirito venatorio maremmano, pur nel rispetto delle altre cacce! Sento di dire questo, solo perchè coindividere le proprie esperienze con altri , mi dà l' illusione che possa cosi non essere stato vano lo sforzo ,nel non limitarsi mai a cacciare , a selezionare cani e ad elencare nel carniere quantità rilevanti di questo selvatico (permettetemi) prettamente maremmano, e che non vada quindi perduto il forte impegno dei miei predecessori , i quali , neppure fosse una profiqua fonte di guadagno per i tempi che correvano, hanno portato avanti uno stile di vita , che oggi vede coinvolta l' intera nazione...........- Ho voluto riesumare queste poche parole perchè , in tal modo , spero di risvegliare in qualcuno ..un pò di "puro istinto venatorio" e perchè no ...goliardico-campanlistico ! Leggendo quà e là , dal forum alla chat , mi permetterei di dirVi una paio di cose ..così... come escono dal cuore rozzo ed infiammato di un maremmano : - Ragazzi , "giovinotti", siete fiacchi , noiosi !!!! Datevi nà svegliata.!!...spesso mi sembrate quelle donnine che non vedono l' ora di spettegolare da balcone a balcone...mi sembrate come i bimbi col giocattolo nuovo che, si è bello ..ma non giochiamoci troppo ..altrimenti si rovina e poi la mamma mi sgrida!!! Perdonatemi ma , mi sembra che le "buone" tradizioni venatorie di tutta Italia ...qui vengano meno! Cazzo , (scusate) ma un cacciatore.. è un cacciatore....o sbaglio? -" E questo no ..perchè non si può , quest' altro neppure perchè mi hanno detto che è vietato ...la legge , la regola , le guardie.....-" Ma ditemi una cosa , quanti di voi in una strada con limite a 70Kmh ...lo rispettano ? Quanti di voi se la sentono di dire...in faccia...."-Ma andate affan... voi e le vostre leggi ..siete solo capaci di spellare il prossimo per i vostri indiscussi vantaggi economici ? "- Volete fare la rivoluzione a favore dei cacciatori ? Un mio illustrissimo nemico d' altri tempi disse...-La rivoluzione è un atto di forza..non si vince una rivoluzione con bravi oratori, ma con spietati guerrieri !-.....e purtoppo devo dargli ragione ....voi ve la sentite di farlo? -Maremmano , ma questa è istigazione all' illegalità-...voi direte ? Ebbene ..no..nel modo più assoluto...ma sono profondamente dispiaciuto quando Vi sento dar sentenze per partito preso senza un mnimo di rispetto per la causa che state combattendo...quando vi sento parlare di armi , mitra , ottiche di puntamento e chissà cos' altro..... se credete di fare la rivoluzione virtualmente Vi sbagliate ! Non credo di essere demagogico ..mi baso sulla realtà degli eventi , ecco perchè vengo a dirVi; - Egregi "niu entri", (per usare un inglesismo)...lo spirito di un cacciatore è uno spirito libero ...libero da qualsiasi fazione politca , libero dalle istituzioni...libero dal consumismo , libero come libera è la preda....provate a legare un cinghiale ,quindi nato libero, al giunzaglio e paragonateVi ad esso.....avete provato? Visto come si incazza ? Non si racomanda a nessuno , non piange per la sua disgrazia , non spera che qualche suo simile venga a salvarlo da quel cappio, o si affida all' artiglieria ...ma fà di tutto per liberarsene ...ed appena libero ...corre , fugge , si allontana il più possibile da quella restrizione ....e cosa ancor più importante ,difficilmente se lo farà rimettere ! Ogni tanto ..soffermatevi ..."ascoltate " la natura ...ascoltate dentro di Voi ...provate ...andate da soli in un bosco....niente cane , niente fucile, niente telefono e niente Play Station, niente di niente solo Voi e Madre Natura, sedetevi in un posto dove i "rumori" dell'uomo non arrivano ......fatto ? Ditemi ora..... quale legge , quale politico , quale arma , può equiparare tutto ciò? Chi si può meritare il giudizio di tutto questo meglio di un CACCIATORE? FidateVi di Voi stessi ...nessuno Vi conosce meglio !!.. Neppure l'ultimo modello di carabina a 300 colpi ,o il Defender 8x8 può esserVi miglior consigliere, fate tesoro delle tradizioni , ascoltate i pareri dei più vecchi e consigliateVi con essi , valutate con la SAGGEZZA che contraddistingue ogni buon "padre di famiglia" le effettive necessità di abbattimento di un selvatico ,esternate il concetto di corretto inserimento nella natura che vive nei Vostri animi , perchè se avete preso o volete prendere la licenza di caccia , significa che tutto questo esiste già dentro di Voi....Non fateVi ingannare dalle cose "facili" , anche dalle più banali , e nel caso non accettatele di buon grado ,guardateVi da chi si mette in mostra con virtuosismi venatori scellerati , non si diventa cacciatore , lo si nasce...non arrendeteVi mai....fate in modo che i pregiudizzi e le mode siano il più distante da Voi ...alimentate il "sacro fuoco"..senza l' ausilio di acceleratori di fiamma . Io sò che cosa vuol dire avere vent' anni ...e sò anche che chiunque abbia questa passione non vede l' ora di emergere ...ma una cosa è fondamentale per questa passione, L'ESPERIENZA , e questa , ..non c' è cazzi...si forma solo con la frequentazione ed il trascorrere del tempo ....non c' è altra soluzione...ed anche questo, un pò ,....mi fà incazzare! (per lo stesso motivo , sopra descritto) Credo in un avvenire venatorio fatto di gente "convinta " e non di gente "che si è fatta convincere adattandosi"..!! Credo nelle insindacabili virtù umane tra le quali l' istinto , credo profondamente... in tutti Voi giovani,... a cui mi sono rivolto ! -Ogni riferimento a persone , cose , cane , o cignale ...è puramente , ... voluta !-
Articolo
Il mondo venatorio 29/04/2009 - paolomaremma

Racconto di caccia

L’imbrunire mi trovò seduto ai bordi un po’ erbosi di una vecchia piazza carbonaia che, seppur inutilizzata ormai da tanti anni, mostrava ancora ben evidenti i segni della sua attività passata. Sprazzi di penombra andavano e venivano per l’ondeggiare dei rami scuri e scheletrici degli alberi. In lontananza, sentivo un cane abbaiare per richiamare l’attenzione del padrone ed essere così riportato al canile. Il freddo era pungente. E il sudore che mi si era asciugata addosso, con quel vento gelido, mi faceva rabbrividire. Con me c’era la mia jadgterrier Sara che, accovacciata sulle mie ginocchia mi dava ogni tanto qualche leccotto incurante dei miei brontolii. Accarezzandola sentivo le sue vecchie ferite: regali di qualche cinghiale che era andata a disturbare mentre se ne stava tranquillo nella sua lestra. Con noi c’erano anche Levante, un segugio maremmano che mai mi aveva deluso nelle precedenti e Briciola, una giovanissima jagd figlia di Sara. La cacciata di quel giorno era stata particolarmente impegnativa. E insieme con la mia jagd avevo mi ero ritagliato, su quella piazza carbonaia, un momento di riposo. Con la mia squadra avevamo posizionato le poste sullo stradello del Sorbo fino alla cessa del Martellino. Mentre aspettavano l’arrivo della canizza dietro al cinghiale, io ero andato a sciogliere i cani in una zona impervia, un intreccio di rovi, scope e rossole. Ad un tratto i cani si misero ad abbaiare a fermo fra i rovi: avevano sentito il selvatico. Ne seguì una seguita con grida di cane e rantoli minacciosi di cinghiale che con il suo incedere faceva spezzare rami e rovi e ruzzolare sassi e pietre. Li sentii fermarsi. Ora era il cinghiale che andava incontro ai cani. Io sparavo a scaccia poi tutto divenne silenzio,la jagd tornò da me ferita a una coscia. La legai per farla riposare. Sentii Briciola che si lamentava perché era di nuovo caricata dal selvatico. La giovanissima jagd abbaiava disperata. La chiamai, e lei arrivò quatta quatta e impaurita, così la legai accanto a Sara. Non so come avvenne, ancora oggi non melo spiego. Forse avevo fatto il nodo troppo lento alla corda con cui avevo legato Sara: fatto sta che pochi minuti dopo la cagna era riuscita a liberarsi e a ripartire intrufolandosi in quel groviglio di rovi per scovare i cinghiali. Infatti, riuscì a spingerne due al soglio di Pian dei Baccari, bloccandoli abbaiando a fermo. E io, che nel frattempo guidato dall’abbaiare di Sara avevo raggiunto il luogo, stavo sdraiato tra mortella e sondrio al “vento bono”. Vidi il cinghiale con gli occhi di fuoco e la criniera alta che sbatteva le zanne e i piedi anteriori, minacciava l’ennesima carica con una bava filancicosa che gli colava dalle fauci. La fucilata che esplosi gli placò la furia. Sara gli salì sopra per morderlo. Io la carezzai e le feci i complimenti con la radio chiamai i miei compagni di squadra chiedendogli di venire in mio aiuto con torce e funi per recuperare il selvatico. Purtroppo gli altri (e in particolare i postaioli) non erano pratici di quei luoghi impervi e nonostante le indicazioni che fornii loro faticarono non poco per raggiungermi. Li aspettai nella piazza carbonaia, pensando alle tante cacciate del passato, ai tanti amici conosciuti, ai tanti che purtroppo non ci sono più, ai miei cani e alla bellezza suggestiva e lirica della mia Maremma, una terra unica, aspra, rude, a volte anche cattiva, ma che sa dare tanto a patto che tu sappia conquistartelo. Perché questa è una terra anche gelosa dei propri frutti. Una terra che, se la ami, sa darti tanto. Fu l’arrivo dei miei compagni a distogliermi dai miei pensieri. Legammo il cinghiale e alla luce delle torce lo portammo fino alla casa di caccia.
Articolo
articoli 27/04/2009 - istriano

CHE RAZZA DI BASTARDO.......

Frequentando le battute di cinghiale mi sono reso conto che il protagonista principale è cambiato, molti di voi si staranno domandando ma che dici, il cinghiale e sempre uguale, il cane lo stesso, ed allora a cosa ti riferisci? Mi riferisco, al nostro SEGUGIO, il cane, il protagonista principale. Poi siamo sicuri che il nostro ausiliare sia sempre il medesimo? Il Segugio che veniva impiegato nel passato è quello che viene usato adesso? Il lavoro che svolgeva i tantissimi bastardi che venivano usati nella caccia al cinghiale di un tempo, sono gli stessi che svolgono i tantissimi cani di razza attualmente? Per chi ama come il sottoscritto il lavoro svolto nella macchia dal segugio, è non la busta della ciccia a fine caccia non è lo stesso, poi se cosi fosse si userebbe solo una razza, ma da quello che vedo le razze impiegate sono sempre di più, e si cerca sempre qualcosa di nuovo come se il cane POSSEDESSE una BACCHETTA MAGICA, in modo da far apparire il cinghiale dentro la macchia anche quando questo non è presente, senza pensare che più delle volte è la incapacità del conduttore e qualche volta del segugio stesso…….I grandi bastardi di un tempo parlo di cani naturalmente, erano cani incrociati dai loro proprietari con altri bastardi, senza seguire logiche di bellezza, la selezione veniva effettuata ad “OCCHIO” dal suo proprietario, su di una cucciolata di 5 ne venivano “graziati” 2 gli altri……… “quanti futuri campioni persi”…… veniva chiesta solo una prerogativa quella di avere con se il DNA della caccia, scovo veloce, seguita incalzante e innato senso del rientro dal suo conduttore, un'altra grande caratteristica di questi cani era il fermo, il bastardo in questo è un maestro, forse perché oltre ad usare il naso USA IL CERVELLO, capisce bene che un eventuale scontro dentro la macchia non sarebbe ad armi pari. La maggior parte di chi possedeva questi ausiliari certo non era ricordato per lo splendore dei loro cani, ricordo uno stupendo “bastardo”, una vera macchina da guerra, ma di certo non brillava per bellezza, non aveva la coda fine come il Segugio Italiano, la sua coda sembrava una girella talmente erano tanti i giri che questa aveva, adesso un cane cosi “brutto” forse sarebbe deriso dalla maggior parte di cacciatori, senza tenere conto della sua bravura a caccia. Tutto questo patrimonio di “bastardi” dei nostri nonni è andato quasi a scomparire per non dire perso, i pochi che possiedono “bastardi” quasi si vergognano di averli, basta vedere le foto che appaiono nel sito, sono tutti cani di razza, bellissimi cani in linea con lo standard richiesto, è giustamente i loro proprietari ne vanno fieri, perché se il bello è uguale a bravo perché non mostrarli!!! Penso che nessuno adesso si sognerebbe di mettere la foto anche se un campione del suo cane, magari con le orecchie a forma di pipistrello,e la coda a girella, che figura di merda penserebbe ……. questo invece prima non importava, brutto, bello era uguale l’importante che a caccia rendeva felice il suo padrone, ed il cinghiale corresse da vero. I tempi come vedete sono cambiati anche in questo, prima si badava al sodo, adesso prima si guarda la bellezza della muta, uniforme, allineata e coperta, poi viene il resto, magari dando colpa al tempo “ mannaggia e tre mesi che non piove, come fanno i cani a lavorare” quante volte ho sentito questa parola, pronunciata anche dal sottoscritto, per il semplice fatto che tutti noi ABBIAMO DEI SUPER CANI, non esistono mezze misure, tutti abbiamo il TOP dei TOP di ogni razza, i nostri cani di razza troverebbero anche il cinghiale se questo si trovasse sulla luna, in fondo i nostri sono cani di razza, lo standard il famoso pedigree lo dice chiaro, il LILLO e figlio della LILLA, e sua nonna LILLINA era nipote di LILLONE, quindi siccome la matematica non è un opinione, siamo in possesso di una muta parente del grande RICHIONE, dove a sbaragliato tutti alle MOSTRE E GARE. I bastardi non erano in possesso di pedigree, il loro pezzo di carta che attestava che ci trovavamo di fronte ad un “cane” era il ricordo del loro padrone, il MOZZO era figlio di TRE GAMBE, grande cane con un grande pregio cacciava tutta la selvaggina, addirittura le pernici le puntava come un pointer, adesso questo cane con la caccia attuale avrebbe troppi DIFETTI…… Il progresso a portato, compresso il sottoscritto ad utilizzare cani di RAZZA, Inglesi, Francesi, Slavi, Italiani, poi Francesi, Slavi, Svizzeri, Inglesi, Italiani, poi ancora Slavi, Svizzeri, un anima in pena, un continuo peregrinare in razze, un minestrone di segugi, ed in primis un patrimonio di soldi spesi per trovare un cane capace di scovare il cinghiale sulla luna, mai contento, mai soddisfatto, convinto, che l’inglese e migliore del francese, ma lo svizzero superiore al francese ed inglese, ma lo slavo mette tutti in riga, ma che dici Giuseppe, per il cinghiale ci vogliono razze nordiche, segugi della Svezia i famosi DREVER…….minchia saranno bravi davvero, ma se vuoi i TOP devi prendere i segugi della Norvegia cani che cacciano anche se fuori ci stanno tre metri di neve, beh pensando a questo inverno quasi quasi li prendo, i francesi, inglesi, troppo freddolosi meglio un bel norvegese il famosissimo DUNKER, cazzo che nome, sai che invidia gli altri canai, mi presento con una muta di DUNKER è vedrai cinghiali volare dalla macchia………..Ho voluto un po’ scherzare, ma non credete che il mio discorso si allontani di molto dalla situazione attuale, la caccia è diventata una competizione anche fra noi canai, al bando il bastardo viva il cane di razza, se poi nessuno lo conosce parlo come razza ancora meglio, con una cucciolata di DUNKER norvegesi mi pago tutta la muta. E un calderone, la caccia a perso ogni logica, ogni valore e spirito per il quale chi appassionato dovrebbe esercitare, ma nessuno può fermare il progresso, e la vita, tutto corre velocemente, anche nella caccia questo avviene, ognuno di noi possiede i cani migliori, molti di razza è qualcuno forse ancora “bastardo”, tutti siamo contenti dei nostri ausiliari di razza fino a quando non sentiamo che tizio e in possesso dei favolosi DUNKER è allora so cazzi………..per noi naturalmente veniamo afflitti da mille pensieri, dubbi, ma i nostri sono veramente bravi, questo sono norvegesi sai gente seria, mica antipatici come i Francesi, è la fine ragazzi,e la fine della caccia, un mio amico quando venivo colto da improvvisi attacchi di “cambiamento” diceva sempre”Non puoi dire quant'è profonda una pozzanghera finché non ci finisci dentro”, infatti non si sbagliava, prima esisteva solo una razza, una grande segugio, un cane, dove molti nel vederlo cacciare dicevano………… “MA CHE RAZZA DI BASTARDO”………………. UUUUUUUUUUUUUUUUUU,BaUUUUUUUUUUUUUUUUUU,ahiiiiiiiiiiiiiiiiiii Alla prossima. By Istri.
Articolo
articoli 22/04/2009 - istriano

L'EVOLUZIONE DELLA CACCIA

Nel leggere i vari argomenti ed interventi nel Forum, si capisce che la caccia corre con i tempi ed il progresso attuale, leggi sempre più ridicole, armi da guerra, mezzi cingolati per raggiungere posti prima immaginabili, ed infine SUPER CANI DI RAZZA…. io tempo addietro su di una discussione nel forum a riguardo della evoluzione sulla caccia, mi ero limitato ad osservare che forse almeno nella caccia poteva mettersi da parte, ma capisco che molti non saranno d’accordo, ma questo e solo un mio pensiero, forse perché non riesco più a trovare una collocazione all’interno di questo grosso calderone. Poi come potrei, io già di mio sono polemico, odio le ingiustizie da qualunque parte provengano, quindi non posso digerire certe furbate anzi PRESE PER IL CULO, da parte di chi, detta leggi e tempi, ed in ultimo modi di come dovrei cacciare, al fine di tutelare la specie e migliorare la gestione venatoria. La Provincia di Imperia dopo aver immenso vagonate di Caprioli, tanto da raggiungere un numero maggiore di cinghiali, in quanto a loro dire già presente in tempi lontani, quindi specie assolutamente da ripopolare, hanno deciso ( MA GIA’ ERA PREVENTIVATO) di GESTIRE il capriolo, come??? Con l’associazione SELECONTROLLORI della Provincia di IMPERIA, ed via con i primi 20 capi da SELEZIONARE, in secondo luogo si sono inventati che per poter esercitare la caccia alla lepre bisogna avere 4PUNTI UTILI, ma non sulla testa come qualcuno ho sentito dire, ma effettuando interventi sul territorio ed altre diavolerie che non ricordo. Sicuramente sarà un anticamera per poter chiedere altri soldi, non basta i 90 euro che ogni cacciatore di cinghiale PAGA per avere NULLA, ma per vedersi saltare davanti caprioli senza poterci sparare, lepri, pernici ecc, ma quando finiranno di prenderci per il culo??? Ma questo per qualcuno sono i tempi, la caccia deve correre allo stesso modo del progresso, non possiamo stare indietro, si deve guardare avanti ed in primisis PAGARE, tanti bei soldoni, per avere polli colorati di allevamento e lepri che corrono all’indietro invece che avanti. Non riesco più ad avere quella voglia, passione che fin da bambino mi accompagnava, quando assieme a mio padre (sprovvisto di patente), e tutt’ora ancora lo è, si partiva a piedi assieme al compianto Gavino Manunta (sprovvisto di patente e fucile) con i cani legati al guinzaglio, per passare una domenica nelle campagne del mio paese LURAS (SS) ad assaporare la vera caccia, quella fatta di tanta passione, competenza, ed infine magnifici bastardi che facevano impazzire con seguite mozzafiato le lepri Galluresi. Questo adesso non è più possibile, ci siamo adeguati al benessere, macchine con passo corto, lungo, gomme a forma di cingoli, macchine, ruspe, trattori, aerei ed elicotteri, l’importante e raggiungere la meta, e la vetta, sparare con bazuka, mitra, traccianti, ed ritornare a casa felici e contenti, certo qualcuno dirà con quello che pago, vuoi che non faccia tutto questo? Mica sono scemo!!! Come non dargli ragione, chi fra di noi non farebbe tutto questo, ma siamo matti che pago 500 euro per tre mesi e non mi trasformo in un vero rambo della domenica!!! Questo è il progresso, l’evoluzione della caccia, SPARARE=PASSIONE, poi basta vedere molti commenti sul forum, dove sia ben chiaro io non ho nulla contro in quanto si chiama FORUM, quindi ognuno può dire quello che vuole, ma 80% dei commenti sono sulle armi, munizioni, quando qualcuno si PERMETTE di parlare di cani, viene totalmente ignorato, come dire di che cazzo state parlando, a che serve il cane, quel ammasso di peli e pulci, che puzza come una carogna sta a cagare tutto il giorno, a caccia mica serve!!! Forse molti di noi dovremo tornare un passo indietro, e pensare a cosa s’intende veramente la parola caccia, cosa veramente ci spinge svegliarci alle 4 del mattino, quando fuori piove, ho nevica, il freddo ci cucce la bocca, siamo sicuri che tutta questa tecnologia, questa evoluzione che ci sta accompagnando abbiamo veramente bisogno??? Bisogna riflettere, è pensare a come prima era la caccia, come i nostri nonni, genitori ci hanno insegnato e tramandato, certo adesso la campagna non è come 30 anni fa, la selvaggina non è la stessa, ma questo e dovuto al progresso, al passare degli anni, o anche a tutta questa tecnologia che l’evoluzione a portato, secondo voi ci sta differenza sparare con un caricatore da 10 colpi con cartucce caricate al massimo di potenza, ed invece un caricatore con due colpi, questo come si chiama, progresso, tecnologia, ingordigia di ammazzare a tutti i costi, o cosa???? E vero la selvaggina non è più la stessa, ci lamentiamo che in quel luogo prima era pieno di lepri, pernici, cinghiali, adesso non vi sta più nulla, a cosa è dovuto al cambiamento del territorio, alla tecnologia, o cosa?? Se vi capita un volo di pernici, e le sterminate tutte, senza lasciarne nemmeno una per “ricordo”, questo cosa si chiama evoluzione della caccia?? Questa e tante altre cose e ingordigia, e la voglia di sterminare tutto quello che capita a tiro, con armi, cartucce che nemmeno nella guerra del golfo venivano usate, ma che ci vuoi fare io pago 500 euro quando basta all’anno, devo garantire 4 giornate durante la chiusura della caccia per pulizia sentieri ecc, ed altre faccende se voglio cacciare, e vuoi che non sparo a tutto quello che capita a tiro, questa e la caccia attuale Giuseppe SVEGLIA!!!!!! Beh io quest’anno dovrò rinnovare il porto d’armi, sinceramente ancora non ho deciso se lo farò, per usare un termine di caccia al sottoscritto molto caro sono “al fermo”, immobile, nell‘attesa che venga caricato da tutto questo progresso, ho parta in seguita, portandomi dietro tutto questo calderone nella speranza di un nuovo FERMO…… Un giorno le macchine riusciranno a risolvere tutti i problemi, ma mai nessuna di esse sarà in grado di porne uno……..
Articolo
articoli 18/04/2009 - istriano

.....20 SECONDI...

Tempo fa riproposi uno scritto dal titolo “ La vita e Magica”, lo trovai su internet, parlava di un dono immaginario che ogni giorno ci veniva donato,il racconto parlava di una persona costretta a vivere su una sedia a rotelle dopo un brutto incidente, disse al suo compagno, di immaginare di aver vinto un concorso per cui ogni mattina una banca gli avrebbe accreditato sul conto 86.400 euro. Ma ogni gioco ha le sue regole,e quello ne aveva due:“ La prima è che tutto quello che non hai speso durante la giornata viene tolto dal conto la sera, non si può barare, non puoi trasferire i soldi su un altro conto, non devi far altro che spenderli ma ogni mattina al tuo risveglio, la banca ti apre un nuovo conto, con altri 86.400 euro, per la giornata. Seconda regola: la banca può interrompere il gioco senza preavviso; in qualsiasi momento può dirti che è finito, che chiude il conto e che non ce ne sarà un altro:Che cosa faresti?Lui non capiva:“ è molto semplice, è solo un gioco, ogni mattina quando ti svegli ti danno 86.400 euro, con il solo vincolo di spenderli durante la giornata, il denaro non speso verrà ripreso quando vai a dormire; ma questo gioco, o questo dono del cielo,può smettere da un momento all'altro,capisci?La domanda è che cosa faresti se ti facessero un dono così? Lui rispose sinceramente che avrebbe speso fin all'ultimo euro per viziare se stesso, o per fare regali alle persone che amava: Avrebbe fatto in modo di utilizzare ogni centesimo d'euro che la “banca magica” gli offriva, per portare felicità nella sua vita e in quella di coloro che lo circondavano, “anche di quelli che non conoscono, perché credo che non riuscirei a spendere 86.400 euro al giorno solo per me e per i miei amici. “ Ma dove vuoi arrivare?” Questa banca magica”, rispose lei, “L'abbiamo tutti;è il tempo! È la cornucopia dei secondi che si sgranano! Ogni mattina al risveglio, ci vengono accreditati 86.400 secondi di vita per la giornata e quando la sera ci addormentiamo non c'e riporto sul conto nuovo, il tempo che durante la giornata non è stato vissuto si perde,ieri è passato. Ogni mattina questa magia ricomincia, ancora una volta ci vengono accreditati 86.400 secondi di vita. Però giochiamo con una regola inevitabile: la banca può bloccare il conto ogni momento, senza preavviso. La vita può fermarsi in ogni momento. Perciò che cosa facciamo dei nostri 86.400 secondi quotidiani? Non sono più importanti dei soldi? Da quando aveva avuto l'incidente, capiva ogni giorno come ben poca gente sapesse contare e apprezzare il tempo. Spiego la conclusione della storia: “ Se vuoi capire che cosa è un anno di vita, chiedilo a uno studente che appena è stato bocciato all'esame di fine anno. Un mese di vita: parlane con una madre che ha partorito un bimbo prematuro e aspetta che esca dall'incubatrice per stringerlo tra le braccia, sano e salvo. Una settimana: chiedilo a un uomo che lavora nei forni per metalli ad altre temperature, o in miniera per nutrire la sua famiglia. Un giorno: domandalo a due innamorati persi che aspettano di vedersi. Un 'ora: chiedilo a una persona che soffre di claustrofobia,bloccata in ascensore:Un secondo: osserva l'espressione di chi è appena scampato da un incidente d'auto, e un millesimo di secondo: chiedilo all'atleta che alle Olimpiadi ha vinto la medaglia d'argento e non quella d'oro per la quale si era allenato tutta la vita……chiedi a i tanti amici Abruzzesi cosa significherà da oggi 20 secondi, 20 maledetti secondi per distruggere un intera vita, ma l’Abruzzese, è gente fiera e coraggiosa, è chiunque la conosce compreso il sottoscritto per metà abruzzese (mia moglie è abruzzese DOC),sa che non è il solito stereotipo all’Italiana. In questi giorni è bastato seguire le cronache del disastro che puntualmente ogni TV ci mostrava, per cogliere gesti di grande umanità fatta dagli amici Abruzzesi, nonostante molti avessero perso tutto compreso i loro cari, talvolta si è assistito a gesti di eroismo, compiuti con la massima naturalezza come se non fosse successo NULLA….. ma purtroppo non è cosi….. il TERREMOTO, 20 secondi…..sentimenti esibiti senza sgualataggine, quasi con ritrosia. Tanti, anzi molti si preoccupavano di fare polemica, adossando colpe ad uni ed altri, loro NO, gli Abruzzesi, non se ne curano, non hanno tempo di occuparsi dell’altrui idiozia, sanno bene che dovranno contare sulla loro forza, sulla voglia di dire io SONO ABRUZZESE, è questo basta. Ma scrutano pure le montagne, loro vivono circondati da montagne, ed hanno paura, ma mostrano rispetto, sanno che la natura a volte non ha pietà, nemmeno di piccoli innocenti pargoli. Questo è il loro destino, è se ne fanno carico sulle SPALLE, in SILENZIO, senza chiedere nulla, come una croce che il destino gli ha assegnato. Domani gli verranno accreditati 86.400 secondi, ogni abruzzese sa che ogni di questo secondo non sarà più lo stesso, ma io sono con VOI, è sono SICURO CHE CE LA FARETTE, ANCHE SE IL DESTINO E’ STATO CRUDELE CE LA FARETTE. VI RIALZERETTE FERITI, MA PIU’ ORGOGLIOSI CHE MAI DI CHIAMARVI ABRUZZESE!!!!!!!!!!!!! CHE DIO BENEDICA LE VITTIME DI QUESTO TERRIBILE TERREMOTO.
Articolo
Cani 16/04/2009 - fireblade74

Maremmano, e.... col certificato !!

Anche io sono maremmano !! Siamo nati in una terra con una tradizione cinofila che oggi "vanta" anche un riconoscimento di una razza autoctona , i miei cani hanno tutti il certificato , linea di sngue antica e prestigiosa la mia !! Questa corrente di sangue ,praticamente vive grazie alle mie superdoti di canaio esperto ed attento , non sono mica un commerciante senza rispetto......io sono un vero cacciatore ....I miei sono cani sicuri ...dei miei cuccioli non ne fallisce uno...tutti campioni , poi se cosi non fosse non avrebbero il certificato ....Io i cuccioli li regalo a gli amici più cari ....mica li vendo !! BASTAAAA ....mi hanno rotto veramente i coglioni!!!!! (perdonate il termine) Sono ancora una volta decisamente arrabbiato , deluso , incapace di accettare nefandezze simili , che fanno rivoltare i miei antenati nella tomba..e adesso arrivo al sodo. Inizio col dire che non ho cani col certificato..... tutti "puri bastardi maremmani". Avevo bisogno di una femmina della stessa linea della mia cagna , cosi , decisi di farla accoppiare con uno dei miei maschi , logicamente di una corrente diversa. La natura , o chi per lei,ha voluto che di femmine in questa cucciolata non ce ne fosse neppure una! Quattro bei maschietti ...Ok , che faccio ? Chiamo chi era potenzialmente interessato e mi aveva precedentemente chiesto un cucciolo nella mia squadra ,e nel giro di poco li piazzo tutti tranne uno. Bene , dopo un paio di giorni mi chiama un tale che conosco , ..ma neppure troppo,.. e mi chiede se i cuccioli erano già tutti ceduti ,ed io gli dissi che ne avevo uno ma che probabilmente lo avrei tenuto io. E qui finisce. Tre giorni dopo questo tizio viene a casa mia ed inizia ad imbastirmi una storia (che al solo pensiero mi fà vomitare ) rigurdante tutte le sopraelencate doti sue, e dei suoi cani. Dopo averlo ascoltato per un pò , forse anche troppo ,gli ho chiesto ...- Si ma tu che vuoi da me?- E lui senza troppi peli sulla lingua mi dice ....- Dai , vendimi quel cucciolo ! Sai, le mie cagne quest' anno non sono riuscito a farle rimanere gravide ..quindi non ho neppure un cucciolino...sarei interessato a la tua linea di sangue .. poi almeno gli faccio il certificato dicendo che è stato partorito da una delle mie !!! Tanto chi vuoi che se ne accorga ,siamo tra noi !!.. Poi quando è grande lo dò (gli faccio montare) ad una delle mie cagne e faccio un pò di razza nuova ...sono sicuro che i cuccioli , si "darebbero via bene".....e poi se vuoi ti faccio riconoscere anche gli altri!! - "" Attenzione , il tipo in questione ,ho scoperto avere anche l' affisso ENCI. Non sono di primo pelo , nè nato ieri, queste sono cose delle quali forse qualcuno di voi ne sà più di me....ma vi giuro su quanto ho di più caro che personalmente non mi erano mai capitate ! Senza dilungarmi troppo vi racconto l'epilogo... Io, ho detto a questo tizio che gli cedo il cucciolo in cambio di un buon sacco di mangime e che venga a prenderlo trà un paio di mesi ( lui adesso racconta in giro che il prossimo anno avrà dei cuccioli strepitosi da vendere) poi quando verrà , avrà l' amara sorpresa di sapere che il cucciolo non lo potrà portare via per ovvi motivi . Qualcuno potrà dire , magra soddisfazione la tua......invece no ..Godrò come un pazzo quando gli dirò ...-No brutta faccia di m...a, truffatore ,tu di maremmano non hai neppure l'odore....con me , quelli come te avrebbero vita breve ....non attacca !.... Perdonatemi se ho sfruttato questo spazio per raccontare una vicenda forse, un pò troppo personale , ma credo che possa essere di aiuto a qualcuno e far male a "qualcunaltro"...che forse è ciò a cui tengo di più!! Un amico
Articolo
articoli 03/04/2009 - fireblade74

PERCHE CE LANNO CON ME?

Quotidiano- Leggo da testo:......."gli italiani non vogliono la caccia , non amano i cacciatori"..."presto verrà fatto un referendum e finalmente metterete giù i fucili!! Basta sangue , violenza , sfruttamento e morte !! Non vogliamo più sentire orrendi spari , tetri echi di un' attività che non ha più motivo di esistere !"..."..gli animali hanno diritto di vivere , esattamente come voi.."- In coincidenza all'articolo pubblicato sul nostro sito, in prima pagina , ed a ciò che ho letto e riportato , mi sono per l' ennesima volta soffermato a pensare.... -PERCHE' CE L'HANNO CON ME...??- Rispetto le loro idee....loro facciano altrettanto con le mie...!? Il referendum..?? Si è già svolto....e non mi pare abbiano vinto loro!! Gli animali hanno diritto di vivere come noi ?? Ma certo ...i capponi si castrano da soli , gli agnelli pasquali si immolano sull' altare da soli soffocandosi con le patate arrosto , i vitelli muoiono d' infarto , i polli si tolgono le penne da soli e poi muoiono di freddo , i pesci saltano fuori dall' acqua in cerca di coca cola e muoiono perchè le lattine sono finite .., le scarpe le facciamo di cartone........bello questo mondo!!! Una volta scrissi..- ..bisogna insegnare ai nostri figli che la natura non è Euro-Disney-....insegnargli a vivere nel mondo senza ipocrisia , lottare per i propri principi e valori ......l' uomo è l' uomo ,gli animali ..animali e ciò non significa assolutamente non amarli !!! Leggo in oltre-...."l'uomo da sempre fa le guerre , stupra, uccide , tortura ...è percaso una buona ragione per contiuare a farlo? (si riferisce a continuare ad andare a caccia) ..Perfortuna i giovani sono diversi !!! " Ma come si fà a mescolare la caccia a le attività più nefaste dell' uomo??? La caccia è cultura , arte , tradizione , ruralità , assenza assoluta di ipocrisia , amore per l' ambiente ...PASSIONE !!!! I nostri giovani ? Si concordo....sono diversi....primo perchè CI SONO e la caccia non morirà mai , secondo perchè immersi in un concetto di natura giusto , che ha guidato , guida e guiderà l'uomo sempre!! Dico io , ogni uomo uccide (alcuni per procura) ogni volta che mangia un pollo , un pesce........a proposito , perchè non parlano quasi mai della pesca ? Non è forse la stessa cosa?? Invece di parlare a vanvera dovrebbero documentarsi sulla natura , sugli animali , i loro cicli ..e secondo me dovrebbero farlo con un caciatore , che ha le conoscenze tecniche nate sul campo , con ogni condizione climatica , stagione dopo stagione ..e non dal divano con il riscaldamento acceso e le scarpe lucide !!! P.S.- ..Ma questa gente ....se dovesse prendere degli antibiotici , si preoccuperebbe anche dei microbi che andrà ad uccidere ???