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SEGUGI DA CAPRIOLO.!

articoli - istriano - 2010-12-20 21:42:57

Con l’immissione a dismisura e non controllata del capriolo su tutto il territorio Nazionale isole escluse, almeno parlo della Sardegna, il modo di interpretare la caccia da parte dei canai è cambiata, prima nelle zone dove non era presente o se presente vi erano pochi capi, si scioglieva camionate di cani su tracce fresche o presunte tali del cinghiale, per poi sentire sonore seguite, ogni tanto ma raro si sentiva via radio che tratta vasi di “volpe”, ma si capiva bene che era altro, ma il divertimento era assicurato anche per chi possedeva mezzi cani, insomma si viveva in un isola felice, si sparava, il carniere era sempre soddisfacente, e tutti i canaterieri a lodare il lavoro dei propri cani, esaltandoli come Super Mega Campioni, dietro l’unico ungulato che popolava le montagne….il CINGHIALE. Ma il destino per molti canai era dietro la porta, quel modo di cacciare, quel modo di interpretare la caccia, quel volere sempre sciogliere in ogni occasione, anche in presenza di tracce vecchie, doveva per molti cambiare, per molti dovrà significare partire da zero, quei super cani tanti reclamizzati, è lodati come infallibili capo muta, dove attaccavano con vigore ogni usta del CINGHIALE, da li a poco sarebbe cambiato, grazie alla presenza di un semplice animaletto simpaticissimo, dolce, innocuo,il CAPRIOLO. L’iniziale presenza di questo ungulato, non creava problemi, ma con il passare del tempo, si vedevano intere mute dietro per intere giornate a suon di canizza, lasciando indisturbati i cinghiali, i canetieri a sua volta tutti a negare che i loro segugi stavano dietro al capriolo, alcuni giuravano addirittura sulla “MOGLIE”, che avevano visto partire con i loro occhi i cinghiali, e sicuramente durante la seguita mossi dal grande vigore nel rincorrere il cinghiale avevano mosso qualche capriolo, questo più veloce del cinghiale, si poneva in testa al corteo della seguita passando per primo nella posta, dove in seconda però non passava il cinghiale, ma i cani con un metro di lingua fuori….il cinghiale allora dove stava? Mistero, per alcuni era ritornato indietro, per altri si era fermato attuando delle contromosse da servizi segreti, per altri fintava di partire facendo partire i Caprioli al loro posto, insomma del cinghiale nessuna traccia ma tanti caprioli alle poste, lui il SIRBONE se ne stava tranquillo nel suo covo, ridendo a più non posso, ogni tanto qualche segugio, forse per disposizione di natura, per fortuna, intonava qualche abbaio al fermo nella lestra dove era presente il cinghiale, è via tutti a correre come matti e via radio tutti i canai a dire E IL MIO CANE!!!!!!!!! Tutto questo marasma, e malcontento di chi praticava la caccia al cinghiale, doveva finire, è così molti canai invece di mollare i segugi alla rinfusa come succedeva prima, decisero di provare sempre con gli stessi segugi ma legati a guinzaglio, nella speranza di arrivare con i segugi legati alla lestra del cinghiale, ma anche questa esperienza dopo un po’ tramontò, camminare in un bosco di montagna con 4, 5 cani legati al guinzaglio non è esperienza tanto gradevole, così dopo appena 20 metri di bosco dove la prima spina ti trafiggeva le mani e con i cani che tiravano più di un uccello appena imbottito di VIAGRA, mollavano l’intera muta per trovarsi nel 80% dei casi dietro ad un capriolo, e via i commenti via radio dalle poste….CAPRA…risposta dei canai CINGHIALE, con tutta la solita solfa giornaliera. Insomma ogni domenica e mercoledì era una lite continua quei pochi cinghiali che arrivavano alle poste, erano il frutto di alcuni bravi canai nel portare i segugi nelle “vecchie” lestre, e non per ultimo di ottimi segugi predisposti quasi ma non TOTALMENTE per cacciare solo il cinghiale. L’umore tra le squadre non era dei migliori, e nemmeno tra i canai, iniziarono i primi screzi, con liti a volte anche pesanti, molti canai “Furbi”, capita la loro incapacità nel addestrare e condurre i segugi, decisero di cambiare squadra, portandosi in lidi dove il capriolo ancora non era presente, abbozzando scuse che si erano stancati della montagna e preferivano il mare…..clima decisamente molto più mite, in quel periodo si assistete ad una transumanza di canai dalla montagna al mare mai vista, e con esso a seguito i loro campioni, cani di montagna che conoscevano solo il cinghiale…..Chi decise di rimanere a cacciare il cinghiale in montagna, dovette cambiare strategia nel condurre i cani, molti vollero addirittura cambiare razza, così i molti Beagle che venivano utilizzati in quel periodo, vennero sostituiti da razze Francesi più portati a tracciare l’usta del cinghiale, (NON SEMPRE) ho visto dei Beagle dare voce sulla traccia meglio del più rinomato segugio Francese, ma qui l’esperienza per tanti non fu delle più felici, per il semplice fatto che molti allevatori, commercianti senza scrupoli avevano già visto LUNGO, così ebbe inizio la cosiddetta vendita dei segugi Francesi, Slavi, Norvegesi, Indiani, Meticci, Maremmani, tutti con una sola prerogativa “ NON SEGUE IL CAPRIOLO” con alle spalle un curriculum da invidia, molti di questi segugi acquistati a suon di EURO recitavano nel loro palmares da chi li vendeva, accostamenti chilometrici al guinzaglio passando in mezzo ad interi branchi di Capriolo ignorandoli totalmente, certi segugi addirittura quando sentivano, vedevano un Capriolo emettevano strani rumori dal posteriore, questo bastava al conduttore di capire che non si trattava di Cinghiali ma bensì di Cervidi. Il mercato in quel periodo per chi vendeva era molto propizio è remunerativo, per chi invece comprava le SOLE erano all’ordine del giorno, anche per il fatto che molti canai (Compratori) sotto effetto etilico dalle parole pronunciate dal commerciante vestito da allevatore erano convinti che si poteva portare come un robot telecomandato intere mute di segugi corretti al Capriolo, è pronti ad attaccare l’unica usta che il loro commerciante aveva in solo 2 giorni INSEGNATO al segugio di turno. Ma alcuni non volevano credere a tutto questo, è ancora con gli occhi coperti da due grosse fette di prosciutto vollero portare all’interno del bosco legati con guinzagli lunghi vari metri,intere mute per Km di bosco, infatti secondo alcuni 1 e meglio di 2, come 3 e meglio di 2, e così via fino all’infinito, così tutti assieme i segugi come se si fossero mangiati una intera scatola di Cialis, iniziavano a tirare, mani, braccia, gambe del povero malcapitato canaio, fino a far rotolare giù per qualche fossato, con i segugi liberi, ma legati ancora al guinzaglio chilometrico posto in precedenza, vagando da soli tutta la giornata, dove dopo un po’ si appigliavano a vari rami, provocando nelle forti voci e tonanti dei segugi dei lunghi abbai al fermo “dell’albero”, questo portava delle lunghe corse sul luogo da parte di canai, pieni di lividi è acciacchi per le cadute in precedenza, nella speranza di trovarsi di fronte ad un branco di cinghiali restii a lasciare il covo, ma si constatava amaramente che i cani grazie al famoso guinzaglio erano rimasti impigliati in un grosso albero di castagne. Dopo tutte queste batoste, umiliazioni, perdita di euro, alcuni pensarono che l’unico rimedio era allevarsi un segugio proprio, iniziare quella pratica che ogni buon appassionato di segugi dovrebbe saper esercitare, e non cercare la pappa pronta, il super cane di 7 anni sdentato, pagato 5000€, ma invece ALLEVARE, ADDESTRARE UN SEGUGIO con le proprie mani, nella breve ma intensa attività che il nostro amico segugio dovrebbe esercitare, correttamente e non inseguire all’interno del bosco ogni animale di pelo e non che gli si pari davanti. Questa storiella, vuole solamente far capire che in quei luoghi dove la presenza del capriolo è massiccia, l’unico modo di cacciare correttamente il cinghiale, è quello di legare un segugio predisposto in precedenza da un lungo addestramento, effettuato da noi medesimi, e di lasciare perdere quei ciarlatani di commercianti, allevatori, che vogliono rifilarci ogni prototipo di cane, con le più svariate attitudini, ma con un unico solo PREGIO il PREZZO, diffidate nel comprare segugi adulti, partite da cuccioli anche se costretti a partire da zero, allevate, addestrate voi stessi i SEGUGI, insegnate tutto quello che un buon segugio dovrebbe sapere , come la correttezza nel cacciare l’animale scelto da noi, se non facciamo questo, se non siamo capaci di fare questo, e preferiamo COMPRARE il segugio già fatto, dove la maggior parte di volte sono sonore inculate, dove l’unica eccezione potrebbe essere l’acquisto da un conoscente, e dove si conosce perfettamente il segugio. I soldi è vero fanno la felicità, con i soldi puoi comprare tutto, anche il miglior cane del mondo, ma non puoi comprare la dignità, l’orgoglio di chi con le proprie mani partendo da zero, tira fuori i cosiddetti attributi, riuscendo dopo miriadi di delusioni, miste ad umiliazioni, di possedere un SEGUGIO, fatto, ADDESTRATO con le proprie mani, un solo segugio così vale più dei migliori mille comprati a suon di euro dal commerciante di turno, se vogliamo rispetto, se vogliamo che siamo chiamati CANAI, addestriamo solo ed esclusivamente noi stessi i NOSTRI SEGUGI.

SEGUGI DA CAPRIOLO.!

Con l’immissione a dismisura e non controllata del capriolo su tutto il territorio Nazionale isole escluse, almeno parlo della Sardegna, il modo di interpretare la caccia da parte dei canai è cambiata, prima nelle zone dove non era presente o se presente vi erano pochi capi, si scioglieva camionate di cani su tracce fresche o presunte tali del cinghiale, per poi sentire sonore seguite, ogni tanto ma raro si sentiva via radio che tratta vasi di “volpe”, ma si capiva bene che era altro, ma il divertimento era assicurato anche per chi possedeva mezzi cani, insomma si viveva in un isola felice, si sparava, il carniere era sempre soddisfacente, e tutti i canaterieri a lodare il lavoro dei propri cani, esaltandoli come Super Mega Campioni, dietro l’unico ungulato che popolava le montagne….il CINGHIALE. Ma il destino per molti canai era dietro la porta, quel modo di cacciare, quel modo di interpretare la caccia, quel volere sempre sciogliere in ogni occasione, anche in presenza di tracce vecchie, doveva per molti cambiare, per molti dovrà significare partire da zero, quei super cani tanti reclamizzati, è lodati come infallibili capo muta, dove attaccavano con vigore ogni usta del CINGHIALE, da li a poco sarebbe cambiato, grazie alla presenza di un semplice animaletto simpaticissimo, dolce, innocuo,il CAPRIOLO. L’iniziale presenza di questo ungulato, non creava problemi, ma con il passare del tempo, si vedevano intere mute dietro per intere giornate a suon di canizza, lasciando indisturbati i cinghiali, i canetieri a sua volta tutti a negare che i loro segugi stavano dietro al capriolo, alcuni giuravano addirittura sulla “MOGLIE”, che avevano visto partire con i loro occhi i cinghiali, e sicuramente durante la seguita mossi dal grande vigore nel rincorrere il cinghiale avevano mosso qualche capriolo, questo più veloce del cinghiale, si poneva in testa al corteo della seguita passando per primo nella posta, dove in seconda però non passava il cinghiale, ma i cani con un metro di lingua fuori….il cinghiale allora dove stava? Mistero, per alcuni era ritornato indietro, per altri si era fermato attuando delle contromosse da servizi segreti, per altri fintava di partire facendo partire i Caprioli al loro posto, insomma del cinghiale nessuna traccia ma tanti caprioli alle poste, lui il SIRBONE se ne stava tranquillo nel suo covo, ridendo a più non posso, ogni tanto qualche segugio, forse per disposizione di natura, per fortuna, intonava qualche abbaio al fermo nella lestra dove era presente il cinghiale, è via tutti a correre come matti e via radio tutti i canai a dire E IL MIO CANE!!!!!!!!! Tutto questo marasma, e malcontento di chi praticava la caccia al cinghiale, doveva finire, è così molti canai invece di mollare i segugi alla rinfusa come succedeva prima, decisero di provare sempre con gli stessi segugi ma legati a guinzaglio, nella speranza di arrivare con i segugi legati alla lestra del cinghiale, ma anche questa esperienza dopo un po’ tramontò, camminare in un bosco di montagna con 4, 5 cani legati al guinzaglio non è esperienza tanto gradevole, così dopo appena 20 metri di bosco dove la prima spina ti trafiggeva le mani e con i cani che tiravano più di un uccello appena imbottito di VIAGRA, mollavano l’intera muta per trovarsi nel 80% dei casi dietro ad un capriolo, e via i commenti via radio dalle poste….CAPRA…risposta dei canai CINGHIALE, con tutta la solita solfa giornaliera. Insomma ogni domenica e mercoledì era una lite continua quei pochi cinghiali che arrivavano alle poste, erano il frutto di alcuni bravi canai nel portare i segugi nelle “vecchie” lestre, e non per ultimo di ottimi segugi predisposti quasi ma non TOTALMENTE per cacciare solo il cinghiale. L’umore tra le squadre non era dei migliori, e nemmeno tra i canai, iniziarono i primi screzi, con liti a volte anche pesanti, molti canai “Furbi”, capita la loro incapacità nel addestrare e condurre i segugi, decisero di cambiare squadra, portandosi in lidi dove il capriolo ancora non era presente, abbozzando scuse che si erano stancati della montagna e preferivano il mare…..clima decisamente molto più mite, in quel periodo si assistete ad una transumanza di canai dalla montagna al mare mai vista, e con esso a seguito i loro campioni, cani di montagna che conoscevano solo il cinghiale…..Chi decise di rimanere a cacciare il cinghiale in montagna, dovette cambiare strategia nel condurre i cani, molti vollero addirittura cambiare razza, così i molti Beagle che venivano utilizzati in quel periodo, vennero sostituiti da razze Francesi più portati a tracciare l’usta del cinghiale, (NON SEMPRE) ho visto dei Beagle dare voce sulla traccia meglio del più rinomato segugio Francese, ma qui l’esperienza per tanti non fu delle più felici, per il semplice fatto che molti allevatori, commercianti senza scrupoli avevano già visto LUNGO, così ebbe inizio la cosiddetta vendita dei segugi Francesi, Slavi, Norvegesi, Indiani, Meticci, Maremmani, tutti con una sola prerogativa “ NON SEGUE IL CAPRIOLO” con alle spalle un curriculum da invidia, molti di questi segugi acquistati a suon di EURO recitavano nel loro palmares da chi li vendeva, accostamenti chilometrici al guinzaglio passando in mezzo ad interi branchi di Capriolo ignorandoli totalmente, certi segugi addirittura quando sentivano, vedevano un Capriolo emettevano strani rumori dal posteriore, questo bastava al conduttore di capire che non si trattava di Cinghiali ma bensì di Cervidi. Il mercato in quel periodo per chi vendeva era molto propizio è remunerativo, per chi invece comprava le SOLE erano all’ordine del giorno, anche per il fatto che molti canai (Compratori) sotto effetto etilico dalle parole pronunciate dal commerciante vestito da allevatore erano convinti che si poteva portare come un robot telecomandato intere mute di segugi corretti al Capriolo, è pronti ad attaccare l’unica usta che il loro commerciante aveva in solo 2 giorni INSEGNATO al segugio di turno. Ma alcuni non volevano credere a tutto questo, è ancora con gli occhi coperti da due grosse fette di prosciutto vollero portare all’interno del bosco legati con guinzagli lunghi vari metri,intere mute per Km di bosco, infatti secondo alcuni 1 e meglio di 2, come 3 e meglio di 2, e così via fino all’infinito, così tutti assieme i segugi come se si fossero mangiati una intera scatola di Cialis, iniziavano a tirare, mani, braccia, gambe del povero malcapitato canaio, fino a far rotolare giù per qualche fossato, con i segugi liberi, ma legati ancora al guinzaglio chilometrico posto in precedenza, vagando da soli tutta la giornata, dove dopo un po’ si appigliavano a vari rami, provocando nelle forti voci e tonanti dei segugi dei lunghi abbai al fermo “dell’albero”, questo portava delle lunghe corse sul luogo da parte di canai, pieni di lividi è acciacchi per le cadute in precedenza, nella speranza di trovarsi di fronte ad un branco di cinghiali restii a lasciare il covo, ma si constatava amaramente che i cani grazie al famoso guinzaglio erano rimasti impigliati in un grosso albero di castagne. Dopo tutte queste batoste, umiliazioni, perdita di euro, alcuni pensarono che l’unico rimedio era allevarsi un segugio proprio, iniziare quella pratica che ogni buon appassionato di segugi dovrebbe saper esercitare, e non cercare la pappa pronta, il super cane di 7 anni sdentato, pagato 5000€, ma invece ALLEVARE, ADDESTRARE UN SEGUGIO con le proprie mani, nella breve ma intensa attività che il nostro amico segugio dovrebbe esercitare, correttamente e non inseguire all’interno del bosco ogni animale di pelo e non che gli si pari davanti. Questa storiella, vuole solamente far capire che in quei luoghi dove la presenza del capriolo è massiccia, l’unico modo di cacciare correttamente il cinghiale, è quello di legare un segugio predisposto in precedenza da un lungo addestramento, effettuato da noi medesimi, e di lasciare perdere quei ciarlatani di commercianti, allevatori, che vogliono rifilarci ogni prototipo di cane, con le più svariate attitudini, ma con un unico solo PREGIO il PREZZO, diffidate nel comprare segugi adulti, partite da cuccioli anche se costretti a partire da zero, allevate, addestrate voi stessi i SEGUGI, insegnate tutto quello che un buon segugio dovrebbe sapere , come la correttezza nel cacciare l’animale scelto da noi, se non facciamo questo, se non siamo capaci di fare questo, e preferiamo COMPRARE il segugio già fatto, dove la maggior parte di volte sono sonore inculate, dove l’unica eccezione potrebbe essere l’acquisto da un conoscente, e dove si conosce perfettamente il segugio. I soldi è vero fanno la felicità, con i soldi puoi comprare tutto, anche il miglior cane del mondo, ma non puoi comprare la dignità, l’orgoglio di chi con le proprie mani partendo da zero, tira fuori i cosiddetti attributi, riuscendo dopo miriadi di delusioni, miste ad umiliazioni, di possedere un SEGUGIO, fatto, ADDESTRATO con le proprie mani, un solo segugio così vale più dei migliori mille comprati a suon di euro dal commerciante di turno, se vogliamo rispetto, se vogliamo che siamo chiamati CANAI, addestriamo solo ed esclusivamente noi stessi i NOSTRI SEGUGI.

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