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Una piantina contro la Ieishmaniosi

articoli - max - 2009-05-29 12:18:34

PANORAMA 2/4/2 009

Una piantinacontro la Ieishmaniosi

SCOPERTE Le proteine purificate del lattice dell’Euforbia, pianta che vive in Sardegna, possono bloccare la crescita dei parassiti della leishmaniosi: malattia frequente tra i cani, ma che può colpire anche gli esseri umani, in particolare chi ha difese immunitarie indebolite, come i malati di aids o le persone sottoposte a trapianto. Linfezione è difftsa in tutto il mondo, tranne che in Oceania e Antartide, e si trasmette attraverso la puntura dei pappataci. Giovanni Floris, biochimico e biologo molecolare al dipartimento di scienze applicate ai biosistemi dell’Università di Cagliari, ha scoperto che una molecola naturale estratta dal lattice caustico e irritante dell’Euphorbia characias è in grado di ridurre del 95 per cento la moltiplicazione dei parassiti della leishmaniosi. Lo studio, condotto in vitto sui promastigoti, le forme iniziali della leishmania, è apparso su Medicinal Chemisøy Reseanh.
«La ricerca ha evidenziato una diffusione di oltre il 97 per cento della malattia, confermando che in Sardegna, una delle regioni più colpite da questo fenomeno, i cani sono il principale incubatote dei protozoi responsabili della parassitosi» spiega Flotis. L’obiettivo dei ricercatori, ora, è arrivare alla produzione di un principio attivo da utilizzare come farmaco. (Mauro Esu)

Una piantinacontro la Ieishmaniosi

PANORAMA 2/4/2 009



SCOPERTE Le proteine purificate del lattice dell’Euforbia, pianta che vive in Sardegna, possono bloccare la crescita dei parassiti della leishmaniosi: malattia frequente tra i cani, ma che può colpire anche gli esseri umani, in particolare chi ha difese immunitarie indebolite, come i malati di aids o le persone sottoposte a trapianto. Linfezione è difftsa in tutto il mondo, tranne che in Oceania e Antartide, e si trasmette attraverso la puntura dei pappataci. Giovanni Floris, biochimico e biologo molecolare al dipartimento di scienze applicate ai biosistemi dell’Università di Cagliari, ha scoperto che una molecola naturale estratta dal lattice caustico e irritante dell’Euphorbia characias è in grado di ridurre del 95 per cento la moltiplicazione dei parassiti della leishmaniosi. Lo studio, condotto in vitto sui promastigoti, le forme iniziali della leishmania, è apparso su Medicinal Chemisøy Reseanh.
«La ricerca ha evidenziato una diffusione di oltre il 97 per cento della malattia, confermando che in Sardegna, una delle regioni più colpite da questo fenomeno, i cani sono il principale incubatote dei protozoi responsabili della parassitosi» spiega Flotis. L’obiettivo dei ricercatori, ora, è arrivare alla produzione di un principio attivo da utilizzare come farmaco. (Mauro Esu)

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