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Balistica 29/03/2007 - ilcignalaio

Armi da caccia - è giusto utilizzare caricatori a pù di 4 colpi?

Nel forum è apparsa una discussione con l'amico fireblade circa l'uso di caricatori da 10 colpi sulle carabine semiautomatiche ed io ho obiettato riferndo che -sempre a mio contestabilissimo parere- queste sono, oltre che inutili, anche deleterie. Dovendo inziare una disquisizione in materia vorrei precisare che mentre per tutte le armi a canna liscia semiautomatiche il limite di capienza del serbatoio deve essere limiato a 2 - a prescindere dall'omologazione (vedi tutti i Benelli)- A differenza di quanto sopra nelle carabine semiauto : una corrente di diritto non del tutto assodata consente di utilizzare serbatoi contenenti il numero di cartucce per il quale l'arma è omologata sul catalogo nazionale delle armi; la seconda corrente vuole che anche queste siano limitate a tre colpi complessivi (2 + 1 in canna) alla stregua della armi a canna liscia per queste due versioni ci si deve attenere scrupolosamente alle norme specifiche di ciscuna Regione..che - date retta a me - cambiano radicalmente di località in località e di anno in anno. Il primo problema sorge nel momento che per la nostra arma omologata per 5 colpi, viene posto in commercio un caricatore da 10 - Lo potete utilizzare a caccia ? La risposta è semplice: SI se l'arma è omologata per tale attrezzo e la Vs Legge lo consente NO in tutti gli altri casi. Non vi beccheranno mai un multe quando la caricate in bosco ma...dio non voglia accada qualche incidente ..... l'assicurazione si appiglierà a tutto pur di tirarsi fuori (esperientia docent). Per chi si chiede pacificamente ... Allora perchè li vendono? la risposta è semplice... -Per l'uso in poligono. adesso invece vi voglio dire come la penso - sempre a mio modesto e sempre opinabile - parere: I caricatori da 10 non dovrebbero essere usati ! Dove rimane quel briciolo di sportività, tanto vale dotare le nostre armi di nastro di cartucce stile vecchio MG. Tanto più che come detto in chet la precisione dell'arma già dal 3° colpo va a farsi benedire. La canna è imperniata all'affusto all'atezza della presa dei gas; nella ripetizione dello sparo in rapida successione la canna si riscalda e si allunga mentre il resto dell'arma rimane immutato. Il risultato ottenibile è evidente : la canna invece di essere dritta formerà un arco e le conseguenze ben immaginabili. Inoltre più le parti meccaniche si riscaldano più tendono a rompersi o incepparsi La mia etica vuole che il tiro al cinghiale avvenga entro un limite di spazio accettabile per il quale ritengo che gli 80/100 metri siano sufficienti oltre si dovrebbe soprassedere (questo con mire metalliche o olografiche). Sparare al branco che fugge alla distanza può sortire due effetti: - fare un tiro eccezionale (di fortuna) che fulmina sul colpo l'animale (10 % di probabilità) - ferire in modo più o meno grave 1 o più animali (più probabile) (60 % di probabilità) che se bloccati dai cani magari ce ne ammazzano qualcuno. - padellarli tutti e - oltre averci rimesso 10 cartucce- ci prendono per il culo a vita (30 % di probabilità) per quanto a me noto comunque sono omologate per 10 colpi: ARGO Benelli SLK H&Koch Browning bar Short/Long trac (sulla short ho qualche dubbio vista la mole del bossolo) remington 750 (l'ultimo modello) La musica cambia se invece si usa una bolt action con ottiche degne di questo nome...ma questa è un'altra storia In bocca al lupo ilcignalaio
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Balistica 29/03/2007 - ilcignalaio

Armi da caccia - è giusto utilizzare caricatori a pù di 4 colpi?

Nel forum è apparsa una discussione con l'amico fireblade circa l'uso di caricatori da 10 colpi sulle carabine semiautomatiche ed io ho obiettato riferndo che -sempre a mio contestabilissimo parere- queste sono, oltre che inutili, anche deleterie. Dovendo inziare una disquisizione in materia vorrei precisare che mentre per tutte le armi a canna liscia semiautomatiche il limite di capienza del serbatoio deve essere limiato a 2 - a prescindere dall'omologazione (vedi tutti i Benelli)- A differenza di quanto sopra nelle carabine semiauto : una corrente di diritto non del tutto assodata consente di utilizzare serbatoi contenenti il numero di cartucce per il quale l'arma è omologata sul catalogo nazionale delle armi; la seconda corrente vuole che anche queste siano limitate a tre colpi complessivi (2 + 1 in canna) alla stregua della armi a canna liscia per queste due versioni ci si deve attenere scrupolosamente alle norme specifiche di ciscuna Regione..che - date retta a me - cambiano radicalmente di località in località e di anno in anno. Il primo problema sorge nel momento che per la nostra arma omologata per 5 colpi, viene posto in commercio un caricatore da 10 - Lo potete utilizzare a caccia ? La risposta è semplice: SI se l'arma è omologata per tale attrezzo e la Vs Legge lo consente NO in tutti gli altri casi. Non vi beccheranno mai un multe quando la caricate in bosco ma...dio non voglia accada qualche incidente ..... l'assicurazione si appiglierà a tutto pur di tirarsi fuori (esperientia docent). Per chi si chiede pacificamente ... Allora perchè li vendono? la risposta è semplice... -Per l'uso in poligono. adesso invece vi voglio dire come la penso - sempre a mio modesto e sempre opinabile - parere: I caricatori da 10 non dovrebbero essere usati ! Dove rimane quel briciolo di sportività, tanto vale dotare le nostre armi di nastro di cartucce stile vecchio MG. Tanto più che come detto in chet la precisione dell'arma già dal 3° colpo va a farsi benedire. La canna è imperniata all'affusto all'atezza della presa dei gas; nella ripetizione dello sparo in rapida successione la canna si riscalda e si allunga mentre il resto dell'arma rimane immutato. Il risultato ottenibile è evidente : la canna invece di essere dritta formerà un arco e le conseguenze ben immaginabili. Inoltre più le parti meccaniche si riscaldano più tendono a rompersi o incepparsi La mia etica vuole che il tiro al cinghiale avvenga entro un limite di spazio accettabile per il quale ritengo che gli 80/100 metri siano sufficienti oltre si dovrebbe soprassedere (questo con mire metalliche o olografiche). Sparare al branco che fugge alla distanza può sortire due effetti: - fare un tiro eccezionale (di fortuna) che fulmina sul colpo l'animale (10 % di probabilità) - ferire in modo più o meno grave 1 o più animali (più probabile) (60 % di probabilità) che se bloccati dai cani magari ce ne ammazzano qualcuno. - padellarli tutti e - oltre averci rimesso 10 cartucce- ci prendono per il culo a vita (30 % di probabilità) per quanto a me noto comunque sono omologate per 10 colpi: ARGO Benelli SLK H&Koch Browning bar Short/Long trac (sulla short ho qualche dubbio vista la mole del bossolo) remington 750 (l'ultimo modello) La musica cambia se invece si usa una bolt action con ottiche degne di questo nome...ma questa è un'altra storia In bocca al lupo ilcignalaio
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Il mondo venatorio 29/03/2007 - istriano

ANDREA SE PERSO........

Stamattina dopo il risveglio sentivo la radio, in quel momento passano una canzone del mitico cantautore adesso non più tra noi Fabrizio De Andrè, la canzone era Andrea, ascoltando questa sinfonia di parole mi sono fermato su una frase di questa melodia “Andrea se perso”, se perso davvero, è sì perché caro Andrea dopo tanti tuoi buoni propositi di illustrarci il modo di cacciare , le regole della caccia, e tante altre buone proposte, ti sei perso in giudizi personali, a volte anche discutibili, su appartenenti a questo sito, qui non siamo all'Isola dei Famosi, dove basta azzuffassi per fare audience, a noi questo non importa come credo che non importi neanche a te, vogliamo parlare di caccia, dei tanti problemi che la caccia in Italia esistono, se è giusto introdurre animali che di selvatico hanno solo il colore dei soldi di chi li acquista, vogliamo parlare delle tante associazioni di volontari,solo per il semplice fatto che indossano una divisa con un decreto del Prefetto vanno in giro per i boschi a fare gli sceriffi, vogliamo parlare perché in Italia la legge nazionale sulla caccia non vieta del uso del cane sugli ungulati, tranne camoscio ed io se per sbaglio sparo ad un capriolo vengo condannato, di questo vogliamo parlare, vogliamo parlare di ambiente, vogliamo parlare di modo di cacciare se ci sono alternative a questo modo attuale di caccia, altre fesserie, attacchi personali con giudizi sulla persona con cui stai interloquendo a NOI non interessa, la gente che fa parte di questo sito caro Andrea è stanca dei tanti soprusi, delle tante angherie, dei tanti furti, che puntualmente vengono perpetrati davanti a i nostri occhi, certo non stiamo chiedendo a tè di risolverci il problema, tanto si sa bene che in Italia pur di avere una poltrona si vendono pure l'anima, cambiano pure idee politiche che prima sbandieravano a 4 venti vedessi l'amico BERTINOTTI, ma ripeto a noi di questi ciarlatani nulla importa, importa risolvere tutti assieme il problema caccia, che sappiamo bene in Italia nella situazione attuale non va bene. Tu proponi un tipo di caccia semi controllore, dove ribadisco per l'ennesima volta in ITALIA VIENE GIA' PRATICATA IN ALCUNE REGIONI DEL NORD, se tu la chiami semi controllore io la chiamo GIRATTA, ho prelievo cinegetico selettivo, tanto non cambia nulla il succo e sempre lo stesso, si sceglie un animale, una volta identificare che sia maschio, femmina, giovane, malato ecc, si procede nel tracciare con apposito cane/i, una volta indetificato il luogo della rimessa si procede a stanare l'animale, dove precedentemente era stata circondato il luogo con 4 o 5 cacciatori tutti consapevoli di quello che dovevano fare. Questa e la caccia che tu proponi, allora TI CHIEDO PER L'ENNESSIMA VOLTA, questo tipo di caccia e ATTUABILE in tutta la nostra penisola? Ti prego rispondi Ciao Istri. PS La frase a me tanto cara nel precedente intervento, se la leggi in un altro modo e la realtà che adesso ci sta circondando, non era certo riferita alla tua persona.
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Il mondo venatorio 27/03/2007 - istriano

CACCIA DI SELEZIONE?.....NO CACCIA DI SOLDI!!

Questi giorni sul nostro sito, si è accesa una discussione riguardante la caccia di selezione, il prelievo selettivo nella caccia agli ungulati, senza l'ausilio del cane, descrivendola come unico modo corretto di caccia. Premetto che la legge nazionale la 157/92 quella riguardante la caccia in Italia, non vieta l'impiego dei segugi nella caccia agli ungulati, con eccezione del camoscio, quindi chi si atteggia in tali convinzioni dovrebbe prima leggere le varie norme che tutelano la caccia, in secondo luogo sempre a mio parere, chi manifesta ostilità nell'utilizzo del cane, bisogna ricordare che la storia della caccia, visto che qualcuno qui parla di storia, radici, tradizioni, veniva impiegata nell'antichità come la caccia ai cervidi con intere mute di cani (caccia a forzare), dove tuttora ancora viene praticata nella vicina Francia, ed altri paesi civili e democratici, questa caccia dalle nobili tradizioni consiste nel cacciare un selvatico individuato, generalmente una femmina, dove ricordiamoci e sempre il capo branco, è non il maschio come qualcuno ancora crede, con l'utilizzo di un ottimo tracciatore (come si fa anche adesso), e una vota individuata la lestra, si mollava l'intera muta, questo modo di cacciare veniva viene praticato dai tempi del Medio Evo, l'unica eccezione ai tempi nostri che questi ausiliari erano assoggettati ad cacciare solo l'animale prescelto rifiutando il cambio, ossia l'intromissione durante la seguita di un altro animale che non fosse quello scelto per la battuta. Allora ci chiediamo in Italia e possibile effettuare un tipo di caccia come quello descritto sopra per un prelievo cinegetico selettivo? Forse e questo che qualcuno in questo sito chiedeva? O anche questo tipo di prelievo e dannoso? Ho esiste solo ed esclusivamente la caccia di selezione? Nell'attesa che qualcuno formuli una risposta, provo a darne qualcuna io. Cosa s'intende come caccia di selezione oggi in Italia? Intanto possiamo essere tutti dei selecontrollore? No cari amici miei, nella nostra amata nazione nulla si fa per nulla per diventare selecontrollore (poi di cosa), ci domandiamo noi cacciatori, bisogna frequentare un corso bandito da varie associazioni tra le quali le nostre quelle che ci dovrebbero tutelare e noi paghiamo fior di euro, imparare tante cose infondo stiamo sempre frequentando un corso, di cui alcune difficili, dove senza offendere nessuno molti di noi tra cui il sottoscritto non sono andati avanti con gli studi, quindi ritornare a studiare, per poi sperare di diventare anche noi selecontrollori, già qui si dimostra che questa pratica, se così vogliamo chiamarla viene praticata da pochi eretti, e si perché non credete che una volta ottenuto il brevetto di sele, avete diritto di scorrazzare per le campagne vestiti da piccoli soldati austriaci, a sparare a vostro piacimento. No anche qui esiste una gerarchia, io la vorrei chiamare semplicemente RACCOMANDAZIONE, che in Italia a dato lavoro a tanta gente, questo e come si diventa selecontrollori. Questa figura in Italia sta diventando sempre più diffusa, avanzando tesi contro l'impiego del nostro amato segugio nell'impiego nella caccia, come quella nel capriolo dove il cane secondo loro procurerebbe stress, ma questo avviene solo in Italia, il capriolo in Francia ed altri paesi dove viene impiegato il segugio pare non crei nessun disturbo, uso la parola pare per non irritare i nostri amici selecontrollori, poi amici miei se così fosse tutta quella marea di cornuti conosciuti come bambi, se così fosse non starebbero tutta la stagione di caccia dentro le nostre battute a romperci i marroni dalla mattina alla sera, e poi lasciatemelo dire da che mondo e mondo il nostro amato segugio deriva o no dal lupo, e il lupo che fa dorme? No insegue la preda, quindi il capriolo cioè la preda viene inseguita, quale stress da segugio l'unico stress e quello di vedere voi vestiti da vichinghi girare da soli, e fattemelo dire senza offesa per il nostro segugio “come dei cani”, altro che fratellanza, punto d'incontro e altre belle minchiate. Quindi per favore piantatela con queste stupide teorie, non vi crede nessuno, sappiamo bene che dietro a tutto questo c'è solo interesse economico, altro che selezione, controllo e abbattimento di giovani non atti alla riproduzione, maschi vecchi, animali malati, quel interesse che grosse aziende di armi, dove vogliamo ricordare che noi sfigati cacciatori andiamo a caccia ancora con il 12 del nonno, magari ancora legato con il fil di ferro, voi selecontrollori, fucile ultima generazione prezzo 3500€ in su, binocoli da guerra del golfo dove riuscite a contare anche quanti peli tiene nel posteriore, cartucce ultra traccianti, cappellino da festa del Alpino (senza offesa per il glorioso corpo degli Alpini), calzettoni alla tirolese, il tutto per la modica cifra di 6000€, noi cacciatori di cinghiali questa cifra non la spendiamo in tutta la nostra vita di cacciatore, quindi se certe associazioni ripeto per l'ennesima volta che ci tutelano spingono per la chiusura della caccia con il segugio un motivo deve esistere? Questo e il motivo. Per quanto riguarda il prelievo cinegetico selettivo, che forse qualcuno cercava di spiegare, ma forse non conoscendo la caccia non riusciva a farci comprendere, in Italia viene già fatto, questo e dovuto all'invasione di caprioli stressati che la domenica non avendo nulla da fare ci rallegrano le nostre battute della loro presenza, quindi già si traccia (cane/i a guinzaglio), una volta individuata la traccia del cinghiale/i ( cane/i) che segnano con voce sonora la presenza del cinghiale/i, si provvede a sciogliere la muta nei pressi della rimessa del cinghiale/i, una volta partito sarà l'uomo cacciatore, e il cinghiale preda a stabilire il proseguimento della nostra storia........ mi sa che già questo si faceva nel Medio Evo, come passa il tempo. Ciao Amici
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Il mondo venatorio 24/03/2007 - istriano

CANETOPOLI

Dopo Tangentopoli, Calciopoli, Valletopoli, e altri opoli futuri e passati, cari amici miei mancava all'appello degli scandali Italiani canetopoli, ebbene siamo pronti pure noi a sferrare una volta per tutte un attacco contro le ingiustizie, i soprusi, i favoreggiamenti che quotidianamente assistiamo nei campi di gara, recinto ho terreno libero che sia, NOI cacciatori, cinofili ONESTI, vogliamo dire una volta per tutte BASTA, finiamola con queste sciocchezze che tizio o caio a i cani migliori, questi marziani campioni di CAC e ECC,dove puntualmente il giudice amico di turno assegna con una disinvoltura disarmante, vogliamo che anche chi non è amico di giudici possa ugualmente se meritevole perché questo noi chiediamo abbia lo stesso trattamento, gli venga riconosciuto le capacità sue ed quelle dei suoi cani, abbia anche lui diritto di sciogliere la muta dove vuole lui, e non dove decide il giudice amico del compagno di batteria, perché sa bene che in quella prova di cinghiali non ci sono , e se per fortuna li trova viene puntualmente declassato con stupidaggini del tipo mancanza di coesione nella muta, quando io presente il suo compare con una muta di Arigeois gli veniva assegnato con lo stupore generale dei presenti dal giudice amico il punteggio di ECC e migliore di batteria, la sua muta non solo della coesione non sapeva cosa voleva dire, basta dire che 2 cani , non hanno mai partecipato ad alcun momento della prova, cerca zero, seguita zero, abbaio al fermo meno di zero, e pure per il giudice questo non era vero, ma allora cosa stiamo a fare noi cinofili normali, dove portiamo ancora i cani nel cofano della macchina, con il rischio di venire arrestati, tutto perché non abbiamo le disponibilità finanziaria, non invitiamo i nostri cari giudici a cene, ho a caccia nelle nostre riserve personali, basta per i fondelli d'ora in avanti prenderete i vostri stessi compari, e tutto pronto, ci sono voluti anni di duro lavoro, annotando tutto, riprendendo tutto, dovrete voi rispondere di tutte queste continue malefatte, la denuncia e pronta sarà la magistratura competente a sentenziare una volta per tutte chi e meritevole e chi no, vedremo se ancora questi super cinofili, con fuoristrada Suv ultima generazione, con carrelli tipo suite, dove ti guardano sempre dal basso verso l'alto come dire io “tengo la grana”, il giudice e mio amico e tu dove vuoi andare con quei cani senza collare Gps, avranno il coraggio di presentarsi, si amici miei perché questa e la realtà che puntualmente ci viene proposta da questi cinofili, un associazione del tipo “qui comandiamo noi”, voi altri siete il contorno, ma qui vi sbagliate siamo stati per tanto tempo contorno, ed antipasto, ma adesso basta, noi chiediamo solo PARITA' di trattamento, EQUIETA ' nel giudicare, nessuno di noi normali appassionati cinofili a messo in dubbio le capacità dei singoli cani, se un cane e bravo e diritto premiarlo, ma se un cane e un brocco, premiamolo per quello che vale, NOI d'ora in avanti oltre a muoverci con la magistratura inoltrando le nostre denunce, vi terremo sotto controllo, nulla ci potrà sfuggire, se non la vostra incapacità di giudicare, saremo li con telecamere, macchine fotografiche, ed ogni strumento utile che ci consentirà di riprendere il vostro operato, vedremo se i vostri artifici continueranno, ricordatevi che noi umili cacciatori non ci siamo appoggiati a personaggi che questi giorni vengono proposti in Tv con altri scandali Valletopoli in primis, ma l'essere presi in giro incessantemente, ha portato a giocare sporco come voi stessi ci avete insegnato. Le foto le abbiamo noi, i filmati pure, speriamo una volta per tutte CHE LA LEGGE SIA UGALE PER TUTTI......... e in nome del popolo Italiano sia data sentenza.
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Il mondo venatorio 24/03/2007 - Andrea

Ordinanza del Ministro

L’Ordinanza del Ministero della Salute emanata il 12 Dicembre 2006 sulla TUTELA DELL'INCOLUMITA' PUBBLICA DALL'AGGRESSIONE DI CANI e qui sotto il mio modesto parere sull’argomento. Il Ministero della Salute ha emanato un’ordinanza, pubblicata il 13 gennaio 2007, che definisce il taglio della coda dei cani un “maltrattamento” che, come tale, è proibito e perseguibile penalmente.Su questo argomento si sono aperte molte discussioni, di chi è a favore e di chi è contro.Vorrei iniziare subito da una domanda che nasce spontanea: Ma è vero che è un maltrattamento?Da un punto di vista della precocità della prole, gli animali si dividono in “precocial” ovvero quelli i cui neonati godono di un alto grado di immediata autonomia (come: cavalli, bovini, pecore, capre, maiali) e ”altricial”, cioè tardivi che invece hanno bisogno di una lunga permanenza nella tana, come il cane. Di quest’ultimo i suoi cuccioli nascono ciechi, sordi, con scarsa mobilità, indifesi, rimanendo così per diversi giorni, durante i quali il loro sistema nervoso non è ancora completamente sviluppato. In questo periodo i tempi che intercorrono fra gli impulsi nervosi e le conseguenti reazioni sono molto lunghi e si normalizzano solo dopo il 10°-14° giorno, cioè quando i cuccioli aprono gli occhi.Premetto che il termine per effettuare la caudotomia viene anticipato a tre o quattro giorni dalla nascita per lasciare ampio margine di sicurezza alla non percezione del dolore.Infatti quando tagliamo loro la coda nei primi giorni dopo la nascita, i cuccioli emettono un breve guaito, né più né meno di quando nella cuccia inavvertitamente la madre li calpesta. Dopo di che si tranquillizzano e riprendono a poppare come s e nulla fosse successo. Quindi se non c’è dolore, non c’è neppure maltrattamento.Il problema sta nel come garantire che il taglio della coda sia effettivamente fatto nei primi tre o quattro giorni di vita e assolutamente non più tardi.A mio parere, l’unica soluzione che si può formulare è che la caudotomia venga fatta da un veterinario che attesti il rispetto dei termini temporali mediante un certificato che l’allevatore deve allegare alla denuncia di nascita (cosicché il pedigree contenga l’indicazione o annotazione di “cane scodato”). Poi bisogna ancora dire che ci sono razze che da sempre sono state scodate (come in molti affreschi sono ritratti-vedi Ambrogio Lorenzetti nel Palazzo di Siena). Quindi è importante notare che le code dei cani di queste razze, se lasciate integre, sono smisuratamente grosse. Oltre a ciò ci sono casi in cui già a tre giorni di vita, nelle code si notano forti deformazioni delle vertebre, come code uncinate o deformate. Tutto ciò avviene proprio perché in queste razze le code non sono mai state oggetto di selezione….in quanto venivano sempre tagliate. Oltre a ciò, bisogna tener conto del punto di vista comportamentale di tali razze canine, di cui dimenano vistosamente la coda, generalmente in modo molto più vivace rispetto ai cani appartenenti a razze alle quali la coda non viene tagliata, cosicché – se le loro code fossero lasciate integre – le sbatterebbero violentemente contro piante e strutture, provocandosi ferite ed ulcerazioni dolorose.Il maltrattamento quindi consiste proprio nel non tagliare le loro code; un pò l’opposto di quel che l’ordinanza ministeriale si propone. Queste ed altre motivazioni sono alla base di ciò che vi ho esposto. Ma voglio precisare che questo mio giudizio va "solo ed esclusivamente a favore di particolari razze canine adibite ad attività venatoria con problemi di coda troppo ingombrante e soggetta a lesioni o traumi" e non ad altre. N.B. L'ordinanza tratta anche di alti aspetti come il divieto di utilizzo del collare elettrico, ecc.Qui vi ho esposto solo un aspetto degli argomenti trattati all'interno della su citata ordinanza, poiché credo che questo sia uno dei punti più vicini alle problematiche dei cacciatori.
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Caccia al cinghiale 23/03/2007 - PASSATORE

“L’ISTINTO DELLA TRACCIA”

Cari colleghi mi preme affrontare il tema della passata, sento un interesse crescente per questo argomento. Ognuno di noi in base al proprio metodo di caccia che svolge ritiene più o meno importante la fase della passata, personalmente ritengo che un segugio debba saper esprimere al meglio tutte le fasi e cioè cerca, accostamento, scovo e seguita. Certo la mia esperienza che parte dalla caccia alla lepre col segugio mi porta ad una concezione di versa di valutazione del lavoro del cane da cinghiale. Ritengo importante, per quanto riguarda la caccia la cinghiale, la fase dell’accostamento, quindi bisogna costruire un cane che abbia tali caratteristiche, perché i cani vanno costruiti!! Come fare? Per risolvere questo interrogativo ci sono diverse astuzie da parte del cacciatore-cinofilo e precisamente: prima fase è la scelta di una razza di segugi predisposta da madre natura ad effettuare la passata, questo perché non si può pretendere che cani di un certo tipo svolgano compiti non adeguati alle loro caratteristiche genetiche (non si può pretendere che un segugio si metta in ferma come un setter). Pertanto bisogna scegliere un segugio che effettui istintivamente la fase della passata, per quanto poi concerne l’addestramento di questo soggetto bisognerà improntarlo sul risveglio di questo istinto. Personalmente seguo il vecchio metodo del nonno, adesso ve lo racconto potrete trovarlo banale o scontato ma comunque valido ed efficace. Non appena i miei cuccioli di Beagles, cani che cacciano a naso incollato al terreno, raggiungono l’età di 4 – 5 mesi inizio a dressarli con il coniglio facendoli dapprima incattivire sull’animale facendoglielo vedere correre davanti, d’appresso nascondendoglielo rendendo il gioco, perché di gioco si tratta, sempre più difficile. Una volta che i cuccioli dimostrano di riuscire a trovare il coniglio, si deve passare alla fase successiva che è quella di farli incattivire nella cerca, questo si ottiene facendo camminare il solito coniglio in mezzo ad un prato, facendolo correre tornare su se stesso, rendendo cioè difficile la linea dell’usta lasciata dall’animaletto e poi toglierlo e riporlo in gabbia. Fatto ciò si prende un solo cucciolo che ha gia dimostrato interesse e lo si porta nel prato, vedremo il nostro cucciolo che cercherà senza trovare nulla all’infinito, attiverà iniziative varie traccerà cercherà tra i rovi proverà in tanti posti senza trovare nulla. Questo sembrerà essere stupido, ma attiverà all’interno della scheda genetica del nostro cane i neuroni necessari per sviluppare il senso della traccia e dell’iniziativa. Poi logicamente ci saranno fasi successive che serviranno a formare il nostro cane ma per oggi ci basta aver affrontato questa prima fase. Perché il cane si costruisce a piccoli passi, non forzando troppo il nostro cucciolo facendogli bruciare le tappe, diffidando di chi da emerito ignorante ti racconta di avere fenomeni a 4 mesi di età, il fenomeno sarà lui non i suoi cuccioli!! By Passatore
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Il mondo venatorio 23/03/2007 - scovatore

MA CHE CREDETE !!

Amici oggi è stata una giornata particolare per me , e penso per tanti di voi e tra questi gli amici che anno scritto gli articoli questo” mondo di ladri” e” ci vuole serietà,” io li ringrazio a nome di tutta la categoria, si di quella seria , di quella pulita. Di quella che non ha paura di andare davanti allo specchio. Da questo è scaturita una giornata bella, una giornata dove si è incominciato a seminare il nuovo . una giornata dove mi sono arrivate telefonate di congratulazioni,e di incoraggiamento. E che io con tanto orgoglio ve ne stò portando a conoscenza. E a ringraziare pubblicamente istriano è passatore. Ma questo penso sia solo l inizio di questo discorso. Perché la strada è tortuosa e lunga ma con lo spirito che si respira su questo portale, le cose che si stanno seminando .domani daranno i loro frutti.e allora noi saremo sulla sponda del fiume a guardare il nemico che passa. Quel nemico che non merità pietà o compassione. Noi non odiamo e non portiamo rancore . noi ci accontentiamo di dire ai nostri amici come stanno le cose. Cioè ; con che gentaglia hanno a che fare quando vanno in un allevamento. Gli diciamo che ti vogliono far credere che sanno tutto loro. Ma poi in realtà non capiscono niente di cinofilia.ti dicono che hanno cento e più cani figlio di quello e di quell’ altra , tutto falso tutto inventato, tutto studiato.ma ormai sai che cosa diciamo a questi soggetti? MA CHE CREDETE !! CHE SIAM FESSI? By scovatore
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Il mondo venatorio 22/03/2007 - PASSATORE

“CI VUOLE SERIETA’ !!!“

Ci vuole serietà! Cari colleghi cacciatori-cinofili, chi di voi non si è mai rivolto ad un allevamento di cani per acquistare un cucciolo, cucciolone o un cane avviato o completo? Sicuramente il 70% di noi almeno una volta nella propria carriera ha voluto provare o quella o l’altra razza di cane da caccia, sia per curiosità sia per necessità e pertanto si è rivolto ad un allevatore qualsiasi. Troppo spesso, signori miei, ci siamo trovati a partecipare a discussioni che riguardano ora questo ora l’altro allevatore dove ognuno di noi dice la sua sull’argomento. Basta aprire una qualsiasi rivista di caccia che si trovano annunci di ogni genere, cani di tutti i tipi, età, grado di preparazione, allevamenti con affissi di ogni genere che annoverano nel loro palmares coppe, super coppe ecc. ecc.. Sarà poi vero tutto questo? Troppo spesso sento dire sai l’allevatore X mi ha rifilato una sola, l’allevatore Y si è comportato male, purtroppo questa è la realtà Italiana dove nel marasma generale c’è sempre qualcuno che si approfitta di chi è inesperto, di chi si fida, di chi è convinto dell’altrui serietà. Molte volte rimango allibito nel leggere di allevatori che possiedono cani supersonici super avviati, completi, capo muta mute intere A QUALSIASI PROVA!!!! Poi una volta effettuata la prova e costatata spesso l’incapacità del cane, pur di non ridarti l’assegno ti portano in giro offrendoti altri BROCCHI e ancora altri e alla fine si finisce o prendendo una solenne fregatura o in una lite sempre poco piacevole. Dov’è finita la serietà che governava gli allevatori degli anni ’70, quando ancora non c’era tutta questa speculazione intorno al mondo dei cani da seguita (ma non solo)? Mi ricordo che nel 1972, io ero piccolino, mio padre comprò un segugio italiano dal compianto Bruno Salvatori, “allevamento della Marciola”, un grande soggetto grande in ogni fase per la lepre, ricordo che ogni anno il buon Bruno scriveva una lettera a mio padre per verificare se era rimasto contento del cane e parliamo di un cucciolo di appena 45 giorni!!! Dove sono finiti questi allevatori che sapevano consigliarti, che ti erano vicini che ti seguivano nel percorso così arduo e tortuoso come quello dell’allevamento e dell’addestramento di un cucciolo? Non ci sono più, questa è la realtà!!! Oggi una volta che hai acquistato un cucciolo pagandolo a peso d’oro, perché non ti regala niente nessuno, sei abbandonato a te stesso! Neanche l’allevatore ha più interesse a sapere se il soggetto si è fatto un buon cane o meno, anzi hanno paura anche di risponderti al telefono. Pubblicano foto di cani spettacolari, campioni assoluti, di questa o quella specialità, vendono cuccioli figli di……, ma di chi? Di cani sicuramente di razza ma cani che la caccia non sanno neanche che cosa è? Figli di fattrici allevate come i polli in gabbia, adatte solo a figliare, che squallore!!! Questo mio intervento è volto a mettere in guardia tutti quei cacciatori che credono che basti comprare un cucciolo da un nome conosciuto che sicuramente verrà forte nella caccia. Per fare un cane, con la C maiuscola, ci vuole tanta passione, sacrificio e sudore, ma soprattutto ci vuole un cane predisposto che si potrà ottenere soltanto da tanti privati che ancora accoppiano tra loro cani che vanno a caccia! Solo in questo modo si potrà avere la speranza di costruire un cane da caccia! Un saluto by Passatore
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Il mondo venatorio 22/03/2007 - istriano

IN QUESTO MONDO DI LADRI

In questo mondo di ladri cantava il cantautore Antonello VENDITI, e questo il titolo del nostro articolo, ma i ladri non sono i politici, quelli ormai e cosa cronica, ma i nostri amati allevatori di cani da caccia, dove con affissi pomposi, e con frasi tipo qui si produce alta genealogia, inculano scusate la frase noi fessi cacciatori, che sfogliando riviste navigando su internet, veniamo abbagliati da tanto oro, ma siamo sicuri che si tratta di oro? A mio parere se è ferro e anche arrugginito e già tanto, ma noi portiamo esempi fatti realmente accaduti per confermare tutto questo nostro pessimismo, infatti su questo portale, dove ribadisco ancora per l'ennesima volta, e un incontro tra cacciatori amanti della caccia e dei cani più volte e scaturito questo argomento, con lamentele, storie di fregature da lasciarci le mani, cani venduti come super campioni discendenti dal campione X, e poi rilevatosi un “cane de istelzu”, traduco il sardo cane da ciotola, perchè quello era il suo vero valore. Ma iniziamo portando fatti per avallare tutto ciò, per ragioni di querele inutili che farebbero solo pubblicità a questi presunti allevatori, non indicheremo nomi e località, ma una cosa voglio ribadire con forza noi non abbiamo paura di indicare tizio o caio, la nostra coscienza e pulita e a posto ma siccome noi piace la caccia, piace discutere, non vorremo che qualche giudice amico di VOI meschini allevatori, decida di chiuderci, per oscurare, per sotterrare la realtà che voi invece cercate in tutti modi di farci credere. Allevatore rinomato di Arigeois e altre razze Francesi, il sottoscritto decide di comprare due cuccioli di Arigeois, mi vengono presentati due cucciolate, dove al dire dell'allevatore il padre e la madre sono campioni sulla lepre quindi il costo e doppio, penso che posso accettare visto che ho letto che i suoi genitori sono insuperabili sulla lepre lo saranno anche i figli, scelgo due dove ricevo i complimenti dell'allevatore per la scelta, per me fa con tutti cosi, comunque i due cuccioli portati in Sardegna affianchi a cani con le palle sulla lepre si sono rilevati una schifezza, uno paura dello sparo, l'altro non sapeva far altro che innaffiare tutti i cespugli della Sardegna. Un mio amico compra una muta di petit gascon sempre da un allevamento dei più grossi e rinomati, prezzo lasciamo stare ma il mio amico e pazzo, a caccia soggetti validi, ma sorpresa erano tutti sterili sia maschi che femmine, l'allevatore dichiara che non sapeva nulla, come vendi una muta e non sai che sono sterili? Un altro acquista un segugio Italiano da lepre, già in canile mostra timidezza, ma l'allevatore conferma che a caccia le lepri se le inventa, viene sciolto dopo 45 giorni quindi tempo per ambientassi al nuovo padrone, una volta libero il cane verrà battezzato con il nome di Flash, talmente era velocea scapare che credo abbia stabilito il nuovo record del giro della Sardegna, ancora c'e gente che ricorda e prende puntualmente in giro lo sfigato inculato di turno. Potrei continuare all'infinito, ma non servirebbe a nulla, bisogna amici cari diffidare di gente che propone campioni discendenti da generazioni dove si narra che cinghiali e lepri quando sentono che nel bosco vi siano questi cani scappino come missili, e pura fantasia, ho come quell'allevatore che propone il segugio d'Abruzzo, follia totale, se vogliamo acquistare un cane già fatto proviamolo davanti al proprietario in terreno libero, lasciamo stare recinti e prove in dopo 30 giorni, quello l'assegno lo incassa e voi vi tenete un brocco, per quanto riguarda l'acquisto di un cucciolo discendente dal DIO in persona, diffidate a voi non lo vende di sicuro, vi rifilano cucciolate prodotte per fare cassa, si ma la loro, ricordiamoci che il vero cane si vede nel bosco, dove non circolano solo cinghiali, ho lepri, ma circolano tanti altri simpatici animali, tra cui il nostro amico Bambi (capriolo), che tanti cani da cinghiale riesce a portarsi in giro per il bosco, quindi questi CAC , ECC, dati come caramelle a i bambini sono frutto di fantasia di amici giudici nei confronti di amici allevatori, ma questa e un altra storia..................ciao alla prossima.
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Confronti 21/03/2007 - istriano

NIVERNESE contro ISTRIANO

Subito dopo aver pubblicato l'articolo sul Griffon Nivernese, ricevo una email sul mio indirizzo di posta elettronica da un signore della Provincia di Cuneo, il quale mi invita gentilmente a contatarlo telefonicamente a riguardo dei Nivernesi. Subito mi metto in contato, tra me penso vedrai che mi prendo un cazzietone per l'articolo, non sarà piaciuto per nulla, invece con grande soddisfazione ricevo dei complimenti, anzi mi invita in modo pressante a vedere i suoi Nivernesi sul cinghiale, senza pensarci un attimo, e approfittando della giornata libera organizziamo per il giorno seguente Martedi 20 Marzo, avrei voluto vederli in terreno libero, ma purtroppo qui sono severi, i controlli giustamente vengono effettuati, quindi si decide per un recinto di grandi dimensioni, in modo da ammirare i cani. Si decide di comune accordo che lui porta due Nivernesi e il sottoscritto due istriani in modo da metterli a confronto, premetto per i più “rognosi”, che in questo sito si parla di cani a 360 gradi senza distinzione di razze, senza avvantaggiare una a discapito di un altra, per quanto riguarda il sottoscritto per quelli che pensano che sia pubblicità a favore della razza istriana, io non sono allevatore, ma appassionato sia di istriani che di razze Francesi, non commercio cani, anzi COMPRO a suon di euro, quindi e solo un modo di contrapporre in modo amichevole due splendide razze sul cinghiale. Il terreno dove si svolge l'addestramento e situato in collina, recinto abbastanza “sporco”, ma anche tanti pezzi puliti in modo da ammirare i cani nel loro lavoro, scioglie per primo il proprietario dei due Nivernesi, dove indicheremo solo il nome per sua volontà Francesco, poi v'errano sciolti i due istriani del sottoscritto in modo che il confronto venga effettuato ad armi pari. CERCA E PASSATTA********************************************************** NIVERNESE- Dopo la sciolta attaccano subito la pastura del cinghiale, si portano compatti abbastanza veloci con voci forti su un ruscello, qui si fermano inizia un concerto di voci il cinghiale rimane fermo, dopo 5 minuti decide di partire. ISTRIANI- Dopo la sciolta, tardano un pò a trovare la passata, ma viene subito trovata dal maschio, si portano marcando con voce su una radura, inizia l'abbaio al fermo, a debita distanza, dopo 10 minuti partono due cinghiali. SCOVO************************************************************************* NIVERNESE- E' stato veloce, molto sbrigativo, una volta raggiunto il cinghiale sono rimasti a distanza palesando grandi doti di coraggio. ISTRIANI- All'inizio trovata difficoltà, ma poi una volta agganciata la traccia, hanno manifestato tutte le loro doti per cui gli istriani sono conosciuti. VOCE************************************************************************** NIVERNESE- Qui siamo nel top delle voci, abbaio sulla traccia, sul fermo un concento di tenori, in seguita uno spettacolo. ISTRIANI- La voce dell'istriano e molto differente da quelle dei Francesi, ma squillante, sonora, martellante. ATTITUDINE AL FERMO****************************************************** NIVERNESE- Una volta raggiunto il cinghiale i due Nivernesi si sono prodigati in un eccellente abbaio al fermo, si sono posti a distanza, ma compatti, fermi sull'animale, in caso di attacco del cinghiale si potrebbe immaginare qualche danno se non veloci a scansarlo. ISTRIANI- Sul cinghiale l'istriano si mette a distanza “circondando” l'animale, e come se facesse una ruota intorno alla rimessa, meno vulnerabile in caso di attacco. SEGUITA******************************************************************** NIVERNESE- Sonora, compatta, in fila indiana con giusti cambi, a debita distanza, sul fallo del cinghiale risolto molto velocemente, siamo stati costretti a interrompere la seguita per mancanza di tempo, ma sicuramente cane molto lungo da spingere i cinghiali fino alle poste più estreme. ISTRIANI- Compatta, veloce, l'istriano in terreno pulito con poca vegetazione in velocità a pochi rivali, i cinghiali si sono fermati più volte per fronteggiare i cani indispettiti dalla loro vicinanza, ma senza esito negativo per i cani. RIENTRO******************************************************************* NIVERNESE- Non potuto constatare in quanto la seguita veniva interrotta, ma sicuramente cane lungo, ma il proprietario riferiva che sono sempre rientrati ( anche il giorno dopo ). ISTRIANI- Idem come il Nivernese cane lungo recuperato anche il giorno seguente. CONSTATAZIONE FINALE***************************************** La prova purtroppo si è svolta in recinto, quindi a poco valore, sicuramente in terreno libero sarebbe stata altra musica, avremo potuto apprezzare le grandi doti di questi cani, ma non importa infondo volevo vedere all'opera le due razze, in particolare il Nivernese razza ripeto poco conosciuta, ma se in mano a gente capace come l'amico Francesco saprà regalarci grandi emozioni, quelle che noi cerchiamo nei nostri insuperabili ausiliari.
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Il mondo venatorio 19/03/2007 - fireblade74

Leishmania

Si tratta di una malattia infettiva e contagiosa a carattere zoonosico, ad andamento generalmente cronico causata da protozoi del genere Leishmania. Le leishmanie vennero viste per la prima volta da Cunningham in India nel 1885 in persone affette da "bottone d'Oriente". Nel 1903 Marchand osservò dei parassiti, simili a quelli visti da Cunningham, in strisci di milza di un cinese morto in Germania di "Kala-azar"; nello stesso anno e quasi contemporaneamente, Leishman e Donovan descrissero dei microrganismi identici ritrovati in persone ammalate di "Kala-azar". Questi parassiti vennero denominati Piroplasma donovani da Laveran e Mesnil e Leishmania donovani da Ross, mentre i protozoi ritrovati nelle forme di "bottone d'Oriente" vennero chiamati da Wright Leishmania tropica. Nel 1909 Linderberg isolò dalle ulcere cutanee di un brasiliano un parassita denominato da Vianna (1911) Leishmania braziliensis. La prima segnalazione di leishmaniosi canina è del 1908 (Nicolle e Comte); in seguito si ebbero diverse altre segnalazioni sulla presenza delle leishmanie in altre specie animali. Per quanto riguarda l'agente vettore del parassita, il primo a sospettare i flebotomi fu Pressat nel 1905. Nel 1990 l'OMS riportò i casi di leishmaniosi umana nel mondo nel numero di 12 milioni circa, con un incremento intorno a 400.000 - 1.200.000 di nuovi casi ogni anno, in particolare in paesi della fascia equatoriale e subequatoriale. La diffusione della malattia risulta influenzata da molti fattori: • - Ambiente (densità dei flebotomi nelle aree endemiche, altitudine e caratteristiche geologiche del territorio, ecc.); • - Clima (temperatura, tasso di umidità, ecc.); • - Condizioni socio-sanitarie (malnutrizione, incidenza nella popolazione umana di soggetti affetti da immunodeficienza acquisita, elevata concentrazione di animali infetti, randagismo, ecc.); • - Mancanza di presidi immunizzanti (ossia vaccini) efficaci sia nell'uomo che nel cane. In Italia i casi ufficiali di leishmaniosi umana, nei 5 anni che vanno dal 1994 al 1999, sono stati circa 700 (ma molto probabilmente quelli reali sono molti di più), di cui ben 150 diagnosticati in pazienti HIV positivi. La maggior parte dei soggetti colpiti proviene da regioni endemiche centro-meridionali, nelle quali il cane rappresenta il principale serbatoio di malattia. Spesso l'uomo, grazie ad una risposta immunitaria cellulo-mediata, non manifesta alcun sintomo in seguito all'infezione; inoltre nelle forme sintomatiche di solito risponde bene alla terapia e guarisce completamente sia dal punto di vista sintomatologico che da quello parassitologico (cosa almeno eccezionale nel cane). Invece nei soggetti immunodepressi gli insuccessi terapeutici e le ricadute sono frequenti, per il tipo di risposta prevalentemente umorale (analogamente a quanto accade nel cane) e conseguente produzione di ingenti quantità di anticorpi non protettivi, con la possibilità di determinare patologie da immunocomplessi. Le numerose segnalazioni degli ultimi anni di casi di leishmaniosi canina provenienti da aree tradizionalmente ritenute indenni (anche dell'Italia settentrionale), debbono portare alla conclusione che - in pratica - non esistono zone, comunemente abitate, che possano essere considerate completamente sicure. Infatti se fino al 1989 il Nord Italia era considerato praticamente indenne dalla leishmaniosi canina, oggi abbiamo dei focolai accertati in Veneto, Emilia Romagna e Piemonte ed altri probabili in Trentino e Lombardia. La regione Le leishmanie sono microrganismi dixeni che necessitano di un ospite intermedio costituito da un vettore ematofago, e di uno definitivo, rappresentato dall’ospite vertebrato. Le leishmanie di nostra pertinenza sono quelle inserite da Lainson e Shaw (1979) nella sezione Suprapylaria, comprendente protozoi parassiti dei soli mammiferi: le fasi di sviluppo dei microrganismi avvengono nelle sezioni enteriche media ed anteriore del flebotomo; il contagio è assicurato dalla puntura dell’insetto parassitato sul mammifero ospite. La sezione Hypopylaria comprende invece leishmanie proprie dei sauri: i protozoi si insediano e si sviluppano nella porzione enterica posteriore (piloro-ileo-retto) dei flebotomi vettori; il contagio dei sauri si realizza presumibilmente con l’ingestione, da parte dei sauri medesimi, dei flebotomi parassitati. Infine la sezione Peripylaria comprende leishmanie parassite di mammiferi e sauri: le fasi di sviluppo dei microrganismi si realizzano nella parte enterica posteriore del flebotomo vettore, con migrazione poi dei protozoi nella sezione enterica anteriore; il contagio è assicurato dalla puntura del flebotomo parassitato sul mammifero ospite (e, si presume, sul sauro ospite). Le leishmanie sono microrganismi dimorfici: nei mammiferi infestati Leishmania si presenta sotto forma di amastigote (da qualcuno detta forma a leishmania) con corpicciolo rotondo, globoso od ovalare, immobile, delle dimensioni di 2-5 µ di lunghezza per 2-3 µ di larghezza, fornito di protoplasma granuloso omogeneo perifericamente delimitato da un plasmalemma tristratificato; di grosso nucleo sferico centrale od eccentrico; di cinetoplasto (kinetoplasto, DNA extranucleare) piriforme od a bastoncino, spesso situato alla periferia del corpo parassitario ed in posizione antinucleare (spesso perpendicolare al nucleo). È presente il rizoplasto, abbozzo di flagello costituito da due microtubuli assiali circondati da 9 paia di microtubuli periferici, che si diparte in prossimità del cinetoplasto da un corpo basale o blefaroplasto e si esaurisce, senza esteriorizzarsi, alla periferia della cellula protozoaria, circoscritto, nel suo breve percorso, da un manicotto citoplasmatico rivestito dal plasmalemma, che qui si invagina profondamente in modo da costituire attorno al rizoplasto stesso una tasca flagellare aperta verso l’esterno. La via naturale del contagio è rappresentata dall'inoculazione dei promastigoti metaciclici infettanti, da parte dei flebotomi parassitati, durante un pasto di sangue, nella cute (sito primario d'infezione) dei mammiferi ospiti. Non si escludono altre possibili vie di contagio, come quella dell'ingestione volontaria o accidentale, da parte del mammifero, dei flebotomi parassitati.
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Cani 19/03/2007 - PASSATORE

IL BEAGLE

Quella deI Beagle è una razza antica, allevata già nel secolo XIII nel suo Paese d'origine, l'Inghilterra. Si tratta di un segugio di piccola taglia, ben costruito, la cui funzione essenziale è quella di cacciare, seguendo la passata, primariamente la lepre, anche se poi è stato adattato a tutta la selvaggina da pelo. E' un cane dal temperamento equilibrato e mai discontinuo. Mi sono avvicinato a questa razza nei primi anni '90, in quanto mi regalarono un cucciolo proveniente da uno strano incrocio Beagle x Vandeano: questo cane si rivelò presto il classico fenomeno già all'età di 8 mesi. All'età di appena 2 anni questo cane morì, ma le sue gesta rimasero famose! Quello che mi colpì di questo soggetto fu la straordinaria somiglianza ad un Beagle, tranne che per il pelo e la statura, seppur non eccessiva. Infatti il suo modo di lavorare era proprio quello di un Beagle! Di lì a poco iniziai a contattare qualche allevatore o pseudo tale, che - come al solito - parlava di struttura, standard, colore, tutti fattori importantissimi ma non si affrontavano mai discorsi su linee di sangue da caccia! Finalmente ebbi modo di rintracciare un allevatore di Brescia, che agli inizi degli anni '80, quando la caccia al cinghiale dalle mie parti era agli albori, vendette un paio di Beagles ad una squadra vicina. La discendenza di quella linea scorreva nelle vene di quell'incrocio di cui vi ho parlato sopra. Insieme ad un carissimo amico acquistammo 2 Beagles adulti ed un cucciolone, da quel momento iniziò la mia storia con questa simpatica razza. Nel periodo di prova dei soggetti adulti, rimanemmo increduli nell'assistere ad alcuni episodi, come quando questi cani seguirono la traccia di un solengo, che trovarono dopo circa un paio di Km. Ricordo che furono proprio i cani a segnalarci su uno stradone di un castagneto il passaggio dell'animale, premetto che era il mese di agosto e, data la siccità, l'animale non marcò al suo pasaggio. Misero subito in luce la loro specialità, di cui fino a quel momento avevo solo sentito parlare, "LA PASSATA"! Questo a significare che, indipendentemente dalla razza di segugi sulla quale far ricadere le proprie scelte, il cacciatore-cinofilo (più cinofilo che cacciatore!) dovrà avere come unico obiettivo la creazione di soggetti completi, capaci di effettuare lunghi accostamenti, abbaiare a fermo ed inseguire. La mia esperienza di segugista nasce dalla caccia alla lepre, pertanto ho cercato di cacciare il cinghiale come la lepre, slegando i miei Beagles sulla pastura notturna degli animali; questa razza ha risposto bene al compito. Mentre il Beagle effettua istintivamente la traccia, risulta meno istintivo sull'abbaio a fermo, che acquisisce col tempo e, una volta acquisito, non risulta mai aggressivo, permettendo sempre al cacciatore di accostarsi. Nella seguita il Beagle si esalta fino allo stremo, è capace di inseguire un cinghiale per ore ed ore sino allo sfinimento. La scelta di questa razza dipende da molti fattori: primo fra tutti il Beagle deve piacere al cacciatore, in secondo luogo il territorio, ove si effettua la caccia, deve permettere al Beagle di poter esprimere a pieno le sue qualità, che lo contraddistinguono dagli altri segugi. Oggi troppo spesso sento dire "il mio cane fa la passata..." da cacciatori che, dopo qualche metro di traccia, trovano i cinghiali! Io li definisco pseudo-segugisti, gente che ha conosciuto l'esistenza del cane da seguita soltanto perchè va di moda la caccia al cinghiale, senza avere alcuna nozione di base, nozione che si acquisisce solo cimentandosi con la lepre. Nel 1994 provai a costruire una muta di Beagles per la lepre, rimasi esterefatto nel vedere 5 cuccioloni di circa otto mesi lavorare in muta con un collegamento perfetto l'uno all'altro. Solo allora ebbi finalmente la consapevolezza della loro grande maestria nel portare il filo dell'usta notturna del selvatico. Tutt'oggi conservo scrupolosamente la linea di sangue originaria e di tanto in tanto viene fuori qualcosa di buono (buon sangue non mente!). Concludo questo mio intervento, affermando che i Beagles sono segugi predisposti da madre natura ad effettuare un lavoro, che parte dalla traccia, passa per l'accostamento, arriva al covo e termina nella canizza; renderli corti o storpiare una sola di queste fasi è e sarà un sacrilegio, ma non soltanto per i Beagles!!! By Passatore
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Cani 19/03/2007 - istriano

GRIFFON NIVERNAIS

Una razza poco impiegata in Italia sul cinghiale e il Griffon Niverrnais, ho noto come il Nivernese, io personalmente sono venuto in possesso due anni fa di due cuccioloni, e un cane adulto, premetto che se dovessi giudicare per i cani avuti dal sottoscritto il mio giudizio sarebbe negativo, ma siccome capisco bene che il giudizio non può essere fatto su tre cani, e per giunta scarti di un canile, ma esteso sulle qualità e doti di questo magnifico ausiliare, visto all'opera in provincia di Savona dove in quel frangente dimostrò tutte le sue grandi doti di ottimo cacciatore. Il Nivernese, e una razza antica, credo forse una delle più antiche nata in Francia, dove deriverebbe dai cani del popolo gallico dei segusii, che abitò nella Bresse e nella valle segusina del Piemonte, secondo il compianto maestro Zacchetti i nivernesi, hanno qualità morali con i nostri segugi a pelo forte, dove potrebbe esserci una lontana parentela il suo aspetto e un irsuto, qualcuno potrebbe scambiarlo per un cinghiale, il pelo lungo e arruffato forte e duro, la sua misura standard e fra i 53 e 58 cm per le femmine e 55 e 60 cm per i maschi, nell'antichità vi erano due standard come nella maggior parte delle razze Francesi una grande e una di taglia media, il manto e grigio lupo, ho grigio cinghiale, il suo impiego sul cinghiale in Francia e molto diffuso, meno in Italia, come descritto sopra poca conosciuta, ma per chi ha visto cacciare questo cane dichiara che a pochi rivali, sempre che la battuta si svolga in luogo ampio, ed non vi siano altri cani più veloci di lui, in quanto la sua cerca della passata anche se precisa non è tra le più veloci, ma comunque riesce sempre a stupire dove altri cani hanno invece desistito giungendo sempre alla rimessa del cinghiale, dove il suo abbaio al fermo con la sua voce possente e inconfondibile rendono la bestia nera poco sicura nel suo rifuggio. E molto a suo agio in zone con grossa macchia mediterranea, dove rovetti, cisto, non sono una problema per il suo mantello, anzi e proprio adatto per questi luoghi, nella seguita anche se non velocissimo in quanto segue la pista del cinghiale passo per passo, e tenace e lunga, direi a volte infinita per interdici dalla mattina alla sera, ma questo e un suo pregio, e un cane che può essere impiegato sia in muta, che in coppia e singolo, ma io consiglio una muta dove per gli amanti delle seguite e voci da tenori penso non abbia rivali, cane di buona iniziativa, docile fra le mure domestiche dove purtroppo anche questo non è un problema da sottovalutare, per i sempre non amanti dei cani pronti a denunciarvi al primo abbaio fuori luogo. Che aggiunger ancora, e un cane da provare, adatto in zone sporche ma anche in quelle pulite, cane non molto veloce, ma affidabile sul cinghiale, non affiancare ad altri cani ma da impiegare con soggetti della stessa razza, o per lo più dello stesso passo, in Italia non so se esistono allevamenti, ma esistono appassionati ed in particolare in provincia di Savona e forse qualcuno anche in Toscana amanti di questi cani che impiegano sul cinghiale, se qualcuno è interessato a questa razza, ho alleva saremo felici di scambiare informazioni, ho delucidarci di più su questa altra meravigliosa razza Francese, ma con origini Italiane....... speriamo che i nostri cugini Francesi non lo sappiano potrebbero cambiarli nome, ciao alla prossima.
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Cani 18/03/2007 - Nicolas

Il segugio dell'appennino

Questo cane inizia la sua cariera culla caccia alla lepre all' età di 6 mesi , poi il destino vuole che lui intraprenda pure la caccia sul cinghiale e si è scoperto un fenomeno però non avendo molta esperienza iniziacon i suoi inseguimenti e caniccie varie senza mai abbaiare a fermo. Un bel giorno all' età di 5 o 6 anni per fortuna o sfortuna come si vuol dire , in una mischia un cinghiale lo carica colpendolo e scaraventendolo via, Jury cade a terra riportando un taglio che venne chiuso con 5 o 6 punti grazie alla sua piccola mole e il suo peso di solo 13Kg non ha avuto grossi danni, ma da quel giorno il piccolo lepraiolo incomincia ad abbaiare a fermo al cinghiale anche da notevole distanza segnalando l'animale o gli animali presenti e i loro spostamenti grazie alla sua esperienza su lepre diventato anche un ottimo cane da cinghiale lui si fà notare da tutti come un super cacciatore ed inseparabile amico per la scuadra. Da quel giorno non si poteva uscire in battuta senza il piccolo Segugio dell'appennino, che di volta in volta migliorava e non disdegnava nemmeno qualche pennuto l'importante per lui era cacciare e divertirsi con la sua indole migliore. Difficilmente si trovano cani simili.
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Il mondo venatorio 18/03/2007 - istriano

LA VITA è MAGICA!!!

La nascita di questo portale e frutto grazie a due personaggi della cinofila Italiana, Arcangelo ALBANO noto con il nick FIREBLADE74, e il maestro Renato DI MARTINO, noto SCOVATORE, con l'intento di far conoscere le varie razze che vengono impiegate sul cinghiale senza alcun intento di lucro, ma nel contempo anche un incontro dove scambiarci opinioni, discutere, confrontarci sui temi della caccia e non, ed è per questo che mi accingo a scrivere questa storia dove con la caccia non ha all'apparenza nulla a che fare ma se uno legge bene e riflette su quello scritto capisce che la vita a volte presenta il suo conto, a volte crudele, a volte benevolo, ieri sera ho dovuto assistere all'ennesimo incidente stradale dove tre giovani dell'età compressa tra i 19 e 22 hanno perso la vita, nel vedere lo strazio dei genitori e il corpo di quei giovani riversi sull'asfalto ho pensato di scrivere questa storia dove mi venne raccontata da una mia cara amica dopo essere miracolosamente scampata alla morte in un incedente stradale. Una cara amica costretta a vivere su una sedia a rotelle dopo un brutto incidente, disse al suo compagno, di immaginare di aver vinto un concorso per cui ogni mattina una banca gli avrebbe accreditato sul conto 86.400 euro. Ma ogni gioco ha le sue regole, e quello ne aveva due: “ La prima è che tutto quello che non hai speso durante la giornata viene tolto dal conto la sera, non si può barare, non puoi trasferire i soldi su un altro conto, non devi far altro che spenderli ma ogni mattina al tuo risveglio, la banca ti apre un nuovo conto, con altri 86.400 euro, per la giornata. Seconda regola: la banca può interrompere il gioco senza preavviso; in qualsiasi momento può dirti che è finito, che chiude il conto e che non ce ne sarà un altro: Che cosa faresti? Lui non capiva: “ è molto semplice, è solo un gioco, ogni mattina quando ti svegli ti danno 86.400 euro, con il solo vincolo di spenderli durante la giornata, il denaro non speso verrà ripreso quando vai a dormire; ma questo gioco, o questo dono del cielo, può smettere da un momento all'altro, capisci? La domanda è che cosa faresti se ti facessero un dono così? Lui rispose sinceramente che avrebbe speso fin all'ultimo euro per viziare se stesso, o per fare regali alle persone che amava: Avrebbe fatto in modo di utilizzare ogni centesimo d'euro che la “banca magica” gli offriva, per portare felicità nella sua vita e in quella di coloro che lo circondavano, “anche di quelli che non conoscono, perché credo che non riuscirei a spendere 86.400 euro al giorno solo per me e per i miei amici. “ Ma dove vuoi arrivare?” Questa banca magica”, rispose lei, “L'abbiamo tutti;è il tempo! È la cornucopia dei secondi che si sgranano! Ogni mattina al risveglio, ci vengono accreditati 86.400 secondi di vita per la giornata e quando la sera ci addormentiamo non c'e riporto sul conto nuovo, il tempo che durante la giornata non è stato vissuto si perde, ieri è passato. Ogni mattina questa magia ricomincia, ancora una volta ci vengono accreditati 86.400 secondi di vita. Però giochiamo con una regola inevitabile: la banca può bloccare il conto ogni momento, senza preavviso. La vita può fermarsi in ogni momento. Perciò che cosa facciamo dei nostri 86.400 secondi quotidiani? Non sono più importanti dei soldi? Da quando aveva avuto l'incidente, capiva ogni giorno come ben poca gente sapesse contare e apprezzare il tempo. Spiego la conclusione della storia: “ Se vuoi capire che cosa è un anno di vita, chiedilo a uno studente che appena è stato bocciato all'esame di fine anno. Un mese di vita: parlane con una madre che ha partorito un bimbo prematuro e aspetta che esca dall'incubatrice per stringerlo tra le braccia, sano e salvo. Una settimana: chiedilo a un uomo che lavora nei forni per metalli ad altre temperature, o in miniera per nutrire la sua famiglia. Un giorno: domandalo a due innamorati persi che aspettano di vedersi. Un 'ora: chiedilo a una persona che soffre di claustrofobia, bloccata in ascensore: Un secondo: osserva l'espressione di chi è appena scampato da un incidente d'auto, e un millesimo di secondo: chiedilo all'atleta che alle Olimpiadi ha vinto la medaglia d'argento e non quella d'oro per la quale si era allenato tutta la vita. LA VITA E BELLA, E MAGICA. Perciò, approfittiamone, gustiamoci il valore di ogni istante........
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Il mondo venatorio 18/03/2007 - istriano

LA VITA è MAGICA!!!

La nascita di questo portale e frutto grazie a due personaggi della cinofila Italiana, Arcangelo ALBANO noto con il nick FIREBLADE74, e il maestro Renato DI MARTINO, noto SCOVATORE, con l'intento di far conoscere le varie razze che vengono impiegate sul cinghiale senza alcun intento di lucro, ma nel contempo anche un incontro dove scambiarci opinioni, discutere, confrontarci sui temi della caccia e non, ed è per questo che mi accingo a scrivere questa storia dove con la caccia non ha all'apparenza nulla a che fare ma se uno legge bene e riflette su quello scritto capisce che la vita a volte presenta il suo conto, a volte crudele, a volte benevolo, ieri sera ho dovuto assistere all'ennesimo incidente stradale dove tre giovani dell'età compressa tra i 19 e 22 hanno perso la vita, nel vedere lo strazio dei genitori e il corpo di quei giovani riversi sull'asfalto ho pensato di scrivere questa storia dove mi venne raccontata da una mia cara amica dopo essere miracolosamente scampata alla morte in un incedente stradale. Una cara amica costretta a vivere su una sedia a rotelle dopo un brutto incidente, disse al suo compagno, di immaginare di aver vinto un concorso per cui ogni mattina una banca gli avrebbe accreditato sul conto 86.400 euro. Ma ogni gioco ha le sue regole, e quello ne aveva due: “ La prima è che tutto quello che non hai speso durante la giornata viene tolto dal conto la sera, non si può barare, non puoi trasferire i soldi su un altro conto, non devi far altro che spenderli ma ogni mattina al tuo risveglio, la banca ti apre un nuovo conto, con altri 86.400 euro, per la giornata. Seconda regola: la banca può interrompere il gioco senza preavviso; in qualsiasi momento può dirti che è finito, che chiude il conto e che non ce ne sarà un altro: Che cosa faresti? Lui non capiva: “ è molto semplice, è solo un gioco, ogni mattina quando ti svegli ti danno 86.400 euro, con il solo vincolo di spenderli durante la giornata, il denaro non speso verrà ripreso quando vai a dormire; ma questo gioco, o questo dono del cielo, può smettere da un momento all'altro, capisci? La domanda è che cosa faresti se ti facessero un dono così? Lui rispose sinceramente che avrebbe speso fin all'ultimo euro per viziare se stesso, o per fare regali alle persone che amava: Avrebbe fatto in modo di utilizzare ogni centesimo d'euro che la “banca magica” gli offriva, per portare felicità nella sua vita e in quella di coloro che lo circondavano, “anche di quelli che non conoscono, perché credo che non riuscirei a spendere 86.400 euro al giorno solo per me e per i miei amici. “ Ma dove vuoi arrivare?” Questa banca magica”, rispose lei, “L'abbiamo tutti;è il tempo! È la cornucopia dei secondi che si sgranano! Ogni mattina al risveglio, ci vengono accreditati 86.400 secondi di vita per la giornata e quando la sera ci addormentiamo non c'e riporto sul conto nuovo, il tempo che durante la giornata non è stato vissuto si perde, ieri è passato. Ogni mattina questa magia ricomincia, ancora una volta ci vengono accreditati 86.400 secondi di vita. Però giochiamo con una regola inevitabile: la banca può bloccare il conto ogni momento, senza preavviso. La vita può fermarsi in ogni momento. Perciò che cosa facciamo dei nostri 86.400 secondi quotidiani? Non sono più importanti dei soldi? Da quando aveva avuto l'incidente, capiva ogni giorno come ben poca gente sapesse contare e apprezzare il tempo. Spiego la conclusione della storia: “ Se vuoi capire che cosa è un anno di vita, chiedilo a uno studente che appena è stato bocciato all'esame di fine anno. Un mese di vita: parlane con una madre che ha partorito un bimbo prematuro e aspetta che esca dall'incubatrice per stringerlo tra le braccia, sano e salvo. Una settimana: chiedilo a un uomo che lavora nei forni per metalli ad altre temperature, o in miniera per nutrire la sua famiglia. Un giorno: domandalo a due innamorati persi che aspettano di vedersi. Un 'ora: chiedilo a una persona che soffre di claustrofobia, bloccata in ascensore: Un secondo: osserva l'espressione di chi è appena scampato da un incidente d'auto, e un millesimo di secondo: chiedilo all'atleta che alle Olimpiadi ha vinto la medaglia d'argento e non quella d'oro per la quale si era allenato tutta la vita. LA VITA E BELLA, E MAGICA. Perciò, approfittiamone, gustiamoci il valore di ogni istante........
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Cani 17/03/2007 - SARDUS

Lo slovensky kopov

Lo slovensky kopov appartiene alla famiglia dei segugi e la sua nazione di origine e la Cecoslovacchia, pur essendo un cane di origini assai antiche il suo riconoscimento è avvenuto solo negli ultimi 50 anni. Morfologicamente è un cane ben strutturato e raggiunge i 45/50 centimetri, il mantello è di colore nero con focature rosse sulle zampe, il petto e nella zona degli occhi ed il pelo assai folto non raggiunge i 2 centimetri. Il kopov è un cane estremamente intelligente e versatile, ottimo ausiliare utilizzato per la caccia ai grossi ungulati. Dotato di grande senso di orientamento è attaccattissimo al proprio padrone. Risulta altresì un cane di facile addestramento.Tra le doti predominanti nello slovensky kopov è la tenacia e la costanza nel seguire la traccia fresca o la pista anche per diverse ore. L'abbaio a fermo ne fa di questa razza una caratteristica fondamentale. Viene utilizzato, prevalentemente singolo o in coppia, raramente viene utilizzato in mute. Poco conosciuto ed utilizzato in Italia, gode invece di un grosso prestigio nei paesi dell'est europeo.
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Cani 15/03/2007 - istriano

GRIFFON BLEU DE GASCOGNE

Il primo Griffon Bleu de Gascogne, lo vidi 20 anni fa in Sardegna, era in possesso di un mio carissimo amico, che lo usava sulla lepre, gli fu data da un suo conoscente dalla vicina Corsica, cane molto veloce nello scovo, e nella seguita, ma come tutte le belle cose, una notte fu portato via da persone senza scrupoli per ignota destinazione. Lo standard del Griffon Bleu, parla di un cane molto polivalente, quindi usato sia sulla lepre che sul cinghiale, il suo aspetto generale e un griffone dall'apparenza rustica, e solidamente costruito, il suo comportamento sul animale da cacciare e di un naso fine, con ottima voce, e pieno di ardore ed iniziativa, il suo carattere, e vivace, giocherellone, ed affettuoso, la taglia varia per i maschi 0,50 a 0,57 m, per le femmine 0,48 a 0,55 m, il suo stile di lavoro prevale leggermente sul cinghiale, la voce e mezza strada tra lo scagno e l'urlo, il muso viene portato radente al terreno nella ricerca della passata notturna, quando l'emanazione diventa flebile, leggera, tende ad allargarsi palesando grandi doti di iniziativa, muta molto unita, ma a volte si apre a ventaglio formando diverse unità, la seguita condotta a ritmo continuo generalmente a passo uguale per tutti i componenti della muta, e un grande abbaiatore al fermo, dove il cinghiale preferisce scappare che rimanere a sentire la sinfonia di voci del Griffon. Questo in linea di massima e quello che prevede lo standard, io aggiungo delle mie considerazioni personali, in quanto visto più volte sia a caccia quella vera, e sia in gare su terreno libero, e un cane molto maneggevole per il conduttore, alla sciolta procedono a ventaglio dove come recita il moto dei moschettieri tutti per uno, uno per tutti, al primo scagno del capomuta tutti accorrono in suo aiuto, grandi accostatori, una volta ho assistito ad una muta di Griffon nel mese di Luglio con temperatura Africana, accostare un cinghiale per quasi un Km, per poi una volta giunti sulla rimessa del animale, farlo partire come un razzo, ricordo ancora bene quella scena in quanto il sottoscritto per schivare il verro incazzato e dovuto letteralmente volare sopra un grosso macchione di spine. Cane abbastanza presente in Italia dove viene tutelato dal Club Italiano Blue Gascogne, i cuccioli iscritti si aggirano in media sui 500, ma molte cucciolate in mano ad privati non vengono registrate, in canile e un cane docile e mai un abbaio fuori luogo, si lega in modo morboso al suo conduttore, cosa dire ancora io come descritto sopra ho visto cacciare il Griffon, e un cane a mio parere che rende molto di più in terreno con macchia mediterranea, che in quello di alta montagna, ma questo e solo una mia considerazione, e difficile trovare soggetti timidi, cani non aggressivi sul cinghiale, ma grintosi e tenaci, il rientro e veloce, ed facili da addestrare esclusivamente solo sul cinghiale, ma come tutte le belle cose prima di acquistare un cane già fatto e questo vale per tutti i cani, PROVARE in terreno libero, diffidate di recinti, questi vanno bene se si deve avviare un cucciolo, ma per un cane che sicuramente dal venditore verrà decantato come un mostro della natura, non va bene......diffidate gente diffidate. Alla prossima
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Il mondo venatorio 13/03/2007 - istriano

GUARDIE ASSOCIAZIONI VOLONTARIE

"LORO FUNZIONI" La funzione di questo sito fin dalla sua nascita, e di parlare a 360 gradi di caccia, senza escludere nessuno, ambientalisti compressi, noi vorremo riuscire a far capire anche a chi ci rema contro, ed attenzione ci sono anche associazioni che tutelano per modo di dire NOI cacciatori, che come intendiamo noi la caccia nel rispetto delle regole, leggi, e di chi e preposto per il controllo di tali cose, non influiamo minimamente nello sterminio di specie di animali in via di estinzione, anzi grazie anche al nostro “intervento”, nel sistema ambiente e fauna riusciamo a tenere in vita specie che fino ad oggi era solo un remoto ricordo, vedessi starne, pernici in luoghi dove era 50 anni che non si vedevano, senza parlare di pulizia sentieri, ruscelli, ed non abbattimento interi canneti prima rifugio per varie specie acquatiche dove anche nidificavano, ed ora ritrovo di intere colonie di gabbiani, questo senza velo di polemica voluto da una associazione ambientalista, ma anche tra di loro non e oro tutto quello che luccica. Vogliamo cercare di spiegare amici cacciatori la funzione delle Guardie Associazioni Venatorie, e quelle della Protezione Ambientale, preciso che se ci fossero delle inesattezze rilevate dalle varie Associazioni saremo lieti di correggere, nella speranza di creare un avvicinamento tra noi cacciatori, e chi e preposto per il controllo. Purtroppo la legge 157/92 legge sulla caccia è poco chiara chi abilità al controllo, sequestro, di eventuali infrazioni commessi da noi cacciatori quindi anche a noi elencare tutte le associazioni che possono farlo e chi no, e impresa ardua, ma vogliamo partire da quelle più conosciute nella speranza che qualcuno escluso ci corregga in posso/non posso. Intanto per poter effettuare un controllo, bisogna essere Agenti/Uffici di P.G , tolti carabinieri, polizia ecc, sono anche le guardie forestale, nell'ambito territoriale dell'ente di appartenenza, le Guardie della provincia dei comuni quando in servizio, sono altresi agenti di P.G. Nei limiti del servizio cui sono destinate e secondo le rispettive attribuzioni, le persone alle quali le leggi e regolamenti attribuiscono le funzioni previste dall'art. 55, quindi qui rientrano le varie associazioni, ma attenzione non tutte, e mi spiego meglio non tutte le associazioni volontarie sono riconosciute, il WWF SI, L'ENPA NO, quindi significa che una guardia volontario del WWF puo effettuare controllo, e eventuale sequestro, uno dell'ENPA SOLO CONTROLLO, ma stiamo parlando dei solo DOCUMENTI previsti per la caccia., se un volontario dell'ENPA vi chiedesse di aprire lo zaino per effettuare una perquisizione NON PUO FARLO. Il controllo generalmente si svolge nel chiedere i documenti previsti per poter esercitare la caccia, ed contestare eventuali infrazioni previste nella legge sulla caccia, far aprire uno zaino è già un atto che chiede la qualifica di Agente di P.G, in quanto l'agente dovrà motivare su APPOSSITO VERBALE, firmato da lui e da chi è stato controllato, il controllo dello zaino, quindi consiglio quando vi viene chiesto di aprire lo zaino di rispondere semplicemente” io non lo apro lo faccia lei e rilasci verbale di perquisizione motivando l'azione”, e diverso quando siete fermati per strada ed un Carabiniere vi chiede di vedere il triangolo, e una semplice escamotage per “guardare” dentro il bagagliaio senza lasciarvi verbale, ho venite controllati allo stadio, sono poteri “speciali” di Ordine Pubblico che consentono tale procedura. In caso di infrazione dove comporta il sequestro del fucile, cartucce, ed eventuale fauna abbattuta, possono farlo ripeto gli Ufficiali ed Agenti di P.G, qui rientrano le Guardie WWF, hanno potere di eseguirlo, il sequestro redatto da apposito verbale, deve seguire con elezione di domicilio, da parte del Agente nei confronti di chi si procede, ma ricordo che non è obbligatori farlo subito può essere eseguito anche in un secondo tempo ma sempre in vostra presenza in quanto si dovrà nominare l'Avvocato di fiducia se in possesso, ho l'avvocato d' Ufficio se non. Quindi ricapitolando non tutti gli appartamenti alle associazioni di volontariato possono fare sequestri, bisogna essere riconosciuti, ma controllo cioè potere ispettivo richiesta documenti purtroppo si, spero di essere stato chiaro, nell'attesa di delucidazioni, imprecisioni formulate in questo articolo auguro a tutti una cortese collaborazione sempre nel nome della caccia. ,