ARIGEOIS ” Il Cane del Re”

In questo sito dove e aperto a tutti non si parla solo di cani proveniente dalla ex Juglosavia, ma parliamo anche con molto piacere di altre razze impiegate sul cinghiale, con questo non vorremo essere considerati dei sapientoni della caccia, dove solo noi sappiamo parlare di cani e di come si caccia il cinghiale, ripeto per l’ennesima volta il sito e aperto a TUTTI, ma vogliamo descrivere, raccontarvi le nostre esperienze su varie razze da noi impiegate personalmente, e non per sentito dire, iniziamo in primis con quelle francesi, dove tantissimi cacciatori impiegano sempre di più nella caccia al cinghiale. Questa volta parliamo dell’ Arigeois, non sto a raccontarvi le sue origini, dove credo a NOI cacciatori poco importa, ma per chi e interessato a tutto questo, in due parole e il briquet del mezzogiorno di Francia, dove è stato selezionato nella sua provincia l’Ariege, da abili cacciatori di quei luoghi. E un cane principalmente impiegato sulla lepre, ma ultimamente con grossi risultati sul cinghiale, basta vedere gli ultimi campionati sociali dove e sempre ben piazzato, se non primo, tutto questo sta comportando sempre più estimatori per questa razza, ma a mio parere si sta abusando un po di questa “troppa” popolarità creando linee di sangue non adatte per il re del bosco. Infatti si vedono sempre più spesso cani timidi, ombrosi, tutto questo per far cassa, bisogna prima di acquistare rivolgersi ad allevatori seri, e ricordarsi che è tutelato dal Club Italiano Bleu de Gascogne, dove a istituito un progetto di allevamento e riproduzione selezionata, in modo da produrre soggetti più omogenei ben costruiti. L’Arigeois nella caccia al cinghiale, ma ripeto sempre che si possiedano soggetti adatti per questa caccia, e un cane che da spettacolo, e un cane da muta e molto facile da addestrare sul selvatico da impiegare, nella ricerca della passata lavorano tutti assieme dando voce in fase di accostamento, una volta raggiunta la rimessa del cinghiale, e una sinfonia di voci ho visto poche volte il cinghiale rimanere per più di un minuto fermo, con la sua voce da urleur spaventerebbe anche un esercito di barbari, in seguita procedono tutti in fila indiana, ma non incalzando da vicino il cinghiale, il rientro e abbastanza celere, anche se è un cane di straordinaria potenza olfattiva, quindi finché ne hanno non si fermano, un particolare molto importante, e un cane che si lega in modo morboso al conduttore, quindi e un cane “difficile da rubare”,, un altro particolare importante e il suo colore bianco cosa non trascurabile nel bosco, ogni tanto capita che qualche sbadato postaiolo scambi un segugio scuro per un cinghiale. Che dire ancora, io lo consiglio, ma attenzione ripeto per l’ennesima volta a non trovare cani ombrosi e diffidenti, il sottoscritto era in possesso di una muta che qui in Liguria ancora ne parlano, ma una volta portata in Sardegna dove si caccia l’incontrario della Liguria, si fa un baccano della madonna, trovai tutta la muta ad eccezione di due soggetti dal carrello terrorizzati, solo allora mi accorsi che in mano non avevo l’oro, ma del ferro, e pure arrugginito………………..alla prossima.