Cacciatore s.m. 1 colui che pratica la caccia, spec. con il fucile.
Questa è la definizione che ognuno di noi può trovare sul dizionario, ma , davvero è tutto qui?
Volendo generalizzare si, in quanto di solito sono i cacciatori che vanno in giro con il fucile, ma soprattutto negli ultimi anni si è diffusa l’abitudine, anche tra chi proprio cacciatore non è,di andare in giro a fare il far west.
Si dibatte tanto ultimamente sulla posizione dei cacciatori, si dice che siano dei pazzi che sparano a qualsiasi cosa si muove, e che gli interessi solo la “ciccia”; in alcuni casi purtroppo ci sono persone così, che si avvalgono della nomina di cacciatori,quando in realtà si tratta solo di “sparatori”.
Si parla di incidenti in tv, incidenti tra cacciatori, ma in realtà non tutti sono incidenti tra cacciatori, la maggior parte sono incidenti tra persone imprudenti, persone che vanno magari a tirare a cervi dentro al parco nazionale, persone che poi…ci scappa la tragedia perché, nella flebile luce dell’alba, quell’ombra sembrava un cervo…e invece era un amico.
Ci sono anche quelli che vengono a caccia solo se gli garantisci che, stando alle tracce, i cinghiali ci sono, ma io credo che il cacciatore non sia questo: il cacciatore si sveglia, magari parte con il suo cane e non gli interessa di quanti kg di cinghiale porta a casa o di quanti fagiani o starne, si accontenta di vedere lavorare il suo vecchio cane, compagno di tante avventure, o magari gli basta la luce del sole nel cielo limpido dell’inverno, che sbuca da dietro i monti.
Si sente dire che i cacciatori non amano gli animali, che sono degli sterminatori, questo è vero solo in parte, quando colui che non è veramente cacciatore si definisce tale; il cacciatore in realtà ama la natura come forse pochi altri, ama gli animali che caccia (frase paradossale ma a mio parere vera) ,
e si preoccupa del loro stato di salute e della loro salvaguardia, poiché sanno che la continuazione della caccia dipende dalla continuazione della fauna selvatica.
Si dice che i cacciatori, e qui mi riferisco ai cinghialai, non amano i loro cani, che li mandano al massacro nella lotta con il cinghiale….e non siamo mica al Colosseo!!!!
Ho visto canai che hanno smesso di andare a caccia quando è morto il cane migliore, ho visto uomini ispidi e un po’ “ruvidi” piangere e correre verso la geep con il cane ferito in braccio, ho visto canai menarsi perché uno aveva sgridato il cane dell’altro, e mi sono resa conto che per il cane il massimo divertimento è la caccia, lui è felice quando vede il suo padrone che attacca il carrello e prende il guinzaglio…vuol dire che si parte!
Purtroppo certe malignità sui cacciatori, in realtà sono basate sulla “moda” del cacciatore (diffusa, aimè, molto nel centro Italia), su quei personaggi , cacciatori della domenica, mezzi cacciatori, chiamateli come vi pare per i quali la caccia e un passatempo come un altro, solo uno svago, spari un paio di colpi fai due risate leggi un giornale e ti fumi una sigaretta alla posta!! Si presentano con armamentari da guerra e ottiche da migliaia di euro, difficilmente ne vedrete uno tirar su un cinghiale che poi si sporca la giacca Beretta! E difficilmente, cosa peggiore,ti staranno mai a sentire!
Con questo non dico che la caccia non debba essere aperta a tutti, ma credo che soprattutto il cinghiale dovrebbe essere regolamentato in modo da assicurarsi che le persone che cacciano in squadra siano competenti, e consapevoli del pericolo che comunque comporta questo tipo di caccia.
Pur essendo la caccia al cinghiale la più diffusa, nei corsi di abilitazione l’argomento viene toccato poco e niente, e comunque solo sul piano di regolamentazione; nessuno ti spiega come stare alla posta, come sparare.
Un primo passo è stato fatto, con l’obbligo per i neopatentati di andare accompagnati il primo anno, ma poi in realtà non c’è chi li controlla, perciò forse occorre fare di più.
Una soluzione potrebbe essere sull’esempio della patente di guida: a partire dai 16/17 una “abilitazione temporanea” tipo foglio rosa,che dura fino ai 18, che abilità alla detenzione di armi e alla caccia solo se in presenza di un cacciatore anziano. Con una “abilitazione temporanea” di almeno 1 anno per chi abbia già superato i 18.
Vorrei sapere l’opinione, di coloro che cacciatori lo sono davvero, su questo passo; potrà essere utile al ripristino di quella umiltà, e saggezza che si è un po’ persa?
Rampi.
CHI è IL CACCIATORE ?
Cacciatore s.m. 1 colui che pratica la caccia, spec. con il fucile.
Questa è la definizione che ognuno di noi può trovare sul dizionario, ma , davvero è tutto qui?
Volendo generalizzare si, in quanto di solito sono i cacciatori che vanno in giro con il fucile, ma soprattutto negli ultimi anni si è diffusa l’abitudine, anche tra chi proprio cacciatore non è,di andare in giro a fare il far west.
Si dibatte tanto ultimamente sulla posizione dei cacciatori, si dice che siano dei pazzi che sparano a qualsiasi cosa si muove, e che gli interessi solo la “ciccia”; in alcuni casi purtroppo ci sono persone così, che si avvalgono della nomina di cacciatori,quando in realtà si tratta solo di “sparatori”.
Si parla di incidenti in tv, incidenti tra cacciatori, ma in realtà non tutti sono incidenti tra cacciatori, la maggior parte sono incidenti tra persone imprudenti, persone che vanno magari a tirare a cervi dentro al parco nazionale, persone che poi…ci scappa la tragedia perché, nella flebile luce dell’alba, quell’ombra sembrava un cervo…e invece era un amico.
Ci sono anche quelli che vengono a caccia solo se gli garantisci che, stando alle tracce, i cinghiali ci sono, ma io credo che il cacciatore non sia questo: il cacciatore si sveglia, magari parte con il suo cane e non gli interessa di quanti kg di cinghiale porta a casa o di quanti fagiani o starne, si accontenta di vedere lavorare il suo vecchio cane, compagno di tante avventure, o magari gli basta la luce del sole nel cielo limpido dell’inverno, che sbuca da dietro i monti.
Si sente dire che i cacciatori non amano gli animali, che sono degli sterminatori, questo è vero solo in parte, quando colui che non è veramente cacciatore si definisce tale; il cacciatore in realtà ama la natura come forse pochi altri, ama gli animali che caccia (frase paradossale ma a mio parere vera) ,
e si preoccupa del loro stato di salute e della loro salvaguardia, poiché sanno che la continuazione della caccia dipende dalla continuazione della fauna selvatica.
Si dice che i cacciatori, e qui mi riferisco ai cinghialai, non amano i loro cani, che li mandano al massacro nella lotta con il cinghiale….e non siamo mica al Colosseo!!!!
Ho visto canai che hanno smesso di andare a caccia quando è morto il cane migliore, ho visto uomini ispidi e un po’ “ruvidi” piangere e correre verso la geep con il cane ferito in braccio, ho visto canai menarsi perché uno aveva sgridato il cane dell’altro, e mi sono resa conto che per il cane il massimo divertimento è la caccia, lui è felice quando vede il suo padrone che attacca il carrello e prende il guinzaglio…vuol dire che si parte!
Purtroppo certe malignità sui cacciatori, in realtà sono basate sulla “moda” del cacciatore (diffusa, aimè, molto nel centro Italia), su quei personaggi , cacciatori della domenica, mezzi cacciatori, chiamateli come vi pare per i quali la caccia e un passatempo come un altro, solo uno svago, spari un paio di colpi fai due risate leggi un giornale e ti fumi una sigaretta alla posta!! Si presentano con armamentari da guerra e ottiche da migliaia di euro, difficilmente ne vedrete uno tirar su un cinghiale che poi si sporca la giacca Beretta! E difficilmente, cosa peggiore,ti staranno mai a sentire!
Con questo non dico che la caccia non debba essere aperta a tutti, ma credo che soprattutto il cinghiale dovrebbe essere regolamentato in modo da assicurarsi che le persone che cacciano in squadra siano competenti, e consapevoli del pericolo che comunque comporta questo tipo di caccia.
Pur essendo la caccia al cinghiale la più diffusa, nei corsi di abilitazione l’argomento viene toccato poco e niente, e comunque solo sul piano di regolamentazione; nessuno ti spiega come stare alla posta, come sparare.
Un primo passo è stato fatto, con l’obbligo per i neopatentati di andare accompagnati il primo anno, ma poi in realtà non c’è chi li controlla, perciò forse occorre fare di più.
Una soluzione potrebbe essere sull’esempio della patente di guida: a partire dai 16/17 una “abilitazione temporanea” tipo foglio rosa,che dura fino ai 18, che abilità alla detenzione di armi e alla caccia solo se in presenza di un cacciatore anziano. Con una “abilitazione temporanea” di almeno 1 anno per chi abbia già superato i 18.
Vorrei sapere l’opinione, di coloro che cacciatori lo sono davvero, su questo passo; potrà essere utile al ripristino di quella umiltà, e saggezza che si è un po’ persa?
Rampi.