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beppe
Utente registrato - 2009-01-24 22:25:21
Bravo istriano, veramente hai saputo esporre in pieno quello che ho cecato di dire io sul forum, veramente ho da farti solo che i complimenti! [lo]
Un aluto dal Beppe
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beppe
Utente registrato - 2009-01-24 22:31:13
A quasi dimenticavo: contrabbattete questo, miei cari studiosi e censitori di ovili!
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claudioejack
Utente registrato - 2009-01-26 08:36:38
1 piccolo appunto.Nel 2006 la regione piemonte non ha autorizzato l'abbattimento del capriolo mediante l'uso dei segugi.In piemonte non è,e non e mai stato autorizzato l'uso del segugio nella caccia al capriolo.
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FIORENTINO
Utente registrato - 2009-01-26 09:07:19
L’URCA NAZIONALE PRENDE POSIZIONE
SULL'USO DEL SEGUGIO RIFIUTANDO
FERMANTE LA POSSIBILITÀ DI CACCIARE
CERVIDI E BOVIDI AVVALENDOSI DEI CANI.
L’URCA Nazionale, in questo periodo animato da forti spinte
per cambiare l’approccio al prelievo di cervidi e bovidi, non solo
ha preso una posizione netta nel rifiutare l’uso del segugio per
questo genere di interventi, ma ha anche espresso in modo chiaro
questa posizione in quelle regioni e/o province dove è stato
necessario intervenire.
Inoltre, il Presidente Nazionale Luca Santini ha chiesto al
professor Sandro Lovari dell’Università di Siena, che nel
Convegno Urca a Montalcino era intervenuto sull’argomento, di
coordinare il Mondo Accademico Nazionale affinché partorisse
un documento nel quale venisse espressa la posizione del mondo
scientifico, per sgombrare il campo da eventuali
strumentalizzazioni della scienza da parte delle varie forze in
campo.
La presa di posizione ufficiale sull’argomento mette un punto
fermo con il quale tutti possono apertamente confrontarsi.
Il documento è stato stilato e firmato come si può vedere da
alcuni tra i più illustri accademici del nostro paese . Quello che
pensano in merito lo si capisce bene fino dal titolo del documento
stesso:
“NO ALLA CACCIA AI CERVIDI CON L’USO DEI
CANI DA SEGUITAâ€.
Il documento, appena ricevuto dalla presidenza Nazionale, è stato
portato all’attenzione del primo Consiglio Nazionale
dell’Associazione , tenutosi a Bologna in data 13/09/2003 ed il
Consiglio lo ha sposato e fatto proprio, con voto unanime, alla
luce della sua piena corrispondenza ai principi del Manifesto
Fondante dell’URCA Stessa. Il presidente URCA per Grosseto,
Carlo Ballerini, lo invia alla nostra Redazione perché venga
pubblicato integralmente e reso fruibile a tutti. Luca Santini,
Presidente Nazionale dell’URCA, con il pieno ed unanime
consenso del Consiglio Nazionale ha preso le distanze da tutte le
Associazioni Venatorie che non sostengono una caccia
conservativa ed etica ed ha lavorato negli ultimi mesi per formare
un fronte compatto di tutte quelle forze che invece credono nei
principi espressi nel manifesto dell’URCA.
La richiesta, ripetutamente formulata da alcune fonti di ambienti
venatori, di consentire la caccia ai Cervidi con l’ausilio dei cani da
seguita (singolo, coppie o mute) merita una sintetica risposta,
indipendente da argomentazioni emotive, dunque soggettive e
pertanto inadeguate a fornire soluzioni tecnicamente corrette.
Alcuni metodi tradizionali di caccia, applicati in Europa centrooccidentale
e meridionale, utilizzano mute di cani per stanare e
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inseguire cervi, caprioli e daini. In questo contesto possiamo
distinguere due tipologie principali: nella prima i cacciatori
seguono a cavallo una muta numerosa (fino a 50 cani) che, una
volta scovato un animale, lo insegue fino a raggiungerlo e
ucciderlo o bloccarlo in attesa del colpo di grazia dato da un
componente dell’equipaggio di caccia; è questo il caso della chasse
par force o venerìe praticata in Francia e del deer hunting inglese. Il
secondo metodo prevede che una muta (ma anche una coppia o
un singolo segugio) svolga le funzioni di ricerca, scovo e
inseguimento per condurre la selvaggina verso una linea di
cacciatori appostati e muniti di armi da fuoco; a questa tipologia
appartengono p.es. la monterìas in Spagna, la chasses aux chiens
courants in Francia , la deer hunts in Gran Bretagna e le cacce con cani
da seguita praticate in diverse province nord-orientali del nostro
Paese e in alcune aree della Grecia.
Questi metodi coinvolgono gruppi di cacciatori e addestratori
conduttori di cani, trasformando spesso la caccia in un evento
sociale che va al di là degli aspetti tecnici, che pure sono presenti
anche in questa forma di caccia: tracciatura preventiva con un
limiere, omogeneità (morfologica e comportamentale) e
coesione della muta durante le diverse fasi di lavoro, ecc.
Pur tenendo conto delle dovute distinzioni, le forme di prelievo
venatorio che prevedono l’uso dei cani da seguita sono
accomunate in varia misura da una serie di aspetti critici che
possono essere sintetizzati come segue.
Possibili alterazioni nella struttura della popolazione
cacciata.
I metodi di caccia che presuppongono che i Cervidi siano scovati
e inseguiti dai cani inducono un comportamento di fuga negli
animali coinvolti e pertanto risulta problematica, spesso
impossibile, una scelta del capo da abbattere nel rispetto di un
piano di prelievo qualitativo per classi di sesso e di età . Inoltre, a
causa della diversa fedeltà all’area, le cacce con i cani tendono a
produrre effetti differenti sui due sessi e sulle classi d’età , a
seconda della loro riluttanza ad allontanarsi temporaneamente o
permanentemente dall’abituale home range. Questo, in tempi più o
meno lunghi, può condurre a una destrutturazione della
popolazione, una condizione in contrasto con i principi di
conservazione della fauna selvatica.
Elevata percentuale di animali feriti.
Spinti dai cani, generalmente gli animali si presentano alle poste
in corsa: in queste condizioni il tiro, a maggior ragione se a canna
liscia, ha una precisione molto inferiore rispetto a quello
effettuato su animali fermi e con l’arma in appoggio,
IL NO DELLA SCIENZA
ALL’USO DEL SEGUGIO
PER LA CACCIA A
CERVIDI E BOVIDI
Prof.ri M. Apollonio, F. Giusti di Massa,
S. Lovari, D. Mainardi, P. Meneguz, A.
Meriggi, B. Ragni, M. Ramanzin, L.
Rossi, S. Spanò, G. Tosi e Dr. S. Toso.
determinando una elevata percentuale di capi feriti e non
recuperati. In tal modo lo stesso rispetto di un piano di prelievo
quantitativo diventa più difficile e meno controllabile e si
pongono evidenti problemi sul piano etico (sofferenze
prolungate agli animali colpiti) ed economico (perdita delle
carcasse).
Alterazioni nel comportamento spaziale degli animali
cacciati.
Nelle cacce con i cani l’inseguimento di Cervidi è spesso
prolungato, p. es. anche 20 km per il cervo in Gran Bretagna,
prima che l’ungulato venga ucciso, e l’effetto che questa attivitÃ
produce nella popolazione cacciata è di solito profondo,
soprattutto alterando la distribuzione naturale in quell’area. Uno
studio del 1975 ha riscontrato una diminuzione nella consistenza
del daino in un’area della Spagna meridionale, in conseguenza di
ripetute cacce con cani. I daini si spostarono perifericamente
all’area cacciata, formando gruppi numerosi nelle zone marginali
ancorché queste fossero meno idonee per la specie. In Danimarca
è stata riscontrata la completa scomparsa del capriolo dai boschi
in cui viene consentito il rilascio incontrollato di cani. In un’area
del Parco Regionale della Maremma, a seguito della presenza di
un solo cane sfuggito per un giorno al proprietario, due capriole
(dotate di radiocollare) si spinsero per più di 3 km fuori dal loro
abituale home range. I Cervidi non abbandonano facilmente le aree
a loro familiari, tollerando anche forti livelli di disturbo antropico,
ma la presenza di cani in libertà sembra causare effetti profondi,
forse perché quasi tutte le attività umane diventano dopo qualche
tempo eventi prevedibili e pertanto controllabili per i Cervidi,
mentre il disturbo prodotto dai cani è più articolato e concentrato
sull’ungulato, mimando la presenza di un predatore naturale,
come il lupo, che però è molto più raro, elusivo e silenzioso del
cane. Per motivi inerenti al bilancio energetico “costi/beneficiâ€, il
lupo molto raramente insegue la preda per più di 1 km, ma i cani
(alimentati e allevati dall’uomo) non sono sottoposti alle
medesime limitazioni fisiologiche. È stato registrato uno stabile
aumento degli home range di cervi e caprioli a seguito delle cacce
con cani, nonché un comportamento più irrequieto e mobile
anche negli individui che non erano stati oggetto di inseguimenti
diretti. In conseguenza del diverso comportamento dei caprioli
appartenenti alla popolazione cacciata con cani, sono stati notati
effetti analoghi estendersi anche alle popolazioni circonvicine in
una sorta di “reazione a catenaâ€.
Un effetto rilevato in tutte le aree in cui i Cervidi vengono cacciati
con l’ausilio di cani è non sorprendentemente la loro mag giore
diffidenza e selezione di aree fittamente boscose, con
conseguenze negative per le possibilità d’osservazione da parte
dei cittadini non cacciatori e per l’attuazione di tecniche di caccia
selettiva (ove la visibilità degli animali è fondamentale per la
riuscita della caccia).
Alterazioni del quadro fisiologico per effetto dello stress.
Esistono anche dati relativi alla sofferenza e allo stress che i Cervidi
subiscono allorquando sono inseguiti dai cani. Il Prof. P.P.G.
Bateson dell’Università di Cambridge, in Gran Bretagna, ha
recentemente condotto uno studio in cui sono stati misurati e
valutati gli effetti comportamentali e fisiologici della caccia con
cani sul cervo. Da questo studio, effettuato monitorando con
attenzione i cervi prima, durante e dopo la caccia, nonché
rilevando i parametri del sangue degli animali uccisi per
determinarne lo stress fisiologico, è emerso che l’inseguimento è
letteralmente estenuante per il cervo. Infatti il livello dell’ormone
cortisolo (un indicatore fisiologico di stress) cresce molto
rapidamente nel sangue dell’animale in relazione alla durata
dell’inseguimento, così come l’emoglobina (la principale proteina
contenuta nei globuli rossi), rilasciata in circolo dalla rottura
indotta delle cellule del sangue. Nel corso dell’inseguimento, fin
dalle prime fasi, i muscoli del cervo mostrano inoltre segni
crescenti di danno fisico a causa dello sforzo eccessivo. Questo è
comprovato anche dai livelli di un ormone analgesico (endorfinabeta),
che salgono nel sangue in proporzione alla durata
dell’inseguimento. Miopatie da prolungato stress, con decorso
lento, sono ben note nei Cervidi: fin’oltre il 10% può morire in
meno di un mese, dopo avere sofferto in una situazione di sforzo
fisico. Inoltre lo stress prolungato può condurre a un
indebolimento del sistema immunitario, pertanto è ipotizzabile
che i cervi inseguiti (ma che riescano a sfuggire alla caccia)
possano successivamente essere più soggetti a contrarre malattie.
Insomma, a un’attenta analisi, le cacce con cani producono effetti
fisiologici letteralmente devastanti sul cervo presumibilmente
anche sul daino che pure nei millenni passati hanno evoluto
strategie antipredatorie basate in larga misura sulla fuga (come si
può dedurre dalla loro anatomia, in cui sono presenti alcune
caratteristiche da “corridoreâ€). Effetti ancora più gravi devono
essere attesi nel capriolo, che ha una struttura fisica da “saltatoreâ€
e si è evoluto sfuggendo ai predatori naturali con brevi corse, a
balzi, in bosco, portandosi rapidamente fuori vista e poi
nascondendosi.
È stato anche da qualcuno argomentato che un Cervide è meno
stressato se inseguito da una muta di cani latranti (che tradiscono
così la loro posizione nell’area), piuttosto che da un gruppo di lupi
silenziosi. Il vero dilemma (in realtà , nessun dilemma: i termini
della questione sono piuttosto chiari) non è “canidi rumorosi in
braccata/canidi silenziosi in inseguimentoâ€. L’alternativa è
“caccia con cani in braccata/caccia all’aspetto (cioè, caccia di
selezione)â€. I dati prodotti dai ricercatori dell’Università di
Cambridge dimostrano, attraverso il livello di ormoni da stress e
altri parametri fisiologici del sangue, che la sofferenza inflitta
all’animale è nulla o quasi per la caccia all’aspetto, mentre è
incontrovertibilmente massiccia quando l’animale viene
inseguito da una muta di cani (il numero di cani impiegati conta
poco, se inseguono da vicino la “predaâ€!). Ognuno può trarre le
conclusioni che la propria coscienza gli suggerisce.
Aspetti culturali con effetti sulla conservazione delle
popolazioni.
Negli ultimi decenni la diffusione della caccia di selezione in gran
parte dell’area alpina e dell’Appennino settentrionale ha
rappresentato un forte elemento di crescita culturale del mondo
venatorio, con indubbie ripercussioni positive che non
riguardano solo un uso ecologicamente compatibile delle
popolazioni di Ungulati, ma che investono l’approccio generale
alla gestione faunistico-venatoria e alla conservazione delle
risorse naturali. La possibilità di cacciare i Cervidi con i cani
rischierebbe di introdurre un elemento perturbatore in questo
processo in un momento in cui è invece auspicabile che esso si
consolidi definitivamente nelle aree in cui la presenza di questa
componente della fauna ha raggiunto buoni livelli e si espanda alle
regioni in cui essa si presenta carente o addirittura assente.
Riteniamo che le argomentazioni sopra evidenziate, in
accordo con la posizione a suo tempo espressa
dall’I.N.F.S., debbano essere tenute nella debita
considerazione dalle pubbliche amministrazioni
delegate alla stesura delle norme per la gestione
faunistico-venatoria. Poiché le caratteristiche
morfologiche e comportamentali dei Cervidi ne rendono
possibile la caccia attraverso metodi alternativi,
oltretutto più consapevoli e selettivi, ci sembrerebbe una
decisione superficiale e motivata esclusivamente da
interessi elettorali accettare la caccia con i cani da
seguita quale metodo di prelievo.
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scovatore
Amministratore - 2009-01-26 09:23:29
FIORENTINO FORSE TU NON HAI CAPITO UNA COSA!! DELL, URCA ME NE FOTTO ALTAMENTE.E KI è L, URCA ? SUA SANTITA'? MA PURTROPPO CARO FIORENTINO FORSE NON CI SIAMO CAPITI,ESTREMO MALE ASTREMO RIMEDIO STANNE CERTO.
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CANIZZA
Utente registrato - 2009-01-26 09:28:45
Caro Fiorentino, se tutte queste stronzate fossero realtà , se i cani provocassero tutti questi infarti agli ungulati, tutti questi stress, tutti questi disturbi, nelle zone dove affuttuiamo la braccata al cinghiale non dovrebbe esserci più nessuna traccia di questi selvatici... a me risulta che succede l'esatto contrario.
Smettiamola per cortesia di scrivere o pubblicare baggianate del genere... (n) :~( ):(
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beccaccie
Utente registrato - 2009-01-26 10:23:03
fiorentino ma tutta sta gente che scrive tutta questa teoria e mai uscita in un bosco?
E poi se si vogliono fare degli studi sarebbe meglio uscire nel bosco e vedere cosa capita in Italia e non nel resto del mondo.
A grazie a tutte queste cazzate fra un'pò andremo a caccia con archi e frecce, certottane, daghe tanto lo scoppio del fucile disturba la selvaggina e anche i cittadini del paese che la domenica vogliono dormire.
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beccaccie
Utente registrato - 2009-01-26 10:24:49
e soprattutto grazie a quei cacciatori che credono ancora negli asini che volano.....
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FIORENTINO
Utente registrato - 2009-01-26 10:28:56
Le "baggianate" sono state scritte dai seguenti Docenti universitari:
Prof.ri M. Apollonio, F. Giusti di Massa,
S. Lovari, D. Mainardi, P. Meneguz, A.
Meriggi, B. Ragni, M. Ramanzin, L.
Rossi, S. Spanò, G. Tosi e Dr. S. Toso.
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dom_011
Utente registrato - 2009-01-26 10:40:08
Caro Fiorentino, senza nulla togliere all'U.R.C.A. che comunque raccoglie solo una piccola parte dei cacciatori (peraltro molto regionalizzata visto che si orienta verso i "cacciatori dell'Appennino"), ma mi sembra di vedere il teatrino dei nostri signori politici che, in virtù della loro personalissima moralità , pretendono di avere la medicina universale per ogni male e non riescono a mettere in conto che, se di medicina si tratta, non deve uscire da presupposti pseudo-moralisti ma da obiettivi ed inconfutabili dignosi. Per l'argomanto selecontrollo, invece, si parla sempre di "stime teoriche", "possibilità di alterazione", "rischierebbe di introdurre un elemento perturbatore", "cervide meno stressato" ecc. ecc. tutti elementi dettati da una valutazione soggettiva del fenomeno e qundi di parte (fatta cioè da persone interessate). A questo punto non c'è bisogno di un esimio professore di universitario o di un luminare della scienza ma basta avere normale quoziente intellettivo e cultura medio/bassa, quale la nostra, per porsi una semplice domanda "cui prodest?", cioè a chi giova o fa comodo questa teoria e soprattutto cosa c'è sotto tuttio questo? Siccome anche per risposte a questo semplice interrogativo potrebbero essere innumerevoli ed anche queste dettate dalla moralità soggettiva di ognuno di noi, lascio a te ed a tutti gli amici che ci leggono ogni possibile alternativa. C'è una sola cosa che comunque unisce tutti ed è la passione e la scarica adrenalinica che ognuno di noi prova nello svolgere l'attività venatoria. Allora è giusto e corretto che tu continui a difendere la tua "forma di caccia preferita" ma non strumentalizzare, limitare, denigrare ecc. ecc. la "forma" scelta dagli altri, soprattutto non arrogarti il diritto (te o l'U.R.C.A.) di avere la "verità " sull'argomento. Dato incontestabile fino a questo momento storico, è che una grande fetta di cacciatori è costretta a cacciare in un fazzoletto di terra pagando una tassa Nazionale, una provinciale ed una locale, subendo restrinzioni di ogni genere (non parlo del giubbino rifrangente nelle dell'obbligo della palla unica ma dellal regola che mi costringe a non poter fare altre forme di caccaia su quel territorio durante la battuta o a quella che non si possa recuperare il cinghiale ferito fuori dalla zona e potrei citarne altre) mentre ci sono altri (pochi) eletti che, pagando le stesse tasse che pagano i primi, non solo possono spaziare sull'intero territorio ma si vedono attribuiti diritti impensabili (caccia notturna, in territorio con coltivazione in atto, durante i giorni di silenzio venatorio ed addirittura in estate) ed oltre a questo pretendono di essere più morali, di insegnare agli altri come si va acaccia e soprattutto di fare da bilancia nell'evoluzione di una sopecie piuttosto che di un'altra. Spero che la legge cambi presto, anche se non vedo molto attivismo neanche da parte delle nostre associazioni venatorie - pagate da tutti anche quelle - che con l'andare del tempo piuttosto che contribuire nell'amministrazione della pratica venatoria hanno convogliato i loro interessi verso la gestione "politica" del cacciatore. Pertanto, finchè dura, in bocca al lupo anche a voi selecontrollori, ma mi piacerebbe che anche al "cacciatore" tradizionale siano date le stesse possibiltà . Scusate la lunghezza ma quando comincio non riesco a frenarmi. Saluti a tutti
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aureliano
Utente registrato - 2009-01-26 10:58:18
Baahhhhh......alla caccia di selezione......
a)serve solo a far cassa,
b)non è caccia ma solo assassinio
c)alimenta clientelismi vari.
CACCIA AL CAPRIOLO A CHI PAGA LE TASSE: I CACCIATORI !!! Oggi lo abbattono i bracconieri o "gli amici degli amici"
Ove c'è sovrannumero,accertato da seri censimenti,
si provveda con le catture ((solo in questo modo si ha certezza dell'animale prelevato :sesso-salute ecc) e
quindi si facciano immissioni nelle zone di caccia
al cinghiale ove lo stress lo subiranno i NOSTRI AUSILIARI
e noi cacciatori alle prese con questo astuto ed imprevedibile ungulato. Au
8)
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FIORENTINO
Utente registrato - 2009-01-26 11:08:01
Tutti possono diventare cacciatori di selezione.
Se abbiamo così tanti privilegi, perchè non fate il corso anche voi?
Per contestare gli studi scientifici sopra riportati basta riprodurne altri dello stesso spessore scientifico che, dati alla mano, contestino i primi. Altrimenti sono inutili chiacchere da bar.
PER LA MODIFICA DELLA LEGGE IO SONO FAVOREVOLISSIMO AD AIUTARE SOLO I MIGRATORISTI, DAVVERO PENALIZZATI OGGI.
SE DOVESSE PASSARE LA CACCIA AL CAPRIOLO COL SEGUGIO E IN BATTUTA VORREI PASSASSE ANCHE LA CACCIA DI SELEZIONE AL CINGHIALE ANCHE NELLE ZONE RISERVATE ALLE SQUADRE....PERCHE' ANCHE QUESTO DELLE ZONE RISERVATE E' UN PRIVILEGIO...O NO??
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istriano
Redattore - 2009-01-26 11:12:02
Più si parla della caccia sul capriolo con il metodo di Selezione, e più mi accorgo che vengono solamente sbriciolati dati, su dati, studi fatti nella maggior parte da persone interessate a questo tipo di caccia, comunque dove il sottoscritto porta rispetto. L’URCA, giustamente e CONTRARIO al uso del segugio, e come se chiedessimo alla PRO SEGUGIO se favorevoli al divieto della caccia alla lepre e cinghiale con l’uso della muta o cane, cosa vi risponderebbero secondo voi? Ma non sono cosi presuntuoso da contestare dei dati scientifici fatti da professori, tecnici faunistici ecc, in fondo io non ho studiato il Capriolo. Si parla di tavoli per confrontarci, bene a questi tavoli, intanto chi si siede? Avete mai visto un semplice cacciatore farci parte? No, è tutto una messa in scena fatta per far vedere che si può ragionare su dati, è studi, TRALASCIANDO ESPERIENZE, e dati REALI IN LOCO , cioè DENTRO UNA BATTUTA di caccia. Porto un esempio di questi tavoli, è quando i Sindacati vanno a discutere sul rinnovo dei contratti, che fanno? PATTEGGIANO con il GOVERNO, tanto poi tra un paio di anni quando saranno loro al Governo faranno la stessa cosa. Perché non viene invitata una delegazione di lavoratori che si fanno il culo dalla mattina alla sera, per un misero stipendio, chi sono quei 4 sempre noti personaggi che devono decidere su quanto devo percepire al mese!! Che ne sanno, di turni di notte pagati con stipendi da terzo mondo!!! Così e nel mondo della Caccia URCA a deciso così, è quindi il capriolo in Italia si può cacciare solamente con il prelievo. Poi prendono come esempi studi fatti dalla Università di Cambridge sul CERVO, ma cari signori ma deve essere uno che a la terza media per dirvi, che lo stress interviene nelle popolazioni animali, sia domestiche che selvatiche, in varie circostanze: ricerca e conquista del cibo, eccessiva densità (sovrappopolazioni che è quello che si sta verificando in molte regioni italiane a causa di una scorretta gestione faunistica che non rispetta i piani di prelievo stabiliti con i censimenti) che aumenta la competizione biologica, alimentare, riproduttiva, territoriale tra gruppi della stessa specie e tra specie differenti, persecuzione e disturbo psicologico ad opera delle attività umane e del cosiddetto “turismo naturalistico†e potrei continuare ancora per molto. Se così fosse, all’interno delle battute sul cinghiale non ci SAREBBE UN SOLO CAPRIOLO, invece ce ne stanno VAGONATE. Io poi non ho mai parlato di venerìe (chasse a courre), (FRANCIA) deer hunting (GRAN BRETAGNA), e monterias (SPAGNA), io queste cacce non le considero nemmeno, impiegare 200 cani va bene per fare solo confusione e casino, QUESTO SI CHE PRODUCE DANNO AL BOSCO, io HO DETTO che in FRANCIA si caccia il CAPRIOLO con l’uso del segugio, COME? All’inizio della stagione di caccia vengono assegnate delle fascette ad ogni squadra di CINGHIALAI e NON, che ne faccia richiesta, per un TOT di animali da PRELEVARE, con l’uso della muta, poi che siano 2-4-6 poco importa INTANTO IN FRANCIA SI CACCIA CON IL SEGUGIO, ma noi invece dobbiamo scomodare professori dell’Università della GRAN BRETAGNA, ma e NOTO CHE IN FRANCIA DI CACCIA NON CAPISCONO UN FICO SECCO!!!!!!!
LA MIA PROPOSTA SAREBBE UNA VOLTA PER TUTTE, l’uso della muta 2-4-6, di cani in zone dove la presenza del capriolo a superato numeri SPAVENTOSI.
NON DOVE VE NE STANNO 4 di numero!!, quelli li lasciamo a VOI.
TRA META’ AGOSTO E META’ SETTEMBRE, SOLAMENTE UN MESE.
IL RESTO LO LASCIAMO A VOI.
PRIMA CHE ABBIA INIZIO LA CACCIA AL CINGHIALE STABILENDO UN NUMERO TOTALE DA PRELEVARE.
IL RESTO LO LASCIAMO A VOI.
Poi per rispondere a CLAUDIO, il mio ERRORE sul uso del cane in Piemonte è stato VOLUTO, quando si gioca a carte si BARA PURE, perché se PRELEVARE 600 Caprioli con il METODO DI SELEZIONE, fatto alla Regione Piemonte su richiesta di CHI??? Boh…… per i motivi che essendo tu del Piemonte sai bene, NON VA BENE PURE QUELLO ALLORA AMICI SELECONTROLLORI SCOMODATE, RISCIUSCITATE TUTTI I PIU GRANDI STUDIOSI DI QUESTO PIANETTA E DATEMI UNA RISPOSTA!!!
Una sarebbe:
Finché in ITALIA, persone che studiano, persone che parlano in televisione, giornalisti che chiamano BAMBI, un cucciolo di Capriolo, e non di CERVO, paragonandolo ai cartoon di WALTY DISNEY, si avrà SOLO IGNORANZA. QUESTA E LA VERA IGNORANZA E NON L’USO DELLA GRAMMATICA.
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dom_011
Utente registrato - 2009-01-26 11:36:13
Fiorentino cambia mestiere, non c'è peggior sordo di quello che non vuole sentire. Evidentemente ti piace fare il provocatore ma non credo che, almeno in questo ambito, sia cosa buona giusta per l'intera categoria. Non ti conosco di persona e quindi non mi permetto di fare valutazioni personali ma dalle tue parole mi sembra di sentir parlare un certo signor no della nostra recente storia politica che, seppur ritenedosi verde - anzi il primo dei verdi italiani- era pronto a sottoscrivere l'insediamento di un lussuoso impianto turistico all'interno di un parco naturalistico, forse perchè era era ubicato nel distretto in cui prendeva i voti. Non sono esimio professore ma credo si saper leggere l'italiano e mi si accappobna la pelle (per la rabbia dovuta all'immobilismo delle nostre associazioni di categoria) quando vedo certe delibere provinciali che, in barba alle restinzioni dettate ad una certa categoria di cacciatori, aprono ufficialmente le danze per altri (i pochi di cui si parlava) esattamente il giorno successivo alla chiusura ufficiale della caccia, in zone definite "di ripopolamento e cattura" e (guarda caso) gestita essenzialmente dal corpo di polizia locale con l'ausilio dei selecontrollori (non tutti si intende solo quelli .. per così dire... più graditi) con l'ausilio di cani limieri (per il recupero dei capi feriti o almeno così dicono), di notte (magari con l'ausilio di visori notturni o puntatori infrarossi)ecc. ecc.. Dopo tutto questo hai la presunzione di dire che i privilegiati sono quelli delle squadre... Ti ho risposto ma non ce n'era bisogno, ti eri risposto da solo. Per la cronaca ho anche io il brevetto per il sele-controllo ma le poche volte che mi hanno chiamato per partecipare alla selezione, siccome non godo delle grazie dell'amministratore di turno (non sono per intenderci figlio di ... o presidente della ... o altro) mi hanno rifilato zone improponibili ed orari o giorni impensabili tanto che nelle ultime occasioni ho rifiutato l'impegno. Divertiti comunque tu che puoi o eletto!!!
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istriano
Redattore - 2009-01-26 12:06:40
Mi sono dimenticato una cosa sul eccessivo STRESS, del selvatico che avrebbe se inseguito da una muta di SEGUGI, e sul PRIVILEGGIO di noi cacciatori di cinghiali nella caccia in ZONE A NOSTRA ESCLUSIVA. Rispondo con una intervista rilasciata dal direttore del PARCO dei MONTI SIBILLINI, apparsa sul NUMERO 20 di una nota rivista di caccia. Traggo solamente alcuni spunti, perche basta è avanza, alla domanda di quanti cinghiali vivono all’interno del Parco, (70.000 ettari) il direttore risponde che attualmente vi sia una popolazione stimata di 2.500. (DENTRO UN PARCO). Alla successiva domanda di come vengano cacciati, il direttore risponde semplicemente “ IL METODO E SEMPLICE:ABBIAMO DIVISO IL PARCO, CHE HA UNA SUPERFICE DI CIRCA 70.000 ETTARI, IN SETTE ZONE. IN MEDIA, DURANTE LA SETTIMANA, SI OPERA OGNI GIORNO CON 7 SELECONTROLLORI SU DUE ZONE NON CONTIGUE. IN QUESTO MODO SI RIESCONO AD ABBATTERE CIRCA 150 CINGHIALI AL MESE SENZA SOTTOPORRE GLI ALTRI ANIMALI DEL PARCO AD ECCESSIVO STRESS. IL METODO SCELTO E’ LA CACCIA DA APPOSTAMENTO SERALEâ€.
E vero, lo stess da seguita, meglio sparare al fermo, ed è vero che noi cacciatori di cinghiali siamo una categoria di cacciatori privilegiati CON LE NOSTRE ZONE……. E,MENO MALE CHE LE ABBIAMO......
E CON QUESTO HO FINITO DI SPARARE CAZZATTE…..IO.
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rampichina
Utente registrato - 2009-01-26 12:42:11
caro istriano, prima di tutto volevo farti i miei COMPLIMENTI per come ti sei documentato per il tuo scritto, (mi sembrava di risentire il dottore della provincia che teneva il corso per la selezione!!!)
io non mi pronuncio sul diverbio segugio si/no, perchè sinceramente non ho informazioni sufficienti per farmi un' opinione, comunque sia per adesso qui nella mia provincia il metodo d'appostamento funziona perciò in futuro si vedrà ...
vorrei rispondere ad un paio di domande che hai posto, ovviamente per quello che riguarda la Toscana, anzi Arezzo, perchè ci sono diffrenze anche da provincia a provincia (vedi nella caccia al cervo che a Firenze è alla vagante e da noi da appostamento!).
la prima è sul controllo dei capi: dopo l'abbattimento il capo deve essere OBBLIGATORIAMENTE controllato dai così detti "responsabili" del distretto, essi sono registrati in Provincia,dopo un'altro corso di preparazione,e devono apporre la loro firma sul modulo che si deve compilare durante l'eviscerazione (con i pesi, il sesso l'eta ecc...). la firma di questo responsabile è a garanzia, le mascelle devono essere riconsegnate in provincia insieme ai moduli e a questo punto sono ulteriormente controllate e confrontata con quello scritto nel modulo, il responsabile e il cacciatore possono incorrere in gravi conseguenze anche solo per aver messo una croce sbaglita!
inoltre gli appostamenti e il parcheggio del mezzo sono segnalati in una carta topografica depositata in provincia di modo che in qualsiasi momento un funzionario può venire a fare il suo controllo.
in secondo, la carne è di proprietà del cacciatore che abbia effettuato la caccia secondo il regolamento, può essere sequestrata solo in caso di illecito.
per il ressto dobbiamo consegnare solo il cranio e la mandibola ( i denti danno informazioni oggettive per l'età ), e in caso l'utero delle femmine se ci viene richiesto.
treza domanda, le padelle: il cacciatore è OBBLIGATO a imbucare un piccolo modulo A ogni mattina prima di recarsi in appostamento, con delle indicazioni su dove come e quando andrà quella mattina, e un modulo B SOLO in caso di abbattimento,o di SENTITO SPARO, questo vuol dire che io segnalo anche gli spari dei miei vicini,se si dichaira padella il cacciatore deve avvisare un responsabile che dovrà obbligatoriamente controllare di persona e dare la sua firma a garanzia. più spesso i responsabili avvertono i conduttori di una delle TRE STAZIONI DI RECUPERO con i conduttori abilitati dopo un duro corso,che hanno dai 4 ai 7 cani addestrati alla traccia su sangue (di solito bavaresi o Hannoverani, e non vi dico che roba che è veder lavorare questi animali!!!!)e sono in grado di ritrovare un animale fino a tre giorni, e per ora il record di ritrovamento è 13km di un cervo ferito.
spero che le mie informazioni ti siano state utili, ripeto io parlo per me... e anzi vorrei cogliere l'occasione per unirmi agli amici abruzzesi, per lo scempio che le autorità stanno facendo della selezione usandola sul cinghiale!!! LA SELEZIONE NON è NATA PER IL CINGHIALE, E NON è ADATTA PER IL CINGHIALE, a mio modesto parere!
a presto e complimenti ancora!! rampi (o) (o) (o) (o)
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FIORENTINO
Utente registrato - 2009-01-26 12:49:36
Spero di non essere di nuovo tacciato di provocatore se dico che in caso di autorizzazione della caccia al capriolo in battuta DEVE essere autorizzata la caccia al cinghiale col metodo della selezione ANCHE nelle zone riservate alle squadre.
Se così fosse.......beh, potremmo discuterne.......vorrei sapere quanti di voi sarebbero d'accordo.
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istriano
Redattore - 2009-01-26 15:16:55
Ti ringrazio Rampi per i complimenti fa sempre piacere riceverli, ti ringrazio pure per le tue delucidazioni, su alcuni punti che avevo sottolineato, intanto grazie a te sono riuscito a capire qualcosa di più sulla caccia di selezione, dove in questo caso non ho nulla da obbiettare in caso di ferimento di animali, ma purtroppo devo ancora sottolineare le diversità di “sostanzaâ€, visto che qualcuno ci accusa di essere cacciatori della ciccia, dico solo che io un cinghiale da solo al sottoscritto non è mai stato dato, se a fine stagione prendo 10 kg di carne è già tanto, ma la finisco qui perché ci sarebbe anche da rispondere a chi ci accusa che vendiamo la carne, beh dico solo, la risposta la data Rampicchina….. Riprendo dalla domanda posta da Fiorentino, intanto per sgomberare ogni allusione di faziosità , perché guardo a 360 gradi, dico solo che NON SONO CONTRO chi effettua il selecontrollore, ma sono CONTRO chi parla di nostri privilegi, è non conoscenza del territorio, della fauna, dei problemi che alcuni animali stanno creando, come il Capriolo in questo caso. Intanto ho dato una risposta sul modo che io intendo la caccia al capriolo in battuta, è riscrivo di nuovo, battute tra metà Agosto- metà settembre, in località dove il capriolo a raggiunto numeri tali da creare problemi per chi svolge la caccia al cinghiale, in un numero prefissato di capi senza distinzione di sesso, e non di effettuarla per tutta la stagione, quindi il resto è tutto a vostra disposizione in modo da intervenire dove NOI CACCIATORI DI BATTUTA ABBIAMO SBAGLIATO. Nessuno a chiesto di militarizzare il bosco, nessuno a chiesto di consentire la caccia al capriolo dove è presente ma solo in quelle zone dove solamente il selecontrollore non riesce a FARE SELEZIONE, in questo modo si risparmierebbe tanti appostamenti per stabilire se un capriolo e sano o malato, ci penserebbe il segugio a fare selezione. Per quanto riguarda la selezione adopera di selecontrollori all’interno di BATTUTE sono CONTRARIO, perché non a senso farle, non vi bastano i 150 cinghiali al mese che vengono prelevati all’interno di UN PARCO, devo iniziare a fare i conti di quanti ne vengono abbattuti? A noi NON E’ CONSENTITO NEMMENO RECUPERARE IL NOSTRO CANE, dentro un PARCO!!!!! Viceversa sarei FAVOREVOLE l’uso del SELECONTROLLORE, anzi INTERE SQUADRE di SELECONTROLLORI, in quei luoghi dove il cinghiale, nonostante si effettui l’uso della battuta, e in quei luoghi confinanti a PARCHI, il cinghiale a preso il soppravvento, è ce ne stanno a bizzeffe per farvi DIVERTIRE.
Questa estate a Genova i cinghiali sono arrivati dentro un parco della città , (VIETATA DALLA CACCIA) si è pensato di militarizzare la zona con impiego di Carabinieri, Polizia ecc, per effettuare una battuta con i cani, non vi dico la gente cosa non a detto, bene in questo caso l’uso del selecontrollore non estirperebbe il problema ma sicuramente di fronte alla opinione pubblica la caccia avrebbe un altro pensiero.
Il cinghiale e differente come abitudini del capriolo, lo puoi trovare in qualunque posto, come sotto i viadotti delle autostrade, (VIETATA LA CACCIA) bene si faccia uso del selecontrollore, e non la battuta.
Come vedi Fiorentino, le nostre opinioni ed idee sono molto differenti, ma a differenza vostra, non tutti comunque, si cerca di salvaguardare quello che rimane di una tradizione tramandata da padre in figlio, io non ho ideologie sulla caccia, quella e migliore quella e peggiore, ma di fronte a certi atteggiamenti, e dichiarazioni difendo con tutta la mia forza, il selecontrollore e NECCESSARIO all’interno di un parco visto che per noi e VIETATO, ma in terreno libero qui non bisogna fare differenze, ce posto per tutti, e i numeri lo dimostrano, 421.000 caprioli, e 500.000 cinghiali, ma capisco che farlo comprendere a certi personaggi e molto dura, e tanto meno può farlo uno con la licenza media……
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rampichina
Utente registrato - 2009-01-26 17:05:03
ah! istriano mi sono dimenticata una cosa fondamentale: ogni cacciatore è iscritto ad un "distretto" suddiviso in zone, e ne viene assegnata una ciascuno, queste ricadono sempre in territori delle squadre di cinghiale ( per questo non si caccia capriolo nello stesso periodo), ma per ora non ci sono diverbi con queste anche perchè come hai detto tu, troppi caprioli creano problemi anche ai cinghialai....!!! effettuiamo 5 giornate di censimento tra aprile e maggio OBBLIGATORIE, pena, il ritiro dell'autorizzazione per quell'anno e detrazione del punteggio ( punteggio che serve per regolare la scelta delle sottozone, il sistema punteggio sarà però a breve rivoluzionato per favorire noi ultimi arrivati).
Nel parco Nazionale delle Foreste Casentinesi usiamo il sistema delle catture, per radiocollarare e a volte per i reinserimenti in altre zone d'Itali (8 cacciatori a turno per ogni distretto, obbligati) in collaborazione con l'INFS di Bologna e i biologi di un centro di ricerca in Casentino, questo per dire che anche io credo che un pò di controllo anche nei parchi non farebbe male...
in settimana vedo di mandarti un pò di cartacce!!!
a presto! rampi!
[lo] [lo]
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diana80
Moderatore - 2009-01-26 19:07:48
Bhe poveri noi che siamo orfani della selezione perchè da noi non ci sono ne caprioli ne cervi e ne daini da catturare seguendo la dura scuola della selezione, e aime non la possiamo fare nemmeno ai cinghiali perchè li vediamo solo sui documentari e quei pochi che ce sono vanno a scuola per imparare a non farsi accoppare dalle nostre fucilate.......... bhe se qualcuno vuole fare a cambio con il mio territorio vi faccio vedere che non avete più problemi con sti selecontrollori perche non avrebbero spazio, pero dovrete accontentarvi di poche ma poche prede..... ciao er diana80 [lo] [lo] [lo]
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Biondo308
Utente registrato - 2009-01-26 20:15:45
Purtroppo ho pochissimo tempo in questi giorni per intervenire qui...comunque uso questi miei unici 5 minuti a disposizione.
Grazie rampichina per aver detto quello che avrei detto io altrimenti riguardo agli animali feriti e al controllo capi abbattuti.
Comunque istriano, non si può fare la caccia ad un animale perchè nei mesi seguenti altri devono cacciare il cinghiale e i caprioli disturberebbero i cani....che discorso è??? il bosco e gli animali non ci sono mica perchè noi dobbiamo andare a caccia...ci andiamo, ma non possiamo fare i conti solo per quello che piace a noi ossia la caccia.
Per quanto riguarda l'autorizzarvi a fare abbattimenti...beh, iniziate a venire ai censimenti a vista e in battuta, a perdere fine settimana da poter dedicare alla famiglia visto che la cacica è chiusa, osservate,imparate e poi dove davvero il numero è esorbitante fate una battuta.
comunque apprezzo il fatto del numero stabilito di morti anche in battuta, almeno c'è un controllo...però vorrei vedere se non ne muore più di quelli programmati...servirebbero i guardiacaccia insieme a voi per fare quella battuta senza infrazioni.
Per concludere rimango contrario alla caccia in battuta in quanto si finirebbe dopo pochi anni a cacciare il capriolo ma dopo reintroduzioni...come chi caccia i fagiani buttati il mese prima..a me piace cacciare un animale vero, selvatico....non mi lamenterei se ci fossero + iscirtti alla selezione, ma farlo cacciare in battuta credo sarebbe la fine di quell'animale.
alla prossima
p.s. le femmine ad agosto non si cacciano più, non potreste farlo neanche voi!
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SOLENGO
Redattore - 2009-01-27 10:51:22
W LA CACCIA AL CINGHIALE COL METODO DELLA BRACCATA!! (i)
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beppe
Utente registrato - 2009-01-27 19:04:39
Pore bestiole! Se spaventano a corre davanti ai cani, glie piglia un coccolone! Vabbè guarda meglio che non parlo, comunque grazie a Dio è fin troppo facile eludere gli stupidi controlli, perchè cribbio una cosa simile è assurda! E certo! Se non li dividiamo in classi di età non si possono uccidere! Ma magari crepassero tutti sti maledetti caproni ambulanti! Lo detto già altre volte e lo ripeto, non è ne più ne meno che gestire un ovile... ):( (n) ):( (n)
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rampichina
Utente registrato - 2009-01-28 10:43:34
caro beppe, vorrei sapere se sai la differenza tra un maschio giovane uno adulto? tra un fusone di cervo e un adulto? o un palancone lo riconosci? se sbagli classe di età (specificatamente indicata nell'assegnazione dei capi) ti fanno un anno di sospensione e 2000 euro di multa, se sbagli animale, quindi prendi un daino per un capriolo o viceversa, fai prima a mettere in cantina il fucile!!! se dichiari più di due padelle devi andare alle prove di tiro obbligatorie.
caro beppe, se le cose non le sai, le domandi invece di trattare tutti come se fossero un branco di pazzi che corrono dietro alle pecore!!!! (n) (n)
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tommaso87
Utente registrato - 2009-01-28 17:34:01
Ciao, per me rampichina a ragione , perchè dovresti documentarti prima di sparare a zero queste esternazioni senza senso, poi apparte il diverso pensiero che le persone possono avere sui modi di caccia tutte le specie di ungulati vanno tutelate come ricchezza anche con modi di caccia diversi e non volendoli sterminare tutti
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Biondo308
Utente registrato - 2009-01-28 18:51:32
Beppe, non volermene male, pensando a te e alla tua età da un lato mi fai felice, visto che sei già appassionato di caccia al cinghiale, però nei tuoi discorsi, spesso la tua età viene fuori, con esternazioni da ragazzino, questo lato mi piace meno.
Non ti dico che devi cambiare la tua idea...se una cosa non ti piace a me non cambia la vita, e tutti andiamo avanti benissimo come sempre, però quando parliamo di qualcosa io, rampichina, istriano,scovatore ecc... cerchiamo di dimostrare i nostri pensieri,le nostre credenze, ARGOMENTANDO, parlando delle nostre conoscenze, delle esperienze fatte e di dati di fatto...se iniziamo a dire "crepassero tutti" "ammaziamoli tutti" "censitori di ovili" "caproni ambulanti" "come è facile eludere i controlli" ecc..sono discorsi senza argomentazioni, quindi il loro peso è pari a quello di una cacata di cane secca...di quelle bianche per intenderci.
quindi se vuoi parlare di cose serie e che conosci bene, se no meglio cambiare....
che discorso è "Se non li dividiamo in classi di età non si possono uccidere" pe rucciderli, li puoi uccidere in 1000 modi, muoiono lo stesso, anche col napalm potrebbe essere un modo no? però ricordati che i selecontrollori non sono lì per fare terra bruciata delle specie che cacciano.
alla prossima
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FIORENTINO
Utente registrato - 2009-01-29 09:21:29
Riepilogando:
1-Siete contrari ad autorizzare la caccia al cinghiale ad altri cacciatori nelle zone a voi riservate
2-Vorrste cacciare il capriolo in battuta laddove ce ne sono troppi (chi lo stabilisce? Chi li fa i censimenti? O ci si deve fidare della parola dei "canai"???) senza aver fatto il corso, senza aver superato un esame come abbiamo fatto noi facendoci un mazzo così.....e magari senza nemmeno fare i censimenti!
3-La risposta ai docenti universitari che dopo attenti e ripetuti studi dicono che la caccia in battuta ai cervidi è DELETERIA qual è? Qualche impropero e qualche urlaccio....o argomentazioni del tipo "ma questi lo hanno mai visto un bosco?"....ma quando avete male andate dal medico (laureato) o dallo "stregone" del paesello?
Ma PERCHE' NON FATE IL CORSO CHE NON E' IMPOSSIBILE DA SUPERARE (ho colleghi selecontrollori che hanno la licenza elementare, ma che hanno studiato e sono passati all'esame!!) E DIVENTATE ANCHE VOI CACCIATORI DI SELEZIONE? GUARDATE CHE NON VI E' VIETATO E STUDIARE VEDRETE CHE VI FARA' SOLO DEL BENE!
Infine: non ce l'ho con nessuno e non intendo insultare nessuno e non voglio offendere nessuno TANTO MENO ALTRI CACCIATORI.
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istriano
Redattore - 2009-01-29 10:58:15
FIORENTINO, la mia non vuole essere una guerra personale nei tuoi confronti o cosa ben più importanti da pensare e fare, ma scusami se te lo dico “o ci sei o ci faiâ€, perche alle tue continue domande io personalmente ho risposto, poi non devi generalizzare con “sieteâ€, SONO perché altri non potrebbero avere la mia stessa idea, forse hanno paura che tu gli riprenda …….SCHERZO.
RISPOSTE:
1 Non sono contrario ad autorizzare altri cacciatori con il metodo di SELEZIONE nella mia zona, PERO’ scusami un attimo, la mia squadra prende mediamente 60 cinghiali durante i tre mesi di caccia consentita, il SELECONTROLLORE che funzione avrebbe in questo caso? Non bastano i 150 cinghiali che i SELECONTROLLORI, SELEZIONANO all’interno dei vari parchi mensilmente per tutto l’anno? Il parco in questo caso che funzione, e quali prospettive a dato al mondo della caccia? Forse fare un tiro assegno consentito dalla legge? Beh dammi tu una risposta.
2 Vorrei cacciare il capriolo in battuta solamente un mese, (DOVE LA PRESENZA E MASSICCIA) noi cacciatori di cinghiali i censimenti li facciamo, ma a differenza vostra usiamo i CANI, per avere una REALE consistenza di quello che è presente. Il censimento verrebbe fatto da cacciatori di cinghiali in battuta e da selecontrollori, nessuno a detto che dobbiamo essere noi cacciatori di battuta a farlo. Per quanto riguarda i tempi cioè lo stesso periodo, quindi giustamente come detto da Biondo 308, si avrebbe una sovrapposizione di cacciatori di battuta e selecontrollori, fare delle zone o giorni differenti in cui quando si effettua la caccia di selezione non vi sia la presenza in quella zona di CANI. Questo mi sembra un idea a tutto vantaggio dei selecontrollori e non cacciatori di battuta, io CHIEDO SOLO un mese di selezione fatta con il SEGUGIO con il metodo di battuta/braccata.
3 Questa storia di docenti di Università , sinceramente mi sono un po’ rotto, ripeto in FRANCIA ed altri paesi dove la cultura della caccia e ben radicata effettuano pure il sistema della battuta con i cani, e non mi sembra che ci sia tutta questa moria di caprioli, tale da decretare la sparizione dalla Francia, ma vedi i Italia è una nazione strana, poi nella caccia siamo al ridicolo, vuoi un esempio, in ITALIA con la carabina rigata se il modello lo consente può impiegare fino a 10 colpi nel caricatore, in Francia invece si possono inserire non più di tre colpi, perché non chiedi a questi Professori di Università che studiassero questa “anomalia†tutta Italiana? E vero quando uno sta male va dal medico di famiglia e non dallo stregone del villaggio, infatti ti viene CONSIGLIATO di METTERE DIECI BELLE SUPPOSTE in ITALIA, in Francia solamente TRE…….questa è la differenza, di SELEZIONE!!!
):(
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FIORENTINO
Utente registrato - 2009-01-29 12:15:36
Istriano, per essere un cinghialaio sei anche simpatico tutto sommato (ora sto scherzando....tanto per evitare baruffe!).
1- 150 cinghiali? Sinceramente non sono a conoscenza della cosa e quindi mi astengo da commentare anche se, il numero mi pare abnorme e non so come si possa cacciare nei parchi vista la presenza della legge 394......sono parchi a zone di ripopolamento e cattura? Qua in Toscana questi abbattimenti sono riservati alle squadre di cinghiale in quanto vi è una separazione NETTA fra cinghiale e cervidi....Comunque sia voi cacciate in riserve private senza pagare un centesimo....
2-Al contrario di te io autorizzerei gli abbattimenti di cervidi col segugio MA SOLO PER COMPLETARE I PIANI DI ABBATTIMENTO QUALORA NON FOSSERO COMPLETI e li farei usando il sistema della girata con cane limiere e con POCHI cacciatori
3-Di fronte ad argomentazioni scientifiche non regge rispondere con battute...è perdente...
Saluti.
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rampichina
Utente registrato - 2009-01-29 16:52:57
caro FIORENTINO, io vorrei spezzare una lancia a favore di istraiano, io e te ci possiamo capire, io sono di Arezzo, e a giudicare dal tuo nick non siamo lontani!!
l'altra settimana parlavo con scovatore al telefono, e mi ha spiegato come funziona da loro, e ti posso garantire che fa schifo!!! perciò volevo dirti che io, te, il rosco, e tanti altri toscani viviamo in un paradiso venatorio, con le istituzioni che sono vicine con i cacciatori, con i cacciatori che collaborano!! io sono cacciatrice di selezione come te, e ti giuro che io AMO la selezione, è stato il mio primo amore e sarò sempre fiera del mio operato in quello che per tutti noi è un metodo di salvaguardia; purtroppo ci sono situazioni in italia, come credo sia nel territorio di istriano, in cui la caccia di selezione non funziona come qui da noi, anzi non funziona per niente!! ti giuro a me scovatore ci ha messo un'ora a illustrarmi tutto e io non potevo credere alle mie orecchie!!! guarda davvero cerchiamo di raccontare un sistema che funziona, così magari qualcuno farà cambiare qualcosa dove ancora le cose non vanno, perchè loro non capiscono noi, come noi non capiamo loro perchè le regole in Italia sono troppo eterogenee!!es: da noi non esiste la selezione al cinghiale!!!
Con stima. Rampi! :) :)
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rampichina
Utente registrato - 2009-01-29 17:04:28
vorrei poi spezzare una lancia a favore DELL'URCA.
avendo letto commenti poco felici, vorrei dire che grazie al presidente provinciale dell'URCA, che non si occupa di cinghiale, forse noi andremo a caccia al cinghiale anche con territorio innevato (fino ad ora vietato) inoltre otterremo un tesserino di giornate in più, solo per la selezione, in modo da non togliere giornate, già di per se scarse, alla caccia al cinghiale o ad altro.
L'URCA, qui ha fatto tanto per i cacciatori di cinghiale, e sono i stessi cinghialai a dirlo, e vi posso garantire che il nostro presidente con tutti gli altri si battono come non si sono mai battute a nostro favore le associazioni venatorie!
spero solo che in futuro ci sarà un'altro presidente che faccia almeno la metà di quello che ha fatto lo zio del Rosco per i cinghialai....
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Biondo308
Utente registrato - 2009-01-29 19:27:13
Mi associo a rampichina per quanto riguarda l'URCA.
ne faccio parte e mi rendo conto che è un associazione non solo di discorsi; ottengono dei risultati per noi cacciatori, e non solo di selezione.
p.s. io ho già espresso chiaro il mio parere a riguardo della caccia al capriolo...però visti i continui riferimenti a francia e spagna,vorrei sentir parlare dei loro studi scientifici (sicuramente li hanno fatti) e quali sono le motivazioni dei loro studiosi che hanno consentito e consentono di utilizzare i cani per la caccia ai cervidi.
non è detta con aria di sfida, sono solo curioso e sarei contento di scoprire motivazionmi serie e sensate di cui magari adesso non sono a conoscenza...
per pensare di cambiare idea avrei bisogno di quello...mi piacciono i dati di fatto, non le "dicerie" da bar.
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Redattore - 2009-01-29 21:06:58
Girovagando qua e la per il web guardate cosa ho trovato in risposta a fiorentino e qualche altro scettico sull'uso del segugio per i cervidi: Si alla caccia ai cervidi con l’uso dei cani da seguita.
“Un giorno concessero la caccia nella zona di rifugio e di ripopolamento dove da anni era bandita. In quei boschi i caprioli vivevano a branchi ed era un paradiso terrestre. ….Ad un tratto si sentì un inseguimento ben noto: Alba e Franco erano partiti decisi sulla traccia buona. Simultaneamente i tre fratelli che erano alle poste, gioirono: Sentili i nostri!. Vennero giù per il sentiero attraverso il bosco. Davanti quattro caprioli: un vecchio maschio, una femmina e due piccoli che appena segnavano le corna: dietro Alba e Franco: più dietro ancora, distanziati, tutti gli altri cani. A fondo valle, dove il sentiero si apriva in una radura che dava sulla strada, c’era Toni Muss, cacciatore anziano e, nascosto dietro ad un abete, il capo dei guardiacaccia che osservava la battuta. Muss sparò da trenta passi al vecchio becco che cadde belando sulle ginocchia. Lasciò andare gli altri. Mise il fucile in spalla, accese mezzo toscano e si avvicinò lentamente a dissanguarlo. Uscì allora da dietro la pianta il capo dei guardiacaccia ed in quel momento giunsero anche Alba e Franco….â€
( dal racconto di cacciaâ€Alba e Franco†tratto dal libro “Il bosco degli urogalli†di Mario Rigoni Stern).
Ho voluto iniziare con questo indimenticabile racconto anche perché è la sintesi di quello che noi, e tutti gli amanti ed i conoscitori del cane da seguita, andiamo da anni proponendo.Con molta calma, con moderazione, ponendo sempre la massima attenzione al rispetto degli animali cacciati, alla loro oculata gestione ed alla salvaguardia di tradizioni che sono per noi cultura. Basterebbe che chi si scaglia, adducendo anche concetti ed elaborazioni più o meno scientifiche o più o meno tecniche, contro la caccia ai cervidi con il cane da seguita si rileggesse con calma Alba e Franco che capirebbe, se vuole, il nostro spirito segugista.
Quello che proponiamo è:
• Limitare l’impiego dei segugi per il prelievo dei cervidi al singolo od alla coppia.
• Assegnare alla squadra i capi da abbattere determinati nel numero, nel sesso e nella classe di età .
• Zonizzare rigidamente il territorio e distribuire il prelievo per settori omogenei. In altri termini ad ogni squadra un preciso settore di caccia.
• Legittimare il capo abbattuto con l’apposizione di contrassegno inamovibile.
• Promuovere attraverso corsi e convegni la riappropriazione delle tradizioni venatorie ma con un approccio al prelievo venatorio basato su solide basi ponendo grande attenzione all’immagine del cacciatore moderno.
Tutto questo è contenuto in Alba e Franco. Basta leggerlo con lo spirito giusto e l’attenzione dovuta. Noi non abbiamo scoperto nulla di nuovo! Ci limitiamo a proporre una modalità di prelievo che, oltre ad essere assolutamente seria e corretta, fa parte della nostra tradizione. Perché disconoscerla?. In nome di chi e di che cosa quando invece c’è spazio per tutte quelle forme di caccia che pongono per l’animale cacciato il massimo rispetto!?
Voglio in questo contesto rispondere analiticamente al documento che ha avuto come estensore il Prof. Sandro Lovari ed il consenso di moti altri Professori.
Tale iniziativa è stata intrapresa su sollecitazione dell’ARCICACCIA e precisamente nella persona del Presidente Osvaldo Veneziano che ha chiesto al Prof. Lovari di preparare un documento scientifico in modo da contrastare in maniera efficace le proposte fatte .
Da parte nostra ci siamo già attivati con una commissione scientifica per rispondere in maniera adeguata. Attenzione però perché a Noi non interessano gli scontri. Ci piacciono i confronti impostati su serie basi e comunque non con argomentazioni emotive, oppure soggettive e comunque limitate da evidenti contraddizioni. Inoltre la cosa che più interessa è difendere il segugio da discriminazioni, pregiudizi e macroscopiche inesattezze.
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Tralasciamo dunque le cacce francesi, la venerìe (chasse a courre) od inglesi con mute di trenta, quaranta cani in quanto non applicabili nella nostra realtà . Le tradizioni sono diverse, l’ambiente pure ed i cani sono su un altro pianeta. Per la chasse a courre e nei deer hunting si impiegano cani, di varie razze, di una potenza straordinaria basti pensare solo alle loro taglie che sono in media su i settanta centimetri al garrese con un peso medio di trentacinque chilogrammi in cani perfettamente allenati senza un filo di grasso. Sono comunque cacce che meritano di essere viste…. Il limitarsi a leggere qualcosa e poi riportarlo non mi sembra corretto. A tal proposito mi piacerebbe sapere quanti degli estensori del documento “NO ALLA CACCIA AI CERVIDI CON L’USO DEL CANE DA SEGUITA†hanno visto personalmente una Chasse francese od un deer hunting inglese. E per amore della verità voglio, già che ci sono, chiarire che invece le monterias spagnole sono solo delle battute con accozzaglie di cani di ogni razza che servono per fare rumore per spingere gli animali verso una linea di postazioni. Le monterias non hanno niente a che vedere con l’arte della caccia con i cani da seguita! Sia essa esercitata in grandi o piccole mute oppure con uno o due segugi!
Ma veniamo ad affrontare uno per uno i punti critici di cui si occupa il precitato documento.
1. POSSIBILI ALTERAZIONI NELLA STRUTTURA DELLA POPOLAZIONE CACCIATA. E dice bene quando dice possibili in quanto non stabiliti ne verificati mai anzi è dimostrato che, in Svizzera nel Cantone del Giura, nelle Valli del Natisone ed in genere in Friuli Venezia Giulia dove si esercita questo tipo di prelievo da sempre, non si riscontra alcun tipo di destrutturazione. A tal riguardo posso produrre documentazione con dati a partire dal 1960. E’ chiaro che sia in Svizzera che in Friuli si caccia come indica la Pro Segugio e cioè, con uno o due segugi in territorio rigidamente zonizzato e dopo aver effettuato precisi censimenti con il segugio senza bisogno di fari od altre invenzioni moderne. E mi piace sottolineare che i censimenti anche sulle lepri andrebbero fatti con il cane da seguita, sarebbero molto più precisi e creerebbero molto meno disturbo. Voglio, inoltre, fare un’altra osservazione: ma se fosse vero che il segugio provoca queste alterazioni nella struttura delle popolazioni di ungulati come è possibile che, ad esempio ma di esempi come questo in Italia ve ne sono a iosa, in una provincia come Siena dove si caccia il cinghiale con mute di segugi assai numerose vi sia stata un’esplosione incredibile del capriolo, si parla di trentamila caprioli!?. Sarebbe disonesto, infatti, negare che tutti questi segugi non inseguono il capriolo!. Qualcuno di loro lo rifiuta ma molti altri si lanciano in bellissimi inseguimenti, anche prolungati, eppure le popolazioni di caprioli, ma anche altri ungulati, stanno benissimo ed aumentano nonostante, e questo si che è un problema, un bracconaggio spietato. Il vero problema è sempre l’uomo, quello armato di fucile, che irresponsabilmente esercita un prelievo non autorizzato e fa ricadere poi la responsabilità di certi danni sui cani che non hanno nessuna colpa.
2. ELEVATA PERCENTUALE DI FERITI. A questo punto mi piacerebbe vedere i dati che hanno in possesso per fare una simile affermazione. I dati che abbiamo noi rilevati su 16 riserve per un totale di 43.000 ettari negli anni 2000, 2001 e 2002 ci danno una percentuale di capi feriti e persi dell’1% per la caccia la capriolo e del 2% per la caccia al cinghiale (Carturan). Nella caccia di selezione con la carabina siamo al 10% il che giustifica, infatti, in questo tipo di caccia, anche il cane da sangue per l’eventuale recupero dei capi feriti. Quindi per noi nessun problema sul piano etico e minima perdita di carcasse siamo infatti, ripeto, al 1% contro il 10%. Questi sono dati confortati dai fatti e non supposizioni.
3. ALTERAZIONE DEL COMPORTAMENTO SPAZIALE DEGLI ANIMALI CACCIATI. La Pro Segugio propone uno o due segugi qui, invece, si continuano a proporre esperienze ed esempi che non si confanno con le nostre richieste e con le nostre esigenze. Quindi fuori luogo. Comunque anche in inseguimenti prolungati fino a 20km in Inghilterra od in Francia il cervo, se non viene preso, ritorna nei sui luoghi abituali e non viene per nulla alterata la distribuzione naturale in una determinata area. I cervi più belli si trovano dove si effettua la caccia con i cani sia in Inghilterra, sia in Francia sia negli altri paesi dove si fa questo tipo di caccia ad esempio gli Stati Uniti. Lo studio riportato del 1975 che ha riscontrato una diminuzione del daino in un’area della Spagna meridionale in conseguenza delle battute con i cani si riferisce alle monterias per le quali ho già espresso il mio parere ed alle quali ho assistito personalmente e per le quali non ho provato apprezzamento. Va detto che le monterias in Spagna svolgono la loro funzione di efficacissimi controllori delle popolazioni di ungulati evitando in questo modo fenomeni di sovrappopolazioni; e se può interessare, ad una mia domanda fatta agli spagnoli perché continuassero in questa forma di caccia mi hanno risposto, molto candidamente, che è l’unico mezzo valido nella loro realtà per controllare gli ungulati e che, cosa di non poco conto, le monterias fanno parte della loro più antica tradizione. E per loro le tradizioni, oltre che ad avere un preciso significato tecnico, sono sacre. Non si può, comunque, confondere l’arte della caccia con il segugio con queste monterias dove sono presenti centinaia di cani che vanno dai meticci più irriconoscibili ai cani da pastore ai podengo. O la discussione è seria oppure è meglio lasciar perdere! Anche in questo caso i daini hanno preso le loro contromisure e sono andati a strutturarsi in zone ai margini di questi territori. Ed è un dato di fatto che in Spagna nonostante le monterias e le paventate “destrutturazioni†gli ungulati sono in progressione geometrica ovunque. Per l’esempio riportato della Danimarca che riscontra la completa scomparsa del capriolo in seguito al rilascio incontrollato di cani siamo alle solite. Si parla di cani ma non si specifica quali cani e premesso che in Danimarca non esistono segugi e non esiste la caccia con i segugi erano questi cani inselvatichiti quindi senza alcun controllo. Dare informazioni in questo modo non mi sembra corretto. Ed anche il cane sfuggito al proprietario (era un Huschy) che ha fatto spaesare le due capriole in Maremma è sulla stessa linea. Non stiamo parlano di caccia con uno o due segugi ben educati dove l’inseguimento protratto non è assolutamente richiesto, perché fa solo perdere tempo, e dove, per l’appunto, il segugio deve essere ben collegato con il canettiere. Quello che avviene per intenderci nel Cantone del Giura e nelle Valli del Natisone ed in Friuli. Vedere per credere. Siamo a disposizione del Prof Lovari e di tutti gli altri illustri docenti per tutte le dimostrazioni. Inoltre segnalo loro†Verifica sperimentale dei rapporti tra capriolo e segugio†che è un’interessante studio di Perco, Semenzato e Peresin dell’Osservatorio Faunistico di Pordenone che tratta proprio di questo argomento. Il confronto con il lupo poi me lo sarei francamente risparmiato. Come si può infatti confrontare e paragonare l’intensità e la potenza dell’inseguimento, anche di un solo chilometro, di un branco di lupi con quello di due segugi come è il modello che proponiamo noi!?. Ma cosa ci vogliamo dire, cosa si vuole dimostrare con tali argomentazioni?. A parte che dal punto prettamente etologico va da se che lo stress causato dal silenzioso inseguimento del lupo, anche solo psicologicamente, è imparagonabile a qualsiasi altro inseguimento di cani scagnanti o urlanti. Mentre sono d’accordo che l’effetto rilevato, anche perché l’abbiamo sperimentato noi segigisti, in tutte le aree in cui i cervidi sono cacciati con i segugi, è la loro maggiore diffidenza e la preferenza a scegliere le zone più protette. Ma questo non è un male ma bensì un bene! Risibili mi sembrano le conseguenze negative solo per il fatto che l’osservazione da parte dei cittadini non cacciatori diventa più difficile! I Cittadini non cacciatori e i cacciatori di selezione cosa vogliono animali selvatici e veri o il classico Bambi rincitrullito dai biscotti od ammaliato dalle saline in modo da divenire un facilissimo bersaglio!?.
4. ALTERAZIONI DEL QUADRO FISIOLOGICO PER EFFETTO DELLO STRESS. C’era bisogno si scomodare il Prof. Bateson dell’Università di Cambridge per scoprire che lo stress dovuto all’inseguimento dei cani è molto elevato?Lo stress nei cervi non è appannaggio solo della pratica venatoria. Lo stress interviene nelle popolazioni animali, sia domestiche che selvatiche, in varie circostanze: ricerca e conquista del cibo, eccessiva densità (sovrappopolazioni che è quello che si sta verificando in molte regioni italiane a causa di una scorretta gestione faunistica che non rispetta i piani di prelievo stabiliti con i censimenti) che aumenta la competizione biologica, alimentare, riproduttiva, territoriale tra gruppi della stessa specie e tra specie differenti, persecuzione e disturbo psicologico ad opera delle attività umane e del cosiddetto “turismo naturalistico†e potrei continuare ancora per molto. Ma che senso avrebbe? Non è sicuramente corretto affermare che un 10% dei cervi inseguiti dai segugi “possono†morire per sforzo fisico e/o comunque essere soggetti a contrarre malattie, mentre in realtà un cervo impegnato nella lunga stagione degli amori sopporta tranquillamente uno sforzo fisico e biologico dieci volte superiore con perdite di peso fino ad oltre ottanta kg e innumerevoli ferite ma risultando così in grado di garantire alla propria progenie vigore ed attitudine alla sopravvivenza. Alla faccia dei lupi, degli orsi, dei puma e dei…segugi!
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Per concludere, molto modestamente, osservo che vi sono troppe forzature dialettiche e le motivazioni elaborate rappresentano dei punti di vista che gli estensori stessi non ritengono inconfutabili ma “POSSIBILIâ€; in questo modo però si esasperano i concetti e le metodologie delle analisi critiche dei vari aspetti presi in esame. Il mio intento è invece quello di fare chiarezza con pacatezza e professionalità nei punti controversi pur nel pieno rispetto delle convinzioni altrui. Gradirei però avere degli interlocutori che nel momento in cui si comincia a confrontarsi sulla caccia agli ungulati con i segugi conoscessero bene il metodo di lavoro del cane da seguita. In questo “No alla caccia ai cervidi con il cane da seguita†non mi sembra proprio che questo sia avvenuto e sono a disposizione per dimostrarlo. Auspico comunque un incontro tra i nostri esperti ed il Prof. Lovari con tutti gli altri Professori, che hanno sottoscritto il suo documento, in modo da chiarirci reciprocamente alcuni concetti e terminare una querelle che non ha più senso. A tutti noi sta a cuore una corretta gestione della fauna selvatica. Il rispetto dell’animale cacciato, principio senza il quale la caccia non ha ragione di esistere, deve prevalere su qualsiasi egoistica e preconcetta posizione. E’ con questo spirito che chiudo questo mio intervento auspicando, lo ripeto, un incontro serio che con onestà intellettuale faccia chiarezza nel pieno rispetto delle altrui opinioni e nel rispetto di un cane, il segugio, da troppo tempo discriminato, che utilizzato correttamente non è in grado di danneggiare nessuna popolazione animale.
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istriano
Redattore - 2009-01-29 23:10:24
Vuoi sapere perché in Francia e Spagna cacciano il capriolo con il cane da seguita?
Perché sicuramente capisco molto di più di noi sulla caccia, per il semplice fatto che loro selezionano CAPRIOLI, è non CAPRE.
Eccoti uno studio che per il sottoscritto chiude il DISCORSO sulla SELEZIONE, BUONA LETTURA.
La caccia di selezione, unica forma di prelievo
attualmente consentita per il controllo di
caprioli in Italia, concorre solo parzialmente a selezionare la popolazione
di queste specie, poiché tale metodo di caccia
agisce esclusivamente sul numero dei capi -
intervenendo sui sessi e sull’età - ma non riesce
ad operare alcun tipo di selezione sulle doti
istintive o di “intelligenza†di quest’ultimi, doti
queste fondamentali per il miglioramento della
specie.
Per far capire meglio ciò che intendo dire credo
sia sufficiente riflettere su quanto avviene in
natura.
I nemici naturali del capriolo come ad esempio
i lupi o la lince, quando decidono di attaccare
un singolo esemplare oppure un branco di
cervidi, sono convinto che non si preoccupino
più di tanto del sesso o dell’età del soggetto che
di lì a poco vorrebbero mettere nello stomaco.
L’unica cosa di cui questi predatori penso si
premurino è quella di individuare quel
determinato soggetto che per la sua
morfologia o per il suo comportamento risulti
più facile da catturare. Quando scatta la caccia
la natura è imparziale: se il capriolo saprÃ
difendersi - sfruttando al massimo il suo istinto
di conservazione e utilizzando al meglio le
propie doti fisiche - riuscirà a sopravvivere, a
crescere ed a riprodursi, trasmettendo con
buona probabilità queste doti fisiche ed
istintive alle nuove generazioni, mentre nel
caso contrario soccomberà .
A tal scopo la caccia di selezione dovrebbe
essere integrata con quella praticata con
l’ausilio del segugio, poiché se la prima è da ritenersi funzionale per il controllo numerico della specie, la seconda
potrebbe essere determinate per migliorarne le capacità di difesa, visto che i caprioli che saranno in
grado seminare il segugio e di beffare il cacciatore sono da ritenersi quelli più adatti a riprodursi.
BUONA SELEZIONE.
Per le altre "dicerie" da BAR leggete lo scritto di LOGIN. [lo] [lo] [lo] [lo]
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FIORENTINO
Utente registrato - 2009-01-30 14:06:32
Ma a fronte dei teoremi sopra esposti esiste una documentazione scientifica o sono elucibrazioni di qualche socio della PRO-SEGUGIO?
Perchè a supporto di quanto scritto dall'Urca esiste una serie di documentazioni scientifiche nel senso proprio della parola.
Se qualcuno volesse documentarsi su cosa significa documentazione scientifica sarebbe artefice della propria crescita culturale che andrebbe ben al di la della attività venatoria.....
P.S. Ovviamente dico questo senza volontà di polemica alcuna...
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Biondo308
Utente registrato - 2009-01-30 19:51:55
Sinceramente, e non mi vergogno a dirlo, quando sentivo parlare di caccia al capriolo col segugio, mi immaginavo le mie cacciate al cinghiale, dove però fosse possibile sparare anche al capriolo...lo immaginavo come un massacro...però la differenza dalla mia immaginazione a quello di cui hai parlato tu login è molta.con un cane solo, o due forse sarebbe più sopportabile...rimane il fatto che con la caccia di selezione, scegliamo il capo, e la struttura non viene disastrata...con quella in battuta (anche se ho ammirato e ammiro tutt'ora il Sergente Rigoni) non è possibile, quindi i racconti e gli Urogalli lasciamoli in quelle pagine.per ora rimango ancora contrario....vengono tutt'ora sbagliati gli abbattimenti dopo vari minuti di osservazione, figuriamoci nel tiro al volo con animale in corsa!!
Riguardo alla selezione di cui parla ISTRIANO, vorrei dire che il segugio e alimentato ogni giorno con regolarità e può fare inseguimenti + lunghi, è come fare a gara tra un campione naturale (il lupo) e un buon atleta dopato (il cane)....e poi in questo caso il capriolo di turno, anche se è fisicamente prestante e sufficentemente intelligente da scappare e sopravvivere ad un lupo o ad un cane, poco può contro una fucilata...anche il miglior capriolo contro l'uomo armato di fucile perde, quindi non si salva il migliore, ma il più fortunato che sceglie di non passare da un violo o che passa alla posta di un padellaro certificato...
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sileno1968
Utente registrato - 2009-02-03 16:00:14
Più sento questi discorsi più sono contento di vivere in Sardegna....
Niente "selecontrollo"
Niente imposizioni alle squadre...
Nessuna strana pratica per allettare i cinghiali...
Solo oceani di cisto e lentischio
Fortezze di rovi
Grandi compagni di caccia e di vita
Un drappello di bastardi che hanno guadagnato onore sul campo.....
e una impagabile sensazione di libertà , anche se alla chiusura abbiam preso solo una "Lovria" (scrofa..)
Bacio in terra come ece Cristoforo Colombo!!!!!
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doctorg1960
Utente registrato - 2009-02-03 18:22:09
HO LETTO TUTTO IL FORUM AVVIATO DA ISTRIANO.A PARTE I TONI E LE POLEMICHE(COSE SIMILI SONO ABITUATO A SENTIRLE DAI VERDI)MI E' DISPIACIUTO LEGGERE AFFERMAZIONI,PROFFERITE CON PROTERVIA E CONVINZIONE,MA SENZA ALCUN FONDAMENTO SCIENTIFICO.SOSTENERE CHE LA CACCIA AGLI UNGULATI E' UN MEDOTO PRATICABILE COMPATIBILE CON LA CONSERVAZIONE DELLE SPECIE ,E' UNA AFFERMAZIONE ASSOLUTAMENTE PRIVA DI OGNI FONDAMENTO SCIENTIFICO.NEL SECOLO SCORSO LA CACCIA COL SEGUGIO HA CONTRIBUITO IN MANIERA PREPONDERANTE A PORTARE SULL'ORLO DELL'ESTINZIONE GLI UNGULATI IN ITALIA E FRANCIA. C'E' UNA LETTERATURA VASTISSIMA CHE SI OCCUPA DI TALE ARGOMENTO.ACCUSARE DI ESSERE PREZZOLATO O DI DIRE IL FALSO CHI ESPRIME IDEE DIVERSE E' UNA COSA MOLTO BRUTTA. INOLTRE
VORREI SOTTOLINEARE UNA COSA CHE NESSUNO HA RIMARCATO:SOTTO L'ASPETTO CINEGETICO CHE VALORE HA,ALMENO IN ITALIA ,UN CANE CHE CACCIA I CAPRIOLI?HO ALLEVATO SEGUGI ITALIANI,PER CINGHIALE E LEPRE.ORA DACHSBRACKE.DIO SOLO SA QUANTA FATICA PER CORREGGERLI SUL CAPRIOLO!!C'E' BISOGNO ID ALLEVARE SEGUGI PER CACCIARE IL CAPRIOLO?!!QUALSIASI CANE PUO' ANDAR BENE.ISTRIANO PARLA DELLA FRANCIA ED ALTRI POSTI DOVE SI CACCIA IL CAPRIOLO ED ALTRI UNGULATI COL SEGUGIO.VORREI FARGLI NOTARE CHE IN QUEI POSTI LA DENSITA(E LA QUALITA') ' DEI CAPRIOLI X 100 ETTARI E' DI GRAN LUNGA INFERIORE AI PAESI ,COMPRESA L'ITALIA ,DOVE SI CACCIA PREVALENTEMENTE CON METODI SELETTIVI.PER ULTIMO
RICORDO CHE SONO CANAIO (CINGHIALE) E CACCIATORE DI SELEZIONE.NON TROVO LE DUE ATTIVITA' IN ANTITESI NE'HO MAI AVUTO PROBLEMI CON CINGHIALAI E SELECACCIATORI.UN PO DI BUONA EDUCAZIONE E PAZIENZA PUO' BASTARE. ABBASSIAMO I TONI VEDIAMO DI SOSTENERCI L'UN CON L'ALTRO!!DI NEMICI NE ABBIAMO TANTI E SE NON RIMARREMO UNITI IL NOSTRO FUTURO DI CACCIATORI SARA TUTT'ALTRO CHE ROSEO!
UN SALUTO A TUTTI
GIUSEPPE A.
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istriano
Redattore - 2009-02-04 17:19:50
Caro doctorg1960, non condivido una sola virgola di quello che scrivi, per mille motivi, in Italia esiste solo uno studio ed è quello fatto da voi SELECONTROLLORI compresso il tuo, il nostro e solo aria fritta, sono solo invenzioni di cacciatori ignoranti…… sentire certe affermazioni del genere come il segugio nel secolo scorso a portato all’estinzione degli ungulati (cinghiale appartiene a questa famiglia) , mi viene il mal di pancia, bisognerebbe chiederlo a tutti quei cacciatori appartenenti a quelle Regioni dove prima il cinghiale nemmeno sapevano come era fatto, infatti adesso che si caccia con 2000 cani per battuta con ogni mezzo legale e non, prolifera come una conigliera…… Ma ogni tanto non viene da pensare per solo un secondo che 60 anni fa si andava a caccia con il mulo, dopo il progresso a portato il fuoristrada, i fari di notte, strade asfaltate ecc, questo caro Doctorg1960 a portato alla distruzione della vostra teoria di estinzione….. Sentire che in Francia il capriolo è inferiore come numero è qualità , mi vengono le coliche renali, caro Doctorg 1960 il sottoscritto fino a 2 anni fa cacciava in Francia (TERRENO LIBERO), disto solo 20 Km, caprioli, cinghiali con il cane da seguita è ti garantisco che ve ne stanno a iosa, ve ne stanno talmente tanti che la Provincia di Imperia compra camionate di caprioli in FRANCIA per immetterli nel suo territorio, è ti garantisco che la qualità è bontà è ottima…….Io a differenza tua non studio, non ho tempo per farlo, mi dedico alla caccia non leggendo, ma praticandola, è ti garantisco che non vedo tutto questo cataclisma sulla caccia con il segugio al capriolo che vedette solo voi……. Per quanto riguarda i toni io personalmente non abbasso nulla anzi mi incazzo ancora di più, io a differenza tua non sostengo la caccia di selezione , io sostengo la CACCIA CON IL CANE, non voglio nemmeno essere paragonato ad un cacciatore di selezione. Se vuoi stare con due piedi dentro una scarpa fallo pure, nessuno ti impedisce questo, e tanto meno sarò io a farlo, non sapete altro che dire vi sono studi, vi sono professori ecc, quello che conta nella caccia sono solo le vostre teorie, le nostre, gente che ancora si accompagna con un cane a caccia non contano nulla. Continuate a foraggiare caprioli, fare censimenti per classi ed età , continuate a preferire la solitudine del bosco, che l’allegra compagnia di una squadra di cinghiali, continuate a fare quello che ritenete più giusto per voi, ma fini tela con le vostre cazzate degli studi, io continuo ad allevare segugi anche che rincorrono caprioli dalla mattina a sera, perché questa è la caccia, con i pro e contro, il resto e solo fantasia da libro…….il vostro s’intende!!!!
SILENO1968, condivido il tuo pensiero in pieno, da chi come il sottoscritto è nato in quei luoghi nella meravigliosa Gallura, capisco bene cosa vuoi dire, è quando sento questi discorsi sulla selezione, sulla teoria degli studi sulla caccia, mi viene voglia di rapire mia moglie (Ligure) è trasferirmi nel mio paese natale, per riassaporare la caccia, quella fatta da semplici persone, quella che descrivi tu magicamente in queste righe…..
Niente imposizioni alle squadre
Nessuna strana pratica per allettare i cinghiali
Solo oceani di cisto e lentischio
Fortezze di rovi
Grandi compagni di caccia e di vita
Un drappello di bastardi che hanno guadagnato onore sul campo.....
e una impagabile sensazione di libertà , anche se alla chiusura abbiam preso solo una "Lovria" (scrofa..)
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sileno1968
Utente registrato - 2009-02-04 18:56:37
Quando decidi di fare il rapimento dimmelo che andiamo a berci qualcosa assieme, dopo aver messo al sicuro l'"ostaggio" s'intende......
E poi genova è vicina, un paio di battute con noi potresti anche farle senza "macchiarti le carte"!!!!!! ahahaahhahaha!!!!
Ps. Di dov'è che sei?
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doctorg1960
Utente registrato - 2009-02-05 16:35:50
x istriano
forse non hai nemmeno letto tutto quello che ho scritto!!.gli studi(libri a centinaia ,non chiacchere da bar)esistono e negarne l'esistenza e ' difficile!!certo che se ogni discussione la affronti con questo livore e prepotenza mi riesce difficile pensare che tu possaa avere molti amici!!non sei il solo ad andare a caccia,non sei l'unico cacciatore vero e non sei l'unico depositario di verita'.documentati sulla francia e sulle densita' di caprioli e paragonale a quelle italiane. vai sul sito dell'i.n.f.s e leggi .non e' difficile :basta volerlo fare!!ripeto comunque che il tuo modo di confrontarti con persone che hanno idee diverse dalle tue e ' sbagliato e sicuramente poco educato . e comunque le tue affermazioni dimostrano che forse non hai nemmeno letto tutto quello che ho scritto.!ma non inporta:e' evidenteche quello che dicono altre persone ti interessa molto poco. una domanda:perche' scrivi su questo forum? per sovrastare con un diluvio di parole chi la pensa diversamente da te o per confrontarsi lealmente su argomenti specifici?
giuseppe a.
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scovatore
Amministratore - 2009-02-05 16:48:38
scusami dottore ma qual è il tuo problema?Mi sono spiegato poki giorni fa,la caccia di selezione non mi interessa e non verra mai predicata su questo sito,quindi bando alle ciance,i libri di cui parli non mi interessano,istriano è un mio collaboratore scrive tutto quello che ritiene giusto,a lui e a chi gestisce questa cosa.Quindi buon intenditor poke parole,basta un clik e ti cancelli.
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doctorg1960
Utente registrato - 2009-02-05 17:42:10
NESSUN PROBLEMA.EVIDENTEMENTE MI SONO SBAGLIATO IO.CREDEVO DI CONFRONTARMI CON APPASSIONATI DI CACCIA E PERSONE EDUCATE. INVECE SIETE PERSONE CHE SE NE FREGANO DI QUELLO CHE DICONO GLI ALTRI E CHE MINACCIANO DI CANCELLARE DAL SITO CHI LA PENSA DIVERSAMENTE.CANCELLATEMI PURE,MEGLIO COSI'.PIU' DIFFICILE SARA' CANCELLARE LA FIGURACCIA FATTA
PER IL VOSTRO MODO DI COMPORTARVI!!
GIUSEPPE .A.
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istriano
Redattore - 2009-02-05 18:44:27
Ero indeciso se risponderti caro Doctorg1960, ma purtroppo per tua sfortuna il mio carattere non lo consente, poi perché dovrei stare zitto, per il sottoscritto avete avuta anche troppa pubblicità , nel reclamizzare la vostra caccia, poi ci fosse stato uno, dico uno solo che invece di reclamizzare libri è studi avesse portato una sola esperienza per affermare tutto questo vostro SAPERE. Intanto ho letto bene, forse è un tuo problema quello di non ricordare quello che scrivi, ma non commento questo ognuno a i suoi problemi…. sorvolo sulla prima tua parte quella delle polemiche, perché ti RIPETO io non condivido la VOSTRA CACCIA, NON CONDIVIDO I VOSTRI METODI, NON CONDIVIDO LE VOSTRE CAZZATE SUGLI STUDI, insomma se non l’hai capito mi state propriamente sulle scatole, quindi avere pochi amici al sottoscritto poco importa, meglio pochi ma SINCERI. Il sottoscritto con tono POLEMICO, si è limitato a RIDICOLIZZARE le tue affermazioni sulla caccia, perché non sento altro compreso te, che le solite TRE PAROLE, STUDI, STRESS,LIBRI, un esempio di vita vissuta sulla caccia, dico UNO che sia, non riuscite a portarlo, che ne so quello di aver assistito ad una seguita di un capriolo ed aver visto il capriolo stramazzare a terra per lo stress, o un altro che da quando vi recate nel bosco a caccia di cinghiali non è presente un capriolo perché emigrato in massa in altri luoghi, causa il continuo stress da seguita, ho che il capriolo in Italia è talmente stressato dalle continue seguite che non riesce più a procreare. ….. ma che cavolo ti devo rispondere? Caro Doctorg1960 ci stanno 421.000 caprioli CENSIMENTO del 2005 fatto DA VOI SELECONTROLLORI, non da cacciatori da CHIACCHERE DA BAR. I cinghiali in Italia compressi quelli presso l’interno dei PARCHI dove noi CACCIATORI di BATTUTA non possiamo cacciare sono 500.000, cosa invece consentita a te caro Doctorg1960….. ma cosa vai cercando, è ora di finirla con questa PREPOTENZA, con questi PRIVILEGGI, con questa ARROGANZA, ma chi SIETE per affermare che solamente i vostri studi VANNO BENE!!!!! FINITELA, di emanare sentenze, di giudicare, F.I.N.I.T.E.L.A, io mi sono rotto di sentire sempre le solite TRE PAROLE, STUDI,STRESS,LIBRI. Ancora con la Francia, ancora con il capriolo Francese, ancora con questo I.N.F.S. Ascolta bene io in Francia CACCIO, caprioli, cinghiali con il cane da seguita quindi non sto a perdere tempo a spiegarti la caccia, è la densità del capriolo in quella Nazione, finché la tua testa pensa che io debba vedere un sito GESTITO dalla LIPU, WWF, FEDERPARCHI,ITALIA NOSTRA, è le nostre gloriose ASSOCIAZIONI che della caccia in battuta frega un cavolo, secondo la tua intelligenza cosa devono SCRIVERE!!!!!!! Devono reclamizzare la caccia in battuta?????M fammi il piacere, la mia pazienza è finita con le vostre MINCHIATE!!!! Cosa mi devo confrontare con uno che dice che STUDI anno asserito che IL CINGHIALE nel secolo scorso stava scomparendo per causa del segugio, ma in che mondo VIVI?? come mai adesso che viene CACCIATO 365 giorni con ogni mezzo legale è non, viene inseguito da mute di 200 cani, foraggiato dentro i parchi e trucidato a tradimento da gente come te (SELECONTROLLORE) non si riesce a CONTROLLARE!!!! Perché non promuovi uno studio su questa ANOMALIA??? Cosa devo confrontarmi con uno che asserisce, che STUDI hanno affermato che il capriolo se inseguito da mute di cani può stramazzare a terra per lo stress, e non procreare più, tanto da temere l’estinzione? Perché in Toscana viene puntualmente inseguito da carovane di cani ogni battuta, è ci stanno peggio delle formiche?? Rispondimi caro doctorg1960, dammi una spiegazione scientifica a questa ANOMALIA!!!!!! Io non sono nessuno, come tu e tanti altri che praticate la caccia di selezione non siete NESSUNO per provare l’incontrario, voi vi basate su studi VOSTRI, vi basate su SITI del WWF ecc, io mi baso sulla realtà , quella quotidiana della caccia, i miei cani rincorrono ogni volta i caprioli, sempre negli stessi posti, forse questi è una razza da conservare con cura??? Questi non soffrono di stress??’
Senti caro Doctorg1960, la figura misera è solo la tua, siete peggio dei bambini dell’asilo non sapete affrontare un argomento con dati reali, se non riempiendovi la bocca della parola STUDI, ti vorrei solo ricordare che a caccia non è richiesto il diploma, i nostri avi con a mala pena la prima elementare sapevano e sanno più cose di tutti quei professori, che tu continui a citare come supremi cultori della caccia.
Per quanto riguarda le tue affermazioni sulla mia persona, preferisco per questa volta sorvolare, ma ti ricordo che non sempre per te, è domenica……..
GIUSEPPE D.
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paolodelbianco
Utente registrato - 2009-02-18 10:33:28
SE NON MI INVEITE CONTRO PORTO IL MIO CONTRIBUTO, CHE SIA A FAVORE DELL'UNA O DELL'ALTRA DELLE DUE POSIZIONI CHE HO FIN QUI LETTO, CHIEDO SOLO DI ESSERE LETTO.
Io abito in Lunigiana (MASSA CARRARA) e:
- caccio il cinghiale con i miei segugi;
- caccio il cinghiale pure in zone dove ci sono caprioli;
- sono cacciatore di selezione e coadiutore per il controllo del cinghiale.
Allora posso portare alle Vs. discussioni le mie esperienze, che sono:
- quando inseguito dai cani il capriolo non se ne fa più di tanto...... è però vero che farlo inseguire ingenera nel capriolo comportamenti diversi (è evidente),non so dire quanto ciò lo disturbi;
- cacciare il capriolo con i cani da seguita vuol dire non selezionarlo (perchè non se ne ha la possibilità materiale, reale). Dove viene cacciato con la seguita evidentemente i presupposti dati dall'entità della popolazione lo consentono, e perciò non mi viene da commentare nulla.
In provincia di MS molto tempo fa i caprioli erano cacciabili con i cani da seguita, POI FINIRONO, perchè l'entità della popolazione non poteva sostenere quel tipo di caccia. è qualche anno che sono aperti solo di selezione e la specie dovrebbe aver raggiunto un proprio equilibrio, perchè un presupposto della caccia di selezione è il non essere incidente sull'entità della popolazione. Si preleva l'interesse e non si intacca il capitale.
Ho letto pure in altre discussioni l'avversità per i cacciatori di selezione, io che ho fatto il corso so che è motivata dalla non conoscenza dei presupposti su cui si basa. Il cacciatore di selezione ha, inoltre, un proprio bagaglio di sapere che farebbe comodo pure a chi ritiene di essere libero di fare quello che vuole.
Il mio ragionamento è che la cultura venatoria manca a gran parte di noi cacciatori. Mi fa piacere che in Sardegna si possa fare come si vuole. Io venivo a caccia di tordi li a quindici anni accompagnando mio padre. Poi ci fu una restrizione nella possibilità di avere il tesserino. Troppi cacciatori, alcuni scellerati distruttori li vedemmo pure noi! Mi viene di pensare però che anche li, forse, tutte le risorse non sono infinite e non si può fare proprio come si vuole.
E' importante studiare e conoscere gli animali che cacciamo, perchè questo ci aiuta a preservarli quel tanto che basta perchè la nostra passione non finisca mai.
Chiudo chiedendo per favore a chi sta discutendo, di rispondermi evitando toni da bar e gioco delle carte... non serve urlare, nemmeno serve parlarsi addosso...
grazie
Paolo del Bianco
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Sirbaggio
Utente registrato - 2009-02-18 20:22:09
Dalla trincea, o da un cespuglio di "scupazzu", alzo la bandiera bianca. Posso affacciare? Mi spara nessuno?
Miinchia, ma comu finiu? Mi pare "la masculiata", ovvero l'ultima raffica assordante dei fuochi d'artificio immancabili in ogni festa che si rispetti.
Una "ammazzatina", mezza strage, morti e feriti sul campo buon senso e moderazione.
Perchè tanto infervorirsi e acredine?
Come accennato da qualcuno (non me ne voglia ma non ricordo il nome nè la fazione se guelfa o ghibellina..)i "nemici" sono dall'altra parte della barricata!!
Facimu comu i miricani di un film che sotto LSD si scannarono intra iddi stissi? (scusate il dialetto ma mi scappa).
I "Selecontrollori" sostengono che cervidi e bovidi è preferibile cacciarli a trad...ehm scusate da appostamento.
Apportano al mulino le elucubrazioni di edotti cattedratici. Fin qui nulla da ridire.
(Anche se edotti cattedratici hanno fatto si che in Sicilia venissero immessi cinghiali e lepri dell'est, daini..
Gli stessi hanno stabilito come definitivamente estinta la popolazione di gatto selvatico mentre invece esso fa gli scongiuri e campa sereno e pacifico....hanno decretato la chiusura di aree per proteggere la "locale"popolazione di animali che poi sono solo di passo, per salvaguardare una brassicacea che è più diffusa della gramigna...
Come in tutte le umane vicende non tutto ciò che brilla..nè possiamo prendere ogni titolato colpo di favella per oro colato. Secondo me tutto va valutato sulla bilancia di un ponderato contraddittorio.)
I Cinghialari o cinghialisti, invece, non ci stanno. Mica so scemi , eh? Una fetta della torta anche loro, giusto no?
Dove cacciano i cinghiali i caprioli stanno alla grande.
Ciò non vuol dire che il veterinario debba prescrivere supposte di segugio a iosa per far prolificare i caprioli.
A parte una mal celata ironia, per stemperare i toni, credo che come ogni volta che si parla di caccia si cade nell'errore di non tener conto delle differenze e particolarismi locali, differenze di tradizioni e tipologie di gestione differenti. Sarebbe assurdo mettere sullo stesso piano Carnia, Sila, Gennargentu, Appennino ToscoEmiliano, Madonie...etc etc etc e magari nel pentolone una spruzzatina di Highlands, Schwarzwald e boschi della Provenza, facciamo solo casino.
Facciamo le persone serie e coscenziose.
Non possiamo dire "io ho sentito dire" o "io ho ragione perchè l'ha detto Jeeg robot"....
Se il dibattito diventasse costruttivo anzichè distruttivo?
Ambasciator non porta pena, scusate la moderazione.
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paolodelbianco
Utente registrato - 2009-02-19 08:38:36
forse siamo arrivati a tempo scaduto. Il campo di battaglia (discussione) è già stato abbandonato dai contendenti...