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LA TEORIA DEL SELECONTROLLORE

articoli - istriano - 2009-01-24 18:24:41

Chi conosce personalmente il sottoscritto sa bene della mia testardaggine nel cose, il sardo che sta dentro esce come un vulcano in eruzione, non mi fermo davanti a nulla se non alla evidenza delle cose, le chiacchiere, addirittura i consigli, se non le minacce ed ingiurie, da parte di determinate persone, che non avendo argomenti reali sulla caccia in cui confrontarsi, vanno a sindacare sulla grammatica, poi parlano di valori, cultura sulla caccia, vantandosi che nel loro tableu (che cazzo sarebbe), un quadro da muro? ma…..hanno in vista teste di caprioli, cervi e compagnia bella, io nel mio tableu, ho raffigurato in ordine d’importanza la figura di mio nonno, è il mio carissimo/ amico collega dove in Nassiriya è deceduto per valori ben più importanti di queste cazzatte sulla caccia. Ma oggi mi sono messo in testa che devo studiare, devo capire la figura del selecontrolore e di quali studi fanno uso, della popolazione di questo ungulato in Italia, è perché in altre nazioni, addirittura in Italia stessa (velasi Friuli Venezia Giulia) è consentita la caccia la battuta, premetto se ci riesco, che userò “generalizzare”, senza riferimenti personali, ma partendo da dichiarazioni, teorie scritte da appartenenti a questo sito, che svolgono la figura “anche” del selecontrollore. La prima cosa che un Selecontrollore vi dice, a riguardo della non possibilità di caccia del capriolo con l’uso del cane in battuta, è quello che Professori, Studiosi, Tecnici, Università ecc, hanno condotto sul capriolo, cioè quello che l’unico metodo di prelievo e conservazione della specie, l’uso del segugio per qualcuno sarebbe invasivo, per altri “rumoroso”, per altri non si riuscirebbe ad individuare un maschio da una femmina, creando uno squilibro di parità di sessi all’interno del branco. Queste considerazioni sono state fatte per la maggior parte da professori di Università, più delle volte commissionati da varie associazioni che girano all’interno del mondo caccia pagate da tutti noi, selecontrollori compresi, gli studi, che sarebbero poi in pratica fatti sui risultati dei censimenti, e prelievi sempre avvalendosi della collaborazione di Tecnici faunistici qualificati. La mia curiosità di queste affermazioni, mi a portato a pensare che siamo di fronte ad un animale in via di estinzione, cioè si è costretti ad effettuare GIUSTAMENTE il prelievo tramite selecontrollore in quanto con la battuta, vista anche la diversità di nascite di prole, infatti cinghiali si riproducono molto + dei caprioli, in giro di 3- 4 anni sparirebbe dalla nostra amata Penisola. Ricordate cosa ho scritto sopra, devo studiare, ed ecco che quindi mi sono informato tramite siti, associazioni, selecontrollori, insomma persone che amano questo tipo di prelievo, semplicemente per avere una situazione chiara, per non essere accusato di faziosità. Intanto bisognerebbe conoscere la consistenza “approssimativa” del Capriolo in Italia, da stime effettuare da selecontrolli per conto di Università siamo intorno a 421.000 capi, dove bisogna precisare che il capriolo a differenza del cinghiale, la cui stima è stimata in 5000.000 capi è presente abbondante su tutto l’arco alpino nord-orientale e centrale (dalFriuli al Trentino e Alpi lombarde), mentre la sua presenza si riduce spostandosi sul versante occidentale. Per quanto riguarda l’Italia Centrale, la sua distribuzione può essere definita a macchie di leopardo. Qui devo rifare una precisazione, il cinghiale anche se presente in quasi tutta la penisola isole comprese, e numericamente poco superiore come consistenza di capi, ha capacità di riproduzione più consistenza, ma mi tocca A RIPRECISARE, che il cinghiale viene cacciato con il sistema di battuta, dove a dire di varie persone (beati loro), ci sono squadre che durante tutta la Stagione Venatoria prendono dai 300 a 400 cinghiali,quindi già qui i NUMERI non combaciano più, il cinghiale nonostante venga cacciato con il sistema di battuta con numeri elevati, dove in alcuni luoghi vedasi questa estate dentro Genova, continua NONOSTANTE PARTORISCANO più piccoli a rimanere sugli stessi numeri del capriolo, anzi come riportato da PROFESSORI di UNIVERSITA, il capriolo intorno agli anni ’30 del XX secolo contava forse in tutta Italia non più di30.000 capi, quasi tutti concentrati nelle Alpi orientali . Negli stessi anni probabilmente si estingueva il nucleo relitto della Sila.Con la Seconda Guerra Mondiale e il primo dopoguerra si raggiunse il minimo storico in termini di consistenza, con una popolazione ridotta ad appena 10.000 capi, per lo più sempre concentrati nel settore nord-orientale . Particolarmente allarmante era la situazione del centro-sud, con i piccoli nuclei di Castelporziano, Garganoe Orsomarso. Negli anni ’50 si assistette ad un cambiamento radicale della situazione, almeno in Italia settentrionale e centro-settentrionale. L’abbandono della montagna (e quindi la fine dell’agricoltura di sussistenza e la crisi della pastorizia), la conseguente ripresa della vegetazione naturale con il ritorno di cespuglieti e boschi, le campagne di riforestazione,il calo della pressione di bracconaggio, resero progressivamente più favorevoli le condizioni ambientali per gli Ungulati, capriolo compreso . Interventi di reintroduzione nelle Alpi occidentali, nell’Appennino settentrionale e centrale soprattutto tra gli anni ’50 e ’70, contribuirono alla ripresa del capriolo a livello nazionale . Agli anni ’70 del XX secolo risale anche l’immissione di caprioli di ceppo alpino nella Sila, in Calabria.La consistenza della popolazione di caprioli in Italia è da decenni in continuo incremento, per il contributo dei nuclei sia alpini e prealpini sia dell’Appennino settentrionale e centrale e della Maremma. Si è passati da 50.000 nel 1960 a 80.000 nel 1970, a 120.000 nel 1980, a 240.000 nel 1990, a 421.000 nel 2005, in effetti da questi dati fatti da Professori, Studiosi di Università si evince bene come il SEGUGIO in quei anni a decretato la fine di tutti gli Ungulati CAPRIOLO COMPRESO…..poi dovremo NOI STUDIARE……
Inizio a non capirci più nulla, tra un paio di anni con questo METODO di prelievo si avrà una popolazione di un MILIONE di caprioli, ma bisogna stare tranquilli si sta studiando un piano perché questo non avvenga.
In provincia di Parma, il più recente censimento (marzo 2002) effettuato su 42971 ettari, ha stimato la presenza di 8614 caprioli. Nella SOLA provincia di Massa Carrara, in Toscana l’Università di Parma avvalendosi di selecontrollori, nel periodo che va dal 1997 e il 2005, a effettuato dei studi sul prelievo del capriolo, su 1014 CAPRIOLI abbattuti di cui 469 maschi, e 432 femmine, di cui un età compressa tra 0/12 mesi il 17,95%, tra 13/24 mesi il 21,10%, e fino a 5 anni 60,95%, come vedette siamo di fronte a numeri che in certe zone, dove viene CACCIATO IL CINGHIALE in battuta possiamo solamente SOGNARE, a Parma in 42.971 ettari vengono stimati 8.614 cinghiale, nella Provincia di Massa in 8 anni vengono abbattuti, escudendo quindi la PRESENZA di 1014 caprioli. Il prelievo, viene eseguito con un semplice METEDO, avvalendosi di Tecnici Faunistici QUALIFICATI, mediante l’applicazione di opportuni MODELLI TEORICI, dei gruppi di animali presenti in distretti diversi, dopo avviene la stesura del piano di prelievo per i capi da abbattere, e vengono assegnati ad ogni SINGOLO SELECONTROLLORE, il numero PRECISO per classe di età, è sesso, adesso mi sorge una domanda e relativo dubbio, il selecontrollore una volta ottenuto il piano con il numero esatto che dovrà prelevare, nel bosco PUO’ RECARSI DA SOLO, ho viene accompagnato da un Tecnico Faunistico Qualificato, magari suo amico che ne controlli il reale ed esatto per sesso e classe? Un'altra domanda, una volta abbattuto il CAPRIOLO, viene dato in BENEFICENZA visto che NON SI TRATTA DI CACCIA, ho il selecontrollore può benissimo portarselo a casa? Siccome in un altro sito leggevo che uno lamentava che i cacciatori di cinghiali vanno solamente per la ciccia, mi sorgeva questo dubbio. Sempre da gli studi fatti da Università per la gestione del capriolo si legge, che il prelievo venatorio selettivo sulla popolazione di capriolo, nasce dalla consapevolezza che essa rappresenta una vera e propria ricchezza e come tale vada gestita Certe considerazioni, più emotive che scientifiche, hanno portato talvolta a scegliere la cosiddetta “protezione passiva”, soprattutto nei parchi, che consiste nel non attuare prelievo sulla popolazione. I risultati ottenuti hanno tuttavia dimostrato come questo tipo di approccio sia da evitare, perché deleterio per la salute della popolazione e del suo ecosistema. Continuo a non capirci sempre di più, poi mi viene da pensare, forse è più comodo effettuare il prelievo in questo modo per il semplice fatto che si a PAURA dell’opinione pubblica? VEDASI PIEMONTE 2006? Ricordate?La Regione aveva programmato il prelievo di 600 caprioli con l’ausilio dei cani, in quanto per il drammatico numero di vite umane creati da questo simpatico ungulato, causando incidenti stradali. Ci fu una rivolta popolare, TG, donne, bambini, verdi, bianchi, tutti a PROTESTARE per l’annunciata STRAGE, vinsero i caprioli addirittura si rivolsero al TAR, quindi forse e meglio sparare in silenzio avvalendosi di studi di Università avvalorando tesi da libro cuore. Nella Provincia di Parma si prevedono due diversi periodi di caccia. Il primo si colloca in agosto ed interessa l’abbattimento dei soli maschi subadulti, adulti e vecchi. Il secondo si colloca fra dicembre e gennaio ed interessa le femmine di tutte le età e i piccoli maschi. Nei primi anni di prelievo, invece, anche le femmine e i piccoli venivano abbattuti ad agosto. Allora perché vietare la caccia con il segugio? Si caccia ad Agosto quando i maschi tengano le corna e le femmine no, ma avete mai visto sopraggiungere alla posta un capriolo con la velocità di una lepre, tanto da non saper riconoscere il sesso? Ma quando mai, una volta partito, continua a fermarsi aspettando i cani, e via così tutta la giornata. Dopo tutto questo mi nascono mille domande, ma so già le risposte, ma perché nelle Valli del Natisone ed in genere in Friuli Venezia Giulia (ITALIA) dove si esercita il prelievo con i cani da sempre, non si riscontra alcun tipo di destrutturazione. Come mai in una provincia come Siena dove si caccia il cinghiale con mute di segugi assai numerose vi sia stata un’esplosione incredibile del capriolo, si parla di trentamila caprioli!? Che fanno tutti quei cani rincorrono solo il CIGNALE!!!! Eppure le popolazioni di caprioli, ma anche altri ungulati, stanno benissimo ed aumentano nonostante, e questo si che è un problema, vi sia un bracconaggio spietato. Come mai in Francia, Spagna ed altri paesi si caccia il capriolo con mute di cani, vi risulta forse che sia in via di estinzione? Forse in Francia di caccia non capiscono nulla? Poi un'altra domanda ma FATTE SEMPRE CENTRO, cioè NON FERITE NESSUN CAPRIOLO? Dirette perché in battuta tutti vengono fermati, certo che no, ma almeno una possibilità CON I CANI si hanno di recuperare l’animale FERITO. Mi sono un po’ perso, ho dimenticato lo stress da seguita che il capriolo avrebbe se cacciato in BATTUTA, infatti e talmente stressato e intelligente che puntualmente il mercoledi o domenica successiva e li pronto sulla rampa di lancio. Dio mio ho scritto 1.787 parole in un ora e mezza, per esporre una teoria che al sottoscritto a solo TEORIA, continuate nel vostro amato prelievo, io da parte mia non vengo a disturbarvi, continuate nella vostra passione, ma vi prego, lo chiedo PER FAVORE, risparmiatevi con le vostre affermazioni, perché se questa e solamente una ideologia di caccia allora hanno ragione i cinesi “ Quando un solo cane si mette ad abbaiare a un ombra, diecimila cani ne fanno realtà".

TEMPO DI STESSURA di 1.873 parole UN ORA E 39 MINUTI DA UN IGNORANTE ORGOGLIOSO DI ESSERLO.

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LA TEORIA DEL SELECONTROLLORE

Chi conosce personalmente il sottoscritto sa bene della mia testardaggine nel cose, il sardo che sta dentro esce come un vulcano in eruzione, non mi fermo davanti a nulla se non alla evidenza delle cose, le chiacchiere, addirittura i consigli, se non le minacce ed ingiurie, da parte di determinate persone, che non avendo argomenti reali sulla caccia in cui confrontarsi, vanno a sindacare sulla grammatica, poi parlano di valori, cultura sulla caccia, vantandosi che nel loro tableu (che cazzo sarebbe), un quadro da muro? ma…..hanno in vista teste di caprioli, cervi e compagnia bella, io nel mio tableu, ho raffigurato in ordine d’importanza la figura di mio nonno, è il mio carissimo/ amico collega dove in Nassiriya è deceduto per valori ben più importanti di queste cazzatte sulla caccia. Ma oggi mi sono messo in testa che devo studiare, devo capire la figura del selecontrolore e di quali studi fanno uso, della popolazione di questo ungulato in Italia, è perché in altre nazioni, addirittura in Italia stessa (velasi Friuli Venezia Giulia) è consentita la caccia la battuta, premetto se ci riesco, che userò “generalizzare”, senza riferimenti personali, ma partendo da dichiarazioni, teorie scritte da appartenenti a questo sito, che svolgono la figura “anche” del selecontrollore. La prima cosa che un Selecontrollore vi dice, a riguardo della non possibilità di caccia del capriolo con l’uso del cane in battuta, è quello che Professori, Studiosi, Tecnici, Università ecc, hanno condotto sul capriolo, cioè quello che l’unico metodo di prelievo e conservazione della specie, l’uso del segugio per qualcuno sarebbe invasivo, per altri “rumoroso”, per altri non si riuscirebbe ad individuare un maschio da una femmina, creando uno squilibro di parità di sessi all’interno del branco. Queste considerazioni sono state fatte per la maggior parte da professori di Università, più delle volte commissionati da varie associazioni che girano all’interno del mondo caccia pagate da tutti noi, selecontrollori compresi, gli studi, che sarebbero poi in pratica fatti sui risultati dei censimenti, e prelievi sempre avvalendosi della collaborazione di Tecnici faunistici qualificati. La mia curiosità di queste affermazioni, mi a portato a pensare che siamo di fronte ad un animale in via di estinzione, cioè si è costretti ad effettuare GIUSTAMENTE il prelievo tramite selecontrollore in quanto con la battuta, vista anche la diversità di nascite di prole, infatti cinghiali si riproducono molto + dei caprioli, in giro di 3- 4 anni sparirebbe dalla nostra amata Penisola. Ricordate cosa ho scritto sopra, devo studiare, ed ecco che quindi mi sono informato tramite siti, associazioni, selecontrollori, insomma persone che amano questo tipo di prelievo, semplicemente per avere una situazione chiara, per non essere accusato di faziosità. Intanto bisognerebbe conoscere la consistenza “approssimativa” del Capriolo in Italia, da stime effettuare da selecontrolli per conto di Università siamo intorno a 421.000 capi, dove bisogna precisare che il capriolo a differenza del cinghiale, la cui stima è stimata in 5000.000 capi è presente abbondante su tutto l’arco alpino nord-orientale e centrale (dalFriuli al Trentino e Alpi lombarde), mentre la sua presenza si riduce spostandosi sul versante occidentale. Per quanto riguarda l’Italia Centrale, la sua distribuzione può essere definita a macchie di leopardo. Qui devo rifare una precisazione, il cinghiale anche se presente in quasi tutta la penisola isole comprese, e numericamente poco superiore come consistenza di capi, ha capacità di riproduzione più consistenza, ma mi tocca A RIPRECISARE, che il cinghiale viene cacciato con il sistema di battuta, dove a dire di varie persone (beati loro), ci sono squadre che durante tutta la Stagione Venatoria prendono dai 300 a 400 cinghiali,quindi già qui i NUMERI non combaciano più, il cinghiale nonostante venga cacciato con il sistema di battuta con numeri elevati, dove in alcuni luoghi vedasi questa estate dentro Genova, continua NONOSTANTE PARTORISCANO più piccoli a rimanere sugli stessi numeri del capriolo, anzi come riportato da PROFESSORI di UNIVERSITA, il capriolo intorno agli anni ’30 del XX secolo contava forse in tutta Italia non più di30.000 capi, quasi tutti concentrati nelle Alpi orientali . Negli stessi anni probabilmente si estingueva il nucleo relitto della Sila.Con la Seconda Guerra Mondiale e il primo dopoguerra si raggiunse il minimo storico in termini di consistenza, con una popolazione ridotta ad appena 10.000 capi, per lo più sempre concentrati nel settore nord-orientale . Particolarmente allarmante era la situazione del centro-sud, con i piccoli nuclei di Castelporziano, Garganoe Orsomarso. Negli anni ’50 si assistette ad un cambiamento radicale della situazione, almeno in Italia settentrionale e centro-settentrionale. L’abbandono della montagna (e quindi la fine dell’agricoltura di sussistenza e la crisi della pastorizia), la conseguente ripresa della vegetazione naturale con il ritorno di cespuglieti e boschi, le campagne di riforestazione,il calo della pressione di bracconaggio, resero progressivamente più favorevoli le condizioni ambientali per gli Ungulati, capriolo compreso . Interventi di reintroduzione nelle Alpi occidentali, nell’Appennino settentrionale e centrale soprattutto tra gli anni ’50 e ’70, contribuirono alla ripresa del capriolo a livello nazionale . Agli anni ’70 del XX secolo risale anche l’immissione di caprioli di ceppo alpino nella Sila, in Calabria.La consistenza della popolazione di caprioli in Italia è da decenni in continuo incremento, per il contributo dei nuclei sia alpini e prealpini sia dell’Appennino settentrionale e centrale e della Maremma. Si è passati da 50.000 nel 1960 a 80.000 nel 1970, a 120.000 nel 1980, a 240.000 nel 1990, a 421.000 nel 2005, in effetti da questi dati fatti da Professori, Studiosi di Università si evince bene come il SEGUGIO in quei anni a decretato la fine di tutti gli Ungulati CAPRIOLO COMPRESO…..poi dovremo NOI STUDIARE……
Inizio a non capirci più nulla, tra un paio di anni con questo METODO di prelievo si avrà una popolazione di un MILIONE di caprioli, ma bisogna stare tranquilli si sta studiando un piano perché questo non avvenga.
In provincia di Parma, il più recente censimento (marzo 2002) effettuato su 42971 ettari, ha stimato la presenza di 8614 caprioli. Nella SOLA provincia di Massa Carrara, in Toscana l’Università di Parma avvalendosi di selecontrollori, nel periodo che va dal 1997 e il 2005, a effettuato dei studi sul prelievo del capriolo, su 1014 CAPRIOLI abbattuti di cui 469 maschi, e 432 femmine, di cui un età compressa tra 0/12 mesi il 17,95%, tra 13/24 mesi il 21,10%, e fino a 5 anni 60,95%, come vedette siamo di fronte a numeri che in certe zone, dove viene CACCIATO IL CINGHIALE in battuta possiamo solamente SOGNARE, a Parma in 42.971 ettari vengono stimati 8.614 cinghiale, nella Provincia di Massa in 8 anni vengono abbattuti, escudendo quindi la PRESENZA di 1014 caprioli. Il prelievo, viene eseguito con un semplice METEDO, avvalendosi di Tecnici Faunistici QUALIFICATI, mediante l’applicazione di opportuni MODELLI TEORICI, dei gruppi di animali presenti in distretti diversi, dopo avviene la stesura del piano di prelievo per i capi da abbattere, e vengono assegnati ad ogni SINGOLO SELECONTROLLORE, il numero PRECISO per classe di età, è sesso, adesso mi sorge una domanda e relativo dubbio, il selecontrollore una volta ottenuto il piano con il numero esatto che dovrà prelevare, nel bosco PUO’ RECARSI DA SOLO, ho viene accompagnato da un Tecnico Faunistico Qualificato, magari suo amico che ne controlli il reale ed esatto per sesso e classe? Un'altra domanda, una volta abbattuto il CAPRIOLO, viene dato in BENEFICENZA visto che NON SI TRATTA DI CACCIA, ho il selecontrollore può benissimo portarselo a casa? Siccome in un altro sito leggevo che uno lamentava che i cacciatori di cinghiali vanno solamente per la ciccia, mi sorgeva questo dubbio. Sempre da gli studi fatti da Università per la gestione del capriolo si legge, che il prelievo venatorio selettivo sulla popolazione di capriolo, nasce dalla consapevolezza che essa rappresenta una vera e propria ricchezza e come tale vada gestita Certe considerazioni, più emotive che scientifiche, hanno portato talvolta a scegliere la cosiddetta “protezione passiva”, soprattutto nei parchi, che consiste nel non attuare prelievo sulla popolazione. I risultati ottenuti hanno tuttavia dimostrato come questo tipo di approccio sia da evitare, perché deleterio per la salute della popolazione e del suo ecosistema. Continuo a non capirci sempre di più, poi mi viene da pensare, forse è più comodo effettuare il prelievo in questo modo per il semplice fatto che si a PAURA dell’opinione pubblica? VEDASI PIEMONTE 2006? Ricordate?La Regione aveva programmato il prelievo di 600 caprioli con l’ausilio dei cani, in quanto per il drammatico numero di vite umane creati da questo simpatico ungulato, causando incidenti stradali. Ci fu una rivolta popolare, TG, donne, bambini, verdi, bianchi, tutti a PROTESTARE per l’annunciata STRAGE, vinsero i caprioli addirittura si rivolsero al TAR, quindi forse e meglio sparare in silenzio avvalendosi di studi di Università avvalorando tesi da libro cuore. Nella Provincia di Parma si prevedono due diversi periodi di caccia. Il primo si colloca in agosto ed interessa l’abbattimento dei soli maschi subadulti, adulti e vecchi. Il secondo si colloca fra dicembre e gennaio ed interessa le femmine di tutte le età e i piccoli maschi. Nei primi anni di prelievo, invece, anche le femmine e i piccoli venivano abbattuti ad agosto. Allora perché vietare la caccia con il segugio? Si caccia ad Agosto quando i maschi tengano le corna e le femmine no, ma avete mai visto sopraggiungere alla posta un capriolo con la velocità di una lepre, tanto da non saper riconoscere il sesso? Ma quando mai, una volta partito, continua a fermarsi aspettando i cani, e via così tutta la giornata. Dopo tutto questo mi nascono mille domande, ma so già le risposte, ma perché nelle Valli del Natisone ed in genere in Friuli Venezia Giulia (ITALIA) dove si esercita il prelievo con i cani da sempre, non si riscontra alcun tipo di destrutturazione. Come mai in una provincia come Siena dove si caccia il cinghiale con mute di segugi assai numerose vi sia stata un’esplosione incredibile del capriolo, si parla di trentamila caprioli!? Che fanno tutti quei cani rincorrono solo il CIGNALE!!!! Eppure le popolazioni di caprioli, ma anche altri ungulati, stanno benissimo ed aumentano nonostante, e questo si che è un problema, vi sia un bracconaggio spietato. Come mai in Francia, Spagna ed altri paesi si caccia il capriolo con mute di cani, vi risulta forse che sia in via di estinzione? Forse in Francia di caccia non capiscono nulla? Poi un'altra domanda ma FATTE SEMPRE CENTRO, cioè NON FERITE NESSUN CAPRIOLO? Dirette perché in battuta tutti vengono fermati, certo che no, ma almeno una possibilità CON I CANI si hanno di recuperare l’animale FERITO. Mi sono un po’ perso, ho dimenticato lo stress da seguita che il capriolo avrebbe se cacciato in BATTUTA, infatti e talmente stressato e intelligente che puntualmente il mercoledi o domenica successiva e li pronto sulla rampa di lancio. Dio mio ho scritto 1.787 parole in un ora e mezza, per esporre una teoria che al sottoscritto a solo TEORIA, continuate nel vostro amato prelievo, io da parte mia non vengo a disturbarvi, continuate nella vostra passione, ma vi prego, lo chiedo PER FAVORE, risparmiatevi con le vostre affermazioni, perché se questa e solamente una ideologia di caccia allora hanno ragione i cinesi “ Quando un solo cane si mette ad abbaiare a un ombra, diecimila cani ne fanno realtà".

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