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il profumo della caccia

articoli - scovatore - 2008-11-28 14:58:30

Sono passati oramai tanti anni eppure ripensando all’infanzia e alla mia fanciullezza tutto mi è chiaro,anche se molte volte velato di tristezza dei mille momenti in cui la caccia è rimasta viva nella mia mente e ancor di più nel mio cuore,una caccia fatta di sensazioni immense, che ancora oggi a distanza di tanto tempo mi danno la certezza di cosa si perdono tanti giovani che attratti dalla vita moderna ,e da altre mille cose: non avranno la fortuna di sentire il profumo della caccia.Una caccia fatta di uomini semplici ,come semplici erano i loro abiti e i loro fucili,e ancor più semplici i loro amati cani.Quando la mattina al risveglio il grande sasso era tutto coperte di neve e con lui tutta la zona collinare della catena appenninica, i grandi cacciatori mettevano nella sacca pane e formaggio, e io da quelle gesta capivo che era tempo di partire per le battute di caccia, ma consapevole che per loro io ero ancora un bambino e che avrei potuto essere solo di peso.Quindi rimanevo immobile a guardare i vecchi,con la speranza di quel cenno che dicesse andiamo.Poi finalmente un giorno il mio maestro mi disse oggi vieni con me!!!!!!!!!! Da quel momento ho iniziato ad assaporare il profumo della caccia, che è diventata una forza vitale quotidiana e forse non ne potrei più fare a meno. Ma mi rendo conto anche di cose meno belle che si accomunano tra di noi che viviamo questa nobile arte:e sono quelle nuove leve di giovanotti che oggi si credono i cultori, o inventori del niente cresciuti in una società sporca e malata ,molti ancora peggio ignoranti e cialtroni che nascondendosi dietro il benfatto dei loro vecchi pensano che un ruolo rilevante e di prestigio nel mondo della caccia le spetti di diritto.Zoticoni parlanti,anzi sparlanti che credono di spaventare il popolo con frasi ineberranti, incivili e minacciose.Difronte a questo mondo dannatamente ostile non posso che ripensare a loro: ai miei maestri semplici e puri come la neve sul gran sasso. Onore a loro. Ciao scova

il profumo della caccia

Sono passati oramai tanti anni eppure ripensando all’infanzia e alla mia fanciullezza tutto mi è chiaro,anche se molte volte velato di tristezza dei mille momenti in cui la caccia è rimasta viva nella mia mente e ancor di più nel mio cuore,una caccia fatta di sensazioni immense, che ancora oggi a distanza di tanto tempo mi danno la certezza di cosa si perdono tanti giovani che attratti dalla vita moderna ,e da altre mille cose: non avranno la fortuna di sentire il profumo della caccia.Una caccia fatta di uomini semplici ,come semplici erano i loro abiti e i loro fucili,e ancor più semplici i loro amati cani.Quando la mattina al risveglio il grande sasso era tutto coperte di neve e con lui tutta la zona collinare della catena appenninica, i grandi cacciatori mettevano nella sacca pane e formaggio, e io da quelle gesta capivo che era tempo di partire per le battute di caccia, ma consapevole che per loro io ero ancora un bambino e che avrei potuto essere solo di peso.Quindi rimanevo immobile a guardare i vecchi,con la speranza di quel cenno che dicesse andiamo.Poi finalmente un giorno il mio maestro mi disse oggi vieni con me!!!!!!!!!! Da quel momento ho iniziato ad assaporare il profumo della caccia, che è diventata una forza vitale quotidiana e forse non ne potrei più fare a meno. Ma mi rendo conto anche di cose meno belle che si accomunano tra di noi che viviamo questa nobile arte:e sono quelle nuove leve di giovanotti che oggi si credono i cultori, o inventori del niente cresciuti in una società sporca e malata ,molti ancora peggio ignoranti e cialtroni che nascondendosi dietro il benfatto dei loro vecchi pensano che un ruolo rilevante e di prestigio nel mondo della caccia le spetti di diritto.Zoticoni parlanti,anzi sparlanti che credono di spaventare il popolo con frasi ineberranti, incivili e minacciose.Difronte a questo mondo dannatamente ostile non posso che ripensare a loro: ai miei maestri semplici e puri come la neve sul gran sasso. Onore a loro. Ciao scova

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