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Elementare ...dare e.... Avere

articoli - fireblade74 - 2008-11-24 13:16:15

E' una vita che vivo con i cani, sempre e solo cani da caccia. Non è un modo di dire. Quando venni al mondo loro c'erano già.Anzi, quando cominciai a rendermi confusamente conto di quel piccolo mondo che mi cadeva sotto gli occhi, probabilmente scambiai i cani per cristiani.Sulla mia culla, una di quelle monumentali culle di una volta, si affacciavano infatti, oltre ai miei familiari, anche i segugi di mio zio.E se è vero che i cani subiscono l'imprinting dell' uomo, è altrettanto vero che può succedere il contrario.Per me fu cosi.
L'ho presa un po alla larga per imbastire quattro chiacchiere su un argomento trattato fino alla noia dalla pubblicistica venatoria: il cosiddetto addestramento dei nostri ausiliari.Da bastian contrario quale sono, già il termine ""ausiliare""mi pare troppo riduttivo coi suoi risvolti tecnicistici : cane e cacciatore sono infatti complementari l'uno all' altro.Dirò di più.Se abbiamo imparato a cacciare come si deve, se ci siamo fatti una buona cultura cinegetica, se conosciamo il comportamento della selvaggina meglio di tanti, troppi, improvvisati e melensi sedicenti amici degli animali, ebbene, tutto ciò lo si deve in gran parte ai nostri cani. Furono loro ad insegnarcelo. I segugi ci raccontano per filo e per segno abitudini e atteggiamenti dei selvatici:il loro lavoro è una specie di radiocronaca (a posteriori nell'accostamentoe in diretta nell' inseguimento)commentata a più voci.I cani da ferma ti sfogliano anch'essi le pagine di un trattato sulla natura e ti additano i capitoli più interessanti. A noi basta saper leggere!!!Ecco perchè quando si parla di addestramento , mi chiedo se l' uomo non pecca come di solito di presunzione.Un soggetto di buona genealogia e dunque di buon tremperamento , dotato delle necessarie qualità naturali, ha bisogno soltanto di essere inziato coi giusti criteri!!!
Esercizio, ripetitività delle azioni, selvaggina come si deve e il resto ...oserei dire viene da sè. I nostri interventi dovrebbero mirare principalmnte a ottenere obbedienza e alla correzione di comportamenti emendabili.Dico emendabili giacchè a tare psichiche e a deficenze fisiologiche ben difficilmente si puo rimediare .
Potrebbe risultare controproducente pretendere di avere a caccia un servitorello succube dei nostri voleri ad ogni piè sospinto. Ne scapiterebbero la sua concentrazione e la sua iniziativa , presupposti assolutamente indispensabili per sviluppare intuito ed intelletto , per acquisire nozioni ed esperienze da memorizzare e col tempo mettere a buon frutto .Soltanto così il cane si andrà costruendo una ""personalità"", che il più delle volte rifletterà quelle del cacciatore attraverso la continuità di una frequentazione.
Rare volte in cui si deve usare il guanto di ferro . La natura malleabile dei cani li induce ad assimilare , come detto, carattere , costumanze e gusti in consonanza col "loro" cacciatore. L'adattamento scaturisce dalla propensione di ogni cane a vivere un rapporto di simbiosi , che fonda le sue ragioni nell' indole degli animali di branco.Ciò , vale naturalmente per soggetti di buon equilibrio e in mano ad un altrettanto equilibrato cacciatore.
Si è detto che nell' economia del dare e avere tra uomini e cani , i primi-e direi soprattutto i primi- ricevono il loro tornaconto in fatto di conoscenze.Raramente è stata posta in giusta luce quest'altra faccia della medaglia , ossia l' insegnamento "elementare" che ci viene impartito dai nostri cani, che in ultima analisi.....sono i veri cacciatori!!Quanto giochi la loro influenza è dimostrato fin dall' inizio quando, volutamente o casualmente avvicinatici ad una razza , può capitare che non l' abbandoniamo più. Altra prova dell' ascendente di cui sono forniti i cani, è sottolineata dal vecchio detto che suggerisce al giovane cacciatore di servirsi di un soggetto adulto al quale affidarsi umilmente come discepolo a precettore.Non sempre riusciamo e renderci conto di come funzionano quelle prerogative che lo conducono al raggiuggimento di certi risultati. Ben pochi se lo chiedono, ma quand'anche l', interrogativo restasse senza risposta è bello lo stesso. Tante volte un mistero è più suggestivo di una certezza!!
Una antica e pur sempre attuale massima recita..-il cacciatore fa il cane e il cane fà il cacciatore.......

Elementare.... dare e.... Avere

E' una vita che vivo con i cani, sempre e solo cani da caccia. Non è un modo di dire. Quando venni al mondo loro c'erano già.Anzi, quando cominciai a rendermi confusamente conto di quel piccolo mondo che mi cadeva sotto gli occhi, probabilmente scambiai i cani per cristiani.Sulla mia culla, una di quelle monumentali culle di una volta, si affacciavano infatti, oltre ai miei familiari, anche i segugi di mio zio.E se è vero che i cani subiscono l'imprinting dell' uomo, è altrettanto vero che può succedere il contrario.Per me fu cosi.
L'ho presa un po alla larga per imbastire quattro chiacchiere su un argomento trattato fino alla noia dalla pubblicistica venatoria: il cosiddetto addestramento dei nostri ausiliari.Da bastian contrario quale sono, già il termine ""ausiliare""mi pare troppo riduttivo coi suoi risvolti tecnicistici : cane e cacciatore sono infatti complementari l'uno all' altro.Dirò di più.Se abbiamo imparato a cacciare come si deve, se ci siamo fatti una buona cultura cinegetica, se conosciamo il comportamento della selvaggina meglio di tanti, troppi, improvvisati e melensi sedicenti amici degli animali, ebbene, tutto ciò lo si deve in gran parte ai nostri cani. Furono loro ad insegnarcelo. I segugi ci raccontano per filo e per segno abitudini e atteggiamenti dei selvatici:il loro lavoro è una specie di radiocronaca (a posteriori nell'accostamentoe in diretta nell' inseguimento)commentata a più voci.I cani da ferma ti sfogliano anch'essi le pagine di un trattato sulla natura e ti additano i capitoli più interessanti. A noi basta saper leggere!!!Ecco perchè quando si parla di addestramento , mi chiedo se l' uomo non pecca come di solito di presunzione.Un soggetto di buona genealogia e dunque di buon tremperamento , dotato delle necessarie qualità naturali, ha bisogno soltanto di essere inziato coi giusti criteri!!!
Esercizio, ripetitività delle azioni, selvaggina come si deve e il resto ...oserei dire viene da sè. I nostri interventi dovrebbero mirare principalmnte a ottenere obbedienza e alla correzione di comportamenti emendabili.Dico emendabili giacchè a tare psichiche e a deficenze fisiologiche ben difficilmente si puo rimediare .
Potrebbe risultare controproducente pretendere di avere a caccia un servitorello succube dei nostri voleri ad ogni piè sospinto. Ne scapiterebbero la sua concentrazione e la sua iniziativa , presupposti assolutamente indispensabili per sviluppare intuito ed intelletto , per acquisire nozioni ed esperienze da memorizzare e col tempo mettere a buon frutto .Soltanto così il cane si andrà costruendo una ""personalità"", che il più delle volte rifletterà quelle del cacciatore attraverso la continuità di una frequentazione.
Rare volte in cui si deve usare il guanto di ferro . La natura malleabile dei cani li induce ad assimilare , come detto, carattere , costumanze e gusti in consonanza col "loro" cacciatore. L'adattamento scaturisce dalla propensione di ogni cane a vivere un rapporto di simbiosi , che fonda le sue ragioni nell' indole degli animali di branco.Ciò , vale naturalmente per soggetti di buon equilibrio e in mano ad un altrettanto equilibrato cacciatore.
Si è detto che nell' economia del dare e avere tra uomini e cani , i primi-e direi soprattutto i primi- ricevono il loro tornaconto in fatto di conoscenze.Raramente è stata posta in giusta luce quest'altra faccia della medaglia , ossia l' insegnamento "elementare" che ci viene impartito dai nostri cani, che in ultima analisi.....sono i veri cacciatori!!Quanto giochi la loro influenza è dimostrato fin dall' inizio quando, volutamente o casualmente avvicinatici ad una razza , può capitare che non l' abbandoniamo più. Altra prova dell' ascendente di cui sono forniti i cani, è sottolineata dal vecchio detto che suggerisce al giovane cacciatore di servirsi di un soggetto adulto al quale affidarsi umilmente come discepolo a precettore.Non sempre riusciamo e renderci conto di come funzionano quelle prerogative che lo conducono al raggiuggimento di certi risultati. Ben pochi se lo chiedono, ma quand'anche l', interrogativo restasse senza risposta è bello lo stesso. Tante volte un mistero è più suggestivo di una certezza!!
Una antica e pur sempre attuale massima recita..-il cacciatore fa il cane e il cane fà il cacciatore.......

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