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Donne di caccia: la mia esperienza

articoli - rampichina - 2008-10-13 11:12:18

La prima domanda che di solito viene rivolta a chi è del gentil sesso e si presenta come cacciatore, è: ma come ti è venuta voglia di andare a caccia? Soprattutto per chi, come me proviene da una famiglia di campagna ma non proprio di cacciatori, diventa un po’ difficile rispondere. Fermo restando che difficilmente le “signorine” che abitano in pieno centro città si avvicinino alla caccia, per chi nasce in un piccolo paese situato in una provincia composta in gran parte da campagna e che comprende alcune delle più belle zone di caccia d’Italia, diventa praticamente normale sentir parlare di caccia anche per chi non ha una tradizione di cacciatori in famiglia da più generazioni.
La mia passione per la caccia è nata tardi, verso i 18 anni, però posso sicuramente ringraziare anche mio papà che fin da piccola mi aveva abituata a stare in campagna, in mezzo alla natura tra cani, cavalli, animali di ogni genere e sorta, così quando ho conosciuto il mio attuale fidanzato, un vero e proprio maniaco della caccia, non è stato difficile comprendere perché a lui venisse tanto facile lasciarmi da sola a casa il sabato e la domenica per andare a caccia, compreso tutto il mese di agosto per la caccia di selezione!!! Così, forse per invidia nei suoi confronti, poiché tornava sempre felice e contento dopo una giornata di caccia, forse perché non riuscivo a divertirmi come tutte le ragazze della mia età ( discoteche, in giro fino a tarda notte, in giro in centro città con le amiche, ecc…), decisi una mattina di agosto di andare a caccia al capriolo con il mio ragazzo e da lì non ho più smesso.
Forse è stata l’alba di quella mattina, o forse la pace del bosco che mi incantò, l’unica cosa che so è che dopo due anni avevo in tasca porto d’armi, abilitazione alla caccia di selezione e abilitazione al cinghiale.
Il primo incontro con la caccia al cinghiale, nell’inverno 2007, invece lo definirei abbastanza traumatico! Alla notizia che io stavo prendendo la patente di caccia, tutti i componenti della squadra del mio ragazzo mi chiesero di provare ad andare per una volta con loro, così io, non ancora abilitata a portare un fucile con me accompagnai il mio ragazzo alla posta, ignara di quello che stava per accadere…. A mia insaputa infatti il capo caccia ci aveva piazzati nella posta migliore, per essere sicuro che io avrei visto qualche cinghiale. Il risultato? Il mio ragazzo che si allontana un po’ per finire il primo animale ferito, un branco di cinghiali che nel frattempo passa per la nostra posta, i cani che abbaiano come disperati, e io che per la paura mi ero infilata dentro un grosso ceppo di castagno secco da cui sono uscita solo a fine battuta!! Beh, mettetevi al mio posto! Senza un’arma, con un branco di animali in corsa che ti arriva addosso e poca anzi, nessuna esperienza nel campo!!!
Il risultato di quell’esperienza? Tutti vi chiederete se mi sono talmente spaventata da non tornare più a caccia? Invece no, questo settembre mi sono iscritta alla squadra e per ora vado ancora accompagnata alle poste più pericolose, sia perché lo impone la legge sia perché con le armi non si gioca e io devo imparare ancora un sacco di cose.
Devo ammettere che all’inizio ero un po’ intimorita del fatto che in squadra non ci fossero donne, certo pensare di stare tutto il giorno con 30 omoni provenienti quasi tutti dalla montagna, tra cui alcuni sapevano più cose sui cinghiali che sulle donne; tutto insomma lasciava pensare che il mondo della caccia fosse maschilista, invece mi sono dovuta ricredere! Un mondo al maschile per la maggior parte si, ma MASCHILISTA NO!!!! Adesso ho almeno una decina di nonni e una ventina di zii adottivi, sono coccolatissima e tutti si preoccupano quando, per sfiga, non vedo nemmeno un cinghiale in tutta la mattina! E per le padelle? Se le faccio io nessun problema, “sono cose che capitano,non devi smettere di andare a caccia per qualche padella” mi dicono, se la padella scappa a qualcun’ altro? il poveretto dovrà accettare tutte le prese in giro del caso!! Perché infondo, mi hanno insegnato, la caccia è soprattutto passare del tempo in amicizia a prendersi in giro e a dire cavolate.
La scena più bella a cui ho assistito è stato quando dovevo recuperare il mio primo cinghiale, avevo la posta accanto al capocaccia, sapevo che lui è famoso perché non si sporca mai le mani nemmeno per i suoi cinghiali, ma non vedendo arrivare nessuno chiesi aiuto a lui…risultato?
Smobilitò mezza squadra per portare il suo Land Rover (dove non si potrebbero caricare animali) più vicino possibile e poi trascinò il mio animale fino alla gip, lo caricò e lo portò fino alla csa di caccia!!! C’era anche chi della squadra mi ha chiesto una foto dell’avvenimento!!!
Poi ci sono i canai che mi vorrebbero portare con loro, per imparare a conoscere le nostre foreste a palmo a palmo e per imparare come si lavora con i cani, per me è un onore che mi vengano proposte certe esperienze perché di solito chi va con i cani non rivela facilmente i propri segreti. C’è chi già ha programmato il mio futuro da canaio e si propongono di aiutarmi “ti accompagno io, si prende un cane di razza e un bastardo, poi si fanno le cucciolate, e poi…. E poi….”.
Ormai insomma sono la mascotte della squadra, anche perché ho una discreta fortuna, ( la fortuna del principiante) potrei mettermi anche in centro città e di lì passerebbe un cinghiale!
Infine credo che tutte le donne si dovrebbero ricredere per quello che riguarda la caccia, certo esistono anche personaggi “illustri” che non sono di certo un esempio da seguire, ma io ho riscontrato per il maggior numero di casi un grande rispetto verso gli animali, e non è assolutamente vero che i cacciatori non apprezzano le proprie mogli o compagne, anzi la maggior parte quando tornano a casa “non portano più i pantaloni”, neanche un verro di 250kg potrebbe intimorirli di più della moglie che si imbestialisce quando fanno tardi, e spesso mi capita di sentire qualcuno dire “ quanto sono fortunato che mia moglie non mi vieta di andare a caccia” oppure “meno male che mia moglie mi sopporta”. Io credo che sarebbe peggio se il marito passasse le sere al night, o al pub con gli amici, infondo in mezzo ad un bosco con altri uomini…che vuoi che succeda!!! Mogli non lamentatevi!!!
E se qualcuno mi chiede un giudizio sui cacciatori? belle persone, con un grande rispetto e una grande stima per il gentil sesso, in squadra ti fanno sentire a casa tua anzi in famiglia, e io per ora sono la donna di questa grande famiglia e come tutte le brave donne di casa i miei compiti sono solo 2: cucinare e lavare i piatti…. Almeno i miei cacciatori ammettono che la casa di caccia non è mai stata così pulita, ordinata e addirittura si mangia in orario!!! by rampichina

Donne di caccia: la mia esperienza

la prima domanda che di solito viene rivolta a chi è del gentil sesso e si presenta come cacciatore, è: ma come ti è venuta voglia di andare a caccia? Soprattutto per chi, come me proviene da una famiglia di campagna ma non proprio di cacciatori, diventa un po’ difficile rispondere. Fermo restando che difficilmente le “signorine” che abitano in pieno centro città si avvicinino alla caccia, per chi nasce in un piccolo paese situato in una provincia composta in gran parte da campagna e che comprende alcune delle più belle zone di caccia d’Italia, diventa praticamente normale sentir parlare di caccia anche per chi non ha una tradizione di cacciatori in famiglia da più generazioni.
La mia passione per la caccia è nata tardi, verso i 18 anni, però posso sicuramente ringraziare anche mio papà che fin da piccola mi aveva abituata a stare in campagna, in mezzo alla natura tra cani, cavalli, animali di ogni genere e sorta, così quando ho conosciuto il mio attuale fidanzato, un vero e proprio maniaco della caccia, non è stato difficile comprendere perché a lui venisse tanto facile lasciarmi da sola a casa il sabato e la domenica per andare a caccia, compreso tutto il mese di agosto per la caccia di selezione!!! Così, forse per invidia nei suoi confronti, poiché tornava sempre felice e contento dopo una giornata di caccia, forse perché non riuscivo a divertirmi come tutte le ragazze della mia età ( discoteche, in giro fino a tarda notte, in giro in centro città con le amiche, ecc…), decisi una mattina di agosto di andare a caccia al capriolo con il mio ragazzo e da lì non ho più smesso.
Forse è stata l’alba di quella mattina, o forse la pace del bosco che mi incantò, l’unica cosa che so è che dopo due anni avevo in tasca porto d’armi, abilitazione alla caccia di selezione e abilitazione al cinghiale.
Il primo incontro con la caccia al cinghiale, nell’inverno 2007, invece lo definirei abbastanza traumatico! Alla notizia che io stavo prendendo la patente di caccia, tutti i componenti della squadra del mio ragazzo mi chiesero di provare ad andare per una volta con loro, così io, non ancora abilitata a portare un fucile con me accompagnai il mio ragazzo alla posta, ignara di quello che stava per accadere…. A mia insaputa infatti il capo caccia ci aveva piazzati nella posta migliore, per essere sicuro che io avrei visto qualche cinghiale. Il risultato? Il mio ragazzo che si allontana un po’ per finire il primo animale ferito, un branco di cinghiali che nel frattempo passa per la nostra posta, i cani che abbaiano come disperati, e io che per la paura mi ero infilata dentro un grosso ceppo di castagno secco da cui sono uscita solo a fine battuta!! Beh, mettetevi al mio posto! Senza un’arma, con un branco di animali in corsa che ti arriva addosso e poca anzi, nessuna esperienza nel campo!!!
Il risultato di quell’esperienza? Tutti vi chiederete se mi sono talmente spaventata da non tornare più a caccia? Invece no, questo settembre mi sono iscritta alla squadra e per ora vado ancora accompagnata alle poste più pericolose, sia perché lo impone la legge sia perché con le armi non si gioca e io devo imparare ancora un sacco di cose.
Devo ammettere che all’inizio ero un po’ intimorita del fatto che in squadra non ci fossero donne, certo pensare di stare tutto il giorno con 30 omoni provenienti quasi tutti dalla montagna, tra cui alcuni sapevano più cose sui cinghiali che sulle donne; tutto insomma lasciava pensare che il mondo della caccia fosse maschilista, invece mi sono dovuta ricredere! Un mondo al maschile per la maggior parte si, ma MASCHILISTA NO!!!! Adesso ho almeno una decina di nonni e una ventina di zii adottivi, sono coccolatissima e tutti si preoccupano quando, per sfiga, non vedo nemmeno un cinghiale in tutta la mattina! E per le padelle? Se le faccio io nessun problema, “sono cose che capitano,non devi smettere di andare a caccia per qualche padella” mi dicono, se la padella scappa a qualcun’ altro? il poveretto dovrà accettare tutte le prese in giro del caso!! Perché infondo, mi hanno insegnato, la caccia è soprattutto passare del tempo in amicizia a prendersi in giro e a dire cavolate.
La scena più bella a cui ho assistito è stato quando dovevo recuperare il mio primo cinghiale, avevo la posta accanto al capocaccia, sapevo che lui è famoso perché non si sporca mai le mani nemmeno per i suoi cinghiali, ma non vedendo arrivare nessuno chiesi aiuto a lui…risultato?
Smobilitò mezza squadra per portare il suo Land Rover (dove non si potrebbero caricare animali) più vicino possibile e poi trascinò il mio animale fino alla gip, lo caricò e lo portò fino alla csa di caccia!!! C’era anche chi della squadra mi ha chiesto una foto dell’avvenimento!!!
Poi ci sono i canai che mi vorrebbero portare con loro, per imparare a conoscere le nostre foreste a palmo a palmo e per imparare come si lavora con i cani, per me è un onore che mi vengano proposte certe esperienze perché di solito chi va con i cani non rivela facilmente i propri segreti. C’è chi già ha programmato il mio futuro da canaio e si propongono di aiutarmi “ti accompagno io, si prende un cane di razza e un bastardo, poi si fanno le cucciolate, e poi…. E poi….”.
Ormai insomma sono la mascotte della squadra, anche perché ho una discreta fortuna, ( la fortuna del principiante) potrei mettermi anche in centro città e di lì passerebbe un cinghiale!
Infine credo che tutte le donne si dovrebbero ricredere per quello che riguarda la caccia, certo esistono anche personaggi “illustri” che non sono di certo un esempio da seguire, ma io ho riscontrato per il maggior numero di casi un grande rispetto verso gli animali, e non è assolutamente vero che i cacciatori non apprezzano le proprie mogli o compagne, anzi la maggior parte quando tornano a casa “non portano più i pantaloni”, neanche un verro di 250kg potrebbe intimorirli di più della moglie che si imbestialisce quando fanno tardi, e spesso mi capita di sentire qualcuno dire “ quanto sono fortunato che mia moglie non mi vieta di andare a caccia” oppure “meno male che mia moglie mi sopporta”. Io credo che sarebbe peggio se il marito passasse le sere al night, o al pub con gli amici, infondo in mezzo ad un bosco con altri uomini…che vuoi che succeda!!! Mogli non lamentatevi!!!
E se qualcuno mi chiede un giudizio sui cacciatori? belle persone, con un grande rispetto e una grande stima per il gentil sesso, in squadra ti fanno sentire a casa tua anzi in famiglia, e io per ora sono la donna di questa grande famiglia e come tutte le brave donne di casa i miei compiti sono solo 2: cucinare e lavare i piatti…. Almeno i miei cacciatori ammettono che la casa di caccia non è mai stata così pulita, ordinata e addirittura si mangia in orario!!! by rampichina

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