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L'APERTURA..... |
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L'APERTURA.....
Quanti di noi vorrebbero tornare indietro con gli anni? Sono sicuro in molti, perché i nostri pensieri ci porterebbero alla nostra innocente fanciullezza, fatta, parlo almeno per il sottoscritto di spensieratezza nella mia amata SARDEGNA, di giochi semplici e rudimentali ,altro che Play Station….. di corse nei campi, di furti di ogni ortaggio che i contadini di quel tempo piantavano nei loro rigogliosi orti, e via a correre come delle lepri, con dietro Ziu Antoni, Ziu Paolo, che resesi conto del nostro ennesimo “furto” ci rincorrevano con falci e zappe……che paura……, una fanciullezza sana, pulita, fatta di piccole cose, il poco che si aveva, parlo come giochi, era custodito come una reliquia, ancora in Sardegna a casa di mia madre possiedo il mio primo “unico” gioco, “Goldrake”, adesso che mio figlio a 6 anni ho già buttato due motocarri di giochi nuovi…….Mah,dicono che adesso è il progresso, tutto di corsa, tutto corre velocemente, pure quello di regalare camionate di giochi inutili solo perché il suo “amichetto “ lo possiede, è cosi via a chi possiede di più. Ma la mia adolescenza non era fatta solo giochi spensierati, non poteva essere solo quello, mio padre cacciatore di Lepri, mio fratello maggiore idem, è sul uscio della nostra porta dormiva il primo cane che la mia mente ricordi, si chiamava Bobby, era una “specie” di segugio di colore rosso, ma un campione sulla lepre, fu avvelenato da ignobili persone solo per invidia. Fin da piccino “stressavo” mio padre, perché mi portasse con lui, ma si scontrava sempre con il GENERALE di casa, mia MADRE, non voleva assolutamente che io andassi a caccia, troppo piccolo continuava a ripetere, ma io da buon sardo non demordevo, arriverà quel giorno continuavo a pensare. Quando mio padre tornava da caccia assieme a mio fratello, io ero sempre sul ciglio della porta ad aspettarli, subito a chiederli “cantu neazzi leaddu” (Quanti ne avete preso), perché era sotto inteso che tornavano sempre con qualche lepre, è li ad ammirare sa “vera” (la lepre) sempre con il rispetto che si dovrebbe avere per qualsiasi animale “catturato” da noi. L’altra domanda subito che sorgeva spontanea diretta a mio padre era “chi la sa bocadasa” (quale cane a scovato le lepri), perché essendo piccino, non conoscendo ancora bene il lavoro dei cani, avevo la preferenza per uno invece che l’altro, come se fosse una competizione fra cani nel scovare più lepri. Ma il fatidico giorno arrivo anche per il sottoscritto, causa la partenza per il militare di mio fratello, mio padre non avendo la patente di guida (tutt’ora non la possiede), aveva bisogno di uno che lo aiutasse a portare i cani a guinzaglio, è per di più si dovevano percorre KM a piedi invece che in macchina per raggiungere il posto di caccia, è cosi convinse mia madre che il mio giorno era arrivato, è cosi l’apertura della caccia alla lepre del 1977 vide il sottoscritto arruolato a pieno titolo da mio padre, la mia prima apertura di caccia si stava per materializzare, avevo 10 anni!!!!!. Ricordo bene l’agitazione di mio padre, un continuo peregrinare dalla cucina all’uscio della casa, il suo sguardo era rivolto sempre al cielo,sembrava il mitico Bernacca, ogni minuto sfornava una previsione meteorologica, stava a contare le nuvole, guardava il loro colore, borbottando ad alta voce, è spiegando l’ennesima previsione a mia madre,per il semplice fatto che se il cielo si presentava nuvoloso, iniziava ad imprecare, per il semplice fatto che domani mattina non vi sarà abbastanza “selentu” (rugiada) per i cani, se invece il cielo si presentava sereno, ma in lontananza vedeva arrivare delle nuvole era la fine, perché quella rugiada di prima sera verrà inghiottita dalle nuvole, se invece il cielo era totalmente sgombro da nuvole ed già si notava dell’umido, non andava bene, troppa umidità per i cani rende difficile il loro lavoro, tutto questo per me era nuovo, era strano forse perché finalmente la vivevo in prima persona, partecipe pure io dei pensieri “nebulosi” che attanagliavano mio padre, ma era giunta l’ora di riposare. Non ricordo bene se quella notte della mia prima Apertura abbia dormito, ero troppo piccino per ricordarlo bene, ma nel passare degli anni il giorno dell’apertura alla caccia il sottoscritto NON DORMIVA, adesso che sono un po’ più grandicello è la vivo diversamente, DORMO!! La sveglia suono presto, fu mia madre a svegliarmi, mio padre era già sotto, nell’uscio di casa che stava nuovamente scrutando il cielo, quando scesi salutai mi padre, ma non ottenni alcuna risposta, anzi mi guardo con uno sguardo cupo, non riconoscevo quel genitore, allegro, sempre pronto alla battuta sempre protettivo nei miei confronti, pensai che forse aveva bisticciato con mia madre perche non voleva che andassi a caccia, invece capii che era solo la tensione dell’apertura alla caccia alla lepre, mio padre la viveva in quel modo, come se dovesse svolgere l’ultimo esame prima della laurea. Non una parola usci dalla bocca di mio padre, mentre facevo colazione, anzi mi fissava come dire “dai muoviti a mangiare”, mia madre preparo” su companicu”( la sacca), mi saluto raccomandandomi di stare attento, mia padre borbotto qualcosa rivolto a mia madre , prese il fucile, è la sacca, è fissandomi accennando un sorriso, mi disse “prontu sese” (sei pronto),riconobbi finalmente mio padre, perché vidi nel suo sguardo quel genitore che conoscevo. Prima di prendere i cani, passammo da un altro signore più anziano di mio padre , era il suo compagno di caccia, che oltre ad non avere la patente come mio padre, non aveva nemmeno il porto d’armi, subito inizio a scherzare con il sottoscritto, rassicurandomi che oggi ci saremo divertiti, questa persona si chiamava Gavino la sua passione erano i cani, il lavoro dei cani, non importava sparare, lui viveva per un accostamento del segugio ed una sonora seguita, chissà se adesso esistono persone che andrebbero a caccia solo per questo…….Legò i suoi due segugi, la razza era quella che si usava in quei tempi, cioè BASTARDI, passammo dal nostro canile che era distante 50 metri dalla nostra abitazione, io ricordo che avevo una agitazione fuori misura, tremavo come una foglia, ma mio padre mi mise subito a mio agio dandomi da portare a guinzaglio il mio cane preferito, era Frizz una specie di bassotto tedesco (vista forse anche la mole piccola),era il cane di punta di mio padre, perché ogni volta che ritornava e chiedevo chi aveva scovato le lepri mi diceva “FRIZZ”. L’apertura si concluse con la cattura di due lepri, e un paio sbagliati sempre da mio padre, Gavino l’altro signore aveva solo un bastone per controllare le siepi, la sera di ritorno a casa ero sfinito, ma contento, per la prima volta in vita mia, ero stato partecipe in prima persona dell’apertura della caccia. Con il passare degli anni ci sono state altre tantissime aperture alla caccia assieme a mio padre, ricordo che l’atmosfera che si respirava era magica, iniziava una settimana prima con il decidere dove effettuarla, la preparazione dei cani, come se questi dovessero andare ad un appuntamento di Gala, l’acquisto delle cartucce presso l’unica armeria del paese, ho la ricarica fatta a mano per mio padre per la sua doppietta cal.16, era un respirare di un mare di sensazioni e sogni che adesso il sottoscritto non riesce più a vivere. Certo i tempi sono cambiati, adesso non esiste più l’APERTURA, ma ESISTONO le PRE APERTURE, LA SELEZIONE,ed ogni altra diavoleria che fa si che durante tutto l’arco dell’anno si spari. Prima l’apertura per i cacciatori di piuma significava, dormire nel bosco, per sentire all’alba il canto della pernice, adesso questo non esiste più, che senso avrebbe, una settimana prima che iniziasse la caccia sono stati lanciati 1000 polli colorati che a mala pena volano…… Tutto è cambiato,adesso 100 metri si fanno in macchina, dicono il progresso, ma io sono dalla idea che sia pura pigrizia, adesso esistono macchine che si chiamano” fuoristrada”, in tutto questo benessere si sono trovati pure i nostri genitori, loro, insegnati nel trasmettere a noi questa passione, che molti adesso vorrebbero sostituire con altre usanze che con la caccia quella che il sottoscritto è cresciuto, non hanno a mio avviso nulla a che vedere, ma questo è il progresso, non so se ancora potrò assaporare la gioia di rivedere mio padre fuori dell’uscio di casa, li a scrutare il cielo, lui emozionato come un bambino aspettando quella apertura che oggi non esiste, si cercano nuove pratiche per sostituire la parola APERTURA, senza avere rispetto per quelle persone ormai in età avanzata, che dalla vita non hanno più nulla da chiedere se non quello di assaporare, quelle sensazioni che solamente la caccia, quella di un tempo passato, dava il giorno dell’APERTURA………………… “il vero viaggio di scoperta non consiste nel cercare nuove terre, ma nell'avere nuovi occhi”…….è questo molti non hanno…………. By Istri. |
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