“L’ISTINTO DELLA TRACCIA”

Cari colleghi mi preme affrontare il tema della passata, sento un interesse crescente per questo argomento.
Ognuno di noi in base al proprio metodo di caccia che svolge ritiene più o meno importante la fase della passata, personalmente ritengo che un segugio debba saper esprimere al meglio tutte le fasi e cioè cerca, accostamento, scovo e seguita. Certo la mia esperienza che parte dalla caccia alla lepre col segugio mi porta ad una concezione di versa di valutazione del lavoro del cane da cinghiale.
Ritengo importante, per quanto riguarda la caccia la cinghiale, la fase dell’accostamento, quindi bisogna costruire un cane che abbia tali caratteristiche, perché i cani vanno costruiti!! Come fare? Per risolvere questo interrogativo ci sono diverse astuzie da parte del cacciatore-cinofilo e precisamente: prima fase è la scelta di una razza di segugi predisposta da madre natura ad effettuare la passata, questo perché non si può pretendere che cani di un certo tipo svolgano compiti non adeguati alle loro caratteristiche genetiche (non si può pretendere che un segugio si metta in ferma come un setter). Pertanto bisogna scegliere un segugio che effettui istintivamente la fase della passata, per quanto poi concerne l’addestramento di questo soggetto bisognerà improntarlo sul risveglio di questo istinto. Personalmente seguo il vecchio metodo del nonno, adesso ve lo racconto potrete trovarlo banale o scontato ma comunque valido ed efficace.
Non appena i miei cuccioli di Beagles, cani che cacciano a naso incollato al terreno, raggiungono l’età di 4 – 5 mesi inizio a dressarli con il coniglio facendoli dapprima incattivire sull’animale facendoglielo vedere correre davanti, d’appresso nascondendoglielo rendendo il gioco, perché di gioco si tratta, sempre più difficile.
Una volta che i cuccioli dimostrano di riuscire a trovare il coniglio, si deve passare alla fase successiva che è quella di farli incattivire nella cerca, questo si ottiene facendo camminare il solito coniglio in mezzo ad un prato, facendolo correre tornare su se stesso, rendendo cioè difficile la linea dell’usta lasciata dall’animaletto e poi toglierlo e riporlo in gabbia. Fatto ciò si prende un solo cucciolo che ha gia dimostrato interesse e lo si porta nel prato, vedremo il nostro cucciolo che cercherà senza trovare nulla all’infinito, attiverà iniziative varie traccerà cercherà tra i rovi proverà in tanti posti senza trovare nulla. Questo sembrerà essere stupido, ma attiverà all’interno della scheda genetica del nostro cane i neuroni necessari per sviluppare il senso della traccia e dell’iniziativa.
Poi logicamente ci saranno fasi successive che serviranno a formare il nostro cane ma per oggi ci basta aver affrontato questa prima fase.
Perché il cane si costruisce a piccoli passi, non forzando troppo il nostro cucciolo facendogli bruciare le tappe, diffidando di chi da emerito ignorante ti racconta di avere fenomeni a 4 mesi di età, il fenomeno sarà lui non i suoi cuccioli!!
By Passatore